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  • 14 авг.51из fmfmf01

    ⤵️ Proposte come l’istituzionalizzazione del "patriarcato mediterraneo", l’abolizione della categoria di femminicidio, la selezione dei migranti su base religiosa o il ritorno all'acquisto di gas russo si scontrano frontalmente sia con la Costituzione italiana sia con la realtà dei vincoli geopolitici internazionali. Tuttavia, fermarsi all'indignazione significa non comprendere la vera natura della politica contemporanea. Questo manifesto non nasce dall'ingenuità o dall'ignoranza delle leggi: è un’operazione strategica fredda, lucida e profondamente pragmatica, finalizzata a scopi ben diversi dal governare il Paese. Monopolizzare l'attenzione in un ecosistema informativo saturo è la prima regola della sopravvivenza politica per scongiurare l’invisibilità (Strategia del “rumore”). Spararla grossa garantisce una copertura mediatica immediata e gratuita. Proporre l'assurdo attiva un meccanismo psicologico collaudato: gli oppositori e i media progressisti si indignano, amplificano la notizia per giorni e, così facendo, fanno da cassa di risonanza al leader. Questa tattica serve a spostare la cosiddetta "Finestra di Overton", ovvero il perimetro di ciò che l'opinione pubblica considera accettabile. Proponendo scenari estremi come le espulsioni di massa o l'imputabilità penale a 12 anni, le posizioni della destra tradizionale — fino a ieri considerate radicali — iniziano improvvisamente a sembrare moderate e ragionevoli. Il programma non è scritto per convincere la maggioranza degli italiani, ma per blindare e compattare un nucleo duro di elettori delusi (la polarizzazione identitaria, il collante). Funziona come un test di purezza ideologica. In questo schema, più il "sistema" — composto da giuristi, giornalisti e istituzioni — attacca il programma definendolo incostituzionale, più la base elettorale si convince che Vannacci sia l'unico a dire "verità scomode" contro il politicamente corretto. L'arroccamento delle istituzioni a difesa dello Stato di diritto viene ribaltato e usato come prova dell'autenticità del leader. Sul piano internazionale, il manifesto promette un pragmatismo economico (come il ritorno alle fonti energetiche russe) che ignora deliberatamente la realtà dei fatti: l'Italia opera in un regime di sovranità limitata, stretta tra i vincoli finanziari del debito pubblico e i patti militari con Washington. Sfidare apertamente questi equilibri significherebbe il default economico immediato. Perché allora inserire tali punti? Per una pura logica di posizionamento interno alla coalizione di governo. Mentre la destra istituzionale è costretta a mediare con Bruxelles e Washington per governare, Vannacci occupa lo spazio politico lasciato vuoto, intercettando il voto euroscettico, radicale e filorusso. È una bandierina piantata per pesarsi e contarsi rispetto agli alleati. Ciliegina sulla torta: presentare un programma palesemente inattuabile offre un enorme vantaggio politico a lungo termine: la scusa permanente per giustificare eventuali fallimenti (“Scudo d’Impotenza”). Se domani questo progetto dovesse scontrarsi con la realtà, la colpa non sarà mai dell'inconsistenza delle tesi proposte, ma dei "giudici di parte", dei vincoli europei o dei diktat americani che "impediscono il cambiamento". In conclusione potremmo dire che spacciare l'autoritarismo e i vecchi ruoli di genere come "buonsenso" è solo l'ennesima, “modernizzata” tattica fascista per raccogliere voti e manipolare gli altri.

  • 14 авг.51из fmfmf01

    L’ESCA POLITICA DI VANNACCI (Il manifesto di Futura Nazionale) Appena si legge il programma di “Futura Nazionale”, la tentazione immediata è quella di liquidare Vannacci con un “mavaffanc…” per l’insieme di provocazioni anacronistiche o, peggio, per il delirio giuridico… È un insulto all’intelligenza! Però poi mi chiedo, ma perché Vannacci ha scritto una tale schifezza? L’unica risposta che mi do è questa: il “manifesto di Futuro Nazionale” non deve essere letto come un testo giuridico o un piano di riforme applicabili. È un'esca elettorale! È uno strumento di marketing politico progettato per catalizzare il dissenso e destabilizzare gli equilibri di potere. Confondere questa strategia con un reale programma di governo è l'errore più grande che si possa commettere. ⤵️

  • 11 авг.6562из fmfmf01

    ⤵️ Il peccato originale: un colonialismo ancora attivo! Per capire come risolvere il conflitto, dobbiamo smettere di considerarlo una guerra tra due Stati legittimi che litigano per un confine. La storia ci dice altro. Tutto inizia nel 1917 con la Dichiarazione Balfour: un atto coloniale in cui l'Impero Britannico promise una terra non sua a un popolo terzo, ignorando il 90% della popolazione araba autoctona. Quel processo è culminato nella Nakba del 1948 – l'espulsione pianificata di 700.000 palestinesi – ed è proseguito fino a oggi. Molti storici e commentatori liquidano la questione dicendo: "Molti Stati moderni sono nati sul sangue, guardate gli Stati Uniti o l'Australia, ormai è andata così". Questo parallelo contiene un clamoroso errore logico: quei colonialismi appartengono al passato, sono capitoli chiusi. In Palestina, invece, parliamo di un colonialismo d'insediamento tuttora attivo. L'espropriazione delle terre, l'espansione dei coloni in Cisgiordania e il blocco di Gaza accadono adesso, sotto i nostri occhi. Non si può chiedere a un popolo di legittimare un'ingiustizia che continua a consumarsi quotidianamente. La svolta: una giustizia riparativa (senza nuove pulizie etniche)! Se ci fosse una reale volontà politica internazionale di applicare il diritto internazionale – a partire dalle risoluzioni ONU (come la 2334) e dalle Convenzioni di Ginevra che vietano il trasferimento di civili nei territori occupati – la soluzione esisterebbe. E non prevede la cancellazione o la deportazione di nessuno. La vera soluzione si fonda su due pilastri legali e umanitari: a) Lo smantellamento delle strutture di occupazione: Le colonie illegali, avamposti militari del puro espansionismo ideologico, vanno eliminate per restituire la sovranità territoriale al popolo palestinese. b) Il riconoscimento dello status dei nati lì: I milioni di cittadini israeliani che oggi nascono in quella terra non hanno colpe storiche per i crimini dei loro antenati e non possono essere trasformati a loro volta in profughi. La formula politica più onesta e lungimirante è quella della giustizia riparativa: una volta ripristinata la sovranità di uno Stato palestinese libero, laico e democratico su tutta la terra storica, gli israeliani non ideologici potrebbero rimanere a vivere lì. Non più come occupanti protetti dall'esercito, ma come normali immigrati regolari con diritto di residenza, protetti da leggi giuste e civili all'interno di una società condivisa. Questo modello ribalta i rapporti di forza senza creare nuove violenze: trasforma l'oppressore di oggi nel regolare e pacifico residente di domani. E questo non è un discorso valido solo per il Medio Oriente. È un principio universale che dovrebbe essere applicato a tutti i popoli che ancora oggi si trovano a resistere contro un'occupazione, un'invasione o un regime coloniale. Riconoscere la dignità e il diritto all'autodeterminazione di chi subisce l'oppressione, integrando le nuove generazioni che si trovano sul territorio senza colpe dirette, è l'unico modo per spezzare le catene della storia e costruire una pace reale. Tutto il resto è solo propaganda per mantenere inalterato lo status quo. PALESTINA LIBERA!

  • 11 авг.65из fmfmf01

    OLTRE LA FAVOLA DEI “2 STATI”… (… la soluzione al conflitto che la politica non vuole vedere!) Siamo abituati a seguire il dramma della Palestina come se fosse una partita di calcio a curve contrapposte, o peggio, un cataclisma naturale inevitabile. Ci ripetono da trent'anni che l'unica via d'uscita è la "soluzione a due Stati". Ma se avessimo l'onestà intellettuale e politica di guardare in faccia la storia, capiremmo che la chiave per una pace vera e duratura è un'altra. Richiede solo una cosa che oggi manca del tutto: un'onesta volontà politica internazionale. ⤵️

  • 10 авг.10011из fmfmf01

    Siamo governati da dementi! Ascoltate questo “illuminato” comunicato di Tajani a proposito di “reimigrazione italiana”…

  • 6 авг.1364из fmfmf01

    ⤵️ 1- Nessun intento persecutorio: La Procura di Roma non stava spiando un parlamentare. Quelle chat WhatsApp sono state trovate sul telefono sequestrato a un ristoratore già condannato come prestanome della camorra. Perché i magistrati non possono usarle? 2- Sfera privata vs Attività politica: L'immunità parlamentare è nata per difendere la libertà politica e di voto dei deputati da persecuzioni giudiziarie, non per secretare messaggi privati scambiati con soggetti sotto indagine per criminalità organizzata. 3- Il paradosso dello scrutinio segreto: Una decisione così rilevante per l'opinione pubblica è stata presa nascondendosi dietro il voto segreto, impedendo ai cittadini di sapere esattamente come hanno votato i propri rappresentanti eletti. Quando la politica usa le tutele costituzionali come uno scudo per bloccare il lavoro dei magistrati su indagini ordinarie, si crea una distanza inaccettabile tra lo Stato e i cittadini. LA LEGGE DOVREBBE ESSERE UGUALE PER TUTTI, SENZA ZONE D’OMBRA!!!

  • 6 авг.123из fmfmf01

    GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI? Caso Delmastro, il centrodestra ferma i magistrati: l'immunità diventa un bavaglio all'inchiesta. Il voto della Camera sulle chat di Andrea Delmastro solleva interrogativi profondi sulla trasparenza delle nostre istituzioni e sul principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. La giustificazione del Governo e della maggioranzaI partiti di centrodestra difendono il voto richiamando l'articolo 68 della Costituzione. Secondo la maggioranza (centrodestra), negare l'uso delle chat serve a tutelare le prerogative e l'indipendenza del Parlamento, evitando che le comunicazioni private dei deputati siano sottoposte a un controllo indiscriminato da parte della magistratura, il che rischierebbe di condizionare il libero esercizio del mandato politico. Ma è proprio di fronte a questa giustificazione che emergono i dubbi più forti: ⤵️

  • 3 авг.17343из fmfmf01

    ⤵️ Eppure, l'identità storica di Aviano è stata svenduta: -Cancellato il Beato Marco d’Aviano, il "medico spirituale d'Europa" che tre secoli fa cercava di unire ciò che le guerre dividevano. -Ignorato il CRO, dove si combatte davvero, ma per salvare vite umane.(Istituto di cura e ricerca sul cancro più importanti e prestigiosi d'Italia). -Dimenticato il Piancavallo, la natura e le malghe. Oggi l'eccellenza da sbandierare è il caccia pronto all'attacco. La Base scritta con la maiuscola, come se fosse un prodotto tipico da servire con la polenta. Certo, si dirà che la base porta indotto economico, affitti e stipendi. Ma anche una raffineria porta lavoro. Vedreste mai un sindaco posare sorridente sotto il cartello "It’s Aviano. Il paese con la ciminiera"? Mentre il mondo è devastato da guerre e massacri geopolitici, i nostri amministratori locali si mettono in posa, sorridenti, indicando fieri un logo che celebra ordigni e bombardieri. Questa non è "leggerezza istituzionale", è totale cecità morale. La guerra non è un brand turistico! A.L. Qui lo spot/marketing del sindaco di Aviano 👇🏼 https://www.facebook.com/share/v/19N8dWGFuR/ (Riflessioni e spunti tratti dall'analisi critica pubblicata sul canale Telegram @donchisciotte667.)

  • 3 авг.14124из fmfmf01

    IT’S AVIANO: IL MARKETING DEL COMBATTIMENTO CHE TRASFORMA LA GUERRA IN SOUVENIR Bisogna avere un bel coraggio, o una spaventosa dose di ipocrisia, per lanciare un brand territoriale intitolato: “It’s Aviano. Il Paese con la Base". Il Comune, sostenuto dalla Regione verso Pordenone 2027, ha deciso di fare marketing su una struttura militare. Hanno persino finanziato un documentario dal titolo imbarazzante: "United States of Aviano. La faccia epica dell’America". “La faccia epica". Davvero? C'è qualcosa di profondamente distorto nel presentare una base aerea militare con l'allegria ammiccante di un villaggio turistico. Una base non è Gardaland con gli F-16. Non produce formaggio, cultura o accoglienza. Produce morte, distruzione e proiezione di potenza bellica. La missione ufficiale del 31st Fighter Wing lo dice chiaramente: "generare potenza aerea da combattimento, schierarsi e combattere". ⤵️

  • 2 авг.1343из fmfmf01

    Il governo, legando a filo doppio i nostri assetti a quelli americani, ha trasformato le nostre città e le nostre installazioni in potenziali linee di tiro per le forze avversarie. L'Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana (approvata il 22 dicembre 1947) è chiaro e non ammette interpretazioni di comodo: «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». La presenza materiale di interi reparti di volo in una zona di guerra aperta non è "diplomazia nei palazzi" – l'unica via che la Costituzione traccia per risolvere le crisi estere – ma è partecipazione fisica alla macchina bellica. Questo avviene in totale spregio al volere del popolo italiano, storicamente contrario al coinvolgimento del Paese in avventure militari nate all'ombra di interessi stranieri. L'invio della Task Force in Arabia non è difesa, non è pace, non è legalità. È la rinuncia alla nostra sovranità e il tradimento formale della Carta su cui si fonda la Repubblica. “NON IN MIO NOME”!

  • 2 авг.11712из fmfmf01

    ⤵️ La premessa temporale: un'azione a comando di Washington! Per comprendere la totale malafede politica di questa operazione, basta analizzare la linea del tempo. Appena due settimane dopo l'attacco unilaterale sferrato dall'amministrazione Trump contro l'Iran, questo governo ha istituito d'urgenza il dispositivo militare (avviato ufficialmente nella seconda metà di marzo 2026). Questo dettaglio cronologico smaschera ogni retorica ufficiale: quando l'Italia ha deciso il dispiegamento delle truppe, le monarchie del Golfo non erano ancora entrate in gioco nello scontro attuale. La scelta dei paesi partner (Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein) è stata presa a tavolino subito dopo l'azione di parte degli Stati Uniti. Questo dimostra che la missione non è nata per rispondere a una reale emergenza dei partner arabi, ma come un immediato atto di sottomissione geopolitica e di supporto indiretto all'alleato americano. Il muro di silenzio: l'omissione verso il popolo italiano! La gravità assoluta di questa operazione risiede nel segreto politico con cui è stata gestita. Il governo ha scelto deliberatamente di non informare la nazione, nascondendosi dietro a fumosi tecnicismi burocratici (nello specifico, la Scheda 4 della Delibera Missioni Internazionali per il 2026). Sfruttando le maglie larghe dei meccanismi di flessibilità (disciplinati dalla Legge quadro sulle missioni internazionali 21 luglio 2016, n. 145), l'esecutivo ha inserito l'Arabia Saudita all'interno di un perimetro geografico che originariamente copriva solo l'interoperabilità tra Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Evitando un dibattito trasparente e un voto parlamentare chiaro sulla natura reale della missione, l'esecutivo ha privato i cittadini del diritto di sapere che i propri soldati sono schierati in prima linea in una guerra mediorientale. Il "giochino" delle sponde e il tradimento dell'ONU: La giustificazione ufficiale parla di un semplice "supporto tecnico e difensiva". La realtà logica è ben diversa: l'Italia si è prestata a fare da scudiero a Paesi scelti solo in base alla loro vicinanza all'asse di Washington. Per mascherare questa operazione, il governo ha utilizzato un vero e proprio artificio giuridico. La Task Force opera senza alcun mandato formale delle Nazioni Unite: non esiste una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che ne legittimi la presenza. L'esecutivo si è aggrappato all'istituto della legittima difesa collettiva (Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, firmata a San Francisco il 26 giugno 1945). Si tratta di un cortocircuito logico intollerabile: Nessun trattato di difesa! L'Italia non ha patti di mutua assistenza militare con l'Arabia Saudita o il Bahrein. Subordinazione giuridica: Secondo la rigida gerarchia delle fonti del nostro ordinamento (confermata dalla Dottrina dei Controlimiti della Corte Costituzionale, Sentenza n. 238/2014), i trattati internazionali come la Carta ONU sono categoricamente subordinati ai principi supremi della Costituzione italiana. Non si può usare una norma internazionale per violare la legge fondamentale dello Stato. L'Italia è esposta a rischio di attacchi sul nostro territorio! Questo governo non ha solo violato le regole: ci ha trascinato di fatto in guerra, esponendo l'intera popolazione italiana a pericoli devastanti. Entrando materialmente nel conflitto con caccia Eurofighter F-2000A, sistemi anti-missile SAMP-T e velivoli radar E-550A CAEW, l'Italia si è schierata come paese co-belligerante. Questo attivismo armato ci espone direttamente al rischio di attacchi di rappresaglia sul nostro territorio nazionale. Le numerose infrastrutture militari statunitensi e NATO presenti in Italia (regolate dal Trattato del Nord Atlantico del 4 aprile 1949 e dai successivi accordi bilaterali segreti, come il Bilaterale Infrastructure Agreement del 1954) vengono utilizzate come piattaforme logistiche e di comando per supportare le operazioni di parte di Washington.

  • 2 авг.1192из fmfmf01

    L’ITALIA È IN GUERRA E IL GOVERNO LO NASCONDE AI CITTADINI: IL GRANDE INGANNO DELLA “TASK FORCE AIR-ARABIA” Mentre l'opinione pubblica viene distratta, il governo italiano ha silenziosamente proiettato il nostro Paese all'interno di un pericoloso teatro di guerra nel Golfo Persico. È UN DATO DI FATTO: L’ITALIA È ENTRATA UFFICIALMENTE IN UN CONFLITTO. La cosa più grave, che rappresenta un insulto alla democrazia, è che l'esecutivo ha deciso di non dirlo agli italiani. Con il dispiegamento della Task Force Air – Arabia (operativa sotto il comando del Colonnello Michele Schiavi), è stato compiuto un passo che non è solo un azzardo geopolitico, ma un atto di sottomissione alle strategie unilaterali degli Stati Uniti e un palese sfregio all'Articolo 11 della nostra Costituzione. ⤵️

  • 30 июл.1478из fmfmf01

    LISTE D’ATTESA VADEMECUM Quando si prenotano visite ed esami dal Cup regionale o della Asl dovete verificare se i tempi massimi previsti nella ricetta vengono garantiti. In caso contrario la legge sulle liste d’attesa approvata nel 2024 prevede che il cittadino sia tutelato con i cosiddetti percorsi di garanzia: in pratica il Cup deve trovare un posto in intramoenia – cioè dentro l’ospedale o l’ambulatorio pubblico ricorrendo alla libera professione dei medici – o nel privato. A pagare la fattura sarà l’Asl e non il cittadino. Video a cura di Marzio Bartoloni. . . Salute24 | Liste d’attesa | Prestazioni sanitarie Cup | Tempi massimi d’attesa | Il Sole 24 Ore

  • 30 июл.162из fmfmf01

    https://www.facebook.com/share/v/1isfx3EGvx/?mibextid=wwXIfr

  • 25 июл.19432из fmfmf01

    ‼️𝐕𝐀𝐂𝐂𝐈𝐍𝐈 & 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐒𝐏𝐈𝐊𝐄‼️ R𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐨𝐟. 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚𝐯𝐢𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐨𝐯𝐢𝐝 - 𝟐𝟏 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 👉𝐋𝐢𝐧𝐤 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐥𝐞: https://youtu.be/CZxlD17ygus?is=S0E8m-sfOqrA2l-T

  • 20 июл.27062из fmfmf01

    Questo il video integrale L’OMICIDIO DI FAKIR A tutte le persone che sono state capaci di vomitare consenso verso l’operato della polizia e, peggio ancora, verso l’indifferenza degli operatori e il medico della croce rossa che avrebbe potuto sedare Fakir! (Il medico poteva agire d'urgenza applicando l'articolo 54 del Codice Penale (Stato di Necessità) e questo avviene quando una persona, in stato di agitazione/alterazione, corre un pericolo imminente di danno grave a sé stessa) auguro che non capiti mai ad un vostro figlio, o marito, o fratello, magari una notte, all’uscita di una discoteca, o di una serata tra amici, dopo aver bevuto e un po alterato, può essere coinvolto in una lite, incapace di gestire le emozioni all’arrivo della polizia. Oggi è toccato a Fakir, domani a ….?

  • 15 июл.1 40219из fmfmf01

    без подписи

  • 11 июл.2832из fmfmf01

    ⤵️ L'arresto di Adinolfi per truffa aggravata ed evasione fiscale rende politicamente insostenibile e tecnicamente impraticabile l'alleanza per il generale, che puntava a ottenere fondi vitali per la struttura organizzativa del proprio movimento grazie ai requisiti legali detenuti dal partito di Adinolfi. Salta definitivamente un'intesa nata non su basi ideologiche, ma su un raffinato escamotage burocratico. Ma per Vannacci “il veggente” la strategia della "scorciatoia" dei simboli non è fallita, ha già superato il problema Adinolfi: i parlamentari del suo movimento, Futuro Nazionale, si sono ufficialmente costituiti in componente autonoma alla Camera dei Deputati utilizzando il simbolo della lista "Free". Nel maggio 2026, la presidenza di Montecitorio ha infatti autorizzato la nascita della componente denominata "Futuro Nazionale VANNACCI" all'interno del Gruppo Misto, salvando l'accesso ai fondi parlamentari stimati in circa 100.000 euro all'anno. Qualora l'assetto dovesse cambiare o se altri parlamentari dovessero cercare alternative simili, lo scenario dei micro-partiti "prestatori di simbolo" (quelli che hanno depositato liste autonome o all'interno di coalizioni nelle elezioni politiche del 2022 o alle europee) include diverse opzioni teoriche grazie ai micro-partiti di centro-destra o d'area conservatrice. Per affinità ideologica, i parlamentari vicini a Vannacci o della destra identitaria potrebbero guardare a forze minori che possiedono il "passaporto" elettorale ma non hanno eletti diretti alla Camera: Sud chiama Nord / Scelta Civica: Il movimento guidato da Cateno De Luca possiede simboli registrati e spendibili, sebbene l'area politica sia più orientata al civismo autonomista e meno alla destra conservatrice. Alternativa Popolare: Il partito guidato da Stefano Bandecchi si muove nell'alveo del centro-destra e dell'area PPE, ma vanta una forte impronta identitaria e leaderistica che potrebbe teoricamente dialogare con frange della destra. Noi Moderati (sigle collegate): La lista unitaria del 2022 conteneva al suo interno micro-sigle come Italia al Centro, Rinascimento (il movimento di Vittorio Sgarbi) o Coraggio Italia. Molti di questi marchi mantengono un'agibilità burocratica che potrebbe essere ceduta o prestata per accordi tecnici. Micro-liste tematiche o "civette"In Parlamento esiste una lunga tradizione di utilizzo di simboli minori unicamente per ragioni di regolamento: -Partito Animalista Italiano: Ha partecipato alle ultime tornate elettorali e il suo contrassegno è utilizzabile, ma la distanza programmatica sui temi etici, ambientali e di sicurezza rende l'ipotesi complessa. Micro-liste regionali o di italiani all'estero: Sigle come il MAIE (Movimento Associativo Italiani all'Estero) o il USEI vengono storicamente impiegate per la formazione di componenti e gruppi, garantendo i requisiti minimi e l'indipendenza finanziaria ai richiedenti. Certo è che: Roberto Vannacci, pur presentandosi all'elettorato con la retorica del "nuovo che avanza" e della rottura rispetto ai vecchi schemi, si sia già mosso dietro le quinte con la scaltrezza e il pragmatismo tipici dei partiti più navigati della Prima e della Seconda Repubblica. La capacità di muoversi agilmente tra i cavilli dei regolamenti parlamentari, saltando rapidamente dal simbolo di Adinolfi a quello della lista "Free" pur di blindare i 100mila euro di fondi pubblici, rivela una maturità tattica notevole. Più che una forza di "outsider" puri, la pattuglia di Futuro Nazionale ha dato una vera e propria lezione di realpolitik, dimostrando di aver assimilato fin da subito i trucchi del mestiere della vecchia politica romana. A.L

  • 11 июл.193из fmfmf01

    L'alleanza prevedeva una vera e propria cessione del marchio politico: i parlamentari vannacciani avrebbero formato una componente denominata "Il Popolo della Famiglia - Futuro Nazionale", aggirando così i paletti del regolamento di Montecitorio. L'operazione non era solo una questione di visibilità (che garantisce comunque più tempi di parola nei dibattiti e nelle dirette televisive), ma una mossa dal forte valore finanziario. L'ufficio di presidenza della Camera assegna a ogni componente regolarmente costituita dei contributi parlamentari per il funzionamento. Nel caso specifico della pattuglia vicina a Vannacci, la nascita della componente autonoma avrebbe sbloccato una cifra stimata in circa 100.000 euro all'anno. Risorse vitali per: -Pagare collaboratori e assistenti parlamentari dedicati. -Finanziare l'attività di comunicazione e propaganda sul territorio. -Strutturare il movimento Futuro Nazionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. ⤵️

  • 2 июл.19921из fmfmf01

    https://www.youtube.com/live/G4AuV1LILpc?is=Pzxi_V5CNYhFxJDq 👉Avere un'informazione che non dipenda da governo e partiti è fondamentale. 👉Aderire alla Class Action è la possibilità che ci diamo di essere meglio informati! 👉Il CLN RESISTENZA ha denunciato per lunghi mesi ogni giorno davanti alla Rai la disinformazione del servizio pubblico! Finalmente abbiamo uno strumento per agire. 👉Per aderire: https://generazionifuture.org/prenotati-come-partecipante-alla-class-per-la-rai-bene-comune/ ‼️PARTECIPATE E CONDIVIDETE!