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Il momento di pensarci è quando si è sani, non quando ci si ammala. Mangiare con moderazione, fare movimento, coltivare buone frequentazioni e non dare retta alla scienzah.
Prendetevi tutto il tempo
Per più di vent'anni, Félix Gretarsson non ha avuto braccia. Zero. Quando finalmente le ha riavute, non pensava a sollevare pesi. Non pensava a gesti spettacolari. Pensava a una cosa sola: abbracciare di nuovo le persone che amava. Islanda, 1998. Félix fa l'elettricista. Un giorno tocca per sbaglio una linea da 11.000 volt. La scarica lo devasta. Ustioni gravissime. Cade, si frattura, entra in coma. Per mesi. I medici, per salvargli la vita, sono costretti ad amputargli entrambe le braccia. Ha 26 anni. Da lì comincia una seconda vita. Prima sopravvivere. Poi imparare ad adattarsi a qualcosa che sembra definitivo. Ma Félix non si ferma. Viene a sapere del lavoro del chirurgo francese Jean-Michel Dubernard. E comincia a inseguire un'idea che allora sembra fantascienza: un trapianto di braccia. Passano anni. Poi, gennaio 2021, Francia. Arriva finalmente un donatore compatibile. A Lione, decine di professionisti. Un intervento di circa 15 ore. Félix riceve due arti superiori dallo stesso donatore. A destra, il trapianto include anche la spalla. Un passaggio storico nella chirurgia ricostruttiva. Ma qui la storia non finisce. Anzi, comincia il vero lavoro. Uscire dalla sala operatoria non significa avere due braccia funzionanti. I chirurghi possono collegare ossa, muscoli, tendini, vasi sanguigni, nervi. Il resto lo deve fare il tempo. Molto tempo. I nervi devono ricrescere, millimetro dopo millimetro, prima che il cervello possa tornare a comandare quelle braccia. Prima che possa tornare a sentirle. Comincia così una riabilitazione lunghissima. Farmaci antirigetto, ogni giorno, per impedire al corpo di respingere ciò che ha appena ricevuto. E poi, piano piano, arrivano i primi segnali. Piccoli movimenti. Poi gesti sempre più precisi. Sempre più utili. Félix si allena, si allena, si allena. E recupera gesti che per noi sono così scontati da non notarli nemmeno. Ed è proprio questo il punto. Un trapianto così non restituisce solo un pezzo di corpo. Prova a restituire una funzione. Un'autonomia. Un gesto umano che pensavi di aver perso per sempre. Per vent'anni Félix ha potuto solo ricordare cosa significasse stringere qualcuno tra le braccia. Poi la medicina gli ha dato una seconda possibilità di impararlo di nuovo. E tra tutti i traguardi che aspettava, ce n'era uno più importante di tutti. Tornare ad abbracciare la sua famiglia.
L’alcol apre portali
E’ serio…
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Il senso dell'onore
Perché è diventato così difficile fare amicizia da adulti?
Il cervello sa cosa sia importante ricordare
Oggi voglio dirti la mia su questa eclissi che sta arrivando, perché in giro si sente sempre la solita storia: arriva l'evento e cambierà tutto. Partiamo dalla base. Un'eclissi è solo un fatto fisico. La Luna si mette in mezzo tra noi e il Sole, oppure l'ombra della Terra copre la Luna, e questo lo sappiamo calcolare con precisione anche mille anni prima che succeda. Non c'è nessuna energia misteriosa che si accende e ti cambia la vita mentre dormi. Se poi qualcosa cambia davvero intorno a un'eclissi, quasi sempre è perché una persona ha usato quel momento come scusa per fare finalmente quello che rimandava da tempo, non perché il cielo ha lanciato un incantesimo. Questa storia l'abbiamo già sentita tante volte, e puntualmente non è successo niente. Mi ricordo che nel 1987 si parlò della Harmonic Convergence, un allineamento astrale che secondo alcuni avrebbe portato pace nel mondo intero. Il giorno dopo il mondo era esattamente com'era prima, con le stesse guerre e gli stessi problemi. Poi c'è stato il grande caso del 2012, con la fine del calendario Maya che secondo tanti avrebbe portato la fine del mondo o un salto di coscienza collettivo. Il 22 dicembre di quell'anno la gente è andata a lavorare come tutti gli altri giorni, niente di diverso. Un altro esempio è la cometa Hale-Bopp nel 1997. Fenomeno bellissimo da vedere in cielo, questo è vero, ma per la stragrande maggioranza delle persone la vita quotidiana è rimasta uguale a prima e a dopo. Anche ogni volta che si annuncia un raro allineamento planetario si dice che sarà l'evento che cambierà le sorti del pianeta, e ogni volta passa il giorno e restano gli stessi telegiornali con gli stessi problemi di sempre. Persino le eclissi passate sono state vendute come portali energetici capaci di aprire nuove ere, e chi si aspettava la magia il giorno dopo si è ritrovato con gli stessi pensieri irrisolti che aveva prima. Il punto vero è questo: ci piace pensare che basti aspettare un evento nel cielo e che il lavoro lo faccia lui al posto nostro. Ma cambiare davvero significa smettere un'abitudine che non ci fa bene, chiarire un rapporto che va avanti storto, prendere una decisione che rimandiamo da mesi. Questo lavoro lo dobbiamo fare noi, non lo fa la Luna. L'eclissi può essere un buon pretesto per iniziare, va bene, un campanello che ci ricorda qualcosa che avevamo messo da parte. Ma resta solo questo, un campanello. Il lavoro serio si fa prima, si fa durante e si fa dopo, non nell'attimo in cui il cielo si oscura per qualche minuto. Luca Nali
Tornelli all'ingresso delle spiagge
Allontanati da chi tiodia ma ti cerca sempre
https://www.youtube.com/watch?v=ZILhROzSs_U
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Critiche aile trappole New Age
Sbugiardato?
I mormoni sono una setta?
Non siamo stati creati per vivere in cubi