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Gaza e la fine ormai accettata da tutti. Ottimo articolo di Barontini su come Netanyahu se ne freghi di tutto e tutti https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/08/10/israele-verso-la-guerra-contro-tutti-0197746
Interessante articolo sugli aiuti che più o meno segretamente, la Russia da all'Iran. https://ir-press.com/it/2026/08/06/cosa-la-russia-sta-realmente-facendo-per-liran-i-fatti-che-si-preferisce-tacere/
Sul perché l'invasione di Melilla e Ceuta è stata "programmata". In più aggiungo che la Spagna ha vinto i mondiali in America e questa è un onta per Trump che non si può lasciar passare senza reagire 😡 L'invasione di migliaia di marocchini a Melilla, o come Trump e Netanyahu si vendicano della Spagna per il sostegno alla Palestina. Ieri pomeriggio, oltre 3.000 rifugiati marocchini hanno sfondato l'unico valico di frontiera terrestre tra Marocco e Spagna, entrando nelle città spagnole enclave di Melilla e Ceuta, situate oltre lo Stretto di Gibilterra rispetto alla Spagna. Ma qual è il trucco e cosa c'entra tutto questo con la Palestina e Israele? Il fatto è che il Marocco ha rivendicazioni territoriali sulla Spagna e, a mio modesto parere, definisce senza fondamento Melilla e Ceuta come territori occupati, considerandoli parte del Marocco, mentre la Spagna nega completamente queste accuse. In realtà, Melilla e Ceuta appartengono assolutamente alla Spagna in modo legittimo. Spiegherò perché: 1. Sono più antiche del Marocco stesso: Melilla fu fondata dagli spagnoli nel 1497, prima ancora che sorgesse lo Stato moderno del Marocco, che trae origine dalla dinastia degli Alawiti, fondata nel 1666. Cioè, l'attuale Marocco è nato 169 anni dopo la fondazione di Melilla, e la città non può in alcun modo appartenere al Marocco. 2. In un referendum, gli stessi abitanti di Melilla hanno deciso di voler rimanere parte della Spagna. 3. La stragrande maggioranza dei cittadini è spagnola. La città di Ceuta, invece, passò alla Spagna dal Portogallo. Tuttavia, le relazioni tra Spagna, Stati Uniti e Israele sono state compromesse dopo che il Primo Ministro Pedro Sánchez ha accusato Israele di genocidio contro gli abitanti di Gaza. A sua volta, il Marocco, essendo uno Stato arabo-musulmano, è passato completamente sotto il controllo di America e Israele, a partire dagli Accordi di Abramo, fino al fatto che il re Mohammed ha intitolato la principale nuova strada del Paese a Donald Trump, il che la dice lunga. È proprio per questo che l'amministrazione statunitense ha permesso al Marocco di compiere questa provocazione e di fatto di conquistare la città spagnola senza sparare un colpo, usando i corpi di poveri disperati in cerca di una vita migliore, compiendo un genocidio demografico a Melilla. Ciò mina la popolarità dell'élite filo-palestinese al potere in Spagna, il che potrebbe portare al potere la destra, che sosterrà Trump e Israele. UPD La Guardia Civile spagnola, ieri sera tardi, ha stimato che circa 40.000 migranti hanno attraversato il confine dal Marocco alla Spagna. Questa stima, probabilmente, è già obsoleta al momento della stesura di questo post. Fonte Info Defense
La retorica russofoba unita a questa esigenza di aumentare le spese militari, è significativa e ricorda parecchio la retorica bellicista precedente la prima guerra mondiale. Ne parla proprio Barbero in una lezione. Lo storico afferma che nei primi del novecento andava fortissimo un genere letterario che immaginava il proprio paese debole e circondato dai nemici. In questo modo l’opinione pubblica veniva spinta verso la richiesta di sicurezza e riarmo. E infatti, nei cinque anni precedenti la prima guerra mondiale, i paesi europei (Italia compresa) aumentarono le spese militari del 50%, nell’illusione di essere così più sicure. Lo storico chiama questo processo “paradosso della sicurezza”, perché ogni potenza che si riarma per sentirsi sicura spinge poi le altre a fare lo stesso, in un circolo vizioso che viene interrotto solo da un conflitto. Cosa accadde poi, lo sappiamo. La Germania, sentendosi minacciata prima dall’Inghilterra e poi dalla Francia, arrivò a un punto in cui il proprio capo di stato maggiore, von Moltke, dichiarò ai primi di giugno 1914, di essere pronta alla guerra, proprio per anticipare il riarmo altrui. Di lì a quattro settimane ci sarebbe stato l’attentato di Sarajevo all’arciduca Francesco Ferdinando, che venne usato come pretesto per dare il via al confronto bellico. Insomma, le analogie sono davvero inquietanti, eccetto il pericolo di una guerra altamente distruttiva dovuto a uno scambio nucleare, che gli USA non sono disposti a rischiare sul loro territorio, anche perché finirebbe il mondo. E in tal caso, cosa mai ci sarebbe da dominare? Solo un deserto radioattivo. L’Europa, dunque, potrebbe essere considerata il proxy perfetto, il territorio dello scontro finale, grazie a una classe politica europea inetta, ottusa e incapace di tutelare gli interessi del continente (ma cosa vuoi farci? Quando il capitalismo angloamericano domina, il risultato non può essere che questo). Una guerra Russia-Europa sarebbe perciò limitata al vecchio continente, e caso mai venissero utilizzate armi nucleari, gli Stati Uniti non verrebbero coinvolti. Anzi, in un certo senso, una guerra di questa portata potrebbe persino essere un grasso affare per le aziende militari americane. In questo scenario tanto desolante quanto inquietante, la crisi del Golfo Persico (l’aggressione degli USA all’Iran) si innesta perfettamente nella strategia guerrafondaia americana. La chiusura dello stretto di Hormuz sta creando una grave crisi energetica in un’Europa che ha rinunciato al petrolio e al gas russo ed è diventata dipendente dal gas e dal petrolio americano. Secondo Forsgren arriverà un momento nel quale gli americani diranno «scusate ragazzi, ma abbiamo bisogno di tutta l'energia ora», e questo — prosegue il commentatore — contribuirà non poco all'ucrainizzazione dell'Europa, e probabilmente pure del Giappone, delle Filippine e della Corea del Sud, che potranno essere utilizzati contro il fianco orientale della Russia, oltre che contro la Cina. Uno scenario plausibile, dunque? Sì, perché non esistono letture che possano offrire scenari alternativi più confortanti (salvo ci si consideri degli inguaribili ottimisti). Ed è uno scenario che già si palesava fin dal 2022. Anche perché, qualunque analisi si faccia sull’agire internazionale degli americani, emerge sempre una costante: la loro tendenza a creare instabilità e provocare guerre. L’Ucraina ne è l’esempio ultimo ed è quello che in Europa è sentito di più. Ma ci sono anche Taiwan e Israele. Tutti i fronti più caldi, alla fine, hanno a che vedere con i grandi nemici geopolitici degli Stati Uniti: Russia, Cina e Iran. Pensare pertanto che ciò che accade nel mondo sia frutto della casualità o di presunte dittature sanguinare che i “supereroi” americani sono chiamati da Dio e dal destino a sconfiggere, è da ingenui consumatori di film hollywoodiani. Quando un impero perde la presa, pur di mantenerla, diventa più pericoloso e disposto a mettere in gioco qualsiasi cosa, compresa la pace. di Martino Dettori
Un'interessante articolo di Dettori che vi invito a leggere 😎 La strategia americana: l'ucrainizzazione dell'Europa L'idea è quella di alimentare uno scontro con la Russia per infliggere a quest'ultima una sconfitta strategica. Tolta di mezzo la Russia, gli USA potranno così occuparsi della Cina. Ho letto giusto ieri, un interessante commento a firma di un certo Mattias Forsgren. Il commento propone un’idea che condivido e che ho già espresso in diversi miei articoli fin dal 2022, seppure in modo non così esplicito: l’idea americana di ucrainizzare l’Europa, cioè di fare in modo che il vecchio continente — una volta che l’Ucraina verrà sconfitta (e verrà sconfitta) — assuma il ruolo di nuovo proxy nella guerra contro la Russia, perché a quest’ultima venga inferta quella sconfitta strategica che gli americani inseguono da anni e che permetterebbe loro di occuparsi in tutta tranquillità della Cina, il loro avversario principale. Vedete, la Russia e la Cina minano da anni l’egemonia americana e propongono un ordine internazionale multipolare. Ma questo ordine non è accettabile per gli USA, poiché — come dice l’autore della riflessione — «il welfare americano dipende dalla capacità di estrarre valore aggiunto dal resto del mondo» attraverso il dollaro, la superiorità tecnica e chiaramente la propaganda, molto spesso veicolata grazie ai film hollywoodiani che vedono gli americani come i salvatori e protettori del mondo libero. Gli USA si rendono conto che questo loro dominio è in declino e la loro capacità di estrarre valore dal resto del mondo sta scemando. Le ragioni sono tante, ma una prevale su tutte: l’emergere di una nuova superpotenza globale, la Cina. Per loro, dunque, diventa esistenziale impedire che gli equilibri geopolitici affermatisi dopo la fine della guerra fredda vengano alterati a favore del colosso cinese e del suo “stretto” alleato, la Russia. E se non è possibile farlo con i soliti mezzi pacifici di “persuasione” (il cosiddetto soft power americano), allora l’unica opzione resta la guerra. Tuttavia, oggi, nel ventunesimo secolo, una guerra è un passo troppo grave e definitivo per essere fatto. Le armi nucleari sono lì a ricordarci che bastano pochi minuti per distruggere il mondo intero. L’unica scelta per evitare questa terribile prospettiva, è la guerra dei proxy. Siccome, come potenza nucleare gli USA non possono affrontare direttamente un’altra potenza nucleare (la Russia), ecco che scelgono qualcun altro che lo faccia al loro posto. Qualcuno pronto a sacrificare il proprio paese e il proprio popolo per il dominio americano. Contro la Russia, la prima scelta è caduta sul paese più propenso a essere utilizzato in questa guerra proxy, l’Ucraina, ove il sentimento anti-russo è stato sapientemente coltivato negli ultimi tre decenni. Ma l’Ucraina è solo il primo tempo di una partita pericolosa. Secondo il commentatore, il secondo tempo toccherebbe al resto dell’Europa. Diversamente, non si spiega perché «i politici europei si comportino da idioti e non riescano a guardare agli interessi dei loro paesi». Ma la spiegazione giunge subito dopo: la verità è che i nostri politici «sono disciplinati dagli americani per fare esattamente quello che stanno facendo ora», cioè trascinare il vecchio continente in una possibile guerra contro la Russia. Forsgren dice una cosa corretta: questi politici europei «non sono i nostri politici». Se lo fossero, oggi non avremmo una guerra nel giardino di casa, non sentiremmo l’odiosa retorica bellicista antirussa, che non riesce a chetarsi nemmeno un poco. Non dovremmo sopportare le balle propagandistiche tipo “gli ucraini combattono per noi” o “la Russia arriverà a Lisbona se non ci armiamo adeguatamente” (salvo poi denigrare la potenza militare russa, affermando che i soldati russi combattono con le pale).
Ma guarda un po'?!? Chi lo avrebbe mai detto.. Notizia che da noi non vedremo mai. The US army veteran and the mystery Boeings flying Sudan’s war routes - https://www.reuters.com/investigations/us-contractor-mystery-boeings-operating-sudan-paramilitary-supply-routes-2026-07-15/
L'orrore di un genocidio ormai dimenticato. L'articolo è in inglese ma con i traduttori ormai potete tranquillamente leggerlo se avete il fegato di arrivare alla fine. Gli autori citati anche dal New York Times che ha ribattuto il contenuto dell'inchiesta se non vado errato hanno vinto il premio Pulitzer.. https://www.volkskrant.nl/kijkverder/v/2025/gunshot-palestine-children-israel-war~v1819649/?referrer=https%3A%2F%2Fwww.europeanpressprize.com%2F&referrer=android-app%3A%2F%2Forg.telegram.messenger%2F
IL "DOOMSDAY BOOK" DI NETANYAHU E LA LOGICA DELLA SOPRAVVIVENZA ASSOLUTA di Gianfranco Uccheddu L'ultimo articolo di Seymour Hersh riporta al centro dell'attenzione una questione raramente affrontata nel dibattito pubblico occidentale: il rapporto tra la strategia israeliana, la deterrenza nucleare e la percezione di una minaccia esistenziale. Da decenni Hersh sostiene che Israele non possa essere compreso attraverso le normali categorie con cui vengono analizzate le altre potenze regionali. La sua tesi è che la leadership israeliana abbia sviluppato una particolare cultura strategica, fondata sull'idea che la sopravvivenza dello Stato rappresenti un valore assoluto, superiore a qualsiasi altra considerazione politica o diplomatica. Segue
LA GRANDE PARTITA PER L'ASIA CENTRALE di Gianfranco Uccheddu Le visite quasi contemporanee del Presidente russo in Kazakistan e del Segretario di Stato statunitense in Armenia mostrano come la competizione per lo spazio post-sovietico stia entrando in una nuova fase. A prima vista potrebbe sembrare la consueta rivalità tra Russia e Occidente. In realtà il problema che emerge è molto più profondo e riguarda la natura stessa dell'influenza geopolitica nel XXI secolo.
È ora di svegliarsi davvero.. https://youtu.be/pcD4VpWMXx0?si=MNsCBHPMTpNb_uGB
Ritrovato il corpo di una degli scienziati scomparsi negli ultimi mesi, che lavoravano per laboratori segreti negli USA 🇺🇸 THE TRUTH IS OUT THERE ➡️Il corpo della dipendente scomparsa del laboratorio nucleare è stato ritrovato 11 mesi dopo che era misteriosamente uscita di casa ed era svanita nel nulla. La polizia dello Stato del Nuovo Messico ha comunicato che i resti di Melissa Casias (54 anni), vista viva per l'ultima volta il 26 giugno 2025, sono stati identificati. 🔴Il suo corpo è stato trovato nella zona di McGaffey Ridge nella Foresta Nazionale di Carson, a circa sei miglia dal luogo in cui era stata vista l'ultima volta camminare prima della scomparsa. La polizia ha riferito che il corpo è stato scoperto da un escursionista nel bosco; accanto ad esso giaceva una pistola. La causa della morte e l'orario esatto del decesso dovranno ancora essere stabiliti dall'Ufficio del Medico Legale del Nuovo Messico. 🔴Melissa Casias lavorava come assistente amministrativo presso il Los Alamos National Laboratory (LANL) — una struttura fondata nell'ambito del Progetto Manhattan durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora, il laboratorio è strettamente legato alla ricerca nel campo delle armi nucleari. 🔴La scomparsa di Casias viene collegata a una serie di decessi e sparizioni di scienziati e dipendenti di istituzioni statali statunitensi, che lavoravano in strutture ultra-segrete e presumibilmente possedevano conoscenze su temi sensibili legati alla sicurezza nazionale. Le circostanze del caso Casias sono particolarmente allarmanti: la moglie e madre, prima di andarsene, ha cancellato tutti i dati dai telefoni, li ha lasciati a casa insieme ai documenti ed è semplicemente uscita di casa a Ranchos de Taos nel giugno dello scorso anno. 🔴Non è ancora noto da quanto tempo il corpo si trovasse nel bosco prima del ritrovamento, sebbene quest'area facesse parte di un ampio progetto di riforestazione del Servizio Forestale degli Stati Uniti — dove squadre di lavoratori operavano regolarmente dal dicembre 2025. La polizia del Nuovo Messico ha comunicato che gli investigatori continuano a ispezionare il luogo del ritrovamento e cercano di stabilire la provenienza della pistola. Potrebbero volerci diversi giorni. Al momento, non è noto se la pistola appartenesse alla stessa Casias o a qualcun altro. 🔴Casias è scomparsa dopo aver accompagnato il marito (che lavora anch'egli nel laboratorio) al lavoro a Los Alamos (a circa 70 miglia da casa) quella mattina. Lei stessa non si è presentata al lavoro. Secondo il marito Mark (sovrintendente del laboratorio), quella mattina aveva con sé il badge di accesso. Tuttavia, in seguito ha detto alla figlia di aver dimenticato il badge e di tornare a lavorare da casa. 🔴Nonostante ciò, è tornata a casa, ha lasciato i telefoni aziendali e personali (entrambi erano stati completamente ripristinati alle impostazioni di fabbrica — tutti i dati cancellati), ed è uscita. Le telecamere di sorveglianza l'hanno ripresa per l'ultima volta mentre camminava da sola verso est lungo la State Road 518 intorno alle 14:20. Il luogo in cui è stato ritrovato il corpo si trova a sole 5-6 miglia da questa strada. 🔴Casias era una delle quattro persone scomparse legate ai programmi di difesa e nucleari degli Stati Uniti. Nel Nuovo Messico, nell'ultimo anno, in circostanze simili, sono scomparse altre tre persone con collegamenti a strutture nucleari. «La verità è là fuori»? Fonte Info Defense
Giusto per puntualizzare.. https://www.facebook.com/reel/3089956317869552/?referral_source=external_deeplink&original_uri=https://www.facebook.com/share/v/1EnJPn8a2v/
La questione iraniana facile facile..
Questo quello che succede ai nostri agricoltori. Fate girare il video e condividetelo il più possibile. Vogliono cancellare la nostra agricoltura e farci mangiare quello che vogliono loro
Casomai ci fosse ancora qualcuno che crede a Babbo Natale..
https://www.patreon.com/posts/exposed-tommy-158230789?utm_campaign=patron_engagement&utm_source=post_link&post_id=158230789&utm_id=d9c5b5a6-5e5c-4a82-b32d-5d7f236a0f50&utm_medium=email
La verità sulla II guerra mondiale raccontata in una mappa..
Quando lo dicevamo noi sembravamo dei complottisti all'ennesima potenza... https://www.lindipendente.online/2026/05/12/il-credito-sociale-cinese-non-esiste-sveliamo-una-delle-piu-longeve-bufale-della-storia/
e per chi ha Instagram: https://www.instagram.com/stories/lack.collective/3891754599455753920?utm_source=ig_story_item_share&igsh=OG5idGFmb2wyamM2
Stamattina date un'occhiata a questo evento dalle ore 8. A Venezia in piena Biennale un fiore per la Palestina. https://www.youtube.com/@PressenzaItalia/streams