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  • https://t.me/+3uDtHRzkFvtjMjg8 Per invitare vostri amici alla chat per discutere insieme di proposte o per disquisire su argomenti

  • Presentazione del saggio "San Pio X". Il Papa che condannò il modernismo", scritto da Daniele Trabucco e pubblicato nella collana "Dominus Dixit" della casa editrice Il Cerchio. L'evento si terrà con la presenza dell'autore e di Nicola Vedovino, Presidente di Ancora Italia. Interverrà anche l' avvocato Tosi del Sindacato D'azione Data: sabato 12 settembre 2026, ore 15:30. Luogo: Bar Lino, Via dei Pini 57/A, Parma. Il volume analizza il significato storico e dottrinale della lotta di Papa San Pio X contro il modernismo, interpretando tale evento non come un fatto meramente storico, ma come una chiave di lettura per comprendere l'attuale crisi tra fede e ragione.

  • https://youtu.be/f2-oUjMP-x0?is=j-lx-pGiPf582q5P

  • LO SLOGAN DELLA REMIGRAZIONE Essere contrari all'immigrazione clandestina non significa automaticamente essere favorevoli allo slogan della cosiddetta "remigrazione". Le persone che entrano illegalmente in un Paese, senza essere identificate e senza rispettarne le regole, sono clandestine e vanno controllate, ma non basta gridare: "rimandiamoli tutti a casa" per avere una soluzione concreta. Tanto per iniziare: Quale casa? Molte persone arrivano senza documenti, non sempre dichiarano la loro vera identità e, in alcuni casi, non è possibile stabilire con certezza quale sia il Paese che dovrebbe riaccoglierle. Inoltre, senza accordi con gli Stati di origine, non basta caricare qualcuno su un aereo e accompagnarlo oltreconfine. E anche quando un rimpatrio viene effettuato, se rimangono intatte le rotte, le organizzazioni criminali e le condizioni che hanno determinato la partenza, quella persona o altre persone tenteranno nuovamente di entrare irregolarmente. Quindi remigrarle significa spendere ingenti risorse pubbliche per intervenire continuamente sul sintomo senza curare la causa. Lo slogan "remigrazione" non garantisce affatto che chi lo pronuncia sia poi in grado di realizzarlo. Anche i partiti che per anni hanno promesso fermezza contro l'immigrazione clandestina, una volta arrivati al governo, si sono scontrati con limiti giuridici, diplomatici, economici e pratici che gli slogan elettorali fingevano di non vedere. Il vero problema è molto più profondo. Per decenni una parte del mondo occidentale ha sfruttato le risorse dei Paesi più poveri, sostenuto e corrotto governi o armato milizie violente e funzionali ai propri interessi, alimentato conflitti, destabilizzato intere aree e lasciato alle popolazioni locali le briciole, soltanto una minima parte della ricchezza prodotta dalle loro terre. 👉 Non si può saccheggiare altri paesi o interi continenti per secoli, contribuire alla loro instabilità e poi stupirsi se una parte dei suoi abitanti cerca altrove sicurezza, lavoro e futuro... o vendetta. Una politica seria dovrebbe controllare realmente le frontiere, identificare sempre chi entra o chi sosta nel proprio territorio senza permesso, distinguere chi ha diritto alla protezione da chi non lo ha, contrastare trafficanti e sfruttatori di uomini e ove sia possibile rimpatriare chi può essere legalmente rimpatriato. Ma, contemporaneamente, dovrebbe modificare le politiche economiche e internazionali che impoveriscono e destabilizzano i Paesi di provenienza di questi immigrati. Bisogna aiutare quelle popolazioni a trasformare direttamente le proprie materie prime, a costruire imprese, infrastrutture, scuole, ospedali e lavoro dignitoso. Non attraverso un assistenzialismo interessato che crea dipendenza, ma restituendo loro la possibilità di vivere della propria ricchezza, di commerciare da pari con gli altri paesi. L'immigrazione clandestina è un problema reale, insieme all'insicurezza, allo sfruttamento e ai conflitti sociali che può produrre quando non viene governata, ma è soprattutto il sintomo di un sistema profondamente disequilibrato in cui l'occidente la fa ancora da padrone, imponendosi, depredando, colonizzando. 👉 Continuare a occuparsi soltanto di chi arriva, senza interrogarsi su ciò che lo costringe a partire, significa asciugare continuamente il pavimento lasciando aperto il rubinetto. Di certo io non voglio frontiere spalancate. Ma non mi faccio nemmeno convincere da chi promette facili espulsioni di massa come se fossero una soluzione semplice, immediata e definitiva al problema. Io voglio una politica capace di fermare l'irregolarità senza disumanizzare le persone che arrivano da noi e di affrontare finalmente le responsabilità economiche e geopolitiche che alimentano tali migrazioni. Perché la sicurezza non nasce dagli slogan, nasce dalla capacità e la volontà di intervenire sulle cause reali dei problemi, e fino ad oggi nessun partito, né di destra né di sinistra né di centro, pare avere questa volontà. Luciana briganti https://chat.whatsapp.com/DDpCE6HEU020VVQN84ssqa

  • IL VOTO è alle porte e va esasperato per combattere l'ASTENSIONE, così il popolo va trasformato in mostri di estrema destra e di estrema sinistra. Vedremo nei mesi a venire, i nostri amici o blogger di fiducia trasformarsi in masticatori di politichese sempre più rozzo ed estremo; e dalla lampada di questi piccoli geni uscirà immancabilmente la risposta: VOTA IL MENO PEGGIO, FRACCHIA! TE LO ORDINO! IO TI ORDINO DI ASSAGGIARE IL SEMPLICIOTTO! Naturalmente il meno peggio, per chi odia la sinistra, è sempre all'estrema destra, come il meno peggio per chi odia i conservatori è sempre all'estrema sinistra. Solo che all'estrema sinistra e destra della proposta politica piazzano costantemente i peggiori, i più compromessi. È così che il cappio si chiude! Le elezioni fanno al popolo come Mosè alle acque del Mar Rosso, lo aprono, lo lacerano, lo dividono in due frange estreme: la sinistra estrema, notoriamente "frocia" col culo dei popoli, che promuove storture, da curare poi con soluzioni di forza e la destra estrema, rifattasi vergine sotto i vessilli... generalizi, che propone la cura, militarizzando il contesto. Tali formazioni partecipano alla stessa operazione; in essa, le vicende come quella del gioielliere Roggero o di Fakir, sono strumenti: - della destra per accreditare la vendetta privata, che apre la strada alla militarizzazione dei cittadini con la scusa della loro legittima esasperazione; - della sinistra per accreditare la vendetta sociale, avendo l'ottima scusa di un abuso di forza della Polizia. Attraverso simili strumentalizzazioni della violenza, uno scopo onesto non sarà mai realizzabile. Se si è per la REMIGRAZIONE non si può usare l'episodio di Fakir per promuoverla. Se si è per l'INCLUSIVISMO buonista non si può mettere a ferro e fuoco una città, fomentando l'odio. Se lo fai, hai altri scopi. E sapete qual è lo scopo di ogni frangia estrema? Tirare la volata elettorale alla frangia opposta. Sì, avete capito bene, è un gioco delle parti al ribasso, che però deve essere reciproco, cioè paritariamente vacuo, demenziale, irrilevante, illusorio! Entrambi i contendenti, dunque, devono puntare allo stesso scopo, essere il peggio. Se uno dei due puntasse al meglio, all'intelligenza, alla lungimiranza, il gioco si spezzerebbe! Per questo Renzi e Vannacci si sfidano in rete a chi la caca più lunga. Perché le due forze si legittimano solo se procedono spalla a spalla, demenza con demenza, corruzione con corruzione: senza la sinistra-trans, Vannacci sarebbe degradato a scrittore di giornaletti porno; senza la destra generalizia, la Salis sarebbe più utile in galera! I fatti di cronaca nera, pompati dal mainstream, sono tutti spot elettorali che servono a mantener vivo un sistema morto, che si gioca tutto nel dualismo democratico quando la democrazia è stata archiviata da un pezzo. Le menti raffinatissime hanno così corroborato un meccanismo per fidelizzare il popolo al voto conformista, raccontandogli la necessità di buttarsi agli estremi, d'emblée, quasi per miracolo, come le acque del Mar Rosso. Tutto questo si placherà solo quando le elezioni saranno concluse e in mezzo alle due lingue aperte del Mare passerà, come il corteo di ebrei per la Terra promessa, il corteo degli eletti verso il Parlamento. E il popolo si accorgerà di quel che ha fatto, quando, come gli egizi in mezzo al mare aperto, inseguirà gli eletti chiedendo conto delle loro promesse e lì, verrà travolto dal richiudersi delle acque! Questo è il gioco nell'usurpata democrazia, in cui la vittima deve produrre il suo carnefice, affinché si perpetui il miracolo della sua morte, non cruenta, non immediata, ma continua, come un mesto e desolante assopirsi quinquennale.

  • Il danno più grave della vicenda al centro delle cronache è quello che da due giorni sta entrando, silenziosamente, nelle case di milioni di italiani. Immaginate la scena. C’è il telegiornale acceso. Un bambino di dieci anni. Un ragazzo di quindici. Una famiglia seduta a tavola. Parte il servizio sulla condanna del gioielliere. Il padre commenta: “Ha fatto bene a ucciderli.” La madre aggiunge: “Io avrei fatto anche peggio.” Il nonno conclude: “Altro che condanna, dovevano dargli una medaglia.” Poi il servizio passa alle dichiarazioni di qualche esponente politico che parla di medaglie, di ingiustizia, di un uomo che avrebbe fatto soltanto il suo dovere. Il ragazzo ascolta. E assorbe. Perché un figlio non impara soltanto dalle regole che gli imponiamo. Impara soprattutto da quello che vede fare e sente dire agli adulti. Dai genitori. Dai nonni. Dagli insegnanti. Dai personaggi pubblici. Dai politici. Tutti, nel nostro piccolo o nel nostro grande, abbiamo una responsabilità educativa. Ed è qui che nasce il problema. Perché se un ragazzo cresce sentendo ripetere che, in certe circostanze, uccidere è giusto… che vendicarsi è giusto… che farsi giustizia da soli è giusto… quel ragazzo interiorizza un principio pericolosissimo: che la violenza, se ritenuta moralmente giusta, diventa accettabile. Poi passano gli anni. Quel ragazzo diventa un adolescente. Magari un giorno prende a pugni un coetaneo per un insulto. O lo accoltella per una lite. O massacra qualcuno per un parcheggio. E noi adulti ci indigniamo. Ci chiediamo dove abbiano imparato i giovani ad essere così spregiudicati e violenti. Parliamo di emergenza educativa. Di bullismo. Di baby gang. Di ragazzi sempre più violenti. Ma i giovani non nascono violenti. I giovani imparano. Imparano osservando gli adulti. Imparano ascoltando le nostre parole. Imparano guardando le nostre reazioni. È questo il vero dramma. Il dramma non è soltanto il gesto violento. Il dramma è l’adulto che trova il modo di giustificarlo. Perché nel momento in cui insegniamo ai nostri figli che una persona può decidere autonomamente quando un’altra debba morire, stiamo trasmettendo un principio che va ben oltre questa vicenda. Stiamo dicendo che, quando la rabbia è abbastanza forte, la legge può passare in secondo piano. Ma uno Stato di diritto esiste esattamente per impedire questo. Per impedire che ciascuno diventi giudice, giuria ed esecutore della pena. E attenzione: questo non significa provare alcuna simpatia per chi rapina, minaccia o delinque. Significa difendere un principio che protegge tutti. Perché la legge può anche essere migliorata. Le pene possono essere discusse. Le norme sulla legittima difesa possono essere cambiate dal Parlamento. Ma finché viviamo in uno Stato di diritto, nessuno può arrogarsi il diritto di sostituirsi alla giustizia. Ed è proprio questo il messaggio che dovremmo lasciare ai nostri figli. Non che la violenza sia una soluzione. Ma che la civiltà consiste proprio nel saper rinunciare alla vendetta, anche quando sarebbe la strada più facile. #IlDanno #Educazione #Responsabilità #StatoDiDiritto #Legalità #Giustizia #Genitori #Giovani Giorgio Dondores

  • Scudo penale...odio crescente alimentato dal sistema, due episodi dati in pasto ai cittadini medi e si arriva al loro scopo .. vi ricordate le bare di Bergamo? Lo scudo penale per i sanitari che vi davano il siero magico? Non ci arrivate ? Non vi sembra che vi stiano indirizzando dove vogliano loro per i loro scopi?

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  • ANGELO D'ORSI 2026 fondatore di agora. ❗SONO PER LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA PUNTO E BASTA ... Tutto questo ci dovrebbe portare non a respingere il vaccino o i dispositivi di protezione, E NEPPURE IL GREEN-PASS ... Non sono d’accordo con chi contesta in quanto tale il green-pass, e ancor meno con chi contesta il vaccino o la mascherina ... 👎🏻 ANGELO D'ORSI NON SOLO ERA PER I VACCINI MA ADDIRITTURA ERA PRO GREEN-PASS E CHIEDEVA INOLTRE L'OBBLIGO VACCINALE (come Landini e la CGIL). 📌 FOTO 1 Candidato sindaco di Torino settembre 2021 Pci, Sinistra in Comune, Potere al popolo 📍 FOTO 5 Intervista a antimafiaduemila febbraio 2022 dichiarazioni pro vaccini, pro green-pass, pro obblighi vaccinali.

  • https://www.facebook.com/share/v/1EFAYBX53L/

  • Sabato 13 giugno ore 15,30 sala Bizzozero! Via Bizzozero 15/a vi aspettiamo numerosi!

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  • 🇮🇹 I LIMITI DELLA COSTITUZIONE Aporie e contraddizioni del costituzionalismo La Costituzione italiana nasce in un momento storico eccezionale: un Paese sconfitto dalla guerra, occupato dalle potenze alleate e chiamato a ricostruire le proprie istituzioni dopo la caduta del fascismo. Un testo fondamentale, certamente, ma non privo di limiti, contraddizioni e ambiguità che ancora oggi influenzano la vita politica e istituzionale della Nazione. Nel corso dei decenni abbiamo assistito più volte a interpretazioni estensive, forzature e aggiramenti dello spirito costituzionale. Dalla progressiva cessione di sovranità a organismi sovranazionali fino all'espansione del potere burocratico e tecnocratico, il rapporto tra volontà popolare e assetto istituzionale è diventato sempre più controverso. Particolarmente acceso è stato il dibattito durante l'emergenza Covid-19, quando l'utilizzo dei DPCM per limitare libertà costituzionalmente garantite – dalla libertà di circolazione alla libertà di riunione e di iniziativa economica – ha sollevato interrogativi sulla compatibilità di alcune misure con i principi costituzionali e sul corretto equilibrio tra tutela della salute e diritti fondamentali. La Costituzione è davvero la garanzia assoluta delle libertà dei cittadini? Quali sono i suoi limiti? Perché spesso viene invocata e altrettanto spesso interpretata in modo opposto a seconda delle convenienze politiche? Ne parleremo con il Prof. Daniele Trabucco, insieme a Raoul Ray e Roberto Antognarelli, in un confronto aperto e senza censure. 📅 Lunedì 1 giugno 🕘 Ore 21:00 💻 Incontro pubblico su Zoom https://us06web.zoom.us/j/84561868588 Per comprendere il passato, leggere il presente e riflettere sul futuro dell'Italia. La partecipazione è il primo passo per costruire il futuro.

  • Gli incontri della rassegna saranno tutti moderati da *Raoul Ray*, esponente nazionale di Ancora Italia. L’obiettivo è favorire un confronto libero e approfondito, aperto alla cittadinanza, sui grandi temi del nostro tempo: dal dibattito storico e politico su fascismo e antifascismo, alle contraddizioni del costituzionalismo moderno, fino ai limiti della giustizia italiana e agli attuali scenari geopolitici internazionali.

  • https://us06web.zoom.us/j/7479714415

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  • https://us06web.zoom.us/j/84561868588