Teatro e Critica
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Un aggiornamento per questo numero estivo di #Cordelia che va dalla Sicilia di Castrocaro (per InCastro Festival) alla Bassano di Operaestate Festival Veneto. #Recensioni brevi ma intense di Silvia Maiuri e Stefano Tomassini https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/
A Terlizzi! Cosa si prova a ricevere qualcosa dal passato? Lo possiamo rifiutare o siamo costretti ad accettarlo inevitabilmente? Esiste un modo specifico di trattarlo? Bisogna conservarlo a mo’ di reliquia o lo si può adattare alle diverse esigenze pratiche e culturali? Possiamo usarlo in modi originariamente non previsti? Matteo Valenti con un po' di riflessioni da Vivaio - Coltivare il Teatro in Città #IDEE #reportage #festival #teatro https://www.teatroecritica.net/2026/08/eredita-ambigue-a-vivaio-2026/
«C’è un tempo della danza che coincide con l’istante della sua apparizione e un altro tempo, più sotterraneo, che continua a lavorare nelle pieghe dei corpi, nelle tracce lasciate dai gesti, nelle forme che attraversano generazioni diverse di interpreti. Si potrebbe dunque parlare di una specifica tensione all’interno della danza contemporanea, tra presenza e permanenza, tra apparire e restare, dove il rapporto con il repertorio deve mettere necessariamente in gioco la possibilità che un’opera continui a esistere anche quando cambiano i corpi che lo attraversano. Ma se il gesto vive nell’unicità dell’incontro tra performer e spettatore, cosa rimane allora quando quel gesto viene ripreso, trasmesso, affidato a nuove presenze? E quali sono le implicazioni di quel “volgersi indietro” e attingere al materiale del passato?» @Andrea Gardenghi da Bolzano Danza Tanz Un reportage critico #IDEE #danza #dance #recensioni #reviews https://www.teatroecritica.net/2026/08/tornare-ad-abitare-la-danza-lorizzonte-di-bolzano-danza-festival/
https://open.spotify.com/episode/2yiEefpR6OHqsDoeFt1aE0?si=XkaM_7l4SRO85D5Vtatf7g&utm_source=copy-link&sci=spotify%3Acard-config%3A0rCC7Iev3WsZTOR0NjVmog
Come è andata quest'anno a Kilowatt Festival? Il racconto di Simone Nebbia è tutto in audio: potete già ascoltarlo in due puntate su Spotify o su tutte le piattaforme. Ed è pieno di voci di artiste, artisti, colleghe e colleghi. Primo episodio: «Come fa il “kilowatt” ad essere unità di misura del teatro italiano? Primo episodio di ARIEL da Kilowatt Festival 2026, con Seg men tar si di Chiara Arrigoni e Ivonne Capece, Tacet di Jacopo Giacomoni e Silvia Costa, Kittens di Angelo Petracca e Sex.exe di Gruppo Voluptas.» Secondo episodio: Un’esplosione di teatro, di danza, di relazioni e riflessioni. Questo è il Kilowatt Festival. Secondo e ultimo episodio di ARIEL dall’edizione 2026, con Rigetto di Dino Lopardo, Bandiera di Lucia Franchi e Luca Ricci, Elysium di Collettivo Giulio and Jari, Your Tactile Identity di YoY Performing Arts – Ivona – Tyche / Michele Ifigenia. Ascoltalo su Spotify. Oppure scegliete la vostra piattaforma preferita.
Andare a teatro e incontrare per due sere consecutive la stessa compatta, versatile, meticolosa e appassionata compagnia di attori e attrici (Lorenzo Bartoli, Teresa Castello, Christian di Filippo, Matteo Federici, Iacopo Ferro, Jozef Gjura, Celeste Gugliandolo, Anna Manella, Stefania Medri, Marta Pizzigallo, Michele Schiano di Cola, Marcello Spinetta) alle prese con temi, testi e personaggi diversi, vuol dire innanzitutto rinnovare un appuntamento, una breve consuetudine, all’insegna della curiosità. Basti pensare che a una rapida ricerca tra le cose da fare nel weekend a Torino, questo evento veniva consigliato insieme a quelli di clubbing e/o musicali. Lucia Medri dal Teatro Stabile di Torino racconta il progetto Prato Inglese. #IDEE #recensioni #teatro #Shakespeare https://www.teatroecritica.net/2026/08/prato-inglese-allo-stabile-di-torino-shakespeare-e-entertainment-libero-e-sofisticato/
Un corpo riverso a terra, il volto nascosto, accanto a un pc che rimanda l’immagine fissa – proiettata e ingigantita sullo sfondo – di un altro corpo nella stessa posizione, senza vita. Il richiamo immediato all’attualità di Gaza è confermato dalle parole che scorrono: gli organizzatori di un importante festival di arti performative in Germania chiedono che l’artista elimini dal suo spettacolo le parole Palestina libera e genocidio. L’immagine che accoglie gli spettatori di Ayoub nella sala oscura dello Spazio Rossellini di Roma sintetizza il nodo cruciale del lavoro e il suo fondamento Sabrina Fasanella ha visto questo nuovo lavoro di Marina Otero a Sempre più fuori #VISIONI #teatro #recensioni https://www.teatroecritica.net/2026/08/marina-otero-in-ayoub-o-dellimpotenza-dellarte-occidentale/
Al Giardino delle Esperidi, nella 22^ edizione del Festival organizzato da Campsirago Residenza, le bisettrici di tempo e spazio hanno dei valori riconoscibili, amplificati dalle peculiarità del luogo, piccolissimo borgo sul monte Brianza, quasi abbandonato fino a una trentina di anni fa, che ha saputo ritrovare linfa dalla strenua volontà di chi lo ha reso presidio teatrale, nell’incontro tra cultura artistica e cultura del paesaggio. Proprio in virtù di questo distacco dal mondo sotto ai Sacri Monti, anche il tempo segue ritmi diversi: negli otto giorni di festival, la permanenza viene scandita dall’invito a partecipare alle performance che spesso avvengono dentro ai boschi, lungo cammini di molte ore per raggiungere l’ombra delle cappelle, su sentieri lungo antiche pietre rituali, sui crinali collinari, accanto o dentro alle mura di chiese arroccate... Viviana Raciti da Campsirago Residenza #reportage #teatroenatura https://www.teatroecritica.net/2026/08/il-giardino-del-tempo-cartoline-da-campsirago/
Facciamo il punto: Sulle pagine di teatroecritica non parlavamo del Teatro Eliseo dalle ultime notizie circa l’abbassamento del prezzo di vendita dell’immobile di proprietà di Luca Barbareschi, commentate nella nostra rassegna stampa Tiresia. Intanto, però, nelle ultime settimane è cominciata a circolare la notizia di una possibile riapertura sotto una diversa gestione, quella di Alessandro Longobardi, figura di spicco del teatro privato capitolino che con le sue società gestisce già i teatri Brancaccio, Sala Umberto e Diamante; di tutti Longobardi è anche direttore artistico. https://www.teatroecritica.net/2026/07/teatro-eliseo-alessandro-longobardi-lo-affitta-e-lo-riapre-per-sei-mesi/
"Se spesso la drammaturgia contemporanea che racconta la vita di chi fa teatro è, negli ultimi anni, un sottogenere affollato e quasi sempre lamentoso — un piangersi addosso inaccessibile ai più travestito da autofiction, l’estrema affilata franchezza di questo spettacolo lo rende un unicum sorprendente. Lanera racconta le gioie del settore con disincanto e le difficoltà con brillante sincerità, per restituire — in un registro accessibile anche a chi non pratica il mestiere — la condizione materiale di chi lo esercita, quella che noi operatori, seduti nel buio della platea, misuriamo ogni giorno nelle nostre vite. Eppure, il bilancio è così efficace da rischiare di sovrastare a tratti la profondità dell’operazione, che non parla di precariato e disagio, ma di amore, come cura, come balsamo, come unica forma di eredità disponibile a chi non ne ha a disposizione altre. Di questo mestiere non si guarisce, sembra dirci Lanera e, allo spegnersi delle luci, l’applauso è a un collettivo conto con la vita che continua a restare aperto." Serena Spanò dal #PugliaShowcase con un approfondimento su James di Compagnia Licia Lanera #visioni #recensioni https://www.teatroecritica.net/2026/07/un-conto-che-resta-aperto-james-di-licia-lanera/
Com’è avvenuto l’incontro con il Tanztheater Wuppertal e con Pina Bausch? Dal 1982 al 1985 circa ho vissuto a Roma, dove ho frequentato l’ultimo anno all’Accademia di Belle Arti, dopo i primi due all’Accademia di Bari. Parallelamente continuavo a danzare. Poi, a causa di un infortunio al piede – a seguito del quale mi dissero che non avrei più potuto danzare e che avrei dovuto sottopormi a un intevento chirurgico – un medico sportivo mi disse che sarebbe stato possibile per me danzare solo con le scarpe col tacco. Dopo qualche tempo da quell’evento, Pina Bausch arrivò a Roma, al Teatro Argentina, con il suo spettacolo Viktor. La conoscevo già, ma non avevo mai visto niente di lei. Avevo ventidue anni. Seduta in platea, mi accorgo subito che tutte le danzatrici avevano le scarpe col tacco. Fu sorprendente per me. Alla fine dello spettacolo andai a chiedere se fossero previste di lì a breve delle audizioni. Giusi De Santis in conversazione con Marigia Maggipinto https://www.teatroecritica.net/2026/07/la-danza-e-la-ricerca-del-movimento-interiore-intervista-a-marigia-maggipinto/
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Ultima puntata prima della pausa di agosto, poi ci si sente a #settembre. Oggi dai tagli al teatro in Francia (fortunatamente ritirati), alle proteste sul Bitef in Serbia (con il rifiuto dei Motus) grazie all'articolo di Lucrezia Ercolanie poi il ricordo di Rodolfo Di Giammarco su Pippo Di Marca. Il teatro fake in provincia di Vicenza, le residenze shakespeariane di Matteo Pecorini, il teatro di Andreina Garella, il teatro e i corpi razzializzati su Theatron2.0 con Gaja Aurora Ebere), le recensioni di Sergio trombetta su Bolzanodanza_tanzbozen, KatiaIppaso su abracadabra di Collettivo_cinetico visto tra Santarcangelo Festival e Centrale Fies.
https://open.spotify.com/episode/44woxMYKQTyt7wuG5litSc?si=1fMtIvzeR3Gchco6pZuWewhttps://open.spotify.com/episode/44woxMYKQTyt7wuG5litSc?si=1fMtIvzeR3Gchco6pZuWew
Bologna. Nel momento in cui scrivo è al centro del discorso politico per un fatto di cronaca che assedia il dibattito e scatena l’opinione pubblica: la morte di Abderrahim Fakir, cittadino 42enne di origini marocchine, nel quartiere Pilastro, bloccato a terra da un’azione di Polizia e morto, in diretta video, un respiro dopo l’altro, una richiesta d’aiuto dopo l’altra. E poi nulla più. Bologna. La sera in cui ci sono stato, poche settimane prima, l’ho conclusa bevendo birra di notte, nel centro della movida proverbiale che accompagna la narrazione della città da decenni, la Bologna giovane, universitaria, crocevia della creatività; ma non ero lì, in origine, per bere a tarda notte: ci sono stato per vedere Habil delle città, nuovo spettacolo del Teatro dell'Argine... Le parole di Simone Nebbia da #Bologna #IDEE https://www.teatroecritica.net/2026/07/politico-poetico-bologna-spezzata/
«Come primo anno di Master abbiamo la firma di Marcos Morau, coreografo di punta della danza contemporanea, e ci sarà il riallestimento di uno dei suoi primi lavori, Cathedral...» Marianna Masselli in conversazione con Roberta Ferrara di Equilibrio Dinamico, alla scoperta di questa nuova esperienza pedagogica. #danza #dance #master https://www.teatroecritica.net/2026/07/nasce-a-bari-il-il-primo-master-universitario-in-contemporary-dance-performance-intervista-a-roberta-ferrara/
«Per arrivare al Banannefabrik, bisogna attraversare la stazione e la ferrovia e con i lavori in corso di questi mesi alcune scale sono bloccate, ci sono però gli ascensori che portano sul lungo ponte che passa sopra i binari, attraversandolo si arriva in un tranquillo quartiere residenziale, il Bonnevoie, dove spicca la presenza della comunità caraibica locale. Bastano altri 5 o 10 minuti e siamo di fronte al Banannefabrik, esempio di archeologia industriale la cui idea di riconversione è cominciata dal basso negli anni ‘90, per poi affermarsi nel 2011 con la riapertura dopo un’importante ristrutturazione. È un luogo che porta i segni di chi lo vive e attraversa, qui lavora il centro coreografico nazionale e ogni anno nella seconda parte di giugno la compagnia Fundamental ASBL dà vita al Monodrama Festival, una piccola ma resistente rassegna di cui sono protagonisti spettacoli per un solo interprete. » Un reportage di Andrea Pocosgnich https://www.teatroecritica.net/2026/07/in-lussemburgo-alla-ricerca-dellassolo-che-sorprende-monodrama-festival/
https://www.teatroecritica.net/2015/04/sotto-la-tenda-dellavanguardia-il-teatro-perduto/
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