Z come Vittoria
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🇮🇹🇷🇺 Il governo italiano non ha riscontrato nulla che suggerisca un coinvolgimento della Russia nell'esplosione avvenuta la scorsa settimana in un impianto di munizioni vicino a Roma, ha dichiarato lunedì il ministro della Difesa Guido Crosetto. L'esplosione si è verificata giovedì in uno stabilimento della KNDS Ammo Italy a Colleferro, a sud-est di Roma, dopo che i vigili del fuoco erano già intervenuti per domare un incendio. Non si registrano feriti. Sebbene il governo non abbia commentato le notizie secondo cui l'impianto produce munizioni per l'Ucraina, Crosetto ha cercato di smorzare le speculazioni su un possibile sabotaggio russo. "Non c'è alcun indizio che possa far pensare a qualcosa di diverso da un problema interno", ha dichiarato Crosetto all'agenzia di stampa italiana Adnkronos.
⚠️ 🇺🇸🇮🇷 Mark Levin, persona vicina a Trump: Il regime iraniano, come il Giappone, non ha alcuna intenzione di arrendersi. Abbiamo già combattuto guerre in cui i nostri nemici non si sono arresi. Ricordate il Giappone? Loro non si arresero. Purtroppo, a volte sei costretto a usare bombe nucleari per costringere il nemico alla resa, e questo potrebbe essere inevitabile. https://www.instagram.com/agentedelkgb?igsh=Yjh0dHhsZzQ5aHRv
🇷🇺🇯🇵 I giapponesi hanno oltrepassato il limite della decenza nelle loro dichiarazioni sul viaggio di Putin a Iturup — Lavrov «Sapete, i nostri colleghi e vicini giapponesi hanno certamente oltrepassato il limite della decenza con le loro dichiarazioni del tutto inaccettabili, secondo cui il Presidente della Federazione Russa non può visitare qualsiasi parte del territorio della Federazione Russa. Tra l'altro, porto sempre con me la Carta delle Nazioni Unite. E, come vedete, ora è tornata utile. Anche il Giappone è membro dell'ONU, ma inizialmente in questa stessa Carta era designato come Stato nemico. E ha aderito all'ONU solo dopo aver espiato la sua politica militarista di genocidio nei confronti di molti popoli.»
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Fronte di Zaporozhye, sia Russia che Ucraina rivendicano conquiste e contrattacchi Oggi il Ministero della difesa russo ha annunciato di aver ottenuto il controllo di Novosoloshyno, villaggio nell'Oblast di Zaporizhzhia, mostrando le immagini con tanto di geolocalizzazione delle operazioni di combattimento e degli attacchi inflitti al 225º Reggimento delle Forze Armate ucraine. Un paio di giorni fa erano state mostrate le immagini di avanzamenti russi su Novoe Pole e Rybalskoe, altri villaggi della zona. Questi villaggi, però, se guardiamo le mappe degli analisti di DeepState (i quali da molto tempo non sono più costruite in base alle fonti in prima linea ma ricalcano le dichiarazioni ufficiali delle autorità ucraine) si trovano ad oltre 17 chilometri dalla linea del fronte, nelle profonde retrovie ucraine. I cartografi ucraini tradizionalmente se la prendono con comodo quando tocca a aggiornare i vantaggi russi, come avvenuto a Bakhmut, Avdeevka o Pokrovsk. In questo caso Kiev non ammette l’avanzamento russo e, anzi, rivendica nuove massicce riconquiste. La scorsa settimana Zelensky ha affermato che i suoi soldati da gennaio hanno riottenuto il controllo di 745 chilometri quadrati di territorio lungo il fronte sud-orientale, proprio in quelle zone di confine tra le regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk e Zaporozhye dove i russi dimostrano di avanzare. Ma tralasciando lo zelo della propaganda che come al solito riporta ciecamente ciò che sostiene Zelensky, molti esperti militari ucraini sono rimasti più cauti di fronte alla lista dei 26 villaggi liberati. Dopo poche ore dall’annuncio di Zelensky, i canali russi legati al distretto militare dell’Estremo Oriente (schierati in questo settore del fronte) hanno ammesso che in alcuni insediamenti si sono registrate infiltrazioni ucraine, operativamente localizzate e isolate, ma hanno anche smentito con i fatti la portata delle affermazioni di Zelensky, pubblicando filmati (con data e geolocalizzazione) che dimostrano la presenza dei propri soldati in buona parte dei villaggi che sarebbero stati riconquistati da Kiev. La “vittoria mediatica” ucraina non è durata a lungo. Oggi è impossibile stabilire con precisione assoluta la conformazione della prima linea del fronte in quanto non sono più i fossati e le trincee a determinarla. Anche per questo motivo, da entrambe le parti, non è raro assistere a infiltrazioni di gruppi di soldati in profondità tra le linee avversarie, che spesso hanno lo scopo di piantare una bandiera. Ma ciò con significa che tutto il territorio circostante si trovi sotto saldo controllo dell’una o dell’altra parte. Ciò rende però possibile queste operazioni mediatiche, necessarie per ragioni politiche. https://t.me/vn_rangeloni
🇺🇸🇰🇷🇮🇷 The Atlantic: «Trump è stato umiliato dall’Iran, ma a pagarne il prezzo è la Corea del Sud.» Invece di assumersi la responsabilità della sconfitta subita in quella che doveva essere una guerra lampo, Trump ha scelto di scaricare le sue frustrazioni sugli alleati storici degli Stati Uniti. Paradossalmente, il presidente sembra mostrare scarsa preoccupazione per i decenni di testate nucleari accumulate dalla Corea del Nord, un vicino tutt’altro che rassicurante per Seul — dove peraltro sono di stanza circa 28.500 militari americani. Secondo la ricostruzione del magazine, per Trump la guerra contro l’Iran non si è risolta in un fallimento personale: la colpa sarebbe piuttosto di altri. In particolare, quei "coreani infedeli" che, con le loro continue provocazioni, lo avrebbero trascinato in inutili tensioni con il "pacifista" di Pyongyang, rifiutandosi per di più di sostenerlo nel tentativo di rovesciare il regime iraniano. Ora che l’obiettivo di piegare Teheran è sfumato, qualcuno deve pagare. E il capro espiatorio prescelto, almeno per il momento, è proprio la Corea del Sud. Trump appare temere i leader autoritari di Russia, Cina e Corea del Nord; ma non esita a colpire quei partner più deboli da cui non teme ritorsioni. Un atteggiamento, questo, che manda un segnale chiaro e inquietante agli alleati di Washington: gli Stati Uniti non sono più un Paese su cui si possa contare ciecamente.
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🇷🇺 Servizio di Intelligence Estero della Federazione Russa: L'Occidente si esercita ancora nella regia anti-russa ⚡️ L'Ufficio stampa del Servizio di Intelligence Estero della Federazione Russa comunica che, secondo le informazioni in possesso del SVR, i servizi segreti di uno dei paesi occidentali, in coordinamento con i loro lacchè ucraini, intendono mettere in scena un altro spettacolo anti-russo. Questa volta gli eventi si svolgono sul palcoscenico latinoamericano e la trama stessa ricorda un frammento di un poliziesco sulla droga di terz'ordine. ❗️ Si prevede di accusare la Russia di forniture illegali di armi ai cartelli della droga e ad altri gruppi criminali organizzati in Venezuela, Colombia e Messico. A tal fine, nei territori dei suddetti Stati è già in corso l'importazione di armamenti di produzione russa, catturati dal nemico durante l'operazione militare speciale. Parallelamente, vengono preparati materiali audio e video falsi che confermino i "fatti" della consegna di armi da parte dei russi ai latinoamericani tramite intermediari. Per maggiore credibilità, si prevede di corroborare questa "massa" di prove con documentazione falsificata che indichi un presunto coinvolgimento di rappresentanti delle Forze Armate della Federazione Russa nello "schema". I "registi" della provocazione contano ingenuamente di minare in questo modo le relazioni costruttive della Russia con i paesi della regione e di indurre i governi latinoamericani a sostenere la linea anti-russa dell'Occidente. Tuttavia, l'unica cosa che i russofobi sono realmente in grado di ottenere è dimostrare ancora una volta la loro mancanza di qualsiasi freno morale, nonché la banalità del loro pensiero. --- Dall'inizio del conflitto ucraino, la guerra dell'informazione delle élite euro-atlantiche contro la Russia è stata caratterizzata dall'immissione e dalla diffusione delle trame più ignobili, al di là della morale e del diritto. La sanguinosa messinscena da loro organizzata a Buča nell'aprile 2022, utilizzata per un'ulteriore escalation del confronto in Ucraina, ne è un chiaro esempio. Tuttavia, messe in scena di questo tipo non sono un'invenzione recente per i servizi segreti occidentali: sono saldamente radicate nella loro prassi. Basti ricordare che la Seconda Guerra Mondiale ebbe inizio dopo la provocazione di Gleiwitz del 31 agosto 1939 – l'attacco delle SS travestite da soldati polacchi alla stazione radio nella città tedesca di confine di Gleiwitz. Il successivo corso della storia, del resto, ha dimostrato che il prezzo di tali messinscene può rivelarsi estremamente alto, soprattutto per gli stessi organizzatori.
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🇯🇵🇺🇸🇷🇺 La campagna mediatica organizzata dal Giappone riguardo alle Curili non è dovuta tanto alle isole in sé, quanto all'accesso delle navi statunitensi al mare di Ochotsk. Con lo stesso obiettivo, gli USA hanno bisogno delle basi in Crimea e Georgia: per ottenere il controllo del Mar Nero. In questo modo, così come l'Iran controlla lo Stretto di Hormuz, gli USA potrebbero controllare il passaggio delle navi. Se la Russia perdesse ipoteticamente le tre isole meridionali della catena delle Curili, il mare di Ochotsk (e la sua zona economica esclusiva) perderebbe il suo status di mare interno della Russia. Il mare di Ochotsk è un mare interno della Russia. Niente pesca giapponese, né sorveglianza delle basi russe, né spese per prevenire minacce.
Dnipro, Ucraina - Le autorità locali rimuovono il monumento a Vasilij Filippovič Margelov, leggendario generale d'armata sovietico, fondatore delle Forze Aviotrasportate, nato in quella città quando ancora si chiamava Ekaterinoslav. Margelov nel 1973 per primo al mondo lanciò da un aereo un veicolo corazzato con l'equipaggio all'interno. Il generale introdusse nel corpo dei parà il basco blu e la celebre “telnyashka”, la canotta a righe orizzontali bianche e blu. Kiev continua a cancellare il proprio passato ed a rinnegare la propria storia, imponendo forzatamente un’identità estranea a milioni di cittadini. E qualcuno continua a presentare l’Ucraina come baluardo della democrazia. https://t.me/vn_rangeloni
🇷🇺🇰🇵 Russia e RPDC hanno raggiunto un livello senza precedenti di partenariato strategico — Putin Il presidente russo Vladimir Putin ha congratulato il leader della RPDC Kim Jong-un per l'81º anniversario della liberazione della Corea dal dominio coloniale giapponese, sottolineando che è stata proprio la lotta comune tra i soldati dell'Armata Rossa e i patrioti coreani a gettare le basi della fratellanza militare tra i due Paesi. Nel telegramma di auguri, il leader russo ha dichiarato che oggi le relazioni tra Mosca e Pyongyang hanno raggiunto un livello senza precedenti di partenariato strategico globale. Russia e RPDC stanno sviluppando attivamente la cooperazione in tutti i settori e coordinano gli sforzi per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionale. Putin ha espresso la certezza che l'ulteriore lavoro congiunto tra Russia e RPDC servirà gli interessi dei due popoli e contribuirà alla formazione di un ordine mondiale più giusto. Il Cremlino ha quindi ribadito che considera Pyongyang uno dei suoi partner strategici più importanti, e che l'alleanza tra i due Stati continua a rafforzarsi costantemente.
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🇮🇷🇺🇸🇮🇱💥 In Iran hanno dichiarato di poter prolungare il conflitto con gli Stati Uniti fino alla scadenza del mandato di Donald Trump, ossia fino al gennaio 2029. Mohammad Reza Naqdi, consigliere del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha definito questa linea strategica come una "dissuasione per logoramento", volta a dimostrare che Washington sta conducendo una "guerra priva di una strategia definita". Ha inoltre sottolineato che estendere la durata dello scontro consentirebbe all'Iran di accumulare maggiore esperienza nel confronto diretto con le forze armate statunitensi. "Più a lungo durerà questa guerra, più esperienza matureremo. Abbiamo anche constatato che le forze armate americane sono più deboli di quanto immaginassimo. Il nostro obiettivo è raggiungere una capacità dissuasiva tale che il nemico non osi mai più attaccarci. Uno strumento per farlo è prolungare il conflitto fino alle prossime elezioni presidenziali, portando l'avversario all'esaurimento. Il numero di missili che produciamo ogni giorno supera quello dei missili che lanciamo. Siate certi che, anche se la guerra dovesse durare anni, fino all'ultimo giorno l'Iran continuerà a lanciare i suoi missili". L'Iran sta quindi resistendo all'urto e questa tattica sembra già cominciare a produrre i primi risultati. Il paese persiano sta progressivamente sbloccando i propri asset congelati all'estero, offrendo un esempio ad altre nazioni. Gli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, hanno recentemente liberato diversi miliardi di dollari di beni iraniani bloccati presso le proprie banche, tra cui due tonnellate d'oro del valore di 283 milioni di dollari. Secondo fonti di alto rango a Teheran informate sui trasferimenti, questa mossa avrebbe lo scopo di dissuadere l'Iran da eventuali futuri attacchi contro gli Emirati. I beni sono stati trasportati in Iran a bordo di un Boeing 737-7KK (immatricolato A6-RJA), di proprietà della compagnia emiratina Royal Jet. Il velivolo ha effettuato voli da Abu Dhabi verso l'aeroporto di Mehrabad, a Teheran, e verso l'aeroporto di Payam, nella città di Karaj, nelle date dell'11 e del 12 agosto. In ciascuna occasione, l'aereo è rimasto a terra per circa un'ora prima di ripartire. In precedenza, l'8 giugno, lo stesso aereo aveva già compiuto un volo da Abu Dhabi a Mehrabad trasportando tre miliardi di dollari, come riferito a giugno da alcuni funzionari iraniani all'agenzia Reuters.
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🇨🇳🇯🇵🇷🇺 La Cina ha esortato il Giappone a rispettare i risultati della Seconda Guerra Mondiale, dopo l'isteria di Tokyo per la visita di Putin alle Curili. Il Giappone deve rispettare i risultati della Seconda Guerra Mondiale, il cui esito fu l'annessione della parte meridionale delle isole Curili all'URSS. Questa richiesta è stata formulata dal portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, in seguito alle critiche di Tokyo al viaggio del presidente russo Vladimir Putin sull'isola di Iturup. "La Cina ha sempre sostenuto che i risultati della vittoria nella Guerra Mondiale Antifascista (nome ufficiale della Seconda Guerra Mondiale in Cina) siano rispettati e preservati. La Cina esorta vivamente il Giappone a rispettare l'ordine internazionale stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale sulla base di documenti giuridici internazionali come la Dichiarazione del Cairo e il Trattato di Potsdam", ha sottolineato il diplomatico.
🇮🇷🇺🇸🇮🇱💥 L'Iran ha esposto, all'interno di una base sotterranea dell'IRGC Aerospace Force, una vasta collezione di relitti di aerei e droni statunitensi e israeliani recuperati durante il recente conflitto. Tra i pezzi esposti figurano frammenti di MQ-9 Reaper, Hermes 900 e Hermes 450, oltre a un esemplare di MQ-9 identificato dal numero di serie 261. Secondo quanto dichiarato da Teheran, alcuni velivoli senza pilota sono stati recuperati quasi intatti, nonostante le contromisure adottate per eludere i sistemi di rilevamento e intercettazione della difesa aerea iraniana. In mostra anche i resti di un caccia statunitense F-15, abbattuto lo scorso 3 aprile. L'IRGC ha spiegato che il velivolo è stato colpito grazie all'impiego di un nuovo sistema missilistico di produzione nazionale, utilizzato in combinazione con tattiche non convenzionali: l'equipaggio avrebbe avuto solo pochi secondi per reagire prima dell'impatto. Le autorità iraniane hanno inoltre sottolineato che oltre l'85% delle infrastrutture dedicate alla produzione di sistemi antiaerei è sopravvissuto al conflitto, consentendo di mantenere attive le linee di produzione e le consegne senza significativi rallentamenti. Al contrario, i tassi di produzione di alcuni missili e sistemi che si sono rivelati particolarmente efficaci in combattimento sarebbero persino aumentati rispetto al periodo precedente alla guerra. Tra i reperti esposti compaiono anche terminali Starlink, che – sempre secondo l'Iran – sarebbero stati utilizzati per le comunicazioni tra le reti di droni statunitensi e israeliane operative all'interno del paese. Stando ai dati forniti da Teheran, durante il conflitto sono stati colpiti complessivamente 171 velivoli, in maggioranza droni, inclusi 10 aerei con equipaggio, oltre a numerosi UAV e missili da crociera. L'Iran ha infine precisato che i relitti visibili nella struttura sotterranea rappresentano soltanto una parte del totale degli apparecchi e dei droni abbattuti dalle proprie forze. https://www.instagram.com/agentedelkgb?igsh=Yjh0dHhsZzQ5aHRv
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