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➡️ Farage è di nuovo deputato. Vince la suppletiva con il 63% dei votanti (e più voti in termini assoluti dell’elezione 2024) causata dalle sue dimissioni e boicottata da tutti i principali partiti. Count Binface, il candidato satirico che ha ricevuto molta attenzione sui media, si ferma ad un rispettabile 27%. Ora ripartirà l’indagine sulle donazioni al leader di Reform, che potrebbero costargli la decadenza ed una nuova suppletiva per il collegio. @averybritishchannel
A very British Channel pinned «Online la nuova puntata di A Very British Podcast Esce Farage, entra Burnham Farage si dimette per cercare di sfuggire alle domande sulle donazioni raccolte da personaggi molto strani e finisce in una lotta contro un cestino umano. Nel frattempo, Andy Burnham…»
Online la nuova puntata di A Very British Podcast Esce Farage, entra Burnham Farage si dimette per cercare di sfuggire alle domande sulle donazioni raccolte da personaggi molto strani e finisce in una lotta contro un cestino umano. Nel frattempo, Andy Burnham è diventato primo ministro e inizia a muovere i primi passi (o meglio, a parlare di come muoverli). 🎼 Potete seguirci su: Spotify: https://open.spotify.com/episode/1KIHZcY9PcImAI2eLRzidk?si=H7aveoiyS3SRonE7UcFW_A Apple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/a-very-british-podcast-politica-e-notizie-dal-regno-unito/id1517567845?i=1000779063710 Spreaker: https://www.spreaker.com/episode/esce-farage-entra-burnham--73253928 Youtube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLNUyyRWbSWIQBUKKmlBHygFCvdou__NrC Realizzato con il contributo della Fondazione Giorgio Amendola
⬆️ Andy Burnham ha inaugurato “No 10 North”, la sede distaccata del governo britannico a Manchester, in uno dei primi gesti simbolici del nuovo governo, che tende la mano verso il resto dell’Inghilterra “abbandonato” da Londra, con l’idea di estenderlo alle altre nazioni del Regno Unito, trasferendo parte della pubblica amministrazione su tutto il territorio. @averybritishchannel
Andy Burnham ha nominato il suo governo. Ecco le principali cariche del Cabinet: Cancelliere dello Scacchiere (Tesoro): John Healey (nuova nomina) Ministro degli Esteri: Ed Miliband (nuova nomina) Prima Segretaria di Stato, Cancelliere del Ducato di Lancaster e Ministra per il Cabinet Office: Louise Haigh (nuova nomina) Ministra dell’Interno: Shabana Mahmood (confermata) Ministro della Difesa: Wes Streeting (nuova nomina) Ministra della Salute e dell’Assistenza sociale: Yvette Cooper (nuova nomina) Ministro della Giustizia e Lord Cancelliere: Alex Norris (nuova nomina) Ministra per l’Edilizia, le Comunità e il Governo Locale: Angela Rayner (nuova nomina anche nel primo governo Starmer aveva questo incarico) Ministro per Imprese, Innovazione, Scienza e Commercio: Jonathan Reynolds (confermato) Ministra dell’Istruzione: Lucy Powell (nuova nomina) Ministra dell’Energia: Miatta Fahnbulleh (nuova nomina) Chief Whip (Parliamentary Secretary to the Treasury): Anneliese Midgley (nuova nomina) Attorney General: Ellie Reeves (nuova nomina) Ci sono alcune conferme, poche, e qualche sorpresa. Quella più clamorosa è certamente la nomina di John Healey allo Scacchiere. Le sue dimissioni dal Ministero della Difesa in polemica con Starmer hanno posto una grossa pietra tombale sulle sue speranze di sopravvivere all'arrivo di Burnham. Sorprende la sua nomina non solo perché da giorni si parlava di un ballottaggio tra Ed Miliband e Mahmood, ma anche perché le sue dimissioni erano state dettate dalla scarsità di fondi messi a disposizione della difesa dal Cancelliere dello Scacchiere uscente, Rachel Reeves: tutto fa pensare ora che la spesa militare del Regno Unito salirà. Wes Streeting, ritiratosi dalla corsa favorendo l'ascesa dell'attuale PM, viene spostato dalla Sanità alla Difesa. Angela Rayner torna al governo nel suo "vecchio" Ministero dove tornerà a occuparsi del tema a lei caro della casa e del diritto all'abitazione. Rachel Reeves e David Lammy, i due più potenti durante il governo Starmer, vengono "licenziati" anche se pare che la Reeves abbia rifiutato l'incarico della difesa. In generale vengono "allontanati" i ministri di più stretta fede blairiana anche se molti esponenti della destra laburista hanno importanti incarichi a partire da Shabana Mahmood che viene confermata all'Interno avallando così l'inasprimento delle leggi sull'immigrazione e in generale il messaggio di "pugno di ferro" nella lotta all'immigrazione "illegale" che aveva promosso insieme a Starmer. In termini di politiche Burnham sembra orientato ad un allentamento dei cordoni pubblici con l'annuncio di una serie di provvedimenti molto costosi, a partire dal taglio dell'IVA (VAT) sulle bollette energetiche. Il primo messaggio da Downing Street è stato rivolto poi al tema del "rough sleeping" e cioè l'annoso problema britannico delle centinaia di migliaia di persone, specie nelle grandi città, spesso lavoratori poveri, costretti a dormire per strada perché non possono permettersi un tetto. Fa molto discutere il fatto che Burnham avrebbe aperto alla possibilità di concedere nuove concessioni petrolifere nel Mare del Nord, in netta controtendenza alle politiche del governo Starmer che aveva visto, scatenando le ire anche dei sindacati affiliati al Labour, Ed Miliband in prima linea per la promozione dell'obbiettivo dell'azzeramento delle emissioni: forse anche per questo Miliband non è stato "promosso" allo Scacchiere per essere spostato al Foreign Office, ruolo molto prestigioso ma più lontano dall'agone politico più interno. Fino a settembre non sono previsti interventi in Parlamento, ma oggi si è tenuto la prima riunione del Cabinet e inizieremo a leggere proposte legislative e politiche. Curiosità storica: il governo di Andy Burnham è il primo governo laburista dal 1945 a non includere alcun membro della famiglia Benn. Da Clement Attlee a Keir Starmer, almeno un Benn aveva sempre fatto parte dell’esecutivo: prima William Wedgwood Benn, poi Tony Benn e infine Hilary Benn sono stati infatti nel front bench di tutti i leader laburisti. @averybritishchannel
Keir Starmer ha appena tenuto il suo ultimo discorso da Primo ministro sulla soglia del n. 10 di Downing Street. Si recherà immediatamente a Buckingham Palace dove rassegnerà le sue dimissioni a Carlo III e indicherà il suo successore, Andy Burnham, che subito dopo incontrerà il monarca per diventare il nuovo PM. Starmer nel suo breve discorso ha rivendicato i successi del suo governo e il sostegno al suo successore. Già oggi Burnham dovrebbe fare le nomine più pesanti del nuovo governo e sicuramente terrà un discorso in cui annuncerà le politiche che vuole portare avanti sin da subito. @averybritishchannel
Ieri si è tenuto l'ultimo Prime Minister's Questions prima dalla pausa estiva e soprattutto l'ultimo per Starmer da Primo ministro. Come di consuetudine (anche se in alcuni casi come per Theresa May e Boris Johnson non fu così) ha regnato la concordia istituzionale e l'ironia british tra Starmer e la leader dell'Opposizione Kemi Badenoch. Ironicamente, lo diciamo a posteriori dopo il risultato di ieri ai mondiali, si sono fatte molte allusioni e battute sulla possibile vittoria dei mondiali per l'Inghilterra. L'unica vittoria della nazionale dei Tre Leoni, infatti, è avvenuta nel 1966 - in casa - con un governo laburista, una cabala che gli inglesi speravano potesse portare bene... Lunedì Andy Burnham diventerà Primo ministro, come abbiamo detto, ma non affronterà il parlamento prima di settembre. Impazza il totoministri, in particolare tutti stanno attendendo di capire chi verrà scelto a guidare lo Scacchiere, scelta chiave per sapere che direzione vorrà dare al suo governo l'ex sindaco di Manchester. Se qualche settimana fa si dava quasi per scontata la scelta dello storico alleato e amico Ed Miliband, al momento sembrerebbe in pole position Shabana Mahmood, attuale Ministra dell'Interno, della destra laburista. @averybritishchannel
🔴 Andy Burnham è l’unico candidato alla leadership del Labour. Ha ricevuto 379 sottoscrizioni (su 403) da parte dei parlamentari laburisti, mentre Catherine West (che non era intenzionata a candidarsi) ne ha ricevuta una. Ora manca la formalità delle nomine da parte di sindacati e affiliati, ma venerdì Andy Burnham diventerà leader del Labour e lunedì primo ministro. @averybritishchannel
🗑️ Nigel Farage non è più deputato. Nei prossimi giorni verrà fissata la data dell’elezione suppletiva, che per il momento rischia di essere una corsa a due tra Nigel Farage e Count Binface, un candidato bislacco che si presenta in pubblico solo con un elmo a forma di cestino sulla testa e che dichiara di venire dallo spazio. In queste ore il dibattito politico è a dir poco bizzarro. Count Binface è stato invitato a diversi programmi televisivi, per l’irritazione di Farage e dei suoi alleati. I leader dei principali partiti hanno pubblicamente appoggiato questo candidato per sottolineare la farsa di questa elezione, voluta da Farage per cercare un mandato popolare ma che ha già il tono del ridicolo e che potrebbe diventare la sua fine politica se dovesse perdere contro un cestino. @averybritishchannel
🙅♂️ Conservatori, laburisti, liberal democratici e anche l’estrema destra di Restore Britain hanno annunciato che non parteciperanno all’eventuale elezione suppletiva causata dalle dimissioni di Farage. Restore in particolare ha dichiarato che parteciperà a quelle successive alle indagini se dovessero concludersi con la decadenza del leader di Reform UK. Alcuni commentatori ricordano che tecnicamente le dimissioni non sono a disposizione dei deputati, che devono chiedere al Tesoro di nominarli ad uno dei due incarichi fittizi che sono legalmente incompatibili con la carica di deputato. Un precedente del 1856 giustificherebbe un rifiuto del ministro del tesoro, se un deputato cerca di evadere alle proprie responsabilità nei confronti della camera. @averybritishchannel
🚨➡️ Nigel Farage, leader di Reform UK, si dimette da parlamentare. Era sotto investigazione per diverse donazioni, in denaro e in beni, non dichiarate al momento dell’elezione. Una sospensione, che sarebbe quasi sicuramente arrivata, gli sarebbe costata comunque la decadenza. Farage intende ricandidarsi alle suppletive, in una prova di forza contro le indagini. Se venisse rieletto, però, l’indagine ripartirebbe, potenzialmente causando un’altra elezione anticipata. @averybritishchannel
🪖 In uno dei suoi ultimi atti, il governo di Keir Starmer ha annunciato il piano di investimenti per la difesa. Il piano, decisamente più generoso di quello che ha causato le dimissioni in protesta del ministro della difesa, prevede 15 miliardi di spesa extra nel corso dei prossimi quattro anni. Andy Burnham, che sarà quasi certamente il nuovo primo ministro da metà luglio, dovrà trovare 4.7 miliardi tra tagli e nuove tasse. I suoi alleati parlano di una polpetta avvelenata lasciata da Starmer. @averybritishchannel
A very British Channel pinned «Online la nuova puntata di A Very British Podcast Passione ed agonia di Keir Starmer. Dopo mesi di agonia Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni da leader del Partito laburista e Andy Burnham pare essere in procinto di essere "incoronato" come suo successore.…»
Online la nuova puntata di A Very British Podcast Passione ed agonia di Keir Starmer. Dopo mesi di agonia Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni da leader del Partito laburista e Andy Burnham pare essere in procinto di essere "incoronato" come suo successore. In questo nuovo episodio analizziamo i vari scenari politici ma anche la preoccupante normalizzazione di atti di razzismo violento nel Regno Unito. 🎼 Potete seguirci su: Spotify: https://open.spotify.com/episode/4XdlNH3DkVmipS3hFPFUeQ?si=fZ9H_Hr6Qye__NeVjKv9zA Apple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/a-very-british-podcast-politica-e-notizie-dal-regno-unito/id1517567845?i=1000774157027 Spreaker: https://www.spreaker.com/episode/passione-e-agonia-di-keir-starmer--72684676 Youtube: https://youtu.be/37uRSjU04-E?si=y5LTNxXJXthinokg Realizzato con il contributo della Fondazione Giorgio Amendola
🚨🔴 Dopo una lunga agonia, Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader del Partito Laburista. Rimarrà in carica come Primo Ministro fino a quando il partito non avrà scelto il nuovo leader. @averybritishchannel
🔴 Andy Burnham ha vinto la sua suppletiva con oltre il 50% dei voti e largo distacco sul candidato di Reform, con cui era invece atteso un testa a testa. Ma la contrazione del voto LibDem e Verde in favore di Burnham, e un forte risultato di Restore, partito alla destra di Reform, hanno reso l'elezione non competitiva. Burnham nel suo discorso di insediamento ha di fatto lanciato la sua campagna a leader del Labour definendo la sua vittoria una richiesta di cambiamento per il suo partito e anche “l’ultima occasione”. Si tenevano anche tre suppletive in Scozia, ad Aberdeen, a sorpresa, l’SNP viene sconfitto dai Conservatori, sicuramente a causa della condanna dell’ex tesoriere del partito (e marito della ex First Minister Nicola Sturgeon), condannato per aver usato i fondi del partito per un gran numero di acquisti personali (incluso un enorme, e costoso, camper attrezzato). @averybritishchannel
Oggi si vota a Makerfield in quella che è l'elezione supplettiva più importante della storia del Regno Unito. Mai era capitato, infatti, che una elezione di un singolo collegio potesse addirittura determinare il futuro del Primo ministro. Se vincerà Andy Burnham, ora sindaco di Manchester, quasi sicuramente ci sarà a breve una sua sfida a Starmer per la leadership laburista e dunque sulla sua permanenza al n. 10 di Downing Street. Anche per questo, oltre che per un po' di pigrizia, nelle scorse settimane abbiamo dato pochi aggiornamenti sulla situazione politica britannica: al di là dei tentativi di Starmer di rilanciare la sua agenda politica, tutto era in stand-by in attesa di oggi. Persino le dimissioni del Ministro della Difesa, in fortissima polemica con il Primo ministro sul budget per la sicurezza nazionale, che in altri momenti avrebbero causato un terremoto a Westminster, sono state accolte quasi con indifferenza perché si ha l'impressione che Starmer abbia i giorni contati. Anche se Burnham dovesse perdere oggi, Wes Streeting, dimessosi anche lui da Ministro della Sanità dopo la sconfitta elettorale di maggio, è infatti in rampa di lancio per la sua sfida a Starmer, avendo ampio sostegno all'interno del gruppo parlamentare. Insomma dalle 23 ora italiana di oggi sapremo se ci aspetta un'estate di fuoco, l'ennesima per Starmer, che non è riuscito mai a stare tranquillo nella pausa estiva, neanche dopo aver vinto nel luglio 2024. @averybritishchannel
🙋🏼♂️Circa 150mila persone si sono presentate alla manifestazione Unite the Kingdom, organizzata dall'estrema destra (portavoce "Tommy Robinson", all'anagrafe Stephen Christopher Yaxley-Lennon) a Londra. Quasi tutta l'estrema destra britannica (e non solo) ha partecipato: dall'attivista anti-trans Posie Parker al miliardario sudafricano Elon Musk (in collegamento), passando per la giornalista Katie Hopkins, per anni volto presentabile dell'estrema destra intellettuale e spesso citata nei documenti degli stragisti di tutto il mondo. Assente illustre: Nigel Farage, che si è "sganciato" da quel mondo, attirandosi le ire di Elon Musk. Il tratto comune è l'islamofobia e il rigetto dell'immigrazione. Gli arresti sono per ora 24, ma la polizia sta cercando di individuare i responsabili di varie azioni violente attorno ai cortei. L'intera sicurezza è costata 4.5 milioni di sterline alla polizia, che ha commesso la leggerezza di autorizzare la manifestazione nella stessa data della commemorazione della Nakba, l'espulsione dei palestinesi dalle proprie terre nel 1948, e della finale della FA Cup (la "Coppa Italia" britannica). Le due manifestazioni si sono svolte parallelamente e non si sono incrociate. 🔴 L'Esecutivo Nazionale del Labour ha dato ad Burnham, sindaco di Manchester, la deroga per candidarsi a deputato. Al contrario dell'altra volta, la decisione è stata presa per email e senza convocare una riunione. Ora saranno i militanti locali del Labour a decidere se selezionarlo, la decisione verrà annunciata domani. Non sarà in ogni caso un'elezione facile per Labour. @averybritishchannel
🔴 E ora è arrivata l’attesa discesa in campo di Andy Burnham. Il deputato Josh Simons ha annunciato le proprie dimissioni per permettere al sindaco di Manchester di diventare deputato (se vincerà le elezioni, cosa non scontata) e quindi poter competere per la leadership del partito. @averybritishchannel
🔴 La giornata di ieri è stata dedicata all’apertura del parlamento con il discorso della corona, con Re Carlo che ha letto il programma di un governo che non si sa se sopravviverà alla settimana. Oggi ripartono le manovre attorno al Primo Ministro Starmer: arrivate le attesissime dimissioni di Wes Streeting, giovane ministro della salute e cavallo di punta dell’ala più blairiana (e più vicina al disgraziato Mandelson) del partito. Il passo immediatamente precedente alla formalizzazione di una sfida a Starmer per la leadership del partito. ➡️ Ma non c’è solo il Labour. Niger Farage, leader di Reform, è sotto indagine per aver ricevuto 5 milioni di sterline da un investitore nel settore delle cryptovalute, senza averlo dichiarato al Parlamento. Se, al termine dell’indagine, ricevesse una sospensione, potrebbe decadere da parlamentare. @averybritishchannel