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Assemblea No CPR - Milano

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  • Il CPR uccide ancora. È di settimana scorsa la notizia di un ragazzo che dentro al CPR di via Corelli ha bevuto un detersivo contenente acido cloridrico. Ha riportato lesioni interne molto gravi e attualmente si trova in coma all'ospedale Niguarda di Milano. Sappiamo quanto siano frequenti gli atti di autolesionismo e i tentativi di suicidio in CPR, come disperato tentativo di riacquisire la libertá, di evadere da un ospedale o semplicemente di farla finita con tutta questa sofferenza. Se le condizioni di questi non-luoghi sono sempre insostenibili, d'estate le celle diventano dei forni e il cibo giá marcio si deteriora ancora piú velocemente. I soccorsi anche in questo caso gravissimo, come in tanti altri, sono tardati ad arrivare, per ben 7 ore. Anche questo non ci sorprende, è la normale prassi di gestione di questo luogo di tortura. Per chi si fa la corda, chi si taglia e chi si rompe le ossa i soccorsi tardano sempre ad arrivare, nei casi in cui arrivano. Ma l'indignazione la lasciamo alle testate giornalistiche, che si chiedono come sia possibile che una persona sotto la custodia dello Stato possa arrivare a compiere un gesto cosi estremo e senza venire soccorsa. La risposta per noi è chiara: lo Stato è questo, lo Stato uccide. È la normalitá in questi luoghi e la loro stessa esistenza è l'espressione lampante di questa spietatezza. Di due giorni fa la notizia di un'altra morte di Stato nel CPR di Palazzo San Gervasio, a Potenza. Lx altrx reclusx hanno risposto con accese proteste che sono state violentemente represse dalle varie sbirraglie. Tutto questo non fa che riempirci di rabbia. Gridiamo vendetta per tutte le morti di Stato, dalle strade, ai CPR e alle galere, finchè di questi luoghi non rimangano che macerie Fuoco ai cpr🔥🔥🔥 Vendetta per Ousmane, per Oussama, per Moussa, per Lassoued, per Wissem Ben Abdel, per Ramy, per Mansouri, per Fakir, per Mouchine, per le morti in mare e in frontiera, per chiunque subisca le atrocitá del razzismo di Stato Sempre solidali con chi si ribella nei CPR, nelle galere, in frontiera

  • 10 авг.66из hurriya_info

    Il CPR di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, ha ucciso ancora. Nel tardo pomeriggio di oggi si è diffusa la notizia della morte di una persona reclusa, della quale non è stato diffuso nemmeno il nome, della protesta dei suoi compagni, di incendi e dell'intervento repressivo di polizia, carabinieri e guardia di finanza, di altri feriti tra i reclusi, dell'arrivo di una ambulanza e un'eliambulanza. Le informazioni sono come al solito confuse e frammentate, perché quello che avviene nei lager deve sempre essere filtrato dalle autorità per silenziarne la violenza quotidiana. Seguiranno aggiornamenti

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  • In vista dell’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e in linea con il crescente ricorso alla detenzione delle persone in movimento in Europa, centinaia sono state incarcerate in nuove strutture detentive in base alla cosiddetta «procedura d'asilo di frontiera». In Bulgaria, vicino alla frontiera con la Turchia che delimita anche uno dei confini dell'UE, il centro di detenzione di Pastrogor nella regione di Svilengrad è stato riconvertito, a partire dal 12 giugno, in un centro di detenzione per le persone richiedenti asilo, sotto la gestione dell'Agenzia statale bulgara per la sicurezza nazionale. Il numero dei detenuti sta aumentando drasticamente: se a inizio giugno era esiguo, alla fine di luglio ha superato le 250 unità. Questa cifra aumenta di giorno in giorno. A differenza di quanto avveniva prima, dall’attuazione del patto le persone vengono trattenute in centri chiusi e nel giro di poche settimane la loro domanda di asilo viene esaminata e respinta, accompagnata da un ordine di espulsione; vengono quindi spostate nei centri d'espulsione, dove rischiano di essere detenute fino a 18 mesi. Condividiamo un aggiornamento da parte del Collettivo rotte balcaniche che sta monitorando sul territorio bulgaro di frontiera l'applicazione del nuovo patto.

  • 31 июл.1112из hurriya_info

    Da alcuni giorni migliaia di persone raggiungono a nuoto Ceuta, exclave spagnola nel territorio del Marocco. Lo Stato spagnolo negli anni ha speso decine di milioni per impedire questi arrivi, innalzando reticolati, fili spinati e muri, dispiegando droni, telecamere termiche, torrette e centinaia di agenti. Ma gli insopprimibili bisogni e desideri di libertà hanno trovato un modo per aggirare questa frontiera militarizzata che circonda l'Europa, al costo di migliaia di morti ogni anno. Purtroppo anche ieri almeno 18 persone sono morte nel tentativo di raggiungere il territorio spagnolo, e si aggiungono alle altre 28 trovate annegate dall'inizio dell'anno a Ceuta. La cinica Europa che non batte ciglio per le persone che uccide nel Mediterraneo, si dice ora allarmata per le persone che sono riuscite ad arrivare sane e salve. Solidarietà a chi brucia le frontiere

  • Riportiamo qui un intervento fatto durante il presidio al CPR di Milano del 28 Giugno: Ce lo aspettavamo, ma esplicitarlo è importante. Dentro il cpr di Via Corelli ormai è quasi da un mese che non si mangia. Con l'arrivo del caldo estivo, c'è chi sorseggia colorati succhi nei luccicanti baretti milanesi, e chi invece, nel lager davanti a cui ci troviamo, rifiuta l'ennesima porzione di merda sigillata in pellicola trasparente. Cibo puzzolente, evidentemente scaduto, e spesso, come trattamento speciale, essa è anche condita da una spolverata di psicofarmaci, non si sa mai qualche anima calda si voglia ribellare alla tortura che è costretto a subire tra quelle mura. Succede anche che spesso i piatti rifiutati si trasformino in una fresca pioggia che finisce sui lavoranti, sugli sbirri, e sul personale di Ekene, cooperativa che gestisce il CPR, perchè i reclusi sanno bene quanto vale la loro dignità, e che qualsiasi gesto in quel posto è un gesto di resistenza. Il cibo fa schifo, ma si sa, per questi corpi considerati dallo Stato come eccedenza umana, il trattamento è del tutto legittimo. Nonostante ciò, però, quelli dei reclusi sono corpi da cui ancora si può estrarre valore. Tra i tanti complici di questa struttura mortifera, appunto, l'azienda Elior è in lizza tra chi più ne trae piú profitto. Elior serve pasti al Corelli dal 2024, da quando Ekene è subentrato come ente gestore del centro. Si tratta di una multinazionale, in Italia leader nel settore della ristorazione: serve aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, scuole e università, strutture socio-sanitarie, forze armate e il settore del turismo e dell'intrattenimento. I primi due principi etici di Elior sono "promuovere e rispettare la tutela del diritto internazionale relativo ai diritti dell’uomo" e "assicurarsi di non rendersi complici di violazioni dei diritti dell’uomo". Ripetiamolo: Elior è complice di torture nel rifornire il cibo ad un lager di Stato. Oltre a essere schifoso, il cibo è servito in quantità scarsissima, incentivando così il business interno della cooperativa gestrice, che mette in vendita un costosissimo listino di pochi articoli, cibo o bevande o prodotti per l'igiene personale acquistati fuori di volta in volta. Nel 2017, a seguito di inchieste in mense scolastiche perugine, alcuni vertici di Elior vengono indagati insieme ai responsabili di altre aziende per frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso ideologico. Nel 2023, alcune figure di rilievo della multinazionale, vengono inserite nel registro degli indagati per frode in concorso nelle pubbliche forniture. Le accuse riguardano l’approvvigionamento di quattro caserme del Nordest, i cui militari si sarebbero dovuti nutrire di prodotti Bio a pranzo e a cena, ricevendo pasti cucinati in giornata. Invece avrebbero mangiato cibo “convenzionale”, vecchio di almeno 48 ore. Poverini! Meno male che la solerte giustizia italiana, in cui riponiamo immensa fiducia, si prodiga nel perseguire chi non onora e rispetta la salute dei nostri coraggiosi militari. Sono proprio loro che ogni giorno, dopo turni logoranti a bordo delle loro gippone e in quegli angusti gabbiotti, si danno il cambio per sorvegliare le mura della prigione di via Corelli. Non serve spendere altre parole per parlare di queste merde, ma non possiamo che augurare a Daniel Derichebourg, miliardario presidente e CEO del Gruppo Elior, o a Renato Ambrosino, amministratore delegato di Elior in Italia, di strozzarsi e soffocare con un olivetta sbocconcellata dalla loro cloche d'argento. E non possiamo che augurare oggi coraggio e fantasia per chi volesse combattere contro il cpr e contro gli enti complici del suo funzionamento, quindi Elior. Continuiamo a esprimere solidarietà ai prigionieri, siamo dalla vostra parte.  Freedom, Hurriya, Libertà. Fuoco ai cpr, Fuoco a Elior.

  • 21 июл.16032из carceriinrivolta

    20 luglio 2026, a Bologna diverse ore di scontri tra piazza Maggiore, la prefettura e la questura di Bologna in risposta all’uccisione da parte della Polizia di Fakir nel quartiere Pilastro. In un mondo in guerra, tra scudi penali per le forze dell’ordine, militarizzazione dei quartieri e DDL sicurezza, l’unico baluardo contro il monopolio della violenza è la rivolta. “Le strade sicure” le fanno le esplosioni di Rabbia! Ieri Bologna era bellissima! Con Carlo e Fakir nel cuore!

  • 18 июл.1 4769

    Pubblichiamo un contributo SULL’OPERAZIONE ANTIANARCHICA DEL 16 GIUGNO […] Oltre al desiderio di esprimere solidarietà, questo testo punta anche a mettere in luce alcuni aspetti in comune tra la repressione che subiscono alcune figure che lo stato identifica come nemiche. Che si tratti di persone in movimento o di chi crede che lo Stato sia una contingenza storica oppressiva e non necessaria, quello che constatiamo con angoscia è la continuità dei dispositivi tecnologici e di controllo che vengono adoperati. Infatti, se di per sé non sono niente di nuovo le operazioni ' anti-anarchiche' e le indagini per 270, se è vero che non c'è alcuna novità particolare nel fatto che lo Stato cerchi di controllare chi può attraversare e stanziare nel suo territorio e chi no (si tratta di uno dei suoi obiettivi fondanti), quello che rappresenta una novità è la capillarità con cui alcune nuove tecnologie si diffondono silenziosamente nelle vite di tutti i giorni […] TUTTX LIBERX 💥

  • 13 июл.206из hurriya_info

    Protesta e incendio nel CPR di Macomer. Ieri 12 luglio un nuovo incendio ha danneggiato ulteriormente il lager sardo, dopo quello avvenuto a febbraio scorso che aveva reso inutilizzabile un'intera sezione. La capienza è ora inferiore ai 50 posti. In questi giorni nel CPR, sprovvisto di un impianto di ventilazione, le temperature superano spesso i 40 gradi, e rendono se possibile ancora più invivibile questo campo di concentramento.

  • Le persone vengono così trattenute all'interno di hotspot di frontiera, ma per carenza infrastrutturale possono essere trasferite all'interno di altri centri dislocati sul territorio nazionale: questo patto introduce quindi la possibilità di essere trattenutx fisicamente all'interno del territorio di uno Stato ma di non essere ritenutx autorizzatx a farne ingresso sino alla decisione da parte delle autorità, la cosiddetta "finzione giuridica di non ingresso". La creazione di questi non-luoghi amplifica l'ambiguità di questa burocrazia umanitaria e carceraria che permette la sparizione delle persone e la precarietà delle loro vite. In alternativa alla detenzione possono venire adottate altre tipologie di misure di controllo molto invasive, mentre per agevolare l'esecuzione dei rimpatri possono venire adottate diverse misure investigative tra cui perquisizioni e il sequestro di effetti personali ed elettronici. Un'altra novità rigurdante le espulsioni, proprio nell'ottica di questa omologazione, rende valido per ogni Stato membro il decreto di espulsione effettuato nel primo paese di arrivo, così coloro che riescono in qualche modo a raggiungere un secondo Stato membro rispetto a quello di approdo, verranno sottoposti a espulsione diretta senza che la pratica venga fatta nuovamente, come avveniva invece fino a prima di giugno. Tutto ciò si prefigge l'obiettivo di smistare le persone migranti, attraverso strumenti giuridici, detentivi, schedature, calcoli e algoritmi, tra chi è più "meritevole" e "meno meritevole", più sfruttabile e meno, con caratteristiche più desiderabili e meno, più assimilabile e meno, più socialmente pericolosx e meno; questo per rendere più rapide ed efficaci le procedure di rimpatrio per disfarsi delle eccedenze. In perfetta armonia con il resto di questo mondo fatto di galere e confini, la tendenza è quella di creare un sistema di frontiera e di gestione delle vite sempre più automatizzato, depersonalizzante, criminalizzante e mortifero, al servizio delle esigenze di Stato, capitale e dei suoi padroni. In un'Europa che è tutta frontiera, in tempi di guerra sempre più pervasiva, soffocante e violenta, che mira ad annichilire chi è più sacrificabile e chi questiona l'ordine delle cose che ci viene imposto, non possiamo che solidarizzare con chiunque sfidi le frontiere, con chiunque trovi e diffonda partiche di resistenza a questa società di varchi, con chiunque saboti gli ingranaggi materiali, digitali e simbolici di questo sistema di sfruttamento razzista ed estrattivista, con chiunque si ribelli in un cpr o in una galera! 🔥FUOCO AI CPR, FUOCO ALLE GALERE, FUOCO ALLE FRONTIERE 🦋freedom hurriya libertà

  • Intervento sul nuovo patto europeo in materia di immigrazione e asilo, letto al presidio del 28 giugno sotto al CPR di via Corelli Il 12 giugno è entrato in vigore il nuovo patto europeo su migrazione e asilo che ostacola ancora di più il movimento delle persone migranti, riformando la gestione delle frontiere con l'Europa e delineando procedure sempre più controllanti e liberticide. Ciò che cambia di concreto rispetto al passato varia a seconda di ogni Stato, poichè diverse pratiche che così vengono formalizzate erano già diffuse prima, specialmente negli Stati di frontiera. Questo patto infatti si pone anche l'obiettivo di rendere omogenee le politiche avverse a quel nemico rappresentato dalle persone migranti e di rendere obbligatorie a tutti gli stati membri alcune pratiche di gestione dei flussi migratori, una tendenza osservabile in tutto l'Occidente Bianco Suprematista. La direzione è una securizzazione dei confini sempre maggiore e un controllo sempre più stringente delle libertà individuali e di movimento, attraverso l'utilizzo di strumenti di sperimentazione tecnologici e detentivi. Le frontiere diventano sempre più dure, vere e proprie aree di confinamento e di respingimento, che si estendono ben al di là della loro zona geografica. In un'ottica di esternalizzazione delle frontiere, vengono favoriti accordi con Stati terzi per il contenimento e la repressione delle persone migranti, di cui l'esempio precursore è l'accordo che regolamenta la presenza di CPR italiani su territorio albanese. Tra le novità introdotte dal Patto, c'è l'obbligo per tutte le persone fermate in frontiera, comprese quelle che vengono soccorse in mare, di sottoporsi entro sette giorni a una procedura di screening di status giuridico e "sanitario". Lo screening consiste in una schedatura identitaria e biometrica a partire dai sei anni di età in su, e si configura all'interno di un progetto di profilazione di massa funzionale alla criminalizzazione, alla repressione e al controllo degli individui. Infatti, queste informazioni estremamente sensibili a fini identificativi, dai documenti, alle impronte digitali e foto segnaletiche, vengono inserite nella banca dati di Eurodac, rese così accessibili alle autorità nazionali, sbirresche e giudiziarie di tutta l'Unione Europea. Viene confermata la centralità di agenzie europee come Frontex che assumono autorità nell’espletamento delle procedure di registrazione in Eurodac. Durante questa efficiente schedatura, le persone saranno trattenute in centri di detenzione in frontiera. Terminato lo screening, sono solo tre le possibilità per la persona in frontiera: presentare domanda di protezione internazionale cioè di asilo, venire trasferita in uno stato membro dove siano presenti parenti stretti/coniugi, o essere espulsa. Nel momento in cui si compila una richiesta di asilo, per chi proviene da un Stato con un tasso di accettazione inferiore al 20%, scatta automaticamente una procedura accelerata di frontiera, volta a rendere più veloci le risoluzioni delle domande e le procedure di deportazione. Questa probabilità è determinata anche dalla presenza di tale Stato in una lista di cosiddetti "paesi terzi sicuri", ovvero quegli Stati che governano anche solo una piccola porzione di territorio considerabile sicuro secondo il diritto d'asilo. In questo modo si estende a molte più persone la possibilità di accedere a queste procedure accelerate. Così come per i sette giorni dello screening, anche durante la pratica di asilo le persone saranno detenute in centri appositi. La detenzione infatti diventa uno strumento sempre più centrale, adoperato in tutte le procedure previste dal patto. Se la richiesta di protezione internazionale viene respinta diventa obbligatorio il rimpatrio e in attesa di deportazione è infatti prevista la detenzione.

  • 29 июн.13621из assembleanocprmilano

    dal 2024 Elior è la multinazionale che si occupa di fornire il cibo all’interno del cpr di via Corelli a Milano ed è quindi complice di torture in un lager di Stato. Cibo di quantità scarsissima che incentiva il business interno dell’ente gestore Ekene, che mette in vendita un costosissimo listino di pochi articoli, cibo o bevande o prodotti per l'igiene personale acquistati fuori di volta in volta. Anche la qualità del cibo è pessima: spesso è scaduto e avariato, soprattutto durante l’estate date le alte temperature, e impastato con psicofarmaci per sedare gli animi rivoltosi. tutti i martedì dalle 18:00 alle 18:30 al Cuore in Gola raccogliamo generi alimentari sigillati e a lunga conservazione da inserire all'interno dei pacchi che vengono portati alle persone recluse, per portar loro solidarietà concreta e sostenerli mentre resistono a queste atroci condizioni. Fuoco ai cpr Tuttx liberx

  • ⚠️farà molto caldo, portatevi dell'ACQUA⚠️

  • 27 июн.163из assembleanocprmilano

    Presidio sotto al cpr di via Corelli - Milano Torniamo ancora una volta sotto le mura del cpr di via Corelli a Milano, per portare solidarietà allx reclusx. L'estate è una delle stagioni peggiori dentro il lager, il caldo inasprisce le condizioni giá drammatiche: il sovraffollamento, la pessima qualità del cibo, la fatica e la sofferenza si fanno ancora piú soffocanti; con l'entrata in vigore del nuovo Patto Europeo questo 12 giugno, e le deportazioni all'ordine del giorno, la violenza dello Stato e della Fortezza Europa si fa sempre piú sfacciata. In questo periodo oltre al caldo estivo anche gli animi ribollono e le rivolte si fanno piú acute e dirompenti. Per questo è ancora piú impellente alzare l'asticella della solidarietà. Ci vediamo sotto le mura domenica 28 giugno alle ore 17.00. Ritrovo al parcheggio di via Cavriana di fronte al centro sportivo 🔥🔥FREEDOM, HURRIYA, LIBERTÀ 🔥🔥

  • 26 июн.1 5404

    без подписи

  • 26 июн.1 6454из tuttosquatmilano

    domenica 28/06 h.17:00 presidio al cpr di via Corelli

  • 23 июн.1181из assembleanocprmilano

    Presidio sotto al cpr di via Corelli - Milano Torniamo ancora una volta sotto le mura del cpr di via Corelli a Milano, per portare solidarietà allx reclusx. L'estate è una delle stagioni peggiori dentro il lager, il caldo inasprisce le condizioni giá drammatiche: il sovraffollamento, la pessima qualità del cibo, la fatica e la sofferenza si fanno ancora piú soffocanti; con l'entrata in vigore del nuovo Patto Europeo questo 12 giugno, e le deportazioni all'ordine del giorno, la violenza dello Stato e della Fortezza Europa si fa sempre piú sfacciata. In questo periodo oltre al caldo estivo anche gli animi ribollono e le rivolte si fanno piú acute e dirompenti. Per questo è ancora piú impellente alzare l'asticella della solidarietà. Ci vediamo sotto le mura domenica 28 giugno alle ore 17.00. Ritrovo al parcheggio di via Cavriana di fronte al centro sportivo 🔥🔥FREEDOM, HURRIYA, LIBERTÀ 🔥🔥

  • 22 июн.1331из assembleanocprmilano

    dal 2024 Elior è la multinazionale che si occupa di fornire il cibo all’interno del cpr di via Corelli a Milano ed è quindi complice di torture in un lager di Stato. Cibo di quantità scarsissima che incentiva il business interno dell’ente gestore Ekene, che mette in vendita un costosissimo listino di pochi articoli, cibo o bevande o prodotti per l'igiene personale acquistati fuori di volta in volta. Anche la qualità del cibo è pessima: spesso è scaduto e avariato, soprattutto durante l’estate date le alte temperature, e impastato con psicofarmaci per sedare gli animi rivoltosi. tutti i martedì dalle 18:00 alle 18:30 al Cuore in Gola raccogliamo generi alimentari sigillati e a lunga conservazione da inserire all'interno dei pacchi che vengono portati alle persone recluse, per portar loro solidarietà concreta e sostenerli mentre resistono a queste atroci condizioni. Fuoco ai cpr Tuttx liberx

  • AGGIORNAMENTI DAL CPR DI VIA CORELLI La sera di sabato 20 giugno all'interno di una delle sezioni del cpr di via Corelli è stato appiccato un fuoco. Due materassi in una cella vengono incendiati e il fumo si propaga per tutta la sezione e non solo. Il rogo viene sedato in poco tempo e la celere entra ancora una volta tra le celle per reprimere e pacificare la situazione. Due persone vengono portate in ospedale, probabilmente per grave intossicazione. ANCORA PROTESTE NEL CPR DI VIA CORELLI Per la seconda notte di fila, l' esasperazione dei reclusi ha portato a una notte di proteste all' interno del cpr. Se la notte scorsa la rabbia era divampata con un fuoco, questa notte invece due persone recluse in due diverse sezioni sono salite sul tetto per protestare, e ancora una volta la libertà è la contrattazione a patto di scendere. Come in ogni situazione di questo tipo, la risposta è la repressione. La celere entra in sezione e manganella le persone per fare tornare la calma e placare le espressioni di solidarietà a chi è sul tetto. È evidente quanto la situazione sia esasperata all'interno di questa prigione. I mesi estivi sono in ogni galera quelli più pesanti e il caldo spossante rende faticoso reagire ai sistematici abusi a cui i prigionieri sono sottoposti. Sappiamo inoltre che i nuovi pacchetti sicurezza hanno reso sempre più difficile resistere in questi luoghi di tortura: da una parte, infatti, le ripercussioni previste fanno da deterrente a qualunque tipo di azione di ribellione; dall'altra, la repressione diretta messa in campo dalla polizia è sempre più dura. Nonostante tutto questo, il caldo, il cibo scadente, gli psicofarmaci e le condizioni di vita inaccettabili portano ancora una volta i reclusi a puntare verso uno spiraglio di libertà. La libertà con ogni mezzo necessario. 🔥Fuoco ai cpr🔥 ⛓️‍💥FREEDOM, HURRIYA, LIBERTÀ⛓️‍💥

  • 19 июн.2 95029

    dal 2024 Elior è la multinazionale che si occupa di fornire il cibo all’interno del cpr di via Corelli a Milano ed è quindi complice di torture in un lager di Stato. Cibo di quantità scarsissima che incentiva il business interno dell’ente gestore Ekene, che mette in vendita un costosissimo listino di pochi articoli, cibo o bevande o prodotti per l'igiene personale acquistati fuori di volta in volta. Anche la qualità del cibo è pessima: spesso è scaduto e avariato, soprattutto durante l’estate date le alte temperature, e impastato con psicofarmaci per sedare gli animi rivoltosi. tutti i martedì dalle 18:00 alle 18:30 al Cuore in Gola raccogliamo generi alimentari sigillati e a lunga conservazione da inserire all'interno dei pacchi che vengono portati alle persone recluse, per portar loro solidarietà concreta e sostenerli mentre resistono a queste atroci condizioni. Fuoco ai cpr Tuttx liberx