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🇷🇺⚔️🇺🇦 SCAMBIO SALME: LA RUSSIA HA CONSEGNATO 19MILA CORPI DI UCRAINI, L'UCRAINA SOLO 600 DI RUSSI Questi sono i dati degli ultimi 2 anni: i russi consegnano 30 volte di più corpi di ucraini rispetto a quanto il regime di Kiev faccia con i corpi dei russi. Eppure il Ministero della Difesa ucraino dice che i russi morti sono 1 milione e mezzo, mentre solo 55mila sarebbero i soldati ucraini morti. E ovviamente in occidente tutti a dargli spago, pensando che siamo tutti coglioni. Segui 👉@ComitatoDonbass
Un’enorme esplosione e un incendio hanno colpito un grande stabilimento di munizioni a Colleferro, a sud di Roma. L’esplosione si è verificata nell’ex stabilimento Simmel Difesa, attualmente di proprietà di KNDS Ammo Italy, parte del gruppo franco-tedesco KNDS. L’azienda produce munizioni di medio e grande calibro per la difesa terrestre e navale, nonché propellenti solidi per lanciatori aerospaziali. KNDS è uno dei maggiori produttori europei di sistemi terrestri, dai carri armati Leopard 2, agli obici PzH 2000, ai sistemi di artiglieria CAESAR e milioni di proiettili d’artiglieria. Dal 2022 l’azienda è un fornitore critico per l’Ucraina, con i governi tedesco e francese che hanno effettuato massicce ordinazioni di munizioni da 155 mm e sistemi di artiglieria. Nel maggio 2026 KNDS ha annunciato un investimento di 4,2 miliardi di euro per ampliare la propria capacità proprio nella produzione di munizioni. L’esplosione di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti negli stabilimenti dell'industria bellica europea dall’escalation della guerra in Ucraina: sono stati registrati almeno 28 incidenti significativi in Germania, Francia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca e Regno Unito. L’incendio di Colleferro ricorda che la coda logistica della guerra è sempre esposta. Mentre l’UE riversa miliardi nell'espansione del proprio complesso militare-industriale, alcuni europei esprimono discretamente il proprio disaccordo. @LauraRuHK
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🚫 Musk’s X shuts down Yahya Saree account X has suspended the account of Brigadier General Yahya Saree, spokesman for the Yemeni Armed Forces, IRNA reported. 📈 His latest account reportedly had more than 100,000 followers, while a previous one was approaching one million. So much for the “free speech” platform. 👉 When Yemen speaks against the US-Israeli war machine, Musk’s X suddenly remembers how to censor. 👍 Substack | Chat | @geopolitics_prime
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Secondo le stime del Wall Street Journal, i danni provocati dall'Iran ai mezzi e alle basi militari USA in Asia occidentale a partire dalla prima fase del conflitto di giugno 2025 ammontano a 13 miliardi di dollari. L'Iran ha condotto più di 2.000 missioni di guerra, danneggiando almeno 20 basi in 8 diversi Paesi e distruggendo almeno 42 velivoli, la maggior parte a pilotaggio remoto ma anche cacciambordieri. Agli "esportatori di democrazia" mal gliene incolse.
🇷🇺🇩🇪 ZAHAROVA ASFALTA MARTENS IL PASSATO NON SI EREDITA. LA RESPONSABILITÀ DELLE PAROLE SÌ. Alla fine è intervenuta Maria Zakharova. E ha posto la domanda che nessuno dei professionisti occidentali dell’indignazione sembra voler affrontare: dove sono finiti i difensori dei diritti umani e i custodi del linguaggio tollerante? «Silenzio. Un silenzio tombale», ha osservato la portavoce del ministero degli Esteri russo. Ricordiamo i fatti. Durante la conferenza stampa di Vučić e Zelensky a Belgrado, Michael Martens, giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha domandato che cosa potessero fare concretamente gli europei per aiutare l’Ucraina a «uccidere più russi». Ha subito precisato: soldati russi. È giusto riportarlo. Ma invece di riconoscere l’oscenità della formulazione, Martens l’ha successivamente rivendicata: non ci sarebbe stato «nulla di scandaloso» e sarebbe stato «esattamente ciò che serve». Fuori dal mondo di Barbie, ha aggiunto, le guerre si combattono così. Il mondo reale, però, Martens dovrebbe conoscerlo molto bene. Nel 2024 fu lui stesso a raccontare pubblicamente la storia di suo nonno, Hans-Hermann Martens: appartenente alle SA e al partito nazista, nominato procuratore da Hitler e successivamente ufficiale nello Stato maggiore operativo dell’Alto comando della Wehrmacht. Martens scrisse anche di non sapere quante condanne a morte contro disertori avesse pronunciato suo nonno, pur avendo appreso dal padre che alcune furono effettivamente emesse. Dunque nessuna illazione russa: è la storia raccontata dallo stesso Martens. E sia chiaro: le colpe dei nonni non ricadono sui nipoti. Il nazismo non si trasmette attraverso il sangue e nessuno deve rispondere dei crimini commessi dai propri antenati. Ma dalla conoscenza della storia nasce una responsabilità. Chi ha riflettuto pubblicamente sul passato nazista della propria famiglia dovrebbe conoscere meglio di altri il peso delle parole, il pericolo della disumanizzazione e l’abisso che si apre quando un popolo viene ridotto a un numero di morti da aumentare. Non è il nonno a condannare Michael Martens. È Michael Martens che, conoscendo perfettamente quella storia, sceglie oggi di domandare come si possano uccidere più russi. Zakharova ha usato parole durissime. Ma sul doppio standard occidentale ha colpito esattamente il bersaglio. Se un giornalista russo avesse domandato come aiutare qualcuno a uccidere più ucraini, israeliani, tedeschi o americani, avremmo assistito a editoriali indignati, richieste di licenziamento e lezioni mondiali contro il linguaggio dell’odio. Contro i russi, invece, tutto diventa improvvisamente presentabile. Persino una contabilità dei cadaveri pronunciata da un giornalista con il microfono in mano. Alla domanda di Martens, Vučić ha risposto auspicando che tutte le uccisioni finiscano. Ed ecco il paradosso: mentre il presidente serbo sperava nella fine della mattanza, il giornalista tedesco voleva sapere come renderla più produttiva. Allora chi vive davvero nel mondo di Barbie? Il mondo reale non è una sala stampa, signor Martens. È fatto di corpi, madri, vedove, orfani e cimiteri. Russi e ucraini. Un giornalista dovrebbe chiedere come salvare più vite, non come aumentare il numero dei morti. Per asfaltare Martens non occorre nemmeno invocare suo nonno. Bastano il suo microfono, il suo tesserino e le sue parole.
Dopo 4 anni e mezzo il quotidiano italiano "La Stampa" si accorge che in Ucraina esiste la mobilitazione forzata. Finalmente "La Stampa" scopre che centinaia di migliaia di ucraini si nascondono per evitare di essere trascinati al fronte dai reclutatori. Reclutatori che strappano dalle strade gli uomini in età di leva, caricandoli sui minivan con forza, tra la disperazione di madri, figli, mogli. Spoiler: Nei prossimi mesi o anni "La Stampa" scoprirà che: in Ucraina esiste un traffico di organi, un mercato nero delle armi, biolaboratori finanziati dagli USA con armi batteriologiche, glorificazione del nazismo. Nel frattempo però saremo costretti a leggere le fake news di Zafesova e Iacoboni. 💚SEGUI🥰RT Doc Italia Canale Notizie e Documentari Seguici anche su 📹Rutube Seguici anche su 📢tiktok Seguici anche su ❌Social X Seguici anche su 👥facebook Rimani aggiornato su tutte le Prossime proiezioni dei documentari di RT in Italia
1️⃣2️⃣3️⃣4️⃣ "Avdeevka, il volto della guerra" in esclusiva per i nostri iscritti. Cliccate qui per vedere il documentario Iscrivetevi al canale telegram RT Doc Italia per non perdervi le nostre esclusive e tutti i nostri documentari Avdeevka, un sobborgo settentrionale di Donetsk, per dieci anni è stata utilizzata dalle forze ucraine come base per bombardare i quartieri pacifici della città. La maggior parte dei residenti è fuggita, molti sono stati portati via con la forza dalle truppe ucraine. Tuttavia, oltre mille persone si sono rifiutate di lasciare le proprie case. Il nostro film presenta filmati e storie esclusive dalla Avdeevka liberata. Tra queste storie c'è quella di Aleksey, il custode della Chiesa di Santa Maria Maddalena, che si è preso cura coraggiosamente della chiesa nonostante i costanti bombardamenti e le condizioni di vita estremamente pericolose. Come molti residenti, viveva nel seminterrato della chiesa senza elettricità, acqua o riscaldamento. Ora, oltre mille civili che hanno scelto di non lasciare Avdeevka si stanno riprendendo e stanno ripristinando le loro vite normali dopo essere sopravvissuti agli orrori dell'occupazione ucraina. Come hanno sopportato tali difficoltà? Come sta tornando la pace nella città? Scopri le sfide di queste persone coraggiose nel nostro nuovo film. 💚SEGUI🥰RT Doc Italia Canale Notizie e Documentari Seguici anche su 📹Rutube Seguici anche su 📢tiktok Seguici anche su ❌Social X Seguici anche su 👥facebook Rimani aggiornato su tutte le Prossime proiezioni dei documentari di RT in Italia
ASSEMBLEE REGIONALI DI AGORÀ L'estate non ferma il lavoro di Agorà. Sta infatti prendendo avvio il lavoro di organizzazione della nostra presenza in tutto il paese. Comprendiamo bene la difficoltà di dare inizio alla fase di organizzazione di Agorà sui territori in piena estate, ma la fase non ci permette di perdere tempo. Avvertiamo forte la necessità di organizzarci nel miglior modo e nel minor tempo possibile per affrontare le enormi sfide che abbiamo di fronte. Per questo le assemblee regionali di Agorà cominceranno subito dopo ferragosto. Di seguito il calendario completo delle riunioni online per tutti quelli che hanno dato l'adesione ad Agorà. Per partecipare è necessario aderire o tramite il form presente nel primo commento o sul sito www.agoraitalia.org o via email scrivendo a info@agoraitalia.org. Gli aderenti riceveranno il link per partecipare alle assemblee via email un'ora prima della riunione. SII PROTAGONISTA DEL CAMBIAMENTO! SOSTIENI AGORÀ! Lombardia Martedì 18/08 ore 21 Emilia Romagna Mercoledì 19/08 ore 21 Toscana Giovedì 20/08 ore 21 Piemonte Domenica 23/08 ore 21 Campania Lunedì 24/08 ore 21 Veneto Martedì 25/08 ore 21 Puglia Mercoledì 26/08 ore 21 Liguria Giovedì 27/08 ore 21 Marche Domenica 30/08 ore 21 Sardegna Lunedì 31/08 ore 21 Abruzzo Martedì 01/09 ore 21 Sicilia Mercoledì 02/09 ore 21 Umbria Giovedì 03/09 ore 21 Friuli Venezia Giulia Domenica 06/09 ore 21 Calabria Lunedì 07/09 ore 21 Lazio Martedì 08/09 ore 21 Trentino Alto Adige Mercoledì 09/09 ore 21 Basilicata Giovedì 10/09 ore 21 Molise Venerdì 11/09 ore 18 Valle d’Aosta Venerdì 11/09 ore 21 Estero Sabato 12/09 ore 15
Parlando a un comizio a Varsavia giovedì, il presidente polacco Nawrocki ha dichiarato che aiutare l’Ucraina a uccidere i russi è nell’interesse strategico della Polonia. «A questo proposito possono sempre contare sul nostro aiuto, perché ovunque si combatte il Moskal, la Polonia aiuta», ha detto. «Moskal» è un epiteto razzista per indicare i russi. Due giorni dopo, in una conferenza stampa a Belgrado, un giornalista tedesco, il corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung Michael Martens, ha chiesto a Zelensky: «Puo dire, a noi europei, cosa possiamo fare concretamente per aiutarla a uccidere più russi?», mentre il viso del presidente serbo Aleksandar Vučić si contraeva in una smorfia di incredulità. Questi due episodi rappresentano una normalizzazione macabra e grottesca dell’odio razziale che verrebbe condannata a gran voce se fosse diretta contro qualsiasi altro gruppo etnico. Nell’UE la russofobia non è solo permessa, ma attivamente incoraggiata. L’odio nei confronti dei russi viene esibito come segno di virtù e impegno verso i «valori europei». Ciò non è casuale. L’Unione europea è un progetto costruito su un consenso fragile. Senza un nemico esterno contro cui fare fronte comune, le sue contraddizioni interne esploderebbero facendo a pezzi il blocco. La «minaccia russa» funge da collante indispensabile: una minaccia esistenziale che giustifica l’austerità, la militarizzazione, il riarmo, la sorveglianza e la sospensione delle norme democratiche. @LauraRuHK
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Hamidreza Rajabzadeh era un cantante religioso iraniano che è stato rapito da un gruppo di monarchici denominato "Asharta Zero Day", il quale ha poi pubblicato un video terrificante delle torture che gli sono state inflitte e che ne hanno causato la morte. Dopo averlo fatto a pezzi, ne hanno mandato alcuni alla famiglia ed ai colleghi di lavoro. Oggi la polizia iraniana ha arrestato cinque dei presunti responsabili di questo omicidio in stile ISIS oltre ad una complice, conosciuta come "influencer", che stava cercando di lasciare il Paese. Questi sono i terroristi che urlano "Free Iran!"... (Fonte: https://t.me/FotrosResistancee)
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🇷🇺🔥🇺🇦PRIMI PROBLEMI DI APPROVVIGIONAMENTO AL REGIME DI KIEV Scaffali vuoti nei supermercati di Kiev dove iniziano a mancare carne, verdure, frutta e uova, secondo i media locali. Nei negozi compaiono cartelli che indicano che "la Russia ha distrutto la merce". In realtà, catene come "Metro", "Novus", "Silpo" e "Fora" iniziano ad avere problemi nell'approvvigionamento. Il blocco marittimo inizia a stritolare il regime di Kiev. _ ❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico: t.me/lantidiplomatico
Vi aspettiamo, a partire dall’ultima decade di agosto, nelle Assemblee da remoto, regione per regione, e poi, in autunno, in quelle regionali in presenza. Intanto, vi chiediamo di fare l’adesione ad Agorà o direttamente sul sito o scrivendo a info@agoraitalia.org E non dimenticate di contribuire alle spese, che finora sono state affrontate soprattutto con il lavoro volontario, ma che con l’aumento del nostro impegno, non sarà sufficiente. Agorà per l’Italia aspetta la vostra partecipazione, in ogni forma. Contiamo su di voi! Non un passo indietro! Lo staff di Agorà: Presidente/Coordinatore Angelo d’Orsi Esecutivo Lara Ballurio, Alessandro Bartoloni Saint Omer, Carmelo Buscema Alvarez, Salvatore Catello, Gianni Favaro, Gennaro Imbriano, Fabrizio Marchi, Antonio Martano, Francesco Sale, Simona Suriano, Jean Toschi Marazzani Visconti, Alessandro Visalli, Andrea Zhok. Ufficio Comunicazione e Stampa Alessandro Bartoloni Saint Omer (responsabile), Lara Ballurio, Davide Fiolo, Andrea Lucidi, Michele Palazzi. (2/2)
COME PROCEDE IL PROGETTO Agorà per l'Italia A qualche settimana dalla precedente comunicazione sullo stato dell’arte di Agorà, ci preme aggiornare i nostri compagni di viaggio sul lavoro svolto e sui prossimi passi. Il tempo trascorso è stato impiegato intensamente: da una parte nel lavoro sulle reti sociali, che ha prodotto eccellenti risultati; dall’altra nella definizione della struttura organizzativa e nell’elaborazione dello Statuto. Mentre non sono mai cessate le adesioni - e di questo vi ringraziamo di cuore, invitandovi a continuare a sottoscrivere il Progetto attraverso il link che trovate in calce - un piccolo nucleo di una ventina di persone si è fatto carico di questa fase di costruzione, accanto all’ideatore e fondatore di Agorà, il prof. Angelo. Oltre al Gruppo Comunicazione e Stampa, che può contare anche su alcune collaborazioni esterne, il motore organizzativo di questa prima fase è stato un Esecutivo, i cui componenti indichiamo in calce al presente comunicato. Ad esso si affiancano altre figure essenziali per le questioni burocratiche, legali, economiche. Parallelamente, abbiamo realizzato incontri on line con le diverse realtà organizzate che, nei mesi scorsi, hanno manifestato interesse al nostro Progetto, e precisamente: Fronte del Dissenso, Riconquistare l’Italia, Risorgere, Risveglio Umano, SiAmo, Partito Comunista di Unità Popolare e Partito dei CARC. La quasi totalità delle Organizzazioni ha confermato, e in alcuni casi rafforzato, la volontà di partecipare in modo fattivo alla costruzione di Agorà per l’Italia. Altre hanno espresso perplessità. Noi ribadiamo che le porte di Agorà restano aperte per tutti coloro che ne condividano i princìpi ispiratori, contenuti nei Documenti del 25 aprile e del 2 giugno, e che, una volta definita la struttura, accetteranno di conformarsi alle norme che insieme stabiliremo. Occorre sottolineare che quanto costruito finora ha carattere provvisorio. Diverrà definitivo solo nelle prossime settimane, una volta depositato lo Statuto e, soprattutto, quando il confronto si estenderà oltre le Organizzazioni per coinvolgere direttamente la cittadinanza, a partire, beninteso, da quanti hanno già manifestato l’intenzione di salire sul nostro vascello e contribuire a farne una nave capace di affrontare marosi e tempeste. Dopo Ferragosto proseguiranno, secondo il calendario che abbiamo già diffuso, gli incontri da remoto. Questa volta, però, non saranno rivolti soltanto alle Organizzazioni, ma a tutti coloro che, singoli o iscritti a movimenti, associazioni, partiti, hanno aderito ad Agorà, regione per regione. Successivamente inizieranno le Assemblee Regionali in presenza. In quelle occasioni, qualora sia maturata la decisione di partecipare alla competizione elettorale, si discuterà non soltanto dei programmi, ma anche delle candidature. Il nostro intendimento è dunque quello di superare gradualmente la fase preparatoria, nella quale ha prevalso necessariamente una direzione dall’alto, per riequilibrare il rapporto con la base e restituire alla partecipazione degli aderenti un ruolo sempre più centrale. Saranno le Assemblee degli iscritti a concorrere alla definizione di un Comitato centrale, dal quale sarà poi espresso un Esecutivo rinnovato. La struttura di Agorà si ispira, in sostanza, a quella dello Stato democratico: un Legislativo, rappresentato dal Comitato centrale; un Esecutivo (ossia l’organismo ristretto così in effetti denominato; in sostanza, un Ufficio Politico) incaricato di tradurre le decisioni in azione; e infine, ancora da definire bene, un Giudiziario (il Consiglio dei Garanti). A quest’ultimo spetterà il compito di vigilare che Agorà non si allontani dalle proprie premesse teorico-ideologiche e di intervenire nella composizione di eventuali dissidi interni o contrasti fra i vari organi. Il punto di arrivo di questo percorso sarà una seconda Assemblea nazionale, che si terrà a Roma, presumibilmente nella prima decade di dicembre. Per ora è tutto. (1/2)