Centrum Report
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L'ultima Magda prima delle vacanze estive è sempre piena zeppa di consigli di libri, festival, dischi, concerti e quant'altro proveniente dai paesi del V4. Anche quest'anno non facciamo eccezioni. A proposito di V4, l'apertura di questa Magda è dedicata proprio al nuovo slancio del gruppo Visegrád ritrovatosi il 23 giugno a Gödöllő, in Ungheria, dopo diversi anni di stop. Buona lettura! https://magdacentrumreport.substack.com/p/magda-57-la-newsletter-estiva-di
Libri, film, mostre e tanto altro. È uscito il nuovo numero di Magda, la newsletter di Centrum Report che vi propone le novità culturali nei paesi del cosiddetto V4 (Polonia, Cechia, Slovacchia e Ungheria). Potete leggerlo qui, e se vi piace...spargete la voce ;-) https://open.substack.com/pub/magdacentrumreport/p/magda-56-la-nuova-newsletter-di-centrum?utm_source=share&utm_medium=android&r=wr3a
Sono successe diverse cose la scorsa settimana. Il nostro Lorenzo Berardi è stato ospite di Radio3 Mondo per parlare della crisi diplomatica in corso tra Polonia e Ucraina dopo la decisione del presidente ucraino Zelensky di assegnare a un'unità speciale delle forze armate il titolo onorifico di "Eroi dell'UPA". L'UPA, è l'esercito insurrezionale ucraino che durante la seconda guerra mondiale si macchiò di atroci crimini contro la popolazione civile polacca nella regione della Volinia. Potete ascoltare l'intervento di Lorenzo al seguente link da 17'51". https://www.raiplaysound.it/audio/2026/06/Radio3-Mondo-del-10062026-b90cef2e-3273-4e88-852b-a2928f1bb78d.html Della vicenda avevamo parlato approfonditamente anche nell'ultimo Václav Podcast, nella sezione dedicata alla Polonia. Un numero particolarmente ricco, in cui ci siamo occupati, come al solito, delle più importanti notizie riguardanti i Paesi dell'Europa Centro-Orientale. Sempre dalla Polonia arriva la notizia del referendum che ha posto fine all'esperienza da sindaco di Cracovia Aleksander Miszalski. Si tratta di una brutta notizia per Donald Tusk, al cui partito (KO) Miszalksi appartiene. L'opposizione aveva raccolto 130mila firme per indire il riferendum e "licenziare" il sindaco, le cui politiche liberali non piacciono alla destra polacca. La partecipazione ha superato di poco il quorum del 27%, pertanto il voto è stato ritenuto valido. A esprimersi contro Miszalski è stato il 98% dei votanti. In Ungheria il nuovo governo guidato da Peter Magyar si è subito messo in moto. Subito è stato conseguito l'importante obiettivo dello sblocco di 16,4 miliardi di fondi europei congelati per le dispute sullo stato diritto tra il governo Orbán e la Commissione Ue. Sul fronte interno si inasprisce il braccio di ferro con il presidente della repubblica Tamás Sulyok. Magyar intende esautorarlo quanto prima in quanto lo ritiene una marionetta nelle mani di Fidesz. Ma notizie succose arrivano anche dalla Repubblica Ceca dove le piazze hanno frenato il governo dall'idea di riformare i media pubblici, mentre dalla Slovacchia Fico ha fatto ricorso contro la decisione UE di imporre il divieto progressivo di importazione di gas russo entro novembre 2027. Un voto ottenuto per maggioranza qualificata e non all'unanimità. Se vi abbiamo incuriosito, il nostro invito è di ascoltare l'episodio intero: https://www.spreaker.com/episode/32-l-insediamento-di-magyar-e-altre-storie-dall-europa-centrale--72384089 Infine, l'ultima segnalazione riguarda l'intervento del nostro Fabio Turco al Festival Biblico, organizzato dall'Associazione San Paolo e tenutosi a Vicenza a fine maggio. Nel panel moderato dalla giornalista Costanza Spocci e a cui ha partecipato anche il giornalista polacco Edward Augustyn (Tygodnik Powszechny), Fabio ha parlato di Polonia sotto diversi aspetti: dalle politiche migratorie (nei confronti degli ucraini ma non solo), dei timori di un disimpegno americano dalla regione, della percezione della vicina guerra in Ucraina, e del primo anno di Karol Nawrocki come presidente. Potete vedere l'intervento qui: https://youtu.be/zdmN1jHCbW8?is=Yw3KJJEyUO06mUG4
È online il nuovo episodio di Václav, il podcast di Centrum Report. Il primo della fine dell'era Orbán. Come ogni mese tante notizie dall'Europa centrale per restare aggiornati su quello che sta succedendo. Gli highlights di questo mese: Polonia - Le mire da padre costituente del presidente Nawrocki (da 00:38); Ungheria - Peter Magyar pronto a insediarsi tra molte luci e qualche ombra (da 06:27); Repubblica Ceca - Il governo di Praga silenzia i media pubblici? (a partire da 12:50); Slovacchia - Il cerchiobottismo di Fico tra Bruxelles e Mosca (da 17:20). Buon ascolto! https://www.spreaker.com/episode/31-in-polonia-si-parla-di-costituzione-e-altre-storie-dall-europa-centrale--71934572
È uscito il nuovo numero di Magda, la newsletter di Centrum Report, dove riportiamo notizie dal taglio piú culturale e dove raccogliamo i nostri interventi e lavori sui media. In questa uscita, molto spazio ovviamente è stato dedicato all'Ungheria, ma non solo. Buona lettura! https://magdacentrumreport.substack.com/
🇭🇺 Elezioni Ungheria: si è concluso oggi a mezzogiorno lo scrutinio del voto estero. Il risultato finale consegna a Tisza una maggioranza ancora più forte. Tisza: 141 Fidesz - KDNP 52 Mi Hazánk: 6
Ultimo aggiornamento prima di andare a dormire. È stato scrutinato il 96,4% delle schede. Tisza ha il 53,7% delle preferenze, Fidesz, il 37,7%, Mi Hazánk il 5,9%. In termini di seggi Tisza ha 138 seggi (cinque sopra la soglia della maggioranza dei due terzi), Fidesz 55, Mi Hazánk 6. Per avere i risultati definitivi ci vorrà ancora qualche giorno. Il risultato dei voti dall'estero dovrebbe arrivare venerdì o sabato. Ci sarà una variazione di seggi a favore di Fidesz ma è improbabile che possa essere tale da pregiudicare la maggioranza dei due terzi, fondamentale per effettuare le riforme costituzionali. Grazie per averci seguito, Buonanotte!
77,5% dei voti scrutinati, la vittoria di Tisza assume dimensioni impressionanti. Il partito di Magyar è attualmente al 53,5%, Fidesz al 38%, Mi Hazánk al 6%. Considerando la proiezione dei seggi Tisza al momento raggiunge la super maggioranza dei due terzi dell'Assemblea Nazionale. Ce ne vogliono 133, Tisza ora è a 138.
Viktor Orbán ha riconosciuto la sconfitta
Notizia a sorpresa, più che altro per il tempismo (è molto presto): Magyar ha informato di aver ricevuto una telefonata di congratulazioni da Orbán per la vittoria.
Riprendiamo gli aggiornamenti. Seggi chiusi alle 19: il dato provvisorio sull'affluenza è del 77,8% ma probabilmente verrà ritoccato al rialzo. Dalle 20 sono cominciate le operazioni di scrutinio. Siamo arrivati al 37% e la direzione sembra già chiara: Tisza al momento ha il 51,2%, Fidesz il 40,01%, Mi Hazank il 6%. La notte è ancora lunga ma tutto lascia intendere che dopo 16 anni Viktor Orbán dovrà lasciare l'incarico di primo ministro.
Alle 17 era andato a votare il 74%. È già record assoluto due ore prima della chiusura dei seggi.
Vignetta del fumettista satirico Andrzej Rysuje (Andrzej Milewski) per Gazeta Wyborcza. Węgry in polacco significa Ungheria.
Alle 15 l'affluenza era del 66%. Mancano ancora 4 ore alla chiusura dei seggi. Sembra certo che si va verso il record di affluenza, che ricordiamo appartiene alle elezioni del 2002 quando a votare andò il 70,5% delle persone.
Questo invece il messaggio di Orbán su Facebook. "Tantissime persone stanno votando. Questo significa una cosa sola: se vogliamo difendere la sicurezza dell'Ungheria, nessun patriota può restare a casa! Solo Fidesz! Avanti, verso la vittoria!"
Dalla diretta di HVG.hu un estratto delle dichiarazioni di Péter Magyar rilasciate in un videomessaggio. "Stasera finirà l'incubo in cui abbiamo vissuto negli ultimi anni. Questo giorno è la festa della democrazia, e sono orgoglioso di essere ungherese – oggi in modo particolare". Il leader dell'opposizione ha sottolineato le lunghe code davanti ai seggi elettorali. Magyar chiede a tutti di partecipare a "questo dignitoso cambio di regime", di votare come ungheresi orgogliosi, a testa alta, affinché "possiamo costruire un'Ungheria pacifica, sicura, funzionante, umana ed europea". Secondo Péter Magyar, questo è un voto decisivo che riguarda il "riprenderci la nostra patria" – ha affermato il presidente del partito Tisza. "Sia il 12 aprile la festa della moderna democrazia ungherese, che entrerà nei libri di storia; portiamo a termine insieme il cambio di regime e apriamo un nuovo capitolo umano nella storia ungherese".
Alle 13 l'affluenza è salita al 54,1% circa il 14% in piú rispetto a quattro anni fa. In ogni caso quella di oggi sarà una giornata storica per l'Ungheria
Si marcia spediti verso il record di affluenza in queste elezioni. Alle 11 si sono recati alle urne il 38% dei votanti. Per dare un'idea alla stessa ora quattro anni fa era stato il 25,5%. Una partecipazione molto alta era stata messa in preventivo. Il record appartiene alle elezioni del 2002. In quell'occasione andò a votare il 70,5%.
🗳🇭🇺 L’Ungheria al voto e la sfida di Orbán Oggi, 12 aprile, otto milioni di ungheresi sono chiamati alle urne per quelle che vengono considerate le elezioni più importanti della storia recente del paese. Per la prima volta dopo sedici anni, Viktor Orbán rischia di non essere rieletto, sfidato dal suo oppositore Péter Magyar, ex uomo di Fidesz e oggi leader del partito di centrodestra Tisza. I sondaggi danno Magyar in vantaggio sul premier uscente. Non sarà, però, solo il voto di Budapest a decidere il risultato di questa tornata elettorale: la diaspora ungherese e le minoranze magiare nei paesi del sud-est europeo avranno il proprio peso sugli equilibri politici interni. Leggi i nostri approfondimenti per saperne di più. 📸 Meridiano 13
Seggi aperti dalle 6 di questa mattina in Ungheria lo saranno fino alle 19. Il dato di affluenza delle 9 è stato molto alto: 16,9%. Alla stessa ora quattro anni fa si era recato alle urne il 10,3% degli aventi diritto. Secondo Balázs Orbán, responsabile della campagna di Fidesz, l'alta affluenza ha sempre favorito il partito al governo. Tuttavia il fatto che a Budapest si sia registrato un aumento dei due terzi dei partecipanti, lascia pensare che stavolta la storia possa essere diversa.