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Chiara Alzati Srl - Public Speaking.

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  • Non tutti i problemi di Public Speaking sono davvero problemi di Public Speaking. Dietro una presentazione piena di contenuti, la paura di esporsi o la difficoltà a prendere parola può esserci molto altro: il timore del giudizio, l'ansia di non essere abbastanza, il bisogno di dimostrare il proprio valore. Negli anni ho capito una cosa: non posso lavorare sulla comunicazione senza lavorare anche sulla persona che comunica. Nel video di oggi ti racconto perché, per me, Public Speaking e crescita personale non possono essere separati.

  • Non esistono argomenti noiosi. Esistono speaker che non sanno dare significato ai dati. È uno degli errori che vedo più spesso nelle riunioni aziendali. Si mostrano numeri, grafici e percentuali, aspettandosi che il pubblico capisca da solo perché dovrebbero essere importanti. Il problema è che le persone non si emozionano davanti a un dato. Si interessano quando capiscono che cosa quel dato cambia per loro. C'è una grande differenza tra dire: 📊 "Le conversioni sono aumentate del 3%." e dire: 📈 "Ogni 100 clienti, oggi 3 persone in più scelgono noi." Il dato è lo stesso. Quello che cambia è il significato che gli dai. Nel nuovo video ti mostro una tecnica semplice per rendere coinvolgenti anche gli argomenti più tecnici durante una riunione aziendale. 💙 Qual è il dato più difficile da spiegare nel tuo lavoro?

  • Più contenuti non significano più valore. Spesso significano meno attenzione. Slide piene di testo. Grafici sovraccarichi. Dettagli aggiunti "per sicurezza". Sembrano arricchire la presentazione. In realtà aumentano il carico cognitivo di chi ascolta. E quando il cervello si sovraccarica, smette di seguirti. Una presentazione efficace non si misura da quante informazioni contiene, ma da ciò che il pubblico comprende, ricorda e decide di fare dopo averti ascoltato. Nel video di oggi ti mostro i 3 errori più comuni nelle presentazioni aziendali e come evitarli per mantenere alta l'attenzione dall'inizio alla fine.

  • 🤖 Se oggi l'intelligenza artificiale può scrivere un discorso... perché il pubblico dovrebbe ascoltare proprio te? È una domanda che sempre più professionisti dovrebbero porsi. Nell'era dell'AI, preparare una presentazione è diventato più semplice. Ma ciò che rende davvero memorabile uno speech non può essere generato da un algoritmo. In questo nuovo video scoprirai le tre caratteristiche che nessuna intelligenza artificiale potrà mai replicare: ✅ Presenza ✅ Energia ✅ Intenzione Ti racconto anche perché ho deciso di creare kIAra®, la mia coach virtuale basata sull'intelligenza artificiale, e perché credo che l'AI non debba sostituire il comunicatore, ma aiutarlo a dedicare più tempo a ciò che fa davvero la differenza.

  • Sai qual è uno dei primi segnali che mi fa capire che una persona è in ansia mentre parla in pubblico? 👉 Inizia ad accelerare. L'ansia ti spinge a voler finire il prima possibile. Il problema è che il pubblico ha bisogno del tempo opposto: rallentare per capire. Prova a fare così: ✅ Rallenta volontariamente il ritmo. ✅ Inserisci pause dopo una domanda o un concetto importante. ✅ Registrati e chiediti: sto parlando per gestire la mia ansia o per accompagnare il mio pubblico?Rico Ricorda: la pausa non rallenta il messaggio. Lo rende più chiaro. Ti capita di accelerare quando parli in pubblico?

  • Il pubblico non si annoia perché mancano contenuti. Si annoia perché ce ne sono troppi. È uno degli errori che vedo più spesso nelle presentazioni aziendali. Più slide. Più dati. Più testo. Più informazioni. Come se aggiungere contenuti rendesse automaticamente una presentazione più efficace. Succede esattamente il contrario. Una buona presentazione non si misura da quanto dici. Si misura da quanto il pubblico comprende, ricorda e decide di fare dopo averti ascoltato. Nel video condivido tre errori che vedo ogni giorno nelle presentazioni aziendali e che, senza accorgertene, possono far perdere attenzione al tuo pubblico ancora prima di arrivare al messaggio più importante. Qual è la cosa che ti fa perdere attenzione più velocemente durante una presentazione?

  • Ti è mai capitato di uscire da una riunione convinto che fosse tutto chiaro... per poi scoprire che ogni persona aveva capito qualcosa di diverso? Nella maggior parte dei casi il problema non è che comunichiamo poco. È come comunichiamo. In questo video scoprirai tre errori che generano disallineamento nelle aziende: ✔️ Le generalizzazioni, quando usiamo parole che ognuno interpreta in modo diverso. ✔️ Le cancellazioni, quando diamo per scontate informazioni che gli altri non hanno. ✔️ Le distorsioni, quando il messaggio viene interpretato diversamente rispetto alla nostra intenzione. Condividerò anche strategie pratiche per comunicare con maggiore chiarezza, verificare che il messaggio sia stato davvero compreso e creare team più allineati, collaborativi ed efficaci. Ti è mai successo che una tua frase venisse interpretata in modo completamente diverso da ciò che volevi dire?

  • Conoscere perfettamente un argomento non significa saperlo insegnare. È uno degli errori che vedo più spesso nei percorsi di Train the Trainer. Molti esperti preparano una formazione chiedendosi: "Che cosa devo spiegare?" Un trainer efficace parte da una domanda diversa: "Che cosa voglio che le persone siano in grado di fare quando usciranno da quest'aula?" È questo cambio di prospettiva che trasforma una formazione da interessante a davvero efficace. Nel nuovo articolo pubblicato sul mio blog condivido gli errori più frequenti che vedo nelle aziende e le competenze che, oggi, fanno davvero la differenza per chi forma gli altri. Buona lettura!

  • Negli ultimi anni ho progettato numerosi percorsi di Train the Trainer in settori molto diversi. E ogni volta mi ritrovo a fare la stessa riflessione. Molte aziende investono nei contenuti. Molto meno in ciò che fa davvero la differenza: il comportamento del trainer. Perché conoscere perfettamente un prodotto o un processo non basta. La vera domanda è un'altra. Cosa succede quando quella persona entra in aula? Coinvolge? Si adatta al pubblico? Gestisce domande e resistenze? Oppure si limita a trasferire informazioni? Oggi il trainer non è più solo un esperto di contenuti. È un facilitatore del cambiamento. È proprio questo il tema del mio nuovo articolo pubblicato su Forbes Coaches Council. 👇

  • Ci sono giornate che ti ricordano perché ami così tanto il tuo lavoro. ❤️ Venerdì a Cagliari ho vissuto due esperienze profondamente collegate. La prima è stata un workshop sulla comunicazione della scienza, in cui abbiamo ribaltato il modo di preparare una presentazione: non chiedersi "Come faccio a dire tutto?", ma "Che cosa voglio che il mio pubblico comprenda, ricordi e faccia?" Perché una presentazione efficace non è quella che contiene più dati, ma quella che aiuta il pubblico a interpretarli. Poi abbiamo registrato una nuova puntata di Onco Heroes con il Prof. Mario Scartozzi e il dott. Salvatore Artale. Mi porto a casa una riflessione: per chi fa ricerca, un mese di vita in più rappresenta un traguardo importante. Per chi quel mese lo vive, spesso resta il desiderio che possa essere molto di più. Grazie Cagliari, torno a casa con tanta gratitudine. ❤️

  • La gentilezza non abbassa gli standard. Li rende raggiungibili. È uno dei superpoteri più sottovalutati della leadership. Eppure, molti manager hanno paura che un approccio gentile li faccia sembrare meno autorevoli. Così, quando devono dare un feedback, scelgono parole che mettono le persone sulla difensiva invece di aiutarle a crescere. Pensa alla differenza tra queste due frasi. ❌ "Hai sbagliato. Devi fare più attenzione." ✅ "Analizziamo insieme cosa non ha funzionato e come possiamo evitare che accada di nuovo." L'obiettivo è identico. L'effetto cambia completamente. Nel primo caso è facile che la persona si concentri sul difendersi. Nel secondo è molto più probabile che inizi a riflettere, ad assumersi la responsabilità e a cercare una soluzione. La gentilezza non significa evitare le conversazioni difficili. Significa affrontarle in un modo che permetta alle persone di ascoltare davvero quello che hai da dire. Ed è proprio qui che un manager fa la differenza. 👇

  • Due giornate di formazione. Due platee completamente diverse. Una lezione che porterò con me. Negli ultimi giorni ho avuto il piacere di tenere due eventi in Calabria, organizzati in collaborazione con lo Studio di Consulenza Angelo Maria Savazzi: il primo a Catanzaro, dedicato al Public Speaking per professionisti e manager; il secondo a Reggio Calabria, sulla leadership e la comunicazione nella Pubblica Amministrazione. Ripensando a queste esperienze, mi sono resa conto che la riflessione più importante non riguarda ciò che è successo in aula, ma ciò che ha reso possibili quei due progetti. La qualità del tuo lavoro fa ottenere un incarico. La qualità della relazione costruisce tutto quello che viene dopo. Nel nuovo articolo del mio blog racconto cosa abbiamo fatto nelle due aule e condivido la riflessione che porto con me da questa esperienza.

  • Più il tuo linguaggio è complesso, più sembri autorevole? Molti professionisti ne sono convinti. Così, quando parlano davanti a colleghi senior o a un pubblico di esperti, iniziano a usare parole sempre più tecniche per dimostrare quanto ne sanno. Spesso, però, ottengono l'effetto opposto. L'autorevolezza non nasce da quanto è difficile seguirti. Nasce dalla capacità di rendere semplice ciò che è complesso, senza perdere rigore. Nel video di oggi racconto la storia di una giovane chirurga che aveva trasformato ogni presentazione in un esame da superare e condivido una riflessione che riguarda chiunque debba parlare in pubblico.

  • Molte persone non vengono fermate dalla mancanza di competenze. Vengono fermate dalla convinzione di non essere abbastanza. Puoi studiare, allenarti e prepararti nel dettaglio. Ma se, nel momento decisivo, pensi "Non ce la farò", quella convinzione influenzerà il modo in cui parlerai, deciderai e agirai. L'ho capito nel 2020, mentre mi preparavo ai Campionati Europei di Public Speaking. Il mio coach, campione del mondo, mi fece una sola domanda: "Chiara, pensi davvero di poter vincere?" La mia risposta fu: "No." Non lavorammo subito sul discorso. Lavorammo prima sul mio atteggiamento mentale. Qualche mese dopo vinsi quei Campionati. Da allora ho imparato una cosa. Il primo limite, molto spesso, non è ciò che ci manca. È ciò che crediamo di non poter diventare. 💙 C'è un obiettivo che stai rimandando più per una convinzione che per una reale mancanza di competenze?

  • L'errore più grande all'inizio di una presentazione non è essere emozionati. È iniziare nel modo sbagliato. Ogni settimana vedo manager, imprenditori e professionisti prendere il microfono e iniziare a parlare immediatamente, quasi avessero paura di lasciare anche solo un secondo di silenzio. Oppure aprire con frasi come: "Oggi parleremo di..." "L'obiettivo del mio intervento è..." Sono formule corrette. Ma raramente fanno nascere una domanda nella mente del pubblico: "Vale la pena ascoltare questa persona?" I primi secondi non servono a rompere il ghiaccio. Servono a catturare attenzione, creare connessione e dare al pubblico un motivo per restare con te. Nel video di oggi ti mostro i tre errori che vedo più spesso all'inizio di una presentazione e come trasformare quei primi istanti in uno dei momenti più potenti del tuo intervento. Qual è la frase con cui inizi più spesso una presentazione?

  • L'errore più grande all'inizio di una presentazione non è essere emozionati. È iniziare nel modo sbagliato. Ogni settimana vedo manager, imprenditori e professionisti prendere il microfono e iniziare a parlare immediatamente, quasi avessero paura di lasciare anche solo un secondo di silenzio. Oppure aprire con frasi come: "Oggi parleremo di..." "L'obiettivo del mio intervento è..." Sono formule corrette. Ma raramente fanno nascere una domanda nella mente del pubblico: "Vale la pena ascoltare questa persona?" I primi secondi non servono a rompere il ghiaccio. Servono a catturare attenzione, creare connessione e dare al pubblico un motivo per restare con te. Nel video di oggi ti mostro i tre errori che vedo più spesso all'inizio di una presentazione e come trasformare quei primi istanti in uno dei momenti più potenti del tuo intervento. Qual è la frase con cui inizi più spesso una presentazione?

  • L'AI non sostituirà i formatori. Renderà indispensabili quelli davvero bravi. La domanda non è quanto l'intelligenza artificiale sarà capace di fare. La domanda è: quali attività dovrebbero rimanere profondamente umane? Negli ultimi mesi ho riflettuto molto su questo tema, anche durante lo sviluppo di kIAra®, la coach virtuale basata sul mio Metodo Parlare Chiaro®. Sono arrivata a una convinzione. Il valore dell'AI non è prendere il posto del formatore. È liberarlo da molte attività operative, così da dedicare più tempo a ciò che produce il vero cambiamento: allenamento, feedback, ascolto, relazione ed empatia. È proprio questo il tema del mio nuovo articolo pubblicato nel Rapporto Formazione Annuale di Harvard Business Review. Se ti occupi di formazione, HR o guidi persone, credo possa offrirti uno spunto concreto su come trovare il giusto equilibrio tra efficienza tecnologica e presenza umana.

  • Ti è mai capitato di incontrare una persona che riesce a catturare l'attenzione appena entra in una stanza? Qualche tempo fa, durante un corso di public speaking, una partecipante mi ha chiesto: "Secondo te il carisma si può imparare?" Negli anni ho visto professionisti brillantissimi faticare a coinvolgere una platea e persone con uno stile semplice creare connessione quasi immediata. Per questo ho smesso di associare il carisma all'estroversione o alla sicurezza ostentata. Molto più spesso il carisma coincide con una forma particolare di presenza. Nel nuovo articolo del blog condivido alcune riflessioni su presenza, credibilità, ascolto e autenticità, e spiego perché il carisma è molto più allenabile di quanto pensiamo. 👇 Continua a leggere sul blog.

  • Sai qual è uno dei motivi per cui molte persone non raggiungono i propri obiettivi? Non perché non siano capaci. Perché non credono davvero di potercela fare. Nel video di oggi racconto cosa mi ha insegnato il coach campione del mondo di public speaking che mi ha aiutata a vincere i Campionati Europei 2020. Una lezione che va ben oltre il public speaking e che riguarda il modo in cui parliamo a noi stessi ogni giorno. 💙 Guardalo e dimmi: in quale area della tua vita stai sottovalutando le tue possibilità?