Comunità Militante Furor
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HIROSHIMA. La bestia USA assassina di innocenti Tra il 6 e 9 agosto 1945, gli U$A – quelli che chiamano liberatori e paladini di progresso e libertà – a guerra finita mostrarono il loro volto più sincero: quello di assassini senza scrupoli e senza dignità. Sganciarono le nuovissime bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki, per testarle sulla popolazione giapponese innocente, creando devastazione, morte e dolore mai placati. 🇾🇪 https://t.me/azionetradizionale
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ISRAEL EXPOSED Un archivio organizzato e accessibile su quello che sta succedendo in Palestina. - 65.000 video - 18.000 foto - informazioni dettagliate sulle fonti (300+ giornalisti) - elenco delle vittime. Sono immagini sensibili ma pensiamo che vedere sia il primo passo. il sito è: https://archivegenocide.com Fonte Stefano Cecere su FB 🔥 Leggi, medita , agisci 📲 Condividi questo messaggio 🇾🇪 https://t.me/azionetradizionale
☀️SOLSTIZIO D'ESTATE Nel punto più alto del cielo, giunge la strada luminosa, al culmine del Mezzogiorno. Distese le schiere dei raggi, dal chiarore più intenso e dal calore più forte. Dal cielo il manifestarsi fino a Terra, carezzata nella potente luminosità solstiziale. Come lo spazio cosmico, la luce attraversi i cuori, gli animi e le menti. Si diradi l’ombra e si dissipi l’opacità, dentro e fuori ciascuno: per liberare limpidi sguardi ed esserci davvero: per noi, per ognuno, per tutti. Verso il Sole! In alto i cuori!🔥
Family Day 2026: conferenza culturale su famiglia, vita ed educazione al Parco della Biodiversità di Catanzaro Domenica 28 giugno 2026, alle ore 16:00, presso la Sala “Giovani Idee” del Parco della Biodiversità Michele Traversa di Catanzaro, si terrà una Conferenza – Incontro Culturale nell'ambito del Family Day, organizzato dall'Associazione CA.DE.CA., dedicato alla riflessione sui valori della famiglia, della vita e dell’educazione. Ospite di particolare rilievo sarà Maria Rachele Ruiu, portavoce nazionale di Pro Vita & Famiglia, che interverrà su temi di grande attualità e rilevanza sociale, affrontando questioni legate alla tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale, al ruolo centrale della famiglia e alle sfide educative e culturali che caratterizzano la società contemporanea. L’incontro vedrà inoltre la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, offrendo un’importante occasione di confronto e dialogo tra realtà impegnate nella promozione dei valori della persona e della solidarietà sociale. Nel corso della conferenza sarà presentato il libro “Imprevedibile Mistero. La persona oltre la disabilità” di Nila Ricciardi, una toccante testimonianza dedicata alla figlia Maila, che invita a riflettere sul valore unico e irripetibile di ogni persona, oltre ogni limite e difficoltà. A seguire sarà proiettato il video "La Principessa Bionica”. L'opera è prodotta direttamente dal Festival delle DiversAbilità – cultura oltre i pregiudizi, e tratto da un testo contenuto in Imprevedibile Mistero e realizzato dal giovane fumettista Luca Talarico. Il racconto, ispirato alla storia di Maila, offrirà ai partecipanti un intenso momento di riflessione sui temi del coraggio, della speranza e dell’inclusione. L’evento si propone come un’importante opportunità di incontro per famiglie, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di promuovere una cultura fondata sul rispetto della persona, della vita e della famiglia. L’ingresso è libero. La cittadinanza è cordialmente invitata a partecipare.
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Nella gabbia dorata che la post-modernità gli ha costruito intorno, lo schiavo produce per consumare compulsivamente, misurando la sua libertà sulla capacità di accumulare (beni, soldi, esperienze, sensazioni). Una "libertà" effimera, che, rincorrendo un desiderio dopo l'altro, umilia l'origine e il destino dell'uomo. Veramente libero è chi governa se stesso. Chi sa sacrificarsi e disciplinarsi. Chi dona senza chiedere e supera il proprio egoismo per qualcosa che lo trascende. Libertà è il dovere compiuto in silenzio. MEGAFONO è in giro!
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È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.” Julius Evola, Orientamenti In memoriam, 11 giugno 2026🔥
🔥 Fuoco | Emergenza pedopornografia: il lato oscuro dell'Australia L’Australia appare un paradiso. Ma dietro la cartolina c’è una realtà che quasi nessuno vuole vedere: abusi e reti internazionali di violenza sui minori. Il caso Griffith non è un’eccezione: è il segnale di un problema profondo, nascosto da silenzi e rassicurazioni. La domanda non riguarda solo l’Australia, ma tutti noi: quante atrocità scegliamo di ignorare finché non è più possibile farlo? Proteggere i più vulnerabili inizia sempre allo stesso modo: smettere di voltarsi dall’altra parte. 👉 Leggi l'articolo sul sito di Fuoco 🇾🇪 https://t.me/azionetradizionale
DEMOCRATICA U$A - L'Ombra del Vietnam: I Massacri Americani e la Perdita dell'Innocenza La Guerra del Vietnam (1955-1975) non è stata solo uno scontro geopolitico della Guerra Fredda, ma una ferita aperta nella storia contemporanea. Per gli Stati Uniti, quel conflitto ha rappresentato il crollo del mito del "liberatore americano". Calati in una giungla ostile contro un nemico invisibile (il Viet Cong), i soldati statunitensi si ritrovarono intrappolati in una guerra d'attrito che demolì la loro tenuta psicologica, sfociando in violenze sistematiche e massacri ai danni della popolazione civile. Per comprendere come si sia potuti arrivare a violenze di massa, è necessario analizzare la strategia militare imposta dal Generale William Westmoreland. Non essendoci linee di fronte definite, il successo americano non si misurava in territori conquistati, ma nel "body count" (il conteggio dei cadaveri nemici). Questo indicatore portò a una tragica deriva: la distinzione tra combattenti e civili divenne terribilmente sfocata. Le missioni "Search and Destroy" (Cerca e Distruggi) si trasformarono spesso in via libera per il totale annientamento di villaggi sospettati di dare rifugio ai guerriglieri. "Se è morto ed è vietnamita, è un Viet Cong". Questo divenne il macabro mantra non ufficiale tra i reparti in prima linea. Il culmine dell'orrore emerse il 16 marzo 1968 nel villaggio di My Lai (noto anche come Son My). Quella mattina, la Compagnia Charlie, guidata dal tenente William Calley, entrò nel villaggio. Non trovarono truppe nemiche, solo donne, vecchi e bambini che preparavano la colazione. Ciò che seguì fu un'esecuzione di massa: Tra i 347 e i 504 civili inermi vennero trucidati. Molti furono raggruppati in fossati e fucilati con armi automatiche. Si registrarono stupri di massa, torture e mutilazioni prima delle uccisioni. L'esercito cercò di nascondere l'evento per oltre un anno, definendolo una "brillante vittoria contro il nemico", finché il giornalista Seymour Hersh non svelò la verità al mondo nel 1969. L'unico condannato per il massacro fu il tenente Calley, che scontò appena tre anni e mezzo agli arresti domiciliari dopo il perdono presidenziale di Richard Nixon. Il massacro in Vietnam non passò solo attraverso i proiettili, ma anche dal cielo. Per privare i Viet Cong della copertura della giungla, la US Air Force irrorò il Vietnam con circa 80 milioni di litri di defoglianti chimici, principalmente l'Agente Arancio (contenente diossina). Gli effetti furono devastanti e durano ancora oggi: Milioni di ettari di foreste e terreni agricoli distrutti. Oltre 3 milioni di vietnamiti hanno subito gravi problemi di salute, tumori e malformazioni alla nascita congenite che colpiscono ancora oggi le terze e quarte generazioni. I massacri americani in Vietnam non furono semplicemente il risultato di "poche mele marce", ma il prodotto di una dottrina militare che aveva disumanizzato il nemico e i civili che lo circondavano. Quando le foto dei bambini bruciati dal napalm e i racconti dei reduci arrivarono sui televisori delle case americane, la giustificazione morale della guerra crollò. Il Vietnam smise di essere una crociata contro il comunismo e divenne, per l'opinione pubblica mondiale, un brutale esercizio di imperialismo, lasciando una macchia indelebile nella storia militare degli Stati Uniti.
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El Koudri, il laureato Un immigrato, un italiano di seconda generazione, un attentatore, uno sbandato, uno squilibrato, un incapace (oppure capacissimo) di intendere e di volere… Fra tutti i termini utilizzati per definire Salim El Koudri in modo più o meno approssimativo, e per spiegare di conseguenza il suo atto inspiegabile, scarseggia quello a mio avviso più rilevante: un laureato. Quali che siano state le sue intenzioni criminali, quali che siano stati i suoi trascorsi sanitari, è innegabile il percorso didattico che lo ha portato a conseguire una laurea. Altrettanto evidente mi sembra la connessione fra il suo titolo di studio e le mail deliranti che, salvo scusarsi subito dopo per la maleducazione, aveva inviato allo stesso ateneo che lo aveva formato; sua sorella ha raccontato come fosse peggiorato finita l’università, isolandosi in un crescendo di rabbia e frustrazione. Curioso che quest’aspetto venga tanto sottovalutato, in una nazione in cui si festeggiano insulse lauree triennali con corone d’alloro e mortaretti, in cui l’appellativo “dottore” viene elargito con la stessa deferente generosità riservata ai caballeros nella Spagna barocca. La qualifica di El Koudri può dunque significare due cose: o che le università italiane accolgono e laureano superficialmente persone che poi non si rivelano in grado di vivere civilmente in società; o che le università italiane formano e licenziano cinicamente persone che poi non si rivelano in grado di ottenere soddisfazioni professionali commisurate al titolo di studio che le ha illuse. In entrambi i casi, un po’ di attenzione in più non guasterebbe. Fonte: Il Foglio 🇾🇪 https://t.me/azionetradizionale
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Report ci ha attaccato, ecco la nostra risposta! Un bacione ai “professionisti dell’informazione”. 👉🏻 Fashowpinion
🍻GAME ON, PINT ON!! Vivi la partita delle aquile, in diretta da noi! 🗓️ Mercoledì 20 maggio 🕒 Ore 20:00 📍 Via Francesco Paglia,25
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