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Sta capitando proprio in questi giorni e per chi abita in Lombardia è meglio che legga il nostro articolo. Sì, succede solo in Lombardia e neppure ovunque, ma tranquilli che non comporta nulla di particolare. Buona lettura POLIZIA LOCALE E QUESTIONI VACCINALE: FACCIAMO CHIAREZZA Negli ultimi tempi alcune più famiglie ci segnalano una prassi amministrativa inattesa: l'avvio di un accertamento di residenza da parte della Polizia Locale, innescato da una segnalazione di mancato recapito di una comunicazione dell'Azienda Sanitaria Locale (ULSS, ASL o analoghe) riguardo la questione vaccinale. Questa situazione, apparentemente banale - il mancato ritiro di una raccomandata - si trasforma repentinamente nell'arrivo di Polizia Locale. Molti si chiedono: è lecito? E soprattutto, qual è il vero scopo di questa pressione? (leggi tutto...) https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/le-comunicazioni/polizia-minicipale-e-questioni-vaccinali-facciamo-chiarezza.html
L'incognita del lungo periodo. L'influenza richiede una vaccinazione ogni anno. Il trial ha seguito i partecipanti per una singola stagione (mediana di 181 giorni) dopo una sola dose. Non esistono quindi dati sull'effetto della somministrazione annuale ripetuta di questa specifica piattaforma. 4. L'approvazione "accelerata" sugli anziani Qui sta il nodo più delicato, e va formulato con precisione. L'approvazione non è unica: è divisa in due. Per la fascia 50-64 anni l'approvazione è piena e poggia sui dati clinici del trial. Per gli over 65 è accelerata, cioè concessa sulla base della risposta immunitaria (gli anticorpi nel sangue) come parametro surrogato, con l'impegno vincolante a condurre dopo la commercializzazione uno studio confermativo, testa a testa contro l'alta dose. Proprio per la fascia più fragile, quella dove si concentra tra il 70% e l'85% dei decessi legati all'influenza, il trial non dimostra che il vaccino eviti più ricoveri o complicanze gravi rispetto alle alternative già in uso. Quella verifica non è stata pretesa prima dell'immissione in commercio: è stata rimandata a studi da fare a farmaco già distribuito e tasche ben riempite. Il trial FLUENT dimostra un beneficio reale modesto rispetto al vaccino a dose standard, misurato su un esito lieve, al prezzo di una reattogenicità immediata più alta anche se perlopiù transitoria. Per il gruppo che avrebbe più da guadagnare, gli anziani, la domanda decisiva (protegge dai ricoveri meglio dell'alta dose?) resta senza risposta e affidata a studi futuri. Fonti: ✔️ Studio primario. Leroux-Roels I, Huang G, Ferguson M, et al.; Fluent Trial Investigators. Efficacy and Safety of an mRNA Seasonal Influenza Vaccine in Adults. N Engl J Med. 2026 May 7;394(18):1803-1813. DOI: 10.1056/NEJMoa2516491. PMID: 42090792. Trial FLUENT, ClinicalTrials.gov NCT06602024. ✔️ Atti regolatori e cronaca. Lettera di Refusal-to-File della FDA (CBER) sul comparatore, febbraio 2026; strategia regolatoria bipartita (approvazione piena 50-64 anni, accelerata over 65 con studio confermativo post-marketing); approvazione di mFLUSIVA del 5 agosto 2026 per gli adulti dai 50 anni, con parere unanime VRBPAC. Riferimenti: comunicato stampa Moderna del 5 agosto 2026; Pharmacy Times, "After Refusal-to-File, FDA Reconsiders Moderna's mRNA Flu Vaccine With Higher Bar for Older Adults" (K. Ferruggia, T. Yang), 18 febbraio 2026.
Nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA: cosa dicono davvero i dati di approvazione Il 5 agosto 2026 la FDA statunitense ha approvato mFLUSIVA (mRNA-1010), il primo vaccino antinfluenzale stagionale a RNA messaggero, per tutti gli adulti dai 50 anni in su, dopo il parere unanime del comitato consultivo VRBPAC. I titoli parlano di "svolta storica" e celebrano un'efficacia dichiarata superiore di circa il 27% rispetto ai vaccini tradizionali. Ma cosa c'è scritto nello studio di Fase 3 (trial FLUENT) pubblicato sul New England Journal of Medicine, letto insieme al percorso di approvazione? Il trial è stato finanziato da Blackstone Life Sciences e da Moderna, cioè dal produttore stesso. Se traduciamo il linguaggio tecnico in cifre chiare, e se affianchiamo ai risultati gli atti regolatori, emergono ombre metodologiche che raramente trovano spazio nelle cronache commerciali. Vi anticipiamo un dato: su due dei punti che seguono non è Corvelva a sollevare obiezioni, ma la stessa FDA. 1. Il comparatore: un'asticella che la FDA aveva giudicato troppo bassa Quando si testa un nuovo prodotto, la regola vorrebbe che venisse confrontato con la migliore terapia già disponibile. Nel trial, condotto su 40.703 adulti dai 50 anni in su, il vaccino a mRNA è stato invece confrontato con un vaccino tradizionale a dose standard. Il problema riguarda la popolazione anziana. Per gli over 65 i vaccini a dose standard non sono la prima scelta: si usano prodotti "potenziati", ad alte dosi o adiuvati, studiati per un sistema immunitario più debole. Confrontare una nuova tecnologia con un prodotto base, e non con quello effettivamente raccomandato negli anziani, abbassa artificialmente l'asticella del confronto. Non è una lettura di parte. Nel febbraio 2026 la FDA aveva rifiutato la prima domanda di Moderna con una lettera di Refusal-to-File, firmata dal direttore del Center for Biologics Evaluation and Research, proprio perché il comparatore a dose standard non rappresentava il miglior standard di cura disponibile per gli anziani. L'agenzia non sollevava dubbi su sicurezza o efficacia: contestava il disegno del confronto. Solo dopo un incontro tecnico e una nuova strategia (dose standard come riferimento per i 50-64 anni, alta dose come riferimento per gli over 65) la domanda è stata accettata, con l'impegno di Moderna a condurre uno studio confermativo testa a testa contro l'alta dose negli anziani. 2. La magia dei numeri: 27% di efficacia o 0,73 punti percentuali? Nei comunicati risalta l'efficacia relativa (rVE) del 26,6%, arrotondata a circa 27%. Sembra enorme, ma il numero relativo può ingannare se non si guarda al rischio assoluto. I dati concreti dello studio: ✔️ gruppo vaccino tradizionale: si sono ammalati 557 su 20.124, cioè il 2,8%; ✔️ gruppo vaccino a mRNA: si sono ammalati 411 su 20.179, cioè il 2,0%. La differenza reale tra i due gruppi, la Riduzione del Rischio Assoluto, è di 0,73 punti percentuali (che, arrotondando le due percentuali, appare come 0,8%). Da qui il Number Needed to Treat (NNT): per evitare un singolo caso in più di influenza sintomatica rispetto alla vaccinazione tradizionale, occorre somministrare il nuovo vaccino a circa 137 persone. Va ricordato che l'endpoint misurato è la sindrome simil-influenzale confermata in laboratorio con tampone PCR, cioè un esito lieve e sintomatico, non il ricovero né la malattia grave. Anche il beneficio relativo, dunque, è misurato su un esito non severo. 3. Reazioni avverse e l'incognita delle iniezioni ripetute A fronte di un guadagno assoluto contenuto, il prezzo in reazioni a breve termine è nettamente più alto. Nel gruppo mRNA rispetto al tradizionale: ✔️ dolore nel punto di iniezione: 65,8% contro 29,8%; ✔️ affaticamento: 45,1% contro 20,3%; ✔️ mal di testa: 37,8% contro 18,0%; ✔️ dolori muscolari: 35,4% contro 11,6%.
E anche oggi viene giù tutto domani...
⚖️ 5,5 MILIARDI DI DOLLARI. E cosa c'entra con le proteste No-Tav? Johnson & Johnson ha appena accettato di pagare circa 5,5 miliardi di dollari per chiudere decine di migliaia di cause: donne che sostengono che il talco della celebre "baby powder", contaminato da amianto, abbia provocato loro un tumore ovarico. Fin qui sembra una notizia solo americana. Ma c'è un filo che porta dritto in Piemonte, e vale la pena seguirlo. Il talco italiano più pregiato, il "Bianco delle Alpi", veniva estratto nel Pinerolese, tra Val Chisone e Val Germanasca. E da quelle miniere comprava anche J&J. I documenti giudiziari desecretati negli Stati Uniti raccontano che nel 1974, quando un opuscolo segnalò tracce di amianto in quel talco, l'azienda non indagò: fece riscrivere l'opuscolo. Perché talco e amianto viaggiano insieme? Perché nascono nella stessa roccia. E quella stessa roccia, le serpentiniti delle Alpi piemontesi, è esattamente ciò che i cantieri della TAV stanno scavando in Val di Susa. Non lo diciamo noi: è l'ARPA Piemonte a elencare Val di Susa, Valli di Lanzo e Val Chisone tra le principali zone amiantifere della regione. Due vicende diverse, la stessa fibra, lo stesso schema: chi guadagna dal minerale è anche chi controlla i test e decide cosa raccontare. Negli USA sono serviti decenni di cause, una donna morta senza risposte e miliardi di dollari per far emergere la verità. La domanda che la Val di Susa ha tutto il diritto di porre è semplice: quanto dovremo aspettare noi, per la stessa fibra, nella stessa roccia? 📖 L'inchiesta completa, con fonti 👉 https://www.corvelva.it/approfondimenti/sistema-sanita/case-farmaceutiche/cosa-centrano-i-no-tav-con-johnson-johnson.html #Corvelva #amianto #talco #JohnsonJohnson #NoTAV #ValdiSusa #TorinoLione
Vogliamo ricordare a tutti che la maggior parte delle volte che discutiamo, lo facciamo con gente che ha creduto a notizie del genere...
Iter di Tutela Scolastica: lo scudo che speriamo non vi serva mai Cosa fare, con quali tempi e con quali parole, se la scuola prospetta lo spostamento di vostro figlio per la sua situazione vaccinale. «Vostra figlia non può essere accolta in quella classe.» Arriva quasi sempre a primavera. Una mail, poche righe, un protocollo, il richiamo a una legge. E poi il silenzio, mentre voi rileggete quella frase per la quinta volta. Sappiamo come va avanti, perché ce lo raccontate ogni anno: la notte passata a chiedersi se si è complicata la vita a un bambino di cinque anni, e la telefonata in segreteria la mattina dopo, con la voce che trema. Diciamolo subito: succede di rado. La stragrande maggioranza dei genitori non riceverà mai una lettera così, e nella scuola dell'obbligo l'accesso resta garantito. Ma "raro" non vuol dire "inesistente". Qualche caso c'è, e ha sempre la stessa origine: un dirigente scolastico che, quasi sempre in buona fede, ha letto male una norma. La norma è l'articolo 4 della Legge 119/2017, e tutto sta nel capire di chi parla. Il soggetto di quella frase è il bambino per cui il pediatra ha attestato una condizione clinica che rende la vaccinazione pericolosa, e per questo il vaccino è stato rinviato o omesso. La legge dice dove va collocato lui, per proteggerlo. Non dice, in nessun punto, che un altro bambino debba essere spostato. Il verbo della legge è "inserire", coniugato sul bambino fragile. Il verbo opposto, quello che toglierebbe il posto a un compagno, in quell'articolo non c'è. E non lo diciamo noi. Lo scrive il dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati, la scheda che i deputati avevano davanti prima di votare: il comma 1 «fa riferimento esclusivamente» ai casi di vaccinazione omessa o differita. La Relazione Tecnica del Governo lo definisce un semplice «criterio organizzativo». E nello stesso modo descrive la norma la Corte costituzionale nella sentenza 5 del 2018. C'è poi una seconda paura, che sentiamo ancora più spesso: «siamo in troppi non vaccinati in classe, sposteranno mio figlio?». La risposta è no. Il comma 2 chiede al dirigente una cosa sola: se in una classe i non vaccinati sono più di due, deve comunicarlo all'ASL. Nient'altro. Anzi, è proprio quella norma a smontare l'allarme: se la legge chiede di contare fino a due, dà per scontato che esistano classi con uno o due bambini non vaccinati. Se la compresenza fosse vietata, non ci sarebbe nulla da contare. Per questo abbiamo preparato una guida completa: la norma spiegata con le fonti ufficiali, cosa fare nei primi giorni e cosa non fare mai, i modelli di lettera, e un capitolo a cui teniamo particolarmente, su quando potete cavarvela da soli e quando invece serve un avvocato senza rimandare. Su quest'ultimo punto siamo stati onesti anche dove non ci conviene. Corvelva non è uno studio legale e non vuole esserlo. Nella maggior parte dei casi una lettera solida, che metta il dirigente davanti al testo della legge, basta a chiudere la questione. Ma quando c'è un provvedimento protocollato e dei termini che corrono, servono le competenze di un legale, e preferiamo dirvelo ora invece di lasciarvelo scoprire tardi. Speriamo che non vi serva mai. Se vi serve, però, vogliamo che la troviate già pronta. www.corvelva.it/area-legale/legge-119-2017/iter-di-tutela-scolastica-piu-di-due-la-norma-che-qualche-preside-legge-al-contrario.html
Era il 21 luglio 2021...
Non dovete convincere nessuno. Non dovete decidere in quel momento. Non dovete firmare nulla che contenga la parola rifiuto: se vi mettono davanti un modulo, la risposta è che vi serve tempo per esaminare le informazioni ricevute. E potete registrare, è lecito. Non c'è niente da temere in quella stanza. C'è solo da essere presenti. E se davvero non te la senti? Non ci chiedi di venire. Salti il colloquio e passi direttamente allo scritto: rispondi con raccomandata A/R o PEC e invii i tuoi quesiti tecnici. È previsto, è legittimo, e la traccia resta. L'unica cosa che indebolisce la tua posizione è delegarla. Noi ci siamo. Prima, dietro, dopo. Mai al posto tuo. Ti prepariamo le domande. Ti diamo le fonti. Ti spieghiamo cosa dice la norma e cosa non dice. Ti rispondiamo quando esci da quella stanza. Ma quella porta la apri tu, perché è tuo figlio, ed è la tua responsabilità. La stessa che difendiamo quando diciamo che nessuno può togliertela. Nemmeno noi. Corvelva Staff
"Potete accompagnarmi al colloquio con l'ASL?" La risposta è no. E ogni volta che ci arriva questa domanda registriamo una nostra sconfitta, perché significa che non siamo riusciti a spiegare la cosa più semplice: nessuno vi porta via i figli per la questione vaccinale. Avviare un iter con l’ASL non è obbligatorio. Non è un lasciapassare, non è un salvacondotto, e non esiste alcuno scenario in cui il mancato invio di una PEC o la non risposta a una raccomandata vi costa un bambino. Qualsiasi realtà seria in Italia ve lo dice, e ve lo diciamo anche noi: se non fate nulla, non succede nulla di catastrofico nella maggior parte dei casi. Allora perché abbiamo costruito un Iter di Obiezione Attiva? Perché la vita, a volte, si mette di traverso per motivi che con i vaccini non c'entrano niente. Una separazione che si incattivisce. Una segnalazione arrivata per tutt'altro. Un periodo di osservazione che comincia da una porta e finisce col guardare dentro tutte le stanze. È lì che il tema vaccinale, che fino a quel momento dormiva, viene tirato fuori dal cassetto e messo sul tavolo come prova a carico. L'iter serve a quel giorno lì. A far sì che, quando qualcuno apre il vostro fascicolo cercando una crepa, ci trovi dentro una cronaca di diligenza invece di un vuoto. Il cuore di tutto è una frase sola: voi potete decidere diversamente da ciò che impone Mamma Stato. Potete dissentire, rimandare, chiedere ancora. Ma ogni singolo passo dev'essere documentato, rigoroso, tracciabile. Non state costruendo un archivio di carte. State costruendo la prova che del tema vi siete occupati. Che non siete scappati. Che avete letto, chiesto, protocollato, atteso risposte che non sono mai arrivate. La parola che l'istituzione usa per chi tace è incuria. La parola che non può usare per chi documenta è la stessa. E adesso spiegateci perché volete delegare proprio questo. Perché è questo il punto che ci lascia senza parole. L'intero senso di un qualsiasi iter è dimostrare che siete voi, esercenti la responsabilità genitoriale, a occuparvi della salute di vostro figlio e se al colloquio ci veniamo noi, cosa dimostriamo? Che Corvelva si occupa del tema. Che Corvelva fa domande al posto vostro sui vostri figli. Che Corvelva è diligente. Complimenti a noi. E voi? Voi restate esattamente dove eravate: assenti dal verbale, assenti dal fascicolo, rappresentati da terzi in un atto che per legge non è rappresentabile. Un domani, qualora capiti uno di quei scenari che non vorreste mai vivere e vi trovaste davanti a un giudice o a un assistente sociale, quel documento non dirà "questi genitori vigilano". Dirà che i genitori hanno mandato qualcun altro. Avete appena consegnato la prova contraria a quella che volevate costruire. C'è anche un effetto collaterale, meno nobile ma molto concreto: nel momento in cui ci sediamo accanto a voi smettete di essere un caso singolo e diventate una categoria. Non più il genitore scrupoloso con la sua storia clinica, i suoi dubbi, il suo bambino. Diventate una pratica di gruppo, e a una pratica di gruppo si risponde con un foglio prestampato. Ma soprattutto: a che pro? Ed è qui che ci accorgiamo di aver fallito nel comunicare, perché dietro la richiesta c'è sempre una paura, e la paura è mal riposta. Quel colloquio è una fase burocratica. Non è un esame. Non è un processo. Non è un duello scientifico in cui dovete battere un medico sul suo terreno. Non dovete arrivare preparati. Non vi verrà chiesto di argomentare, di citare studi, di reggere un contraddittorio. Nella maggior parte dei casi dura poco più di un saluto. Voi non siete lì per rispondere: siete lì per chiedere. Quali vaccini. Quali nomi commerciali. Quali reazioni avverse note. Quali accertamenti preventivi. I foglietti illustrativi, le schede tecniche. Sei domande che chiunque può leggere da un foglio, e che nessuno può rimproverarvi di aver posto.
📜 Cento anni fa: le Leghe Anti-Vaccinazione di Leicester Nel 1853 la Gran Bretagna rese obbligatoria la vaccinazione antivaiolosa per tutti i neonati. Nel 1871 la legge venne inasprita ulteriormente. La risposta di Leicester fu una delle pagine più significative della storia dei diritti dei genitori. In pochi anni si passò da poche decine a oltre 1200 procedimenti giudiziari l'anno, con multe salatissime, pignoramenti dei beni e arresti — mentre nel frattempo il vaiolo continuava a colpire proprio le città con le coperture vaccinali più alte. Solo a Leicester furono intentate 6000 azioni legali. Genitori multati e imprigionati per essersi rifiutati di rischiare la vita di altri figli, dopo aver già visto un bambino morire o ammalarsi gravemente in seguito alla vaccinazione. Una donna incinta, terrorizzata da un pignoramento forzato, perse il bambino e morì lei stessa poco dopo. Nel 1885 una gigantesca manifestazione portò genitori e cittadini a presentarsi spontaneamente davanti alle carceri, pur di non sottoporre i figli all'obbligo. La pressione popolare ottenne nel 1889 una modifica della legge, con l'introduzione dell'obiezione di coscienza. Una storia che ci ricorda una cosa importante: l'opposizione all'obbligo vaccinale non nasce dall'ignoranza, ma dall'osservazione diretta di genitori, medici e cittadini di fronte a rischi reali e all'abuso del potere coercitivo dello Stato. 📖 L'articolo completo, tradotto dal BMJ (1984), è disponibile sul nostro sito. https://www.corvelva.it/approfondimenti/archivio-storico/cento-anni-fa-leghe-anti-vaccinazione.html
🗓 GLI SPORTELLI CORVELVA DI LUGLIO 2026, CAMBIO PROGRAMMA. In mezza giornata sono stati riempiti tutti gli slot di luglio, evidentemente c'è necessità di aumentarli e pertanto riattiviamo i giovedì. Fate sempre riferimento a questo link per restare aggiornati sulle date disponibili. 🔗 https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/sportello-informativo.html
📩 "Mi è arrivata la lettera dalla scuola sui vaccini: cosa rischia mio figlio?" È la domanda che ci arrivate ogni settimana, spesso in preda all'ansia. Quindi mettiamo subito le cose in chiaro, perché la paura nasce quasi sempre da un'informazione che manca. 👇 👉 Dalla scuola primaria in poi, tuo figlio NON può essere escluso dalla frequenza scolastica. Punto. L'obbligo vaccinale previsto dalla Legge 119/2017 ha un risvolto sanzionatorio fino ai 16 anni, ma l'esclusione dalla scuola riguarda solo nido e materna. Non lo diciamo noi: lo dice in modo chiaro e non interpretabile l'Art. 3 bis, comma 5 della stessa legge, che per gli altri gradi di istruzione esclude la decadenza dall'iscrizione e la mancata partecipazione agli esami. Cosa significa in pratica: ✔️ La scuola può chiederti la documentazione vaccinale, ma tu non sei obbligato a consegnarla. ✔️ Se non consegni nulla, la scuola si limita a segnalarlo all'ASL: nessuna ripercussione su iscrizione o frequenza. ✔️ Vale anche se tuo figlio è parzialmente vaccinato: puoi scegliere di rapportarti direttamente con l'ASL, tutelando la tua privacy. Se un dirigente dovesse insistere, hai il diritto dalla tua parte: nell'articolo trovi il testo della legge con il comma evidenziato e una lettera già pronta e personalizzabile da consegnare a scuola. Respira. Informati. La conoscenza è la migliore difesa contro le pressioni indebite. 💙 🔗 Tutti i dettagli e i documenti da scaricare qui: https://www.corvelva.it/area-legale/legge-119-2017/obbligo-vaccinale-richiesta-di-documentazione-nelle-scuole-nella-fascia-6-16-anni.html #Corvelva #Legge119 #LibertàDiScelta #DirittiABenScuola #ObbligoVaccinale
🗓 GLI SPORTELLI CORVELVA DI LUGLIO 2026 Abbiamo riorganizzato il nostro servizio per garantirvi una presenza costante e fissa, ma per tutto luglio 2026 gli sportelli informativi si terranno regolarmente solo il lunedì. 🤝 Perché partecipare? Gli Sportelli Corvelva sono un momento di incontro con i nostri volontari, dove potrete porre domande e condividere situazioni particolari. Vengono effettuati in piccoli gruppi di 5 persone. Abbiamo scelto questa modalità perché i dubbi sono spesso comuni: la condivisione aiuta a capire che non si è soli e che molti altri genitori stanno affrontando il medesimo percorso. Nota bene: Se le richieste dovessero superare la disponibilità, aggiorneremo il calendario aggiungendo date extra. Vi invitiamo quindi a monitorare regolarmente il link ufficiale. 📝 Come prenotare Per partecipare allo sportello è necessario: ✔️ Essere Soci Corvelva. ✔️ Effettuare il login sul nostro sito nell'area riservata. ✔️ Prenotare la data preferita nella sezione "Sportelli Corvelva". ⚠️ IMPORTANTE: essendo i posti limitati (numero chiuso), vi chiediamo gentilmente di disdire la prenotazione sul sito qualora sopraggiungano impedimenti. In questo modo permetterete ad altri genitori di usufruire del servizio. Link per info e prenotazioni: 🔗 https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/sportello-informativo.html Corvelva Staff
👶 SONO OBBLIGATO/A AD AVERE IL PEDIATRA DELLA MUTUA? 🧑⚕️ Se hai appena avuto un bambino o ti stai districando tra le mille carte della burocrazia neonatale, ti sarai sicuramente sentita dire: "Devi correre all'ASL, il pediatra è obbligatorio!". Ma le cose stanno davvero così? La risposta breve è sì... ma l'obbligo non è quello che pensi tu. E oggi vediamo cosa dice esattamente la legge. Facciamo chiarezza una volta per tutte, smontando un piccolo mito burocratico. 🏛️ L'obbligo ricade sullo Stato, non sul genitore! Se decidi di non iscrivere tuo figlio al pediatra del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nessuno ti manderà una multa a casa e non interverranno i servizi sociali. Non stai commettendo un reato. La legge italiana ti lascia libero di far seguire tuo figlio da un bravissimo pediatra privato di tua fiducia, pagando le sue visite. L’obbligo di cui tutti parlano è in realtà un dovere del sistema sanitario: lo Stato ha il dovere di garantire a tuo figlio (da 0 a 6 anni) un medico specialista gratuito. A livello normativo, le regole del gioco sono scritte chiaramente nell'Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per la Pediatria di Libera Scelta (aggiornato con l'intesa in Conferenza Stato-Regioni del 18 marzo 2026), che attua i principi della Legge n. 833/1978 (istitutiva del SSN) e del D.Lgs. n. 502/1992: ✔️ Fascia 0-6 anni (Obbligo strutturale): l'Articolo 39 dell'ACN sancisce l'esclusività pediatrica. Significa che l'anagrafe sanitaria ha le mani legate: i computer della ASL sono programmati in modo rigido e impediscono di assegnare un bambino sotto i 6 anni al medico di base degli adulti. L'unica opzione sbloccata è un pediatra. ✔️ Fascia 6-14 anni (Fase facoltativa): sempre secondo la medesima norma, al compimento dei 6 anni la scelta diventa discrezionale. I genitori possono scegliere se tenere il pediatra o passare al medico degli adulti. 🛑 Cosa succede nel concreto se non lo iscrivi? Anche se è legale non averlo, rinunciare al pediatra pubblico rende la vita quotidiana molto complicata e costosa anche solo per una prescrizione di un farmaco, ma non comporta altre problematiche. Vige la regola di buon senso di avere comunque un pediatra privato che ti segue il figlio. 💡 Il consiglio d'oro Anche se hai intenzione di farti seguire solo da un medico privato, iscrivi comunque tuo figlio al pediatra del SSN. Puoi anche non usufruirne, ma se ti servisse una ricetta o qualsiasi cosa che ti spetta gratuitamente come diritto, non potresti accederci. L'iscrizione è totalmente gratuita. In questo modo avrai sempre un paracadute pubblico per le ricette, i farmaci gratuiti e i certificati per il lavoro, pur continuando a portare il tuo bimbo dallo specialista privato che preferisci. E voi come vi siete organizzati? Sapevate che l'obbligo funzionava così? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti! 👇 #Genitori #Mamma #Papà #Pediatra #Neonato #SaluteBambini #BurocraziaImpedita #SanitàItaliana #NormativaSanitaria
🚨 TRAGUARDO RAGGIUNTO: ABBIAMO SUPERATO I 900 ARTICOLI SCIENTIFICI! 🚨 Oggi siamo orgogliosi di annunciarvi che la nostra Biblioteca Scientifica ha appena oltrepassato la quota di 900 studi clinici peer-reviewed. 900 pubblicazioni ufficiali che sollevano quesiti fondamentali sulla sicurezza e sull’efficacia della pratica vaccinale. Eppure, vogliamo farvi una provocazione: vi diciamo che, per opporsi all'obbligo, tutto questo enorme lavoro non serve a nulla. Sì, hai letto bene. Te lo diciamo noi che abbiamo speso anni, energie e risorse per creare una delle più corpose raccolte scientifiche indipendenti sul tema. Questa immensa mole di informazioni serve a te per valutare in modo lucido e consapevole il rapporto rischi/benefici. Ma non è la motivazione principale per essere contro ogni forma di obbligo vaccinale. Perché siamo contro l'obbligo? La risposta non sta (solo) nei laboratori, ma nella vita di tutti i giorni: 🛑 Il diritto all'educazione negato: che uno Stato usi il pugno di ferro, sbattendo fuori i bambini che frequentano gli asili nido o le scuole materne, è già di per sé un motivo più che valido per opporsi! 🚓 La militarizzazione della salute: che uno Stato mandi periodicamente i Carabinieri dei NAS a rastrellare le scuole per scovare "pericolosi" bambini a cui manca una dose, è già di per sé un motivo più che valido per opporsi! 🤫 L'omertà medica: che nessun medico abbia il coraggio di scrivere nero su bianco che quello che ha avuto tuo figlio è una reazione avversa, limitandosi a sussurrartelo nell'orecchio, è già di per sé un motivo più che valido per opporsi! Essere contro l'obbligatorietà vaccinale non c’entra nulla con la tua scelta personale di vaccinarti o meno. Quella deve restare, sempre e comunque, una scelta libera e informata. Solo una volta fissato e difeso questo diritto inviolabile alla libertà, allora si può - e si deve - parlare di scienza: di adiuvanti, di aumento delle reazioni avverse e di correlazioni. E noi abbiamo 900 documenti pronti per farlo. Consulta ora la nostra raccolta: https://www.corvelva.it/biblioteca-scientifica.html
Per cosa combattiamo, ogni giorno C'è una cosa che va detta con onestà, perché è il cuore della questione. A nove anni dall'entrata in vigore della 119/2017, una fetta consistente di famiglie italiane si è trovata, di fatto, esclusa dalla possibilità di mandare i propri figli al nido o alla materna. Non per una norma esplicita che lo vieti - perché la legge, sul piano formale, non vieta nulla in questi termini - ma per la combinazione concreta di: ✔️ requisito di accesso fascia nido e materna (decadenza dall'iscrizione) ✔️ disapplicazione amministrativa dell'opzione "copia di formale richiesta di vaccinazione" ✔️ circolari regionali restrittive ✔️ orientamento dei TAR poco favorevole alle istanze familiari Il risultato è una situazione in cui molti genitori non hanno opzioni operative percorribili per accedere ai servizi educativi per l'infanzia senza adeguarsi pienamente al calendario vaccinale. Sono nuclei familiari concreti, spesso giovani, in cui, quando va bene, uno dei due genitori si organizza per restare a casa. Quando va male, salta l'equilibrio economico. Quando va peggio, salta tutto: lavoro, salute, relazioni. È questa l'altra faccia della Legge 119/2017, un'infamia totale. Questa è la realtà materiale che la 119/2017, nella sua applicazione difforme dalla legge stessa, sta producendo nel 2026. Corvelva nasce e continua a operare ogni giorno anche per questo. Per ricordare che la corretta applicazione della legge è il minimo civile che un cittadino può chiedere allo Stato. E che, in attesa di un dibattito politico più ampio sull'obbligo vaccinale, almeno ciò che è già scritto nella legge venga applicato fino in fondo. In sintesi L'art. 3-bis stabilisce il regime in vigore: niente autocertificazione, tre opzioni di documentazione di cui una sistematicamente disapplicata. L'omissione è un termine tecnico, non una dichiarazione personale. Il ricorso al TAR è un'opzione ma non una scorciatoia: tempi lunghi, esito incerto, bambino fuori dall'asilo nel frattempo. La via più immediata, per chi è nella fascia 0-6, passa spesso dal confronto informato con il dirigente scolastico - al quale, da Corvelva, mettiamo a disposizione una guida dedicata. Continuiamo a combattere ogni giorno perché la Legge 119/2017 venga abolita e nel mentre perlomeno applicata per intero. Nelle prossime puntate: l'art. 4 (il "mito" delle classi separate), l'art. 5 (le disposizioni transitorie del primo anno, oggi lettura storica), e infine la chiusura con il cuore costituzionale, le sanzioni nel dettaglio e il vademecum finale. Seguici, condividi, conserva i post. Continuiamo a leggere la legge insieme. https://www.corvelva.it/area-legale/legge-119-2017/legge-119-2017-conversione-in-legge-con-modificazioni-del-decreto-legge-7-giugno-2017-n-73-recante-disposizioni-urgenti-in-materia-di-prevenzione-vaccinale.html
Il "mito" dell'omissione Un'altra confusione molto diffusa riguarda il termine "omissione" che compare nell'art. 3-bis tra le situazioni che la documentazione può attestare (esonero / omissione / differimento). Molti genitori, in buona fede, hanno interpretato questa parola come una possibilità di dichiarare unilateralmente che "stanno omettendo le vaccinazioni" e che quindi, la 119/2017 si disapplicherebbe automaticamente. Non è così. L'"omissione" nel linguaggio dell'art. 3-bis è un termine tecnico, non una dichiarazione di volontà. Indica una situazione documentata in cui una vaccinazione non è stata eseguita per ragioni cliniche o amministrative oggettive, e va attestata dal soggetto sanitariamente competente, di norma la stessa ASL nei propri atti. Quando arriva la lettera di diniego: la realtà del ricorso al TAR Cosa succede se la scuola, nella fascia 0-6, notifica al genitore una lettera di diniego all'iscrizione (o di decadenza dalla frequenza) sulla base di una documentazione ritenuta "non a posto"? Sul piano formale, la risposta è chiara: si può ricorrere al TAR con istanza di sospensione d'urgenza. Ma serve realismo sui tempi e sull'orientamento del giudice amministrativo. La realtà operativa è questa: una volta che la scuola notifica la lettera di diniego, il bambino resta a casa. Non frequenta. La sospensiva del TAR, quando arriva, può richiedere settimane o mesi. Una decisione di merito può richiedere anni. Va detto francamente: i TAR italiani, sul tema delle vaccinazioni pediatriche, hanno mostrato una tendenza largamente allineata alla posizione istituzionale - quando non apertamente sfavorevole alle istanze delle famiglie ricorrenti. La via giudiziaria esiste, ma non è una scorciatoia: è un percorso lungo, costoso e dall'esito incerto, durante il quale tuo figlio è già fuori dall'asilo. Per questo, accanto al ricorso, va presa sul serio un'altra strada - meno conosciuta e meno spettacolare, ma in molti casi più efficace sul piano operativo. La via del dirigente scolastico (e perché conta) Si chiama, semplicemente, applicare correttamente la legge prima del diniego. E passa per la figura del dirigente scolastico - il soggetto che, all'interno della cornice dell'art. 3-bis, ha un margine reale di discrezionalità nell'applicazione della norma. Un dirigente informato, che conosca davvero la 119/2017 e i suoi vincoli, è un dirigente che: ✔️ accetta la copia di formale richiesta di vaccinazione come l'opzione che la legge esplicitamente prevede ✔️ valuta caso per caso le situazioni di documentazione di omissione/differimento certificata ✔️ evita di applicare meccanicamente circolari regionali che pretendono di derogare a norme di legge In altre parole: il dirigente è un alleato potenziale non per ragioni ideologiche, ma per rispetto della gerarchia delle fonti. Una legge dello Stato non può essere ristretta da una circolare regionale, e un dirigente che lo sa è un dirigente che applica la legge per intero. Proprio per questo, da Corvelva abbiamo preparato una guida specificamente rivolta ai dirigenti scolastici sulla corretta applicazione della 119/2017. È uno strumento che puoi condividere, presentare in segreteria, portare nei colloqui con la dirigenza. Aprire un confronto basato sul testo della legge - invece che subire le interpretazioni informali - è spesso il modo più rapido per ottenere il riconoscimento dei propri diritti, prima che la procedura sfoci in un atto di diniego difficile da rovesciare. Siamo onesti al massimo con voi: sono rari i dirigenti non allineati o pronti a disapplicare una circolare, anche quando la stessa non avrebbe alcun valore giuridico
Cosa dice davvero la Legge 119/2017 - Parte 3: la scuola, e una norma applicata a metà Da dove ripartiamo Nelle prime due puntate abbiamo fissato il perimetro reale dell'obbligo (dieci vaccini, niente di più) e il fronte sanitario individuale: le tre vie di esenzione, la procedura ASL, la sanzione amministrativa con la sua "seconda chiamata" e la possibilità di opposizione. Ora entriamo nel vero terreno operativo della 119/2017: il rapporto tra famiglia, scuola e ASL. Ma lo facciamo con un taglio molto preciso. Perché qui - prima ancora di parlare di tempi, scadenze e adempimenti - c'è un fatto che riguarda direttamente i diritti dei genitori: la legge italiana sull'obbligo vaccinale non viene applicata fino in fondo. Non è una sottigliezza giuridica. È un fatto operativo che, ogni anno, riguarda migliaia di famiglie. Una premessa breve, perché tanto si sa L'art. 3 della 119/2017 disciplinava il regime transitorio degli adempimenti all'iscrizione (anno scolastico 2017/2018, prorogato al 2018/2019 dalla L. 108/2018). Dal 2019/2020 è in vigore il regime dell'art. 3-bis: il flusso dati passa direttamente tra ASL e scuole, scandito a date fisse. La famiglia viene coinvolta solo se segnalata come non in regola. Su questo non torniamo: la gente ormai lo sa. Andiamo dove sta il punto che invece pochi conoscono. Cosa accetta davvero l'art. 3-bis (e cosa NON accetta) Qui va detta subito una cosa che molti continuano a ignorare: l'art. 3-bis non prevede l'autocertificazione. L'autocertificazione DPR 445/2000 - quella in cui il genitore dichiarava sotto la propria responsabilità di essere "in possesso della documentazione" - era uno strumento dell'art. 3, il regime transitorio del 2017-2019. Con il passaggio a regime, non è più tra le opzioni accettabili sotto l'art. 3-bis. Chi continua a presentare autocertificazioni "alla vecchia maniera" si trova fuori dalla procedura, e nei casi 0-6 può perdere l'accesso al nido o alla materna. Le opzioni che la legge accetta sotto il regime dell'art. 3-bis sono, in sintesi: ✔️ Documentazione vaccinale comprovante l'effettuazione dei vaccini obbligatori ✔️ Documentazione di esonero, omissione o differimento rilasciata dai soggetti competenti ✔️ Copia di formale richiesta di vaccinazione all'ASL che eseguirà le vaccinazioni secondo la schedula relativa all'età Tre opzioni "vere", una delle quali - l'opzione 3 - è quella sistematicamente disapplicata. La copia di formale richiesta di vaccinazione: la norma di legge che nessuno applica L'opzione 3 dice, esattamente, questo: se hai presentato all'ASL una richiesta formale protocollata di essere convocato per eseguire le vaccinazioni obbligatorie, quella richiesta vale come documentazione valida. Non i vaccini eseguiti: la richiesta. È una previsione che il legislatore ha inserito riconoscendo una realtà concreta: ritardi del SSN nelle convocazioni, errori dell'anagrafe vaccinale, scaglionamenti del calendario, situazioni cliniche in valutazione. Per tutti questi casi la legge stabilisce che la prova della volontà di adempiere, attestata dalla formale richiesta protocollata, vale come documento. Cosa succede nella pratica? Quasi nessuno la accetta. Le ASL la respingono sostenendo che "non è prova di immunizzazione". Diverse Regioni e ASL hanno emanato circolari amministrative che la escludono esplicitamente dall'elenco dei documenti accettabili (sì, per noi son tutte illecite, ma di fatto sbattono i bambini fuori). Sono atti che - di fatto - modificano la legge senza averne il potere. Una legge dello Stato prevede tre opzioni; circolari amministrative ne riconoscono solo due. È un cortocircuito istituzionale grave, perché su un terreno costituzionalmente sensibile come l'obbligo vaccinale lo stesso principio di proporzionalità richiamato dalla Corte Costituzionale (Sentenza 5/2018) richiederebbe che le opzioni esistenti non venissero ristrette per via amministrativa.
🗓 GLI SPORTELLI CORVELVA 2026 Abbiamo riorganizzato il nostro servizio per garantirvi una presenza costante e fissa. Per tutto il 2026, gli sportelli informativi si terranno regolarmente ogni lunedì e giovedì. 🤝 Perché partecipare? Gli Sportelli Corvelva sono un momento di incontro con i nostri volontari, dove potrete porre domande e condividere situazioni particolari. Vengono effettuati in piccoli gruppi di 5 persone. Abbiamo scelto questa modalità perché i dubbi sono spesso comuni: la condivisione aiuta a capire che non si è soli e che molti altri genitori stanno affrontando il medesimo percorso. 🕒 Quando si svolgono? Ogni Lunedì e Giovedì (escluse le giornate festive). Nota bene: Se le richieste dovessero superare la disponibilità, aggiorneremo il calendario aggiungendo date extra. Vi invitiamo quindi a monitorare regolarmente il link ufficiale. 📝 Come prenotare Per partecipare allo sportello è necessario: ✔️ Essere Soci Corvelva. ✔️ Effettuare il login sul nostro sito nell'area riservata. ✔️ Prenotare la data preferita nella sezione "Sportelli Corvelva". ⚠️ IMPORTANTE: essendo i posti limitati (numero chiuso), vi chiediamo gentilmente di disdire la prenotazione sul sito qualora sopraggiungano impedimenti. In questo modo permetterete ad altri genitori di usufruire del servizio. Link per info e prenotazioni: 🔗 https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/sportello-informativo.html Corvelva Staff