HAPPY_HOUR
СтатистикаPILLOLE SINTETICHE DAL MONDO-GUERRA Trasmissione in onda i primi due lunedì del mese alle 13 sui 105.250 FM di Radio Blackout. Happy Hour ospita riflessioni e approfondimenti sui tempi bui in cui viviamo, di cui la guerra è il fondamento e l’orizzonte.
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Blackout come occasione? La civiltà industriale moderna non è riducibile all’economia né al semplice gioco degli interessi. Va compresa come organizzazione del vivente secondo rapporti di costrizione, misura ed equivalenza funzionale. La categoria moderna di energia è il dispositivo attraverso cui il mondo diventa disponibile. La guerra contemporanea rende visibile questa struttura nella sua forma più estrema. L'interruzione dei flussi energetico-informazionali rivela anche fino a che punto la vita sia divenuta dipendente dal funzionamento della macchina. La crisi energetica tuttavia rimanda, secondo Simone Weil, a qualcosa di ancora più profondo: la degradazione dell’energia umana necessaria all’azione, quando una convinzione non riesce a tradursi in atto. La questione non riguarda più solo quale energia alimenti il metabolismo della macchina, bensì quale slancio sia disponibile per interromperne il funzionamento. Qui gli interventi durante la discussione “Lockdown energetico o blackout come occasione?”.
Il Cloud su Torino: datacenter e guerra energetica a Lucento. (2.10) “Il Cloud su Torino sembra muoversi al tuo fianco…”. In vista della TAZ contro la guerra vol. 2 e facendo seguito ai nostri precedenti approfondimenti sull’oggetto data center, una chiacchierata con due compagne in studio sul rapporto tra guerra, energia, infrastrutture digitali e città a partire dal progetto di Asja Energy nell’area ex-Bonafous a Lucento (Torino). Dal progetto emerge uno dei punti più interessanti della retorica contemporanea della “rigenerazione energetica”: la possibilità di riutilizzare il calore di scarto dei datacenter per alimentare il teleriscaldamento. Il data center assumerebbe così la forma di una “stufa urbana” centralizzata, che ridistribuisce energia termica, mentre divora energia per alimentare la potenza di calcolo. In questo processo, la città si svela come megamacchina computazionale, con effetti di crescente disarticolazione dell’autonomia sociale.
Happy Hour ON AIR oggi alle 13 sui 105.250 FM oppure in streaming. Oggi in studio con due compagne parleremo del nuovo datacenter a Lucento-Vallette e del suo legame con la guerra e la "crisi energetica". Si parla di "lockdown energetico", ma la scarsità non è naturale né uniforme. Quale parte della società deve “risparmiare” energia, e quale invece è autorizzata a divorarla senza limiti? Ma soprattutto: cosa intendiamo per "energia"? Per produrre e consumare cosa? Per quale società? Per quale vita? Per scriverci via sms/whatsapp/telegram/signal: 346 667 32 63.
Disfare – per la lotta contro il mondo-guerra. (2.9) A metà aprile, tra Catania, Polizzi Generosa e Palermo, si sono tenute alcune presentazioni di “disfare – per la lotta contro il mondo-guerra”. A partire dai primi quattro numeri, un tentativo di leggere la guerra come forma di organizzazione e governo del mondo ridotto a campo operativo. La Sicilia, per posizione e funzione dentro la macchina militare-industriale italiana, è attraversata da infrastrutture belliche, energetiche e logistiche strategiche: punto di condensazione delle catene materiali e culturali del presente, ma anche terreno in cui i signor no possono sottrarsi all’obbedienza, ieri come oggi. Contro la guerra, un’occasione di confronto e discussione collettiva. In questo podcast – registrato a Catania il 18 aprile nello studio di Radio Stravento dopo la presentazione avvenuta in piazza con i compagni della L.U.P.O. sgomberata – alcuni spunti intorno a cui sono ruotate le iniziative siciliane contro la guerra.
Happy Hour ON AIR oggi alle 13 sui 105.250 FM oppure in streaming. A metà aprile, tra Catania, Polizzi Generosa e Palermo, si sono tenute alcune presentazioni di “disfare – per la lotta contro il mondo-guerra”. In questo podcast – registrato a Catania il 18 aprile nello studio di Radio Stravento dopo la presentazione avvenuta in piazza con i compagni della L.U.P.O. sgomberata – alcuni spunti intorno a cui sono ruotate le iniziative siciliane contro la guerra.
Il modo in cui Gaza dichiara che merita di vivere. (2.8) «Bisogna rovesciare quello che diceva Adorno sull’impossibilità di scrivere ancora poesie dopo Auschwitz. Come dimostrano i palestinesi, solo le poesie (in versi, in prosa o in azione) possono dire qualcosa di vero e di vivo di fronte all’orrore di Gaza.» (“Ora che capovolta è la clessidra”, disfare n.4) Questo è uno speciale dedicato ai prigionieri palestinesi, nato da un’iniziativa benefit tenutasi al Balòn il 21 marzo. Per un’ora ci spostiamo simbolicamente in Cisgiordania, attraverso aggiornamenti diretti di una compagna che si trova là e di alcuni abitanti dei campi di Tulkarem, intrecciati alla lettura di poesie palestinesi. Parole che si fanno corpo e memoria viva, proprio là dove corpo e memoria sono il primo bersaglio del controllo, della detenzione e della cancellazione.
Happy Hour ON AIR oggi alle 13 sui 105.250 FM oppure in streaming. Uno speciale sui prigionieri e le prigioniere palestinesi, nato da un’iniziativa benefit al Balòn il 21 marzo. Un’ora dalla Cisgiordania, con aggiornamenti da chi si trova là e lettura di poesie. Parole dove la violenza dell'occupazione, del genocidio, si fa incarnata. L’approvazione della pena di morte da parte dello Stato israeliano formalizza un impianto di sterminio già operativo: detenzione di massa, ricorso sistematico alla detenzione amministrativa senza processo, uso dell’accusa di terrorismo come strumento di repressione e annientamento.
Catania, polizia e ruspe contro la L.U.P.O. Pillola di Happy Hour_31.03.2026 “Dopo otto giorni di presidio permanente in Piazza Pietro Lupo, alle 4 di notte del 31 Marzo 2026 un ingente arrivo di mezzi pesanti e ogni tipo di forza armata circonda la L.U.P.O. per dare il via allo sgombero e simultaneamente alla demolizione. Un’idea non si demolisce. Contro galere, cpr e cantieri, fino alla fine”. Ascolta le prime parole, a caldo, di un compagno della L.U.P.O.
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Dagli sgomberi con “patti di legalità” al social housing a termine, fino alle case ATC e alla distopia della start‑up Homes4All — investimenti privati e fondi finanziari per gestire immobili da affittare “a impatto sociale” —, il terzo settore a Torino contribuisce sempre più a decidere chi può abitare, dove e a quali condizioni. 𝕄𝕒𝕣𝕥𝕖𝕕Ì 𝟛𝟙, ℝ𝕒𝕕𝕚𝕠 𝔹𝕝𝕒𝕔𝕜𝕠𝕦𝕥 ᴛᴏʀɪɴᴏ, ᴠɪᴀ ᴄᴇᴄᴄʜɪ 21/ᴀ 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟴 𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗴𝗼𝗺𝗯𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 ᴅᴀʟʟᴇ 19 ᴅɪꜱᴄᴜꜱꜱɪᴏɴᴇ ɪɴᴛᴏʀɴᴏ ᴀ “ꜱɢᴏᴍʙᴇʀɪ ᴅᴏʟᴄɪ” (ᴇʀɪꜱ, 2026) ᴄᴏɴ ᴍᴀɴᴜ ᴄᴇɴᴄᴇᴛᴛɪ. ✨✨A seguire dj-set Misschianto ✨✨ https://gancio.cisti.org/event/violenza-amministrativa
Catania, L.U.P.O. sotto sgombero. Pillola di HH_23.03.2026 Parte il grande spettacolo della “rigenerazione urbana”: polizia, ruspe e fondi PNRR. E' in atto lo sgombero della L.U.P.O. Quasi 4 milioni di euro per distruggere la palestra occupata e rifare piazza Pietro Lupo: parco tecnologico, info point turistico e parcheggi. La città intelligente, dicono. Mentre si cabla l'arredo urbano, si vuole cancellare uno spazio autogestito di socialità estranea alle logiche del controllo e del profitto. Ascolta i primi aggiornamenti dax compagnx della L.U.P.O.
Happy Hour ON AIR oggi alle 13 sui 105.250fm oppure in streaming. Stato, criminalità e guerra civile. Oggi in onda la registrazione degli interventi dell'incontro intorno alla ”guerra al narcotraffico” in Messico, con Claudio Albertani e Nodo Solidale, tenutosi a Radio Blackout il 26 febbraio.
Happy Hour ON AIR oggi alle 13 sui 105.250fm oppure in streaming. Riprenderemo con Manu Cencetti l'approfondimento su sgomberi dolci di baraccopoli e "campi rom", pulizia e polizia degli scarti nella città sempre più a numero chiuso.
In attesa del podcast con la registrazione dell’iniziativa, è scaricabile l’opuscolo che raccoglie gli interventi dell’incontro svoltosi a Radio Blackout il 20 febbraio 2026, a cura di Torino Diserta e Happy Hour, con Claudio Albertani e Collettivo Nodo Solidale. Scarica l'opuscolo qui.
Trieste No Green Pass: storia di un obbligo infranto. Pillola di Happy Hour_23.02.26 18 ottobre 2021, Trieste: in migliaia bloccarono il varco 4 del porto, un presidio No Green Pass che sfidava l’obbligo vaccinale e il passaporto verde imposto dall’alto. Lo sciopero paralizzava le merci, fermava il porto, scuoteva l’economia e metteva a nudo la fragilità del potere. Lo Stato rispose con violenza: cariche, idranti, tentativi di spezzare la determinazione dei manifestanti. Cinque di loro finirono sotto processo per due anni, accusati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Oggi risultano “assolti”, ma la verità non sta nelle aule tribunalizie: sta nella non-sottomissione, nella capacità di rifiutare senza compromessi e far sentire la propria forza. Riattivare la memoria di quella lotta resta fondamentale: dalla pandemia alla guerra, ricordare quelle pratiche di rifiuto totale della mobilitazione generale è storia viva per la resistenza contro l’autorità che impone obbedienza e sacrifici.
20 FEBBRAIO, TORINO. Il primo di una serie di incontri internazionalisti. Ore 18, Radio Blackout, via Cecchi 21/A Guerra civile in Messico. La cosiddetta «guerra al narcotraffico», le operazioni di polizia interna e internazionale: l'articolazione tra Stato e criminalità organizzata, in un attacco quotidiano fatto di omicidi, torture, smembramenti, sparizioni, mirato a disarticolare le autonomie interne e annichilire la vita. Un tempo per conoscere, confrontarsi e misurare insieme la brutale realtà della guerra civile messicana – riflesso della guerra civile mondiale –, insieme alle possibilità che apre per chi sta in basso e paga con la vita. Con Claudio Albertani ("In che momento si è fottuto il Messico?", 2021) e Nodo Solidale ("L’anomalia della guerra in Messico", 2025). A seguire discussione aperta. In chiusura dj-set caribe.
"Sgomberi dolci" e guerra civile: pulizia e polizia degli scarti. (2.7) Torino è divisa. La tensione profonda che attraversa la città può essere colta come guerra civile: una lotta intestina e costante tra modi di esistenza incompatibili, dove la pacificazione urbana esige una violenza sociale costante, razzista, classista. La coesione civile emerge come effetto di questa violenza, continuamente messa alla prova dalla presenza, dentro alla città, di popolazioni irriducibili o ostili al suo ordine. Alle Basse di Stura questa guerra mostra il suo volto più crudo: veleno industriale e sgomberi, la modernità che produce scarti e poi li ricicla o li elimina. Ne parliamo con Manuela Cencetti, autrice di “Sgomberi Dolci" (Eris, 2026). Un libro che smaschera quarant’anni di guerra urbana contro i poveri “cattivi”, condotta anche dalla sinistra e dal terzo settore – i “buoni”, con la loro retorica partecipativa che nasconde la spietata logica securitaria della città.
Happy Hour ON AIR oggi dalle 14.30 alle 15.45 sui 105.250fm oppure in streaming. Parleremo di baraccati e guerra civile interna alla città di Torino nel corso della sua modernizzazione, a partire da quanto sta accadendo - non da oggi - alle Basse di Stura, ex-discarica industriale della FIAT e poi luogo dove la polizia ha confinato diverse baraccopoli che oggi si trovano nuovamente sotto sgombero in nome di una "bonifica" green. Con noi in studio Manu Cencetti, autrice di "Sgomberi dolci. La violenza contro campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative", Eris, 2026. Per scriverci via sms/whatsapp/telegram/signal: 346 667 32 63.
Sullo Spettacolo della «guerra al narcotraffico». (2.5 e 2.6) Oggi il governo spettacolare non opera attraverso la persuasione, ma tramite la rilevanza. Il problema del vero/falso, della coincidenza tra enunciato e realtà, è eluso, nel contesto della frammentazione dei regimi di verità. Nella guerra informativa non conta se qualcosa sia vero o meno, ma quanto circola, chi lo vede, in quale contesto e se sia efficace. Il potere non deve avere ragione, deve “funzionare”, come nel caso dell’operazione di polizia «contro il narcotraffico» condotta dagli USA in Venezuela. In questi podcast due letture - “In che momento si è fottuto il Messico?” e "Intorno al Drago" - e qualche riflessione, in vista di un incontro che si terrà nella seconda metà di febbraio a Radio Blackout.
Happy Hour prosegue gli approfondimenti sul dispositivo della «guerra al narcotraffico» su Radio Blackout. Dopo la puntata dello scorso lunedì dove abbiamo letto qualche estratto dal testo "In che momento si è fottuto il Messico?" di Claudio Albertani e Fabiana Medina (n. 1 di. “Collegamenti per l'organizzazione diretta di classe”, 2021), oggi leggeremo qualche estratto dal testo "Intorno al Drago. La droga e il suo spettacolo sociale", di Riccardo d'Este e AAVV (Nautilus, 1990). La lettura verrà introdotta da qualche riflessione critica sul nesso tra spettacolo e verità insito nel testo. Oggi, lunedì 12 gennaio, alle 13 sui 105.250fm oppure in streaming. Per scriverci via sms/whatsapp/telegram/signal: 346 667 32 63.