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Eleonora Matarrese - La Cuoca Selvatica - Pikniq Fitoalimurgia, etnobotanica, botanica applicata alla cucina.

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  • È il momento giusto dell'anno: sta arrivando l'estate e sulle coste è carnoso e profumato, e quando i raggi del sole lo colpiscono sentirai il suo profumo delizioso nell'aria: è Crithmum maritimum, letteralmente "critmo marittimo". La famiglia è quella delle Apiaceae o Ombrelliferae. Critmo deriva dal greco krithmon (κρίθμον): l'etimologia e la storia del termine risalgono alla botanica e ad antiche pratiche di cucina. Kritmon deriva da krithe (κρῖθε) che significa orzo. Questo nome fu dato alla pianta poiché i suoi semi assomigliano fisicamente ai chicchi d'orzo. In italiano è chiamata anche finocchio marino, perché della stessa famiglia del finocchio ma cresce vicino al mare, come l'inglese Sea Fennel. Ma in inglese è anche Rock Samphire, dove l'ultimo termine deriva dal francese "herbe de Saint Pierre", erba di San Pietro, che fu anglicizzato in sampiere prima di stabilizzarsi come samphire. Prende il nome da San Pietro, il santo patrono dei pescatori, da un lato perché la pianta cresce tipicamente nelle scogliere rocciose e salmastre della costa, e nelle paludi marine. Rock ovviamente sta per pietra. Non si può però non citare il prezzemolo, stessa famiglia, il cui nome deriva dal latino volgare *pretosemŭlum, class. petroselinum, dal greco petrosélinon, "sedano che nasce fra le pietre", da pétra "pietra" e sélinon "sedano", prima del 1320. Prima, erano quasi tutti "sedani", e questo è rimasto anche in dialetto: a Bari e in Puglia il sedano è accio, da apio, che ha dato del resto il nome alla famiglia (Apiaceae). In Italia, è conosciutissimo e utilizzato da tempo immemore soprattutto nelle zone costiere. Le foglie (o tutta la pianta) sottaceto sono state apprezzate sin dagli antichi Greci e Romani ed erano notoriamente accompagnamento gustoso per pesce e insalate (l'insalata non era un contorno ma un piatto vero e proprio). Nell'Erbario pugliese (960) l'anonimo e curioso autore lo descrive così: "Il critmo è un arbusto erbaceo con due rami lunghi un cubito. Cresce in luoghi rocciosi e costieri, ha foglie chiare e carnose simili a quelle dell’andragnus (portulaca), ma più larghe e oblunghe, dal sapore salato; ha un fiore bianco, ha semi del genere delle liuanotidis (Seseli libanotidus, “carota lunare”), simili a quelli velenosi; rotondi e profumati, che una volta essiccati si separano dopo tre giorni; ha radici spesse tre o quattro dita, dall’odore molto dolce. Le sue foglie, i suoi semi e le sue radici, bolliti e bevuti con il vino, stimolano la minzione, sono un rimedio contro l’itterizia e regolano le mestruazioni. Può essere consumato crudo o bollito, mescolato con sale". Lui lo chiama decriti mu - e ðc’tama in glossa -, com'è chiamato ancora oggi nei dialetti salentini. Raccogli responsabilmente per non rovinare le aree costiere, solo in percentuale, e usa sul serio la pianta: non ha senso raccogliere se sai di non poterla utilizzare. Se proprio non puoi trasformarla, falla essiccare: la sua polvere è un ottimo rimedio contro il mal di pancia e per far passare aerofagia e nausea. E poi, speciale su pane olio e sale. Il cibo era medicina, e oggi come allora è cura. Scoprilo e tramandalo!

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  • Oggi sul Corriere della Sera con Alessandro Di Tizio e Slow Food Italia

  • Sabato 6 giugno non prendere impegni, perché c’è uno spin-off della Settimana della Biodiversità Pugliese! Ci vediamo da Pikniq a Ceglie Messapica per un incontro divulgativo tra scienza ed etnobotanica per scoprire i semi pugliesi: la loro origine ma soprattutto come raccoglierli e utilizzarli. E naturalmente li assaggiamo! Vi aspettiamo sabato alle 18 🌱🌷🌸 Prenotazione obbligatoria indicando eventuali allergie o intolleranze, grazie 🙏🏻

  • La prossima domenica 31 maggio a La Luna nel Pozzo a Ostuni ci sarà la seconda giornata della Festa della Biodiversità con lo scambio semi ❤️‍🔥 Seed saver da tutta Italia 🥰 Avrò l’onore di dare l’inizio ai lavori con un’introduzione dedicata alla Cura e alla Salvaguardia dei Semi nella Storia, presentando per la prima volta le pagine introduttive di un erbario realizzato in Puglia nel X secolo (!) che è una vera e propria lettera per noi “del futuro”. Venite? 🍀

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  • ​🌿 [LIVE SEMINAR] Edible Wild Plants: From Medieval Manuscripts to Modern Sustainability 📜🥣 Is the "magic" of medieval herbs actually lost science? How did our ancestors perceive the "border" between the civilized world and the wild hedge? ​Join us for an extraordinary session of "Entangled Histories" featuring a truly special guest: Eleonora Matarrese (University of Bari Aldo Moro). Known as "La Cuoca Selvatica", Eleonora is a leading expert in Ethnobotany and Germanic Philology who bridges the gap between academic rigor and practical ancient wisdom. ​What we will explore: 🌱​Ethnobotany in Manuscripts: From Dioscorides to the fascinating iconography of the Voynich Manuscript (Beinecke 408). 🌱​The Power of the "Hedge": Understanding the liminal spaces where wild medicine grows. 🌱​Medieval "Magic" vs. Modern Science: Why the Nine Herbs Charm and Longobard recipes are "futuristic" tools for sustainability. ​🔥 LIVE PRACTICAL WORKSHOP: ​Directly in front of the camera, Eleonora will demonstrate the preparation of the Old English "Wið fǣrstice" (Against a Sudden Stab) balm and other authentic medieval remedies. ​📅 DATE: Wednesday, March 25, 2026 🕔 TIME: 17:00 CET (Rome Time) 📍 WHERE: Online via Zoom ​🎟️ REGISTRATION: FREE but MANDATORY (Takes only 30 seconds) 🔗 Register here: https://www.tickettailor.com/events/entangledhistoriesseminarseries/2126328 ​🔗 FULL PROGRAMME & FAQ: https://sites.google.com/view/entangledhistories/home ​⚠️ IMPORTANT: To ensure a safe environment and prevent "Zoom-bombing," please register with your Full Real Name. The Zoom link will be sent via email (check your Spam!) a few minutes before the start.

  • Un corso sulla medicina degli erbari antichi, sulla storia, le ricette, le credenze, la filologia. Le piante più comuni e le più amate, le più strane e le più speciali. La classificazione magica per la loro cura. Iconografia, il ruolo delle donne e quello degli uomini, e soprattutto tante ricette con workshop pratico, per dimostrare la cura prima di avere accesso al test in doppio cieco. Una serie di webinar unici nel loro genere per scoprire le spontanee che diverranno coltivate da tutt'altra prospettiva. Il primo incontro online è lunedì 30 marzo dalle 20 alle 22.

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  • Foto del 1918: un bambino di Uppsala (Svezia) viene fatto passare attraverso un albero, usanza per far passare il rachitismo, malattia infantile causata dalla mancanza di vitamina D. Questa pratica era molto antica e diffusa nella medicina popolare. Un'interpretazione della pratica è che conducendo un bambino malato attraverso un buco nel tronco, la malattia veniva curata o trasferita sull'albero. A Noci ogni anno, il 3 maggio, festa della Madonna della Croce, nel boschetto attiguo al Santuario della Vergine Protettrice della città si fanno passare attraverso i virgulti, tagliati longitudinalmente, degli alberi di Quercus i bimbi malati di ernia (volgarmente chiamata da queste parti “guaio della Madonna”). Una volta fatto passare il bambino attraverso il ramo spaccato in due, si fascia quest' ultimo e si aspetta trepiditi che fiorisca. Se il ramo fiorirà, il bimbo avrà la grazia dalla Madonna e guarirà; se invece si secca, anche il bimbo non avrà scampo. È una pratica oggi tra fede e superstizione che affonda le sue radici in un passato lontano e comune in cui il culto era la Natura 💚 A sinistra foto dal Museo di Storia di Oslo, a destra foto fatta nel secolo scorso a Noci, esattamente nella medesima posizione e per il medesimo scopo.

  • Sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo presso l’Università degli Studi del Molise a Campobasso si terrà il I Convegno di Fitoalimurgia. Ho l’onore di presentare la mia ricerca in anteprima: “Il passaggio da spontanee a coltivate e il paesaggio gastronomico”. Vi aspetto!

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