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Circolo Culturale Metapolitico- analisi Geopolitica & mondo Multipolare - (Modena)

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  • https://www.youtube.com/live/FLHd75R7n7Y?feature=shared

  • NON SOLO GAS E PETROLIO Quando si parla dello Stretto di Hormuz si pensa subito al petrolio e al gas e su questo punto abbiamo già fatto alcune analisi sui rischi di aumenti dei prezzi molto più consistenti di quelli visti dal 28 febbraio ad oggi, se dovesse persistere la situazione di blocco di Hormuz, causato dall’avventurismo dell’aggressione statunitense ed israeliana all’Iran e dall’incapacità Usa di rispettare il primo Memorandum siglato con la Repubblica Islamica, lo scorso 17 giugno. .In realtà lo Stretto è strategicamente fondamentale anche per molti altri settori merceologici, come i fertilizzanti, inoltre c'è un'altra materia prima di cui si parla poco: l'elio. Circa un terzo dell'elio commerciale mondiale viene prodotto negli impianti del Qatar ed esportato via mare attraverso Hormuz. Questo gas è indispensabile per la produzione dei semiconduttori più avanzati, utilizzati nei data center e nei sistemi di intelligenza artificiale. Con la chiusura dello Stretto, numerosi container di elio liquido sono rimasti bloccati nei terminal qatarioti. Poiché l'elio liquido deve essere mantenuto a temperature estremamente basse e i contenitori criogenici possono conservarlo solo per un periodo limitato, parte del carico rischia di diventare inutilizzabile a causa della progressiva evaporazione del gas. I Paesi potenzialmente più esposti sono Taiwan e Corea del Sud, che ospitano gran parte della produzione mondiale di semiconduttori avanzati. Tuttavia, la filiera dell'intelligenza artificiale è profondamente interconnessa: progettazione dei chip, produzione, assemblaggio, infrastrutture cloud e data center dipendono gli uni dagli altri. Per questo motivo, un'interruzione prolungata delle forniture di elio potrebbe propagarsi ben oltre l'Asia, rallentando l'intero ecosistema globale dell'IA. Le aziende dispongono di scorte e di sistemi di riciclo; quindi, una crisi di breve durata può essere affrontata. Ma se il blocco dovesse protrarsi per settimane o mesi, l'impatto potrebbe estendersi a tutta la filiera mondiale dei semiconduttori, aumentando i costi e ritardando la disponibilità dei chip più avanzati. Anche la Federal Reserve ha più volte richiamato l'attenzione sulla vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali e sul rischio che shock geopolitici possano avere effetti rilevanti sulla produzione tecnologica e sulla crescita economica. In effetti, , la concentrazione della produzione avanzata di semiconduttori a Taiwan e Corea del Sud significa che anche le aziende statunitensi restano esposte alla catena di approvvigionamento dell'elio, in virtù della loro dipendenza dagli impianti di produzione e trasformazione dii questa area geografica.. Hormuz, quindi, non è solo uno snodo decisivo per l'energia: è anche uno dei punti più strategici per l'economia digitale globale. Più in generale, appare evidente che l'IA dipende da una catena straordinariamente lunga e geograficamente concentrata di energia, gas, sostanze chimiche, macchinari, fabbricazione di semiconduttori e logistica e che le alternative per costruire nuovi impianti altrove o determinare nuove rotte per gli approvvigionamenti richiedono tempo e investimenti importanti, in un settore già gravato da una evidente bolla speculativa che ne sta sostenendo la crescita. L'elio è uno degli esempi più chiari di questa dipendenza fino ad oggi nascosta Foto PRESS TV

  • La guerra che gli Usa non possono vincere, la pace che non possono accettare. Mentre l'Iran conferma il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, gli Usa sono bloccati in una situazione che non presenta vie d'uscita accettabili, senza pagare un prezzo molto alto, mentre si riscrivono le alleanze e gli accordi che dovranno costituire l'architettura della sicurezza dell'area, oggi non più garantita dagli Usa. Ne parliamo domani, alle 21:15, in diretta Fb e YouTube con Salvo Ardizzone e Hanieh Tarkian, introduce Fabio De Maio. Link per vedere la diretta nei commenti. https://facebook.com/events/s/i-nuovi-equilibri-in-asia-occi/1015164011347273/ https://www.youtube.com/live/FLHd75R7n7Y?feature=shared

  • Facciamo nostro l'intervento del Prof.Zhok su un tema che ci vede impegnati da sempre, organizzavamo iniziative sul falso scontro di civiltà 10 anni fa. Adesso più che mai va smascherato il gioco di Vannacci e compagnia cantante. "Israele e USA hanno una notoria e capillare capacità di modellare la realtà percepita. Larry Sanger, cofondatore di Wikipedia, ha rivelato come la CIA abbia operato una sistematica revisione delle pagine di Wikipedia, per anni, nell’interesse del governo USA, di “governi amici” e di alcune corporations. Sappiamo che Israele sta allocando per le campagne propagandistiche (hasbara) enormi investimenti. Alla luce del sole ci sono 726 milioni stanziati per il 2026, ma molto altro (vedi il condizionamento dell’Eurovision o l’avvelenamento delle fonti delle AI, via società come Clock Tower X) passano per canali indiretti. Questo dato di fatto spiega la manifesta costante crescita delle campagne antiislamiche sui social media. Solo nella giornata di ieri ho contato tre post virali, con profluvio di like, che una breve indagine ha rivelato essere del tutto falsi (richiesta di adozione della Sharjia in Michigan, presunta persecuzione dei cani in quanto animali impuri, filmati di origine irrintracciabile descritti come spedizioni punitive di gruppi di islamici.) Questo turbinio di menzogne, mezze verità distorte o schiette diffamazioni è il concime su cui fioriscono le esternazioni dei nostri Vannacci, che drenano parassitariamente sangue dalle paure di molti, non per cercare di risolverle, ma per esacerbarle a fini elettorali. Il problema però non è l’uso elettorale: il punto di caduta di queste iniziative è ben più grave. Avendo il mondo visto il vero volto di Israele negli ultimi anni, la hasbara sta promuovendo un’operazione correttiva di soft power, che ripresenti Israele (e gli USA) nelle vesti sbiancate del “baluardo antiislamico”. Abbiamo visto che per questi attori internazionali il fine giustifica ogni mezzo. Al di là degli utili idioti che si prestano al gioco per qualche voto in più, il problema è che l’odio fomentato è reale: si sta spargendo massivamente benzina in un’area fumatori. E siccome gli esagitati ci sono in ogni gruppo, non ci vuole niente per organizzare un bel Bataclan e una guerra civile, come premessa per uno “scontro di civiltà”. Chi diffonde questa spazzatura è complice di ciò che seguirà". Andrea Zhok

  • 30 08 2026, ALLE 18:15h, c/o LOVING AMENDOLA, MODENA. SEGNA LA DATA

  • 💥 L'amministratore delegato di Aramco: la chiusura dello Stretto di Hormuz è il più grande shock petrolifero della storia. 👉 L'amministratore delegato della Saudi Aramco ha definito la chiusura dello Stretto di Hormuz come "il più grande shock all'approvvigionamento petrolifero nella storia", affermando che i mercati globali hanno già perso più di 2,6 miliardi di barili da quando la crisi è iniziata. @PressTV Le conseguenze sui prezzi si sono manifestate solo in parte perché Usa e Cina hanno utilizzato le riserve strategiche, con un'importante differenza: -gli Usa hanno raggiunto il.mimimo storico di dette riserve -la Cina ha ancora circa 1 miliardo di barili di riserva ma, tra agosto e settembre, gli analisti sono concordi nel prevedere un aumento degli acquisti di petrolio per ricostituire gli stock. Ergo, l'impatto sui prezzi potrebbe essere amplificato, soprattutto se dovesse persistere l'attuale fase di instabilità di Hormuz e Bab El Bandeb. Nonostante il preteso blocco americano, nelle ultime due settimane l'Iran ha mantenuto un livello di esportazioni intorno a 1,7 milioni di barili/giorno, in calo solo del 10% rispetto alla media degli ultimi due mesi, questo è un dato fondamentale da monitorare, un calo delle esportazioni di Teheran avrebbe un effetto negativo sul quadro globale dei prezzi.

  • Impressionante video che mostra un drone ucraino colpire una spiaggia nella regione di Krasnodar, Russia Meridionale. Non risultano siti militari nelle vicinanze, si è trattato di un attacco per colpire civili, infatti 6 sono state le vittime, tra cui 3 bambini. Gli ucraini ed i loro sponsor occidentali, inclusi gli Usa del post-Anchorage, puntano chiaramente ad un allargamento del conflitto, aldilà delle parole di Rubio che vede in questo genere di attacchi nuove possibilità per le trattative, mentre tutto sembra andare in una direzione opposta.

  • Poche cose sono più insopportabili di atlantisti filoamericani, sostenitori da sempre delle virtù del mercato che si impancano a difensori dell’Identità Italiana. L’identità italiana non è stata fatta a pezzi dalle moschee ma dai McDonald’s, dalle basi americane, da Hollywood, da un profluvio di scarti culturali a stelle e strisce che ha invaso ogni ganglio della nostra cultura. La cultura italiana è stata massacrata da quelli che hanno promosso il libero movimento di merci, capitali e forza-lavoro nel nome delle gioie della globalizzazione e del conto in banca. Il cattolicesimo italiano non è stato messo all’angolo dall’Islam, ma si è messo all’angolo da solo accettando ogni sorta di compromesso pop e pensando di conquistarsi, a colpi di marketing, una fetta del “mercato delle religioni”. L’identità italiana è stata demolita da chi l’ha immaginata non come una tradizione vivente da coltivare, ma come un “brand” da vendere, il “made in Italy”, la svendita da parte dei nipoti degeneri del patrimonio e della fama conquistata dagli antenati. L’identità italiana è stata scarnificata da slogan come le “tre I” di Berlusconi (Inglese, Internet, Impresa), seguita da emuli persino peggiori (Renzi, Gelmini), che non sono mai riusciti a immaginare il paese se non come colonia USA. L’unità italiana è stata logorata dalla privatizzazione delle aziende pubbliche, dal competitivismo neoliberale negli ospedali, nelle scuole, nelle università, istituzioni oggi rivolte sempre meno al servizio del cittadino e sempre più alle gare a premi per ottenere premietti ministeriali. La prevalenza della competizione sulla cooperazione, tra istituzioni, e dentro di esse ha spostato enormi risorse dal “servire i cittadini” all’“essere attrattivi”, dal “fare bene” all’“apparire fighi”. Queste e un’infinità di altre porcate le avete volute voi, atlantisti filoamericani, mercatisti neoliberali. Ed oggi, come non bastasse, volete spiegarci che il vero pericolo all’identità italiana è la minaccia islamica, lo “scontro di civiltà”? Laddove la nostra civiltà da salvare sarebbe il diritto al Bic Mac. E tutto per ottemperare ai desideri delle ambasciate israelo-americane. Pericolosi pagliacci Andrea Zhok

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  • 🇪🇸🇲🇦⚡ - La Guardia Civil, presente a Ceuta, in Spagna, ha identificato diverse decine di agenti dei servizi segreti marocchini che si erano infiltrati tra gli immigrati che hanno invaso Ceuta negli ultimi giorni, secondo quanto riporta El Espanol. Gli agenti marocchini sono stati avvistati mentre sorvegliavano l'enclave, inclusa la zona di confine. Sono stati individuati a Ceuta grazie alle "telecamere di sorveglianza della frontiera". Man mano che le ore passano, risulta essere più chiaro il quadro degli accadimenti che hanno coinvolto l'enclave spagnola di Ceuta. Non si é trattato di un "assalto" di persone attratte dalle leggi spagnole sull'immigrazione ma di un movimento programmato e guidato dalle autorità marocchine che hanno agito sia per il contenzioso in atto con la Spagna sulle due enclavi di Ceuta e Melilla sia su mandato dei due grandi sponsor della monarchia marocchina che sono Usa ed Israele, che del governo Sanchez sono ormai acerrimi nemici, per le questioni legate alla Nato e alla Palestina. Queste notizie smentiscono le due narrative prevalenti nel dibattito sui media e tra le forze politiche, in sintesi volutamente breve : - visione progressista no border: dovremmo accogliere tutti, magari per colpe pregresse legate al colonialismo o in attesa di stabilire una specie di nuovo ordine, dove i confini geografici e culturali siano "mobili" per definizione. -visione di destra sedicente sovranista e patriottica: i movimenti migratori puntano alla sostituzione etnica, razziale e religiosa che sono appunto gli effetti delle migrazioni stesse, alle cause penseremo domani, anche perché i "destabilizzatori" sono i nostri registi ed il copione è scritto da loro. Entrambi queste posizioni prescindono dai movimenti geopolitici in atto e alla fase epocale che stiamo vivendo, dove l'egemone(Usa) sta combattendo per mantenere lo status precedente. I conflitti si declinano in senso politico- militare, con i due grandi fronti della guerra globale, il fronte nord(Est Europa) e quello sud(Asia Occidentale) e in modalità "ibrida" in altri campi, tra cui l'elemento delle migrazioni é forse uno dei più importanti. Sottovalutare questi aspetti é il modo migliore per non provare neppure a mettere mano al gigantesco tema dell'immigrazione che ha ovviamente la sua origine nella ricerca di manodopera a basso costo ma che viene poi utilizzata anche come un arma da centrali di potere economico ben precise o dagli stessi Stati, come nel caso di Ceuta. La dialettica e la contrapposizione declinate nelle due visioni progressista e destrorsa focalizzano il dibattito in maniera fuorviante e vengono sfruttate anche dal Governo stesso per soddisfare "la pancia" del proprio elettorato con provvedimenti inverosimili, come la sospensione di Schengen, nei confronti della Spagna con cui l'Italia non condivide nessun confine geografico, trattasi di demagogia allo stato puro che avrà solo il risultato di creare problemi e disservizi ai flussi turistici aereoportuali. Infatti non risulta che i migranti di Ceuta potessero imbarcarsi su una nave da crociera o su un aereo diretto in Italia, l'agire irrazionale del governo ci fa pensare che le pressioni dei due "registi" siano davvero forti.

  • 31 июл.2 753341

    Un canale telegram iraniano ha pubblicato questo video di una emittente spagnola, girata nelle vicinanze di Ceuta che mostra persone dirette verso l'enclave spagnola su alcuni camion, in mezzo alle bandiere del Marocco che sventolano per la festa del Trono celebrata ieri. I camion passano davanti ad alcuni poliziotti che non battono ciglio, il tutto sembra obiettivamente inquadrato in un afflusso deliberato ed organizzato dalle autorità del Marocco. Ricordiamo le relazioni tese tra il governo spagnolo e quello del Marocco, anche a causa dei contenziosi sulle enclavi di Ceuta e Melilla ma possiamo anche citare la vicinanza politica e strategica della monarchia con lo stato sionista e l'amministrazione statunitense mentre è ben nota l'ostilita di questi ultimi verso il governo Sanchez. Ritorneremo a breve sulla vicenda e sulla incredibile posizione del governo italiano, con le dichiarazioni fuori luogo e fuori dalle righe del Ministro Taiani.

  • Iran: "L'affermazione dell'Unione Europea di preoccuparsi per i diritti umani degli iraniani è pura ipocrisia" Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Baqaei, dopo gli ultimi strali su presunte "violazioni dei diritti umani in Iran" dell'Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea: "Kaja Kallas parla di "preoccupazioni dell'Unione Europea per i diritti umani" in relazione all'Iran. Come si può conciliare così facilmente un presunto impegno per i diritti umani con il fornire supporto logistico e tecnico a micidiali aggressioni contro il popolo iraniano, aggressioni che prendono di mira deliberatamente i civili e le infrastrutture nazionali? Il tutto rifiutandosi di condannare anche i crimini di guerra più eclatanti e non esprimendo una sola parola di solidarietà per i bambini iraniani massacrati dalle bombe e dai missili israelo-americani, resi possibili proprio dal "supporto logistico e tecnico" dell'Unione Europea. Non si tratta solo di una perdita di credibilità. È la banalità del male e la forma più pura di ipocrisia". 🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario.

  • 18 июл.851из laterradeipadri

    Quello che sta succedendo adesso in Medio Oriente è incredibile o meglio lo sarebbe stato fino a poco tempo fa. L' Iran sta bombardando ormai h24 le basi americane e i siti di interesse strategico in Giordania, Bahrein, Kuwait,.Qatar e ha colpito anche una sede delle truppe statunitensi in Oman, pur considerato paese amico. Nelle ultime 24 ore i droni e missili iraniani vanno a segno indisturbati, l'impressione è che le difese antiaeree a protezione delle basi siano al lumicino e questo Teheran lo sa perfettamente. Dall'altra parte, gli Usa conducono raid contro strutture logistiche civili in Iran, come hanno fatto per quasi due mesi dal 28 febbraio a metà aprile ma con un'intensita' ben minore. A nostro avviso, questa può essere la svolta, Trump a questo punto può solo cercare la descalation ma da posizione ancora più debole di prima o deve tentare l'avventura dell'attacco di terra, con tutto quello che ne consegue e magari cercando di coinvolgere proxy ed alleati, l'Iran ha giocato di anticipo demolendo letteralmente le basi dei separatisti nel Kurdistan iracheno. La posta in gioco per l'Iran è la cacciata degli Usa dal Medio Oriente e ogni azione intrapresa va in quella direzione. Siamo in un momento decisivo e ovviamente molti non se ne sono accorti. Tra l'altro, avere colpito le basi americane in tutta una area geo-strategica crea un precedente molto importante e dovrebbe interessarci maggiormente, vista la posizione delle basi Nato ed Usa in Sicilia.

  • Quello che sta succedendo adesso in Medio Oriente è incredibile o meglio lo sarebbe stato fino a poco tempo fa. L' Iran sta bombardando ormai h24 le basi americane e i siti di interesse strategico in Giordania, Bahrein, Kuwait,.Qatar e ha colpito anche una sede delle truppe statunitensi in Oman, pur considerato paese amico. Nelle ultime 24 ore i droni e missili iraniani vanno a segno indisturbati, l'impressione è che le difese antiaeree a protezione delle basi siano al lumicino e questo Teheran lo sa perfettamente. Dall'altra parte, gli Usa conducono raid contro strutture logistiche civili in Iran, come hanno fatto per quasi due mesi dal 28 febbraio a metà aprile ma con un'intensita' ben minore. A nostro avviso, questa può essere la svolta, Trump a questo punto può solo cercare la descalation ma da posizione ancora più debole di prima o deve tentare l'avventura dell'attacco di terra, con tutto quello che ne consegue e magari cercando di coinvolgere proxy ed alleati, l'Iran ha giocato di anticipo demolendo letteralmente le basi dei separatisti nel Kurdistan iracheno. La posta in gioco per l'Iran è la cacciata degli Usa dal Medio Oriente e ogni azione intrapresa va in quella direzione. Siamo in un momento decisivo e ovviamente molti non se ne sono accorti. Tra l'altro, avere colpito le basi americane in tutta una area geo-strategica crea un precedente molto importante e dovrebbe interessarci maggiormente, vista la posizione delle basi Nato ed Usa in Sicilia.

  • Dopo aver colpito ripetutamente siti americani in Giordania e Kuwait e dopo avere demolito sistematicamente obiettivi americani in Bahrein, l'Iran oggi ha bombardato con missili e droni, simultaneamente, le basi dei curdi ad Erbil, in Iraq e quello che resta delle basi Usa nella zona. La scelta di colpire i curdi è un segnale chiaro, l'ipotesi di un allargamento del conflitto che coinvolga tutto l'Asse della Resistenza da una parte e Usa- Israele con alleati chiamati a raccolta è tutt'altro che da escludere. La sensazione è che il tempo utile per evitare l'estendersi del conflitto stia scadendo e che in, mancanza di fatti nuovi nei prossimi giorni, lo scenario del"conflitto regionale totale" sia quello più probabile.

  • https://www.youtube.com/live/O-MpGHHggpM?feature=shared

  • ATTENZIONE, I LINK PER LA DIRETTA SONO IL FONDO AL POST, LA PAGINA LOGOS È ATTUALMENTE BLOCCATA PER LE DIRETTE FACEBOOK Dopo la grande prova di forza e compattezza che l'Iran ha mostrato al mondo intero, con la grande partecipazione popolare alle esequie della Guida Suprema, quali sono le sfide che attendono l'Asse della Resistenza nel suo insieme e quali insegnamenti possono trarre i movimenti antimperialisti in Europa? Intervengono Hanieh Tarkian e Leonardo Sinigaglia, introduce Fabio De Maio. Hanieh Tarkian III #logosecivilta #DimoredellaSapienza #contronarrazione. https://facebook.com/events/s/we-must-rise-la-sfida-e-lesemp/1671682960785445/ https://www.youtube.com/live/O-MpGHHggpM?feature=shared

  • Si può ridere e scherzare sulle boutade di Trump, ci mancherebbe ma si rischia di perdere di vista un punto di vista essenziale: Il Presidente degli Usa utilizza un linguaggio da terrorista e magari alcuni suoi sostenitori giocano a fare i "difensori dell'occidente e dei suoi valori", a breve Rubio presiedera' un convegno contro la "violenza di sinistra", credibile come Toto' Reina che avesse presieduto una conferenza sul degrado di alcuni quartieri di Palermo. Chi tace acconsente e la lista è molto lunga! —❗️🇺🇸/🇮🇷 Il presidente Trump, su Truth Social, annuncia il blocco dell'Iran e l'imposizione di tariffe del 20% sulle navi non iraniane nello Stretto di Hormuz: "Lo Stretto di Hormuz è APERTO e rimarrà APERTO, con o senza l'Iran. Stiamo ripristinando il 'BLOCCO IRANIANO', così chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti iraniani di entrare o uscire. Tutti gli altri paesi potranno utilizzare lo Stretto in modo equo e aperto. Gli Stati Uniti, da questo momento in poi, saranno conosciuti come "I GUARDIANI DELLO STRETTO DI HORMUZ", ma, in quanto tali e per motivi di EQUITÀ, saranno rimborsati, con una tariffa del 20% su tutte le merci trasportate, per qualsiasi costo necessario per garantire la sicurezza in questa zona del mondo estremamente instabile. Il processo e la sua implementazione inizieranno immediatamente. Grazie per la vostra attenzione su questo argomento." @Middle_East_Spectator

  • Intervento del Prof. Angelo D'Orsi in occasione dell'evento di Sassuolo sulle stragi provocate dai bombardamenti occidentali del convitto di Starobelsk, a Lugansk.

  • Decine di milioni di persone tra Iran e Iraq hanno partecipato alle esequie della Guida Suprema, assassinato insieme alla sua famiglia per ordine dei criminali della coalizione Epstein. Un popolo che ha gridato la sua rabbia ma soprattutto la sua determinazione a non arrendersi. Dopo avere ucciso Ali Khamenei, i tracotanti sionisti e gli imperialisti americani pensavano di avere già vinto e il pupazzo Pahlavi pensava di tornare a Teheran in una passerella trionfale. #WeMustRise hanno gridato gli iraniani e tutto l'Asse della Resistenza. #WeMustRise dovremmo gridarlo anche noi, imparando da loro. Prima di tutto per cacciare le truppe di occupazione delle basi Usa e Nato. #WeMustRise

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