Le perle del Papa
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Lo Spirito creatore di tutte le cose, e lo Spirito Santo che Cristo ha fatto discendere dal Padre sulla comunità dei discepoli, sono uno e il medesimo: creazione e redenzione si appartengono reciprocamente e costituiscono, in profondità, un unico mistero d’amore e di salvezza. Lo Spirito Santo è innanzitutto Spirito Creatore e quindi la Pentecoste è anche festa della creazione. Per noi cristiani, il mondo è frutto di un atto di amore di Dio, che ha fatto tutte le cose e del quale Egli si rallegra perché è “cosa buona”, “cosa molto buona”, come dice il racconto della creazione. Dio perciò non è il totalmente Altro, innominabile e oscuro. Dio si rivela, ha un volto, Dio è ragione, Dio è volontà, Dio è amore, Dio è bellezza. La fede nello Spirito Creatore e la fede nello Spirito che il Cristo Risorto ha donato agli Apostoli e dona a ciascuno di noi, sono allora inseparabilmente congiunte. Lo Spirito Santo è Creatore, è al tempo stesso Spirito di Gesù Cristo, in modo però che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo ed unico Dio. Lo Spirito Santo anima la Chiesa. La Chiesa è il Corpo di Cristo, animato dallo Spirito Santo. I discepoli gioirono al vedere il Signore. L’Amico perduto è di nuovo presente, e chi prima era sconvolto si rallegra. Perché l’Amico perduto non viene da un luogo qualsiasi, bensì dalla notte della morte; ed Egli l’ha attraversata! Egli non è uno qualunque, bensì è l’Amico e insieme Colui che è la Verità che fa vivere gli uomini; e ciò che dona non è una gioia qualsiasi, ma la gioia stessa, dono dello Spirito Santo. Sì, è bello vivere perché sono amato, ed è la Verità ad amarmi. Gioirono i discepoli, vedendo il Signore. Oggi, a Pentecoste, questa espressione è destinata anche a noi, perché nella fede possiamo vederLo; nella fede Egli viene tra di noi e anche a noi mostra le mani e il fianco, e noi ne gioiamo. Perciò vogliamo pregare: Signore, mostrati! Facci il dono della tua presenza, e avremo il dono più bello: la tua gioia. Amen! Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Questa storia ce la raccontano alcune fotografie ingiallite, stampate nelle pagine di un vecchio libro e rimaste silenziose per trent'anni, in attesa di venire alla luce al momento giusto per rivelare al mondo la verità. Trenta lunghi anni, fino a quando, pochi giorni fa, padre Charles Murr, sacerdote cattolico statunitense, noto per le sue analisi sulla crisi della Chiesa e per l'indagine sulle infiltrazioni massoniche in Vaticano, nel corso di una meticolosa ricerca di documentazione per la stesura di un libro sul fantomatico Leone XIV, si è imbattuto proprio in quel volume, riportando alla luce le fotografie e la storia da esse fedelmente documentata. Le immagini, scattate durante il IV Simposio sull'Ecoteologia, tenutosi nel gennaio del 1995 a San Paolo, in Brasile, sono pubblicate nel libro dell’OALA (Organización de Agustinos de Latino América) intitolato "Ecoteología: Una Perspectiva desde San Agustín", di Juan J. Lydon McHugh, che raccoglie gli atti di quel convegno e contiene le foto delle sessioni di lavoro e dei vari momenti di preghiera, di cui postiamo il video originale, con le immagini a colori dell'evento. E accade che tra tutte spicchino alcune nelle quali, senza artifici e senza inganni, un giovane sacerdote, allora missionario agostiniano in Perù, insieme ad altre persone disposte in cerchio su un prato, inginocchiate attorno a un'apacheta, un'offerta rituale deposta sul terreno, partecipa, anche lui inginocchiato e in preghiera, a un rito idolatrico in onore di Pachamama, celebrato da una sorta di sciamano dai tratti somatici marcatamente andini [qui]. Che si tratti di una cerimonia pagana, apertamente dedicata all'idolo satanico, lo stesso intronizzato da JMB a San Pietro nel 2019, è assolutamente innegabile, poiché ogni immagine è corredata da didascalie che ne spiegano il significato; e già è di per sè condannabile che ciò sia avvenuto durante un evento cattolico, e deplorevole che vi abbiano preso parte numerosi religiosi, macchiandosi del peccato di idolatria. Ed è altrettanto innegabile e deplorevole che il sacerdote missionario in evidente raccoglimento, apparentemente anonimo, ma all'epoca figura di spicco dell’OALA, fosse Robert Francis Prevost, colui che oggi siede abusivamente sul Trono di Pietro con il nome di Leone XIV. Sono le pagine del volumetto stesso, lapidarie e inequivocabili, a fugare ogni dubbio sulla sua presenza, presentandolo non soltanto come partecipante, ma addirittura come autorità garante, in quanto coordinatore del Simposio e membro attivo della dirigenza! Il "rito sacro" fu perciò un'attività rigorosamente programmata, e fu proprio RFP a volere fortemente che esso si celebrasse come vero e proprio atto di culto, per dimostrare che la Città di Dio agostiniana abbraccia anche la Madre Terra, e per confermare come i riti ancestrali possano essere integrati nella fede cattolica [qui], dando così vita a una scellerata quanto eretica fusione di dottrine che altera totalmente la purezza della fede. La verità che ne emerge è sconcertante e priva di appello: colui che oggi il mondo considera Papa ha palesemente compiuto con desolante naturalezza atti di pura idolatria e apostasia, prostrandosi a una divinità satanica e macchiandosi di un peccato mortale contro il Primo Comandamento. Dietro la maschera dell'Ecoteologia e col pretesto di onorare la Creazione, RFP ha subdolamente spalancato le porte al panteismo, trasformando la natura nell'oggetto di un'adorazione sacrilega e al contempo in altare di se stessa. E anziché chiedere perdono per lo scandalo di apostasia, sta continuando ad elevare il sincretismo andino a magistero universale, inventandosi la Messa per la custodia del Creato [qui] o la grottesca benedizione del ghiaccio, in un ribaltamento spirituale che, anziché contemplare il Sacrificio di Cristo che libera dal peccato, pone al centro un improbabile dolore della terra che soffre per l'uomo, sostituendo diabolicamente il Sangue versato per la salvezza eterna con la sterile acqua di un ghiacciaio che si scioglie. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Da quando Gesù è sceso nel sepolcro, la tomba e la morte non sono più luogo senza speranza, dove la storia si chiude nel fallimento più totale, dove l’uomo tocca il limite estremo della sua impotenza. Il Venerdì Santo è il giorno della speranza più grande, quella maturata sulla Croce, mentre Gesù muore, mentre esala l’ultimo respiro, gridando a gran voce: “Padre, nelle Tue mani consegno il mio spirito”. Consegnando la Sua esistenza “donata” nelle mani del Padre, Egli sa che la Sua morte diventa sorgente di vita, come il seme nel terreno deve rompersi perché la pianta possa nascere: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). Gesù è il chicco di grano che cade nella terra, si spezza, si rompe, muore e per questo può portare frutto. Dal giorno in cui Cristo vi è stato innalzato, la Croce, che appare come il segno dell’abbandono, della solitudine, del fallimento è diventata un nuovo inizio: dalla profondità della morte si innalza la promessa della vita eterna. Sulla Croce brilla già lo splendore vittorioso dell’alba del giorno di Pasqua. Nel silenzio di questa notte, nel silenzio che avvolge il Sabato Santo, toccati dall’amore sconfinato di Dio, viviamo nell’attesa dell’alba del terzo giorno, l’alba della vittoria dell’Amore di Dio, l’alba della luce che permette agli occhi del cuore di vedere in modo nuovo la vita, le difficoltà, la sofferenza. I nostri insuccessi, le nostre delusioni, le nostre amarezze, che sembrano segnare il crollo di tutto, sono illuminati dalla speranza. L’atto di amore della Croce viene confermato dal Padre e la luce sfolgorante della Risurrezione tutto avvolge e trasforma: dal tradimento può nascere l’amicizia; dal rinnegamento, il perdono; dall’odio, l’amore. Donaci, Signore, di portare con amore la nostra croce, le nostre croci quotidiane, nella certezza che esse sono illuminate dal fulgore della Tua Pasqua. Amen. S.S. Benedetto XVI, il Katéchon Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
La processione delle Palme è anche una processione di Cristo Re: noi professiamo la regalità di Gesù Cristo, riconosciamo Gesù come il Figlio di Davide, il vero Salomone – il Re della pace e della giustizia. Riconoscerlo come Re significa: accettarlo come Colui che ci indica la via, del quale ci fidiamo e che seguiamo. Significa accettare giorno per giorno la sua parola come criterio valido per la nostra vita. Significa vedere in Lui l’autorità alla quale ci sottomettiamo. Ci sottomettiamo a Lui, perché la sua autorità è l’autorità della verità. “Sollevate, porte i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria”. Con la croce Gesù ha spalancato la porta di Dio, la porta tra Dio e gli uomini. Ora essa è aperta. Ma anche dall’altro lato il Signore bussa con la sua croce: bussa alle porte del mondo, alle porte dei nostri cuori, che così spesso e in così gran numero sono chiuse per Dio. E ci parla più o meno così: se le prove che Dio nella creazione ti dà della sua esistenza non riescono ad aprirti per Lui; se la parola della Scrittura e il messaggio della Chiesa ti lasciano indifferente – allora guarda a me, al Dio che per te si è reso sofferente, che personalmente patisce con te – vedi che io soffro per amore tuo e apriti a me, tuo Signore e tuo Dio. Il Signore ci aiuti ad aprire la porta del cuore, la porta del mondo, affinché Egli, il Dio vivente, possa nel suo Figlio arrivare in questo nostro tempo, raggiungere la nostra vita. Amen. S.S. Papa Benedetto XVI, il Katéchon Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Solo quando la Chiesa soffre si può affermare che trionfa, ed Essa ha sempre sofferto. La sofferenza è il suo patrimonio, il suo dominio inalienabile, il suo vero tesoro. Ogni goccia del sangue dei martiri è una perla nella cassetta della Verità. Il cristiano senza la sofferenza è un pellegrino senza bussola. Non arriverà mai al Calvario. È necessario che la Passione di Cristo, compiuta nell'inesprimibile testa coronata di spine, si compia anche nei membri. Il dolore è l'essenza stessa, la colonna vertebrale della vita morale del cristianesimo. Se siamo i "membri di Gesù Cristo", i Suoi stessi membri, è assurdo escludere il dolore dalla nostra vita. Chi è bandito dal paradiso può esigere solo la felicità di soffrire. Léon Bloy, lettera del 1870 Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Il "sempre" è anche un "per sempre". S.S. Papa Benedetto XVI, il Katéchon, nel terzo anniversario della Sua nascita al Cielo. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c'è più nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una necessità o di un'attesa che supera l'umana capacità di sperare – Egli può aiutarmi. Se sono relegato in estrema solitudine... ma l'orante non è mai totalmente solo. S.S. Benedetto XVI, il Katéchon Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
“Caro Bambino Gesù, presto scenderai sulla terra. Porterai gioia ai bambini. Anche a me porterai gioia. Vorrei il Volks-Schott, un vestito verde per la messa e un Cuore di Gesù. Sarò sempre bravo. Cari saluti da Joseph Ratzinger.” La letterina, datata 1934, davvero insolita per un bambino di 7 anni, redatta con la tipica calligrafia corsiva dell’epoca, la Sütterlinschrift, insegnata nelle scuole tedesche, è stata conservata dalla sorella Maria e ritrovata durante i lavori di ristrutturazione della casa di Joseph Ratzinger a Pentling, oggi trasformata in museo, nella Baviera cattolica, profondamente devota. Il piccolo Joseph non chiedeva giocattoli o dolci, ma tre cose semplici e molto particolari. Lo Schott era un messale popolare in lingua tedesca, fornito di testo a fronte in latino, in un'edizione per bambini. Proprio attraverso quel libretto, che lo accompagnò nella sua formazione spirituale, il piccolo Joseph cominciò ad amare la bellezza della liturgia. Una veste sacerdotale per fare il "gioco del parroco" insieme al fratello Georg e un'immagine del Sacro Cuore di Gesù, segno di devozione della spiritualità domestica di tutta la famiglia Ratzinger. La letterina è considerata quasi una "profezia infantile" della futura missione di Joseph Ratzinger: difendere la liturgia, custodire la fede e trasmettere la centralità di Cristo. Il piccolo Joseph era allora solo un bambino innamorato di Gesù, ma questo amore non lo lascerà mai per tutta la sua vita, fino all'ultimo momento, quando, con l'ultimo respiro, ha sussurrato: "Signore, Ti amo !" Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Per i legittimi Pontefici la Santa Vergine Maria è Corredentrice! (Prima parte) PIO IX - Grande è la Nostra fiducia in Maria, che schiacciò con la potenza del suo piede il capo dell’antico serpente; che, collocata fra Cristo e la Chiesa, liberò il popolo cristiano dalle più gravi calamità, dalle insidie e dagli assalti di tutti i nemici, sottraendolo sempre alla morte. Dal momento che Dio ha posto in Maria la pienezza di ogni bene, sappiamo che ogni speranza, ogni grazia, ogni salvezza derivano da Lei, perché questa è la volontà di Colui che stabilì che tutto ricevessimo per mezzo di Maria. Enc. Ubi Primum, 1849 [qui] Come Cristo, mediatore fra Dio e gli uomini, assunta la natura umana, distrusse il decreto di condanna che c'era contro di noi, attaccandolo trionfalmente alla croce; così la Santissima Vergine, unita con Lui da un legame strettissimo e indissolubile, fu insieme con Lui e per mezzo di Lui, l'eterna nemica del velenoso serpente, e ne schiacciò la testa col suo piede immacolato. Riaffermiamo la Nostra più fiduciosa speranza nella Beatissima Vergine, che, tutta Bella e Immacolata, ha schiacciato il capo velenoso del crudelissimo serpente, e ha portato la salvezza al mondo; potentissima mediatrice e riconciliatrice di tutto il mondo presso il suo Figlio unigenito. Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus, 1854 [qui] LEONE XIII - È lecito affermare che dell’immenso tesoro di ogni grazia che il Signore ci ha procacciato, nulla ci viene dato direttamente se non attraverso Maria, per volere di Dio. Dato che nessuno può andare al Sommo Padre se non per mezzo del Figlio, così, di regola, nessuno può avvicinarsi a Cristo se non attraverso la Madre. Maria, potente perché madre dell’Onnipotente, compiacente, benigna, indulgente. Tale ce la offrì Dio stesso quando la elesse Madre del suo Unigenito. Così Gesù la consacrò dalla Croce, quando le affidò, nel discepolo Giovanni, la cura e il sostegno dell’umanità intera. Enc. Octobri mense, 1891 [qui] PIO X - Maria divenne legittimamente degna di riparare l'umana rovina e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue. Per quella comunione di dolori e d'angosce tra la Madre e il Figlio, è stato concesso all'Augusta Vergine di essere la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intero. Poiché Maria è stata associata da Gesù Cristo nell'opera di Redenzione, Ella ci procura de congruo (per pura benevolenza divina) ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ( per giustizia) ed è la suprema dispensatrice di grazie. Gesù siede alla destra della Maestà Divina nell'altezza dei Cieli; Maria siede regina alla destra di Suo Figlio. Enc. Ad Diem Illum Laetissimum, 1904 [qui] Vergine benedetta, Madre di Dio, volgete benigna lo sguardo dal cielo, ove sedete regina, su questo misero peccatore, vostro servo. Esso, dall'intimo del suo cuore vi benedice ed esalta come la più pura, la più bella e la più santa di tutte le creature. Benedice il vostro santo nome, benedice le vostre sublimi prerogative di vera Madre di Dio, sempre Vergine concepita senza macchia di peccato, di Corredentrice del genere umano. Preghiera di riparazione, Acta Apostolicae Sedis, VI, p.108, 1914 [qui] BENEDETTO XV - Ella soffrì e quasi morì con il Figlio suo sofferente e morente, così rinunciò per la salvezza degli uomini ai suoi diritti di madre su questo Figlio e lo immolò per placare la divina giustizia, sicché si può dire che Ella abbia redento con Cristo il genere umano. Evidentemente per questa ragione tutte le diverse grazie del tesoro della redenzione vengono anche distribuite attraverso le mani dell'Addolorata. Lettera Apostolica Inter Sodalicia, 22 marzo 1918, in AAS , X, p. 181 [qui]. I legittimi Papi del passato, ispirati dallo Spirito Santo, hanno contemplato Maria come cuore pulsante della storia della salvezza, riconoscendola degnamente e senza dubbio alcuno, insieme a Suo Figlio, e per i meriti del Suo eterno Sì, Corredentrice nel percorso di Redenzione dell'umanità a Dio. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Per i Santi la Santa Vergine Maria è Corredentrice! Maria cooperò con Cristo alla nostra redenzione. - Sant’Agostino, De sancta virginitate Ella fu associata alla Passione del suo Figlio e partecipò alla nostra salvezza. - San Bernardo di Chiaravalle, Sermones super Missus est Maria è cooperatrice della grazia per il mistero della redenzione. - San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae La Madonna ha preso parte, con amore virginale, all'opera redentrice del Figlio. - Santa Caterina da Siena, Lettere Per la sua obbedienza Maria contribuì alla nostra redenzione. - Sant’Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali La Vergine, con il suo fiat, ha collaborato all'opera salvifica del Redentore. - San Francesco di Sales, Trattato dell’amore di Dio Per il suo sì Maria è Corredentrice per misericordia verso il mondo. -San Luigi Maria Grignion de Montfort, Trattato della vera devozione alla Vergine Maria ha cooperato, con l'amore materno, all'opera redentrice. - Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Le Glorie di Maria Ella offrì il suo cuore e ogni sofferenza in unione con Cristo Redentore. - Santa Teresa d’Ávila, Il Castello Interiore La Madonna è nostra Corredentrice e Mediatrice presso il Figlio. - Santa Veronica Giuliani, Diario Maria cooperò alla nostra salvezza con il suo consenso e con la partecipazione al dolore del Figlio. - Santa Gemma Galgani, Lettere Maria è stata associata alla redenzione come collaboratrice e madre delle anime. - Santa Teresa di Lisieux, Storia di un’anima Maria è nostra Corredentrice perché, per amore, ha dato il suo aiuto alla Redenzione. - Santa Francesca Saverio Cabrini, Scritti spirituali La sua maternità spirituale la rende partecipante all'opera redentrice. - Beato Bartolo Longo, Rosario e missione La Madonna è Corredentrice universale: Ella ha partecipato alla redenzione con la sua sofferenza e il suo sì. - San Massimiliano Kolbe, Scritti mariani La Vergine è stata dispensatrice di grazie in virtù della sua partecipazione alla redenzione. - Beata Lucia di Fatima, Memorie La Vergine è l’archetipo della donna redenta. In lei si manifesta la vocazione femminile alla cooperazione con l’opera redentrice. - Santa Teresa Benedetta della Croce, La donna e il suo destino La Madonna ha voluto associarsi all'opera del Figlio; per questo la chiamiamo Corredentrice. - Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario Sopra la Volta celeste un unico coro si leva, dalle schiere dei Santi, dei Martiri e dei Confessori della Fede: una sola voce, pura e ardente, loda Maria, Corredentrice dell’umanità, Colei che ha condiviso con il Redentore, l’amore, il dolore e la salvezza! Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Il segno più infallibile e sicuro per distinguere un eretico, un uomo dalla dottrina perversa, un reietto, da un predestinato, è che l'eretico e il reietto non hanno altro che disprezzo o indifferenza verso la Santissima Vergine, il cui culto e amore cercano di diminuire con le loro parole ed esempi, apertamente o nascosti e, a volte, con pretesti apparentemente validi. San Luigi Maria Grignion de Montfort, Trattato della vera devozione alla Santa Vergine Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
A fine ottobre 2025 l'Arabia Saudita, riuscendo ad ottenere l'assegnazione dei mondiali di calcio per il 2034, i quali tuttavia potrebbero slittare all'anno successivo per il Ramadan che cadrà tra novembre e dicembre, ha svelato al mondo il grandioso e futuristico progetto del 'Neom Sky Stadium', un’arena avveniristica, sospesa a 350 metri dal suolo e capace di accogliere 46 mila spettatori, che sarà uno dei principali impianti della Coppa del mondo 2034, in programma nel Regno. Il progetto, in linea con la strategia nazionale 'Vision 2030', prevede che lo stadio sorga nel cuore di 'The Line', la città futuristica in costruzione, pensata per ospitare fino a 9 milioni di persone nella regione di Tabuk, nel nord-ovest del Paese. Essa, che in realtà ancora non esiste se non come grandioso progetto, sarà una città lineare e sostenibile, priva di auto, costruita su un'infrastruttura completamente verticale, a sua volta parte del mega-progetto 'NEOM', uno dei più ambiziosi programmi urbanistici mai realizzati, che prevede una struttura lunga 170 chilometri e alta 500 metri. Il 'Neom Sky Stadium', che offrirà una vista panoramica sull’intera metropoli e sarà alimentata interamente da energie rinnovabili, diventerà un simbolo di innovazione e sostenibilità e dovrà essere completato entro il 2032. In realtà, l'imponente edificio richiama chiaramente alla mente l’archetipo della Torre di Babele, da sempre ossessione dei demoni e dei loro accoliti, simbolo di confusione e di hybris, l’orgoglio smisurato che porta l’uomo a superare il proprio ruolo, ignorando sfrontatamente il senso del limite. Il design stesso dello stadio, sospeso nel cielo, con un grande triangolo rovesciato che lo sovrasta, simbolo di inversione e ribaltamento dell’ordine divino e associato da sempre alle forze oscure, sembra evocare un rituale di consacrazione, un’offerta simbolica a idoli satanici. In questa prospettiva, lo 'Sky Stadium' diventa un moderno tempio di adorazione ad oscure entità e riporta alla mente i numerosi spettacoli, veri e propri rituali satanici, che negli ultimi anni hanno aperto o accompagnato le più illustri manifestazioni sportive; ultima tra tutte, in ordine cronologico, l'orrenda parodia dell'Ultima Cena, messa vergognosamente in scena durante l'apertura dei Giochi Olimpici di Parigi, nel luglio dello scorso anno [qui]. In un mondo che riduce lo sport a colossale spettacolo e lo mescola al progresso, fino a fonderlo e confonderlo spudoratamente con esso, lo 'Sky Stadium' non è solo un’impresa architettonica: esso rappresenta piuttosto un monumento all’eccesso e, nello stesso tempo, una sorta di altare moderno, dove il culto del calcio si fonde con l’ossessione per il potere e per la visibilità, e dove la celebrazione dello sport diviene ambiziosa e superba sfrontatezza che si staglia in atto di sfida contro il Cielo. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Quando noi adorando guardiamo l'Ostia consacrata, il segno della Creazione ci parla. Allora incontriamo la grandezza del suo dono; ma incontriamo anche la Passione, la Croce di Gesù e la Sua Risurrezione. Mediante questo guardare in adorazione, Egli ci attira verso di sé, dentro il Suo mistero, per mezzo del quale vuole trasformarci come ha trasformato l'Ostia. L'Ostia è la nostra manna con la quale il Signore ci nutre, è veramente il pane dal cielo, mediante il quale Egli dona se stesso. Nella processione noi seguiamo questo segno e così seguiamo Lui stesso. E lo preghiamo: Guidaci sulle strade di questa nostra storia! Mostra alla Chiesa e ai suoi Pastori sempre di nuovo il giusto cammino! Guarda l'umanità che soffre, che vaga insicura tra tanti interrogativi; guarda la fame fisica e psichica che la tormenta! Dà agli uomini pane per il corpo e per l'anima! Dà loro lavoro! Dà loro luce! Dà loro Te stesso! Purifica e santifica tutti noi! Facci comprendere che solo mediante la partecipazione alla Tua Passione, mediante il "sì" alla Croce, alla rinuncia, alle purificazioni che Tu ci imponi, la nostra vita può maturare e raggiungere il suo vero compimento. Radunaci da tutti i confini della terra. Unisci la tua Chiesa, unisci l'umanità lacerata! Donaci la tua salvezza! Amen! S.S. Papa Benedetto XVI, il Katéchon Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Il 9 luglio 2025, presso la residenza privata di Castel Gandolfo, nella splendida cornice del Borgo Laudato Si' [qui], RF Prevost, nelle vesti farlocche di Leone XIV, ha celebrato per pochi eletti la prima Messa per la cura del Creato, una nuova Messa ecologica donata al mondo a piene mani dal degno successore di JMB, che nel 2024 aveva già approvato quella abominevole con il Rito Maya [qui]. E come in ogni staffetta che si rispetti, il nuovo formulario [qui] della Messa 'pro custodia creationis' giunge a compimento per opera sua, che ne ha raccolto il testimone da JMB, a dieci anni dalla pubblicazione dell'Enciclica 'Laudato sì' sulla cura della casa comune. Esso prevede un nuovo rito che, ponendosi nel solco della nuova religione naturalista, immanentista e neopagana da quello sciaguratamente inaugurata, ricalca l'ideologia delle popolazioni non evangelizzate, per cui la natura, adesso sacralizzata, diviene una "cattedrale naturale" [qui] in cui persino il valore dell'Eucaristia viene stravolto, ed Essa non è più mezzo salvifico di Redenzione ma "divinizzazione della Creazione" [qui]. E per dare legittimità a questa terribile eresia e camuffarla da verità, Prevost ha approvato lo stesso formulario servendosi senza ritegno di una citazione di Papa Benedetto XVI [qui], a sua volta già manipolata ad arte da JMB nella Laudato sì n. 236. Proprio qui, infatti, JMB aveva scritto che “nel Pane eucaristico, [e qui cita Benedetto XVI], ‘la Creazione è protesa verso la divinizzazione, verso le sante nozze, verso l’unificazione con il Creatore stesso’. E continua a parole sue con una grave eresia: "L’Eucaristia è anche fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il Creato”. Dunque, JMB prima e RFP adesso affermano spudoratamente che l'Eucaristia, lungi dall'essere il Corpo di Cristo offerto in sacrificio per la Redenzione degli uomini, diviene fonte di luce per la protezione dell'ambiente e soprattutto divinizzazione della Creazione, omettendo vergognosamente le frasi successive del Santo Padre: "Nell'Ostia consacrata, il segno della Creazione ci parla. Allora incontriamo la grandezza del suo dono; ma incontriamo anche la Passione, la Croce di Gesù e la sua Risurrezione." Nell'omelia di Benedetto XVI non vi è alcun accenno a una divinizzazione della Creazione, ma questa diviene dono altissimo soltanto se in unione con Cristo e con il Suo sacrificio; soltanto in virtù di questo vi è una nuova Creazione, nella quale quella iniziale viene completamente trasformata e trasmutata in Cristo. Persistendo lungo la strada della menzogna, durante la sua imbarazzante omelia [qui], il falso Papa ha riproposto la lettura di molti episodi del Vangelo in un'ignobile prospettiva ecologica, per cui Gesù viene presentato come una sorta di ambientalista, attratto da fiumi e laghi lungo i quali radunava le folle, e le cui parabole "rivelano un profondo legame col ritmo delle stagioni e la vita delle creature"; un Gesù indignato, la cui vicenda salvifica, umana e divina, si riduce all'invito ad ascoltare il grido della terra e a custodire il Creato. E se l'ideologia ambientalista prevostiana, ribaltando i princìpi del Cattolicesimo, sostituisce la comunione spirituale con Dio con una sterile armonia con il Creato, per cui l'uomo diviene parte di quella natura alla quale adesso egli, prostrato, deve il suo culto, con la Messa custodia creationis celebrata a specchio sul bordo del laghetto RFP ha in realtà officiato una Messa invertita, con l'altare rovesciato, ed eseguito un rito simile a quelli delle comunità peruviane, con cui ha interagito per anni, in offerta alla madre terra. Il riflesso sull'acqua realizza infatti l'inversione del cielo e della terra e, proiettando la terra in alto, sovverte il Cosmo, realizzando di fatto una sorta di Creazione capovolta. Una liturgia del rovescio quella di RFP, estranea a Dio, nella quale la fede, privata della Croce, non salva, non redime, ma diviene squallido teatro dell'illusione. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Il 2 febbraio 2023 un JM Bergoglio sempre più orientato verso il culto della natura, da sostituire progressivamente ma inesorabilmente a quello di Dio, ha avviato il complesso progetto di natura ecologica e spirituale, ormai divenuto realtà tangibile, del Borgo Laudato Si’, per promuovere e realizzare l'educazione e la formazione all’ecologia integrale, alla conversione ecologica e alla cura della casa comune, applicando in tal modo in forma concreta i princìpi da egli stesso proclamati nel 2015 nella sua Enciclica Laudato Si' [qui]. Attraverso il Chirografo di istituzione [qui], cioè il documento firmato di propria mano, tra una citazione buttata lì a caso su Dio e una su San Francesco, JMB esprime le autentiche motivazioni che lo hanno animato per la realizzazione di questo immenso progetto: "la cura della casa comune, la promozione dello sviluppo sostenibile e integrale in relazione con l'ordine naturale e con le leggi che lo governano, lo sviluppo di nuovi atteggiamenti e stili di vita in grado di favorire la tanto auspicata conversione ecologica". Nello stesso documento, coniugando la grande determinazione verso il compimento del suo progetto con una volontà dispotica e autoritaria, JMB, da perfetto dittatore, ha istituito il Centro di Alta Formazione Laudato Si', "organismo scientifico, educativo e di attività sociale, operante per la formazione integrale", posto direttamente sotto la sua personalissima attenzione e retto da organi di governo nominati direttamente ed esclusivamente da lui [qui]. Così, in una splendida cornice naturale, su 55 ettari comprendenti meravigliosi terreni agricoli e i giardini storici di Villa Barberini e delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, JMB ha realizzato il Borgo Laudato Si', un microcosmo armonico dove laboratori di economia circolare e generativa convivono con orti biologici che impiegano, nel ruolo di custodi, guide e giardinieri, quelle che, secondo la logica tutt'altro che cristiana del falso Papa, rappresentano le cosiddette "persone di buona volontà": migranti, donne vittime di violenza, disabili ed ex detenuti, professanti qualunque fede e appartenenti a qualsiesi credo religioso, nell'ottica del 'Todos! Todos! Todos!' di bergogliana invenzione. Il Borgo s'impone, tra le altre cose, anche come centro di alta formazione, nel quale sono contemplate una serie di attività volte a realizzare una bislacca fraternità ecologica, e il cui comune denominatore è il culto della natura attraverso la promozione dell’ecologia integrale, e vede tra le tante presenze anche quella di alcuni volontari pronti ad offrire il proprio servizio per un quantomai distorto amore del Creato. È il caso di tre giovani seminaristi [qui] che, giunti in questa sorta di paradiso ecologico da tre diocesi molto povere del Messico per vivere l'ecologia integrale, lungi dallo sperimentare un'esperienza spirituale di tipo ascetico e contemplativo tipica degli antichi monasteri, hanno palesemente confuso il Borgo, perfetto nei suoi meccanismi ed equilibri, ricercati e indotti artificialmente, con il Creato vero e proprio, che esiste e persiste con tutte le sue problematiche al di là di questo palcoscenico green creato ad arte, all'interno del quale ciascuno recita un ruolo nel sogno ecologico di JMB. Il tutto in uno scenario perfettissimo, plastico, quasi finto, paradossalmente innaturale nella sua spasmodica ricerca della naturalità, il cui ritmo è scandito da un'armonia naturale costruita in cui ogni aspetto si fonde col tutto e ne diventa parte integrante, e l'uomo stesso diviene elemento della natura. Uno scenario che impone una vergognosa teologia della sostituzione, per cui la spiritualità cristiana viene sostituita da una non meglio precisata spiritualità ecologica, la conversione dal peccato da una fantomatica conversione ecologica e l'armonia con Dio, da ricercare attraverso i Sacramenti, viene sostituita da una sterile armonia con la natura, in cui non vi è nessuno spazio per Cristo e per la salvezza eterna donata attraverso il Suo Sacrificio. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
A Nicodemo che, nella sua ricerca della verità, viene di notte con le sue domande da Gesù, Egli dice: "Lo Spirito soffia dove vuole". Ma la volontà dello Spirito non è arbitrio. È la volontà della verità e del bene. Perciò non soffia da qualunque parte, girando una volta di qua e una volta di là; il suo soffio non ci disperde ma ci raduna, perché la verità unisce e l'amore unisce. Lo Spirito Santo è lo Spirito di Gesù Cristo, lo Spirito che unisce il Padre col Figlio nell'Amore che nell'unico Dio dona ed accoglie. Egli ci unisce talmente che san Paolo poteva dire una volta: "Voi siete uno in Cristo Gesù". Lo Spirito Santo, col suo soffio, ci spinge verso Cristo. Lo Spirito Santo opera corporalmente; non opera soltanto soggettivamente, spiritualmente. Ai discepoli che lo ritenevano solo uno "spirito", il Cristo risorto disse: "Sono proprio io! Toccatemi e guardate; un semplice spirito – un fantasma – non ha carne e ossa come vedete che io ho". Egli è rimasto l'Incarnato e continua sempre ad edificare il suo Corpo, fa di noi il suo Corpo. Lo Spirito soffia dove vuole, e la sua volontà è l'unità fatta corpo, l'unità che incontra il mondo e lo trasforma. Preghiamo dunque Dio Padre, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, nella grazia dello Spirito Santo, affinché la celebrazione della solennità di Pentecoste sia come fuoco ardente e vento impetuoso per la vita cristiana e per la missione di tutta la Chiesa. Su tutti voi invoco l'effusione dei doni dello Spirito, perché anche in questo nostro tempo possa aversi l'esperienza di una rinnovata Pentecoste. Amen! S.S. Papa Benedetto XVI, il Katéchon Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Mercoledi 7 maggio 2025, il giorno precedente all'elezione di RF Prevost come nuovo falso Papa, sul quotidiano Il Foglio, e in particolare nella rubrica dedicata alle lettere al direttore, è apparso un misterioso trafiletto che anticipava il nome di colui che sarebbe da lì a poco salito al Soglio pontificio. Il trafiletto, firmato da Vincenzo Agostini, in sole sei righe annunciava: «Essendo sul Monte Athos il giorno della morte di Papa Francesco, una locale intelligenza bizantina mi ha riferito che il prossimo Papa sarà Leone XIV. Il nome terreno lo si ricava facilmente». Un messaggio misterioso e alquanto bizzarro, nel quale lo scrivente affermava di aver ricevuto, in modo altrettanto misterioso, sul Monte Athos, luogo ricco di misticismo e ascetismo, il 21 aprile, cioè appena diffusasi la notizia della morte di JM Bergoglio, da una non precisata "intelligenza bizantina", forse un monaco, un asceta, o magari una fonte legata ai servizi segreti, una soffiata sul nome del nuovo "Papa" che sarebbe stato eletto proprio il giorno successivo alla pubblicazione della sua lettera al direttore. Il mistero sembrava infittirsi all'indomani dell'Habemus Papam, quando il nome dell'autore del conciso messaggio sembrò creato apposta per indicare il neo eletto, in quanto il "vincente" Prevost sarebbe stato un agostiniano. Tuttavia Vincenzo Agostini non è un nome inventato, ma appartiene a un imprenditore bellunese il quale, intervistato dal Corriere del Veneto [qui] e cambiando le carte in tavola, non ha più fatto evidentemente riferimento a nessuna fonte bizantina misteriosa, bensì ha parlato di una, a nostro avviso, quanto mai improbabile intuizione, derivata da una "esperienza [che] mi ha aiutato a riflettere e a connettermi con lo spirito dei tempi". La lettera al direttore, così come la pubblicazione del libro 'Il sigillo del Leone'[qui], avvenuta ben quattro giorni prima dell'elezione invalida di Prevost, sono episodi apparentemente bizzarri, ma serviti a legittimare pubblicamente una scelta fatta già altrove e precedentemente, di sicuro al di fuori del già di per sé invalido Conclave. Il successore del falso Papa JMB era stato preparato da tempo, e lo dimostra la rapida ascesa di RF Prevost alle maggiori cariche ecclesiastiche, avvenuta in pochi mesi: dalla nomina a Prefetto del Dicastero per i vescovi del gennaio 2023, alla sua creazione a cardinale, avvenuta soltanto otto mesi prima del Conclave. Il falso Pontificato di Prevost rappresenta chiaramente una continuità con quello di Bergoglio, mostrandosi esteriormente in modo molto più 'cattolico', per così dire, e di certo più rassicurante, in quanto mantiene le forme esteriori del culto; ma anche più subdolo e ambiguo nella sostanza, e ciò è già evidente nel mantenimento della struttura sinodale e del sincretismo religioso. Un falso Pontificato dunque, che perfeziona quello di Bergoglio, sublimandolo nella sua natura antipapale; che, per mascherare la veste usurpata dell'argentino venuto dalla fine del mondo, si presenta adesso negli abiti regali dei legittimi Pontefici, preziosi e bellissimi, ma ormai spenti della luce dello Spirito Santo e vuoti del Munus petrino. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
La notte del 5 maggio 2025, due giorni prima dell'inizio del falso Conclave, un violento temporale colpì Roma. Poco prima delle tre di mattina, infatti, si udirono alcuni forti boati provocati dai tuoni, seguiti da fulmini molto forti; poi cominciò a piovere [qui] e [qui]. Il pomeriggio di quello stesso giorno suor Marilis Pineiro incontrò un vecchio amico, che aveva avuto il piacere di conoscere molti anni prima a Front Royal, in Virginia, mentre lei lavorava alla nunziatura di Washington, il dott. Robert Moynihan, giornalista americano, insigne vaticanista, nonché fondatore e caporedattore della prestigiosa rivista 'Inside the Vatican' [qui]. Così, prendendo un caffè insieme e cominciando a chiacchierare, il loro discorso cadde proprio sui tuoni della notte precedente, così forti da far pensare quasi a delle esplosioni. La suora raccontò al vecchio amico che, udendo i boati e vedendo i forti bagliori illuminare il cielo, era uscita sul balcone del suo appartamento, riuscendo ad immortalare uno di quei fulmini. Non uno qualsiasi, ma proprio quello che in quel momento si era abbattuto sulla Cupola di San Pietro, così com'era successo la sera dell'11 febbraio 2013, giorno delle dimissioni invalide di Papa Benedetto XVI, e gli mostrò sul telefono l'immagine scattata quella notte. La foto è chiarissima: il fulmine è sceso diretto sulla Cupola di San Pietro, e poi si è diramato in altri due fulmini che hanno continuato a scendere in due rami distinti, attanagliando la stessa. Il dott. Moynihan, ravvisando l'eccezionalità del fatto per il luogo e la data in cui è accaduto, la Basilica di San Pietro proprio in prossimità dell'inizio del falso Conclave, e probabilmente cogliendo in quel fulmine un funesto presagio mandato dal Cielo, chiese alla suora di poterne pubblicare la foto nella sua rinomata rubrica "The Moynihan Letters", "Le lettere di Moynihan", in modo da poterla diffondere; così facendo, l'immagine è giunta fino a noi [qui]. Alla luce di questo nuovo simbolico evento, immortalato e diffuso da due figure di comprovata professionalità e grande prestigio, appare singolare l'intreccio tra fulmini, come segni dal Cielo, vicende, date e simboli legati alla successione petrina, interrottasi con le dimissioni invalide di Papa Benedetto XVI. Come già ricordato sopra, un fulmine si era abbattuto sulla Cupola di San Pietro a poche ore dalla 'Declaratio' di Papa Benedetto XVI, con la quale rinunciava all'esercizio delle proprie funzioni (Ministerium), mantenendo però il Potere Spirituale ( Munus) e facendosi porre in Sede impedita, rappresentando un cattivo presagio per la Chiesa e per il mondo, poi concretizzatosi con l'avvento della falsa chiesa, eretica e apostata [qui]. Un altro fulmine ha letteralmente polverizzato la Chiave e l'aureola della statua di San Pietro [qui], posta all'entrata del Santuario della Madonna del Rosario di San Nicolas [qui], a nord di Buenos Aires, città natale di JM Bergoglio, la notte del 17 dicembre 2023, proprio nella data funesta del suo compleanno e, nello stesso tempo, giorno precedente alla pubblicazione della diabolica "Fiducia supplicans" [qui]. Anche il fulmine del 5 maggio, che attanaglia il simbolo per eccellenza della Chiesa cattolica, San Pietro, ci mette in guardia sul funesto risultato sancito dal falso Conclave, e sulla continuità della successione di antipapi, apertasi con il defunto argentino venuto dalla fine del mondo e proseguita adesso dal suo successore RF Prevost: secondo la nostra interpretazione, la Chiesa è attanagliata, chiusa in una morsa, da due forze che sembrano diverse (i due rami del fulmine), ma hanno la stessa unica origine e sono generate da un unico intento. Ma il Signore realizzerà un bene più grande da questa prova finale: la separazione del grano dalla pula e la purificazione definitiva della Sua Chiesa e, così come ha promesso, le porte dell'inferno non prevarranno su di Essa. (Fotografia protetta da copyright di Marilis A. Pineiro. Si prega di citare la fonte per ogni ripubblicazione) Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Il 13 maggio 1981, durante un'udienza in Piazza San Pietro in Vaticano, Papa Giovanni Paolo II fu bersaglio di un terribile e vile attentato. Mehmet Ali Ağca, un estremista turco, sparò tre colpi contro il Pontefice, ferendolo gravemente. Il Papa fu immediatamente trasportato d'urgenza in ospedale, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza per salvargli la vita e da lì a poco si riprese miracolosamente. Il 13 maggio 1982, l'anno successivo, Papa Giovanni Paolo II si recò a Fatima, in Portogallo, per ringraziare la Vergine Maria per aver interceduto per la sua vita durante l'attentato. La Santa Vergine di Fatima deviò il proiettile, che sfiorò gli organi vitali, destinato a uccidere il Papa, e gli salvò la vita. Durante questa visita, donò al Santuario della Madonna di Fatima il proiettile che lo colpì, che entrò perfettamente in un foro nella corona della Vergine, nella quale fu incastonato. Nel 1983 Giovanni Paolo II sorprese il mondo visitando Ağca in prigione. Durante l'incontro, il Papa perdonò il suo aggressore. Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa
Ci risiamo! Il Santuario del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, situato sulla cima del Monte Corcovado, così come aveva fatto per JM Bergoglio proprio nel mese di maggio dello scorso anno per pubblicizzare il suo libro "Life, la mia storia nella Storia" [qui], e nel febbraio scorso per sostenerlo durante il suo soggiorno in ospedale [qui], ha osato nuovamente profanare la magnificente statua per la quale, paradossalmente, esiste e da cui prende il nome, raffigurante Cristo che abbraccia simbolicamente la città [qui], facendovi proiettare sopra la bella immagine di Robert Francis Prevost, immortalato nel momento della falsa proclamazione al Soglio pontificio con il nome di Leone XIV. L'effetto visivo è certamente molto bello, emozionante, talvolta commovente; ma anche tragico, a nostro avviso, poiché è nuovamente la statua di Cristo, a essere usata squallidamente come maxi schermo per dare estrema visibilità e rivestire di immenso prestigio i cosiddetti 'Papi' non validamente eletti. Nessun legittimo Pontefice ha mai ardito a tanto! Nessun Papa ha mai osato sovrapporre la propria immagine a quella di Nostro Signore Gesù Cristo! Ma probabilmente, all'interno della falsa chiesa, dev'essersi diffusa l'idea assai bislacca che, anteponendo la propria immagine in modo cosi irriverente sulla statua di Cristo, si ottenga automaticamente quell'investitura divina che, in realtà, non c'è affatto! Unisciti al canale https://t.me/leperledelpapa