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Buridda nella Città di Sotto

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@lsoaburiddaитальянский

Laboratorio Sociale Occupato Autogestito Buridda

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  • Oggi sono due anni da quando l'Università di Genova ci ha sgomberati . Due anni di vuoto, due anni di porte chiuse, di piazzale Gagarin non vissuto. Due anni di socialitá negata, di silenzio, di abbandono. Due anni di concerti non realizzati, cene non preparate, programmi radio non on line. Due anni di laboratori di circo, falegnameria, saletta djs, camera oscura e molti altri...chiusi . Due anni senza la possibilità di incontrarsi per progettare il futuro, creare un'alternativa, cercare possibili altri punti di vista. In questi due anni abbiamo sempre monitorato quella che sarà sempre la casa fisica della Buridda. Sono comparse impalcature, poi successivamente una copertura sul tetto dove tante volte noi siamo stati a fare manutenzione. Qualcuno ci ha fatto sapere timidamente che il progetto del famoso studentato nuovo procede ...che si realizzerà. Il Rettore Federico Delfino intanto sta lasciando il suo magnifico rettorato all'università e il futuro dell'ateneo non ci sembra più roseo del passato che lui stesso ha compiuto nelle mura di via balbi. Lo sgombero della nostra realtá è sicuramente servito per dare un segnale di amicizia all'allora giunta destroide di Bucci. Ne siamo consapevoli e lo ribadiamo se non fosse già chiaro a tutti e tutte. Come con Via Bertani, all'epoca della giunta Doria e lasciato all'abbandono e al pericolo di crollo, ci ritroviamo con un edificio enorme in corso Montegrappa, vittima della speculazione universitaria. Un fallimento per Federico Delfino, e sicuramente un fallimento per la città che si ritrova dopo due anni con sempre meno spazi sociali, piena di supermercati e locali, e senza la possibilità di costruire e immaginare una città migliore. Ci manchi Buridda, ma noi non molliamo e come ci hai insegnato tu, serriamo i tentacoli per attaccare ancora. Buridda Vive ! La foto è dell'anno scorso perchè con tutte quelle impalcature fuori, proprio non ci piace.

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  • SUL CORTEO "IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO" La piazza del 19 luglio a Genova è stata una piazza importante, il cui esito non era scontato, partecipata da migliaia di persone, soprattutto giovani compagne e compagni. Lo "Spezzoni giovani", che si è dato appuntamento davanti alla scuola Diaz per poi raggiungere piazza Carlo Giuliani ne è stato il cuore pulsante a partire dal rifiuto della guerra e dell'arruolamento ad essa. La piazza ha ribadito quella che è realtà che abbiamo davanti e con cui dobbiamo scontrarci. Prima la chiusura simbolica di una sede neofascista, poi l'azione pirotecnica alla sede degli industriali: due facce della stessa medaglia che concorrono nello sfruttamento, nella guerra e nella repressione. In mezzo ci siamo noi che, scendendo per via Tolemaide, abbiamo lasciato sulle mura della ferrovia l'immensa scritta "Carlo Vive". Durante il corteo abbiamo dovuto, con rabbia, dare anche la notizia dell'ennesimo omicidio delle forze di polizia, stavolta a Bologna ai danni di un facchino immobilizzato, ammanettato mani e piedi, e soffocato da due agenti. Una scena identica a quella che avevamo già visto a Firenze con Magherini e che riporta la mente a Aldrovandi, Cucchi, Uva e tutti gli altri: fatti che restituiscono lo scarto tra l'idea di "sicurezza" promossa dalle istituzioni e quella rivendicata dalle classi popolari. Con ancora più forza il corteo allora ha intonato il coro "siamo tutti Carlo Giuliani". In piazza De Ferrari, a conclusione della giornata, ci siamo allora presi il tempo per parlare ancora di noi, perché laddove il capitale stipula i propri accordi sulla deportazione, gli affari di guerra e il tintinnio delle manette, il nostro patto non può che fondarsi sulla resistenza e la solidarietà. Per questo era importante registrare l'errore che ha segnato la fase immediatamente successiva il G8 del 2001 e assumerlo come tale, per farsi gli anticorpi necessari per non tornare a commetterlo. Stiamo parlando del meccanismo divisivo innescato dalla narrazione "sugli infiltrati" e la divisione tra "buoni e cattivi": la solidarietà travalica la complicità o l'affinità con una determinata pratica, ma deve estendersi senza distinguo a tutti coloro che, anche con pratiche diametralmente opposte, aspirano a cambiare questo mondo. La giornata del 19 luglio ci lascia in dote tutto o niente. Dipende solo da come noi gli daremo testa, pancia e gambe. Non sta nel nostro interesse capitalizzare una giornata, per quanto riuscita, per costruire un'area politica o un nuovo perimetro. La sfida è più ambiziosa: rimettere al centro il dibattito e la pratica sui temi che abbiamo iniziato a sviluppare con il convegno e l'assemblea del 4 luglio, immaginare e dotarci degli strumenti necessari a stimolare un piano di massa a partire dalla comunicazione indipendente, organizzare un processo di ricomposizione. Proprio per questo nelle prossime settimane daremo maggiori dettagli sull'organizzazione di un dibattito nazionale che si alterni tra tavoli tematici e assemblea plenaria. IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO!

  • Oggi più di 13000 persone hanno riattraversato alcune strade di quel Luglio 2001, lasciando il segno tangibile e indiscutibile che un altro mondo non solo è possibile ma necessario. Con Carlo nel cuore e nella lotta , sempre con noi ✊🏽 Questo è solo l'inizio. In ogni caso nessun rimorso Genova , luglio 2026 25 esimo G8 2001

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  • 19 июл.2621из GenovaAntifa

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  • 19 июл.236из GenovaAntifa

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  • 19 июл.2211из GenovaAntifa

    ‼️segnaliamo posti di blocco alle uscite autostradali per genova‼️

  • 18 июл.30281из misudantifa

    Per Carlo. Per chi c'era. Per chi continua a lottare.

  • 16 июл.2 04718

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  • 16 июл.2 10217

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  • 16 июл.2 040217

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  • 15 июл.342из GenovaAntifa

    Ma gossip a parte, per chi come noi ha scelto l’antifascismo militante come stile di vita non è possibile accettare questa ulteriore accelerazione verso maggiore controllo, verso l’utilizzo di strategie di guerra sempre più coercitive, di sorveglianza e di repressione. Domenica 19 a Genova è stato chiamato un corteo nazionale per ricordare tutto ciò che sono state le giornate del G8 del 2001! L’appuntamento per tutte le antifasciste e tutti gli antifascisti è dalle ore 15.30 con ritrovo in piazza Carlo Giuliani, attraverseremo la città con lo stesso scintillìo negli occhi di 25 anni fa, ma con maggiore consapevolezza che avevamo ragione noi! Ci vediamo nelle strade! #inognicasonessunrimorso

  • 15 июл.274из GenovaAntifa

    Domani a Washington andrà in scena il primo vertice mondiale anti-Antifa tanto voluto da Trump. Nonostante il poco preavviso con cui è stato diramato l’invito ad un evento di tale portata, hanno immediatamente confermato la loro presenza i Capi di Stato più destrorsi che possiamo immaginare, Argentina, Ungheria e chi più ne ha più ne metta. Come sempre è singolare la reazione della nostra Presidente del Consiglio che, se inizialmente pareva intenzionata ad inviare al summit una semplice figura diplomatica, tanto per dire ci siamo, dopo qualche ripensamento ha annunciato l’invio negli USA del sottosegretario agli Interni Nicola Molteni… probabilmente l’avrà reputata un’occasione troppo ghiotta per non provare a rientrare nelle grazie del biondo Tycoon.

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  • Dopo il Convegno/Assemblea del 4 luglio, APPELLO E RILANCIO DEL CORTEO DEL 19 LUGLIO La giornata del 4 luglio al CAP di Genova è stata un passaggio importante, tutt'altro che scontato. Dalla mattina alla sera si sono susseguiti interventi che hanno approfondito l'analisi della fase che stiamo vivendo, individuando i terreni su cui sarà importante intervenire per contrastare la deriva verso uno Stato di polizia al servizio della guerra. È impossibile racchiudere in poche righe la ricchezza e la complessità di quanto discusso durante la giornata. Per questo lavoreremo nei prossimi giorni sui contributi raccolti, per pubblicarli e condividerli sul sito inognicasonessunrimorso.org. Sarà un primo passo per renderli disponibili anche a chi non c'era, perché possano essere discussi, criticati, migliorati e poi tradotti in pratica concreta. Adesso tutte le energie sono concentrate sulla riuscita della giornata del 19 luglio a Genova. Il preconcentramento è fissato per le 14.30 davanti alla scuola Diaz, da dove partirà lo spezzone giovanile per raggiungere piazza Carlo Giuliani (Alimonda) dove, alle 15.30, è fissato il corteo nazionale "IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO". Sarà un corteo che darà voce alla voglia di organizzarsi contro la guerra, il fascismo e contro il continuo peggioramento delle condizioni di vita di milioni di lavoratori e lavoratrici. Sarà un corteo capace di guardarsi indietro per riconoscere e rivendicare la storia da cui veniamo, senza però cadere nella retorica commemorativa: i nostri piedi restano saldamente piantati nel presente, mentre lo sguardo è rivolto al futuro. Davanti ad un sistema che legittima e normalizza il linguaggio della deportazione, noi ci dichiariamo "non assimilati". Non lo siamo e mai lo saremo rispetto alla società che produce tre morti al giorno sul lavoro, il genocidio e l'arruolamento forzato, che rapina e saccheggia ogni risorsa per alimentare la macchina della guerra. Questo è un sentimento condiviso e diffuso ma che fatica a trovare spazio soffocato da una propaganda martellante che continua a inventare falsi nemici, per scaricare nella guerra tra poveri le contraddizioni generate dalla società della disuguaglianza e della repressione. La piazza del 19 luglio chiama le classi popolari a scendere in strada. Chiama i giovani che non vogliono essere carne da macello sul lavoro né carne da cannone al fronte. Chiama le famiglie costrette a fare i conti con mutui, affitti, bollette e spese che le buste paga non riescono più a coprire. Chiama gli anziani che dopo una vita di lavoro vengono lasciati soli, senza cure né assistenza adeguate, se non quelle private che le pensioni non bastano mai a coprire. Chiama chi oggi è costretto a lavorare sotto il sole cocente o in capannoni a 40° e magari domani si troverà con la casa alluvionata perché la crisi climatica è anch'essa una questione di classe. Chiama le donne che subiscono lo sfruttamento di un sistema patriarcale e con loro chi subisce la discriminazione che esso produce su identità e orientamento sessuale. Chiama in piazza chi autogestisce spazi altrimenti lasciati all'abbandono e poi preda di speculatori e palazzinari, contro la politica degli sfratti, degli sgomberi e della desertificazione sociale. Con Carlo nel cuore e per tutte e tutti coloro che non potranno essere con noi - perché caduti o condannati dai tribunali come "colpevoli di lottare" - saremo in piazza per riaffermare la nostra voglia di riscatto: perché sappiamo che potremo conquistarlo solo con la lotta e le nostre forze. Saremo in piazza per un mondo che superi le logiche di guerra e sfruttamento, che non solo é possibile, ma che ormai è assolutamente necessario.