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  • Breve Storia della Tribù Cheyenne https://nativiamericani.org/tribu/

  • Leonard Peltier: “La mia libertà è un’illusione” dopo 50 anni di carcere https://nativiamericani.org/2026/03/19/leonard-peltier-la-mia-liberta-e-unillusione-dopo-50-anni-di-carcere/

  • Analisi Storica: Il Contesto della Lettera del Maggiore Raines (Maggio 1860) 24 Lug , 2026 - Storia La lettera del Maggiore Gabriel James Rains (spesso scritto Raines) all’Assistente Aiutante Generale, datata 10 maggio 1860 e inviata da Fort Humboldt, si inserisce in uno dei periodi più oscuri e complessi della storia della California settentrionale. Sebbene il testo integrale della lettera non sia facilmente reperibile negli archivi digitali pubblici, un’analisi approfondita del contesto […] https://nativiamericani.org/2026/07/24/analisi-storica-il-contesto-della-lettera-del-maggiore-raines-maggio-1860/

  • https://youtu.be/jqBH1nEDMpU?si=ZYZ6wDA1HmMeumB7

  • https://youtu.be/XTh8WYwUQKU?is=vsgs-dFx9lXuD7NU

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  • Chi era davvero il generale Oliver Otis Howard? fu soltanto un ufficiale dell'esercito degli Stati Uniti oppure uno dei pochi uomini che cercarono sinceramente la pace con gli Apache? leggi l'articolo completo sul blog https://nativiamericani.org/category/storia/

  • Nuovo Articolo su Nativi Americani Toro Seduto - La Leggenda del Grande Capo Lakota La storia completa di Tatanka Iyotake: dalla sua ascesa come guerriero alla vittoria di Little Bighorn, fino alla cronologia dettagliata della morte del grande guerriero Lakota (15 dicembre 1890). Leggi l’articolo → https://nativiamericani.org/category/capi-nativi-americani/

  • I nomi come Apache, Black Hawk o Cheyenne evocano immagini di guerrieri feroci e indomiti, ma questi stessi popoli hanno subito enormi perdite e ingiustizie per mano delle forze armate statunitensi [2]. L’uso di questi nomi per armi moderne può essere visto come un tentativo di glorificare un passato conflittuale o di cooptare l’identità nativa americana senza affrontare le questioni storiche e contemporanee di giustizia e sovranità tribale. Conclusioni La pratica di denominare elicotteri e missili con nomi nativi americani è un esempio della complessa e spesso contraddittoria relazione tra i popoli indigeni e la società dominante negli Stati Uniti. Mentre alcuni la considerano un tributo, altri la vedono come un’ulteriore forma di appropriazione culturale che ignora le sofferenze storiche e le sfide attuali affrontate dalle nazioni tribali. Comprendere queste diverse prospettive è fondamentale per un dialogo più informato e rispettoso sul significato e l’impatto di tali denominazioni. Riferimenti 1. Why Army helicopters have Native American names - Army.mil 2. The U.S. military’s ongoing slur of Native Americans - The Washington Post 3. Why US Army Helicopters Are Named After Native Americans - VOA News 4. Apache, Blackhawk, Chinook: Why Army helicopters are given Native American names - ABC11

  • Ecco a voi ragazzi un piccolo dossier su la domanda che ci ha posto l’amico Fred74 buona lettura Nomi Nativi Americani per Elicotteri e Missili: Una Prospettiva Complessa Introduzione L’esercito degli Stati Uniti ha una lunga tradizione di denominazione di elicotteri e missili con nomi di tribù o figure native americane, come Apache, Black Hawk, Chinook e Tomahawk [1] [3]. Questa pratica, che risale a prima del 1947, quando l’Air Force si separò dall’esercito, è stata spesso presentata come un omaggio alla forza e all’agilità dei guerrieri indigeni [1] [3]. Tuttavia, la percezione di questa tradizione all’interno delle comunità native americane è complessa e spesso divisa, oscillando tra il riconoscimento e la profonda critica di appropriazione culturale e paradosso storico [2] [4]. Origini della Tradizione La convenzione di nominare gli elicotteri con nomi di popoli indigeni americani si ritiene risalga al 1947. Il generale dell’esercito Hamilton Howze, incaricato di sviluppare la dottrina e la strategia per l’impiego degli aerei dell’esercito, non era soddisfatto dei nomi dei primi due elicotteri, Hoverfly e Dragonfly [1] [3]. Decise quindi che i futuri elicotteri avrebbero dovuto essere nominati in base alle loro capacità: veloci e agili, avrebbero attaccato i fianchi nemici e si sarebbero ritirati, in modo simile al modo in cui le tribù delle Grandi Pianure combattevano durante le Guerre Indiane Americane [1]. Il primo elicottero a ricevere un nome nativo americano fu l’H-13 Sioux, in onore dei nativi americani che combatterono i soldati dell’esercito nelle Guerre Sioux e sconfissero il 7° Reggimento di Cavalleria nella Battaglia di Little Bighorn [1]. Una regolamentazione dell’esercito del 1969, la AR 70-28, codificò questo protocollo di denominazione, specificando che gli aerei dell’esercito avrebbero richiesto “termini indiani e nomi di tribù e capi indiani americani” [1]. Sebbene questa regolamentazione sia stata successivamente abrogata, la tradizione è continuata, come dimostra la denominazione dell’elicottero da addestramento UH-72A Lakota nel 2012 [1]. Prospettive dei Nativi Americani Le opinioni all’interno delle comunità native americane riguardo a questa pratica sono variegate e spesso contrastanti: 1. Onore e Riconoscimento Alcuni membri delle tribù native americane e osservatori esterni interpretano la denominazione come un segno di rispetto e onore per la forza, il coraggio e le abilità guerriere dei popoli indigeni [1]. Vedono in questi nomi un riconoscimento della storia e del contributo (anche se spesso forzato) dei nativi americani alla storia militare degli Stati Uniti. Ad esempio, nel 2012, gli anziani Lakota hanno benedetto ritualmente due nuovi elicotteri UH-72A Lakota della Guardia Nazionale dell’Esercito del South Dakota in una cerimonia tradizionale nella Riserva di Standing Rock [1]. 2. Appropriazione Culturale e Offesa Per molti altri, l’uso di nomi di tribù o simboli nativi americani per armi da guerra è un atto di appropriazione culturale e, in alcuni casi, un’offesa [2] [4]. Questa prospettiva sottolinea il paradosso di utilizzare i nomi di popoli che sono stati storicamente perseguitati e massacrati dall’esercito statunitense per denominare gli strumenti della guerra moderna. Mandy Van Heuvelen dello Smithsonian National Museum of the American Indian ha spiegato che, sebbene possa essere percepito come un onore in alcune comunità, “ciò che è destinato a rappresentare non è realmente un riflesso accurato di chi sono, della loro storia e cultura. Potrebbe essere considerata un’appropriazione indebita di una cultura” [4]. Il missile Tomahawk, ad esempio, prende il nome da un’ascia da guerra nativa americana. Per alcuni, questo è un esempio lampante di come la cultura indigena venga ridotta a un simbolo di violenza, ignorando la ricchezza e la complessità delle tradizioni native [2]. 3. Contrasto tra Simbolismo e Realtà Storica Il dibattito si intensifica quando si considera il contesto storico.

  • Nelle riserve c’era e tuttora persiste una dilagante disoccupazione e povertà, la percentuale più grande rispetto al resto della popolazione del Nord America, arruolarsi nell’esercito era l’unica soluzione per sfuggire alla fame e alla miseria. Inoltre sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i nativi americani dei nomi affibbiati agli strumenti di guerra come gli elicotteri “Apache” o i missili “Tomahawk”.

  • 23 июн.1263из Nativerules_75

    Trovo assurdo che i Nativi abbiano partecipato alla guerra con la divisa americana

  • “Dicembre 1943: il Caporale Henry Bahe (a sinistra) e il Soldato di Prima Classe George H. Kirk, Navajo in servizio in un’unità di segnalazione dei Marines, operano una radio portatile nella fitta giungla di Bougainville, poco dietro le linee del fronte.”

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  • CURIOSITÀ DELLA SETTIMANA: I “CODE TALKERS” NAVAJO Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati avevano un’arma segreta che i nemici non riuscirono mai a decifrare: la lingua Navajo! 🤯 Centinaia di valorosi soldati Navajo, noti come “Code Talkers”, furono arruolati nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti. La loro missione? Trasmettere messaggi militari cruciali usando la loro lingua madre, un idioma così complesso e unico da essere praticamente indecifrabile per chiunque non fosse Navajo. Perché proprio il Navajo? 🤔 Era una lingua non scritta, parlata solo in una remota regione del sud-ovest americano, con una grammatica e una fonetica che sfidavano ogni tentativo di comprensione esterna. I Code Talkers svilupparono un codice basato su parole Navajo che rappresentavano lettere o termini militari. Ad esempio, “Gini” (falco) significava bombardiere, mentre “Beslo” (pesce) stava per sottomarino! 🦅🐟 Il loro contributo fu decisivo, specialmente nel Pacifico. Nella Battaglia di Iwo Jima, in sole 48 ore, i Code Talkers trasmisero oltre 6.400 messaggi senza un singolo errore, garantendo comunicazioni rapide e sicure fondamentali per la vittoria! 🚀 Per decenni il loro eroico lavoro rimase un segreto militare, classificato fino al 1968. Solo allora questi straordinari uomini poterono ricevere il riconoscimento che meritavano. Un vero esempio di come la cultura e l’identità possano diventare una forza inarrestabile! 💪 👇 Conoscevi già la storia dei Code Talkers Navajo? Qual è l’aspetto che ti ha colpito di più? Faccelo sapere nei commenti! #NativiAmericani #Navajo #CodeTalkers #SecondaGuerraMondiale #WWII #Storia #CuriositàDellaSettimana #CulturaIndigena #EroiDimenticati #Marines #CodiceSegreto

  • RIFLESSIONE: Oggi si vieta lo sventolare di bandiere risalenti al ventennio, si vieta il saluto romano.......ECC. Come mai saluti, ideali e bandiere Europee ancora possono essere tranquillamente espressi e svolazzare?!? Visto quello che abbiamo fatto ai Nativi Americani per centinaia di anni sino a poco prima di Hitler, e che, in qualche modo, ancora si continua a fare!!!! In confronto l'Olocausto è un libro per bambini!!!!! Forse perché quello successe nelle lontane "Americhe"...anche se perpetrato dagli stessi che oggi condannano il Nazismo...mentre l'Olocausto avvenne qui in Europa?!? Ma questa è solo la classica e ripetitiva risposta senza senso!!! Oggi come oggi la solidarietà e gli aiuti verso tutti sono all'ordine del giorno, dei natici praticamente non se ne parla proprio...eppure dopo terra, vita e dignità rubate vivono ancora dentro dei recinti!!!! Gli Ebrei dopo 90 anni stanno ancora in TV un giorno si e l'altro pure!!!! Non sono un nostalgico...questa è solo una riflessione sulla mancanza di giustizia e l'abbondanza di ipocrisia che attanaglia il mondo!!!!

  • 🏹 CURIOSITÀ DELLA SETTIMANA: L’AMICO BIANCO DEGLI APACHE 🏹 Oggi vi raccontiamo una storia straordinaria di amicizia e rispetto che ha sfidato i confini della guerra: quella tra Tom Jeffords, un coraggioso pioniere bianco, e Cochise, il leggendario capo degli Apache Chiricahua. Nel cuore delle guerre Apache, Tom Jeffords, un agente postale stanco di vedere i suoi uomini morire, prese una decisione audace. Nel 1867 cavalcò da solo nelle inaccessibili Dragoon Mountains, il territorio di Cochise, per parlamentare. Un gesto di coraggio che impressionò profondamente il capo Apache. Contro ogni aspettativa, tra i due nacque un legame unico, fondato su fiducia e rispetto reciproco. Jeffords imparò la lingua Apache e divenne l’unico bianco di cui Cochise si fidasse ciecamente. Tanto che nel 1872, durante i negoziati di pace con il Generale Howard, Cochise pose una condizione irrinunciabile: Tom Jeffords doveva diventare l’agente della riserva Apache. Alla morte del capo, nel 1874, Jeffords fu l’unico non-Apache a conoscere il luogo segreto della sua sepoltura: un segreto che custodì per tutta la vita, onorando la memoria del suo amico. Una storia che ci ricorda che, anche nei momenti più bui, l’umanità e il dialogo possono costruire ponti dove sembrava esserci solo un abisso. 🌄 💬 Cosa ne pensate di questa incredibile amicizia? Conoscete altre storie simili tra Nativi Americani e pionieri? Scrivetelo nei commenti! #NativiAmericani #Cochise #TomJeffords #Apache #Storia #Amicizia #CuriositàDellaSettimana #Pionieri #FarWest #CulturaIndigena Suggerimento immagine: un ritratto storico di Tom Jeffords (cerca “Tom Jeffords portrait” su Library of Congress o National Archives). Evita ritratti di Cochise, perché non esistono sue foto autentiche confermate.

  • Indian Removal Act (1830)• Link all'originale: https://www.archives.gov/milestone-documents/jacksons-message-to-congress-on-indian-removal• Contesto: Firmato in legge dal Presidente Andrew Jackson, questo atto autorizzava il presidente a negoziare trattati per la rimozione forzata delle tribù native americane dalle loro terre ancestrali a est del fiume Mississippi verso territori a ovest. Fu la base legale per la tragica "Pista delle Lacrime" (Trail of Tears), che vide la deportazione di migliaia di Nativi Americani, causando immense sofferenze e perdite di vite umane.

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Fort_Laramie_(1868)