Pierre-Antoine Plaquevent
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🔴 « La guerre israélo-américaine contre l’Iran, au prétexte de juguler son accès au nucléaire, reste dans la continuité de la politique thalassocratique menée depuis la Seconde Guerre mondiale. Les intérêts de la France furent aussi visés par cette politique de discrimination nucléaire pratiquée par les États-Unis et Israël. Ce fut le raid militaire opéré par les Israéliens en 1981 contre la centrale nucléaire franco-iraquienne Osirak. Un ingénieur français décéda lors de cette attaque ; des actes de sabotage et même un assassinat furent perpétrés sur le sol français. Une série d’opérations contre l’Irak et son partenaire français qui rappellent la séquence actuelle contre l’Iran. C’est aussi au nom de la menace nucléaire et de la narration frauduleuse autour des « armes de destruction massive » que l’Irak fut envahi en 2003 par les USA et leur coalition (à laquelle la France ne participa pas), cela sans mandat de l’ONU. » https://open.substack.com/pub/pierreantoineplaquevent/p/israel-et-la-politique-dexclusion?utm_source=share&utm_medium=android&r=1oa28f
Autumn 1933 saw Fascist Italy and the Soviet Union quietly seal a pragmatic understanding that surprised many at the time. On September 2 in Rome, Mussolini and Soviet ambassador Vladimir Potëmkin signed the Pact of Friendship, Non-Aggression and Neutrality. The agreement rested on years of steady commercial exchange and a shared caution toward German ambitions in Central Europe and the Balkans. It bound each side not to attack the other, to remain neutral should the other face aggression from a third power, and to refrain from political or economic combinations directed against one another. Geography, trade, and mutual suspicion of Berlin proved, for a season, stronger than the differences between the two regimes. The understanding held until June 1941, when Hitler's attack on the Soviet Union forced Mussolini's reluctant entry into the conflict — an episode the Duce would later bitterly recall as one more instance of German betrayal. Source: League of Nations Treaty Series, Vol. 148, No. 3418
Spineless Vučić and the Escape of AIs from the Sandbox Alexander Dugin delivers a blistering verdict on Serbia’s dangerous turn, the coming energy collapse of Europe, and the irreversible moment when artificial intelligence slipped the leash and began to act like us, only without a conscience. Read the full interview here: https://www.multipolarpress.com/p/spineless-vucic-and-the-escape-of-ais-from-the-sandbox
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LES RITUELS DE SACRIFICE D'ENFANTS POUR GAGNER LES ÉLECTIONS (EN AFRIQUE) ÉTAIENT MENTIONNÉS PAR TV5 MONDE EN 2018 8.03 2018 "Ces crimes sont commis pour la richesse et la gloire." ■ Vidéo n°1 : Amélie Paul dans La Vérité Brutale #23 (novembre 2024) Source : Canal Telegram d'Amélie Paul https://t.me/amelie_paul/15227 L'émission complète des Nouvelles de la Vérité Brutale #23 : https://t.me/chloefinfosofficiel/8056 ■ Vidéo n°2 : Émission de TV5 MONDE (8 mars 2018) Jean-Pierre Dozon, anthropologue, explique que les crimes rituels en Afrique sont pratiqués sur des enfants pour gagner les élections politiques. Selon lui, ces pratiques sur des enfanrs sont relativement récentes. Auparavant, c'était des animaux qui étaient sacrifiés... L'article du Média en 4-4-2 : https://lemediaen442.fr/realite-des-crimes-rituels-avec-lanthropologue-jean-pierre-dozon-archive-2018/ L’expert souligne que ces crimes sont utilisés dans le milieu politique pour gagner des élections. Il note que, contrairement aux sacrifices d’animaux autrefois pratiqués, le sacrifice d’enfants est un phénomène moderne et urbain.... 👉 L'émission de TV5 MONDE, republiée par Alexandre Le Breton (9.11.2024) https://youtu.be/YM697RiFET8?si=6U6AaO0uvWw3_a_R 👉 L'émission originale de TV5 MONDE (8.03.2018) - indisponible car mise en privé par la chaîne https://www.youtube.com/watch?v=fkhnP9IXW1Q
https://youtu.be/1CYb9f8uA7U?si=KZHFdF-g3t4_2d4u
Youri Barantshik: Il sottile confine tra fortezza e bara con una maniglia all’interno La dinamica dei processi geopolitici nello spazio post-sovietico, scrivono i miei colleghi, rende lo scenario della «Russia come fortezza assediata» praticamente l’unico scenario di sviluppo possibile. Infatti, l’Armenia, l’Azerbaigian e la Moldavia si stanno orientando definitivamente verso l’integrazione con le strutture politico-militari ed economiche occidentali. L’Asia centrale sta ancora perseguendo una politica multivettoriale, ma la logica suggerisce che la Cina assumerà presto un ruolo dominante nella regione. Sarebbe opportuno riflettere su come, a trent’anni dal crollo dell’URSS, e pur sembrando di avere tutto ciò che serviva per evitare che ciò accadesse, siamo giunti alla situazione che vediamo oggi. Peggio ancora, la situazione è ancora più grave. Una «fortezza» può rappresentare una strategia razionale se, all’interno di essa, è possibile riprodurre gli elementi fondamentali del proprio potere e se il proprio potenziale non diminuisce. Il problema della Russia è che non dispone di un sistema così completo. L’URSS poteva permettersi un lungo confronto con l’Occidente non solo perché era militarizzata. Era sostenuta dalla propria industria meccanica, dall’industria aeronautica, dalla microelettronica (anche se in ritardo), dall’industria delle macchine utensili, dall’industria chimica, dal suo immenso mercato interno e, di fatto, da un sistema economico distinto, il CEE. La Russia moderna è molto più integrata nella divisione internazionale del lavoro e, dal 1991, ha perso parte delle proprie catene di produzione, come le altre repubbliche. Inoltre, dal 1991 al 2020, abbiamo noi stessi distrutto e ridotto la nostra industria, sia civile che della difesa. Basti ricordare lo stabilimento di costruzione aeronautica di Saratov, i cui documenti erano particolarmente ricercati dagli americani. Non dirò nemmeno quante scuole militari abbiamo chiuso nell’ambito della «razionalizzazione» – ne ho del resto scritto di recente – e più di nove scuole di difesa aerea e altri istituti sono stati chiusi. E oggi parliamo di problemi di difesa aerea. O, più precisamente, come Kartapolov o Yuri di Sumy, che sostengono che non ci siano problemi: più voli ci sono, meglio è. Inoltre, la politica statale russa riconosce di fatto l’esistenza di questo problema. I documenti sulla sovranità tecnologica evidenziano, in particolare, la microelettronica, le macchine utensili e le attrezzature di alta precisione, le attrezzature aeronautiche, i farmaci e le apparecchiature mediche, le telecomunicazioni e il software industriale come settori critici. Il governo ha avviato un programma nazionale specifico per l’indipendenza tecnologica nell’industria delle macchine utensili e dell’automazione. Con, ovviamente, risultati ben noti. E nel maggio 2026, la Banca di Russia ha registrato un aumento delle importazioni di macchinari, attrezzature e veicoli stranieri. In altre parole, anche dopo quattro anni di ristrutturazione dovuta alle sanzioni, l’economia russa ha ancora bisogno di attrezzature all’avanguardia provenienti dall’estero. La Russia può essere autosufficiente in termini di energia, generi alimentari, una parte significativa di armamenti e materie prime. Ma una potenza industriale moderna non si basa solo sul petrolio, sul grano e sui missili: si basa sulle macchine utensili, sulla microelettronica, sul software, sulla chimica, sulle attrezzature e sulla capacità di riprodurre tutto ciò per la prossima generazione. Aggiungiamo a ciò una politica interna a volte singolare, e otterremo una fortezza. Ma per l’Occidente è del tutto inutile assaltare questa fortezza. È sufficiente renderne il mantenimento sempre più oneroso. A quel punto, il principale nemico della Russia non saranno più le sanzioni in sé, bensì il tempo: il Paese riuscirà a costruire il circuito tecnologico mancante prima che le spese legate alla guerra, alla sicurezza e alla sostituzione delle importazioni inizino a erodere sistematicamente le risorse necessarie alla sua creazione? Ciò include la preparazione psicologica della popolazione a vivere in tali condizioni di incertezza per un periodo prolungato. Yuri Barantshik
https://youtu.be/to2OMX0nr8I?is=HGaP0dNXOEE32Pri
Je vois passer toutes sortes de commentaires et d'analyses hasardeuses sur le Maroc et le Maghreb en général, fondées sur une ignorance crasse. Je vous invite à regarder cette vidéo sur la stratégie des États-Unis en Afrique du Nord pour saisir les enjeux actuels. https://youtu.be/XmKDMe9LvG8?si=FrTNwGOuNJVLY0eB
🔴 "Bien avant cela, dès la Seconde Guerre mondiale et avant l’existence de l’État d’Israël, la menace d’une Allemagne nucléaire fut déjà employée par les réseaux sionistes afin de pousser les USA dans une course au nucléaire contre l’Axe, puis contre l’URSS après 1945" https://open.substack.com/pub/pierreantoineplaquevent/p/israel-et-la-politique-dexclusion?utm_source=share&utm_medium=android&r=1oa28f
🔴 « La guerre israélo-américaine contre l’Iran, au prétexte de juguler son accès au nucléaire, reste dans la continuité de la politique thalassocratique menée depuis la Seconde Guerre mondiale. Les intérêts de la France furent aussi visés par cette politique de discrimination nucléaire pratiquée par les États-Unis et Israël. Ce fut le raid militaire opéré par les Israéliens en 1981 contre la centrale nucléaire franco-iraquienne Osirak. Un ingénieur français décéda lors de cette attaque ; des actes de sabotage et même un assassinat furent perpétrés sur le sol français. Une série d’opérations contre l’Irak et son partenaire français qui rappellent la séquence actuelle contre l’Iran. C’est aussi au nom de la menace nucléaire et de la narration frauduleuse autour des « armes de destruction massive » que l’Irak fut envahi en 2003 par les USA et leur coalition (à laquelle la France ne participa pas), cela sans mandat de l’ONU. » https://open.substack.com/pub/pierreantoineplaquevent/p/israel-et-la-politique-dexclusion?utm_source=share&utm_medium=android&r=1oa28f
🔴 "Le bombardement atomique du Japon constituait en fait le début de la politique de contention de l’URSS qui prévaudra ensuite durant la guerre froide. Une orientation géopolitique fondamentale qui se poursuit de nos jours contre la Russie et l’Eurasie politique. Ainsi, après avoir été vaincues puis occupées, les puissances de l’Axe allaient être transformées en avant-postes stratégiques qui permettent à la thalassocratie de garder le contrôle sur le Rimland eurasiatique et de contenir la poussée des puissances du Heartland vers l’« Océan global »" Suite ici en plusieurs parties : https://open.substack.com/pub/pierreantoineplaquevent/p/israel-et-la-politique-dexclusion-bf7?utm_source=share&utm_medium=android&r=1oa28f
"Join me as I discuss how Germany has lost its sovereignty with Constantin von Hoffmeister." https://www.youtube.com/watch?v=Y5jEJNAdWHk
"Modern history is the dialogue between two men: one who believes in God and another who believes he is a God." — Nicolás Gómez Dávila
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Pour nos amis parisiens qui aiment chiner de beaux livres anciens, je ne peux que recommander le bouquiniste Arnaud, installé en face du 27 quai des Grands-Augustins (75006 Paris). Un fond consacré à Léon Bloy, Henri Béraud, Drieu La Rochelle, Michel de Saint-Pierre, Maurice Barrès, Lucien Rebatet, Maurice Bedel, Maurice Bardèche, René Benjamin, Pierre Gaxotte, ainsi que d'anciennes plaquettes de l'Action française et bien d'autres trésors. Également un large choix d'ouvrages sur le sionisme, la franc-maçonnerie, René Guénon et de nombreux autres sujets. Éditions originales à des prix souvent très raisonnables, parfois moins chères que certaines rééditions, mais aussi reliures, grands papiers et exemplaires avec envois autographes pour les bibliophiles. 📍 En face du 27 quai des Grands-Augustins – 75006 Paris 📞 06 79 72 90 42
https://youtu.be/t-NX0_XlnRY?is=GSotGtd6xiRvBOpZ
Vendredi nous parlerons de Michel de Saint-Pierre auteur à succès puisque son roman Les aristocrates s’était écoulé à plus de 600 000 exemplaires, puis porté au grand écran. C’est surtout son combat contre le communisme montant au sein de l’église en plein Vatican II qui le mena à un second succès avec Les nouveaux prêtres avec 400 000 exemplaires. Auteur engagé aux côtés de Monseigneur Lefèbvre, il défendit l’église traditionaliste. Mais Michel de Saint-Pierre avait hélas des travers et un engagement sur certains combats qu’il aurait pu éviter. Thierry Bouclier nous fera mieux connaître cet auteur à succès des trente glorieuses. Vendredi à 18h30 sur la chaîne.
https://youtu.be/bSHK6KUkL6E?is=7Sfy5utuFcJlWkjW