SMASH REPRESSION! 🏴☠️🔊
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Aggressione a Maja in carcere e procedimento disciplinare Queste aggressioni non devono rallentare il processo di solidarietà a lotta contro la repressione, ma ci devono stimolare a moltiplicare le iniziative in occasione delle udienze per Maja, Gabri e Anna del 18 e 30 settembre! Sul blog la traduzione completa del testo del comitato di solidarietà: https://freeallantifas.noblogs.org/aggressione-a-maja-in-carcere-e-procedimento-disciplinare/ Maja scrive a riguardo: “Voglio parlarne perché non smettono di trattarci con condiscendenza con regole, divieti e istruzioni, a volte persino ricorrendo alla violenza, come oggi. Possiamo rispettarci a vicenda, oppure dobbiamo lottare per farlo”. Continua: “Sapevo che sarebbe finita così. Ho assaporato ogni giorno in cui ho trovato la fiducia in me stessa per amarmi ed essere onesta con me stessa. Tanti sguardi inquietanti, commenti stupidi, urla, essere ignorata, tutto perché indossavo ciò che mi piaceva”. #FreeMaja #FreeAllAntifas
https://www.lindipendente.online/2026/08/09/in-cisgiordania-e-esplosa-la-violenza-israeliana-migliaia-di-attacchi-di-coloni-ed-esercito/
Meta pagava dei veri e propri neonazisti per pubblicare post su Facebook, come ha rivelato un’inchiesta condotta dall’emittente australiana ABC News. Queste pagine e i singoli creatori pubblicavano contenuti che violavano palesemente le politiche di Facebook in materia di incitamento all’odio. Ciononostante, riuscivano a guadagnare denaro grazie ai propri post attraverso il programma di “monetizzazione dei contenuti” della piattaforma, accessibile solo su invito: https://futurism.com/artificial-intelligence/meta-caught-paying-nazis-to-post-on-facebook?utm_source=flipboard&utm_medium=activitypub #FuckZuckerberg #DeleteFacebook
💣8 Agosto sCONCERTO BENEFIT inguaiatx contro la legge per l’operazione ipogeo e no ponte. Ci vediamo ammare dopo il corteo. Per la posizione esatta chiedi ad unx punx. A seguire ballamenti fino all’alba.💣 La morte si sconta vivendo. Possiamo vivere senza passione e senza sogni — ecco la grande libertà che questa società ci offre. Possiamo parlare senza freni, in particolare di ciò che non conosciamo. Possiamo esprimere tutte le opinioni del mondo, anche le più ardite, e scomparire dietro il loro brusio. Possiamo votare il candidato che preferiamo, chiedendo in cambio il diritto di lamentarci. Possiamo cambiare canale ad ogni istante, caso mai ci sembrasse di diventare dogmatici. Possiamo impegnarci utilmente e, se proprio non sappiamo scrivere, diventare giornalisti. Possiamo fare politica in mille modi, anche parlando di guerriglie esotiche. Nella carriera come negli affetti, possiamo eccellere nell’obbedire, se proprio non riusciamo a comandare. Un applastato di detriti. Costipazione dell’esistere. Allora: rovina sia. Dalle loro fiamme controllate solo cenere che danna il respiro. Ma, colonne di ossigeno nero si levano dalle carceri, dai loro fortini di sopravvivenza e rendono l’aria- di nuovo- aria. Anche se per poco, ora l’asma è dei carcerieri, dei maghi del cemento. Libere fiamme. Liberx tuttx!
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A San Ferdinando in Calabria, per la quarta volta in 16 anni, è stata sgomberata e distrutta dalle ruspe la tendopoli istituzionale allestita per segregarvi lavoratori agricoli immigrati dopo la rivolta del 2010. I media raccontano di uno sgombero lampo, ordinato, senza problemi, a differenza dei precedenti, quando abitanti e solidali cercarono di resistere e rivendicare i propri bisogni. I politici locali hanno esultato per "l'evento storico", che rappresenta "una delle pagine più belle della storia della Calabria". I sindacati parlano di una "spinta positiva". Le associazioni e gruppi locali si lamentano di non essere state consultate. In realtà si è trattato ancora una volta di un violento atto di repressione e di controllo. Durante lo sgombero la polizia ha identificato 458 persone nella zona, e perquisito 60 tende e identificato 165 lavoratori all’interno della tendopoli. 42 persone sono state portate in questura: 8 hanno ricevuto un decreto di espulsione e 4 sono state recluse nei CPR. Un centinaio di lavoratori, che avevano un permesso di soggiorno e un contratto di lavoro, sono stati trasferiti nelle 4 palazzine di contrada Serricelle a Rosarno, ultimate nel 2018 e lasciate vuote per 7 anni e mezzo, pur essendo vincolate fin dall’origine del progetto ad abitazioni per lavoratori agricoli immigrati. Qui i lavoratori alloggeranno solo temporaneamente, con controlli all’ingresso e uscita e il coprifuoco notturno, dopo aver sborsato 160 euro come caparra per l’affitto, e successivamente verranno trasferiti nella prevista “Fattoria solidale”, in prefabbricati di legno, una struttura della quale non si conosce pubblicamente né il progetto né la durata dei lavori di costruzione. Nel marzo 2019, durante il penultimo sgombero, queste palazzine erano già disponibili ma le autorità costrinsero i lavoratori, che reclamavano queste case come da progetto, a lasciare la vecchia tendopoli per trasferirsi nella nuova, proprio quest’ultima sgomberata e smantellata negli scorsi giorni. All’epoca le voci dei lavoratori, che già avevano indicato la strada giusta con la lotta, restarono inascoltate. Ora decine di persone sono rimaste prive di un minimo riparo, e la stessa mancanza di alloggi riguarderà i lavoratori che arriveranno in autunno per l'inizio della stagione di raccolta. Solo la lotta può contrastare questo regime di sfruttamento, apartheid e violenza istituzionale. Documenti, case e contratti per tutti e tutte!
CONAD: PERSONE OLTRE LE COSE(?) NO! Conad vuole distruggere un bosco urbano a Reggio Emilia che la gente sta difendendo da 2 anni. E perché? per fare l'ennesimo supermercato 🤬 CHIAMATA DI BOICOTTAGGIO DEL CONAD PER TUTTI GLI AMBIENTALISTI DELL'EMILIA ROMAGNA! SOLIDARIETÀ AL COMITATO DEL "BOSCO OSPIZIO" DI REGGIO EMILIA Chiediamo a Conad di rinunciare al progetto ecocida! #reggioemilia #boscospizio #conad
Repost against Ripost "🐘 COMMUNIQUÉ HORS LA LOIRE 🐘 Dans un contexte répressif et violent, le propriétaire du terrain a passé un appel au sein de la Coordination Rurale. Cet appel aboutit à une mobilisation des agriculteurs à "rejoindre la ligne de front" pour venir attaquer et déloger les teufeurs et teufeuses présentes sur site, avec le soutien appuyé et coordonné de la police. Agressions physiques, dégradations de véhicules, menaces de mort, menace de mettre feu au périmètre, de la part des membres des agriculteurs de la Coordination Rurale. Nous avons contacté Tekno Anti Rep pour récolter des témoignages. ( Voir le mail en fin de communiqué ) De notre côté nous sommes au courant de plusieurs tabassages de teufeurs et teufeuses à proximité de la police qui laissait faire. Nous avons vu des agriculteurs à bord de buggy qui fonçaient sur les teufeurs et teufeuses ainsi que beaucoup d'autres violences qui mettait trop en danger le public présent. Nous, organisateur.ices , avons décidé de ne pas relancer la fête après la coupure de 14H pour la sécurité de toustes Les teufeurs et teufeuses présentes sur place ont demandé du soutien à une police passive face aux agressions physiques et verbales des agriculteurs, soutien qui n’arrivera jamais. La police, de par leur passivité est complice de ces violences. Pour la sécurité de notre public, nous avons donc décidé d’arrêter la fête et de quitter les lieux pour calmer la colère des agriculteurs et éviter d’autres blessées. Malgré notre choix de stopper la fête pour un retour au calme, les agriculteurs de la Coordination Rurale ,avec l’œil bienveillant de la police, ont quand même acté de venir « tout broyer » à 00H. Les tentes, voitures, camion des teufeuses et teufeuses présentes place ont donc dû partir dans la précipitation, les agriculteurs étant arrivés plus tôt que prévu avec leurs tracteurs, fourches en avant, barre de fer en mains. De plus la police et la préfecture n'ont pas tenu, encore une fois, leurs engagements et ont saisi le matériel sonore malgré notre effort de paix. Ce départ précipité est une mise en danger des participantes et des autres usagereres de la route. Beaucoup de teufeurs et teufeuses, certains en état de choc, sont parties à pied de nuit sur des chemins de campagnes. Nous accusons la police et la Coordination Rurale d’avoir mis en danger 1500 personnes. Nous accusons la police d’avoir couvert et encouragé des faits de violences physiques commises par des agriculteurs de la Coordination Rurale. Nous accusons le préfet d’avoir laissé collaborer sa police avec sa milice d’extrême droite. Ne nous trompons pas de cible : notre communiqué vise uniquement les agriculteurs et agricultrices de la Coordination Rurale. Nous avons eu beaucoup d’autres expériences riches en échanges et en respect avec d’autres agriculteur.ices. ( respect total à la confédération paysanne ) Ne lâchons rien, restons uni es, prenons soins de nous. Face au fascisme : mobilisons-nous. 🫶 NOUS AVONS BESOIN DE VOUS 🫶 Nous sommes à la recherche de témoignages pour ne pas laisser les agissements de ce syndicat/milice d'extrême droite sans conséquences. Adressez vos témoignages, vos photos,vos vidéos à : temoignages.tar@protonmail.com FUCK RIPOST, FUCK LES FACHOS"
COMUNICATO STAMPA – Mentre il Governo Meloni cerca il colpo di propaganda, Spin Time difende la città che abita facendo comunità L’attacco a Spin Time è un attacco diretto alla democrazia, condotto sulla pelle di 130 famiglie che da 2 giorni vivono in strada con il supporto delle associazioni sotto il caldo torrido di Roma. È del tutto chiaro che la vicenda dell’incendio è stata gestita come una questione burocratica, un pretesto che ha messo la palla nelle mani del ministro Piantedosi e del Governo Meloni, permettendogli di giocare l’ennesimo sgombero a fini propagandistici. Meloni vuole il suo trofeo sulla pelle delle famiglie. Spin Time, da anni, è un esempio riconosciuto in tutto il Paese: un modello di abitare che coinvolge il quartiere, che dà risposte abitative reali, che costruisce socialità e cultura. Il Governo Meloni non ha visto nulla di tutto questo. Ha visto solo un bersaglio politico da smantellare, un simbolo scomodo da cancellare. È paradossale che si definisca “pericolante” un edificio che presenta criticità identiche a migliaia di strutture pubbliche in Italia: scuole, case popolari, palazzi comunali, edifici mai manutenuti negli ultimi trent’anni. È evidente che ci troviamo di fronte a stabili che non sono stati resi abitabili, e i vigili del fuoco non possono assumersi responsabilità che spettano alla politica. Intanto l’assessore al patrimonio Zevi propone l’acquisizione, ma in un continuo tira e molla in cui nessuno sembra rendersi conto che lì dentro vivono famiglie, donne, uomini e bambini che stanno pagando un prezzo altissimo. Nonostante tutto questo, la comunità di Spin Time sta reagendo in modo esemplare. Non si arrende alla miserevole strategia del Governo, che vorrebbe spingerli allo scontro fisico. Non si arrende: rilancia. Rilancia con cultura, con eventi di piazza, con iniziative che trasformano la tendopoli dell’estate romana in un presidio vivo, sociale, aperto, che continua a fare ciò che Spin Time ha sempre fatto: costruire comunità. In questo quadro, è necessario ricordare che mentre si criminalizzano famiglie che hanno fatto domanda di casa popolare e che vivono da anni la precarietà abitativa, il Governo Meloni ha azzerato il fondo contributo‑affitto, ha cancellato ogni sostegno alle persone in difficoltà, e fa propaganda sulla manutenzione di 63.000 alloggi senza dire che una parte finirà nel social housing, senza investire nulla nella vera emergenza abitativa, anzi aprendo con il suo Piano Casa a una stagione di speculazione che nulla andrà a beneficio degli italiani. Una propaganda che prepara il terreno alla speculazione immobiliare, esattamente ciò che si vorrebbe fare nei prossimi anni su quel palazzone, nel cuore di una Roma sempre più svuotata dei suoi abitanti. Spin Time è un argine. Un baluardo. Un luogo che non si arrende al destino che qualcuno vorrebbe imporre. La città è di chi la abita e noi insieme a Spin Time siamo comunità. Segreteria Nazionale Unione Inquilini
Riceviamo e pubblichiamo da C.A.Nicola: «Non si tratta di un problema di "formazione". Le Forze dell'Ordine tutelano, come si evince dal nome, l'Ordine. Se l'Ordine prevede di schierarsi a protezione dei grandi della Terra, picchieranno, spareranno, sequestreranno e tortureranno, oggi come 25 anni fa. Se l'Ordine prevede la complicità in un genocidio, ci faranno schizzare gli occhi dal cranio a suon di candelotti lacrimogeni per garantire che questa connivenza non venga contestata. Se l'Ordine prevede di dare la caccia al nemico pubblico di turno, inventato appositamente per distrarci da chi veramente ci deruba ogni giorno, rastrelleranno chi somiglia anche solo vagamente al profilo indicato. Se l'Ordine prevede che una persona in cerca di aiuto vada considerata una minaccia perché "pazza", che la sua vita abbia meno valore in quanto percepita come "straniera", agiranno di conseguenza.» 👉 continua la lettura
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ENGLISH VERSION: To start with the obvious: we live in uncertain times, now more than ever. We are confronted with crises on an almost daily basis. Meanwhile, a whole generation is being priced out of club culture by the rising cost of living. Those who arguably need escapism the most barely have the chance to let loose for a few hours, because they have to choose between expensive club entry and drinks or groceries for several days. Combined with gentrification as well as rising rents and energy costs, this means that nightlife is struggling for survival all across Berlin. Experimental line-ups are a real gamble; playing it safe seems to be the name of the game. But even that doesn’t necessarily pay off when Instagram-famous artists demand outrageous fees to grace a party with their presence, while all other employees earn barely more than minimum wage. At the same time, legal pressure is mounting on the free party scene—traditionally the antidote to over-commercialisation and state regulation. Even though it was always a thorn in the side of the authorities (remember CzechTek?), new legislation in several countries has made it riskier than ever to set up a soundsystem and reclaim a space for a few hours or days. Italy has seen massive police raids on parties, with speakers and equipment being confiscated and police violence inflicted on partygoers. France has just proposed a law that would make raves illegal by default, with organisers and guests risking fines of several thousand euros. Apparently, any means necessary will do if it results in young people spending their weekends on the couch, bracing themselves for another week full of uncertainty. That is why we will be marching through the streets of Berlin-Mitte on August 15th. To demonstrate for a city we can afford; for club culture, against commercialism, and thus also against the commercial Rave the Planet parade. And as always: openness does not mean thoughtlessness. Zero tolerance for fascists, racists, antisemites, Nazis, sexists, transphobes, or homophobes. No party or national flags.
Anche quest’anno torna l’A Foras Camp!🔥 📣Tre giorni di socialita, formazione e dibattiti! Quest’anno in una nuova location; Laconi - Santa Sofia🏡 📝 Compila il form che trovi qui o in deecrizione per iscriverti al campeggio. https://forms.gle/Txmo9WPRcc4krVxM6 📝 🏕️ A breve pubblicheremo il programma e info 🏕️ ✏️ Grazie a Alessandro UomoTigre Melis per il disegno!
"The wall is not only an amount of speakers that make "bun bum bum". It's the beating heart of a freeparty, representing the communion of different spirits and it's the voice of a community. It can speak different accents from Spain to France, from Italy to Poland, but it's the same language of freedom, love and rage 🏴☠️🌀 Poltek 2k26 24-28 July Somewhere in Poland"
https://borreruak2.com/2026/07/29/el-fascismo-digital-la-fase-mas-avanzada-del-capitalismo/
Riceviamo e diffondiamo queste righe di solidarietà al sindaco Matteo Lepore sui recenti fatti di Bologna. "Siamo tuttx il primo cittadino! Solidarietà a Matteo Lepore C’è sempre stata una linea. Tracciata dalla violenza, dai decreti, dalle reti, dai mezzi della polizia, e poi arriva un giorno in cui la linea cambia di proprietario. Le reti vengono scavalcate, i mezzi bruciano, la violenza, come la paura, cambiano di campo. Dopo gli eventi che si sono svolti a Bologna e in Val di Sua e i dibattiti che sono conseguiti, è visibile una nuova linea. 25 anni dopo il G8 di Genova: mille vetrine non valgono una vita. Se poi quelle vetrine sono in realtà macchine del comune di Bologna o cantieri in val di susa la sostanza non cambia. Ciò che è accaduto è la conseguenza di quello che hanno fatto. Il disprezzo della vita si esprime quotidianamente in retate delle polizie locali, nell’ossessione securitaria, nella pornografia quotidiana del degrado raccontata dagli influencer dell’ordine. È l’abitudine all’orrore; la stessa abitudine che ha trasformato degli infermieri del 118 in testimoni immobili di un omicidio.. L'unica variabile che sfugge agli algoritmi del governo urbano è quella umana. Tutto il resto era già previsto: le telecamere, gli editoriali, le conferenze stampa. L'imprevisto è stato l'incontro, il tamtam di indignazione che dai social network nel giro di poche ore si è tradotta in strada. L'ordinario è l'indifferenza di fronte al razzismo, la stretta autoritaria, il clima di criminalizzazione del dissenso politico che ha anticipato i fatti di Bologna, e li ha anche conseguiti. L’ordinario è la convinzione che la pace coincida con l’assenza di conflitto. Per questo la scelta del sindaco Lepore di convocare una manifestazione rappresenta una frattura nel copione già scritto. L’attacco mediatico e non, che sta ricevendo in questi giorni, è la paura della destra nei confronti del dissenso politico. In un regime democratico dove la sinistra compie da sempre operazioni politiche che guardano nella stessa direzione della destra, la manifestazione indetta da Lepore è per noi segno di un buon auspicio. Ci teniamo dunque a stringerci al fianco del sindaco di Bologna, alla sua variabile umana che è ciò che ha prodotto la manifestazione permettendo a ognuno di esprimere come meglio crede la propria rabbia e indignazione. Con ogni mezzo necessario, con le macchine messe gentilmente a disposizione dal comune necessarie a tracciare un confine fra la rabbia e l'indifferenza, un confine che serve anche a tracciare una linea. Una linea che parte dal cambio di passo di Lepore rispetto al proprio partito e storia politica e si conclude nella nottata di rivolte in centro città. Abbiamo sempre pensato che ognun dovesse farsi carico di un pezzettino, di un gesto, dovesse mettere a disposizione il proprio tempo. Chi ha bloccato le merci all’interporto, chi ha sfondato una vetrina, chi ha messo a disposizione una macchina del comune, chi ha chiamato una manifestazione. La solidarietà non è un premio che va meritato, ma l’unica alternativa all’arroganza, la solitudine, l’alienazione della proprietà privata. Apriamo a una campagna di solidarietà nei confronti di Matteo Lepore, per chi ci ha messo la faccia, perché non esistono buoni e cattivi, ma esistono volti puliti che agiscono nella politica e volti coperti che agiscono nel cuore della notte. Una linea parte e si conclude in momenti e spazi diversi, prima difende un cantiere e poi lo attacca. Una linea non separa semplicemente due campi, ma rende visibili ciò che prima sembrava impossibile. Questa è la linea favolosa del dissenso che una volta tracciata, non chiede il permesso di esistere. Con questa lettera, firmata da attivistx, anarchicx, associazioni, Arci Nazionale, sindacati, Centri Sociali, Municipi Solidali e Black Block, sottoscriviamo questa campagna di solidarietà. Non un passo indietro sindaco, a testa alta ! Che la rabbia divampi. IL CAMPO LARGO- Campagna di solidarietà per Matteo Lepore dopo gli attacchi ricevuti nelle ultime settimane."
AGOSTO SENZA CHIEDERE PERMESSO In un momento in cui il vero volto di questa democrazia razzista e assassina è sotto agli occhi di tuttx, mentre si somma il dolore per tutte le morti di Stato e la rabbia contro il braccio armato di questo sistema che ricatta, tortura e uccide, diventa rabbia collettiva, pensiamo sia ancora piú importante non lasciare le strade a militari e polizia. Ci vediamo perciò, ancora e di nuovo, giovedì 6 agosto. ⚡ Dalle 17 allestimento e microfono aperto. Aggiornamenti su lotte e repressione in città e dintorni. Qui come funziona. 🦋 Birrette fresche per l'autogestione, drink e intrugli dissetanti benefit inguaiatx con la legge. 🖤 Cena vegan a sostegno della stampa anarchica, carta e inchiostri. ✉️ Cassetta della posta complice e solidale, continuiamo a scrivere a chi è reclusx. ☢️ Musichette. SAPPIAMO CHI È STATO https://mercatinoautogestito.noblogs.org/post/2026/07/27/agosto-senza-chiedere-permesso/
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Roma: prof dice agli studenti di ricordare Gaza, il ministero manda gli ispettori Segui @lindipendente