Strada Bianca
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Cari Custodi, la notizia è di quelle SENSAZIONALI!!! Dopo un mese e mezzo di dure battaglie contro gli hacker e la burocrazia, siamo finalmente riusciti a ritornare in possesso del nostro bel Canale Ufficiale di Strada Bianca, che ci era stato sottratto illegalmente da un Hacker malevolo e truffaldino. Devo ringraziare per questo i tanti Custodi che hanno segnalato il problema a Telegram, i tanti volontari che si sono prodigati con le loro competenze tecniche e soprattutto Luca, il quale per un mese e mezzo ha perso il sonno per aggiustare tutto quanto. Grazie ti cuore a tutti quanti! Ora il nostro canale è pulito e sicuro e finalmente possiamo ricominciare a pubblicare i nostri consigli, le nostre attività e le nostre informazioni. Cominciamo quindi con una bellissima notizia: questa mattina, durante il consueto laboratorio in Oasi, abbiamo raccolto le pesche. Sono tantissime (quintali) belle, profumate, mature! Soprattutto sono molto più che biologiche, sono NATURALI. Non abbiamo infatti fatto alcun trattamento se non due passaggi con la zeolite. La zeolite è una pietra vulcanica che molte persone addirittura, bevono sciolta in acqua, come ricostituente e stabilizzante dell’intestino. Quindi non solo è naturale, ma addirittura benefica. Chi volesse approfittare può ottenere questo dono della natura meraviglioso, con una donazione minima di 1,5 euro al kg. Davvero un prezzo irrisorio per la qualità ed il significato di questa frutta impareggiabile. Il ricavato servirà per sostenere i nostri progetti e le nostre attività. La frutta si trova a Ponzano. Chi desidera averne, può contattarmi in privato e ci accorderemo. Vi aspetto e bentornati a tutti!!!
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Qui siamo a Treviso, a Borgo Cavour, pieno centro, nel 1930 circa. L'intera via era occupata dai cestai. All'epoca questo nobile lavoro era ancora estremamente necessario ed apprezzato. La plastica era già stata inventata 80 anni prima, ma per diverse ragioni non era ancora diffusa. Ora lo è fin troppo. Da notarsi che la produzione dei cesti di vimini, incentivava e tutelava la coltivazione del salice, con tutte le ricadute positive che conosciamo, oltre ad utilizzare materiali totalmente biodegradabili ed efficientissimi. Alla fine dei conti, la plastica ha avuto più difetti che pregi e non sembra sia stata questa grande soluzione.... Anche per questo, Strada Bianca organizza sia il corso cesteria sia il corso impagliatura di sedie, grazie alla disponibilità di Desj e Mario. Seguendo questo gruppo sarete informati sulle date di entrambe le iniziative.
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Cari Custodi, informazioni utili per vivere al meglio Strada Bianca. La buona notizia è che il basilico rosso è pronto per essere distribuito. Invito quindi chi lo aveva prenotato a suo tempo di scrivermi in privato, per concordare la consegna. Per chi non lo avesse prenotato, ma fosse intrigato nell’allevarlo e riprodurlo, abbiamo qualche piantina in più. Anche costoro, potranno contattarmi in privato. Il costo sarà il medesimo di quello proposto per il CAS. Venerdì mattina, siamo in Oasi, lavoreremo prevalentemente nella produzione dei semi che abbiamo raccolto dall’orto venerdì scorso. Volendo avremo anche il fieno da raccogliere più una serie di lavoretti di routine leggeri e piacevoli. Per tutte le info e le conferme di presenza si veda il sottogruppo “Gestione e Manutenzione Oasi” a questo link: https://t.me/+yKPllpGAfA81ODg0 Il giovedì successivo, 16 luglio, invece, prepareremo tutti insieme e per la prima volta, la Semada. E’ questa un’antica bevanda veneta a base di semi di melone, anguria e mandorle, la quale era apprezzatissima perché rinfrescante e confortevole, specie durante le giornate torride. Tutto ciò prima che le multinazionali delle bibite gasate asfaltassero ogni altra opzione salutare, semplice, economica e autoprodotta. Noi quindi, oltre ad imparare un rimedio contro la sete, saporito, efficace, libero da copyright e costi di marketing, compiremo anche un gesto rivoluzionario e reazionario, recuperando un tassello della nostra identità e della nostra libertà. Per prenotarsi e per ogni altra info, il sottogruppo è “Semada” a questo link: https://t.me/+yKPllpGAfA81ODg0 Due cose anche sul fine settimana appena trascorso, perché è stato speciale. Venerdì sera, il laboratorio Mani Radice è stata un’esperienza emotivamente gratificante. Ospiti del circolo Ashi, concepito dal nostro Custode Massimiliano, una quindicina di noi ha approcciato e conosciuto profondamente la terra. Potrebbe sembrare un’esperienza banale, invece è la conoscenza su cui si fonda la vita. Per questo, molti di noi si sono emozionati e hanno voluto condividere con gli altri le loro percezioni. Sul primo commento vi lascio le parole di Marina, che dicono molto sul valore di questo laboratorio. Di commenti simili, ve ne sono anche altri, sempre pubblicati dai partecipanti. Chi volesse approfondire trova tutto nel sottogruppo “Mani Radice” a questo link: https://t.me/+yKPllpGAfA81ODg0. In foto alcuni momenti della serata Sabato mattina invece, insieme al nostro maestro di falce Claudio, ci siamo ritrovati per falciare il prato stabile della nostra Oasi. Più volte ho raccontato del valore ambientale, spirituale, personale e collettivo di questa ancestrale pratica, più attuale ora che mai. Favoriti da una colazione tutti insieme e dai momenti di pausa durante i quali si chiacchierava e si imparava, alla fine più di qualcuno di noi non voleva nemmeno più andarsene. Ho dovuto minacciarli con la Britola per farli uscire 😊. Il profumo del fieno, il suono della lama che incontra l’erba, il sole sulla pelle, il silenzio tutto attorno, alternato alle chiacchiere… insomma, come diceva Aiazzone: Provare per credere! Nota importante: Claudio ha giustamente suggerito, per la prossima volta, di riproporre questa impagabile esperienza all’alba, quando l’umidità della mattina favorisce lo scorrere della lama, il fresco migliora il confort di lavoro e il nostro ritmo circadiano ritrova il suo equilibrio. Per essere aggiornati sulle prossime albe in prato, il sottogruppo giusto è “Giornata della Falciatura” a questo link: https://t.me/+4sS7Uf4IUJxjY2I0 Buona settimana Custodi, ci vediamo a qualche nostra iniziativa!
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Ieri ho raccolto l’aglione della Valdichiana e, dopo anni di piccoli progressi, finalmente hanno raggiunto una dimensione (ed una qualità) degna del suo nome. Questo mi dà l’opportunità di sottolineare un fenomeno legato alle varietà antiche, che troppi ignorano e per questo sbagliano nella coltivazione e soprattutto nella successiva riproduzione. Anche se è corretto considerare autoctone tutte le varietà tipiche dell’Italia (da Nord a Sud), non è affatto sicuro che tutte le varietà prosperino in ciascuno dei tantissimi habitat che il nostro Paese ci propone. E questo è vero anche all’interno della stessa regione o territorio, come il Veneto Su questo punto, sono sicuro, siamo tutti d’accordo. Un fagiolo di montagna come la Fasola di Posina, le Mame di Vittorio Veneto, o il fagiolo di Lamon, coltivati in pianura daranno risultati molto deludenti, il più delle volte. Idem per ortaggi tipici del litorale (come ad esempio il carciofo violetto di Sant’Erasmo o il pomodoro Nasone del Cavallino), abituati a brezze costanti, salsedine e terreni sabbiosi, stenteranno moltissimo se seminati in una pianura afosa e argillosa o peggio in un territorio montano con forti escursioni termiche e terra poco profonda. La questione interessante però è un’altra e si chiama “Naturalizzazione”. Ovvero, le piante originarie di un habitat diverso da quello in cui sono coltivate possono comportarsi in tre diversi modi. Il primo modo è non resistere, stentare, dare pochissimo frutto o addirittura in molti casi perire. Il secondo atteggiamento è quello di vegetare mediocremente i primi anni, per poi adeguarsi all’ambiente, cambiando le sue caratteristiche di tipicità. Ad esempio un pomodoro gigante che per adattarsi al nuovo clima ridimensiona i suoi frutti, oppure che cambia colore come nel caso di certi frutti o foglie che da blu diventano rosse o da gialle, verdi. Il terzo atteggiamento è quello di vegetare mediocremente per i primi anni e poi tornare alle caratteristiche originarie e questa è forse la più auspicata delle soluzioni. Vi è invero un quarto, raro atteggiamento che è quello che già dal primo anno la pianta si comporti esattamente come nel suo luogo di origine. A me è capitato con le zucchine siciliane ma, come detto, non è di certo la norma. Tutt’altro. Il bravo Custode è quello che riconosce per tempo quali di queste soluzioni adotterà la pianta, per poi aiutarla nel suo percorso di adattamento detto appunto “Naturalizzazione”. Se vi accorgete che la pianta soffre il freddo, oppure fiorisce tardivamente o tende ad avere problemi con le malattie fungine ecc. sarà essa stessa con questi suoi comportamenti a suggerivi cosa fare: tempi di semina più tardivi in caso di sofferenza del freddo, luoghi più luminosi in caso di fioriture tardive, luoghi più ventilati in caso di predisposizione alle malattie fungine ecc. Nel caso dell’Aglione ad esempio, i primi anni maturava nei tempi corretti rispetto alla Valdichiana, ma mi regalava dei bulbilli davvero piccoli e tendenti al violetto. Alcuni soggetti poi, marcivano. Allora tre anni fa ho preso la decisione di non raccoglierli più e passare quindi ad una coltivazione perenne, nella quale la pianta si arrangiava a germinare, crescere, fiorire e poi appassire spontaneamente. In questo modo, nell’arco di un triennio l’aglione ha deciso di par suo quando spuntare, quando fiorire e quando appassire. Al terzo anno, una volta appassite le piante, ovvero ieri, ho finalmente raccolto i bulbilli e devo dire che sono stato fortunato. Le dimensioni, la consistenza e il profumo sono quelli corretti. Sono sicuro che l’anno prossimo tutti questi parametri saranno ancora migliori, perché avranno un anno in più di “Naturalizzazione”. Sempre a partire dall’anno prossimo, conto di condividere questi bulbilli con tutti voi. Saranno bulbilli perfettamente adattati a questo luogo e quindi decisamente migliori di quelli acquistati (o regalati) direttamente in Valdichiana. Non so se mi sono spiegato…
Lo sapevate? Avviene un miracolo mentre si falcia il prato. Ciascuno di noi ha un ritmo diverso quando falcia. Questo dipende da tanti fattori che agiscono contemporaneamente, come ad esempio la lunghezza delle braccia, la dotazione muscolare, l’altezza, ma anche l’umore, lo stato di salute e ovviamente il tipo di falce che si utilizza. Questo significa che anche la stessa persona, in giorni diversi, potrebbe avere un ritmo diverso. Perché magari un giorno è arrabbiato e si sfoga sull’incolpevole attrezzo o forse ha un risentimento muscolare che lo rallenta o è stanco perché il giorno prima ha organizzato un baccanale con gli amici… Tali differenze si notano molto bene quando si mettono tre o quattro falciatori nello stesso prato, uno di fianco all’altro. La dolce melodia della lama che incontra l’erba alta suona in tempi diversi per ciascuno. Questo però solo per i primi 10 minuti, perché poi, gradualmente, come se ci fosse un direttore d’orchestra a guidare i mietitori, il ritmo dei quattro si accorda. Non è una cosa che avviene perché ci si è messi d’accordo, nessuno sta cercando di imitare qualcun altro, quello che avviene è più misterioso, potente e inconsapevole. Potremmo dire che istintivamente si entra in sintonia con “l’altro” e con il tutto. Si viene come impadroniti dal respiro cosmico collettivo e si diventa tassello armonioso di un rito ancestrale di fattura mistica. E’ quello il momento nel quale cominci a sentirti di nuovo parte della Natura, una dimensione nella quale la tua mente esce dal recinto ed esplora altre dimensioni. Allora trovi soluzioni ad angosce che covavi da tempo, emergono idee che ti porteranno lontano e svilupperai con tuoi compagni di lavoro un legame speciale. Ah, e poi avrai anche tagliato il fieno… Vi aspettiamo sabato mattina.
Mi sono reso conto che non ho mai illustrato in modo compiuto, cosa sia realmente l'esperienza Mani Radice di venerdì. Rimedio subito: Vivere troppo tempo in un contesto artificiale come le città con i suoi uffici con poca luce e aria insalubre, le auto infarcite di elettronica, le case troppo piccole e piene di oggetti e arredi poco sani, compromette la nostra salute fisica e mentale. Lo sappiamo tutti. Abbiamo quindi pensato ad un laboratorio che aiuti le persone a riprendersi l’equilibrio che è sempre più difficile ritrovare e mantenere. Il laboratorio che abbiamo chiamato Mani Radice, sfrutta la più potente energia pesante del nostro pianeta: la terra (inteso come terreno). Mani Radice è un’esperienza sensoriale di connessione profonda con la terra vergine. Un laboratorio immersivo pensato per risvegliare il legame autentico e rigenerante con l’energia primordiale del suolo - la terra intesa non come pianeta, ma come materia viva, nutriente e accogliente. Attraverso il contatto diretto con la terra vergine - tramite le mani, la vista e l’olfatto - entriamo in relazione con le nostre radici più profonde, ritrovando equilibrio, benessere, vitalità e il senso del nostro posto nel mondo. Una sperimentazione di ascolto silenzioso sotto le dita. Un equilibrio ritrovato nel tocco della terra viva. Un risveglio profondo e ancestrale suscitato dal suolo madre. Un momento di ascolto, presenza e riscoperta, in cui il corpo e i sensi diventano strumenti di dialogo con la natura, per rigenerarsi e riconnettersi al ritmo naturale della vita. E' importante sapere che anche dal punto di vista scientifico manipolare la terra apporta diversi benefici per la salute, sia fisica che mentale. Il contatto con il suolo ha un effetto antinfiammatorio, riduce lo stress e favorisce una migliore risposta immunitaria. Ci vediamo quindi venerdì. Tutte le info in locandina. Per prenotarsi commentate con il vostro nome e cognome nel sottogruppo mani radice a questo link: https://t.me/+yKPllpGAfA81ODg0
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Buona settimana Custodi, qualche informazione importante a proposito delle nostre concrete attività dei prossimi 6 giorni. Oggi è l’ultimo giorno per approfittare dei prodotti da forno naturali e di grani antichi del nostro Tarcisio. Farine, pane, crackers, biscotti…, tutti autoprodotti dal campo alla confezione a centimetri zero. Trovate tutti i dettagli nel sottogruppo “Prodotti da forno” a questo link: https://t.me/+iU-7j4pGJRc2NzRk. Potete ordinare fino a mezzanotte. Venerdì mattina saremo in Oasi come sempre. Questo caldo importante, che forse da metà settimana mollerà la presa, ci pone delle sfide che al momento riusciamo ad affrontare abbastanza bene. Del resto Madre Natura è la migliore delle insegnanti, specie quando si fanno esperienze tutti insieme. A qualcuno viene un’idea, altri si accorgono di qualcosa mentre altri ancora trovano soluzioni e risposte. Insomma il lavoro di gruppo è LA soluzione, sempre. Per queste e per altre ragioni vi aspettiamo in via Fossa a partire dalle 8.00. Abbiamo anticipato di un’ora per non patire troppo le temperature del mezzogiorno… ma voi venite quando volete. Per info e partecipazioni unitevi al sottogruppo “Gestione e manutenzione Oasi” a questo è il link: https://t.me/+yKPllpGAfA81ODg0 Venerdì sera a Fanzolo, terzo appuntamento in collaborazione con Hashi. Dopo i semi antichi e le galline, sarà la volta di un’esperienza inedita, attualissima ed ancestrale al tempo stesso. Il laboratorio mani radice è un'esperienza vivificante di contatto con la terra vergine e con le sue forze primordiali. Trovate gli approfondimenti e la possibilità di prenotarsi nel sottogruppo “Mani Radice” a questo link: https://t.me/+yKPllpGAfA81ODg0 Sabato mattina, sempre in Oasi, la meravigliosa esperienza della falciatura con la falce manuale. All’evento sono invitati tutti coloro che possiedono e sanno usare una falce. In particolare, ma non in via esclusiva, coloro che nel corso di questi anni hanno acquistato una falce personalizzata da Roberto, insieme al kit per l’affilatura e che non vedono l’ora di dare soddisfazione al loro mirabile attrezzo. La buona notizia è che alla mattinata sarà presente anche il nostro maestro Claudio, che sarà felice di condividere la sua esperienza e i suoi insegnamenti, con coloro che avessero bisogno di ripetizioni o anche di un semplice ripasso. A dirla tutta, saranno i benvenuti anche tutti gli interessati a questa attività, anche se sprovvisti di falce ma desiderosi di apprendere. Per partecipare e per ogni altra info, seguite il sottogruppo “Giornata della Falciatura a questo link: https://t.me/+4sS7Uf4IUJxjY2I0. In questo modo, anche questa settimana, faremo del nostro mondo un posto migliore. Vi aspettiamo!
Come scrivevo poc’anzi, davanti a tutto questo i nostri governanti si girano dall’altra parte. A partire dell’Ue sino all’ultimo assessore alla salute o all’agricoltura del comune più sfigato. Spetta a noi, cari Custodi! Strada Bianca è molto impegnata su questo fronte. Ma concretamente! Non con le chiacchiere e le proteste. Meno seminari e più semine. Vi aspettiamo!
Il fatto è questo: Monsanto e Bayer sapevano che il glifosato è cancerogeno già dagli anni ’70. Tanto è vero che per poterlo introdurre nel mercato, senza incontrare problemi con le agenzie e le commissioni per la salute e l’ambiente dei Paesi di tutto il mondo, aveva inventato di sana pianta uno studio scientifico, scritto da personale interno dipendente e poi pagato alcuni scienziati per firmarlo, così da farlo apparire come una ricerca indipendente. Successivamente questo studio farlocco era stato pubblicato su riviste scientifiche, come Regulatory Toxicology and Pharmacology. (che poi lo ritirerà nel 2025, ma che già 25 anni prima aveva espresso seri dubbi sulla validità della ricerca). Per questa ragione, sempre la Monsanto-Bayer, che ricordo, sono la stessa cosa, avendo la seconda, cioè la Bayer, acquisito la prima ovvero la Monsanto, già nel 2018 per l’astronomica cifra di 55 miliardi di euro; dicevo la Monsanto-Bayer ha pensato bene di pagare i funzionari chiave di alcune agenzie e commissioni americane ed europee, per insabbiare le perplessità che anche questi avevano espresso sulla pericolosità di questo formulato. Si noti che tutto questo è stato accertato da sentenze di tribunali in tutto il mondo e ripetutamente. Evidentemente però, i nostri governati sono molto distratti, tanto è vero che ad oggi, sia l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), sia l’Agenzia Ambientale Statunitense (EPA), sostengono ufficialmente che “il glifosato non comporti un rischio concreto di cancro né per i consumatori, né per gli agricoltori.” Per questa ragione il glifosato è attualmente permesso in tutta l’Unione Europea, negli Stati Uniti ed in Canada (ricordo che il Canada è il maggior importatore in Italia di grano) almeno sino al 2033; ma tutto fa pensare che verrà rinnovato per almeno altri 5 o 10 anni. Forse anche 15. Non bastasse tutto ciò, in questi giorni la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza sconvolgente a favore della Bayer, affermando che non è affatto necessario avvisare nelle etichette del Roundup (il maggior erbicida a base di glifosato) che il principio sia potenzialmente cancerogeno. In questo modo ha messo a tacere le centinaia, forse migliaia di cause che negli Stati Uniti sono state intentate da cittadini, agricoltori e consumatori, ammalatisi per colpa del glifosato. Attualmente il glifosato è catalogato come “forse cancerogeno”, perché lo IARC (un’agenzia dell’OMS che si occupa della ricerca sul cancro) nel 2015 ha classificato il glifosato come "probabile cancerogeno per l'uomo" (Gruppo 2A). La conseguenza di tutto ciò è che nella sola Unione Europea vengono rilasciate 47.000 tonnellate di principio attivo di glifosato all’anno. Si tratta dell’erbicida più diffuso sul pianeta e viene utilizzato costantemente su più di un terzo dei nostri campi e su metà delle culture arboree (come vigneti, frutteti, uliveti…). In Italia ci attestiamo sulle 4.000 tonnellate all’anno. Niente male per un veleno mortale. E proprio dall’Italia, già da un anno è partita una controffensiva da parte di un comitato di scienziati, questi sì davvero indipendenti (si spera), denominato Global Glyphosate Study, guidato dall’Istituto Ramazzini che ha pubblicato uno studio sulla rivista Environmental Health. Questo studio conferma, con dati molto solidi, tutto ciò che già si sapeva informalmente, ovvero che anche a dosi minime, il glifosato è cancerogeno. Studi in vitro su cellule umane e in vivo, dimostrano come il glifosato e le sue formulazioni commerciali inducano danni al DNA e alterazioni cromosomiche. Evidenze diffuse confermano la capacità della molecola di indurre stress ossidativo, il quale è un noto promotore della trasformazione neoplastica cellulare. Per carità cristiana vi risparmio le tantissime altre pestilenze occorse a topi, cavie e altri poveri animaletti, sui quali il glifosato è sperimentato da anni e i cui esiti sono a dir poco orribili.
Cari Custodi, una bella iniziativa che ora possiamo finalmente organizzare tutti insieme. Per due anni, in diverse occasioni, abbiamo avuto modo di farci fare delle falci in legno su misura per ciascuno di noi, seguendo i preziosi dettami della tradizione falciatoria italiana. Ci siamo quindi rivolti al maestro artigiano Roberto, che ci ha accolto nella sua ferramenta, preso le misure e poi realizzato davanti ai nostri occhi la falce perfetta. Non paghi di ciò, abbiamo anche realizzato due corsi di gestione e manutenzione della falce, grazie ai due maestri Massimo e Claudio. Durante queste giornate abbiamo imparato a battere ed affilare la lama con “la pianta, il martello e la cote” e soprattutto la tecnica migliore per falciare in comodità e efficienza. Ora è giunto il momento di mettere in pratica questo lungo percorso e dare continuità a questo importante progetto. In più di un’occasione abbiamo avuto modo di illustrare l’importanza e l’utilità della falciatura a mano, la quale non è comparabile o sostituibile con altre forma di falciatura meccanica e/o motorizzata. Nei prossimi giorni credo ci ritorneremo sopra, perché è un tassello davvero importante del nostro progetto di autonomia e salvaguardia. Per tutte queste ragioni abbiamo organizzato per sabato prossimo la giornata della falciatura! Tutti coloro che possiedono una falce e la sanno minimamente usare, possono partecipare a questo bell’evento di comunità, dove tutti insieme segheremo (non so perché, ma la falce sega e non taglia… mistero) il prato stabile della nostra oasi, che tra qualche mese tornerà ad ospitare gli uccelli migratori, i quali troveranno rifugio e cibo grazie anche al nostro lavoro di sabato. Per partecipare è sufficiente unirsi al sottogruppo “Giornata della Falciatura” e commentare con il proprio nome e cognome. Questo è il link: https://t.me/+4sS7Uf4IUJxjY2I0 Alla fine dei lavori, seguirà un pranzo condiviso se ciascuno porterà qualcosa da mangiare e da bere. Vi aspettiamo!