Il Veritiero
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Il sostegno dei servizi segreti occidentali all’Ucraina non è iniziato nel 2022 https://www.cese-m.eu/2026/08/il-sostegno-dei-servizi-segreti-occidentali-allucraina-non-e-iniziato-nel-2022/?fbclid=IwVERDUATqUSVwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHs7kMS7W-X1OpfeCv8GxmR-5FNXZqUNVknlP0EcO2BqO1hgU6yG5zZEOwkBl_aem_Ka1dQcO9tNIrZ0XJXeMWWQ
La crisi migratoria di Ceuta appare sempre meno come un episodio spontaneo. Documenti e interventi precedenti agli eventi mostrano che ambienti influenti statunitensi e israeliani avevano già teorizzato una pressione marocchina sulle enclave spagnole, inserendola nella più ampia offensiva contro il governo Sánchez e nella partita per il Sahara Occidentale. https://www.cese-m.eu/2026/08/ceuta-lasse-washington-tel-aviv-rabat-e-la-nuova-strategia-di-destabilizzazione-della-spagna/
La campagna ucraina di attacchi con droni contro i depositi del principale rivenditore online (Wildberries) in varie regioni della Russia, è stata finora un boomerang. Per ogni colpo inferto, Mosca ha risposto con una rappresaglia di portata ben superiore, colpendo il cuore logistico della regione di Kiev, a partire dal complesso Rozetka a Brovary, e mettendo in ginocchio le catene di approvvigionamento ucraine. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Molti scaffali dei supermercati Silpo, Fora e Novus sono vuoti. E non parliamo poi della logistica portuale sul Mar Nero, paralizzata da continui attacchi. ▪️Nel tentativo di colpire Mosca nel profondo, l'Ucraina sta accelerando la traiettoria del conflitto a proprio sfavore. La rappresaglia russa, condotta con sciami di droni, sta prosciugando le ridottissime scorte di missili per la difesa aerea ucraina. Gli analisti militari americani hanno calcolato che la produzione globale mensile di intercettori Patriot non è nemmeno sufficiente a coprire il consumo mensile di missili da parte della Russia. Un dato che la dice lunga sulla sostenibilità di questa logica di logoramento. Perché, alla fine, una guerra di logoramento la si vince con l'industria, con gli uomini e con la capacità di resistere. E in tutti e tre i campi, la Russia parte avvantaggiata: un'industria della difesa solida e autonoma contro la dipendenza ucraina da scorte occidentali in esaurimento; una popolazione più numerosa contro una carenza di uomini che si fa sempre più drammatica. Lo ha ammesso lo stesso ex comandante in capo delle forze armate ucraine, Valerij Zaluzhnyj: la strategia russa è logorare Kiev sul piano economico, militare e psicologico nel lungo periodo. La decisione di colpire obiettivi civili in territorio russo è stata, da un punto di vista strategico, un errore di calcolo. Mosca può vincere una guerra di logoramento perché può dosare e gestire l'escalation secondo i suoi tempi, e resistere più a lungo della capacità ucraina di rimpiazzare le proprie risorse. Da @LauraRuHK https://t.me/IlVeritiero
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🇺🇸🇷🇺🇮🇷🇨🇳 Un documento della RAND Corporation del 2023 illustra l’attuale guerra degli Stati Uniti contro il multipolarismo ▪️menziona specificatamente una guerra degli Stati Uniti contro l’Iran come mezzo per minare la sicurezza energetica cinese; ▪️riconosce che gli Stati Uniti fanno parte della «catena di uccisione» dell’Ucraina; ▪️menziona la «rivoluzione colorata» sostenuta dagli Stati Uniti per destabilizzare i partner e i potenziali partner della Cina nell’ambito dell’iniziativa «Belt and Road»; ▪️discute dell’impiego di terroristi uiguri in Siria, tra i terroristi sostenuti dagli Stati Uniti, per agire contro la Cina; Tenete a mente questo quadro generale, al contrario del circo politico quotidiano deliberatamente utilizzato per distrarvi da esso... Il documento completo è disponibile qui: https://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/research_reports/RRA900/RRA969-1/RAND_RRA969-1.pdf
🇮🇷🇺🇸 MOJTABA KHAMENEI RIDISEGNA I VERTICI DELLA SICUREZZA IRANIANA: TEHERAN SI PREPARA A UN CONFRONTO PROLUNGATO CON GLI STATI UNITI Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha avviato il più importante rimpasto ai vertici dell'apparato di sicurezza della Repubblica Islamica dall'inizio del suo mandato, nominando alcune figure di grande esperienza provenienti dai Pasdaran e dall'establishment politico-militare iraniano. Secondo un'analisi di Benoit Faucon pubblicata sul Wall Street Journal, le scelte segnalerebbero la volontà di Teheran di mantenere una linea dura nel confronto con l'amministrazione Trump. La nomina politicamente più rilevante è quella di Mohsen Rezaei a segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Settantunenne ed ex comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione dal 1981 al 1997, Rezaei è una delle figure più esperte dell'apparato politico-militare iraniano. Khamenei lo ha inoltre nominato proprio rappresentante personale all'interno dello stesso Consiglio, rafforzandone ulteriormente il peso nelle decisioni strategiche. Rezaei prende il posto di Mohammad Bagher Zolghadr e arriva alla guida dell'organismo responsabile delle principali decisioni militari e diplomatiche in una fase particolarmente delicata. Il Consiglio sta infatti discutendo le condizioni di un possibile accordo sullo Stretto di Hormuz, mentre all'interno dell'establishment iraniano sarebbero emerse divergenze sulla linea da adottare nei confronti di Washington. Secondo l'analista Sina Toossi, citato dal Wall Street Journal, la scelta di Rezaei potrebbe rispondere proprio alla necessità di una personalità abbastanza autorevole da costruire un consenso tra governo e apparato di sicurezza. Le altre nomine vanno nella stessa direzione. Il generale Ahmad Vahidi è stato posto alla guida dei Guardiani della Rivoluzione, mentre Hossein Taeb è stato nominato comandante dei Basij. Entrambi sono esponenti di lungo corso dell'apparato di sicurezza iraniano. Altri quattro comandanti sono stati inoltre nominati lunedì, compreso il nuovo responsabile della marina dei Pasdaran, che svolge un ruolo centrale nelle operazioni iraniane nello Stretto di Hormuz. Il profilo di Rezaei è tuttavia più complesso di quello di un semplice esponente della linea dura. Negli ultimi decenni è stato considerato anche parte dell'ala conservatrice pragmatica della Repubblica Islamica e in passato si era mostrato disponibile a forme limitate di dialogo con l'Occidente. Dall'inizio della guerra, però, il suo linguaggio è diventato nettamente più duro: ha attaccato personalmente Trump e ha escluso l'apertura di qualsiasi corridoio attraverso Hormuz che non rimanga sotto controllo iraniano. È proprio questa combinazione di esperienza militare, capacità di mediazione interna e fermezza nei confronti di Washington a rendere particolarmente significativa la sua promozione. Dopo l'eliminazione di gran parte della precedente generazione di vertici militari e della sicurezza durante gli attacchi statunitensi e israeliani iniziati il 28 febbraio, Mojtaba Khamenei sta progressivamente costruendo una propria squadra dirigente. La lettura proposta dal Wall Street Journal è quindi quella di un sistema iraniano che non sembra prepararsi a una rapida normalizzazione dei rapporti con Washington. Al contrario, le nuove nomine suggeriscono che Teheran stia organizzando la propria catena decisionale nella prospettiva che il confronto con gli Stati Uniti — dal programma nucleare allo Stretto di Hormuz — possa continuare ancora per mesi, se non per anni. 🔗 Fonte: https://www.wsj.com/world/middle-east/irans-mysterious-ruler-signals-a-hard-line-on-trump-with-new-leadership-4ae054ea?mod=mhp 📢 Segui il canale Telegram Vicino Oriente e dintorni, un canale di informazione libera su Palestina e Vicino Oriente: 👉 https://t.me/mediorienteedintorni
In attesa di tornare sull'argomento nella prossima stagione di Osservatorio sui Mondi ripropongo la discussione con Franco Battaglia 'Clima ed energia'. Precedente puntata del 2023 ancora attuale https://www.youtube.com/live/Zly3PpQxDKo?si=EncU01OoO1VC4Sbm
Il Veritiero pinned «Il calo dello yen minaccia la tenuta del dollaro https://youtu.be/pXM26dCO60w?si=JFgLuVLwMdf2jxXC»
Il calo dello yen minaccia la tenuta del dollaro https://youtu.be/pXM26dCO60w?si=JFgLuVLwMdf2jxXC
Scoperti oltre 20mila monumenti nascosti sotto la foresta dell'Amazzonia Uno studio pubblicato su Nature utilizza il telerilevamento Lidar per individuare oltre 20mila terrapieni monumentali nell'Amazzonia sudoccidentale. La scoperta amplia di tre volte l'estensione conosciuta della civiltà precoloniale dell'Aquiry e mette definitivamente in discussione l'idea di una foresta vergine scarsamente abitata prima dell'arrivo degli europei. https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Scoperti-oltre-mila-monumenti-nascosti-sotto-la-foresta-dellAmazzonia?fbclid=IwdGRjcATlbLZjbGNrBOVsc3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeDuQDRZNFk2AFy55Bz__5XEOomsiuKzfIcmjzTOk2HttoRp3J14Ez-YM8ubE_aem_BM9hNS78eZAGCgfFO1T_bQ
Certe minchiate non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano
Osservatorio sui Mondi - Dagli accordi Abramo al Patto di Maometto Sullo sfondo della guerra fra Iran e Stati Uniti-Israele, e come previsto nelle precedenti puntate, si finalmente concretizzata in Medio Oriente un'alleanza tripartita fra Stati sunniti: Turchia, Pakistan e Arabia Saudita. Come cambieranno gli scenari della regione e, virtualmente, quelli globali? Ne parliamo con Filippo Bovo. Nella puntata faremo anche il punto sullo stato del conflitto e delle trattative, del possibile nuovo statuto per Hormuz con, finalmente, una proposta concreta che coinvolge l'Oman, e infine le condizioni della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Nella seconda parte della puntata faremo anche una digressione sul conflitto russo-ucraino, in particolare sulla guerra aerea in cui probabilmente si è realizzato un punto di svolta, con il raggiungimento da parte russa della 'supremazia aerea', come stanno riconoscendo alcuni osservatori. Lunedi in diretta ore 15.00 su Il Veritiero https://www.youtube.com/live/M_PsttKCpns?feature=shared