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L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)

L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)

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🐘 L'Elefante nella Stanza è la verità palese che tutti vedono, ma nessuno ha il coraggio di analizzare. Niente sensazionalismo, zero allarmismi: solo analisi rigorosa e fatti verificati. 👇 Sei pronto? Facciamolo insieme.

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15 авг. 2025 г.
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  • Alaska, il ponte tra i continenti Dana Lloyd Thomas Il vertice tra Putin e Trump annunciato per l'agosto del 2025 mette in risalto l'Alaska, il vasto territorio ubicato tra l’Oceano Pacifico, il Mare Glaciale Artico, le coste siberiane russe con lo Stretto di Bering, e il Canada settentrionale. Questo territorio faceva parte dell’Impero Russo per qualche tempo fino alla vendita agli Stati Uniti nel 1867; cessione da mettersi in rapporto con le vicende del sostegno russo per gli stati dell’Unione guidata da Lincoln durante la Guerra di Secessione, nonché con le mosse geopolitiche della Gran Bretagna. Magari non tutti conoscono però il progetto della Ferrovia dello Stretto di Bering, di cui si è parlato ad intervalli da un secolo e mezzo, e che avrebbe dovuto collegare il Nord America e l’Eurasia. https://www.youtube.com/watch?v=NuahPCN6B7k

  • Buongiorno a tutti 🌞 In vista dell’incontro tra Trump e Putin, in programma oggi ad Anchorage in Alaska (21:30 ora italiana), vi propongo la nuova puntata di Kosmic Explorer a cura di Dana Lloyd Thomas: Alaska, il ponte tra i continenti. Buon proseguimento e buon Ferragosto. Loredana

  • 📰 TRASMISSIONI in differita L'EDITORIALE di Un ponte tra mondi, a cura di Alice Lazzari, fondatore del progetto, e Carlo Martelli, caporedattore. "Le centrali della disinformazione" Leggendo le parole del titolo saremmo tentati di dire: "ma sono i quotidiani e le televisioni, che danno notizie false o fuorvianti; sono LORO la disinformazione". Nulla di più pericoloso. Disinformazione non significa dare notizie false, in tutto o in parte, ma ben altro. Quando appaiono notizie raccontate in modo argomentato, ma sottilmente contraddittorio, quando vi è un'accurata scelta di ben precise tematiche e solo di quelle, quando spuntano immagini vecchie di decenni che sembrano fatte apposta per sostenere una ben precisa narrazione (o a confutarne un'altra), ecco che allora viene il sospetto che non ci sia una vera indipendenza nei vari canali o pagine social. Disinformazione non significa falsificare, bensì depistare, dai fatti e nei fatti, operazione per cui è richiesto tempo, accesso ai documenti e loro indicizzazione; come una bella biblioteca elettronica, dettagliata organizzata e costantemente aggiornata. Quanti ce l'hanno? Quanti se la potrebbero permettere? E con quale impiego di risorse? La rubrica EDITORIALE è in diretta ogni venerdì in fascia 18,30. 📻 Segui il progetto UN PONTE TRA MONDI su Telegram: 📢 CANALE (dirette e palinsesto) https://t.me/UnPonteTraMondi 🖋 COMMENTI (interventi degli ascoltatori) https://t.me/CommentiUnpontetramondi 🗂 ARCHIVIO (differite suddivise rubrica per rubrica) https://t.me/unpontetramondi_archivio

  • Buongiorno 🌷 Oggi vorrei condividere con voi l’interessante editoriale del canale Telegram Un ponte tra mondi, a cura di Alice Lazzari e Carlo Martelli: Le centrali della disinformazione. Buon ascolto. Loredana

  • IL PIANO DI ISRAELE PER ANNETTERE LA CISGIORDANIA Il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin, durante un incontro con il leader dei coloni Yossi Dagan il 2 luglio, ha auspicato l’annessione della Cisgiordania. “Penso che questo periodo, al di là delle questioni attuali, sia un’opportunità storica che non dobbiamo perdere”, ha detto Levin. “È giunto il momento di applicare la sovranità” sulla Cisgiordania occupata. Il pensiero di Levin è condiviso anche da altri ministri. Recentemente, 15 ministri del partito Likud hanno firmato una petizione con cui esortano il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad annettere formalmente la Cisgiordania - de iure, come nel caso di Gerusalemme Est (1980) - entro la fine del mese, quando la Knesset sospenderà i lavori per la pausa estiva. “Noi ministri e membri della Knesset chiediamo di applicare immediatamente la sovranità e la legge israeliana sulla Giudea e Samaria (il nome biblico con cui gli israeliani chiamano la Cisgiordania)”, hanno scritto. L'annessione israeliana della Cisgiordania non è iniziata ora. Dal 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni, Israele ha intrapreso in Cisgiordania una politica di annessione strisciante o de facto, attuata mediante cambiamenti radicali sul territorio – ad esempio l'espansione di insediamenti e avamposti e il loro collegamento con Israele mediante infrastrutture, insieme a restrizioni alla circolazione e demolizioni delle costruzioni palestinesi nell'Area C (il 60% della Cisgiordania, sotto totale controllo israeliano). Per decenni, attraverso l'annessione - sia de iure che de facto - i governi israeliani hanno sistematicamente minato la fattibilità della soluzione dei due Stati e il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione. La mappa interattiva (consultabile qui) realizzata da B'tselem, ONG israeliana che si occupa di documentare le violazioni dei diritti umani da parte di Israele nei territori occupati, offre una panoramica di questi ultimi 58 anni. - L’Elefante nella Stanza -

  • Il Sionismo e la sua visione geopolitica Daniele Perra XIX secolo: la nascita del movimento sionista nel suo contesto storico, gli interessi britannici e l'appoggio dei Rotschild - Le suggestioni bibliche dei confini di Israele - Le varie interpretazioni sioniste della questione araba e dell'identità palestinese - il mito della "terra senza popolo" - "Terra redenta" e movimento dei coloni - Le due ossessioni geo strategic he dello Stato di Israele: demografia e delle fonti d'acqua - Accesso alle fonti energetiche e conquista di profondità strategica a scapito dei vicini - Il piano Yinon - La dottrina Dahiya - La direttiva Annibale e l'opzione Sansone. https://www.youtube.com/watch?v=1sLxPeZqao0

  • Buongiorno a tutti 🌷 Vorrei portare alla vostra attenzione la nuova e importante puntata di Teoria Geopolitica a cura di Daniele Perra: Il Sionismo e la sua visione geopolitica. Attualissima. Buon proseguimento. Loredana

  • L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0) pinned «NON È SOLTANTO UN ADDIO “No clickbait, just real issues” (“niente titoli sensazionalistici, solo questioni reali”) è il motto della rivista online Mercator che molti di voi hanno imparato a conoscere attraverso questo canale. Era. Lo scorso marzo, il caporedattore…»

  • THE GASLIGHT EFFECT Gas Light è un’opera teatrale del 1938, ambientata nella Londra vittoriana, scritta dal romanziere e drammaturgo britannico Patrick Hamilton. Questa è la storia di un matrimonio basato su inganni e raggiri, in cui il marito manipola la moglie per indurla a mettere in dubbio la propria sanità mentale e ottenere così accesso alla sua eredità. L’opera di Hamilton fu successivamente adattata per il grande schermo in due pellicole, entrambe intitolate Gaslight: la prima, di produzione britannica, uscì nel 1940; la seconda, diretta dal regista George Cukor e interpretata da Ingrid Bergman, Joseph Cotten e Charles Boyer, uscì negli Stati Uniti nel 1944 (in Gran Bretagna uscì con il titolo Murder in Thornton Square). Il tema centrale della storia colpì profondamente il pubblico, al punto che il titolo dell’opera assunse un significato che trascende i confini del teatro. Una ventina di anni dopo la stesura del testo teatrale, il verbo gaslight e il suo sostantivo gaslighting iniziarono ad essere impiegati per descrivere “una serie di comportamenti manipolatori - come fornire false informazioni o negare ciò che si è appena affermato - volontariamente attivati per minare la fiducia di base della vittima”. Ma fu solo all'inizio degli anni 2000 che il termine gaslighting entrò nel lessico comune. Da allora è diventato così popolare da essere nominato parola dell'anno 2022 dal Merriam-Webster. E l'argomento è ancora attuale. Media gaslighting: cos’è e come evitarlo Sebbene originariamente osservato nelle relazioni interpersonali, il gaslighting si estende a contesti sociali più ampi, spesso in linea con tecniche di propaganda volte a plasmare l'opinione pubblica. I media sono stati spesso accusati di distorcere la realtà attraverso una narrazione selettiva, che omette elementi centrali ed enfatizza quelli accessori, al fine di influenzare la nostra percezione del mondo. In questo caso si parla di media gaslighting. L'obiettivo è minare il dissenso e favorire un consenso controllato. Questo fenomeno non riguarda solo i canali di informazione mainstream, ma spesso, purtroppo, anche quelli alternativi. La consapevolezza e la comprensione sono gli antidoti al gaslighting. Oggigiorno, discernere informazioni accurate e imparziali da quelle fuorvianti rappresenta una vera e propria sfida. È quindi fondamentale che il pubblico diventi un “consumatore di notizie” più attento ed esigente. Ciò comporta la ricerca di fonti di informazione diverse e verificabili, la capacità di valutare criticamente le notizie - con particolare attenzione a quelle che provocano risposte emotive come rabbia, paura e indignazione - e la consapevolezza che i bias cognitivi possono influenzare la nostra capacità di valutare correttamente le informazioni. - L’Elefante nella Stanza -

  • NON È SOLTANTO UN ADDIO “No clickbait, just real issues” (“niente titoli sensazionalistici, solo questioni reali”) è il motto della rivista online Mercator che molti di voi hanno imparato a conoscere attraverso questo canale. Era. Lo scorso marzo, il caporedattore…

  • NON È SOLTANTO UN ADDIO “No clickbait, just real issues” (“niente titoli sensazionalistici, solo questioni reali”) è il motto della rivista online Mercator che molti di voi hanno imparato a conoscere attraverso questo canale. Era. Lo scorso marzo, il caporedattore Michael Cook ha annunciato ai suoi lettori la chiusura della rivista, dopo ben 20 anni di attività. Il motivo è facilmente intuibile: la cultura del clickbaiting ha avuto la meglio. Neil Postman was right! Mercator è solo l’ultima delle riviste online ad aver chiuso i battenti. Stessa sorte per migliaia di blog e siti editoriali in tutto il mondo. Negli ultimi anni, in particolare dopo la “pandemia”, il numero di canali di informazione su internet è esploso. Un mondo di notizie a portata di click! Non è fantastico? Tuttavia, l'abbondanza di informazioni può generare un senso di saturazione nei lettori, portando a una diminuzione dell'interesse e dell'attenzione. Che noia, che barba, che noia! Al fine di rendere le notizie più attraenti e stimolare l'interesse del pubblico, nel mondo dell'informazione si è fatto sempre più frequentemente ricorso a titoli sensazionalistici, a descrizioni esagerate e, talvolta, alla distorsione della realtà. Non mancano, inoltre, casi di vera e propria disinformazione. Oggi, la maggior parte dei contenuti digitali è concepita per intrattenere i lettori piuttosto che per informarli. Coloro che avevano creduto nelle potenzialità di Internet, con l'intento di condividere con i propri lettori contenuti stimolanti, indipendenti, (in)formativi e divulgativi, si trovano ora di fronte a un bivio: conformarsi o vedere il proprio lavoro vanificato. È arrivato il momento... Gestire un canale come questo, con le regole che mi ero imposta, è diventato insostenibile. Per tal motivo, ho preso la decisione - sofferta - di interrompere questa esperienza. L'Elefante nella Stanza rimarrà accessibile come archivio di tutto il materiale già pubblicato, ma da oggi non verranno più proposti nuovi contenuti. Qui, infine, sulle rive del mare, si scioglie la nostra Compagnia. Ringrazio tutti coloro che hanno seguito con interesse questo canale. Grazie per il vostro sostegno. Loredana

  • 22 апр. 2025 г.3 05910из distopia2punto0

    IL PIFFERAIO MAGICO: UNA FIABA MODERNA «Nell'anno 1284 apparve a Hamelin un uomo molto strano. Indossava un mantello variopinto […] e diceva che avrebbe liberato la città da topi e ratti in cambio di una certa somma di denaro». Comincia così la leggenda del pifferaio magico. Le origini della leggenda risalgono al Medioevo. La storia - basata, secondo alcuni, su fatti realmente accaduti - ha ispirato una ballata di Goethe, Der Rattenfänger, una fiaba dei fratelli Grimm, Die Kinder zu Hameln, e una delle poesie più conosciute di Robert Browning, The Pied Piper of Hamelin. E sebbene ogni autore abbia modificato la storia, i punti chiave sono rimasti invariati: il pifferaio fu ingaggiato dalla città di Hamelin per liberarla dalla piaga dei topi. Seguendo le note ipnotiche del flauto magico dell'acchiapparatti, i roditori attraversarono le porte della città verso il loro presumibile destino. Non furono gli unici ad essere ammaliati dalla sua musica. Quando la città si rifiutò di pagarlo per i sui servigi, il pifferaio, con un aspetto spaventoso e uno strano cappello rosso in testa, tornò a prendere i giovani di Hamelin. Incantati dalle note del suo flauto, i bambini seguirono il pifferaio fuori dalla città e semplicemente scomparvero. Quando raggiunsero il fianco della montagna un meraviglioso portale vi si aprì, come se si fosse creata improvvisamente una caverna; il pifferaio entrò e i bambini lo seguirono, e quando alla fine tutti furono all'interno, la porta nella montagna si chiuse rapidamente. [The Pied Piper of Hamelin, Robert Browning, 1842]. Il pifferaio magico non smette di incantare Il pifferaio di Hamelin è una di quelle storie che si leggono da bambini e che da adulti si ripresenta nella quotidianità molto più spesso di quanto non si pensi, soprattutto negli ultimi anni. La figura del pifferaio magico è diventata una metafora che può assumere connotazioni positive e negative, ma sono quest’ultime a prevalere: una persona carismatica che incanta le masse e le conduce ad una tragica fine. Chi è il moderno pifferaio magico? The Piper, brano dell'album Super Trouper del 1980 degli ABBA, è liberamente ispirato alla celebre fiaba, usandola come metafora di una situazione politica distopica, in cui un uomo seduce le genti con il “fuoco nei suoi occhi” e la paura come arma, oscuro riferimento ai totalitarismi. Ma, come nelle peggiori storie, il lupo è alle porte sotto le spoglie di un agnello e opera anche - e soprattutto - sui social media con l’obiettivo di ricondurre i dissidenti nella caverna [di Platone]. Come resistere alla melodia ammaliatrice suonata da influencer e guru? Vincendo quella certa indolenza di chi attende, passivamente, che qualcuno gli prepari la buona o la cattiva novella e, naturalmente, acuendo lo spirito critico. - L’Elefante nella Stanza -

  • 22 апр. 2025 г.1 97021из IlVeritiero

    Ora si apre la vera partita che ci farà capire se la Chiesa si schiererà con i BRICS e il Sud Globale, o con l'ordine occidentale-sionista. Fra i papabili, agli estremi dell'arco conciliare, ricordiamoci Parolin (Occidente collettivo), Pizzaballa (Sud globale), non a caso proveniente dalla diocesi palestinese di Gaza. Un altro tema non da poco, che con una certa sicurezza è trasversale alla contrapposizione geopolitica, è quello ideologico e culturale, fra progressismo e modernismo contro conservazione. Su questo, un altro nome da tenere a mente è Luis Antonio Tage, filippino, nominato cardinale da Bergoglio, probabilmente terzomondista per provenienza, progressista, orientato alla lobby gay del Vaticano, e di orientamento neoconciliare. Sul versante opposto, un altro papabile è l'africano Besungu, anche lui anticolonialista e terzomondista, ma certamente conservatore sull'etica sessuale e su temi culturali: come tutto il clero africano, avverso all'ideologia LGBT. Possibile anche che venga invece trovato un compromesso a ribasso, in chiave di continuità, ma meno divisiva. Tuttavia è difficile che in questo momento storico la scelta critica, fra l'ordine liberale occidentale e le forze emergenti di revisione, possa essere rimandata ulteriormente. La Chiesa cattolica dovrà scegliere con chi schierarsi, sapendo che per la sua sopravvivenza - come spesso in passato - è necessario capire in anticipo la parte vincente della storia con cui schierarsi. Quindi se i temi di morale, etica e discontinuità della dottrina potranno essere rimandate pro tempore, forse, la questione geo-religiosa difficilmente sarà eludibile. In questo contesto la Chiesa romana dovrà capire quale fratello minore dovrà sostenere: Ebrei sionisti o Islam. Altro aspetto non secondario sarà il rapporto con l'Ortodossia, visto che fra le potenze revisioniste c'è il più grande Stato-civiltà ortodosso: la Russia. https://t.me/IlVeritiero

  • La danza delle uova: dal villaggio contadino alla caricatura politica La danza delle uova era un gioco tradizionale di Pasqua che consisteva nel disporre a terra delle uova per poi danzare tra di esse cercando di romperne il minor numero possibile. Un'altra variante (raffigurata in molte delle immagini qui riportate) consisteva nel capovolgere una ciotola su un uovo, il tutto usando solo i piedi e rimanendo all'interno di un cerchio di gesso disegnato sul terreno. Sebbene, come mostrano molte rappresentazioni artistiche, questo passatempo sia associato ai villaggi contadini del XVI e XVII secolo, uno dei primi riferimenti alla danza delle uova riguarda il matrimonio di Margherita d'Austria e Filiberto di Savoia, avvenuto il lunedì di Pasqua del 1498. L'evento fu descritto in un numero del 1895 dell'American Magazine… continua su Public Domain Review. Buona Pasqua! - L’Elefante nella Stanza -

  • Le chiese rupestri di Lalibela, Etiopia Gli altopiani dell'Etiopia settentrionale ospitano undici chiese suggestive e uniche. Le cosiddette chiese scavate nella roccia di Lalibela sono state scolpite direttamente nella roccia vulcanica durante il Medioevo. Queste strutture uniche rimangono tuttora importanti luoghi di pellegrinaggio. Il Regno di Etiopia divenne una delle prime nazioni cristiane al mondo quando il re Ezana, della dinastia aksumita, si convertì nella prima metà del IV secolo. Ciò rende il cristianesimo etiope antico quanto quello romano e precede di secoli la conversione della maggior parte delle nazioni europee. Il re Gebre Mesqel Lalibela (1181-1221 circa) commissionò la costruzione delle chiese rupestri tra il XII e il XIII secolo (la città che prese il suo nome, in precedenza si chiamava Roha). Si narra che Lalibela ebbe un sogno in cui Dio gli disse di costruire una nuova Gerusalemme in Etiopia. Secondo la leggenda, gli angeli lo aiutarono a compiere la sua missione scolpendo per lui tutte le chiese in un solo giorno… continua su DailyArt Magazine. - L’Elefante nella Stanza -

  • DOOMSCROLLING: IL ‘CATTIVO INFINITO’ Il termine inglese doomscrolling, che nasce dall’unione di doom − parola che denota l’oscurità e il male e che significa ‘sorte avversa, sventura’ ma anche ‘condanna’ – e di scrolling ('scorrimento', dal verbo to scroll), descrive l’azione di scorrere compulsivamente le pagine di un sito web o la bacheca di un social network, alla ricerca di cattive notizie. Si ritiene che il termine doomscrolling sia stato utilizzato per la prima volta su Twitter (oggi X) nel 2018, per poi guadagnare popolarità nel 2020. Esiste una ragione per la quale i canali di informazione offrono un flusso infinito di notizie negative: le persone ne sono naturalmente attratte, mentre mostrano una minore attenzione per quelle positive o neutre - tendenza già nota e studiata in ambito sociologico. Tale tendenza viene abilmente sfruttata dai principali mezzi di informazione di massa, nonché da coloro che si autoproclamano contro-informatori. La paura vende. In tale contesto, il catastrofismo, l'allarmismo e il pessimismo si configurano come strumenti narrativi per raccontare l'attualità. Sebbene l'impulso a cercare cattive notizie sia profondamente radicato, possiamo fare in modo che non ci domini. Il doomscrolling alimenta l'illusione di rimanere informati, mentre in realtà ci lascia spesso svuotati e disconnessi. Ma non siamo impotenti di fronte a questa equazione. Riconoscendo le trappole psicologiche che ci fanno scorrere le notizie, possiamo fare un passo indietro, prendere il controllo e impegnarci nel mondo alle nostre condizioni, non come consumatori passivi di angoscia, ma come partecipanti attivi a una vita che merita la nostra piena presenza. [Doomscrolling. The Psychology Behind Our Obsession with Bad News, RJ Starr]. - L’Elefante nella Stanza -

  • 17 апр. 2025 г.1 8694из IlVeritiero

    Haaretz: per Israele Gaza è come il Vietnam https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html

  • Recenti scoperte hanno rivelato dettagli sorprendenti sui trattamenti medici durante l'Età del Ferro. Analizzando i resti di un guerriero celtico, sepolto in un grande tumulo nel sito di Heuneburg, nella Germania meridionale, i ricercatori hanno scoperto che l'uomo aveva subito una grave ferita al bacino causata presumibilmente da una freccia. La TAC 3D ha mostrato la presenza di un foro profondo nell'osso ischiatico sinistro vicino alla cavità dell'anca. I ricercatori ritengono che i medici dell'epoca avessero strumenti specializzati per trattare le ferite: “La guarigione della ferita implica che la punta della freccia è stata rimossa con perizia e che la ferita ha ricevuto un trattamento medico adeguato”, hanno dichiarato. Poiché l'uomo avrebbe impiegato diverse settimane per rimettersi, si ipotizza che facesse parte di una classe sociale privilegiata che gli avrebbe garantito le risorse e il supporto necessari mentre rimaneva a riposo… continua qui. - L’Elefante nella Stanza -

  • Il carburante “verde” potrebbe contenere olio di palma — WUWT Anni fa, alcune menti scaltre pensarono che utilizzare l'olio di palma per produrre biodiesel sarebbe stato un bene per il pianeta, in quanto avrebbe evitato le emissioni di anidride carbonica dei combustibili fossili. Da allora abbiamo conosciuto la catastrofe ambientale che ne è derivata. Ora la situazione si complica. Presumibilmente l'HVO potrebbe essere prodotto utilizzando l'olio esausto, ma (sorpresa, sorpresa) operatori disonesti [secondo quanto riportato dalla BBC] stanno apparentemente utilizzando l'olio di palma vergine! Perché qualcuno dovrebbe sorprendersi? Se si crea un mercato sovvenzionato e artificiale per qualcosa, la gente cercherà di imbrogliare. È successo con i pellet da biomasse ed è successo anche con il mercato delle compensazioni di carbonio. - L’Elefante nella Stanza -

  • Inviato di Trump: “Putin è aperto a un accordo di ‘pace permanente’ con l'Ucraina” Nonostante i ripetuti colloqui, Trump non è riuscito a ottenere concessioni da parte del Cremlino su un cessate il fuoco, anche in seguito all'incontro del suo inviato con Putin a San Pietroburgo venerdì, il terzo dal suo ritorno alla Casa Bianca. TRT GLOBAL — L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il leader russo Vladimir Putin si è mostrato aperto a un accordo di "pace permanente" con l'Ucraina, a seguito di colloqui volti a porre fine alla guerra che dura da oltre tre anni… continua qui. Ma a frenare i possibili entusiasmi, ci ha pensato Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri russo, in un’intervista al quotidiano Kommersant: “Non è facile concordare gli elementi chiave di un accordo. Sono in fase di discussione”. - L’Elefante nella Stanza -

L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0) — tgindex