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  • 12 agosto, Santa Chiara d'Assisi, Vergine (Assisi, 1193 ca – Assisi, 11 agosto 1253). "Santa Chiara Vergine, prima pianta delle Povere Donne dell’Ordine dei Minori, chiamata alle eterne nozze del divino Agnello nel giorno precedente". Per quella specialissima divozione che aveste a Gesù Cristo in Sacramento, onde il trovarvi alla sua presenza e l'esser tosto rapita in estasi era la medesima cosa, e sebbene amatissima dell'estrema povertà, pur voleste sempre, che fosse magnifico ciò che servir doveva al santo Altare, e per questo con breve preghiera fatta insieme alle vostre consorelle innanzi all'Ostia Sacrosanta cacciaste in precipitosa fuga quei barbari Saraceni i quali già minacciavano dell'ultimo sterminio non solo il vostro monastero, ma eziandio tutta la città di Assisi; deh! impetrate a noi la grazia, o ammirabile Santa Chiara, di far nostra delizia la visita dei sacri templi, la frequenza dei sacramenti, l'assistenza ai santi misteri e la devozione più affettuosa alla santissima Eucaristia, affine di essere confortati da essa in tutto il tempo della vita e scortati con sicurezza alla beata eternità. Così sia. Giuseppe Nuvolone, Santa Chiara rapita dalla visione di san Francesco d'Assisi, 1660.

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  • https://youtu.be/PljRoV6Pfn0?feature=shared

  • 11 agosto, Santa Filomena, Martire. San Giovanni Maria Vianney era molto devoto a santa Filomena e attribuiva all'interecessione della santa martire molte grazie ricevute nella parrocchia di Ars. Le epurazioni del calendario liturgico volute da Giovanni XXIII colpirono anche la santa: «Il giorno della festa di santa Filomena sia eliminato da qualsiasi calendario» (Congregazione dei Riti, 14/2/1961). O gloriosa Santa Fllomena, che per aver rinunziato generosamente alla vana gloria del mondo e per avere scelto le persecuzioni, il dolore, il vituperio, l'infamia, piuttosto che mancare alla fedeltà da voi giurata al Divino Sposo, siete ora da Lui così largamente rimunerata da farvi prostrare davanti i popoli della terra, i quali da ogni parte vi erigono altari, invocano il vostro nome e continuamente gareggiano nell'onorarvi, ottenete a noi tutti la grazia di rinunziare totalmente alla superbia, per far acquisto della santa umiltà, che è il fondamento di ogni virtù e la vera via della gloria, cosicchè d'ora in avanti, nulla fidando in noi medesimi, cerchiamo in Dio ogni nostro decoro, in Dio riponiamo ogni nostra fiducia, e vili riputandoci e da nulla, ci rendiamo degni di tutte quelle grazie 'che per mezzo vostro gli domandiamo. Tre Gloria Patri. IMPRIMATUR: In Curia Arch. Mediolani, die 28 Julii 1 913 Can. Joannes Rossi, Vic. Gen.

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  • 10 agosto, San Lorenzo Martire (+ Roma, 10 agosto 258). “A Roma, sulla via Tiburtina, il natale del beato Lorenzo Arci­ diacono, il quale, nella persecuzione di Valeriano, dopo mol­tissimi tormenti di prigionia, diverse verghe, bastoni, flagelli piom­bati e lastre infuocate, alla fine, arrostito su una graticola di ferro, compì il martirio; il suo corpo dal beato Ippolito e dal Prete Giu­ stino fu sepolto nel cimitero di Ciriaca, al campo Verano”. I) O glorioso San Lorenzo, che fatto pel vostro disinteresse, pel vostro zelo, primo dei sette diaconi della Chiesa romana, quindi custode e amministratore di tutti i di lei beni per il sollievo dei poveri e pel decoro del culto divino, domandaste ardentemente ed otteneste di seguire il Sommo pontefice S. Sisto nella gloria del martirio, ottenete a noi tutti la grazia di vivere sempre staccati da tutte le cose del mondo e di riguardare come vantaggi i patimenti e i travagli di questa terra. Gloria. II) Glorioso S. Lorenzo, che prossimo a spargere il sangue per la fede di Gesù Cristo vi esercitaste in tutte le opere di umiltà e della carità evangelica, lavando i piedi ai ministri degli altari, dispensando ai poveri tutte le ricchezze, restituendo la vista a Crescenziano ed a Lucillo e convertendo alla fede Ippolito custode del vostro carcere, ottenete a noi tutti la grazia di non consumare il sacrifizio di nostra vita senza aver prima colla pratica delle cristiane virtù adunati grandi meriti per paradiso. Gloria. III) Glorioso S. Lorenzo che dopo aver con eroica intrepidezza sostenuti gli slogamenti della tortura, i laceramenti degli scorpioni di ferro, con un eroismo non più veduto, vi rideste dei carnefici e dei tiranni mentre eravate arrostito a fuoco lento su d’una graticola, per cui si estese la vostra fama in tutto quanto l’universo, ottenete a noi tutti la grazia di mantenerci sempre immobili nella fede, malgrado tutte le tentazioni del demonio e le persecuzioni del mondo e di vivere in tale maniera da meritarci nell’altra vita la vostra beata immortalità. Gloria. V Spinello Aretino, San Lorenzo, XIV secolo.

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  • Omelia di don Marco Laghi

  • Omelia di Padre Daniele

  • Omelia del Canonico don Tommaso Nguen

  • 9 agosto 2026, XI domenica dopo la Pentecoste. "Gesù sospira per il sordomuto, rivelando la sua compassione per la infelicità fisica e morale dell'uomo. Sul Calvario, il Figlio di Dio darà tutto se stesso perché l'umanità possa trovare, nella grazia, rimedio a tutti i mali. Il conforto di Dio scende come un balsamo sulle nostre miserie ed anche l'ultimo degli uomini, diventato figliuolo di Dio, nutre nel cuore desideri di infinito, certezza di consolazione, di gioia e di gloria. Non dobbiamo essere sordi e muti dinanzi alle meraviglie del-l'amore di Dio, ma esaltarle con le parole e con le opere" (Evangeliario festivo, Marietti 1959, note di mons. Salvatore Garofalo).

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  • 6 agosto, Trasfigurazione di Nostro Signore Cristo Gesù. Nel Messale Romano la lettura del Vangelo della Trasfigurazione è antichissima, assegnata al sabato delle Quattro Tempora di Quaresima e successivamente anche al giorno successivo, la seconda domenica quadragesimale. La festa di oggi è più recente, poichè fu estesa alla Chiesa Universale dal papa Callisto III nel 1457, come ringraziamento per la vittoria dell'esercito cristiano contro i Turchi a Belgrado nel 1456. Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del tuo Unigenito hai confermato i misteri della fede con la testimonianza dei padri e, con voce partita da nube luminosa, hai meravigliosamente proclamata la perfetta adorazione dei figli, concedici, propizio, di poter divenire coeredi del Re della gloria e partecipi della sua medesima gloria. Rodolfo Villani, mosaico nell'abside della basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor, 1919-1924.

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  • https://www.maurizioblondet.it/papa-leone-approva-il-nuovo-vescovo-nella-falsa-chiesa-cattolica-cinese/

  • 5 agosto, Dedicazione di Santa Maria della Neve (la basilica romana di Santa Maria Maggiore). "A Roma, sull’Esquilmo, la Dedicazione della Basilica di santa Maria della Neve". Masolino, Fondazione di Santa Maria Maggiore, 1428.

  • Omelia di don Fausto Buzzi

  • 4 авг.11451из salusanimarum

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  • 4 agosto, San Domenico di Guzman, Confessore (Caleruega, 1170 - Bologna, 6 agosto 1221), fondatore dell'Ordine dei Predicatori. O glorioso Padre nostro Domenico, che fosti esempio di penitenza e di castità affinando il tuo corpo con macerazioni, digiuni e veglie, ottienici la grazia di esercitare la virtù della penitenza con impegno totale e di custodire la purezza del cuore con una sensibilità permeata di vita nuova. Pater, Ave, Gloria. O grande Padre nostro Domenico, che acceso dal fuoco dell'amore divino trovasti le tue delizie nella preghiera e nell'intima unione con Dio, ottienici la fedeltà nella pratica quotidiana dell'orazione, un fervido amore verso Dio e la grazia di adempiere sempre meglio, di giorno in giorno, i suoi precetti. Pater, Ave, Gloria. O glorioso Padre nostro Domenico, che, pieno di zelo per la salvezza delle anime, predicasti con assiduità la parola evangelica e fondasti l'Ordine dei Predicatori per la difesa della vera fede e per la conversione dei peccatori, prega Dio per noi, affinché ci conceda la grazia di amare sinceramente i nostri fratelli e di aiutarli con preghiere e opere buone, per la loro santificazione e la loro eterna salvezza. Pater, Ave, Gloria. Beato Angelico, San Domenico, particolare della Pala di Perugia, 1447-1449.

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