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News dal mondo finanziario e dai mercati. I post non sono consigli di investimento.

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  • 9 авг.498212

    L'indicatore Bull & Bear di Bank of America ha appena raggiunto quota 9.7, il livello più alto dal 2021, e si trova saldamente in territorio di estremo rialzo, con segnali di vendita. Ogni lettura precedente superiore a 8 dal 2002 ha segnato un massimo locale, da gennaio 2004 a febbraio 2018 fino a dicembre 2020. Questa lettura si colloca ora tra le più estreme mai registrate. Di conseguenza, Bank of America raccomanda una rotazione verso asset difensivi, obbligazioni e dollaro. Gli estremi del sentiment non indicano con precisione il momento dell'inversione di tendenza, ma questo livello ha costantemente segnalato posizioni eccessivamente elevate che sono state poi liquidate. 📈 3$T Finanza&Mercati Telegram | Community | Youtube | Instagram

  • Perché gli Stati Uniti stanno acquistando yen giapponesi? Una semplice nota scritta a mano dal Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha catturato l'attenzione dei mercati: ✍️ "Buy Japanese Yen (JPY) – 5-10 miliardi di dollari." Pochi giorni dopo è arrivata la conferma: Washington e Tokyo sono intervenute congiuntamente per sostenere lo yen, un'azione coordinata che non si vedeva dal 2011. Ma perché gli Stati Uniti dovrebbero difendere la valuta giapponese? La risposta è semplice: il Giappone detiene circa 1.200 miliardi di dollari di Treasury USA, rendendolo uno dei principali creditori degli Stati Uniti. Se lo yen dovesse continuare a indebolirsi, molti investitori giapponesi potrebbero decidere di vendere in massa i titoli di Stato americani per riportare i capitali in patria. Le conseguenze sarebbero rilevanti: 📉 Vendite massicce di Treasury → prezzi in calo 📈 Rendimenti in forte aumento 💰 Mutui, prestiti e costi di finanziamento più elevati per famiglie e imprese statunitensi. Per evitare questo effetto domino, Stati Uniti e Giappone hanno scelto di sostenere lo yen, riducendo il rischio di tensioni sul mercato obbligazionario americano. 👉 Ancora una volta i mercati dimostrano quanto siano interconnessi: una crisi valutaria a Tokyo può trasformarsi rapidamente in un aumento dei tassi d'interesse... a New York.

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  • IL PREZZO DELL' AI CROLLA CINQUE VOLTE PIÙ VELOCE DI QUELLO DEI PC Il costo dei modelli di intelligenza artificiale è diminuito del 90% in circa tre anni: la stessa contrazione che i personal computer impiegarono quindici anni a compiere nel ciclo di investimento ICT partito nel 1980. Corretto per la qualità, il dato è ancora più netto: il rapporto prezzo/intelligenza è crollato del 97% in meno di tre anni. I dati sono di Goldman Sachs Global Investment Research su elaborazioni del Dipartimento del Commercio statunitense. La distinzione tra le due misure è ciò che rende il fenomeno senza precedenti. Il prezzo per milione di token cattura solo il costo nominale; il rapporto prezzo/intelligenza misura quanto costa una unità di capacità, e incorpora il fatto che i modelli di oggi non sono gli stessi di tre anni fa: sono radicalmente migliori. Il consumatore di intelligenza artificiale paga meno per un prodotto superiore, una dinamica che nella storia della tecnologia si è vista solo con i semiconduttori, e mai a questa velocità. La lezione dei cicli precedenti è univoca: quando il costo di una tecnologia di base crolla, il suo consumo aggregato esplode. È il paradosso di Jevons applicato al calcolo: l'efficienza non riduce la domanda di risorse, la moltiplica. I PC divennero ubiqui non quando erano potenti, ma quando divennero economici; lo stesso accadde con la banda larga, con lo storage, con la fotografia digitale. Se la storia si ripete, il crollo dei prezzi non è il segnale della fine del ciclo di investimento, ma la condizione della sua estensione: ogni riduzione di costo apre casi d'uso prima antieconomici. La scommessa dell’IA è sulla tecnologia, ma anche sull’elasticità della domanda. Federica Nerini Business Strategic Analyst at Deloitte

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  • 5 июл.1 008107

    📊 L'AI sta creando la prossima grande correzione del mercato? L'S&P 500 quota oggi oltre il 25% sopra la sua media mobile a 200 settimane. Negli ultimi decenni, ogni volta che l'indice ha raggiunto un'estensione simile, il mercato ha successivamente attraversato una fase di raffreddamento. Coincidenza o segnale da non sottovalutare? Nel frattempo, dall'inizio di giugno sono andati in fumo circa 2.500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Eppure l'S&P 500 rimane appena il 3% sotto i massimi storici. Questo racconta solo una parte della storia. Sotto la superficie sta emergendo una rotazione sempre più evidente. Le mega-cap tecnologiche, che hanno trainato il mercato negli ultimi quattro anni, iniziano a perdere slancio. Dopo mesi di investimenti record nell'intelligenza artificiale, gli investitori iniziano a chiedersi se le aspettative siano diventate troppo ottimistiche. La domanda è semplice: il mercato sta iniziando a prezzare il rischio che la corsa all'AI abbia superato i fondamentali? Eppure il quadro complessivo è meno negativo di quanto sembri. Escludendo il settore tecnologico, la crescita degli utili resta solida: • 🏦 Banche: +11% • 📡 Comunicazione: +15% • 🏭 Industriali: +16% • 🛍️ Consumi: +14% • 🛢️ Energia: +20% In altre parole, l'economia corporate americana continua a mostrare fondamentali robusti. Lo dimostra anche il Dow Jones Industrial Average, che grazie alla minore esposizione alle Big Tech ha mostrato una resilienza superiore rispetto all'S&P 500 nelle ultime settimane. Il rischio, quindi, potrebbe non essere un mercato ribassista generalizzato, ma una prosecuzione della rotazione dai titoli che hanno beneficiato maggiormente dell'entusiasmo per l'AI verso settori con valutazioni più sostenibili. Se questo scenario dovesse confermarsi, l'attuale debolezza delle Big Tech potrebbe rappresentare più un processo di normalizzazione che l'inizio di una crisi. 🎯 I mercati non stanno necessariamente premiando chi cresce di più. Stanno iniziando a premiare chi riesce a giustificare le proprie valutazioni.

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  • L'oro non sta crollando. Sta facendo qualcosa di molto più interessante. L'ultima volta che l'oro ha formato questo pattern, ha trascorso i successivi 18 mesi muovendosi lateralmente. Nel 2019, una Golden Cross ha segnato l'inizio di un rally da circa 1.200 dollari a oltre 2.000 dollari. Quando la Death Cross è apparsa nel 2021, l'oro non è crollato. Si è consolidato tra i 1.700 e i 1.900 dollari prima del successivo movimento importante. Il grafico odierno appare sorprendentemente simile. L'oro è salito da circa 1.900 dollari a oltre 5.600 dollari dopo la Golden Cross del 2024. Ora si sta formando una Death Cross. Se la storia si ripete, la prossima fase potrebbe non essere un crollo. Potrebbero essere 12-18 mesi di consolidamento tra circa 3.900 e 4.500 dollari prima che emerga il prossimo trend. I mercati non si ripetono sempre. Ma spesso fanno rima. Pensi che l'oro scenderà ulteriormente o entrerà in un'altra lunga fase di consolidamento? Ne discutiamo nel nostro gruppo: https://t.me/Chat3ST

  • Perché tutto sta crollando? Oltre 3 trilioni di dollari bruciati in 24 ore. Bitcoin: -3,52% ORO: -2,24% Argento: -4,78% KOSPI: -10,68% NIKKEI: -4,85% Hang Seng: -3% Futures USA: -1% Alcuni dei motivi principali sono: 1) 💥Forti vendite di titoli legati all'IA, alla tecnologia e ai semiconduttori, con gli investitori che realizzano profitti dopo un forte rally. 2) 💥Il recente aumento dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone sta restringendo la liquidità globale e mettendo sotto pressione i mercati. 3) Dati sull'occupazione negli Stati Uniti migliori del previsto hanno alimentato i timori che la Fed possa mantenere i tassi di interesse alti più a lungo. 4) L'orientamento restrittivo della Fed ha ridotto le aspettative di tagli dei tassi, con i funzionari che segnalano la possibilità che i tassi rimangano elevati più a lungo. 5) Gli investitori potrebbero ridurre l'esposizione al rischio e orientarsi verso liquidità e attività difensive.

  • 🚀 SpaceX sbarca a Wall Street: arriva l'IPO più grande di sempre Il 12 giugno segnerà una data storica per i mercati finanziari: Elon Musk porterà SpaceX in Borsa con quella che si preannuncia come la più grande IPO mai vista negli Stati Uniti. 🇺🇸 📈 I numeri dell'operazione • Prezzo di collocamento: 135 dollari per azione • Raccolta stimata: 75 miliardi di dollari • Valutazione complessiva: 1.750 miliardi di dollari, superiore persino a quella di Tesla • Ticker: SPCX sul Nasdaq Non mancano però le ombre. SpaceX non entrerà subito nell'S&P 500: S&P Global ha escluso la società dall'indice a causa della perdita netta registrata nel 2025, pari a 4,94 miliardi di dollari. Un risultato negativo arrivato nonostante la forte crescita del business, con ricavi aumentati del 33% fino a 18,67 miliardi grazie soprattutto a Starlink. 🚫 ✅ La buona notizia per gli investitori è che il titolo farà comunque parte del Nasdaq 100. Nel presentare l'operazione, Musk ha spiegato che l'azienda sta entrando in una fase di espansione senza precedenti e che il nuovo capitale sarà fondamentale per sostenere la crescita futura. 💭 La vera domanda è una sola: A 135 dollari per azione, compreresti SpaceX? Ne discutiamo nel nostro gruppo: https://t.me/Chat3ST

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  • La bolla dei passivi e del tech sta per esplodere? Catalyst plausibile: le IPO attese nelle prossime settimane. Prendiamo l’esempio di SpaceX: si parla di una valutazione pari a circa 100× sui ricavi, nonostante perdite consistenti. Le autorità americane hanno inoltre allentato regole che una volta richiedevano più trimestri in utile per l’ingresso negli indici principali, facilitando l’inclusione immediata di società ancora in perdita. Conseguenze probabili: Venture capital e banche d’investmento venderanno le loro partecipazioni. Le azioni saranno veicolate verso ETF e piani pensione retail, con molti risparmiatori inconsapevoli. Si verificherà un trasferimento di ricchezza da Main Street a Wall Street e agli operatori del tech. Il contesto macro è fragile: fiducia dei consumatori ai minimi, crisi energetica in corso e numerose small‑mid cap quotate a multipli contenuti su utili e cash flow. 📈 3$T Finanza&Mercati Telegram | Community | Youtube | Instagram

  • La Corea del Sud ha superato l'S&P 500 nell'ultimo decennio. Tutta la sovraperformance è arrivata nell'ultimo anno, grazie essenzialmente ai titoli Samsung e SK Hynix. I titoli Samsung Electronics e SK Hynix esercitano un peso dominante sull'indice principale sudcoreano KOSPI e sugli ETF dedicati, arrivando a pesare complessivamente oltre il 50% a seconda dell'indice e del fondo. Questa elevata concentrazione riflette il loro ruolo cruciale a livello globale nel settore dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale. L'andamento dell'indice KOSPI è guidato in larga misura dall'andamento di queste due sole aziende. 📈 3$T Finanza&Mercati Telegram | Community | Youtube | Instagram

  • 25 мая961612

    Non serve essere un genio per capire dove porta questo meccanismo. Il Nasdaq ha modificato le regole per consentire a SpaceX di entrare nel Nasdaq 100 appena 15 giorni dopo la quotazione, con un flottante minimo ma una ponderazione enorme. Schema semplice: -> viene quotata una piccola quota della società; -> il mercato spinge il prezzo al rialzo in attesa dell’ingresso nell’indice; -> i fondi passivi sono costretti a comprare a qualsiasi prezzo; -> dopo il lock-up, gli insider vendono su valutazioni artificialmente sostenute dagli indici. JPMorgan stima che questa operazione obbligherà i fondi passivi a vendere circa 95 miliardi di dollari di altri titoli tech per fare spazio a SpaceX. Il problema degli investimenti passivi non è più solo la distorsione dei prezzi: ora le regole vengono adattate per accelerarla a favore dei grandi emittenti. I vincitori sono gli insider. I perdenti, gli investitori nei fondi indicizzati costretti a comprare ai massimi. Due conseguenze pratiche: 1. Considerare un ETF “sicuro” senza capire come replica l’indice è sempre più rischioso. 2. Le migliori opportunità di lungo periodo potrebbero trovarsi fuori dagli indici, prima che il capitale passivo le trasformi in trade affollati. 📈 3$T Finanza&Mercati Telegram | Community | Youtube | Instagram

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  • Gli hedge fund stanno vendendo allo scoperto il mercato azionario statunitense ai massimi livelli dal 2021. L'esposizione short agli indici azionari statunitensi e agli ETF ha appena raggiunto il 13% dell'esposizione lorda totale. È quasi il doppio rispetto al periodo pre-COVID e il valore più alto degli ultimi 5 anni. L'S&P 500 è vicino ai massimi storici. I rendimenti obbligazionari sono ai livelli del 2007. E il mercato obbligazionario giapponese sta crollando. Gli investitori retail coreani stanno prendendo a prestito somme record per inseguire i rialzi azionari. I piccoli investitori comprano e gli hedge fund vendono allo scoperto. Uno dei due sta per sbagliarsi di grosso. 📈 3$T Finanza&Mercati Telegram | Community | Youtube | Instagram

  • 15 мая1 130610

    IL MERCATO OBBLIGAZIONARIO STATUNITENSE STA LANCIANDO UN AVVERTIMENTO GRAVE. Mentre l'indice S&P 500 raggiunge nuovi massimi storici, il mercato obbligazionario sta scontando tassi d'interesse più elevati per un periodo prolungato. Il rendimento trentennale è al 5,085%. Quello ventennale è al 5,092%. Quello decennale è al 4,538%. Tutte le scadenze sono in aumento contemporaneamente. Le azioni sono ai massimi storici perché il boom dell'intelligenza artificiale sta trainando gli utili e il mercato sta scontando anni di crescita continua. Ai rendimenti obbligazionari non importa dell'intelligenza artificiale. A loro importa di un deficit annuo di 2 trilioni di dollari, del petrolio a 100 dollari, di un'inflazione persistente e di un governo che si indebita ogni giorno di più per finanziare una guerra. Entrambe le previsioni non possono essere corrette. E storicamente non è il mercato obbligazionario ad avere torto. 📈 3$T Finanza&Mercati Telegram | Community | Youtube | Instagram

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