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  • ALLE 17, ORA ITALIANA, UN’UDIENZA CONVOCATA DA DIFESA E ACCUSA Luigi Mangione, il 28enne accusato dell'omicidio del AD di UnitedHealthcare Brian Thompson, potrebbe dichiararsi colpevole delle accuse federali a suo carico in un'udienza, convocata in fretta e furia, su richiesta congiunta di accusa e difesa. ‼️⚠️Forse è stato raggiunto un accordo per un patteggiamento. L'udienza è fissata alle 11 ora locale, le 17 in Italia. Nel procedimento davanti alla corte federale, le contestazioni mosse contro Mangione riguardano principalmente reati di "stalking culminato con la morte", per cui rischia l'ergastolo. Le accuse statali si concentrano invece sull'esecuzione materiale dell'omicidio di Brian Thompson a New York. Proprio ieri avevo scritto un articolo e registrato questo video analisi sul Fenomeno Mangione ⬇️ https://www.instagram.com/reel/Db-vKuWINvD/?igsh=MWVlbXFqNXlkZ3Bhdg==&igsi=MWVlbXFqNXlkZ3Bhdg==

  • Nell’articolo per #IlGiornaledItalia racconto il caso del Massachusetts e la legge che consente di abortire oltre la 24esima settimana di gravidanza. Chi la sostiene parla di autodeterminazione della donna, di libertà di scelta e di tutela del rapporto tra medico e paziente. Non ritengo che ogni limite rimosso debba essere considerato una conquista per le donne. A 24 settimane io ricordo perfettamente mio figlio nella pancia. Lo sentivo muoversi, lo percepivo. Al di là delle posizioni politiche, credo sia legittimo e doveroso chiedersi se davvero a questo stadio della gravidanza possiamo parlare soltanto di autodeterminazione o c’e molto di più su cui riflettere... https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/812831/massachusetts-aborto-oltre-24esima-settimana.html?fbclid=IwZnRzaATr6KZwZG9mBWZkaWQWUMd0zze1ZdPFUce9LSt2cKPXWyJRImV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR6wBK-esh6rl85L93qbyvL-ySQGEakbwr1zAXm8gZLAWukriezV98jMZXM-YQ_aem_bKGvWT0OkW3bjkzFt2jqGg

  • Inizio a raccontarvi, un pezzo alla volta, alcune delle novità che mi accompagneranno nei prossimi mesi. La prima è che da oggi mi trovate anche su Il Giornale d’Italia. Uno spazio in più dove continuare a fare quello che mi piace: raccontare le notizie, approfondirle e, quando serve, aggiungere qualche pensiero libero sui temi del momento. Ho iniziato dal caso #LuigiMangione e tutto quello che si è costruito intorno alla sua figura: la giuria anonima, il peso dei suoi sostenitori sui social e quel confine sempre più sottile tra giustizia, protesta e spettacolo. Questa è solo la prima delle novità! Nelle prossime settimane ve ne racconterò altre. Vi lascio qui il link all’articolo: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/812483/ny-luigi-mangione-a-processo-per-omicidio-di-brian-thompson-giudice-stabilisce-giuria-anonima-rischio-influenze-esterne.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

  • Dopo il caso del giornalista pedofilo, già vicedirettore di un’emittente molto importante, e che avevo incrociato anche nel mio cammino professionale, dopo la storia di un altro giornalista che ha messo in scena un attentato incendiario alla propria abitazione, fingendo di essere vittima della malavita. Ora si aggiunge il caso Lavitola, un giornalista (oltre che imprenditore) che ha ammesso di aver inscenato e organizzato lui stesso l’attentato all’amico e collega Sigfrido Ranucci. Una riflessione amara sulla mia categoria: c’è un abisso di acque torbide anche dentro una professione che, almeno idealmente, dovrebbe avere le spalle dritte. Certo, vale per qualsiasi professione. Esistono medici che tradiscono il proprio giuramento, giudici corrotti, membri delle forze dell’ordine che abusano del ruolo. Eppure sul giornalismo ho conservato gelosamente una convinzione quasi sacra. Che un giornalista potesse essere “venduto”? Certo. Che potesse scrivere cose nelle quali non crede o che potesse diventare servo di un sistema, di un partito, di un editore o di un interesse? Anche. Ma arrivare fin qui? La dura verità è che il giornalismo non rende migliori le persone. Ma non esime chi lo pratica ad una responsabilità enorme. https://www.adnkronos.com/cronaca/attentato-ranucci-lavitola-interrogatorio_3tJirJljgQL8XxdVQ0vdaB

  • Il 10 agosto 2019, 7 anni fa, moriva in carcere Jeffrey Epstein. A marzo sono stata a New York in alcuni dei luoghi che hanno segnato la sua vita. Come la sua casa nell’Upper East Side, ribattezzata “degli orrori”, un palazzo enorme nel cuore di Manhattan dove negli anni sono passati personaggi ricchissimi e influenti. Per chi non l’avesse già visto e fosse interessato posto di nuovo il link al mio reportage https://youtu.be/lK0kTnKJ4j4?si=hSRbUgBlEyZlWpy9

  • 9 авг.486195

    Sono a Oslo davanti a Palazzo Reale. Guardandolo mi è tornata in mente la storia dei rapporti tra la futura regina, Mette-Marit, e Jeffrey Epstein. Dagli #Epsteinfile sono emerse email che raccontano una certa confidenza. Si chiamavano “tesoro”, “molto affascinante”. Ci sono centinaia di messaggi nel corso degli anni. Nel 2011 lei gli scrive di averlo cercato online. E ammette che quello che aveva trovato su di lui “non sembrava un granché”. Ma i contatti continuano. Quando i documenti sono diventati pubblici, la principessa ha dichiarato: “Ho dimostrato scarso giudizio e mi pento di aver avuto qualsiasi contatto.” Prima che emergessero le email, Mette-Marit aveva ridimensionato la natura dei rapporti con Epstein. Ma quei messaggi hanno raccontato una confidenza diversa. Ed Epstein era già stato condannato nel 2008 per prostituzione minorile. Per una donna destinata a diventare regina è accettabile una condotta simile? A guardare i sondaggi, una parte consistente dei norvegesi sembra avere parecchi dubbi.

  • 8 авг.478201

    Ci sono storie di cronaca delle quali, negli anni, abbiamo letto e ascoltato praticamente tutto. Sentenze, ricostruzioni, perizie, interviste, speciali televisivi. Ma raramente abbiamo la possibilità di rivolgerci direttamente alle persone che di quelle storie sono state protagoniste. Ho recuperato il contatto di una persona al centro di uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni e sto pensando di scriverle. L’idea è più ampia: provare ad aprire un canale diretto con persone al centro di grandi vicende di cronaca e porre loro domande precise, anche quelle rimaste senza risposta. È un tipo di lavoro che vi interesserebbe seguire? E soprattutto: ci sono casi o persone alle quali vorreste che provassi a rivolgermi? Attendo di leggere le vostre risposte.

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  • Qui di seguito trovate il link di accesso al gruppo di discussione che ho appena creato qui su Telegram. Vi aspetto per confrontarci un po’ su tutto! ⬇️ https://t.me/virginiacamerierichat

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  • 6 авг.541385

    In questi giorni in Norvegia ho visto diversi parchi giochi. Qui gli scivoli non si raggiungono con una scaletta, bisogna arrampicarsi: corde, reti, pareti inclinate. Il gioco non è solo la discesa. È capire come arrivarci. Nel libro “La generazione ansiosa”, Jonathan Haidt racconta come in molti Paesi i parchi giochi siano stati progettati per essere sempre più sicuri, fino a eliminare ogni elemento di sfida. Ma per lui questa iperprotezione ha un costo: se togliamo ai bambini le piccole sfide del mondo reale, rischiamo di sottrarre occasioni per sviluppare autonomia, fiducia e capacità di affrontare gli imprevisti. E, paradossalmente, mentre li proteggiamo sempre di più fuori, li lasciamo esposti ai rischi del digitale. La riflessione che mi porto a casa è che dovremmo distinguere meglio tra pericolo e sfida. Eliminare il primo è un dovere. La seconda, forse, è un errore. Chissà se anche il modo in cui costruiamo un parco giochi non dica qualcosa del tipo di adulti che speriamo di far crescere.

  • 4 авг.542171

    Tutti parlano dell’Odissea di Christopher Nolan. Io, invece, voglio raccontare un’altra odissea. Quella di chi paga centinaia di euro una cabina su un traghetto per attraversare il mare di notte e scopre che dormirci è impossibile. #gnv #sardegna #traghetto…

  • Virginia Camerieri pinned a video

  • Tutti parlano dell’Odissea di Christopher Nolan. Io, invece, voglio raccontare un’altra odissea. Quella di chi paga centinaia di euro una cabina su un traghetto per attraversare il mare di notte e scopre che dormirci è impossibile. #gnv #sardegna #traghetto #codacons

  • 20 июл.1 2484

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  • 20 июл.1 190544

    …Ho sempre pensato che la chiusura di un capitolo non significhi mettere un punto, ma avere la determinazione di scrivere un nuovo racconto. Ogni cambiamento porta con sé un’incognita, ma anche la possibilità di ridefinire i propri obiettivi, non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per continuare a crescere. Tra le cose che custodirò con particolare affetto c’è il disegno di un bambino che mi ha ritratta mentre conducevo il tg. Perché il riconoscimento più importante non è un titolo, ma sapere di essere entrati, anche solo per qualche minuto al giorno, nella vita delle persone. Da oggi si apre una nuova fase. La vivrò con lo stesso approccio con cui ho cercato di raccontare ogni notizia: con curiosità, rigore, senso di responsabilità e la convinzione che ogni cambiamento, accolto con lucidità e coraggio, possa trasformarsi in una buona occasione per superare i limiti. Qui il link alla versione completa del mio messaggio https://www.facebook.com/share/18uyfuXkak/?mibextid=wwXIfr

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  • 10 июл.1 231339

    L’uomo che spende 2 milioni di dollari l’anno per non morire si è ammalato di una malattia che nessuno dei suoi sensori ha visto arrivare. Non è solo una notizia di cronaca. È un caso studio su cosa significhi davvero “controllo” quando si parla del proprio corpo e su quanto dell’industria del biohacking venda #scienza, e quanto venda solo l’illusione di scienza. Io mi ero appassionata alla sua storia anni fa, al punto da provare a intervistarlo. #biohacking come frontiera della #medicina, o come ennesimo business costruito sulla paura di morire? #malattia #immortal

  • 24 июн.1 308111

    Se un ospedale decide di affiancare figure che lavorano sulla prevenzione, sull’alimentazione, sulla relazione tra mente e corpo, improvvisamente si evocano amuleti, pendolini e superstizione. Eppure continuiamo a vivere in una società dove milioni di persone…

  • 22 июн.1 113124

    Trump ha voluto i Mondiali negli Stati Uniti. Ora, però, la sua presenza alle partite sarebbe in dubbio: il motivo sono i cori dei tifosi sui suoi presunti legami con Jeffrey Epstein. Il caso Epstein è una di quelle vicende che in molti vorrebbero lasciare ai margini. Fortunatamente, però, le persone hanno ancora sete di sapere. Uno stadio che urla quel nome non è una mera contestazione ma il segno che certe storie non smettono di esistere solo perché il Potere decide di smettere di parlarne. (Vale per Trump, certo ma anche per tutti gli altri nomi comparsi negli Epstein files: personalità appartenenti a mondi politici diversi, ambienti economici, finanziari e istituzionali) https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/speciali/mondiale-calcio-2026/2026/06/22/mondiali-cori-su-epstein-la-presenza-di-trump-alle-partite-in-dubbio_03728484-df3c-43f6-9b04-407f61cd6b20.html