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Expert in Cyber Propaganda , fighting #extremist #informationdisorder Creator of #MetatronAnalytics a powerful big-data #Osint and SMM tool. proudly banned by X

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  • Nessun attacco dagli Stati Uniti al sindaco di Bologna

  • 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿 𝗚𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗿𝗲𝗹𝗮 𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗲𝗴𝘂𝗮. Nel giugno 2022, pochi mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina, pubblicai su Rolling Stone un’analisi che esaminava gli account che esponevano la “Z” come simbolo di sostegno all’invasione e quali altri account seguissero con maggiore frequenza. (Nella versione ucraina collaborò anche l’amico Vladislav Maistrouk ) Successivamente, il senatore Gianluigi Paragone dichiarò pubblicamente in televisione che avrei realizzato una “lista di proscrizione” e presentò nei miei confronti ,una querela per diffamazione. Dopo mesi di procedimento e diverse udienze, pochi giorni fa, Paragone, capendo che le cose si mettevano male , ha fatto remissione della querela ( praticamente ha ritirato la querela ) cosa a cui io mi sono opposto perché mi sembrava giusto doveroso che la giustizia facesse il suo corso nonostante io fossi imputato. 𝗢𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗹 𝗧𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗺𝗶 𝗵𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝘂𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮: “𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘂𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲”. Ringrazio l’avvocato Giambattista Gallus per il lavoro svolto nel dimostrare l’infondatezza delle accuse e nel confutare le tesi sostenute dal querelante. Il giudice ha fissato in 40 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza. Una volta depositate, pubblicheremo integralmente la sentenza. Sarà un documento importante per comprendere come, in questo caso, la giustizia sia stata utilizzata nel tentativo di contestare il mio lavoro come analista di propaganda e autore. Ognuno potrà leggere direttamente gli atti e trarre le proprie conclusioni. L’importante non è la caduta ma è l’atterraggio e siamo ancora a metà.

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  • 8 апр.1 49217

    Amici di Bologna e dintorni, chi mi viene a trovare stasera a Castenaso? 🔴 Ultimo appuntamento del 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗼 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗘 📅 Mercoledì 8 aprile – ore 20.30 📍 Circolo PD - via Gramsci 21/D – Castenaso 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗚𝗜𝗔𝗡𝗜 𝗗𝗜𝗚𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜 🎤 con 𝗔𝗟𝗘𝗫 𝗢𝗥𝗟𝗢𝗪𝗦𝗞𝗜 Esperto di comunicazione digitale, regista e videomaker, collaboratore di Report e Piazza Pulita, con Alex Orlowski e la conduzione Gabriele “Pedro” Pedrini, discuteremo di comunicazione digitale, informazione, grandi piattaforme, politica, sicurezza e intelligenza artificiale, per riflettere sulle implicazioni sociali e democratiche delle tecnologie che attraversano le nostre vite. 👉 Incontro aperto a tutte e tutti Vi aspettiamo!

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  • 5 мар.1 579

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  • 5 мар.1 622

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  • 5 мар.1 637

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  • 5 мар.1 61375

    Fatemi il piacere, lasciateli tutti lì ! Molti di coloro che, per evitare il pagamento delle tasse, scelgono di trasferirsi a Dubai , criticando aspramente l’Italia, e vantandosi della lussuosa vita e con arroganza prendendo in giro chi invece contribuisce alla crescita nazionale  . Continuano a fatturare solamente verso l’Italia (estero vestizione) e ora si trovano a vivere, seppur in minima parte, le difficoltà che gli ucraini affrontano quotidianamente. Improvvisamente, chiedono l’intervento della Farnesina per ottenere voli gratuiti e tornare in patria. Sarebbe opportuno verificare attentamente la loro situazione fiscale, e non rimpatriare gli evasori fiscali.

  • 28 февр.1 21437

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  • 1 февр.1 57245

    Quando il tempo smette di essere un alleato e diventa un nemico, anche il dittatore più ostinato deve iniziare a cercare una via d'uscita. La storia, in fondo, è ripetitiva: per vincere non basta sparare l'ultimo colpo. Bisogna avere ancora qualcuno in piedi capace di tenere un fucile in mano. La matematica ci dice che la Russia quel soldato, tra poco, non lo avrà più. Vi ricordo una famosa partita di scacchi Di Kasparov dove forzò troppo l’iniziativa di attacco contro Kramnik nel 2000 a Londra. “l’attacco di Kasparov viene assorbito, e Kramnik vince “di posizione””

  • 1 февр.1 12042

    La matematica della guerra e del logoramento: Perché la Russia sta finendo il tempo. di Alex Orlowski Esiste un metodo brutale ma infallibile per capire se una guerra è ferma, al di là dei proclami patriottici: smettere di ascoltare i generali e iniziare a guardare i numeri. E i numeri, oggi, raccontano una realtà molto diversa da quella russa. Nell’ultimo anno, l’avanzata di Mosca si è ridotta a un soffio: appena l’1,2% del territorio ucraino è passato di mano. Non parliamo di conquiste strategiche, ma di una progressione misurata in metri, pagata col sangue per strappare trincee, boschi bruciati e villaggi che ormai esistono solo sulle mappe. In tempo di pace, quella distanza si coprirebbe con una passeggiata. In guerra, è diventata un tritacarne. L’illusione dei grandi numeri Il Cremlino confida sulla sua riserva apparentemente infinita di uomini. Ma un esercito non è un magazzino di pezzi di ricambio; è un organismo vivo fatto di ufficiali esperti, coordinazione e logistica. Quando perdi oltre 35.000 soldati ogni mese — e arrivi a punte di 140.000 tra morti e feriti gravi — non stai solo combattendo: stai consumando il capitale umano del tuo Paese. Gli analisti parlano di collasso operativo: quel punto di rottura in cui un esercito, pur esistendo ancora sulla carta, non ha più i "nervi" per coordinare un’offensiva complessa. Secondo le proiezioni, alla Russia restano circa sei o nove mesi di autonomia prima che il sistema diventi incapace di produrre risultati militari significativi. “Immaginatevi una situazione puramente statistica matematica da vecchio videogioco Arcade: di questo passo per la Russia ci vorrebbero sessant’anni e 40 milioni di soldati morti per riuscire conquistare l’intera Ucraina .” E qui si capisce la trappola Ucraina di cedere terreno per guadagnare tempo. Dall’altra parte del fronte, l’Ucraina ha smesso di combattere la guerra che Mosca si aspettava. Kyiv ha cambiato pelle, diventando un laboratorio di guerra asimmetrica, le nuove direttive sono di infliggere 50 mila perdite al mese ai russi “regalandogli “ la illusione di aver conquistato un altro km del fronte. Il Kremlino e i suoi generali useranno gonfi nel petto questo successo che nei media internazionali viene descritta come lenta ma inesorabile avanzata. di questa mancanza di uomini se ne sono già accorti quelli delle costruzioni che non trovano più un muratore manco morto ( scusate la battuta ). Mentre l'industria interna produce droni e missili a lungo raggio per colpire oltre il confine, la tattica sul campo è diventata "spietatamente chirurgica". L'obiettivo ucraino non è più difendere ogni singolo metro di fango a ogni costo, ma trasformare ogni avanzata russa in un'imboscata: Si cede terreno deliberatamente. Si attira il nemico in zone scoperte. Si colpisce con droni e precisione millimetrica. Il risultato è un rapporto di perdite che, negli ultimi mesi, ha toccato vette drammatiche: per ogni soldato ucraino caduto, ne cadono tra i 20 e i 30 russi. È una strategia fredda, forse cinica, ma necessaria per portare il nemico alla rottura sistemica. Un gigante dai piedi d’argilla digitale Mentre il fronte brucia uomini, la Russia interna inizia a mostrare crepe profonde. Non è solo questione di rublo debole o di crisi immobiliare. È l'atmosfera sociale che sta cambiando: il controllo statale si è fatto asfissiante, con l'app MAX diventata obbligatoria e il blocco di piattaforme come Roblox. Mosca sta cercando di blindare la realtà digitale, ricalcando il modello cinese per soffocare un dissenso che non scende in piazza, ma che si legge negli occhi di chi cerca un biglietto per Istanbul o Yerevan. Perché Putin ora parla di pace Se oggi Vladimir Putin accenna alla diplomazia, non è per un’improvvisa epifania umanitaria. È per calcolo. La guerra ha smesso di essere un investimento redditizio. La macchina bellica sta finendo il carburante, i pezzi di ricambio e, soprattutto, i professionisti capaci di guidarla.

  • 6 янв.1 22326

    Il mio articolo, dove spiego come hanno tradito il presidente Maduro: https://www.matricedigitale.it/2026/01/06/operazione-absolute-resolve/

  • 24 дек.1 56553

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  • 9 дек.1 86079

    Nel gennaio 2017, Beppe Grillo elogia Putin e Trump, definendo Putin “colui che dice le cose più sensate in politica estera”. Russia Unita annuncia un dialogo attivo con il M5S. In estate 2017, proliferano profili fake legati al Movimento, rilancianti propaganda anti-NATO, filo-Putin e filo-Assad. Nel 2018, il M5S vince le elezioni con il 32% dei voti. Nel programma elettorale, accusa UE e Obama di non aver capito le ragioni di Mosca, proponendo un riavvicinamento alla Russia. Il governo Conte I (giugno 2018-maggio 2019) chiede la revoca delle sanzioni contro la Russia: nel giugno 2018, Conte dichiara in Parlamento che le sanzioni devono essere riviste, e nell’ottobre 2018, durante una visita a Mosca, ribadisce che danneggiano le imprese italiane. Decine di onorificenze italiane vengono concesse a personalità vicine al Cremlino. Nel 2020, il M5S si astiene sulla condanna dell’avvelenamento di Navalny (agosto 2020, con Novichok). Conte autorizza la missione “Dalla Russia con amore”, concordata il 21 marzo 2020 via telefono con Putin: dal 22 marzo, aerei russi portano medici e attrezzature in Italia, ma l’operazione è vista come propaganda e spionaggio, con militari russi accolti da Di Maio. Una missione che farà letteralmente impazzire gli agenti AISI per arginarla. Dal 2022 in poi, il M5S prende sistematicamente posizione contro l’invio di armi a Kyiv. Dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022, il M5S ha criticato gli aiuti militari, spingendo per negoziati. Nel 2025, chiede lo stop immediato agli aiuti, il no all’ingresso dell’Ucraina nella NATO e il ritorno alle forniture di gas da Mosca, come emerso in dibattiti parlamentari e dichiarazioni di Conte. Il PD? Un “Frankenstein” politico che non ha mai smaltito le scorie del PCI, il Partito Comunista Italiano, che durante la Guerra Fredda ricevette finanziamenti dal Cremlino e mantenne legami ideologici con l’URSS. Un partito che per riflesso pavloviano vede ancora gli USA come il male e non distingue una democrazia da un’autocrazia. Cavalcano le proteste (oggi Palestina) ignorando la realtà geopolitica europea. Il PD parla di “atlantismo”, ma alla prova dei fatti è un animale politico ambiguo: si spacca sulle armi a Kyiv, tentenna quando si tratta di difendere l’Europa e resta intrappolato nei riflessi del vecchio PCI. Sempre pronto a moralizzare, mai a scegliere da che parte stare davvero. Ad esempio, durante la crisi ucraina, il PD ha mostrato divisioni interne, con alcuni favorevoli a un approccio più cauto verso la Russia per evitare escalation. L’eccezione è Fratelli d’Italia. Erano contro le sanzioni per la Crimea nel 2014, ma arrivati al governo nel settembre 2022, Giorgia Meloni e Guido Crosetto hanno scelto l’Occidente, bloccando l’infiltrazione russa nel partito. Meloni ha condannato l’invasione russa e sostenuto sanzioni e aiuti all’Ucraina, segnando uno shift significativo dalla posizione pre-2022, quando criticava le sanzioni come dannose per l’Italia. Una scelta di realismo che oggi tiene l’Italia nella NATO, nonostante i malumori interni. La strategia politica di allineamento con gli Stati Uniti ha arginato il tentativo di inserimento della Russia nel partito della Meloni e questo dobbiamo darne atto a Crosetto, che ha il dente avvelenato per ovvi motivi che solo un Ministro della Difesa può conoscere, e noi possiamo immaginare. Ecco perché le istituzioni e l’intelligence “non fanno nulla”. Come possono fermare la propaganda se quasi tutti i partiti che li governano hanno flirtato con Mosca per soldi, gas o voti? Il sistema non reagisce perché è parte del problema. Siamo il ventre molle dell’Europa, come dimostrato dalle continue operazioni di influenza russa nel 2025, inclusa la diffusione di propaganda via account pro-Kremlino . #Russia

  • 9 дек.1 12942

    Perché la propaganda russa domina in Italia mentre altrove fatica? Semplice: Mosca non ha trovato nemici, ma partner bisognosi. L’Italia è un caso di “State Capture” culturale ed economico, dove l’influenza russa si è insinuata attraverso legami politici, economici e mediatici fin dagli anni ’90. Vi spiego il perché in questo thread, con dettagli storici e date precise per contestualizzare meglio. Partiamo dagli anni ’90 e Forza Italia. Il gas era la priorità assoluta per l’Italia, dipendente dalle importazioni energetiche. Silvio Berlusconi, eletto premier nel 1994 e poi di nuovo dal 2001 al 2006, ha coltivato un’amicizia personale con Vladimir Putin, che era diventato primo ministro russo nel 1999 e presidente nel 2000. La loro relazione si è rafforzata con incontri regolari: ad esempio, nel 2005, durante un summit a Sochi, hanno discusso di investimenti energetici, con Putin che chiedeva a Berlusconi di facilitare maggiori investimenti di Gazprom in Italia. Berlusconi offriva un’amicizia sincera, mentre Putin rispondeva con un’amicizia “di comodo” e strategica. Tra i contratti chiave: nel novembre 2007, Eni e Gazprom firmarono un accordo 50-50 per il gasdotto South Stream, un progetto da 10 miliardi di dollari annunciato quell’anno e siglato nel 2009, che legava l’Italia a Mosca per decenni. Flussi di denaro poco chiari emersero nel 2010 con i cablo WikiLeaks, che accusavano Berlusconi di aver profittato personalmente da accordi energetici con Putin. Ancora oggi, l’Italia dipende dal gas russo, anche se ridotto dopo il 2022. Alcune persone all’interno di Forza Italia erano (e sono) vicine alla Russia. Uno di questi è Valentino Valentini, deputato e consigliere di Berlusconi per la Russia, fluente in russo e presente a numerosi incontri privati tra i due leader. Valentini viaggiava in Russia più volte al mese e fungeva da contatto chiave, come rivelato dai cablo WikiLeaks del 2010. Arriva la Lega e la motivazione è la sopravvivenza. Lo scandalo dei 49 milioni di euro emerse tra il 2008 e il 2010, quando la Lega Nord (allora guidata da Umberto Bossi) fu accusata di aver fraudolentemente utilizzato fondi pubblici per rimborsi elettorali. Bossi fu condannato nel luglio 2017 per appropriazione indebita di centinaia di migliaia di euro, e nel settembre 2018 un tribunale di Genova ordinò il sequestro dei 49 milioni, da ripagare in rate su 75 anni. Con le casse vuote, il partito aveva un disperato bisogno di fondi. Il “Modello Putin” e l’avvicinamento di Gianluca Savoini al Cremlino non erano solo ideologia, ma la ricerca di un nuovo banchiere per finanziare la propaganda. Savoini, portavoce della Lega dal 1991 e presidente dell’Associazione Lombardia-Russia, ha effettuato numerosi viaggi a Mosca negli ultimi anni, spesso di un giorno solo. Nel 2017, Savoini ha contribuito a siglare un accordo di partnership tra la Lega e Russia Unita, il partito di Putin. Nel luglio 2019, BuzzFeed rivelò registrazioni segrete di incontri a Mosca nel 2018, dove Savoini discuteva di un affare petrolifero russo per finanziare la Lega con 65 milioni di euro. Il M5S ha fornito il vettore tecnologico. La galassia Casaleggio e l’ecosistema mediatico contiguo (vedi Il Fatto Quotidiano) hanno adottato meccanismi simili alla disinformazione russa: blogger, anti-sistema e confusione, perfetti per la dottrina della guerra ibrida del Cremlino. Dal 2016 inizia il dialogo tra il M5S e il partito Russia Unita di Putin. Manlio Di Stefano e Alessandro Di Battista partecipano a incontri ufficiali a Mosca: ad esempio, il 25 marzo 2016, una delegazione M5S guidata da Di Battista incontra Sergey Zheleznyak di Russia Unita. A giugno 2016, Di Stefano è ospite al congresso di Russia Unita come primo speaker straniero, definendo la rivoluzione di Maidan un “colpo di stato sostenuto dall’Occidente”. Nel novembre 2016, M5S e Lega votano contro una risoluzione UE che denunciava i finanziamenti russi ai partiti antieuropei. Nello stesso mese, BuzzFeed accusa il M5S di guidare in Europa la diffusione di fake news pro-Kremlino.

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  • 3 нояб.1 22469

    Questo weekend abbiamo lavorato su un caso che fa sembrare Phica.net quasi un gioco da ragazzi. Abbiamo analizzato una rete di pagine web dedicate al revenge porn, strutturate per garantire l’anonimato agli utenti attraverso la cancellazione automatica delle chat dopo pochi minuti. Nonostante le precauzioni adottate da questi criminali digitali, siamo riusciti a identificare il gestore principale, residente a Monaco di Baviera, e alcuni utenti attivi. Stiamo cercando di contattare le ragazze ritratte nelle immagini, poiché in molti casi venivano pubblicati anche i loro nomi reali e profili social — un’escalation gravissima nella violazione della loro privacy e dignità. Nei prossimi giorni presenteremo un esposto alla Polizia Postale. Siamo però consapevoli che, come spesso accade in questi casi, sarà necessario prima ottenere l’attenzione dei media per spingere eventualmente qualche parlamentare ad agire, magari con proposte di legge che colmino i vuoti normativi ancora presenti. #RevengePorn #Phica

  • 29 окт.1 25838

    Quello di ForumTroll è solo l’ultimo esempio di un contesto globale in cui le guerre non si combattono più solo con gli eserciti, ma anche con codici binari e server remoti. Memento Labs appare oggi come uno degli attori più sofisticati in questo ambito, operando in una zona grigia dove si intrecciano interessi statali, intelligence privata e geopolitica. La giusta lezione che la Russia meritava.