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Un soldato sionista israeliano distrugge la statua di Gesù Cristo nel sud del Libano. Chissà se in Italia ne parleranno giornalisti e influencer vari... Hanieh Tarkian 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Una piccola sfumatura relativa al futuro Primo Ministro dell'Ungheria. Fonte Colonel Cassad
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🛢 I PREZZI DEL PETROLIO CROLLANO DOPO IL POST DI TRUMP
L'apertura dello Stretto di Hormuz rimane incerta. L'Iran insiste sul fatto che lo Stretto di Hormuz sarà aperto solo se raggiungeranno un accordo di pace completo. NYT 🇷🇺RA - Russia Amica
ULTIME NOTIZIE: Trump: Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATEIL FUOCO RECIPROCO! La ragione di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo molto vicini a un accordo definitivo riguardante la PACE a lungo termine con l’Iran e la PACE in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti di contesa del passato sono stati concordati tra gli Stati Uniti e l'Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e concludere l'accordo. A nome degli Stati Uniti d'America, in qualità di Presidente, e rappresentando anche i Paesi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lungo corso vicino alla risoluzione. @PressTV ⭕️ Segui https://t.me/comedonchisciotte_org
Terroristi al soldo dei Rothschild, le cui guerre servono ad annientare noi, a renderci poveri e schiavi. L'unico modo per fermarli è BLOCCARE L'ITALIA, FERMARE TUTTO, perché questi lacchè non si fermeranno prima di averci ridotti come la generazione dei nostri nonni. Ma senza boom economico stavolta, solo tecnofeudalesimo. Scendiamo in piazza, blocchiamo tutto finché siamo ancora in tempo (e potremmo già non esserlo più). MDM No Global Italia ⭕️ Segui https://t.me/comedonchisciotte_org
AGGREDISCONO L'IRAN PER ANNIENTARE NOI: RAZIONAMENTI, LOCKDOWN, AGENDA 2030 Questo non è una crisi casuale, è una classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030: “Non avrai nulla e sarai felice”. Guardate come si incastra tutto: Usano il conflitto geopolitico come pretesto perfetto. Creano scarsità e fanno salire i prezzi in modo che la gente cominci spontaneamente a rinunciare alla propria macchina. I costi alti e la mancanza di carburante servono a spingerci in massa verso le auto elettriche e i mezzi pubblici — esattamente quello che prevede la direttiva “verde” dell’UE (RED) per ridurre le emissioni entro il 2030. Funziona la solita tecnica della rana bollita: prima i problemi solo negli aeroporti, poi si parla di razionamento per tutti, poi i prezzi schizzano ancora più su. Pian piano la società si abitua all’idea che caro e restrizioni siano la nuova normalità, e oppone sempre meno resistenza al passo successivo. Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, si è quasi lasciato sfuggire che il problema della carenza di carburante «covava da tempo», perché l’Europa produce da anni meno cherosene di quanto serva. Quindi non è una disgrazia improvvisa, ma un processo preparato da tempo. Cosa succederà da qui in avanti, secondo l’agenda 2030 e la teoria dell’ingegneria sociale: Nelle prossime settimane (aprile-maggio 2026): Lo sciopero dei camionisti dal 20 al 25 aprile colpirà duramente le forniture. Gli scaffali dei supermercati inizieranno a svuotarsi, soprattutto per i prodotti che arrivano da lontano. I media, ovviamente, daranno tutta la colpa alla «guerra» e agli «speculatori», così la gente se la prenderà con il nemico esterno invece che con il proprio governo. A metà maggio il governo passerà dalle parole ai fatti e introdurrà un razionamento parziale del carburante — probabilmente tramite un’app: 50-70 litri al mese per macchina. Lo venderanno con belle parole tipo «misura temporanea per proteggere i più deboli». Il prezzo della benzina salirà tranquillamente a 2,5-2,8 euro, il diesel si avvicinerà ai tre. Prorogheranno ancora le accise, ma con una condizione: chi compra un’auto elettrica avrà priorità e bonus. Estate-autunno 2026: Qui si fa sul serio. Introdurranno quote digitali di carburante legate al tuo profilo digitale. Quanto potrai guidare dipenderà dalla tua impronta carbonica. Chi guida tanto, prende meno. Non sarà più solo una questione economica: cominceranno a correggere i comportamenti attraverso il portafoglio. Le stazioni di servizio tradizionali chiuderanno in massa con la scusa della «non redditività», sostituite da colonnine di ricarica con programmi statali. L’obiettivo è chiaro: entro il 2030 la maggior parte delle nuove auto dovrà essere elettrica, come previsto dalla direttiva RED e dal Green Deal europeo. Più avanti, tra il 2027 e il 2028: Ci saranno proteste, ma le soffocheranno sul piano morale: «Siete contro il salvataggio del pianeta», «egoisti», «negazionisti climatici». L’opposizione farà un po’ di rumore per finta, ma non otterrà nulla di concreto — il suo ruolo nello spettacolo è proprio questo. La gente inizierà ad abituarsi all’idea che «andare liberamente dove ti pare» sia roba del passato. Arriveranno le «città dei 15 minuti», le limitazioni di zona, e alla fine tutti vivremo dentro un budget digitale consentito. In sostanza, tutta questa storia è la fase finale della Grande Reset. Creano scarsità artificiale, alimentano la paura, in modo che la gente stessa chieda «qualunque soluzione». E le soluzioni sono già pronte: controllo totale sugli spostamenti attraverso l’energia. L’ecologia è solo la carta regalo. L’obiettivo vero è che tu non possa più semplicemente salire in macchina e andare dove ti pare, senza permesso di un’app e senza limite di carbonio. Non siamo pecore. Prima capiamo cosa sta succedendo e smettiamo di giocare secondo le loro regole, più difficile sarà per gli ingegneri sociali portare a termine tutto il piano entro il 2030. M.Blondet ⭕️ Segui https://t.me/comedonchisciotte_org
Volevo concentrarmi su alcune dichiarazioni dei protagonisti (gli aggressori) di questa guerra. Netanyahu ha dichiarato che, una volta terminato il conflitto, si dovrà studiare un modo per aggirare lo Stretto di Hormuz (di fatto, sta già ammettendo una mezza sconfitta), costruendo tutta una serie di oleodotti e gasdotti che dovrebbero portare le risorse delle monarchie del Golfo nel Mediterraneo passando naturalmente attraverso Israele. Questo (con la Russia tagliata fuori) diverrebbe a tutti gli effetti il nuovo hub energetico dell'Europa. Cosa che ne aumenterebbe in modo esponenziale le sue capacità di ricatto (già elevate) nei confronti del Continente. Inutile dire che una simile progettualità andrebbe inevitabilmente a scontrarsi con quella della Turchia che sa già di essere il prossimo obiettivo. Il passaggio successivo sarà quello di riportare in vita il progetto del "canale Ben Gurion" (da Eilat al Mediterraneo), alternativo a Suez che consentirà ad Israele di acquisire un ruolo geopolitico centrale nelle rotte commerciali globali. Il tutto nel torpore più assoluto dei Paesi arabi, ancora incapaci di comprendere ciò che stanno subendo. Trump ha affermato che Israele è uno Stato troppo piccolo e che, di conseguenza, avrebbe diritto ad espandersi [sui vicini]. Lascio immaginare cosa possa ciò possa significare (soprattutto in termini di precedente storico). Israele, dunque, avrebbe diritto di espandersi a discapito del Libano, annettendo il sud del Paese dei Cedri e prendendo pieno controllo sui campi gassiferi contesi a largo delle coste libanesi, così come di quelli a largo delle coste di Gaza. Aumentando ulteriormente le sue capacità di esportazione della risorsa. Il silenzio della cosiddetta "comunità internazionale" su questa azione di annessione e pulizia etnica israeliana è imbarazzante, per non dire drammatico. Ma non è questo il punto. Trump ha praticamente ammesso di combattere questa guerra per ingrandire Israele (ho parlato di questo in diverse altre occasioni) eliminando il suo principale rivale. Ora, io devo ammettere di essere piuttosto "ortodosso" quando si cerca di mischiare geopolitica, geografia e religione. Pochi giorni fa, Peter Thiel, magnate High tech assai vicino all'attuale amministrazione USA (i suoi software IA scelgono gli obiettivi da colpire in Iran, così come lo facevano a Gaza, con i risultati che abbiamo visto tutti), è venuto in Italia a spiegare davanti ad un pubblico scelto come Trump fosse il Katechon Paolino che frena l'avvento dell'Anticristo (il globalismo che, a suo dire, avrebbe nella Cina il suo motore). A sua volta, questo Katechon dovrebbe evolversi in un nuovo sistema globale fondato sulla tecnologia IA e guidato, ovviamente, dagli USA. Bene. Se Thiel la vuole metterla sul piano religioso, allora dovremmo ricordare che la ricerca di soluzioni tecnologiche a problemi metafisici è già di suo una manifestazione anticristica. [...] Bisogna inoltre sottolineare che i padri della Chiesa pensavano che l'Anticristo fosse a tutti gli effetti il messia atteso dalla tradizione ebraica che tutto il mondo avrebbe sottomesso al suo volere. Tornando all'attualità, il millenarismo teopolitico di Israele considera la costruzione della "Grande Israele" come centrale nel proprio progetto messianico. Appare dunque evidente che, sostenendo tale progettualità, l'amministrazione Trump non si pone come Katechon, ma come un Antikatechon. Questa, infatti, non rimanda la fine dei tempi, ma accelera la venuta dell'Anticristo. Daniele Perra 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
La Spagna ha ufficialmente chiuso il suo spazio aereo a tutti gli aerei militari americani impegnati in operazioni legate alla guerra contro l’Iran. Il ministro della Difesa, Margarita Robles, ha confermato la decisione lunedì, dichiarando che né le basi militari spagnole né lo spazio aereo nazionale potranno essere utilizzati per qualsiasi azione collegata al conflitto. «Si tratta di una guerra profondamente illegale e profondamente ingiusta», ha dichiarato Robles. La mossa rafforza il precedente rifiuto di Madrid di concedere agli Stati Uniti l’uso delle basi gestite congiuntamente, come quelle di Rota e Morón, per attacchi o missioni di supporto contro Teheran. ▪️Mentre l'ONU ha dimostrato più volte la sua totale inefficacia nel difendere il diritto internazionale, la scelta della Spagna assume un peso particolare: Madrid rifiuta di diventare complice delle azioni illegali (oltre che moralmente aberranti) di un violatore seriale di tale diritto negando attivamente il proprio sostegno logistico agli Stati Uniti. Non ultimo, questa decisione crea un precedente significativo all’interno della Nato, mettendo in luce le crescenti divisioni all’interno dell’Alleanza atlantica. @LauraRuHK
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Nelle ultime ore il documentario “The Bibi Files” sta diventando virale sui social. Si tratta di una versione aggiornata del film prodotto nel 2024 da Alex Gibney e diretto da Alexis Bloom, resa disponibile in streaming dal giornalista Tucker Carlson. Basato su oltre 1.000 ore di filmati inediti degli interrogatori della polizia israeliana a Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair e ad altri coinvolti nei casi di corruzione, il documentario include testimonianze di insider, ex collaboratori e importanti benefattori. Carlson ha dichiarato: “Mentre gli Usa vengono trascinati in un’altra guerra, vale la pena conoscere l’uomo che ci ha costretti a entrarci”. https://it.insideover.com/media-e-potere/se-questo-esce-sono-morta-miriam-adelson-e-le-rivelazioni-esplosive-dei-bibi-files-di-tucker-carlson.html 👉🏻Per tutti gli aggiornamenti sui Bibi Files, segui InsideOver #netanyahu #files #israel
Guerra Iran: le bombe sul negoziato - InsideOver https://share.google/kkTUYmWfzR28ba0w0
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