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Giorgio Bianchi Photojournalist

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Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.

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  • 15 авг.11,3 тыс316103из LauraRuHK

    Il Ministero della Difesa cinese ha messo in guardia venerdì contro i pericoli posti dal neo-militarismo giapponese, mentre Tokyo continua ad aumentare il proprio bilancio della difesa, sviluppare capacità offensive ed espandere aggressivamente l'industria bellica additando come scusa presunte minacce esterne. L'avvertimento giunge mentre il governo giapponese si appresta a presentare un bilancio record per la difesa, circa 8.900 miliardi di yen (55,88 miliardi di dollari) per il 2027, mentre le forze nazionaliste nel paese continuano a distorcere la storia, a decenni di distanza dalla dichiarazione di resa incondizionata del Giappone del 15 agosto 1945. Il militarismo giapponese è sostenuto dal revisionismo storico che da fenomeno marginale è diventato mainstream. Avvalendosi dell'intelligenza artificiale generativa e degli algoritmi delle piattaforme digitali, Tokyo sta ora producendo in serie narrazioni false che negano il massacro di Nanchino, glorificano l'aggressione imperiale e presentano il Giappone come vittima nella Seconda Guerra Mondiale. Con questa operazione cognitiva il governo giapponese sta manipolando l'opinione pubblica per costruire consenso intorno a scelte di bilancio estremamente impopolari. Questo copione non è nuovo. Lo abbiamo già visto in Europa, a spese della Russia. Nell'Europa orientale e nei Paesi baltici, i monumenti ai soldati sovietici che liberarono il continente dal nazismo sono stati distrutti o smantellati. Il sacrificio eroico dell'Armata Rossa, che arrestò la macchina da guerra nazista e pose fine all'Olocausto, viene sistematicamente cancellato dalla memoria. L'Unione Europea, in modo oltraggioso, ha attivamente promosso una falsa equivalenza tra fascismo-nazismo e comunismo, come se il regime che costruì i campi di sterminio e l'URSS che lo sconfisse fossero in qualche modo paragonabili sul piano morale. Ora il Giappone sta applicando la stessa logica in Asia. Negando il massacro di Nanchino, iminimizzando l'aggressione bellica giapponese e rifiutandosi di riconoscere che le Isole Curili fanno parte della Russia, Tokyo si sta impegnando in un analogo atto di revisionismo storico. Se questa deriva pericolosa non viene fermata, potrebbe destabilizzare l'intero assetto internazionale uscito dalla Seconda Guerra Mondiale. Prendiamo le Isole Curili. Furono cedute all'Unione Sovietica in seguito alla guerra persa dal Giappone. Mettere in discussione la sovranità russa su di esse equivale a sostenere che Taiwan sia giapponese, o che le Isole Marshall o le Isole Marianne siano ancora giapponesi. Ma Tokyo non contesta lo status di questi territori. Indovinate perché. Non occorre un genio per capire che il beneficiario ultimo di questo revisionismo selettivo sono gli Stati Uniti. In effetti, ciò che accomuna il revisionismo europeo e quello giapponese è la volontà di sacrificare la verità storica sull'altare della convenienza geopolitica. E sappiamo perfettamente chi è determinato a isolare la Russia dall'Europa e a contenere la Cina in Asia e altrove. La distruzione dei monumenti ai soldati sovietici in Ucraina, Polonia e nei Paesi baltici è l'equivalente fisico della negazione algoritmica giapponese del massacro di Nanchino. Entrambe fanno parte di una campagna coordinata per riscrivere la storia del XX secolo, espungendo la Russia e la Cina. Nell'era algoritmica, in cui narrazioni false possono essere fabbricate e diffuse su larga scala, la difesa della verità storica non è più solo una questione accademica, ma diventa politica e strategica. E richiede una risposta tanto unita e determinata quanto lo fu il sacrificio che si cerca di cancellare dalla memoria. @LauraRuHK ➡️Vedi anche https://www.globaltimes.cn/page/202608/1368149.shtml

  • 14 авг.12,5 тыс39738из LauraRuHK

    La scorsa notte, i droni russi hanno colpito uno scalo ferroviario nel porto ucraino di Izmail, sul Danubio, utilizzato per caricare, immagazzinare e trasportare carichi militari e carburante per le truppe ucraine, e due rimorchiatori al largo di Nikolayev, nel Mar Nero, che scortavano navi cargo con armi occidentali dirette ai porti ucraini. Anche il porto di Odessa è stato bersaglio di attacchi con droni: serbatoi di carburante e attrezzature usate per lo scarico di forniture militari sono stati messi fuori uso. La Russia sta smantellando sistematicamente le infrastrutture militari e logistiche che le nazioni occidentali hanno finanziato con miliardi di dollari per sostenere l'Ucraina. Per Kiev e i suoi sostenitori, questa è una sfida enorme. Proteggere questa diffusa rete logistica sta prosciugando le risorse della difesa aerea e i fondi per la guerra, aumentando il costo del sostegno occidentale, oltre a rallentare, naturalmente, le forniture di armi e munizioni. @LauraRuHK

  • 14 авг.12,8 тыс20941из inside_over

    A quanto pare, nessuno credeva che gli iraniani volessero o potessero attentare alla vita di Trump dopo il vertice Nato tenuto ad Ankara, l’8 luglio. Il Washington Post ha spiegato che la CIA non riteneva affatto fondato l’allarme proveniente dall’intelligence israeliana e così altri funzionari che accompagnavano il presidente hanno definito le notizie sulle minacce alla vita di Trump "provenienti da Israele, non dagli Stati Uniti, e considerate poco attendibili". Scrive il Washington Post: “La minaccia di assassinio è stata trasmessa dal governo israeliano alla CIA, dove gli analisti non hanno ritenuto le informazioni di intelligence convincenti”. https://it.insideover.com/politica/lallarme-attentato-a-trump-e-il-braccio-di-ferro-iracheno.html #usa #israel #turkey

  • 14 авг.11,4 тыс20944из BravagliosWarRoom

    Bravi, ora glielo dobbiamo pure rimborsare.

  • 14 авг.10,6 тыс41

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    14 авг.10,6 тыс30141из vn_rangeloni

    L'Ucraina propone alla Russia una tregua nel Mar Nero Le autorità di Kiev, come riportato da Reuters, attraverso un paese terzo non specificato, ha presentato alla Russia una proposta per una cessazione reciproca degli attacchi contro obiettivi civili e le navi mercantili nel Mar Nero. L’iniziativa di Kiev arriva in seguito al forte calo delle esportazioni ucraine di merci e cereali via mare, dovuto agli intensi attacchi russi all’infrastruttura portuale sul Mar Nero avvenuti in risposta a quelli ucraini. Per l'Ucraina, la posta in gioco è particolarmente alta: circa il 90% delle esportazioni di cereali e altri prodotti agricoli transita attraverso il Mar Nero. Dall'inizio di agosto, le spedizioni di cereali ucraini sono diminuite di circa il 76% rispetto all'anno precedente. Anche la Turchia recentemente ha chiesto a Ucraina e Russia di porre fine alla guerra nel Mar Nero, ma gli attacchi proseguono da entrambe le parti. Oggi il Ministero della Difesa russo ha riferito di aver colpito due navi al largo della costa di Nikolaev, così come la stazione ferroviaria del porto di Izmail. Successivamente il Ministero della Difesa russo, in merito alla proposta ucraina di congelamento degli attacchi, ha pubblicato un post sull’account telegram con l’immagine di un drone e la scritta: “il congelamento lo avrete in inverno”. https://t.me/vn_rangeloni

  • 14 авг.12,9 тыс24662

    Haaretz: come Israele occupa il Libano e vuole 100mila droni L'inviato di Haaretz afferma che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno aprendo strade, installando ponti mobili e preparando ulteriori fortificazioni in un'area che si estende dalle pendici del Monte Hermon a est fino alla costa mediterranea a ovest, in profondità nel territorio libanese. Israele sta distruggendo sistematicamente i villaggi sciiti a nord del suo confine per impedire ai civili di tornare per anni. Per contrastare i droni esplosivi a fibra ottica impiegati da Hezbollah l'Idf vuole 100mila droni all'anno. Tutto questo avviene nella completa indifferenza dell'Europa e dell'Italia che rivendica un ruolo da Paese pacificatore in Libano. Ridicolo. Alberto Negri 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist

  • 13 авг.13,6 тыс464109

    Un’enorme esplosione e un incendio hanno colpito un grande stabilimento di munizioni a Colleferro, a sud di Roma. L’esplosione si è verificata nell’ex stabilimento Simmel Difesa, attualmente di proprietà di KNDS Ammo Italy, parte del gruppo franco-tedesco KNDS. L’azienda produce munizioni di medio e grande calibro per la difesa terrestre e navale, nonché propellenti solidi per lanciatori aerospaziali. KNDS è uno dei maggiori produttori europei di sistemi terrestri, dai carri armati Leopard 2, agli obici PzH 2000, ai sistemi di artiglieria CAESAR e milioni di proiettili d’artiglieria. Dal 2022 l’azienda è un fornitore critico per l’Ucraina, con i governi tedesco e francese che hanno effettuato massicce ordinazioni di munizioni da 155 mm e sistemi di artiglieria. Nel maggio 2026 KNDS ha annunciato un investimento di 4,2 miliardi di euro per ampliare la propria capacità proprio nella produzione di munizioni. L’esplosione di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti negli stabilimenti dell'industria bellica europea dall’escalation della guerra in Ucraina: sono stati registrati almeno 28 incidenti significativi in Germania, Francia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca e Regno Unito. L’incendio di Colleferro ricorda che la coda logistica della guerra è sempre esposta. Mentre l’UE riversa miliardi nell'espansione del proprio complesso militare-industriale, alcuni europei esprimono discretamente il proprio disaccordo. @LauraRuHK

  • 13 авг.13,8 тыс40380

    LIBANO, GLI INCENDI DI ISRAELE - I vigili del fuoco libanesi, gli abitanti e le organizzazioni ambientaliste sostengono che Israele sta intenzionalmente appiccando incendi boschivi nel Sud del Libano, utilizzando droni, razzi e munizioni incendiarie. Questi incendi hanno distrutto foreste, uliveti e terreni agricoli, minacciando gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza della popolazione, secondo quanto scrive il Guardian.