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Comitato Liberi Pensatori

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Siamo un comitato apartitico, nato da uomini e donne liberi, uniti dalla voglia di tornare a vivere nella più completa armonia, normalità e verità, osservando i principi della LEGGE NATURALE.

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  • 14 авг.2412из givimi52

    ⚠️ LA COSPIRAZIONE TRANQUILLA: COME IL GOLFO HA RESO GLI USA SOSTITUIBILI, TRASCINANDO ISRAELE FUORI DAL TAVOLO Antonella Silipigni 🔴 L'articolo descrive come, a seguito dell'attacco israeliano a Doha nel settembre 2025, gli Stati del Golfo hanno riconsiderato la loro dipendenza dagli USA, realizzando che Washington non li aveva protetti da un alleato privilegiato. Di conseguenza, nel 2025-2026, paesi come Arabia Saudita, Emirati e Qatar hanno avviato una diversificazione strategica: firmando accordi di difesa con il Pakistan e normalizzando i rapporti con l'Iran tramite la mediazione cinese, hanno creato una rete di sicurezza indipendente. Questo approccio, culminato in un patto trilaterale con la Turchia nel 2026, mira a rendere i paesi del Golfo insostituibili e liberi da ricatti esterni, mantenendo i legami con gli Stati Uniti senza più subordinare la propria sovranità all'asse Washington-Israele. Sommario ⬆️ ----------------------------------- ⏹️ Se stai cercando il momento in cui il Medio Oriente ha deciso di smettere di dipendere interamente da Washington, guardare il Patto della Mecca di agosto 2026 è come guardare solo il finale di un film. 🔹️ La vera trama è cominciata undici mesi prima, in una mattina di settembre, a Doha. E tutto ruota intorno a una domanda che nessuno a Washington voleva che venisse posta. 🔹️ Il 9 settembre 2025, Israele attacca Doha. L’obiettivo sono dirigenti di Hamas. Il luogo è Qatar, Stato membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo, ospite di una delle più importanti infrastrutture militari americane della regione: la base di Al Udeid. 🔹️ Trump dichiara pubblicamente di essere “molto insoddisfatto” dell’attacco. Washington descrive l’operazione come “unilaterale” israeliana. Sembra una divergenza tattica. Ma cosa accade realmente nel Golfo è molto più interessante. 🔹️ Il primo ministro qatariota registra un dettaglio che cambierà tutto: l’attacco avviene alle 15:46. La prima comunicazione ufficiale americana arriva alle 15:56. Dopo il bombardamento. Non prima. 🔹️ Doha ha una base americana nel territorio. Ospita negoziati sostenuti dagli Stati Uniti. Eppure l’ombrello politico-militare americano, quello stesso ombrello che avrebbe dovuto proteggerla da aggressioni esterne, non ha impedito a un altro alleato privilegiato degli Stati Uniti di bombardarla. 🔹️Contemporaneamente, il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed intraprende un giro diplomatico nei capitali del Golfo con un messaggio nuovo: qualsiasi aggressione contro uno Stato del Golfo costituisce un attacco alla “collective Gulf security framework”. 🔹️ Ricordiamolo: gli Emirati sono lo Stato che aveva normalizzato i rapporti con Israele attraverso gli Abraham Accords del 2020. Eppure anche Abu Dhabi, il partner più orientato verso Israele nel Consiglio del Golfo, lancia un allarme. 🔹️ Ancora più significativo: il GCC Supreme Council definisce l’attacco israeliano al Qatar una minaccia diretta alla sicurezza collettiva del Golfo. Ancora più significativo: il GCC Supreme Council definisce l’attacco israeliano al Qatar una minaccia diretta alla sicurezza collettiva del Golfo. 🔹️ Questa frase merita sottolineatura. Israele è passato formalmente dall’essere un partner privilegiato di alcuni Stati del Golfo a essere identificato, in una circostanza concreta, come problema di sicurezza collettiva del GCC. 🔹️ E la domanda che emerge, non pronunciata ma udibile, è la più scomoda: se gli Stati Uniti non hanno impedito a Israele di bombardare un nostro territorio, perché pensiamo che possano proteggerci quando la minaccia è diversa? Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

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  • Comitato Liberi Pensatori pinned «COMITATO NAZIONALE FAMILIARI DELLE VITTIME "COVID" E COMITATO L'ALTRA VERITÀ "OGNI VITA UMANA MERITA RISPOSTE. IL DOLORE NON SI ARCHIVIA." IL 14 SETTEMBRE UNITI A ROMA UNA MANIFESTAZIONE APERTA A TUTTI I CITTADINI , ASSOCIAZIONI, COMITATI... Il 14 settembre…»

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  • COMITATO NAZIONALE FAMILIARI DELLE VITTIME "COVID" E COMITATO L'ALTRA VERITÀ "OGNI VITA UMANA MERITA RISPOSTE. IL DOLORE NON SI ARCHIVIA." IL 14 SETTEMBRE UNITI A ROMA UNA MANIFESTAZIONE APERTA A TUTTI I CITTADINI , ASSOCIAZIONI, COMITATI... Il 14 settembre riprendono i lavori della Commissione Parlamentare d'Inchiesta a Roma. Noi saremo fuori dal Palazzo per difendere un diritto che appartiene a ogni cittadino : il diritto alla verità. Chiediamo che le istituzioni facciano totale chiarezza sui ritardi normativi e sulle decisioni che hanno lacerato l'Italia. È una battaglia comune di giustizia e dignità civile, affinché i diritti inviolabili, la salute e la vita delle persone non vengano mai più sacrificati in nome della burocrazia o degli interessi elettorali dei partiti. Se hai subito i danni, i divieti o i silenzi di quella gestione, il 14 settembre il tuo posto è al nostro fianco. Lunedì 14 Settembre 2026 – dalle ore 10,30📍 ROMA – Piazza della Rotonda (Pantheon) 👕 COME PARTECIPARE: Indosseremo una maglietta bianca. Porta la foto del tuo caro o semplicemente la tua presenza solidale. PER INFO 📧 Email: Comitatofamiliarivittimecovid@gmail.com Laltraverita2023@gmail.com #IlDoloreNonSiArchivia #VeritàEGiustizia #NoALRingPolitico #NessunoEscluso

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  • ⚠️ L’ARTICO CONTESO TRA LA MILITARIZZAZIONE OCCIDENTALE E LO SVILUPPO SINO-RUSSO❗️ Giulio Chinappi 🔴 Il progressivo scioglimento dei ghiacci trasforma l'Artico in un'area cruciale di competizione geopolitica, focalizzandosi su nuove rotte marittime, risorse energetiche e deterrenza nucleare. Il corridoio polare russo (Rotta del Mare del Nord) permette a Cina e Russia di ridurre la dipendenza dai stretti controllati dalle potenze occidentali e di consolidare un asse strategico eurasiatico basato su complementarità operative e infrastrutturali. In risposta, gli Stati Uniti e l'Alleanza atlantica stanno intensificando la loro militarizzazione della regione attraverso strategie di difesa, sorveglianza e potenziamento operativo per contrastare l'influenza sino-russa e proteggere i propri interessi strategici nel nuovo ordine marittimo artico. Sommario ⬆️ -------------------------------------- ⏹️ Il progressivo arretramento dei ghiacci sta trasformando l’Artico da periferia estrema del sistema internazionale in uno dei principali spazi della competizione geopolitica contemporanea. 🔸️ La regione concentra infatti quattro dimensioni strategiche difficilmente separabili: l’apertura di nuove rotte marittime, l’accesso a immense risorse energetiche e minerarie, 🔸️ Inoltre, fatto non secondario, la centralità per la deterrenza nucleare e la possibilità di influire sulla futura governance delle comunicazioni tra Asia, Europa e Nord America. 🔸️ La posta in gioco non riguarda dunque soltanto il controllo di territori remoti o di giacimenti fino a pochi anni fa inaccessibili. 🔸️ L’Artico rappresenta uno dei luoghi nei quali si misura concretamente la crisi dell’ordine marittimo costruito dagli Stati Uniti e dai loro alleati dopo la Seconda guerra mondiale. 🔸️ La Rotta del Mare del Nord, sviluppata lungo le coste russe, può collegare l’Asia orientale e l’Europa attraverso un percorso notevolmente più breve rispetto alle rotte che attraversano gli stretti di Malacca e Suez. 🔸️ Essa riduce inoltre la dipendenza da passaggi obbligati sui quali le potenze anglosassoni conservano una capacità di sorveglianza, pressione e potenziale interdizione navale. 🔸️ Per queste ragioni, la Via della Seta Polare e la convergenza strategica tra Russia e Cina possono riconfigurare logistica e flussi energetici a vantaggio delle potenze eurasiatiche, limitando il tradizionale predominio occidentale sulle grandi linee di comunicazione marittima. 🔸️ Per la Cina, la rotta artica costituisce anzitutto una risposta strutturale al cosiddetto “dilemma di Malacca”. Una parte determinante delle importazioni energetiche e del commercio cinese continua a transitare attraverso stretti che, in caso di grave crisi internazionale, potrebbero essere controllati o bloccati dalle forze navali statunitensi e alleate. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

  • https://youtu.be/wIiE1O0ypIA?is=a_27cHsFMayUPOkM

  • ⚠️ DALLE TEORIE DI BRZEZINSKI A PALANTIR: COME IL CONFLITTO IN UCRAINA È DIVENTATO IL PIÙ GRANDE TEST BELLICO DEGLI USA❗️ Michele Blanco 🔴 L'articolo sostiene che il conflitto ucraino non sia un mero scontro tra Russia e Ucraina, ma parte di una strategia USA trentennale per mantenere l'egemonia euroasiatica e testare l'industria bellica e tecnologica occidentale. Secondo l'autore, Kiev è diventata il "campo di prova" ideale dove aziende come Palantir sperimentano tecnologie di guerra (droni, intelligenza artificiale) e dove il complesso militare-industriale trae enormi vantaggi economici. La tesi conclude che una pace immediata, basata sulla neutralità dell'Ucraina, verrebbe ostacolata proprio perché priverebbe gli USA di un prezioso asset strategico e di un mercato militare estremamente redditizio. Sommario ⬆️ ----------------------------- ⏹️ La tesi avanzata da Jeffrey Sachs e Sybil Fares è chiara: la guerra in Ucraina non è soltanto uno scontro tra Mosca e Kiev, ma il prodotto di una strategia statunitense pianificata da oltre trent’anni. 🔘 Una strategia che ha trasformato il territorio ucraino nel principale campo di battaglia e di prova per la nuova guerra tecnologica contemporanea, mentre Kiev continua a pagare un prezzo umano, economico e territoriale altissimo. 🔘 Oggi il potere del complesso militare-industriale non comprende più soltanto generali e fabbricanti di armi. Riunisce società informatiche, fondi d'investimento, imprese energetiche, servizi di intelligence e colossi del tech. 🔘 Questo sistema non influenza semplicemente la politica estera degli Stati Uniti, ma tende a egemonizzarla, determinandone del tutto obiettivi e strumenti. L’idea non nasce con il conflitto attuale. 🔘 Nel suo celebre saggio "La grande scacchiera", Zbigniew Brzezinski indicava l’Ucraina come uno dei principali perni geografici dell’Eurasia. Senza Kiev, sosteneva, la Russia avrebbe incontrato enormi difficoltà nel conservare il rango di grande potenza. 🔘 Da questa prospettiva, l’allargamento della NATO non è stato soltanto un processo di integrazione politica dei Paesi dell’Europa orientale nell'alleanza occidentale, ma il progressivo avanzamento dell’infrastruttura strategica verso i confini russi. 🔘 Bill Clinton ha avviato con forza l’espansione; George W. Bush ha aperto alla futura adesione di Ucraina e Georgia; Barack Obama ha sostenuto i nuovi equilibri politici nati a Kiev nel 2014 dopo la deposizione del governo filo-russo. 🔘 Donald Trump ha fornito le prime armi controcarro; Joe Biden ha respinto le richieste russe per una nuova architettura di sicurezza europea. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

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  • ⚠️ GUERRA USA-IRAN, PREZZI ENERGIA IN AUMENTO: GRANDI COMPAGNIE PETROLIFERE INCASSANO PROFITTI❗️ Angela Barnes 🔴 Guerra USA-Iran: profitti record per le petrolifere, prezzi energia in aumento. Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ha bloccato gran parte del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, scatenando un rialzo dei prezzi del petrolio da circa 70 a oltre 100 dollari al barile. Questo ha permesso alle grandi compagnie petrolifere, come Exxon Mobil e Chevron, di registrare utili record nel secondo trimestre 2026, con aumenti dei ricavi fino al 56%, mentre i consumatori globali affrontano rincari e razionamenti.    •  Il conflitto ha interrotto un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas.    •  Exxon e Chevron hanno registrato profitti in crescita esponenziale, nonostante la contrazione della domanda.    •  In diversi paesi si registrano crisi energetiche e alimentari dovute all'aumento dei costi.    •  In USA è stata proposta una tassa sugli "extraprofitti" delle aziende energetiche per sostenere i consumatori. Sommario ⬆️ -------------------------------- ⏹️ I giganti del petrolio e del gas hanno registrato profitti record in primavera, mentre gli scontri tra Iran e Stati Uniti hanno ostacolato le spedizioni e i consumatori nel mondo hanno pagato di più per il carburante, affrontando carenze. 🔘 Il conflitto, giunto ormai al sesto mese, ha fermato la maggior parte del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio stretto che in passato era la via di transito per un quinto del petrolio e del gas naturale mondiali. 🔘 Con l’offerta globale sotto pressione, i prezzi del Brent, il greggio di riferimento internazionale, sono schizzati da circa 70 dollari (60,20 euro) a oltre 100 dollari (86,00 euro) al barile per gran parte di marzo, aprile e maggio, e a un certo punto hanno raggiunto i 126 dollari (108,36 euro). 🔘 I profitti accumulati dalle compagnie petrolifere tra l’inizio di aprile e la fine di giugno potrebbero finire sotto un controllo più severo quest’anno. In quel periodo i prezzi di benzina, diesel e carburante per aerei sono saliti bruscamente, aumentando i costi per automobilisti e passeggeri. 🔘 In alcuni Paesi le scorte si sono assottigliate, portando a razionamenti sporadici di carburante in Australia e alla chiusura di uffici pubblici in Nepal e Sri Lanka. 🔘 Venerdì Exxon Mobil ha comunicato che gli utili del secondo trimestre sono raddoppiati a 14,53 miliardi di dollari (12,50 miliardi di euro), spinti da una produzione record di diesel. 🔘 Il colosso petrolifero, con sede a Spring, in Texas, ha generato ricavi per 116,02 miliardi di dollari (99,78 miliardi di euro), in aumento del 42%. 🔘 Chevron, con sede a Houston, ha quasi quadruplicato gli utili, saliti a 12,07 miliardi di dollari (10,38 miliardi di euro), mentre i ricavi sono balzati del 56% a 70,06 miliardi di dollari (60,25 miliardi di euro). 🔘 Sei tra le maggiori compagnie petrolifere europee hanno registrato profitti combinati per il primo trimestre pari a 22 miliardi di dollari (18,92 miliardi di euro), oltre il 40% in più rispetto all’anno precedente. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

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  • 12 авг.2121из comitatoliberipensatori

    SAVE THE DATE | MILANO, 11 SETTEMBRE 2026 “IL CAMMINO NELLA LUCE” «Per onorare. Per non dimenticare. Per ricominciare.» 🤍 Evento nazionale a sostegno di TUTTI i danneggiati da vaccino (pediatrici, obbligatori e anti-Covid) e le vittime dei protocolli ospedalieri 2020-2026. 🗓️ Venerdì 11 Settembre 2026 | Milano 📍 Gazebo Info (tutto il giorno): Piazza Duca d’Aosta (Stazione Centrale) 📍 Convegno (ore 14:00 - 17:30): Pirellone - Sala Pirelli (SOLO 70 POSTI) 📍 Corteo & Flash Mob (ore 18:00): Vestiti di BIANCO 🔗 PRENOTAZIONE CONVEGNO OBBLIGATORIA (Posti Limitati): 👉 https://tally.so/r/LZBPKG Promosso da: Le persone in cammino, Sindacato d'Azione, Le Verità Nascoste, Comitato 2CS (Con l'adesione di oltre 30 associazioni e comitati nazionali e internazionali) 📧 Info: personeincammino@libero.it #IlCamminoNellaLuce #Milano11Settembre #DanneggiatiDaVaccino #Insieme

  • ⚠️ I TANTI INTERESSI DIETRO LA GUERRA ALL’IRAN❗️ Alessandra Ciattini 🔴 L'articolo, tratto da *Transition Protocol*, riassume le ragioni geopolitiche dietro l'ostilità anglo-statunitense verso l'Iran. Esperti come Pravin Sawhney e Alex Krainer spiegano che la "guerra contro l'Iran" mira a difendere il sistema del petrodollaro e l'egemonia della City di Londra, oltre a contenere l'influenza iraniana in Medio Oriente a favore di Israele. Si evidenzia come gli USA siano in difficoltà per una possibile invasione terrestre (mancanza di personale, logistica, caldo estremo), mentre l'Iran risulta "inconquistabile" grazie alla sua geografia, risorse idriche indipendenti e una struttura di comando energetico e militare non centralizzata, che gli permette di resistere a bombardamenti e sanzioni. Sommario ⬆️ ---------------------------------- ⏹️ I noti analisti geopolitici Pepe Escobar e Larry Johnson, ex membro della CIA, hanno fondato un interessante canale che si chiama Transition Protocol. 🔸️ È molto interessante seguire questo canale perché si possono apprendere informazioni e ascoltare analisi approfondite, che il limitato panorama giornalistico italiano, dominato dalla scellerata élite bellicista, trascura ampiamente. 🔸️ In questo caso specifico mi riferisco ad un recente video, nel quale sono stati intervistati vari specialisti, anche un analista indiano, Pravin Sawhney, direttore di FORCE, rivista internazionale pubblicata in India, dedicata all’analisi geopolitica della regione indo-pakistana. 🔸️ Dunque, Transition Protocol ci propone analisi che scaturiscono anche dal punto di vista del cosiddetto Sud globale e che non ripropongono i soliti slogan dell’eurocentrismo duro a morire. 🔸️ Gli intervistati si sono soffermati con apprezzabile chiarezza sulle molteplici ragioni della guerra statunitense e anglo-sionista contro l'Iran, mettendo in luce aspetti molto interessanti. 🔸️ Vale la pena riassumere, in primo luogo, l'intervista a Pravin Sawhney, il quale -in accordo con molti altri specialisti- ritiene che gli Stati Uniti non hanno nessuna via d'uscita dignitosa dal cul de sac in cui si sono cacciati, pressati dai genocidi israeliani, ad attaccare dell'Iran, minacciando distruzioni apocalittiche che non lohanno piegato. 🔸️ Infatti, secondo l’esperto indiano l’Iran è un paese inconquistabile sia per la sua geografia, la sua estensione, la presenza di più di 90 milioni di abitanti. 🔸️ Inoltre, a differenza degli altri paesi del Golfo Persico, non ha bisogno al 100% dei processi di desalinizzazione per avere l'acqua necessaria alla popolazione, dato che nel paese ci sono molti fiumi e riserve d’acqua.  🔸️ Un altro aspetto importante è che la struttura energetica del paese non è centralizzata; quindi nel caso in cui alcune centrali energetiche venissero bombardate, come è avvenuto all’impianto di Natanz e al perimetro della centrale di Bushehr, altre centrali in altri luoghi continuerebbero a funzionare. 🔸️ Se non gli fossero imposte le illegittime sanzioni l’Iran sarebbe un paese autonomo da molti punti di vista. Lo stesso discorso è per la struttura dei livelli di comando che non sono centralizzati, bensì dotati ognuno di autonomia decisionale. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

  • USI CHATGPT? GUARDA BENE CON CHI STANNO PARLANDO I TUOI FIGLI SCOPRIRLO È SEMPLICE #CHATGPT

  • ⚠️ IL PRIMO ATTO DELL’IMPERIALISMO USA? GLI STRIKE SUL GIAPPONE❗️ Martino Dettori 🔴 L'articolo sostiene che gli Stati Uniti siano l'unica nazione ad aver usato armi atomiche e critica l'uso delle bombe sul Giappone nel 1945 come atto imperialista. Sottolinea che il Giappone era già stato militarmente ed economicamente sconfitto prima dell'attacco, rendendo inutili i bombardamenti nucleari. L'autore argomenta che gli USA agirono per testare le nuove armi e intimidire l'Unione Sovietica, affermando che l'intera narrazione storica sul "salvare" vite americane sia propaganda. Infine, denuncia la mentalità imperialista degli USA che rivendica il diritto di primo strike nucleare e il ruolo di dominatore globale, giustificato da una retorica democratica per tutelare interessi geopolitici. Sommario ⬆️ -----‐------------------‐---------------- ⏹️ Qual è l’unico paese al mondo che ha usato armi atomiche? La risposta è facilissima: uno solo, gli Stati Uniti. E perché? Per sconfiggere il Giappone. Nì! 🔸️ Se avete dato questa risposta, allora anche voi siete stati vittime della propaganda storica. In realtà, la verità è più sfumata. Il Giappone era già stato sconfitto, non aveva più alcuna capacità offensiva, e dunque non poteva in alcun modo attuare strategie belliche per impensierire i “salvatori” del mondo. 🔸️ La sua marina militare era stata annientata, le rotte commerciali erano state bloccate dai sommergibili americani, e le città erano ormai distrutte dai bombardamenti incendiari convenzionali. Senza contare l’economia: la produzione industriale era crollata. 🔸️ Il raccolto di riso, nel 1945, era inferiore del 40% rispetto alla norma, e un rapporto del governo giapponese prevedeva che la crisi alimentare sarebbe esplosa entro la fine dell’anno. Il Giappone era un paese stremato e spezzato, che non esisteva quasi più. In altre parole, era già stato sconfitto. 🔸️ Eppur questo, gli Stati Uniti usarono le bombe atomiche. Non attesero i negoziati di resa, né che il Giappone realizzasse e accettasse la sua condizione. 🔸️ Decisero che si doveva usare la bomba, e la usarono, nonostante la "United States Strategic Bombing Survey" un’indagine ufficiale condotta subito dopo la guerra, concluse che il Giappone si sarebbe arreso “certamente prima del 31 dicembre 1945, e con ogni probabilità prima del 1° novembre 1945”. 🔸️ Anche senza l’uso delle bombe atomiche, senza l’ingresso in guerra dell'Unione Sovietica e senza alcuna invasione pianificata. 🔸️ Ma gli USA sono gli USA. Come nei migliori film western, al pistolero yankee prudevano le mani e non vedeva l’ora di provare le sue nuove Colt. Così, nonostante l’avversario fosse già a terra, nella polvere della main street, decisero che dovevano testare i nuovi e mortali gingilli. 🔸️ Lo fecero solo per due ragioni: dimostrare al mondo, e in particolar modo all’URSS, che c’era un nuovo “boss” in città, e poi perché le nuove armi distruttive dovevano pur essere testate su qualcuno, e chi c’era di meglio dei “villain” giapponesi? Non sui militari, bensì sulle popolazioni civili. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

  • 9 авг.553410

    ⚠️ CHI HA INTERESSE AGLI INCENDI DISTRUTTIVI NELLE AREE BOSCHIVE? IL SISTEMA DI PREVENZIONE BSDS AVEVA UN DIFETTO. FUNZIONAVA TROPPO BENE❗️ Francesco Cappello 🔴 Gli incendi distruttivi potrebbero essere un interesse di gruppi che si oppongono al sistema BSDS, una tecnologia di rilevamento incendi infrarosso visivo inventata da Giorgio Pelosio. Il sistema riduceva il tempo di allarme a due minuti e, in cinque anni, ha abbattuto i danni boschivi da 30 a 0,1 ettari l'anno, neutralizzando quasi 400 tentativi dolosi. Nonostante il successo e i brevetti, il sistema è stato smantellato nel 2005, costando oltre 10 milioni di euro, secondo Pelosio per proteggere interessi economici legati alla gestione delle emergenze e per facilitare la realizzazione di parchi eolici in aree precedentemente vincolate. Sommario ⬆️ --------------------------------- ❗️#NDR 》Da questo articolo è chiaro che poteri sovranazionali comandano il nostro governo anche a scapito dei nostri interessi nazionali. A questo punto a cosa servono i nostri politici? ⏹️ Giorgio Pelosio è un imprenditore, progettista ed esperto italiano di elettronica applicata alla tutela ambientale, noto per essere il fondatore della società Teletron Electronics. 🔘 Da oltre quarant’anni dedica la sua attività allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia per la salvaguardia dei boschi. È l’inventore del sistema brevettato BSDS (Bright Spot Detection System), un’avanzata tecnologia di telerilevamento a doppia banda (ottico e infrarosso) in grado di scovare i focolai d’incendio entro un paio di minuti dall’innesco. 🔘 La sua figura unisce l’innovatore tecnico, i cui impianti hanno azzerato i danni da incendio in aree protette come la pineta di Castel Fusano, a quello del cittadino impegnato in una lunga battaglia legale e amministrativa per difendere l’utilità pubblica delle sue invenzioni contro gli sprechi della burocrazia. 🔘 Il BSDS (Bright Spot Detection System – Sistema di rilevamento dei punti luminosi) è un sistema integrato di telerilevamento progettato per individuare focolai d’incendio entro un raggio d’azione che va dai 10 ai 20 chilometri per ogni singola postazione. 🔘 Il funzionamento si basa su una combinazione intelligente di hardware e software d’avanguardia. La tecnologia di telerilevamento mista (Visibile e Infrarosso) 🔘 Le torri di avvistamento non utilizzano semplici telecamere, ma un complesso sistema ottico montato su supporti motorizzati ad alta precisione (brandeggi) che compiono una perlustrazione continua del territorio a 360 gradi. 🔘 Il sistema analizza lo scenario combinando due bande dello spettro elettromagnetico: la banda del visibile (per rilevare le colonne di fumo durante il giorno) e la banda dell’infrarosso medio e termico (per individuare i “punti caldi” o anomalie termiche invisibili a occhio nudo, anche di notte o in presenza di fitte barriere di fumo). 🔘 Il software di bordo analizza le immagini ogni 100-120 secondi. Tramite algoritmi proprietari, il sistema è in grado di distinguere una variazione termica naturale (come il riscaldamento di una roccia sotto il sole) dall’accensione improvvisa di un fuoco. 🔘 Quando viene rilevata un’anomalia, il sistema genera un preallarme automatico georeferenziando l’evento su una mappa GIS (Sistema Informativo Geografico). 🔘 Questo riduce il tempo di individuazione del focolaio a meno di due minuti, permettendo di inviare squadre di terra quando l’incendio è ancora un piccolo cerchio di sterpaglie, prima che le fiamme raggiungano le chiome degli alberi trasformandosi in tempeste di fuoco impossibili da contenere. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

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  • 9 авг.492111

    C'è chi viene e che va, chi si pente e poi torna. E poi c'è chi da 5 anni si é sempre fidato del nostro puro buon senso e consapevolezza nel raccontare sempre la verità. Un grazie a volte non basta❤️ Comitato Liberi Pensatori Seguici anche qui: https://www.facebook.com/comitatoliberipensatori