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Per rimanere aggiornatə sull'elenco di irregolarità, pressioni, schede segnate o manomesse, infrazioni del silenzio elettorale, abusi, ostruzionismo - nel quadro dell'attuazione del "metodo clientelare" invocato da esponenti di maggioranza - che stanno accompagnando il referendum costituzione confermativo di oggi 22 e domani 23 marzo consultare il canale @chronocol Per inoltrare segnalazioni puntuali di comportamenti lesivi del diritto di voto vissuti in prima persona si incoraggia l'uso della piattaforma di segnalazione ermes.chronocol.com pregando di fornire informazioni quanto più possibile circostanziate e con documentazione visiva al fine della corretta verifica delle stesse. Si rammenta di verificare che le schede siano ben aperte, visibili ed esposte sul tavolo prima del voto al fine di verificarne la non previa alterazione e siano imbucate a mano in presenza e sotto la supervisione del votante. Per le rappresentanti di lista il diritto di voto vige sia per le effettive che per le supplenti. In generale qualsiasi atto che leda la trasparenza del processo, che impedisca l'esercizio del proprio diritto di voto e che eserciti pressioni o saboti il corretto svolgimento del processo può essere segnalato da chiunque lo subisca con annessa scrittura a verbale del seggio. Si incoraggia comunque a difendere il diritto di voto da anomalie col mezzo che ciascuna persona reputa più opportuno per il proprio contesto. Si suggerisce anche alle persone rappresentanti, se ne hanno la possibilità, di assistere allo scrutinio - e all'intero processo di voto - e al corretto conteggio delle schede, proseguendo a contestazione e a scrittura a verbale qualora notino manomissioni. Lo strumento di segnalazione rimane disponibile per denunce pubbliche di irregolarità. Infine si rammenta che i seggi rimarranno aperti oggi, domenica, fino alle ore 23, e domani, lunedì, dalle ore 7 alle ore 15 Un saluto 🌻 da @gaianet ☀️
La testimonianza di Rita Rapisardi giornalista de il manifesto Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque. La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione. Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi. Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni. In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto. A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi. Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello). Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno. Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato". Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce. Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, quello lo facciamo di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti. Segui @ossrepressione
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