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Cibi ultraprocessati: la nuova sfida della salute pubblica Una parte consistente di quella che chiamiamo "cucina italiana" rientra oggi nella categoria degli alimenti ultraprocessati. Secondo le più recenti commissioni di The Lancet e studi pubblicati su Nature tra il 2025 e il 2026, il legame tra questi prodotti e l’aumento di malattie croniche è sistematico e preoccupante. Non è solo una questione di calorie, ma di un sistema industriale che ingegnerizza i prodotti per renderli iper-appetibili, spesso ricalcando le strategie storiche dell'industria del tabacco. Se quasi il 40% dei tumori è prevenibile intervenendo sui fattori di rischio modificabili, l'alimentazione diventa una leva politica fondamentale. In Italia gli ultraprocessati pesano già per il 20% della dieta degli adulti, con un impatto crescente sui minori e sulle mense scolastiche. La sfida oggi non è demonizzare il singolo alimento, ma passare dalla responsabilità individuale a quella industriale, con regolamentazioni, etichette chiare e limiti al marketing. Sapere cosa mettiamo nel piatto resta un atto individuale, ma la tutela della salute collettiva è una scelta politica non più rimandabile. Qui il nostro approfondimento completo: https://www.valigiablu.it/cibi-ultraprocessati-dieta-sfida-salute-pubblica/
Quando la narrazione psicologica invade i sistemi complessi: il caso del gioielliere Roggero Il caso del gioielliere Roggero è un caso emblematico del cortocircuito generato dai media che trasformano i sistemi complessi in storie emotive. Da un lato abbiamo il sistema della giustizia, che per sua natura deve operare secondo criteri di astrazione, generalità e rispetto delle procedure. Dall’altro abbiamo il circolo mediatico e politico, che ha trasformato una vicenda complessa in un dramma puramente emotivo e biografico. Quando la narrazione psicologica tipica dei media e dei social invade il terreno del diritto, si pretende di riscrivere le leggi sulla spinta del singolo racconto biografico. In questo scenario, la semplice risposta procedurale del giornalismo ("i magistrati hanno applicato le regole") si rivela inefficace perché parla un linguaggio diverso da quello emotivo. Diventa invece illuminante il discorso del Presidente Mattarella al Ventaglio, che ha compiuto un’operazione meta-comunicativa: ha svelato il trucco narrativo, ricordando che far dipendere le regole comuni dai comportamenti individuali non produce maggiore sicurezza, ma l'abdicazione dello Stato. Contro la semplificazione dei media cognitivi non basta opporre i fatti, occorre rendere visibile il conflitto tra i registri narrativi. Nel nostro approfondimento: come la teoria dei media ci aiuta a comprendere questa colonizzazione del diritto e quali strumenti abbiamo per difendere la complessità 🔗 https://www.valigiablu.it/caso-roggero-psicologia-media-sistemi-complessi/
La sicurezza stradale è l’emergenza di cui la politica italiana non vuole occuparsi Otto persone ogni giorno perdono la vita sulle strade italiane. Nel 2025 l’Italia ha registrato quasi tremila morti: una strage quotidiana che continua a colpire soprattutto giovani, pedoni e ciclisti. Non si tratta di imprevedibili fatalità, ma di un problema strutturale legato a un paese sbilanciato sull'uso dell'auto privata. Mentre l'esperienza delle Città 30 a Bologna dimostra nei fatti che moderare la velocità salva vite, la linea del ministro Salvini e la riforma del Codice della Strada puntano tutto sulle sanzioni a posteriori, depotenziando i controlli e ostacolando i Comuni che provano a proteggere i vulnerabili. Nel nostro approfondimento: dati, responsabilità e soluzioni ignorate di un'emergenza di salute pubblica di cui si parla ancora troppo poco 👇 https://www.valigiablu.it/sicurezza-stradale-codice-salvini-fallimento/
Esercitazioni Han Kuang, Taiwan si prepara al peggio: guerra totale e blackout digitale Le storiche esercitazioni militari Han Kuang segnano un cambio di paradigma per Taiwan. Non si tratta più soltanto di una dimostrazione di forza dell'esercito, ma di un test di resilienza per l'intera società. Taipei simula per la prima volta uno scenario di guerra totale: dalla risposta a un blocco navale alla riconversione dell'industria civile, fino al rallentamento intenzionale della rete internet per preparare la popolazione a un imminente blackout delle comunicazioni digitali. Questa trasformazione risponde sia alla nuova tattica di Pechino — basata su una presenza marittima costante sotto la soglia del conflitto — sia all'incertezza della politica estera statunitense e ai ritardi nelle consegne di armi da Washington. Tra le spaccature della politica interna sull'efficacia della deterrenza, la leadership taiwanese usa le manovre anche in chiave diplomatica: dimostrare agli alleati di poter resistere è diventato la prima linea di difesa per la propria sovranità. Qui il nostro approfondimento completo: https://www.valigiablu.it/taiwan-esercitazioni-han-kuang-difesa-cina-trump/
Dietro la campagna di disinformazione su Ceuta un canale Telegram legato all'intelligence militare russa. È quanto ha rilevato un' indagine del Guardian basata su un campione di 4,5 milioni di post. La chiave dell'“assalto [mediatico] coordinato” sarebbe partita da Rybar, canale Telegram legato all'intelligence militare russa e la cui società madre è già sotto sanzioni europee, e da lì una rete di account ripetitori, inclusi quelli della galassia Pravda, l'avrebbe portata a oltre 720.000 visualizzazioni in sei ore, tradotta in sette lingue. Le reti filorusse funzionano come un'autostrada già pronta a ogni crisi di frontiera nel Mediterraneo, spiega Saman Nazari, ricercatore di Alliance4Europe, una no-profit di Bruxelles, autrice dello studio. In questo articolo abbiamo ricostruito tutti i passaggi della campagna di disinformazione sull'"invasione dei migranti a Ceuta" che aveva come obiettivo colpire il “modello spagnolo”, fabbricando un'emergenza sui social, armando la paura a colpi di disinformazione, immagini decontestualizzate, content propagandistici ad hoc 👇 https://www.valigiablu.it/ceuta-invasione-propaganda-estrema-destra-europa/
La campagna d’odio online contro l’Argentina ai mondiali Da settimane, un'ondata di critiche virali iniziata durante i mondiali di calcio accusa l'Argentina di razzismo su X e TikTok. L'analisi dei dati rivela schemi coordinati, traduzioni automatiche e profili bot. Non ci troviamo di fronte a una spontanea indignazione di massa, ma agli indizi evidenti di una campagna d’odio automatizzata e coordinata. In un contesto segnato dalla deregolamentazione di Javier Milei e dalle mire delle élite tech sulle risorse della Patagonia, delegittimare e isolare un intero paese rischia di desensibilizzare l'opinione pubblica di fronte alla potenziale erosione della sua sovranità. In questo articolo chi sta davvero guidando la narrazione e perché la reputazione di un intero paese è finita nel mirino 👇 https://www.valigiablu.it/campagna-odio-x-algoritmi-argentina-mondiali/
L'effetto delle ondate di calore su energia nucleare, a gas, eolica e solare Una delle affermazioni più in voga quando ci sono eventi meteorologici estremi come le ondate di calore che stiamo provando sulla nostra pelle ormai da giugno è che l’energia eolica e solare siano fonti energetiche inaffidabili per soddisfare la maggiore domanda di elettricità perché “intermittenti”. Ma così non è! Quando, negli ultimi due mesi, le temperature hanno superato i 40°C in alcune zone d’Europa, tutte le fonti di produzione energetica sono state colpite: sono stati spenti i reattori nucleare, è diminuita l’efficienza delle centrali a gas, è calata la velocità del vento, le reti elettriche hanno subito cali di tensione. Qui il nostro articolo sull’impatto del caldo estremo sulle principali fonti d’energia: https://www.valigiablu.it/ondate-calore-energia-nucleare-solare-gas-eolico/
Quanto ci costerà davvero il cambiamento climatico in Italia? Un nuovo studio accademico, passato quasi sotto silenzio dai media mainstream, quantifica per la prima volta i danni al 2050: fino a 52 miliardi nel turismo, 30 nell'agricoltura e un debito pubblico che rischia di superare il 200% del PIL. Impatti devastanti che colpiranno soprattutto le regioni del Sud, dove le perdite arrivano al 25%, aggravando il divario sociale ed economico esistente. L'Europa si riscalda a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale, e l'Italia, per la sua posizione mediterranea, è tra i paesi a maggiore velocità di cambiamento. Eppure, pur sapendo che ogni euro investito in prevenzione ne fa risparmiare fino a sette, il governo ignora la scienza climatica, tergiversa sul piano di adattamento e punta al carbone. Un'inazione politica spinta dalla disinformazione fossile e favorita dal silenzio dei media mainstream. La diagnosi c'è, la cura pure: sono questi leader politici a rifiutare consapevolmente di salvarci. Tutti i dati, gli scenari economici e le contraddizioni di questa crisi nel nostro articolo: https://www.valigiablu.it/crisi-climatica-costi-italia-primo-rapporto/
"Ieri ho aperto il Corriere del Veneto e ho letto che il programma di Futuro Nazionale per Padova — una città dove la retorica è la stessa usata a Udine e in tutto il Nord-Est da anni — prevede: - “Una flotta di droni termici in dotazione alla polizia locale, denominata “Sky Watch”, per perlustrare il territorio cittadino nelle ore notturne” - “Un’app comunale a disposizione di tutti i residenti, chiamata “Padova Sentinella”, per segnalare fenomeni di degrado” - “Panchine “a tempo” antibivacco”, che “dalle nove di sera fino all’alba si inclinano in maniera automatica per impedire di sedersi e sdraiarsi” - “Dispositivi acustici da installare sotto i portici del centro, definiti “Mosquito”, che si azionano, anche qui automaticamente, quando una persona rimane nello stesso posto per più di cinque minuti” - “Pattuglie di vigili urbani a cavallo munite di taser” - “Tornelli all’ingresso dei parchi pubblici per consentire l’accesso soltanto con carta d’identità o tessera sanitaria”. Il Corriere del Veneto, che come il fratello maggiore nazionale fatica a chiamare le cose con il suo nome, parla di “strani piani”, ma di strano non c’è niente: è il fascismo che si coniuga con l’era dell’intelligenza artificiale — che di suo ha un sacco di virtù da dimostrare ma il vizio, oramai chiarissimo a tutti quelli dotati di occhi per vedere, di essere un perfetto assistente e moltiplicatore di progetti autoritari, per non dire totalitari, incentrati unicamente su razzismo, discriminazione e un’idea talebana della sicurezza. Questo è il mondo che viene. Io lo mando a fare in culo con tutto il mio cuore, ma temo che qui, dalle mie parti, queste idee faranno il botto." ✍️: Fabio Chiusi
A Ceuta la vera invasione è la propaganda di destra contro l’Europa Durante la crisi a Ceuta, leader della destra radicale e figure come JD Vance ed Elon Musk hanno diffuso informazioni del tutto false sugli eventi. La smentita è arrivata in quarantotto ore, ma una narrazione ormai priva di riscontri reali aveva già condizionato la politica europea. Non è un episodio isolato. Dalle alluvioni di Valencia al blackout del 2025, la Spagna è diventata un bersaglio sistematico. La ragione non risiede nei suoi presunti fallimenti, ma nei risultati: un governo con politiche progressive e di regolarizzazione che guida la crescita economica nell'eurozona. Per l’estrema destra europea, la cui sede organizzativa è oggi proprio a Madrid con Vox e i Patrioti per l'Europa, dimostrare il fallimento di questo modello è vitale. L'argomento dell'effetto richiamo sulle regolarizzazioni viene usato costantemente, anche se smentito da oltre un decennio di dati A complicare il quadro c’è una convergenza d'interessi internazionali. Ex funzionari statunitensi e media vicini a Israele hanno iniziato a mettere in discussione la sovranità spagnola su Ceuta e Melilla, mentre reti di propaganda pro-Russia hanno moltiplicato i contenuti falsi sulla vicenda. La disinformazione viene infine alimentata da influencer e creator in cerca di visibilità o guadagni. Video manipolati e girati a favore di camera alimentano il panico morale su un presunto collasso imminente, nonostante le persone coinvolte fossero già rientrate in Marocco a piedi. Contestare i numeri dell'economia spagnola richiederebbe dati che non esistono. Fabbricare un'emergenza con una fotografia sui social costa invece pochissimo. Finché la disinformazione renderà più della verità, le immagini saranno usate per nascondere i fatti reali. Qui il nostro approfondimento con la ricostruzione di questa campagna di disinformazione 👇 https://www.valigiablu.it/ceuta-invasione-propaganda-estrema-destra-europa/
L’importanza cruciale dello Stretto di Hormuz Le pressioni di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran hanno convinto Trump a sospendere gli attacchi USA annunciati contro l'Iran nel weekend, alla luce di un possibile "accordo su Hormuz" e "un patto sulla denuclearizzazione". Ma non è detto che questo sarà sufficiente a far riaprire lo stretto. L’escalation militare ha messo in evidenza che non è necessario chiudere fisicamente lo Stretto per renderlo impraticabile dal punto di vista economico. È sufficiente il rischio di un attacco, con le conseguenze per il carico e l’equipaggio, oppure l’incertezza di riuscire a completare il viaggio, perché armatori e proprietari dei carichi decidano di rinviare le partenze o di scegliere rotte molto più lunghe e costose. Nessuna infrastruttura alternativa è in grado di sostituire lo Stretto, poiché le condotte di Arabia Saudita ed Emirati hanno capacità residua limitata, l'Iran non ha un bypass operativo e Kuwait e Qatar dipendono interamente dalla rotta marittima per petrolio e GNL. Questa vulnerabilità si riflette sui mercati all'ingrosso, dove i margini record della raffinazione e i contratti futures segnalano uno shock prolungato che si scarica direttamente sui prezzi di carburanti e bollette. Nel nostro approfondimento analizziamo nel dettaglio la tenuta delle singole infrastrutture del Golfo e i reali meccanismi che trasferiscono la crisi su carburanti e bollette. 🔗 https://www.valigiablu.it/crisi-stretto-hormuz-impatti-petrolio-bollette/
Disinformazione e propaganda: Meloni e la tragica vicenda di Ceuta L'annuncio della sospensione di Schengen tra Italia e Spagna a seguito dei recenti fatti di Ceuta è stato presentato come un atto di fermezza a tutela della sicurezza nazionale. Tuttavia, un'analisi rigorosa delle norme europee e delle dinamiche sul campo rivela uno scenario molto diverso. Ceuta gode già di un regime speciale all'interno dello spazio Schengen, che prevede rigidi controlli di identità per qualunque spostamento verso la Spagna continentale o il resto d'Europa. Quando il provvedimento italiano è entrato in vigore, la quasi totalità delle persone entrate nell'exclave era già rientrata in Marocco, e nessuna aveva raggiunto il continente. Il ripristino dei controlli alle frontiere interne rappresenta una deroga eccezionale che il diritto dell'Unione Europea consente solo come extrema ratio e a fronte di minacce reali, comprovate e sproporzionate per l'ordine pubblico. Condizioni che, nel caso specifico, appaiono del tutto assenti. Si tratta di una scelta che solleva forti dubbi di legittimità giuridica davanti alla Commissione Europea e che rischia di trasformarsi in un autogol politico. Sospendere la cooperazione e sollevare barriere interne significa indebolire la credibilità dell'Italia proprio quando torna a chiedere solidarietà e condivisione delle responsabilità agli altri Stati membri. Nel nostro ultimo approfondimento analizziamo nel dettaglio il quadro normativo di Ceuta, le ragioni che hanno favorito gli ingressi — compreso l'impatto della disinformazione sulle sentenze spagnole — e le implicazioni di una decisione che sembra rispondere più a esigenze di comunicazione politica che a concrete necessità di sicurezza. 🔗 https://www.valigiablu.it/ceuta-schengen-meloni-spagna-migranti-europa/
L’Odissea di Musk: la disfatta del broligarca contro Nolan Per mesi Elon Musk ha condotto una vera e propria crociata ideologica contro l'Odissea di Christopher Nolan: ha accusato il regista di aver profanato Omero, ha citato finti regolamenti degli Oscar, ha sponsorizzato film di dubbia qualità per protesta e ha promesso una contro-versione "storicamente accurata" generata in pochi mesi dalla sua IA. Poi la parola è passata alla realtà. Il film è uscito nelle sale, si è avviato a superare il miliardo di dollari di incasso globale e ha demolito in un paio di weekend l'ennesimo slogan sul "Go Woke Go Broke". Messo di fronte alla smentita del mercato e incalzato sui dati reali in un'intervista con l'Economist, il proprietario di X ha finito per fare l'unica cosa che gli restava: attaccare giornalisti, attrici e perfino chef sulla sua piattaforma. Il modello che ha seguito Musk ormai lo conosciamo: un imprenditore la cui posizione di mercato si regge sull'annuncio molto più che sul prodotto consegnato, un imbonitore da fiera con dietro una capitalizzazione mai vista nella storia e tutti gli amici nei posti giusti. Quando le stesse amplificazioni riguardano l'immigrazione, i temi razziali e il complottismo, invece del cinema, quel pubblico scende in strada. Questa volta la realtà ha piegato la narrazione eversiva: il pubblico ha fatto quello che fa sempre: decidere autonomamente. Rendendo lui e quelli come lui molto meno rilevanti di quanto amino raccontarsi. Il nostro articolo completo qui 👇 https://www.valigiablu.it/odissea-nolan-musk-disfatta-guerra-culturale/
Da Trump a Vannacci: l’ascesa della Slopaganda di estrema destra Non si tratta di semplice satira e nemmeno di goliardia da social network. La clip in cui "Robertus Vannaccius" viene ritratto da un’IA nelle vesti di imperatore romano mentre "condanna" i propri oppositori è l'esempio perfetto di un fenomeno preciso: la Slopaganda. Il termine nasce dall'unione di slop (spazzatura/sbobba digitale) e propaganda per descrivere la produzione di massa di contenuti generati con l'intelligenza artificiale per manipolare l'opinione pubblica e polarizzare il dibattito. Questi format non puntano alla veridicità ma all'ingaggio emotivo. Sfruttando i bias di negatività e di conferma, la Slopaganda genera indignazione negli avversari e senso di appartenenza nei sostenitori. Il confine tra contenuto amatoriale e comunicazione ufficiale viene così sfumato in modo strategico: i leader raccolgono i frutti della viralità e, di fronte alle polemiche, possono sempre liquidare il tutto come semplice ironia digitale. Da Donald Trump ad Alternative für Deutschland fino a Futuro Nazionale, i contenuti artificiali generati a costo zero stanno ridefinendo la propaganda sui social network, sfruttando le nostre reazioni emotive e i bias cognitivi. https://www.valigiablu.it/slopaganda-vannacci-ia-propaganda-trump/
Oltre Fedorov: ora le proteste in Ucraina entrano in una nuova fase Le proteste a Kyiv per la rimozione di Fedorov dalla Difesa entrano in una nuova fase. I manifestanti non chiedono più il reintegro immediato dell'ex ministro, ma di tutelare il nuovo sistema di acquisto e sviluppo delle tecnologie militari. Le riforme di Fedorov avevano infatti tolto allo Stato Maggiore il potere informale di scegliere i fornitori, centralizzando le decisioni su piattaforme digitali basate sui dati del fronte. Una svolta che ha creato forti tensioni. Mentre i manifestanti cercano un canale di dialogo con Zelens'kyj e Bruxelles osserva con crescente preoccupazione la tenuta delle riforme, la propaganda russa tenta di piegare la crisi interna a proprio favore con campagne cognitive sull'opinione pubblica ucraina. Sullo sfondo della transizione ai vertici militari, restano aperti i complessi nodi diplomatici con Washington per la fornitura dei sistemi Patriot. Qui l'approfondimento di Claudia Bettiol dia Kyiv: https://www.valigiablu.it/proteste-ucraina-fedorov-riforme-difesa-zelensky/
Come potenti lobby dell’agroindustria stanno indebolendo le leggi a tutela del clima e della fauna selvatica «Le pressioni esercitate hanno dato i loro frutti». Nuovi documenti visionati dal Guardian e da Grilled (una testata che si occupa di giornalismo investigativo sull’industria alimentare e sugli allevamenti intensivi) rivelano la strategia condotta a Bruxelles da Copa Cogeca, la più potente lobby agricola dell'Unione Europea, per smantellare e indebolire sistematicamente le normative comunitarie a tutela di clima, biodiversità e fauna selvatica. La documentazione mostra come l'organizzazione abbia sfruttato la propria influenza sulle istituzioni europee per ridimensionare i vincoli ecologici del Green Deal, tutelando principalmente il modello dell'agrobusiness industriale a scapito dei piccoli produttori e della sostenibilità a lungo termine. Quella di Copa Cogeca è una strategia concreta e replicabile: rallentare, aspettare le elezioni, chiedere nuove valutazioni d'impatto. Il destino della proposta sui pesticidi dimostra che questa tattica funziona piuttosto bene, nonostante la crisi climatica diventi sempre più pressante. Qui il nostro articolo completo: https://www.valigiablu.it/lobby-agroindustria-pesticidi-leggi-clima-europa/
La crisi industriale tedesca rischia di aprire le porte dell’ultradestra in Europa? Per decenni la Germania è stata considerata la locomotiva d’Europa, ma oggi quel modello appare profondamente inceppato. Tra il rincaro dell'energia, le spinte protezioniste globali e la forte concorrenza cinese sul settore dell'auto elettrica, il paese sta affrontando la sua crisi strutturale più complessa dall'unificazione. A questa stasi si somma la forte impopolarità del cancelliere Friedrich Merz (impegnato in questi giorni in un rimpasto di governo), diviso tra i dissidi all'interno della propria coalizione e la difficoltà nel delineare una strategia economica efficace. In questo clima di debolezza cresce costantemente il consenso di Alternative für Deutschland. Con l'estrema destra ormai stabilizzata nei sondaggi, la vera incognita riguarda la tenuta del Brandmauer, il cordone sanitario con cui i partiti tradizionali hanno finora escluso qualsiasi alleanza con l'ultra-destra. Un'eventuale rottura di questo muro, a partire dai parlamenti regionali, finirebbe per ridefinire non solo la politica di Berlino ma l'intero assetto dell'Unione Europea. L'analisi completo sul nostro sito: https://www.valigiablu.it/crisi-germania-merz-afd-economia/
La già lunga lista di ambigui incroci tra Infantino e l’amministrazione Trump si è arricchita di un ulteriore dettaglio martedì 28 luglio, quando il Times ha rivelato l’esistenza di un progetto del presidente della FIFA per trasformare il Mondiale di calcio in una compagnia semi-indipendente, vendendone le quote a degli investitori privati. Tra questi ci sarebbero anche la banca d’affari JP Morgan e Joshua Kushner, fratello del genero di Donald Trump, Jared Kushner (a sua volta, molto amico di Infantino). La notizia, successivamente confermata dalla stessa FIFA, ha posto ulteriori dubbi sull’operato del dirigente sportivo svizzero. Ventiquattr’ore prima, il deputato statunitense Jamie Raskin aveva inviato una lettera a Infantino, invitandolo a presentarsi di fronte a una commissione parlamentare per rispondere dei suoi legami economici con la famiglia Trump. Qui il nostro articolo sui legami tra Infantino e Trump: https://www.valigiablu.it/trump-infantino-patto-mondiali-fifa-potere/
Non è vero che Saviano è stato condannato per plagio (come dice la Lega) Niente plagio né "figuracce": la Cassazione mette fine a 15 anni di contesa legale su Gomorra. Cosa dice la sentenza e come la destra ha distorto i fatti. https://www.valigiablu.it/saviano-gomorra-lega-cassazione-non-e-plagio/
Il disegno di legge sui minorenni è solo ancora una volta propaganda A 14 anni la legge italiana ti considera troppo piccolo per votare, per sposarti o per firmare un contratto. Da oggi, però, ti riterrà automaticamente abbastanza adulto da finire a processo se commetti un reato. Con la riforma dell’articolo 98 del Codice Penale, la presunzione di immaturità dei minorenni viene ribaltata: la maturità si dà per scontata e toccherà alla difesa dimostrare il contrario. Ma è davvero la stretta punitiva che viene raccontata? I dati dicono l'esatto opposto: i proscioglimenti per immaturità sono già crollati a soli 60 casi in un anno e la norma non tocca i veri percorsi di rieducazione. La norma anti “maranza” (parola orrenda e dalla incerta etimologia) appare quindi solo uno “specchietto per le allodole” per solleticare la pancia dell’elettorato più “duro e puro”, disorientando la parte politica di opposizione che anche in questo caso non è riuscita a dire le parole giuste, sia giuridiche che politiche. E invece, come sottolinea il presidente dell'Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, Claudio Cottatellucci, c'è una questione di cultura giuridica che dovrebbe essere evidenziata e messa al centro del dibattito: "Si accredita l’idea che il processo minorile debba essere semplificato perché troppo garantista, che conoscere la persona sia un ostacolo all’efficienza. Io penso esattamente il contrario. Si può semplificare, ma non banalizzare. Perché ogni ragazzo cambia continuamente: persino chi è già stato processato due anni prima può essere una persona completamente diversa. È questa attenzione alla persona che ha fatto della giustizia minorile italiana un modello riconosciuto. Ed è questo patrimonio che oggi rischiamo di indebolire". Per questo tutto – sia il disegno di legge di riforma proposto dall’attuale governo sia il silenzio dell’opposizione, di chi dovrebbe contrastare la riforma con progetti politici ed educativi diversi, in un’ottica condivisa dell’educazione delle nuove generazioni – mostrano un generale fallimento della politica e del mondo degli adulti. Qui l'articolo completo sui contenuti del disegno di legge, gli impatti giuridici e le questioni che aggira: https://www.valigiablu.it/ddl-minorenni-maranza-governo-meloni-propaganda/