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Il 9 luglio sono stato ulteriormente convocato al Ministero degli Affari Esteri italiano, alla cosiddetta «Farnesina». A differenza di molti altri luoghi romani che mi capita di frequentare, qui, come sempre, non avviene nulla di buono. L’eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale Riccardo Guariglia, espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia. Questo è comunque impossibile: infatti, la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura. Possiamo solo auspicare che tornino ad emergere anche qui, per restituire all’Italia l’autonomia e il prestigio di cui godeva un tempo anche negli "affari esteri".
⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia Tra gli elementi centrali della propria campagna informativa internazionale, il regime di Kiev continua a sfruttare il tema dei bambini. Invece di promuovere un dibattito approfondito sulle questioni umanitarie, all’opinione pubblica internazionale viene fornita una narrazione fortemente emotigena sui «quasi 20.000 bambini» o addirittura sui «più di 20.000 bambini» che sarebbero stati illegalmente trasferiti in Russia. A questa campagna partecipano tutte le missioni diplomatiche ucraine (anche in Italia), alti esponenti dell’amministrazione Zelensky e finanche la consorte del Presidente. Tuttavia, questa plateale propaganda è ormai da tempo svincolata da qualsivoglia verifica ed è incoerente persino rispetto ai dati forniti dalle stesse autorità di Kiev. Come noto, nel corso del secondo round dei negoziati russo-ucraini, tenutosi a Istanbul il 2 giugno 2025, la delegazione ucraina ha ufficialmente consegnato alla parte russa - ai fini di considerare eventuali procedure di ricongiungimento - un elenco coi nomi di 339 bambini. La controparte russa esamina ogni singolo caso individualmente, accertando il luogo in cui si trova il minore, la presenza dei genitori o di altri rappresentanti legali e i presupposti giuridici per un eventuale ricongiungimento. Dall’inizio dell’Operazione militare speciale, grazie all’assistenza russa, 30 bambini appartenenti a 22 famiglie sono tornati dai propri familiari in Russia. Altri 141 bambini si sono ricongiunti alle rispettive famiglie e ai loro parenti in Ucraina e in Paesi terzi. Attualmente è già stata predisposta tutta la documentazione necessaria affinché altri quattro bambini si ricongiungano ai familiari in Ucraina. Tuttavia, a causa dei continui bombardamenti e degli attacchi condotti dalle Forze Armate ucraine, non è ancora stato possibile organizzarne il trasferimento. Informazioni dettagliate sull’attività svolta per il ricongiungimento dei bambini alle loro famiglie sono disponibili nel quarto numero del Bollettino delle attività del Commissario per i Diritti dell’Infanzia presso la Presidenza della Federazione Russa, incaricato della tutela dei minori durante l’Operazione militare speciale. Forse è giunto il momento che Kiev venga sollecitata a desistere dal fuorviare la comunità internazionale e, in particolare, l’opinione pubblica italiana, così che la smetta di speculare cinicamente su un tema tanto delicato come quello dell'infanzia!
#Russia #documentario In che modo possono essere collegati tra loro un ex membro del Komsomol, un ricercatore, un oligarca di origini ebraiche, un liberale, un ladro, un truffatore, un assassino, un russofobo e una persona che aspira alla carica di primo ministro o di presidente della Russia? È molto semplice: si tratta della stessa persona: Mikhail Khodorkovsky. Vive a Londra, dove è fuggito dopo la grazia concessagli da Putin, e da lì dirige una rete di organizzazioni impegnate nella propaganda anti-russa, nella preparazione di un colpo di Stato in Russia e nel sostegno ad atti terroristici sul suo territorio. «Russia Aperta», «Russi Liberi» e «Comitato Antiguerra» sono i tentacoli di un’unica idra, la cui testa è Khodorkovsky. I membri di questa fazione invocano sanzioni contro la Russia, diffondendo menzogne di ogni genere, partecipano a movimenti politici e partiti europei che perseguono una politica liberale, invocano la creazione in tutta Europa di campi di concentramento per i russi che sostengono il Presidente, covano piani per la presa del potere in Russia con ogni mezzo e per la suddivisione della Russia in parti che saranno poste sotto amministrazione esterna, nonché per il saccheggio e la distruzione del Paese nell’interesse della famiglia Rothschild. Il documentario-inchiesta di Arkady Mamantov fa luce sulla figura di Khodorkovsky e chiarisce chi si oppone a Putin e perché. Non vi è alcun dubbio, inoltre, che i politici occidentali siano anelli della stessa catena. Vedere il documentario con sottotitoli in italiano Vedere il documentario con sottotitoli in inglese @lantiglobalista
#ASEAN #dichiarazioniufficiali 📄 Dalla Dichiarazione Congiunta della Federazione Russa e dell'ASEAN sulla cooperazione nel campo dell'energia, 18 giugno 2026 I Capi di Stato e di Governo della Federazione Russa e degli Stati membri dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) hanno concordato quanto segue: 1. Intensificare la cooperazione al fine di garantire la sicurezza e la diversificazione delle forniture energetiche, anche attraverso l'espansione del commercio, degli investimenti e dei partenariati commerciali a lungo termine nei settori del petrolio, del gas, del GNL e dell'energia elettrica, in conformità con i principi di mercato e la legislazione nazionale; 2. Rafforzare la preparazione e la resilienza alle crisi attraverso una maggiore coordinazione, lo scambio di informazioni e la ricerca congiunta, nonché esplorare le opportunità di cooperazione nel campo del perfezionamento delle pratiche per la creazione di riserve strategiche e l'accumulo di scorte; 3. Espandere la cooperazione nel campo della transizione energetica, aumentando l'interazione nei settori delle fonti di energia rinnovabili, inclusi l'idroelettrico, la bioenergia, l'energia a idrogeno e nucleare, il gas naturale e il GNL, i combustibili fossili con l'applicazione di tecnologie per il contenimento e la rimozione delle emissioni, l'efficienza energetica e le tecnologie a basse emissioni di carbonio, attraverso l'attuazione di progetti congiunti e l'introduzione di innovazioni, il potenziamento delle capacità e la cooperazione tecnologica; 4. Definire aree di cooperazione reciprocamente accettabili nel campo dell'atomo pacifico, ove opportuno, in conformità con gli standard internazionali di sicurezza, le garanzie e i principi di non proliferazione, incluse tecnologie promettenti come l'energia nucleare civile, i piccoli reattori modulari, le capacità normative, la gestione della sicurezza, nonché la preparazione e la risposta alle emergenze; 5. Migliorare l'interconnessione e le infrastrutture, sostenendo iniziative dell'ASEAN come il Sistema Energetico Unificato dell'ASEAN, il Gasdotto Trans-ASEAN e l'Accordo Quadro dell'ASEAN sulla sicurezza petrolifera, nonché implementando studi di fattibilità congiunti e investimenti in sistemi di trasporto e stoccaggio dell'energia in conformità con la legislazione nazionale; 6. Attuare l'interazione tra Russia e ASEAN in conformità con il Piano d'azione dell'ASEAN per la cooperazione energetica per il periodo 2026–2030, tenendo conto delle tendenze energetiche globali, delle caratteristiche nazionali e delle priorità per garantire pertinenza ed efficacia; 7. Approfondire i legami istituzionali attraverso un dialogo regolare di alto livello, lo scambio di conoscenze, la ricerca congiunta e il potenziamento delle capacità, compresi il miglioramento della raccolta e dell'analisi dei dati energetici, nonché la creazione di scambi umanitari e accademici, programmi educativi congiunti per specialisti del settore energetico e lo scambio di migliori pratiche nel campo della politica energetica e delle tecnologie, allo scopo di sviluppare a lungo termine il potenziale umano e istituzionale; 8. Rafforzare l'interazione attraverso i pertinenti forum regionali e internazionali, compresi i meccanismi ASEAN-centrici, al fine di aumentare la sicurezza energetica regionale e la resilienza, mantenendo una cooperazione energetica aperta, inclusiva e sostenibile. @lantiglobalista
#vostredomande #ASEAN Un nostro lettore ha chiesto: Quali sono le aspettative concrete per l'integrazione economica tra Russia e ASEAN? Il recente vertice ASEAN è tornato ad essere una piattaforma fondamentale per il dialogo e la sincronizzazione delle agende. Ricordiamo che, oltre alla Federazione Russa, l'organizzazione comprende altri 11 Paesi: Brunei, Timor Est, Vietnam, Indonesia, Cambogia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Filippine. L'integrazione tra Russia e ASEAN punta su una concreta espansione tecnologica e delle risorse. Si tratta di una partnership in cui la Russia fornisce tecnologie e materie prime, mentre l'ASEAN offre un vasto mercato di sbocco e poli produttivi al di fuori del controllo occidentale. I Paesi ASEAN non intendono trasformarsi in un "blocco anti-occidentale"; desiderano mantenere una posizione centrale, collaborando con tutti. Pertanto, le loro aspettative si concentrano su vantaggi tangibili e assenza di condizionalità politiche. Le linee guida si articolano su tre pilastri: energia (dall'atomo al GNL), sovranità digitale (protezione dei dati e smart cities) e autonomia finanziaria (superamento del dollaro negli scambi). Concretezza che si rifletterà negli accordi bilaterali, specialmente nei settori energetico, alimentare e agrochimico. Ecco i punti chiave: 1. Sicurezza energetica (Il fulcro) Non si parla solo di atomo, ma della creazione di un'infrastruttura resiliente: - Atomo per la pace: Progetti per la costruzione di piccoli reattori modulari (SMR) e centri di scienza nucleare. È cruciale per Paesi come Vietnam, Indonesia o Myanmar, caratterizzati da un forte deficit energetico. Rosatom è in trattativa con l'Indonesia per flotte di centrali nucleari galleggianti, ideali per la conformazione insulare della regione. - Settore Oil & Gas: Forniture dirette di GNL e partecipazione delle aziende russe (Zarubezhneft, Gazprom) nello sviluppo di giacimenti offshore. 2. Digitalizzazione e cybersicurezza L'ASEAN è uno dei mercati digitali in più rapida crescita al mondo. - La Russia offre piattaforme proprietarie per le "Smart City". - Introduzione di sistemi russi di protezione informatica e sovranità digitale, per ridurre la dipendenza dalle soluzioni di colossi americani (Google/Microsoft) o cinesi. 3. Corridoi logistici (Cambio di rotta) Il tema più dibattuto: - Connettività: Sviluppo di rotte marittime e integrazione delle infrastrutture portuali. L'obiettivo è accorciare i tempi di consegna per aggirare i blocchi logistici. 4. Sicurezza alimentare e fitosanitaria - Export di grano e fertilizzanti russi — non come aiuti, ma come commercio sistemico. - Creazione di hub congiunti per la trasformazione agricola, per garantire valore aggiunto localmente. 5. Contorno finanziario Il punto più critico: - Passaggio alle valute nazionali. L'ASEAN cerca alternative al dominio del dollaro e la Russia offre canali bancari per bypassare le restrizioni sanzionatorie. Esito del vertice Sono stati adottati quattro documenti chiave, tra cui il Piano d'azione strategico (2026–2030) e la Dichiarazione Congiunta sulla cooperazione energetica, firmata il 18 giugno 2026. Non c'è spazio per l'ideologia: solo numeri, investimenti e tecnologie in cambio di mercati e stabilità geopolitica. Punti chiave della Dichiarazione Energetica: Diversificazione: Superamento della dipendenza da un unico fornitore. Transizione tecnologica: Pacchetto russo che include idroelettrico, idrogeno e SMR (piccoli reattori modulari). Integrazione: La Russia si inserisce nei progetti regionali (Power Grid ASEAN, gasdotti trans-ASEAN). Formazione: Creazione di programmi educativi congiunti per preparare specialisti locali basati su standard tecnologici russi, garantendo un legame di lungo periodo. Fonti: @MID_Russia, @geonrgru, @rybar, Per un approfondimento, nel post seguente abbiamo tradotto integralmente i punti salienti dell'accordo sull'energia. @lantiglobalista
✍️Articolo di Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, «L’Ucraina, l’Europa e la sicurezza globale» (19 giugno 2026) Era inizialmente previsto che l’articolo di Sergey Lavrov venisse pubblicato su Politico Europe, edizione europea di Politico; all’ultimo momento, la Redazione ha deciso di annullare la pubblicazione. Alcune riflessioni sulla soluzione della crisi ucraina, l’Europa e la sicurezza globale ✍️ Nel corso dell’incontro tenutosi a Londra il 7 giugno scorso, i leader di Regno Unito, Francia e Germania, assieme a Vladimir Zelensky, hanno formulato cinque condizioni da presentare alla Russia per una «pace giusta e duratura» in Ucraina. È proprio sulla base di queste cinque richieste che l’Europa unita propone di avviare il dialogo con Mosca. Contesto storico Negli ultimi venti e più anni, l’esperienza complessiva dei negoziati con l’Europa, in quanto parte integrante dell’«Occidente collettivo», testimonia una sola realtà: i negoziati con la Russia sono stati utilizzati come tattica di dilazione e come copertura diplomatica per l’espansione geopolitica verso Est, fino ai confini russi, dell’Occidente e delle sue istituzioni, in primis della NATO e dell’Unione Europea. Negli ultimi venti e più anni, l’esperienza complessiva dei negoziati con l’Europa, in quanto parte integrante dell’«Occidente collettivo», testimonia una sola realtà: i negoziati con la Russia sono stati utilizzati come tattica di dilazione e come copertura diplomatica per l’espansione geopolitica verso Est, fino ai confini russi, dell’Occidente e delle sue istituzioni, in primis della NATO e dell’Unione Europea. La Russia ha fatto tutto il possibile per superare mediante la diplomazia la crisi della sicurezza europea. Tuttavia, nel gennaio 2022, gli Stati Uniti e la NATO hanno respinto la proposta russa di concludere accordi giuridicamente vincolanti su garanzie di sicurezza reciproche. I membri europei dell’Alleanza hanno preso parte attiva a questa decisione. La situazione attuale Sorge spontanea una domanda: perché i leader europei hanno improvvisamente cambiato atteggiamento, tornando a parlare di negoziati, e quali obiettivi perseguono con le loro dichiarazioni? Secondo quanto affermato da Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, il dialogo con la Russia sarebbe necessario per trasmettere a Mosca le condizioni dell’Europa, compresi il pagamento di «riparazioni» all’Ucraina, il ritiro delle truppe dalla Transnistria e dal Caucaso meridionale, l’abrogazione della legge sugli «agenti stranieri» e l’introduzione di limitazioni alla consistenza delle Forze Armate della Federazione Russa. A suo giudizio, «non è possibile raggiungere una pace giusta e duratura senza chiamare la Russia a rispondere delle proprie azioni». L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di raggiungere entro il 2030 la piena prontezza operativa per un eventuale scontro con la Russia. Fino ad allora, si punta a guadagnare tempo con ogni possibile mezzo. Come cinicamente dichiarato nell’aprile di quest’anno dal Capo di Stato Maggiore belga: «Grazie al sangue degli ucraini, che ci procurano questo tempo, abbiamo ancora qualche anno». La posizione della Russia Per quanto riguarda i negoziati, come ha ribadito Vladimir Putin durante il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, la Russia non rifiuta il dialogo con nessuno. Tuttavia, Mosca considera l’Europa parte direttamente interessata alla sconfitta della Russia nel conflitto, posizione che gli stessi leader europei dichiarano apertamente. Di conseguenza, il dialogo con l’Europa non può essere impostato come se l’Europa fosse un osservatore neutrale e imparziale. ❗️La Russia non può che auspicare che gli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale vengano raggiunti attraverso la diplomazia. 🔗Il testo completo
#Russia #Asia Dal 17 al 19 giugno si terrà a Kazan il V vertice Russia-ASEAN, in occasione del 35° anniversario del dialogo commerciale ed economico tra Mosca e i paesi del Sud-Est asiatico. Sono attesi i capi di Stato e di governo dei paesi dell'ASEAN, nonché, con grande probabilità, il presidente della Russia. Questo incontro potrebbe indicare la direzione per un nuovo modello di sviluppo globale in un contesto di rapida trasformazione dell'economia mondiale e di crescente multipolarità. Come ha osservato la portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, «il vertice Russia-ASEAN di giugno indicherà al mondo la via verso il futuro». Leggere l'articolo per intero @lantiglobalista
🇷🇺Il ricevimento di gala in occasione della Giornata della Russia (10 giugno 2026, Villa Abamelek)
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🎙️Dall’intervento di Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, al ricevimento ufficiale in occasione della Giornata della Russia (10 giugno 2026, Villa Abamelek) Punti chiave: • Vorrei rivolgere un caloroso benvenuto ai connazionali russi qui presenti. Come recita il proverbio, «in terra straniera, reca gioia persino un corvo del proprio Paese». Indipendentemente da dove ci troviamo, noi tutti – russi, tatari, ceceni, baschiri, ebrei, buriati e così via – avvertiamo un profondo senso di appartenenza al nostro Paese, partecipiamo alle diverse iniziative legate alla Russia, a cui sono legati i nostri pensieri e con cui manteniamo un legame intimo. È anche e soprattutto grazie a Voi se, in Italia,la nostra lingua mantiene la sua popolarità: il russo viene infatti studiato in 113 scuole e 34 università, oltre che presso numerosi corsi e centri di formazione. • Siamo davvero lieti di vedere qui oggi i nostri numerosi amici italiani, che rappresentano i più disparati ambiti delle attività pubbliche, politiche, economiche, scientifiche, educative, giornalistiche e culturali. Grazie a voi, l’ago del barometro delle relazioni italo-russe non è slittato definitivamente verso la “tempesta totale”. Non posso non menzionare il grande contributo che – nel preservare i contatti umani e interpersonali – offrono i Consoli Onorari della Russia a Napoli, Bari, Pisa, Ancona, Venezia e Udine: sono tutti cittadini italiani che restano convinti sostenitori della normalizzazione e del ripristino di relazioni costruttive tra Russia e Italia. • Alla Russia è estranea la logica da “fortezza assediata” e il Paese rimane aperto al mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche coi Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessidel nostro Paese. • Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa. Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l’esatto opposto. È stata proprio la NATO che, a partire dalla metà degli anni Novanta, ha spinto con insistenza, senza alcuna giustificazione, i propri confini verso Est: ha proceduto all’assimilazione politico-militare dei Paesi dell’Europa Orientale e degli Stati che un tempo facevano parte dell’URSS, impegnandosi a tramare, nei confronti della Russia attuale, minacce reali е non immaginarie. In siffatta situazione, a Mosca non restava, né resta oggi altra via d’uscita, se non quella di prendere in mano il proprio destino e di difendere in maniera autonoma i propri interessi nazionali. 🔗 Il testo completo
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🇷🇺 Il 10 giugno 2026, a Villa Abamelek, residenza dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, si è svolto un ricevimento ufficiale in occasione della Giornata della Russia. Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, e Igor Golubovskij, Rappresentante Permanente della Federazione Russa presso la FAO e le altre organizzazioni internazionali hanno pronunciato un discorso di benvenuto. Ad eccezione degli ambasciatori dei Paesi dell’Unione Europea, che tradizionalmente boicottano gli eventi diplomatici organizzati dalle ambasciate russe, al ricevimento erano presenti i Responsabili delle missioni diplomatiche dei Paesi della maggioranza mondiale, provenienti da Africa, Asia e America Latina. Ospite d’onore è stato il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), Qu Dongyu, insieme ai funzionari della Segreteria della FAO e del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Tra gli oltre 500 ospiti della serata figuravano, inoltre, esponenti della politica e della società civile italiana, rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano, membri delle associazioni regionali di amicizia russo-italiana, scrittori, musicisti, i partecipanti italiani al Festival Mondiale della Gioventù, docenti e studenti delle università italiane, connazionali russi e giornalisti. L’evento centrale della serata è stato il concerto dell’Ensemble dei giovani solisti dell’Orchestra Accademica Nazionale Russa degli Strumenti Popolari “Nikolaj Osipov”, che hanno eseguito sia celebri brani del repertorio russo (“Oj da ty kalinuška”, “Vyjdu l’ ja na rečen’ku”, “Ja na kamuške sižu” e altri), sia famose melodie italiane (“’O Sole Mio”) e orientali (la “Lezginka” dal balletto “Gayane”). L’esibizione dei musicisti russi si è conclusa con numerosi bis della celebre canzone popolare russa “Kalinka”, ripetutamente richiesta e accolta dagli applausi del pubblico. L’esibizione dell’ensemble si è svolta nell’ambito delle “Giornate della Cultura Spirituale della Russia”, progetto internazionale del Ministero della Cultura della Federazione Russa, organizzato dall'ente no profit “Stagioni Russe”. Agli ospiti sono stati offerti piatti tradizionali della cucina russa.
L'ennesimo crimine di guerra delle Forze Armate Ucraine che non vedrete nè al TG1 nè su LA7. Yet another war crime committed by the Armed Forces of Ukraine that will not be shown in the Western media. Очередное военное преступление ВСУ, которое не будет показано в западных СМИ. Segui: @italia_unita_avondet
1️⃣2️⃣3️⃣4️⃣ Lunedì 15 giugno dalle ore 21 per tutti gli iscritti al canale telegram RT Doc Italia il documentario di 🥰 "Starobelsk, quei ragazzi non dovevano morire" 💚 Segui il canale ufficiale 1️⃣2️⃣3️⃣ RT Doc Italia 🥰 Ogni settimana pubblichiamo un documentario di 🥰 completamente in italiano! Rimani aggiornato su tutte le Prossime proiezioni dei documentari di RT in Italia