Le scoperte dell'acqua calda
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Non esistono ferie per l'Osservatorio sui titoli di interviste che accostano argomenti in modo ambiguo #OsservatorioAmbiguo
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via a sub
Edizione slovacca del Principe con in copertina un pugno di ferro/pugno chiuso. "Ragazzi, questa è per pochi." (Cioè, io CREDO sia il Principe: Google Lens traduce il titolo come "Il righello" ma immagino sia una parola con la stessa ambiguità dell'inglese "ruler")
Pieter Bruegel the Elder, The Tower of Babel (1563), Kunsthistorisches Museum, Vienna
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LLMs fed with random internet content are the weakest spot of the Empire in the Psychic war.
video straordinario https://youtu.be/cbD2wGwri6o
Ciao a tutti ragazzi vi ricordo che nel mio link in bio trovate un link in bio che vi riporta al profilo instagram che ha un link in bio in cui trovate un link in bio che vi porta al mio profilo instagram che un link in bio
"Aleksèj Aleksàndrovič aveva ottenuto una brillante vittoria nella seduta della commissione del diciassette agosto, ma le conseguenze di questa vittoria lo stroncarono. Una nuova commissione per indagare sotto tutti i rapporti la vita degli allogeni fu costituita e inviata sul posto con una rapidità e un’energia insolite, suscitate dallo stesso Aleksèj Aleksàndrovič. Dopo tre mesi fu presentata la relazione. La vita degli allogeni era stata esaminata dal punto di vista politico, amministrativo, economico, etnologico, della cultura, materiale e religioso. A tutti gli interrogativi erano state date risposte magnificamente redatte, e risposte che non soggiacevano a dubbi, giacché non erano il prodotto del pensiero umano, sempre soggetto a errori, ma il prodotto dell’attività burocratica. Tutte le risposte erano il risultato di dati ufficiali, di rapporti di governatori e di archierei, basati a loro volta su rapporti di capi di distretto e di sovrintendenti ecclesiastici, basati a loro volta su rapporti di amministrazioni provinciali e di parroci; e perciò tutte queste risposte erano indubitabili. Tutti gli interrogativi a proposito, per esempio, dei perché i raccolti fossero cattivi, perché gli abitanti si attenessero alle loro credenze e così via, interrogativi che senza la comodità della macchina burocratica non vengono risolti e non possono venir risolti per secoli, avevano ricevuto una soluzione chiara e indubitabile. E questa soluzione era a favore dell’opinione di Aleksèj Aleksàndrovič. Ma Strèmov, che nell’ultima seduta si era sentito toccato nel vivo, all’arrivo dei rapporti della commissione impiegò una tattica che Aleksèj Aleksàndrovič non si aspettava. Trascinando con sé alcuni altri membri, Strèmov improvvisamente passò dalla parte di Aleksèj Aleksàndrovič e non soltanto difese con calore l’attuazione dei provvedimenti proposti da Karènin, ma ne propose altri, e più spinti, nello stesso spirito. Questi provvedimenti, ancor più accentuati rispetto a quello che era il pensiero fondamentale di Aleksèj Aleksàndrovič, furono accolti, e allora la tattica di Strèmov si scoprì. Portati all’estremo, questi provvedimenti si rivelarono infatti così stupidi, che uomini di stato e opinione pubblica, signore intelligenti e giornali - tutti insieme si scagliarono contro i provvedimenti, esprimendo la propria indignazione sia contro i provvedimenti stessi sia contro Aleksèj Aleksàndrovič, loro padre riconosciuto. Strèmov invece si tirò da parte, facendo finta d’aver solo seguito ciecamente il piano di Karènin e d’essere ora lui stesso stupito e sdegnato per ciò che era stato fatto. Questo stroncò Aleksèj Aleksàndrovič. Ma nonostante la salute declinante, nonostante i dolori familiari, Aleksèj Aleksàndrovič non si arrendeva. Nella commissione avvenne una scissione. Alcuni membri, capeggiati da Strèmov, giustificarono il proprio errore con il fatto d’aver creduto alla commissione di revisione guidata da Aleksèj Aleksàndrovič, che aveva presentato la relazione, e dichiararono che la relazione di quella commissione era un’assurdità e nient’altro che carta scarabocchiata. Aleksèj Aleksàndrovič, insieme al gruppo di coloro che vedevano il pericolo d’un così brusco cambiamento di carte in tavola, continuava a sostenere i dati elaborati dalla commissione di revisione. In seguito a ciò, nelle alte sfere, e persino in società, tutto si confuse e, benché la cosa interessasse moltissimo tutti, nessuno poté capire se gli allogeni veramente fossero nella miseria e morissero di fame o se invece prosperassero." (Lev Tolstoj, Anna Karenina, Garzanti, trad. Pietro Zveteremich)
https://www.guerredirete.it/litalia-invasa-dai-data-center/
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https://www.ilpost.it/2026/07/29/sigarette-moda-celebrita-fumo/
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«Come fai a non fumare! Il sigaro non è nemmeno solo un piacere, ma il coronamento e il segno del piacere. Questa sì che è vita! Come si sta bene! Così vorrei vivere io!» (Lev Tolstoj, Anna Karenina, Garzanti, trad. Pietro Zveteremich)
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«Non li capisco quelli che non fumano… si privano della parte migliore della vita, per così dire, o comunque di un piacere davvero egregio! Quando mi sveglio la mattina mi rallegro al pensiero che potrò fumare durante il giorno, e quando mangio mi rallegro di nuovo, anzi forse posso dire che mangio solo per poter poi fumare, anche se chiaramente qui sto esagerando un po’. Ma una giornata senza tabacco sarebbe per me l’apice dell’insulsaggine, una giornata eminentemente noiosa e priva di qualsiasi attrattiva, e se la mattina mi ritrovassi a dire: “Oggi non si fuma”, credo che non troverei il coraggio di alzarmi dal letto, sul serio, rimarrei lì sdraiato. Vedi, quando hai un buon sigaro acceso – ovviamente non uno che sfiati o che tiri male, cosa che è in sommo grado detestabile – dicevo, quando fumi un buon sigaro sei protetto da tutto, non può letteralmente succederti nulla. È come quando sei sdraiato in riva al mare: sei sdraiato in riva al mare e quindi non ti serve altro, né lavoro né intrattenimento… Grazie a Dio si fuma in tutto il mondo, ovunque si vada a finire non c’è posto in cui non si conosca questa abitudine, almeno per quanto ne so. Persino gli esploratori polari si portano ampie scorte di tabacco nelle loro imprese, questa cosa mi ha fatto molta simpatia quando l’ho letta. Perché insomma, la vita può mettersi male a volte… Facciamo conto che a me vada malissimo: finché avessi ancora i miei sigari potrei resistere, ne sono certo, mi aiuterebbero a rimettermi in sesto». (Thomas Mann, La montagna incantata, Newton Compton, trad. Ervino Pocar)
un corso di autodifesa dagli autoattacchi (la psicoterapia)