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Ultimamente penso spesso a Pino Pascali, che mi pare ritorni sempre per qualche motivo in queste mie giornate. Il motivo scatenante, però, è che mi è capitato tra le mani il catalogo di Pino Pascali - Toti Scialoja. Confluenze, una mostra molto bella che è al Teatro Kursaal di Bari fino al 25 maggio. Io sono sicuramente di parte, voglio molto bene a Scialoja, anche se più alle poesie che ai quadri. Di Pascali, invece, ho ritrovato questo bel dialogo con Carla Lonzi, pubblicato per la rivista Marcatrè nel 1967: Pino Pascali e Carla Lonzi. Discorsi.
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Queste sculture di Hubert Duprat non sono proprio sue-sue. Sono opera dei tricotteri, degli insettini che vivono nei corsi d'acqua e che hanno l'abitudine di crearsi dei bozzoli protettivi con i vari sedimenti trovati sui fondali, tenuti poi assieme dalla seta secreta da delle loro speciali ghiandole. Quello che Duprat inizia a fare negli anni '80 è semplice: mette i tricotteri negli acquari e sostituisce sabbia e foglie con oro e pietre preziose, lasciando che gli insetti creino per loro stessi un "costume" pregiatissimo. 🔍 Hubert Duprat che si fa aiutare dagli insetti per creare sculture d’oro, perle, corallo e pietre preziose.
Epitaffi che passione! Sulla tomba del poeta peruviano César Vallejo, sepolto nel cimitero di Montparnasse, è inciso un bel verso scritto dalla moglie Georgette Philippart che si può tradurre con «ho nevicato tanto perché tu dorma».
Posta del cuore: se tutte le altre vie hanno fallito, un'approfondita lettura di How to become a sensuous witch potrebbe essere la soluzione. 💌 Da abbinare con la visione di The Love Witch!
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Nel 1784, Étienne-Louis Boullée immaginava così un cenotafio dedicato a Isaac Newton. Nessuno lo ha realizzato, ma rimane comunque un esempio straordinario di architettura rivoluzionaria.
Un biglietto di Franz Kafka quattordicenne, scritto nel 1897 per il liber amicorum dell'amico Hugo Bergmann e considerato la sua nota autografa più antica. Dice: «Es gibt ein Kommen und ein Gehn Ein Scheiden und oft kein – Wiedersehn. Prag den 20. November. Franz Kafka» Ovvero: «C’è un andare e un venire Un separarsi e spesso nessun – ricongiungimento. Praga, il 20 novembre. Franz Kafka» È appena stato venduto per oltre 56mila dollari.
Qui è da dove posto.
Quando, nel novembre 1922, Howard Carter è entrato nella tomba di Tutankhamon e ne ha esplorato le stanze, vi ha trovato dentro 5938 oggetti. Uno, che è tra le opere d'arte più celebri al mondo, lo avete di sicuro in mente: la famosa maschera funeraria del faraone. Catalogare e raccontare un patrimonio del genere non è stata un'impresa da poco, ma quello che ne è derivato è stato raccolto dal Griffith Institute nel progetto Tutankhamun: Anatomy of an Excavation. Alcune foto degli oggetti rinvenuti si trovano anche nel catalogo della Biblioteca Universitaria di Heidelberg. Sono scattate da Harry Burton e si trovano qui.
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Alcuni dei costumi disegnati da Tatiana Bruni per Il bullone, balletto satirico composto da Dmitrij Šostakovič nel 1931. Fortemente censurato da Stalin perché considerato antisovietico, la sua seconda rappresentazione arrivò solo nel 2005, settantaquattro anni dopo la première non ufficiale.
Da The principles of light and color (1878) di Edwin D. Babbitt.
Non so se credo in questa cosa del fare i bilanci dell'anno a settembre. Non so nemmeno se per me settembre è il vero capodanno. Ma, nel dubbio, segnalarvi un po' di cose male non fa. Innanzitutto – vai di jingle pubblicitario – negli ultimi mesi ho scritto due cose, una sul design nell'era dell'instagrammabilità e un'altra su Mango e gli amori estivi. Ad agosto, finalmente, sono riuscita a leggere un bel po' di libri che mi mancavano. Su tutti, segnalo Un inverno freddissimo di Fausta Cialente e Notturno indiano di Antonio Tabucchi. Ora, dopo aver finalmente preso in mano Parlarne tra amici (non avevo mai letto niente di Sally Rooney, lo so, assurdo!), sto leggendo Molto difficile da dire di Ettore Sottsass. Tutta gente che, a pensarci, non ha proprio bisogno della mia segnalazione. Ho visto almeno tre bei film: Gasoline Rainbow, L'envol (recensione di quattro parole: Louis Garrel coi baffi) e Hypnosen. Scoperte, come sempre, un po' di cose. Di alcune mi piacerà scrivere qui nei prossimi mesi, ma una ve la condivido subito perché l'ottimo lavoro di stesura è già stato fatto: le poesie psichedeliche di Elsa Morante.