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🧬 OMOCISTEINA E SINDROME METABOLICA: UN APPROFONDIMENTO BIOCHIMICO Il rapporto tra omocisteina e insulinoresistenza non procede in un'unica direzione, ma si sviluppa in entrambi i sensi. Da un lato, l’accumulo di omocisteina può interferire con la trasmissione del segnale dell'insulina alle cellule, ostacolando anche la corretta maturazione del suo recettore. Dall'altro è la stessa resistenza insulinica a rallentare i meccanismi con cui l'omocisteina viene smaltita. Si delinea così un circuito che tende ad autoalimentarsi. 🧩 Il metabolismo del glucosio: uno spunto biochimico da non trascurare Un elemento spesso trascurato è che l'efficienza delle vie di smaltimento dell’omocisteina dipende a monte da come l'organismo utilizza il glucosio. Dal metabolismo del glucosio deriva infatti la serina, un aminoacido dal quale si producono la glicina e i cofattori chimici (le cosiddette unità a un carbonio) indispensabili per eliminare l’omocisteina. Ne consegue una concatenazione di eventi: eccesso di glucosio nella dieta, metabolismo del glucosio sempre più inefficiente; riduzione della disponibilità di serina. Nella sindrome metabolica i livelli di serina e glicina risultano spesso diminuiti: non un dettaglio secondario, ma l'anello che collega la difficoltà nel metabolizzare il glucosio all'aumento dei livelli di omocisteina. 🧬 La componente genetica Una variante genetica molto diffusa, denominata MTHFR C677T, riduce l'efficienza di uno degli enzimi coinvolti nel riciclo dell’omocisteina. Chi ne è portatore si trova in una condizione di partenza sfavorevole: se a questo si aggiunge una carenza di serina, le due limitazioni si sommano. Gli studi indicano che chi presenta questo assetto tende a mostrare un peggioramento simultaneo di più parametri: glicemia a digiuno, marcatori infiammatori, pressione arteriosa e profilo lipidico. 💊 I limiti dell'integrazione vitaminica Acido folico, vitamina B12 e vitamina B6 riducono efficacemente i livelli di omocisteina. Tuttavia (ed è la considerazione più importante) la sola riduzione del valore non si traduce automaticamente in una prevenzione di eventi patogeni, come quelli cardiovascolari, come documentato da letteratura recente. Ecco che serve un approccio sistemico e orientato all'intero metabolismo. 🌱 Come approcciarsi Lo studio della biochimica orienta verso interventi che agiscano a monte, partendo dai substrati carenti. La glicina, in studi clinici preliminari, ha mostrato una riduzione dell'emoglobina glicata e dei marcatori infiammatori. La serina (per ora soprattutto in modelli sperimentali) sembra ridurre l'omocisteina e migliorare contestualmente la sensibilità all'insulina. Si tratta di indicazioni che richiedono conferme su più ampia scala, ma la direzione di ricerca appare promettente. Ovviamente il ruolo della dieta rimane centrale ed è importante come primo intervento calibrare accuratamente l’apporto dei macronutrienti. 💬 In conclusione L'omocisteina non va intesa come un semplice bersaglio da correggere. Approcciare il metabolismo dell’omocisteina con un’integrazione che preveda i principali substrati a monte, specialmente in condizioni di insulinoresistenza, trova riscontro biochimico. 📌 Questo contenuto ha uno scopo divulgativo e non sostituisce il parere medico. Si raccomanda di consultare un professionista sanitario prima di modificare la dieta o assumere integratori. 📩 Vuoi approfondire? Leggi l’articolo completo 👇 🔗 https://vitalprogram.it/blog/omocisteina-e-sindrome-metabolica-b109.html Integrazione funzionale Re-Metil Plus a base di glicina e serina: 🔗 https://vitalprogram.it/shop/81-re-metil-plus.html Non dimenticare di condividere queste informazioni con le persone a te care! — https://t.me/vitalprogramofficial —
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🩸 OMOCISTEINA ALTA? LE SOLE VITAMINE POSSONO NON BASTARE Livelli elevati di omocisteina sono collegati ad aumentato rischio cardiovascolare, ictus e declino cognitivo. La gestione clinica di questo tipo di rischio è tradizionalmente affidata all’integrazione di vitamina B12, folati e vitamina B6. 💊 C'è un dettaglio che spesso sfugge. Nei grandi studi clinici emerge che la sola correzione dei livelli di omocisteina con le sole vitamine non è sufficiente a prevenire eventi cardiovascolari. 🔬 La risposta è che le vitamine fungono da coenzimi, ma non forniscono il "materiale" che questi enzimi devono trasferire da una molecola all'altra. Nel caso del metabolismo dell'omocisteina le vitamine non sono la fonte primaria del carbonio e dello zolfo, gli elementi chiave nelle rispettive reazioni di rimetilazione e transulfurazione. 🌟A fornire quel materiale sono due amminoacidi poco citati in questo sistema: serina e glicina. 🔄 Serina e glicina intervengono in entrambe le vie con cui l'organismo elimina l'omocisteina, ovvero: ➡️ Nella rimetilazione, che la riconverte in metionina; ➡️ Nella transsulfurazione, che la trasforma in cisteina e glutatione, il principale antiossidante cellulare. In pratica senza un rifornimento adeguato di questi "mattoni", il sistema in profondità non lavora in modo adeguato, nonostante i livelli di omocisteina si abbassino con l’integrazione vitaminica. ❗️ Un dato importante: la disponibilità di serina dipende anche dal metabolismo del glucosio (l'organismo la costruisce a partire dagli zuccheri). Ecco perché il quadro diventa particolarmente rilevante in chi convive con sindrome metabolica, alterazioni glicemiche, obesità o determinate varianti genetiche dell'enzima MTHFR: condizioni in cui questi amminoacidi tendono a scarseggiare proprio quando servirebbero di più. 🧠 La ricerca in questo campo è promettente e alla base esiste un razionale biochimico e fisiopatologico solido. Per l’integrazione si raccomanda di sentire sempre il parere di un professionista sanitario. ✅ In sintesi. L'omocisteina non si approccia guardando a una singola molecola, ma a un sistema fatto di vitamine, amminoacidi, metabolismo degli zuccheri e predisposizione genetica, in particolare i polimorfismi MTHFR. Due persone con la stessa dieta possono avere livelli di omocisteina molto diversi, pertanto è necessario tenere presente il quadro complessivo, sia dei nutrienti che degli enzimi coinvolti, soprattutto se si punta alla prevenzione. 🔬 Re-Metil Plus. Integratore funzionale a base di glicina e serina 👇 https://vitalprogram.it/shop/81-re-metil-plus.html 📚 Vuoi approfondire? Clicca qui 👇 https://vitalprogram.it/blog/glicina-e-serina-i-due-amminoacidi-poco-conosciuti-nel-metabolismo-dell-omocisteina-b108.html Non dimenticare di condividere il post con le persone a te care! https://t.me/vitalprogramofficial —
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🧬 METILAZIONE: IL PROCESSO INVISIBILE DA CUI DIPENDE GRAN PARTE DEL TUO BENESSERE Hai presente l’omocisteina? Quel parametro ematico che si raccomanda di tenere basso? Quel valore è solo la punta di un iceberg molto più grande, e quell'iceberg si chiama metilazione. La metilazione è uno dei meccanismi biochimici più importanti del corpo. Migliaia di volte al secondo, le tue cellule "etichettano" molecole specifiche con piccoli gruppi chimici, i “gruppi metilici”. Questi gruppi funzionali svolgono ruoli vitali all’interno della cellula e sono indispensabili per la nostra salute. 🧬 Regolano l’espressione genica e il DNA 🔧 Contribuiscono alla riparazione del DNA 🧠 Servono per produrre neurotrasmettitori ⚡ Contribuiscono alla produzione di ATP 🛡️ Contribuiscono alla protezione dai radicali liberi A consegnare queste “etichette”, i gruppi metilici, è una molecola chiamata SAM (S-adenosil-metionina), l'etichettatrice universale della cellula. La produzione di SAM è un processo biochimico complesso, che coinvolge diverse vitamine e richiede un notevole investimento energetico, tant’è che una molecola di ATP viene completamente catabolizzata durante la biosintesi. 🩸Ogni volta che una molecola di SAM cede un gruppo metile, si crea una scoria metabolica che si chiama omocisteina. L'omocisteina è un valore che possiamo misurare nel sangue, e ci fornisce un’informazione su come sta lavorando questo complesso metabolismo. Per capirlo meglio, immagina la cellula come un panificio. 🥖 L'omocisteina è la farina, i micronutrienti sono i panettieri, e il "pane" sono le molecole preziose indispensabili per l'energia, il benessere dei tessuti e del sistema nervoso. Finché i panettieri lavorano, la farina viene trasformata di continuo e tutto procede. Ma se mancano i panettieri giusti, la farina si accumula e la produzione di pane si ferma. 🍃 E qui arriva la parte che quasi nessuno racconta: per far funzionare il sistema non bastano folati e vitamina B12. Serve un pool di micronutrienti, che comprende anche vitamina B6, B2, magnesio, zinco e molibdeno. Inoltre sono importanti determinati aminoacidi, come la serina e la glicina, che costituiscono i "mattoni" di partenza, laddove risiedono fisicamente i gruppi funzionali che “muovono” la metilazione. ⚠️ C'è inoltre una considerazione importante: l'omocisteina è un indicatore prezioso, ma parziale. Un valore "nella norma" è rassicurante, ma non è una garanzia assoluta, perché ciò che conta davvero è l'equilibrio dell'intero sistema. ✅ Hai letto come funziona la metilazione? Il passo successivo è sostenerla nel modo giusto. Ora è disponibile un'unica formula che riunisce le vitamine del gruppo B in forma attiva, la glicina e la serina. Un approccio alla metilazione (ma anche alla transulfurazione) a monte dell’intero processo. Una combinazione costruita seguendo precisi passaggi biochimici ed evidenze ben documentate, senza escludere l’attenzione a coloro che, per via dell'età o di varianti genetiche come quelle del gene MTHFR, partono da un sistema un po' meno efficiente. Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica. Integrazione funzionale Re-Metil Plus: 🔗 https://vitalprogram.it/shop/81-re-metil-plus.html Vuoi capire davvero come funziona la metilazione? Leggi l'articolo completo, con tutti i riferimenti scientifici: 🔗 https://vitalprogram.it/blog/omocisteina-e-metilazione-b106.html Non dimenticarti di condividere queste informazioni con le persone a te care! — https://t.me/vitalprogramofficial
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Vital Program®️ pinned «🔬 NUOVO RE-METIL PLUS 📚 Con l’esperienza decennale acquisita nello studio del metabolismo dell’omocisteina, abbiamo constatato che il “problema” omocisteina non riguarda tanto l’apporto vitaminico, quanto il punto da cui si parte nell'interpretare questo…»
🔬 NUOVO RE-METIL PLUS 📚 Con l’esperienza decennale acquisita nello studio del metabolismo dell’omocisteina, abbiamo constatato che il “problema” omocisteina non riguarda tanto l’apporto vitaminico, quanto il punto da cui si parte nell'interpretare questo metabolismo. 👉 https://vitalprogram.it/shop/81-re-metil-plus.html Concentrarsi solo sulla conversione folato-dipendente significa osservare una parte del metabolismo, ignorando le fonti, o meglio la base a monte dell’intero ciclo. 🔺 A MONTE DELL’OMOCISTEINA Prima ancora che i folati e la vitamina B12 entrino in gioco, il metabolismo dell'omocisteina dipende dall’equilibrio tra glicina e serina, dal quale si genera il metilen-tetraidrofolato, il substrato dell’enzima MTHFR. 🧩 GLICINA → SUPPORTO ALLA METILAZIONE Attraverso un complesso enzimatico mitocondriale la glicina viene completamente catabolizzata, fornendo direttamente la sua unità monocarboniosa al tetraidrofolato, alimentando il ciclo dei folati in modo indipendente. 🧩 SERINA → SUPPORTO ALLA TRANSULFURAZIONE La L-serina non è solo un donatore di unità monocarboniose. È il substrato diretto della cistationina-beta-sintetasi (CBS), l'enzima che “apre” la via della transulfurazione, legandosi direttamente all’omocisteina per formare la cistationina, precursore della cisteina. ⭕️ RE-METIL PLUS Da questa lettura integrale del metabolismo dell'omocisteina nasce Re-Metil Plus, che apporta innanzitutto un dosaggio importante di glicina al mattino e di serina alla sera. ☀️ MATTINA → SUPPORTO ALLA METILAZIONE • Glicina • Betaina anidra • Metilcobalamina • Metilfolato di calcio • Riboflavina • Zinco bisglicinato • Magnesio bisglicinato 🌙 SERA → SUPPORTO ALLA TRANSULFURAZIONE • L-serina • Piridossale 5’-fosfato • L-glutammina partecipa insieme a cisteina e glicina alla sintesi del glutatione • Magnesio bisglicinato • Molibdeno 👩⚕️ VALUTA CON IL TUO MEDICO RE-METIL PLUS IN CASO DI: • Omocisteina elevata, anche in presenza di integrazione con vitamine del gruppo B in forma attiva • Polimorfismi del gene MTHFR • Alterazioni del sonno, dell’umore e della concentrazione • Stanchezza mentale e fisica con ridotta capacità di recupero • Dismetabolismi di glucidi e lipidi 🧩 IN CONCLUSIONE Re-Metil Plus nasce dall’idea di rispettare la biochimica e i ritmi metabolici del complesso mondo dietro il “problema dell’omocisteina”. La logica bifasica non deve essere intesa come la volontà di “forzare” il metabolismo, bensì come un’ampliamento della lettura del metabolismo a partire dai suoi punti di origine. Lettura completa su Re-Metil Plus dal link in basso 👉 https://vitalprogram.it/shop/81-re-metil-plus.html — https://t.me/vitalprogramofficial
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⭕️ Live tra pochi minuti 🎓 OMOCISTEINA ALTA: OLTRE L'ENZIMA MTHFR È possibile ancora iscriversi dal link in basso 👉 https://vitalprogram.it/31-academy.html Di seguito il programma della diretta. 📝 Metabolismo degli amminoacidi solforati Partiremo dalle basi del metabolismo. L'omocisteina verrà collocata all'interno del metabolismo degli amminoacidi solforati. Comprendere il destino degli amminoacidi solforati ci aiuta a capire che l'omocisteina non è solo un parametro, ma un intero sistema che si trova al centro di un equilibrio metabolico molto più ampio. 📝 Non solo metilazione Uno dei punti centrali dell'Academy sarà comprendere perché il metabolismo dell'omocisteina non possa essere ridotto alla sola metilazione. Questa via è certamente importante, ma rappresenta solo una parte del metabolismo. Accanto alla metilazione esiste infatti la via della transulfurazione, attraverso cui l'omocisteina può essere indirizzata verso la produzione di composti contenenti zolfo, fondamentali per la fisiologia cellulare. 📝 Zolfo organico e inorganico: un aspetto spesso trascurato Daremo ampio spazio all'elemento centrale del metabolismo degli amminoacidi solforati: lo zolfo, appunto. Dalla via della transulfurazione si aprono collegamenti con molecole solforate, solfuri e solfati, che possono intervenire in funzioni cellulari, neurologiche, cardiovascolari e della matrice extracellulare. 📝 Chi alimenta il ciclo dell'omocisteina? Per funzionare correttamente, il ciclo dell'omocisteina necessita di substrati, cofattori e vie metaboliche collegate. L'obiettivo sarà capire non solo quali vitamine partecipano al ciclo, ma quali sono le fonti organiche degli elementi carbonio e zolfo. 📝 Regolazione del metabolismo dell'omocisteina In che modo il metabolismo può passare dalla via della metilazione alla via della transulfurazione? Lo studio di questi meccanismi è un tassello altrettanto importante per comprendere i fattori che "muovono" il metabolismo. Le due vie non devono essere considerate come compartimenti separati, ma come processi che competono e si regolano in base alle condizioni fisiologiche, ai ritmi circadiani e alla disponibilità di substrati e cofattori. 📝 Aspetti clinici e integrazione funzionale La parte finale sarà dedicata alla traduzione pratica del ragionamento biochimico: clinica, nutrizione e integrazione funzionale. I nostri relatori condivideranno la loro esperienza professionale e descriveranno un approccio più coerente con le diverse vie del metabolismo dell'omocisteina. Seguirà la discussione finale. 🧑🏻🏫 L'Academy di oggi nasce per superare la visione semplificata secondo cui l'omocisteina alta dipenderebbe soltanto dall'enzima MTHFR. — https://t.me/vitalprogramofficial
Quando si osserva un valore numerico nelle analisi di laboratorio, si tende spesso a fornire un’interpretazione binaria. Valore nei range: nessun pericolo. Valore fuori range: problema. Specialmente nel caso dell’omocisteina, questa interpretazione induce facilmente in errore. 👇 Faremo un’Academy dedicata per approfondire il complesso legame tra omocisteina e salute. 🎓 OMOCISTEINA ALTA: OLTRE L’ENZIMA MTHFR 🗓️ Martedì 19 Maggio ore 19:00 italiane Se non l’hai già fatto, iscriviti dal link in basso: 👉 https://vitalprogram.it/31-academy.html Tranne per alcune eccezioni della medicina di laboratorio, nel caso dell’omocisteina la sola osservazione dei valori normali (se non associata quantomeno ad altri parametri e dati anamnestici) non può dirci quanto siamo in salute, o se l’omocisteina stessa possa essere un fattore di rischio. Il metabolismo dell’omocisteina non rappresenta infatti le sole reazioni: Omocisteina ⭢ Metionina ⭢ S-Adenosil-Metionina Queste sono semplicemente le più studiate, ma rappresentano la cima di una piramide metabolica. Una piramide che rappresenta un punto di incontro tra numerosi processi metabolici, che coinvolgono la produzione di bioenergia cellulare, l’equilibrio redox, la disponibilità di cofattori nutrizionali, la risposta allo stress e la capacità di adattamento del nostro organismo. Per questo motivo nella pratica clinica non sempre esiste una correlazione lineare tra valore di omocisteina e stato di salute della persona. Esistono persone con valori di omocisteina oltre la soglia desiderata che non manifestano sintomi evidenti, così come esistono soggetti con valori apparentemente “normali”, ma che continuano a manifestare sintomi quali stanchezza cronica, ridotta capacità mentale, alterazioni dell’umore, difficoltà di recupero o una particolare vulnerabilità allo stress fisico e mentale. Questo aspetto diventa più comprensibile se consideriamo che l’organismo possiede inizialmente una certa capacità di compensazione. In altre parole, un sistema metabolico può continuare a mantenere alcuni parametri nei limiti anche in presenza di squilibri progressivi che coinvolgono altri aspetti della fisiologia. È un concetto che osserviamo frequentemente anche in altri ambiti della clinica. Pensiamo ad esempio alla glicemia: un valore normale non sempre riflette automaticamente una fisiologia metabolica ottimale, soprattutto se l’organismo risponde all’alterata omeostasi con un’iperinsulinemia compensatoria. In modo analogo anche l’omocisteina può mantenersi nei range, mentre altri processi biochimici e/o omeostatici calano di efficienza. L’estensione dello studio del metabolismo dell’omocisteina ci porterà discutere e fornire delle risposte alle seguenti domande: “Perché l’omocisteina resta elevata nonostante l’integrazione delle vitamine B6, B9 e B12 in forma attiva?” “I polimorfismi sull’enzima MTHFR possono considerarsi adattamenti evolutivi?” “Quali micronutrienti sono maggiormente coinvolti nei processi di metilazione e transulfurazione?” Tutto questo aiuta a comprendere perché la sola interpretazione di un singolo parametro senza contestualizzarlo nel quadro generale induce inevitabilmente ad errori. Ed è anche il motivo per cui approcci troppo riduttivi raramente riescono a spiegare da soli la complessità dei sintomi o delle manifestazioni cliniche di una persona. Durante la diretta i relatori approfondiranno questi aspetti cercando di costruire una visione più ampia e coerente del metabolismo dell’omocisteina, analizzando non soltanto la metilazione, ma anche il ruolo della transulfurazione, dello stress ossidativo e dei principali fattori che possono interferire con l’equilibrio dell’intero metabolismo. — https://t.me/vitalprogramofficial
Vital Program®️ pinned «⭕️ WEBINAR 19 MAGGIO - OMOCISTEINA ALTA: OLTRE L’ENZIMA MTHFR Negli ultimi anni il tema dell’omocisteina e del suo metabolismo è stato ampiamente discusso, ma anche progressivamente semplificato, al punto che oggi tutto viene spesso ricondotto a pochi concetti:…»
⭕️ WEBINAR 19 MAGGIO - OMOCISTEINA ALTA: OLTRE L’ENZIMA MTHFR Negli ultimi anni il tema dell’omocisteina e del suo metabolismo è stato ampiamente discusso, ma anche progressivamente semplificato, al punto che oggi tutto viene spesso ricondotto a pochi concetti: “metilazione”, “vitamine metilate”, “mutazione MTHFR” e “rischio cardiovascolare”. Riteniamo che il metabolismo dell’omocisteina debba essere trattato con maggiore rigore biochimico, e che i parametri ematochimici annessi debbano essere sempre contestualizzati in un quadro clinico più ampio. Su questo verterà la nostra prossima Academy: 🗓️ Martedì 19 Maggio ore 19:00 italiane 👇 Iscrizioni aperte! https://vitalprogram.it/31-academy.html ‼️ Il metabolismo dell’omocisteina non può essere considerato come una via metabolica isolata, ma rappresenta un nodo centrale all’interno di una rete di processi biochimici e fisiologici interconnessi. Ridurre questo sistema a pochi passaggi sarebbe come pensare che il traffico di una grande metropoli dipenda esclusivamente da alcuni semafori situati nel centro città. Accanto alla metilazione esiste un’altra via, altrettanto rilevante e spesso meno considerata: la transulfurazione. Una via che non si limita a “smaltire” l’omocisteina, ma che porta alla produzione di molecole fondamentali per la fisiologia cellulare, per il controllo dello stress ossidativo e per il mantenimento dei nostri tessuti connettivi. Quando si passa dalla teoria alla pratica clinica, questa complessità diventa ancora più evidente. Esistono soggetti con valori elevati che non manifestano sintomi evidenti, così come soggetti con valori nei limiti che presentano astenia, stanchezza cronica, alterazioni dell’umore e della sfera cognitiva. Lo stesso vale per le varianti dell’enzima MTHFR: la loro presenza non è sempre sufficiente a spiegare, da sola, l’insieme di sintomi o un quadro clinico. 🧑🏻🏫 Durante il webinar i relatori descriveranno il metabolismo dell’omocisteina nei suoi passaggi a monte, approfondendo dove e come avvengono i processi di metilazione e la transulfurazione e in che modo questi si mantengono in equilibrio. Verrà inoltre condivisa l’esperienza clinica, utile per comprendere come interpretare correttamente i parametri ematochimici e quali sono i principali fattori che possono interferire con questo sistema. L’obiettivo sarà quello di costruire un approccio che possa tradursi in indicazioni dietetiche e strategie di integrazione funzionale più coerenti con la complessità dell’organismo. Questo evento formativo è rivolto sia ai professionisti della salute, sia alle persone interessate ad approfondire l’argomento in modo più completo, senza fermarsi a concetti approssimati. 🔔 Vi aspettiamo! Martedì 19 Maggio ore 19:00 https://vitalprogram.it/31-academy.html — https://t.me/vitalprogramofficial
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MAGNESIO, BIOENERGIA E SISTEMA NERVOSO. PERCHÈ CI SI SENTE STANCHI AL CAMBIO DI STAGIONE? C'è un fenomeno che in molti riconoscono ma in pochi sanno spiegare ai cambi di stagione: stanchezza, irregolarità nel sonno e maggiore suscettibilità allo stress. In questo post cercheremo di immergerci nel metabolismo, con l’intento di offrire spunti interessanti sul ruolo del magnesio in questi contesti. Il sistema nervoso è sensibile alle variazioni dei ritmi circadiani. Ogni variazione richiede un adattamento metabolico. Ed è proprio in questo contesto che il magnesio diventa un attore centrale. 🔋 Magnesio e bioenergia cellulare L’ATP è la “moneta di scambio energetico” nella cellula. Questa moneta quando si lega al magnesio forma un complesso Mg-ATP. Questo dettaglio biochimico ci dice che una moltitudine di reazioni che richiedono ATP necessitano di magnesio: dalla contrazione muscolare alla sintesi proteica, dalla trasmissione nervosa alla riparazione del DNA. 🔄 Ciclo di Krebs, fegato e magnesio Il magnesio è cofattore di numerosi enzimi del ciclo di Krebs, una tappa metabolica centrale nel metabolismo energetico e nella produzione di ATP. Le cellule del fegato, che compongono un organo metabolicamente attivo, hanno una elevata richiesta energetica, in quanto gestiscono vie le metaboliche di glucidi, acidi grassi e amminoacidi. Una gran parte di reazioni ATP-dipendenti sono di conseguenza magnesio dipendenti. Studi su popolazioni con compromissione epatica documentano come livelli ridotti di magnesio si associno ad alterazioni del metabolismo energetico epatico e a maggiore infiammazione di basso grado. 🧠 Magnesio, neurotrasmettitori e qualità del sonno Il legame tra magnesio e sistema nervoso è importante. Il magnesio è un antagonista fisiologico dei recettori NMDA, che, quando attivati, contribuiscono all’eccitotossicità neuronale. In casi di carenza di magnesio questi recettori possono facilmente attivarsi, aumentando la reattività del sistema nervoso allo stress. In merito alla qualità del sonno il magnesio partecipa alla sintesi di serotonina, precursore della melatonina, nonché alla modulazione del sistema GABAergico, il principale sistema inibitorio del cervello. Una carenza di magnesio può quindi tradursi in una cattiva qualità del sonno. ‼️ Il circolo vizioso: stress, magnesio e fabbisogni aumentati Lo stress cronico, incluso quello "da adattamento" nei cambi di stagione, contribuisce ad aumentare i livelli di cortisolo. Il cortisolo a sua volta aumenta l'escrezione urinaria di magnesio, riducendone le riserve. Meno magnesio disponibile significa maggiore reattività del sistema nervoso, che amplifica a sua volta la risposta allo stress. È un circolo vizioso che viene discusso con un certo interesse nella letteratura scientifica. Tutto ciò ci aiuta a comprendere l’importanza dei fabbisogni di micronutrienti ogni qualvolta l’organismo deve adattarsi a fronte di stimoli endogeni o ambientali. Chiaramente il magnesio non è una soluzione universale. È sicuramente uno dei micronutrienti in cui il divario tra fabbisogno e assunzione è oggetto di ricerca scientifica. Nei momenti in cui il sistema nervoso e il metabolismo energetico sono sotto pressione, valutare un'integrazione mirata che includa magnesio ha un razionale biochimico solido. Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica. 🔬 Integrazione funzionale MAG5 https://vitalprogram.it/shop/37-mag5.html 📚 Bibliografia Magnesium Status and Stress: The Vicious Circle Concept Revisited https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7761127/ Magnesium and liver disease https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6861788/ — 📲 https://t.me/vitalprogramofficial
VITAMINE DEL GRUPPO B E ATROFIA CEREBRALE Uno studio del 2025 pubblicato su Alzheimer’s & Dementia ha cercato di evidenziare il legame tra apporto di vitamine del gruppo B e deterioramento cognitivo mediante una tecnica di metabolomica multi-piattaforma. METABOLISMO DELL’OMOCISTEINA In caso di carenza di vitamine del gruppo B, in modo particolare B6, B12 e folati, l’omocisteina si accumula. Gli effetti di un’esposizione cronica a livelli elevati di omocisteina sono neurotossici, come l’iper-attivazione dei recettori NMDA, lo stress ossidativo, il depauperamento di cofattori bioenergetici (NAD) e addirittura l’apoptosi dei neuroni. IL CICLO DI KREBS Tra i metaboliti meglio utilizzati nel campione di soggetti che ha seguito l’integrazione vitaminica troviamo l’α-chetoglutarato, il succinato, il malato, il piruvato e il lattato. Basse concentrazioni di questi metaboliti indicano una maggiore efficienza mitocondriale. IL METABOLISMO DEL GLUTAMMATO Nel gruppo che ha seguito l’integrazione vitaminica, il glutammato sierico si è ridotto significativamente, mentre la glutammina è aumentata. In termini semplici: più vitamina B6, più conversione di glutammato in GABA e migliore modulazione neuronale. METABOLISMO DEL TRIPTOFANO L’accumulo di acido chinolinico è associato a iper-attivazione dei recettori NMDA, neurotossicità, neuroinfiammazione e attivazione della microglia. METABOLISMO DEL GLUCOSIO E FUNZIONI CEREBRALI Le vitamine del gruppo B hanno un’influenza importante sul metabolismo del glucosio e dell’insulina. Il nesso con la neuroprotezione non è banale. L’insulinoresistenza è un substrato che altera notevolmente il metabolismo del glucosio, con ripercussioni a effetto domino sulle principali vie metaboliche cellulari, incluso il ciclo di Krebs, il ciclo dell’omocisteina e il metabolismo del glutammato. IN SINTESI Nello studio riportato viene supportato il potenziale d’azione ad ampio spettro delle vitamine del gruppo B, con particolare attenzione al deterioramento cognitivo. Resta da chiarire se le vie metaboliche esplorate costituiscano un punto di partenza o un punto di arrivo nella modulazione del metabolismo neuronale. Sta di fatto che il ruolo delle vitamine del gruppo B è centrale e tali dati non possono che essere elemento di supporto sia nell’ambito clinico che nutraceutico. Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica. — 📖 Bibliografia https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12276071/ 🧬 Integrazione funzionale https://vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html — 📲 https://t.me/vitalprogramofficial —
🧘♀️ MICRONUTRIENTI, CERVELLO E FUNZIONI COGNITIVE Nel nostro ultimo webinar abbiamo visto come il sistema nervoso sia particolarmente coinvolto in caso di stress cronico. Cosa dice la letteratura sul sostegno con micronutrienti? 🧩 Le vitamine del gruppo B, la vitamina C, il magnesio e lo zinco sono strettamente coinvolti sia nel metabolismo energetico che in quello dei neurotrasmettitori. 🧩 Le vitamine del gruppo B e la vitamina C intervengono nel metabolismo di dopamina, noradrenalina, serotonina, melatonina, carnitina e colina. 🧩 Il magnesio contribuisce a mitigare gli effetti dello stress cronico e dell’ipercortisolismo. È coinvolto in oltre 300 reazioni enzimatiche, incluse quelle legate all’ATP e alla trasmissione neuromuscolare. 🧩 Le vitamine B6, B12 e i folati regolano il metabolismo dell’omocisteina, il cui aumento è associato tra l’altro a declino cognitivo. 🧩 Lo zinco è cofattore di importanti reazioni biochimiche i ed è concentrato nelle vescicole sinaptiche dei neuroni glutammatergici. 🔬 Diversi autori sottolineano l’importanza di integrazioni con micronutrienti anche nei paesi sviluppati, dove è possibile riscontrare carenze vitaminiche subcliniche, soprattutto in soggetti esposti a stress cronico. Queste situazioni configurano il seguente circolo vizioso: stress - aumento dei fabbisogni - carenze subcliniche - segnali di deterioramento psico-fisico - ripercussioni su concentrazione, memoria, lucidità. ⚙️ I meccanismi biochimici oggetto di approfondimento nei nostri prossimi webinar sono quelli legati alla metilazione a livello cellulare, dove il “punto di partenza” è proprio il metabolismo dell’omocisteina. Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica. 🔍 Approfondimenti: Integrazione Funzionale: VITAL BASIC https://vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html MAG5 https://vitalprogram.it/shop/37-mag5.html 📖 Lettura di approfondimento https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17408051/ — 📲 https://t.me/vitalprogramofficial
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⏰ SIAMO LIVE DALLE 19:00 Ti senti sempre sotto stress, ma nelle analisi tutto sembra regolare? Lo stress non ha una diagnosi precisa, ma qualche indizio in più può dartelo il dosaggio dell’omocisteina, un amminoacido intermedio del metabolismo cellulare. 🎓 Ne parliamo alle 19:00 nella nostra Academy https://vitalprogram.it/31-academy.html In genere, molti laboratori considerano ‘normale’ l’omocisteina fino a circa 15-20 µmol/L, ma alcuni studi indicano che per chi è in buona salute è meglio restare sotto i 9 µmol/L. In letteratura già a 11 µmol/L l’omocisteina è stata associata a un aumento del rischio cardiovascolare e infiammatorio, anche se il valore risulta nei limiti di riferimento. 😟 Disturbi dell’umore da stress e omocisteina Studi sugli esseri umani mostrano che chi vive uno stress psicologico protratto tende ad avere livelli di omocisteina più alti, anche se i meccanismi precisi non sono ancora del tutto chiari. Nei modelli animali di stress cronico i livelli elevati di omocisteina sono stati rilevati non solo nel plasma, ma anche in alcune aree del cervello (ippocampo e corteccia prefrontale), con calo delle performance cognitive e riduzione dei livelli di serotonina. Da queste osservazioni i ricercatori avanzano un’ipotesi azzardata: nei disturbi dell’umore collegati a stress cronico, l’iperomocisteinemia potrebbe essere più una conseguenza che una causa primaria. Negli esseri umani infatti è molto più complesso stabilire se l’omocisteina alta sia la causa o l’effetto di uno stato mentale alterato, poiché entrano in gioco diversi fattori, tra cui: genetica, uso di farmaci, stile di vita. 🔥 Stress cronico Tra i fattori con maggior impatto sulla risposta allo stress spicca il cortisolo, regolato dall’asse ipotalamo‑ipofisi‑surrene (HPA) tramite l’ACTH, l’ormone che stimola le ghiandole surrenali a trasformare il colesterolo in cortisolo. Quando l’asse HPA è iper-attivato e il cortisolo resta alto, il fegato cambia modo di gestire i “gruppi metilici” e gli enzimi che regolano il ciclo metionina–omocisteina, modificando le riserve di folati e di vitamina B12 e innalzando l’omocisteina. Lo stress cronico si traduce anche in stress ossidativo, che tende a ridurre la capacità di trasformare l’omocisteina in cisteina, e quindi in glutatione (una delle principali difese antiossidanti). Questi meccanismi si ripercuotono sulle riserve vitaminiche e sono stati associati a compromissione della salute vascolare. In questo quadro, ora disponiamo di una “spia” (l’omocisteina) del carico allostatico, cioè del logorio silenzioso che si accumula ben prima dei sintomi evidenti. ⭐ Per concludere Il legame stress-omocisteina non è affatto banale. Lo stato nutrizionale spesso fa la differenza! Le vitamine B sono tra i cofattori più importanti per la corretta rimetilazione dell’omocisteina. Valuta con il tuo medico, farmacista o biologo nutrizionista l’eventuale necessità di ricorrere a un’integrazione funzionale. Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica. ⭕️ SIAMO LIVE DALLE 19 https://vitalprogram.it/31-academy.html 📖 Bibliografia 1. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7848052/ 2. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12440047/ 3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18425703/ 4. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12144516/ 5. https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2023.1179807/full 6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23312061/ 7. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4186820/ 8. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7940193/ 9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25457436/ Reta aggiornato 📲 https://t.me/vitalprogramofficial
🔥 CORTISOLO E VITAMINE B. QUANDO LO STRESS “BRUCIA” NUTRIENTI CHIAVE Carenze o insufficienze “subcliniche” di vitamine riguardano oggigiorno anche i Paesi sviluppati: possono manifestarsi negli anziani, negli obesi, nei diabetici, ma anche in seguito all’uso cronico di farmaci, al consumo di alcolici, a diete squilibrate o alla presenza di polimorfismi genetici, come quelli del gene MTHFR. Le varianti MTHFR C677T e A1298C riducono l’efficienza dell’enzima metilentetraidrofolato reduttasi e influenzano i livelli plasmatici di folato (B9) e omocisteina. Parallelamente, le vitamine B6, B9 e B12 partecipano alla sintesi dei principali neurotrasmettitori, quali serotonina, dopamina, noradrenalina, GABA e melatonina, molecole che influenzano in modo diretto l’umore, il sonno e la regolazione dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA). 💊 Multivitaminici, cortisolo e adattamento allo stress In adulti sani un’integrazione di 16 settimane con un multivitaminico ad alto contenuto di vitamine del gruppo B ha determinato un aumento significativo dei livelli plasmatici di B6, B12 e folato, accompagnato da una riduzione dell’omocisteina rispetto al placebo. (2) Nel gruppo che ha assunto il multivitaminico, si è visto che il CAR tende ad aumentare, mentre nel gruppo placebo tende a ridursi. Questo andamento è stato positivamente correlato con i livelli di folato e B6 raggiunti dopo 16 settimane. (2) In altre parole, anche in persone senza carenze vitaminiche evidenti, l’assunzione di vitamine del gruppo B potrebbe ottimizzare l’attività dell’asse HPA, modulando la risposta allo stress diurna in modo più efficiente, potenziando la flessibilità adattativa, senza sopprimere fisiologicamente il cortisolo. 🧩 Cosa ci suggerisce la ricerca? Le evidenze indicano che l’iperomocisteinemia correlata allo stress va adeguatamente interpretata. Sebbene la triade B6‑B9‑B12 sia fondamentale per mantenere l’omocisteina entro limiti fisiologici, la focalizzazione esclusiva su questa via ha portato a trial clinici inconcludenti: l’omocisteina oggi appare piuttosto come un marker di squilibrio metabolico globale, più che un bersaglio terapeutico isolato. (2, 5) Ne deriva che un approccio più fisiologico e sistemico non può puntare su singole vitamine, ma considera l’intero gruppo B come una rete interconnessa, capace di sostenere (insieme ad altri micronutrienti chiave) il metabolismo energetico, i processi di metilazione, la sintesi dei neurotrasmettitori e la risposta adattiva allo stress (CAR) nel lungo periodo. (2)(4)(5) 💬 Vuoi approfondire? Partecipa alla nostra Academy MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO ORE 19:00 https://vitalprogram.it/31-academy.html Non dimenticarti di condividere queste informazioni con le persone a te care! Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica. 🔍 Approfondimenti: Integrazione Funzionale: VITAL BASIC https://vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html B-FAST https://vitalprogram.it/shop/54-b-fast.html 📖 Ricerca scientifica (1) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4186820/ (2) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4772032/ (3) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23312061/ (4) https://www.academia.edu/72561807/Interrelationship_of_Vitamin_B_12_Androgens_and_Cortisol_in_Chronic_Stress_and_associated_Vascular_Dysfunction (5) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3847740/ https://t.me/vitalprogramofficial