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Canale ufficiale del Parco Che Resiste

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  • 26 июл.1 741157

    Movimenti e associazioni ambientaliste bolognesi: No al Passante Possibile Ci siamo battuti in questi anni per avviare una decisa conversione ecologica dei territori, delle produzioni e dei consumi, per azzerare il consumo di suolo ed iniziare a depavimentare, per restituire alla comunità i parchi, i giardini e gli spazi pubblici chiusi per i Lotti 0 del Passante di Mezzo. Fin dal 2016, abbiamo contestato il Patto sottoscritto da Matteo Renzi, Stefano Bonaccini, Virginio Merola e Giovanni Castellucci. Il “Passante Possibile” uscito dalle stanze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nei giorni scorsi è per noi irricevibile. Questo accordo, condiviso da Matteo Salvini, Michele de Pascale, Matteo Lepore ed ASPI, ha trovato il pronto sostegno di Confindustria ed altre categorie economiche. Ma, se concretizzato, rappresenterebbe un’ulteriore iniezione di asfalto e cemento nel già fragile territorio emiliano romagnolo. In perfetta continuità con una crescita economica e produttiva che è riconosciuta insostenibile dalla Comunità scientifica e dalla quotidiana esperienza di chi abita in queste terre. I 2 miliardi e mezzo previsti per la realizzazione di nuove corsie stradali ed autostradali costituiscono uno spreco di risorse inaccettabile a fronte di insufficienti investimenti per mettere in sicurezza il territorio dissestato e per rendere competitivo il trasporto pubblico con tutte le nuove fermate e tutti i servizi passanti del Servizio Ferroviario Metropolitano. Bologna, la sua area metropolitana, la Regione ed il Paese hanno bisogno di altro. Al tramonto di una legislatura e di un mandato amministrativo, un impegno tanto gravoso per il futuro non può essere assunto da un Ministro squalificato, da un Sindaco in affanno e in evidente contraddizione, da un Presidente di Regione sostanzialmente conservatore. Risponderemo a questa sfida, ancora una volta, con un invito alla ragione e al confronto, con l’obiettivo di armonizzare cultura e natura, con un appello alla mobilitazione e alla lotta. Bologna, 25 luglio 2026 Comitato Abitare il Savena Comitato Aeroporto incompatibile Comitato Bertalia Lazzaretto Comitato Besta Comitato Mubasta Comitato Paleotto Comitato Popolare Pilastro Comitato Sale in Zucca Comitato Savena R/esiste Resistenze Spaziali Centro sociale Villa Paradiso Associazione Bologna Respira Ecoresistenze Potere al Popolo Partito Comunista dei Lavoratori

  • 31 мая702123

    L'assemblea dei comitati cittadini bolognesi Com.bo riunitasi il 28 maggio 2026 esprime il proprio sostegno a tutti gli abitanti del Pilastro impegnati nella lotta contro il cantiere del MuBa. Il 27 maggio dalle 7 del mattino i residenti e gli attivisti hanno assistito all'arrivo di 29 betoniere piene di cemento, scortate ancora una volta da un'ingente quantità di agenti della Celere e della Digos, accompagnate dal camion ausiliario degli idranti. In questa ennesima scena di violenza verso il territorio e i cittadini, diverse sono state le minacce e gli strattonamenti contro chi in modo pacifico voleva contestare la nuova colata di cemento. Pensiamo che a poco valgano i proclami dell'assessore Daniele Ara e dell'Amministrazione comunale per abbassare le tensioni: militarizzare un quartiere per un'opera inutile come il Muba, investire soldi pubblici per cemento e polizia è un affronto a tutta la città che non può passare sotto silenzio. Questa situazione di violenza, unica in Europa (dove altro serve la scorta per costruire un museo?), conferma le modalità e gli indirizzi che questa città sta prendendo, con un attacco diretto ai suoi abitanti. Ci appare evidente che per tutelare speculazione e fondi di investimento si ricorre a ogni mezzo, facendone pagare il costo ai residenti e alla poca natura rimasta in città, mentre questa settimana le temperature hanno registrato valori molto superiori di diversi gradi rispetto alle medie stagionali, a testimonianza degli effetti sempre più evidenti della crisi climatica, si continua imperterriti a cementificare, riducendo ulteriormente gli spazi verdi e aggravando i problemi ambientali che già colpiscono il territorio. Dal Pilastro alla Pescarola, come comitati cittadini ci opponiamo a chi agisce in nome degli interessi economici a discapito del benessere ambientale e sociale che andrebbero sempre difesi per primi. Condanniamo la prosecuzione di questo scempio ecologico e sociale portato avanti dall'Amministrazione Lepore senza la benché minima attenzione ai bisogni della cittadinanza. Com.bo Assemblea dei Comitati Cittadini Bologna - Abitare il Savena - Paleotto - Associazione Partita Aperta - Bologna, l'aeroporto incompatibile - Centro Sociale Villa Paradiso - Comitato Bertalia - Lazzaretto - Comitato Besta - Comitato Cavazzoni - Comitato MuBasta - Comitato Popolare Pilastro - Comitato Sale in Zucca - Bolognina - Comitato Savena R'esiste - Ecoresistenze Bologna, 31 maggio 2026

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  • 19 мар.1 108171

    provocatori. Una vicenda che riguarda la vita di un quartiere viene trattata come baruffa tra tifoserie, con l’Amministrazione che considera la contestazione al progetto solo finalizzata alla campagna elettorale, senza rendersi conto che in questo modo il Pilastro rischia davvero di finire schiacciato in una guerra intestina mentre i suoi bisogni reali non trovano alcuna risposta. Che il museo si faccia o no, il risultato netto sarà comunque la lacerazione all'interno della comunità del Pilastro. Per inciso, continuare a sostenere, come fanno Lepore, assessori e PD,  che i dissidenti siano violenti e che non risiedano nel quartiere è un pretesto per negare l'esistenza di quella lacerazione.

  • GLI ASSESSORI AL PILASTRO: la provocazione di un’Amministrazione sempre più in difficoltà che sta lacerando la convivenza di un intero rione. Era del tutto prevedibile che sarebbe finita così - e per questo è stata cercata - la sceneggiata vista ieri pomeriggio al Pilastro.  Organizzare una seduta aperta di una Commissione di Quartiere su una vicenda che sta incendiando gli animi di un intero rione in una saletta che sarebbe adatta al massimo per una festicciola di compleanno, significa creare le condizioni materiali perché gli animi si accendano ancor di più. Ed infatti tutto è presto finito tra urla e strepiti, l’incontro ufficiale è stato interrotto ed è continuato poi tra i presenti in un’animatissima discussione informale. Conclusione che consente all’assessore Ara di dare degli squadristi ai cittadini del Pilastro che contestano il progetto, evitare di parlare delle conseguenze reali nelle dinamiche del quartiere  e soprattutto alimentare il tutti contro tutti che è esattamente il contrario del compito di un’amministrazione che deve governare una città. Ed è proprio questo che preoccupa. Al Pilastro è la convivenza all’interno del quartiere che sta andando in crisi, ed è questo il danno principale che il Muba, ancor prima di essere costruito, sta provocando. Ora, invece di preoccuparsi degli effetti che la questione Muba sta producendo tra i cittadini del Pilastro  - dove il rischio reale è lacerazione di un intero tessuto sociale, la creazione di ferite profonde nella relazione tra istituzioni e cittadini e l’emergere di una rabbia sociale che può sfociare in esiti imprevedibili  - l’Amministrazione comunale sta giocando in modo fortemente irresponsabile.  Continua a non riconoscere che la questione del Muba non è “museo sì - museo no” ma riguarda la collocazione di un’opera all’interno di un parco che è spazio vissuto di bambini, famiglie e residenti, con un altissimo valore storico e simbolico perché già al centro di una lotta di cinquant’anni fa ancora impressa nella memoria di tanti residenti, che aveva al centro proprio la salvaguardia del parco contro un progetto che lo cancellava. Così come allora gli abitanti organizzati in comitati contestarono e vinsero contro la logica del cemento rivendicando il diritto a verde, parchi attrezzati e servizi sociali, creando una comunità più vivibile con un forte senso di appartenenza, oggi si contesta un’opera che insiste su quel parco cancellandone l’esistenza e la memoria. Invece di accogliere la legittima richiesta di dialogo proprio su questi temi da parte del comitato Mubasta, con arroganza e supponenza procede imperterrita nel proprio obiettivo, inanellando nel frattempo parole e comportamenti discutibili.  Ne citiamo solo due: in primo luogo le uscite dello stesso sindaco che si permette di raccontare a giornali, in tv e in video, che sono i bambini del Pilastro ad aver espresso il desiderio che il museo venga realizzato nel parco quando la realtà, documentata e accessibile sui siti del Comune, racconta esattamente il contrario.  Non è solo un’offesa a quei bambini, lo è all’intera città costretta a vedere il proprio sindaco raccontare bugie - queste davvero infantili - perché  privo di argomenti convincenti su questa operazione.  In secondo luogo le poco avvedute dichiarazioni dell’assessore Ara. Non si è preoccupato minimamente di provare a raffreddare gli animi e ha dimostrato forte insensibilità nell’incontrare i cittadini del Pilastro, senza alcun riferimento alla gravità della militarizzazione del quartiere, alle persone -  presenti in sala -  ferite arrestate detenute denunciate e multate anche dal Comune.  Non ha detto nulla sull’uso indiscriminato dei gas lacrimogeni che hanno più volte reso irrespirabile l’aria nelle case di migliaia di residenti.  Dopo astratte parole sul “lievito all’infrastrutturazione educativa e sociale” rappresentato dal futuro museo, ha preferito lasciare la parola alla dirigente del settore Biblioteche del Comune che ha affrontato la platea con argomenti tecnici e pedagogici che in quel contesto non potevano che risultare

  • 7 мар.779131

    (SEGUE) In questi giorni, dopo lo sgombero violento del presidio permanente, abbiamo assistito a una militarizzazione inedita del Pilastro in tutta la storia di Bologna: solo questa giunta comunale, insieme alle sue stampelle, si è permessa di appoggiarsi ai nuovi decreti sicurezza e al nuovo stato di polizia del governo per costruire il MUBA - un progetto calato dall'alto di cementificazione e speculazione. Il comitato MuBASTA invece ha costruito la partecipazione in questi mesi, con la lotta portata avanti nel rione, con l'occupazione del cantiere prima e con tutta la mobilitazione successiva. Rigettiamo la militarizzazione di questi giorni, le continue provocazioni e gli attacchi alle abitanti e agli abitanti del quartiere: la solidarietà fra la gente per la gente del rione sarà la risposta che avranno. Non ci fate paura, continueremo a lottare conto quest'opera inutile, per chiedere ancora più spazi verdi in quartiere, più spese sociali per i servizi di prossimità che mancano, dalla casa alla scuola!

  • UN CORTEO POPOLARE CONTRO IL MUBA E CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DEL PILASTRO. Una giornata per ridare al rione la dignità e la serenità che si merita. Pubblichiamo il percorso di manifestazione che si terrà domani al Pilastro, contro la costruzione del MUBA, la militarizzazione del rione e la repressione che hanno subito le compagne e i compagni arrestati o multati. Dall'assemblea del comitato è emersa la volontà unitaria di un corteo popolare, gioioso e partecipato, che metta al centro la solidarietà tra la gente del quartiere e per la gente del quartiere. Siamo contenti dell'interesse pervenuto da realtà cittadine che vogliono sostenere la lotta in questa giornata, e chiediamo che tutte e tutti i solidali che verranno nel rione seguano la volontà del comitato, per rafforzare il percorso di mobilitazione e il prezioso intreccio della lotta con il tessuto territoriale e il suo bisogno di riconquistare quella dignità che qualcuno pensava di strappargli con la militarizzazione e la repressione. (CONTINUA)

  • 3 мар.924216

    QUANDO AL POSTO DELLA POLITICA INTERVIENE LA POLIZIA L’ESITO È SEMPRE LA VIOLENZA Era successo al Don Bosco, è risuccesso al Pilastro. Ma è andata peggio!! Quando per sgomberare poche decine di attivisti arrivano 17 blindati e gli idranti, si intende dare una prova di forza che non è opportuna, e non suscita simpatia. Quando si finisce direttamente in galera per aver difeso pacificamente un parco - come mostrano inequivocabilmente le immagini di ieri mattina - allora significa che da più parti si è completamente persa la misura. Un’altra volta Lepore e la sua giunta non hanno capito nulla. Con l’arroganza di chi si crede il padrone della città i nostri amministratori hanno rispolverato l’inutile linguaggio della politica che rinuncia a sé stessa: ‘Nessuno fermerà quest’opera. Noi andiamo avanti’. E ‘non si dialoga con i violenti’ è stata la risposta a chi ancora ieri dopo la violenza della polizia chiedeva ascolto e pacificazione. Così, parafrasando una vecchia canzone di Dylan ‘Non c’è bisogno di un meteorologo per sapere che aria tira…al Pilastro’ la giornata è finita a cariche e lacrimogeni, disordini e tanta rabbia. Ma i nostri amministratori sono politici, non meteorologi e nemmeno sociologi urbani e credono che i ragazzi del Pilastro, alla vista della polizia e di una nuova recinzione del cantiere che pare le gabbie dei Cpr, capiscano chi comanda in città e se ne stiano buoni a casa loro. Ma casa loro è il Pilastro dove le sfide della polizia possono avere effetti indesiderati. E’ quello che è accaduto ieri sera. Come riporta correttamente il Corriere, a nulla sono servite le richieste ai ragazzini di smetterla da parte dei membri del Comitato MuBasta. In un quartiere dove i votanti sono meno del 25% e il senso di rabbia e di esclusione sono molto forti, come si può pensare di risolvere un conflitto come quello per “Futura” delegandolo tutto alla polizia? Come non capire che a Piantedosi - con il suo uso delle forze dell’ordine - non può che far piacere mettere in difficoltà Lepore riguardo l’ordine pubblico? Per non parlare di Coalizione Civica che a Bologna organizza assemblee e manifestazioni nazionali contro il decreto sicurezza e che dall’interno della giunta potrebbe invece intervenire concretamente per evitare che quel decreto si applichi contro i propri concittadini. Ieri, proprio mentre la polizia manganellava al parco, CC rispondeva pubblicando video sui nuovi parcheggi per le biciclette in stazione. Mostrando un impareggiabile radicamento nella realtà cittadina e nelle sue dinamiche politiche e sociali. La rivolta dei ragazzi del Pilastro ci dice ancora una volta che se i politici non sanno ascoltare e preferiscono che a risolvere i problemi ci pensi la polizia, allora i problemi non si risolvono e si fanno solo danni.

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  • Attenzione ‼️ Polizia al presidio del Pilastro. Chi può accorra

  • In merito all’intervento del comitato Besta alla conferenza stampa sulla mobilitazione al Pilastro Invitiamo tutti a non distogliere l’attenzione dal merito dei problemi e a rimuovere la retorica della violenza e dell’aggressione. Proprio per il rispetto che abbiamo per la stampa e la verità, abbiamo convocato giovedì scorso una conferenza che aveva l’intenzione di accogliere chiunque volesse venire a vedere come stavano le cose e ascoltare. Ascolto è quello che chiediamo sin dal principio. Ci dispiace, quindi, che l’esortazione del portavoce del Comitato Besta, giunta a margine della conferenza per invitare a guardare con maggior attenzione ai fatti e a non proporre versioni fantasiose, sia stata raccontata come un attacco. Crediamo invece fosse nostro diritto smentire le inesattezze riportate nei giorni precedenti, quando una mobilitazione pacifica come quella del Comitato Besta era stata associata al terrorismo (da cui una rettifica del Carlino arrivata giovedi 26 febbraio) e il giorno stesso, in un passaggio di un articolo che insinuava addirittura un legame della nostra lotta con interessi di clan mafiosi e dello spaccio. Chiediamo di riportare la discussione su un piano di correttezza.

  • 23 февр.3 1472327

    È il progresso che avanza!

  • Stanno tagliando gli alberi

  • Urgente grande dispiegamento al pilastro di polizia in questo momento per inizio dei lavori nel cantiere chi può venga .

  • 10 янв.1 5053

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  • 10 янв.1 23851

    Sabato 17 gennaio alle 17,00, presso il circolo Arci Guernelli, parliamo del libro "Alberi: fermiamo la mattanza" con l'autrice Linda Maggiori.

  • 20 нояб.1 663164

    Il Comitato Besta organizza una serie di incontri e presentazioni di libri per animare il pensiero critico e dare linfa alle lotte sociali e ambientali. A partire da sabato 22, con Hansy Lumen alle 17 al Circolo Guernelli.

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