Lo Squillo di Gilberto Trombetta
СтатистикаCanale ufficiale di Gilberto Trombetta, giornalista, esperto di politica economica: notizie, politica ed economia.
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Nomisma per il 2026 prevede una spesa media annuale per le famiglie italiane di 862 euro per l'elettricità e di 1.920 euro per il gas. Nel 1999, anno in cui è iniziata la liberalizzazione del mercato energetico realizzata dal centrosinistra su richiesta della UE, a parità di consumi il costo era di 272 euro per l'elettricità e di 750 euro per il gas. Un aumento nominale rispettivamente del 217% per l'elettricità (+89% in valori reali) e del 156% per il gas (+60% in valori reali). Un capolavoro!
Prendere le decisioni al riparo dal processo elettorale. È uno dei pilastri dell'Unione Europea (e dei Governi a essa asserviti) che dopo aver distrutto la democrazia sostanziale sta demolendo anche quella formale. Succede così che Bruxelles che da decenni ci dice che per occupazione, salari e stato sociale non ci sono i soldi, vuole usare 650 miliardi di euro di soldi nostri (non esistono i soldi della UE) per finanziare la corsa al riarmo spingendoci a un insensato e pericoloso inasprimento del conflitto contro la Russia.
Fingiamo stupore 😲😲😲
Se avessero letto (e capito) la pubblicazione da cui sono tratti i dati, saprebbero che gli autori hanno usato un indicatore messo a punto (cioè inventato) da loro che differisce da quello usato normalmente negli studi redistributivi: tasse e contributi pagati vs trasferimenti monetari da parte dello Stato. Loro hanno conteggiato i servizi pubblici (sanità, istruzione, ecc) come fossero un trasferimento monetario pubblico. Un indicatore fortemente criticabile perché attribuisce arbitrariamente un valore monetario ai servizi pubblici teoricamente utilizzati. Inoltre questo nuovo indicatore riduce sensibilmente il numero di contribuenti netti proprio in quei Paesi con una forte presenza di servizi pubblici (che è una cosa positiva, non negativa). Infine c'è anche un errore concettuale di fondo: essere beneficiario di un servizio universale come scuola pubblica e sanità pubblica non equivale necessariamente ad essere a "carico dello Stato" come lasciano invece intedere gli autori della pubblicazione.
Nel 2026 si stima l'apertura di 23.934 nuove attività al dettaglio, la metà rispetto alle 43.324 del 2014 (-44,8%), il 5,7% in meno sul 2025. Le chiusure saranno invece 42.849, per un saldo negativo di 18.915 negozi di prossimità (erano "solo" 17.874 in meno nel 2025). Vale a dire che si contano quasi 2 chiusure (1,8) per ogni apertura. Le imprese attive nel commercio al dettaglio erano 776.365 nel 2010. A maggio 2026 erano 702.938: quasi 75mila in meno. "Un posto di lavoro precario creato nella grande distribuzione distrugge 5 posti di lavoro stabili nel commercio di prossimità. Secondo l'Institut National de la Statistique et des études économiques, la diffusione dei grandi magazzini in Francia ha fatto scomparire il 17% delle panetterie, l'84% delle salumerie, il 43% dei negozi di casalinghi. Quel che è scomparso è una parte importante della sostanza stessa della vita locale, con il corrispondente disfacimento del tessuto sociale". [Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena]
Gli assalti a Ceuta e Melilla sono un atto ostile da parte del Marocco con l'appoggio incondizionato di Israele e USA. È una minaccia di stampo mafioso alla Spagna per aver normalizzato i rapporti con l'Algeria e per essersi schierata contro le aggressioni alla Palestina e all'Iran. Ci stanno in gioco anche gli accordi di Abramo e il controllo dello stretto di Gibilterra. La minaccia dell'immigrazione di massa usata come arma dal Marocco riguarda però l'Europa, non solo la Spagna. La risposta all'aggressione del Marocco dovrebbe riguardare tutti i Paesi europei.
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A sinistra la rete metropolitana di Roma (3 linee a pagamento), a destra quella di Teheran (11 linee gratuite).
Articolo surreale in cui si sostiene la cancellazione del ruolo della scuola nella formazione dell'indentità nazionale di un popolo e che sovverte il concetto stesso di integrazione sostenendo che è il Paese che accoglie a doversi integrare con le culture di chi arriva. Siamo oltre il bipensiero di Orwell.
Mentre noi abbiamo inventato i tappi di plastica inamovibili e varato il 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia, intanto in Cina 2 enti interamente pubblici, la Compagnia cinese di scienza e tecnologia aerospaziali e l'Istituto di Fisica del Plasma dell'Accademia cinese delle scienze, hanno rispettivamente realizzato il primo atterraggio di un razzo riutilizzabile avvenuto su una piattaforma galleggiante e un enorme magnete da 582 tonnellate per il "sole artificiale" a fusione nucleare al fine di ottenere energia pulita illimitata entro il 2030.
A causa delle demenziali sanzioni alla Russia, per il secondo anno consecutivo la Spagna brucia perché non può più contare sugli elicotteri Kamov Ka-32 che da anni erano la punta di diamante della flotta antincendio spagnola a causa della mancanza dei pezzi di ricambio necessari per la manutenzione. Il tafazzismo unionista verrà studiato sui testi di psichiatria più che su quelli di storia.
La UE che spende centinaia di miliardi di euro per armarsi (a scapito dello stato sociale) ed entrare in guerra contro la Russia vuole mettere sulla banconota di maggior valore una delle più famose pacifiste al mondo, autrice del romanzo "Abbasso le armi!" e vincitrice del premio Nobel per la pace (quando era ancora un riconoscimento credibile) 🤡🤡🤡
Il decreto amato del 1992 ha trasformato in SPA i grandi enti pubblici del gruppo IRI dando il via alla grande stagione delle privatizzazioni (svendite). In quel decennio sono state privatizzate ENI, ENEL ed AGIP. Nel 1996 il pacchetto energia della UE avvia il percorso di liberalizzazione del mercato energetico recepito in Italia col decreto Bersani (1999), col decreto Letta (2000), con l'inserimento dell'abolizione del mercato tutelato tra gli obiettivi del PNRR prima (Governo Conte II) e con la sua abolizione poi (Governo Meloni). A questo scempio bisogna aggiungere la transizione e energetica e le sanzioni alla Russia imposte dalla UE. Tra il 1999 e il 2026 le bollette elettriche sono aumentate dell'85% circa, quelle del gas del 70% circa in termini reali.
Secondo i dati elaborati dall'ufficio parlamentare di bilancio, tra il 1990 e il 2026 in Italia le retribuzioni lorde reali sono diminuite in media del 6,6%. Nella fasce di reddito più basse il crollo è stato molto più marcato: il decimo percentile dei lavoratori che percepisce i salari più bassi ha perso il 40,8%, il 25esimo percentile inferiore ha perso 31,1%, il 50esimo il 12,7%. Gli unici che hanno visto aumentare in termini reali il propio salario sono quelli che appertengono al 10% con i salari più alti (+3,3%). Questo vuol dire che dal 1990 a oggi sono clamorosamente aumentate anche le disuguaglianze. Sono i rusultati di 30 anni di riforme regressive del mercato del lavoro, deflazione salariale, privatizzazioni, liberalizzazioni e austerità in nome del "ce lo chiede l'Europa".
La UE sanziona tutti i 27 Paesi membri per inadempienza alla direttiva sulle case green. Ne ho parlato insieme al presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, nella trasmissione "Venti alle 20" condotta da Enrica Perucchietti su LibertiMedia. https://youtu.be/0JPScGJzskQ?is=sDKx1EKHMm-8fSlE
Italia e vincolo esterno I costi della permanenza, i rischi dell’uscita e le condizioni per un'alternativa economica Con grande piacere pubblichiamo l'approfondimento titanico di Gilberto Trombetta https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-italia_e_vincolo_esterno/32703_68154/
"ETS, l'Unione Europea ritocca le regole". "Orsini «Una condanna per l'industria »". "Bruxelles ammette l'errore ma non fornisce la soluzione". "Sull'Energia l'Europa sta sbagliando anche adesso". L'Unione Europea è quella cosa in cui 27 Paesi non riescono a risolvere quei problemi che senza Unione Europea non avrebbero mai avuto.
Europa, le civiltà muoiono sempre per suicidio - Alessandro Volpi, Gilberto Trombetta Con la ripresa di fatto della guerra all’Iran, la situazione di inagibilità dello Stretto di Hormuz e i segnali che indicano che la situazione sembra lontana da una risoluzione, i contraccolpi economici tornano a rafforzarsi. Questo si accompagna anche a un rischio di inflazione elevatissimo; per l’Europa si parla in prospettiva addirittura di un’inflazione a doppia cifra, quindi superiore al 10%. L’esposizione dei paesi europei verso i titoli americani e il rischio di politiche monetarie ulteriormente destabilizzanti del neo presidente della FED Kevin Warsh ha convinto la presidente della BCE Christine Lagarde a un precipitoso, irrituale e preoccupatissimo volo negli Stati Uniti per incontrare Warsch e il Segretario del Tesoro Scott Bessent. ➡️ Guarda il video qui: https://www.ivdp.it/articoli/europa-le-civilta-muoiono-sempre-per-suicidio-alessandro-volpi-gilberto-trombetta
Giuseppe Di Vittorio non era un cosmopolita. Al contrario, lui disprezzava il cosmopolitismo borghese che nulla aveva a che vedere con l'internazinalismo. Di Vittorio era un socialista e un patriota. Uno dei msggiori critici della sua epoca al processo di integrazione europea. Sulla CECA (la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, antesignana di CEE e UE), disse «il piano Schuman sottopone l’Italia, in materia di politica economica, alla dominazione straniera».
Peccato che il 91% dell’incremento di ricchezza degli ultimi 15 anni sia andato al 5% più ricco dei nuclei familiari a fronte del misero 2,7% andato della metà più povera delle famiglie. L’1% più ricco della popolazione detiene oggi il 23,1% della ricchezza nazionale: 84 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero. Il 5% più ricco delle famiglie italiane è titolare di quasi la metà della ricchezza nazionale (49,4%). Il 10% più ricco detiene invece il 60%, oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera dei nuclei familiari. Dall'ingresso nell'Unione Europea, la ricchezza detenuta dall'1% e dal 10% più ricchi è cresciuta rispettivamente del 42,6% (passando dal 16,2% del 1991 al 23,1% attuale) e del 34,6% (dal 44,5% al 59,9%). Più che un aumento della ricchezza, c'è stata soprattutto una differente distribuzione. A scapito delle fasce di reddito basse, medio-basse e medio-alte.