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  • Yemen: i sauditi chiedono la fine delle ostilità. Iran-Usa: tregua prolungata https://www.piccolenote.it/mondo/yemen-i-sauditi-chiedono-la-fine-delle-ostilita-iran-usa-tregua-prolungata

  • Il Patto della Mecca e l'Iran https://www.piccolenote.it/mondo/il-patto-della-mecca-e-liran

  • IRAN. LO STALLO E LA DIALETTICA TRA L'ALA MODERATA E QUELLA OLTRANZISTA Sembra svaporare anche l'altro grande disegno di Israele, quello di fare dell'Iran una nazione paria, in mano a una banda di fanatici oltranzisti con cui è impossibile trattare. La situazione di stallo su Hormuz prosegue e, a quanto pare, Trump si è rassegnato all’attesa. Negli ultimi giorni nessuna minaccia né ultimatum. Ha anche abbassato il tiro sui negoziati in corso, puntualmente smentiti dagli iraniani, derubricandoli a dei “semi-negoziati”, descrivendo più correttamente il dialogo sottotraccia in corso attraverso i mediatori, in contatto con i duellanti. L’unica concessione al bullismo, la lode delle pressioni esercitate su Teheran attraverso il blocco marittimo che, a dire di Trump, sta facendo strame dell’economia iraniana e costringerà Teheran ad addivenire a più miti consigli. Esternazione necessaria a far passare un’eventuale intesa futura come vittoria. Un attendismo che Trump ha paragonato a una partita a scacchi – a conferma di un mutato atteggiamento – attirandosi la pronta risposta degli iraniani che hanno affermato di essere professionisti di tale gioco (peraltro, nella forma moderna, lo hanno inventato loro). Ad oggi, però, tale intesa non sembra possa concretizzarsi a breve, anzi… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/iran-lo-stallo-e-la-dialettica-tra-lala-moderata-e-quella-oltranzista

  • 9 авг.888105

    L'ACCORDO SU HORMUZ E LA SCONFITTA DELL'IMPERO L'approvazione dell'intesa romperebbe lo stallo attuale che sta logorando l'Impero, come dimostra l'ansia con cui l'amministrazione Trump ha seguito il dialogo Teheran-Muscat e le sollecitazioni a fare in fretta. L’accordo tra Oman e Iran sullo Stretto di Hormuz, ormai delineato, è attualmente all’esame Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale di Teheran. Ciò allunga i tempi per addivenire a una soluzione di una criticità chiave che ha il potenziale di ripristinare il negoziato più ampio tra Washington e Teheran, che nonostante tutto sta proseguendo sottotraccia, come hanno comunicato sia il Qatar che il Pakistan in contatto con entrambe le parti. L’approvazione dell’intesa romperebbe lo stallo attuale che sta logorando l’Impero, come dimostra l’ansia con cui l’amministrazione Trump ha seguito il dialogo Teheran-Muscat e le sollecitazioni a fare in fretta. L’Impero ha perso e scalpita per voltare pagina, nella speranza di trovare altrove successi, interni o esteri che siano, da usare per tentare di nascondere e far dimenticare la sconfitta. Talmente disastrosa è la sconfitta e talmente è urgente lasciarsela alle spalle che nel dibattito pubblico non si parla neanche di limitare i danni geopolitici, come sarebbe ragionevole in una situazione del genere. Come se si temesse, anche se non è possibile ammetterlo pubblicamente, che abbiano ragione quanti affermano che si tratta di una sconfitta epocale… CONTINUA A LEGGERE ➡️https://www.piccolenote.it/mondo/laccordo-su-hormuz-e-la-sconfitta-dellimpero

  • 8 авг.13,1 тыс1328

    TURCHIA, ARABIA SAUDITA, PAKISTAN: NASCE LA NATO ISLAMICA Il vertice trilaterale Turchia-Arabia saudita-Pakistan tenuto oggi a Riad, nel quale sarà formalizzata la mutua alleanza difensiva dei tre Paesi, è qualcosa di simile a quella Nato islamica da tempo vagheggiata dagli strateghi neocon e israeliani. E, però, mentre questi... E, però, mentre questi la immaginavano come un’alleanza pronta ad aggredire l’Iran per conto di essi, al momento appare qualcosa di diverso. Infatti, non nasce all’ombra protettiva dell’Impero, ma dalla constatazione, successiva alla guerra contro l’Iran, che tale protezione ormai è solo virtuale. Lo si è visto quando, nel corso del conflitto, gli States si sono premurati di difendere (per quanto possibile…) le proprie forze e Israele, lasciando campo libero altrove ai missili iraniani. Né si fonda su un impeto guerriero, che avrebbe dovuto scatenarsi contro Teheran, ma dalla paura, soprattutto quella originata dall’espansionismo israeliano, che l’asserito protettore d’oltreoceano non sembra poter o voler contenere anche quando tocca i suoi alleati mediorientali. Non per nulla il primo vagito della neonata alleanza risale allo scorso 17 settembre, quando Pakistan e Arabia Saudita firmarono un patto di mutua difesa… CONTINUA A LEGGERE ➡️https://www.piccolenote.it/mondo/turchia-arabia-saudita-paksitan-nasce-la-nato-islamica

  • I NEGOZIATI SU HORMUZ E IL FALLITO ATTENTATO A TRUMP La sospensione dell'intesa con l'Oman all'accoglienza o meno degli Stati Uniti delle richieste iraniane offre spazi di manovra ai tanti sabotatori all'opera, che possono sempre contare sulle tragiche contraddizioni e la fragilità di Trump per far saltare tutto. Trump continua a minacciare: per l’Iran è l’ultima possibilità; se Hormuz non sarà liberato ricominceranno gli attacchi etc. Un disco rotto. Resta, però, che bloccando l’attacco su larga scala previsto per l’inizio della settimana ha dato una chance alla diplomazia, che in effetti si sta muovendo. Lo sviluppo più rilevante è il dialogo Oman-Iran su Hormuz nel quale si sta concretizzando l’ipotesi di aprire in via provvisoria una rotta aperta al traffico marittimo sotto il controllo dei due Paesi. Secondo a indiscrezioni si starebbe lavorando a un accordo per cui le navi in entrata nello Stretto dovrebbero interfacciarsi con le autorità di vigilanza iraniane, quelle in uscita con quelle omanite, che dovrebbero però comunicare alle prime il via libera concesso ai naviganti (sembra sottinteso che l’Iran potrebbe revocarlo). In tal modo, si… CONTINUA A LEGGERE ➡️https://www.piccolenote.it/mondo/i-negoziati-su-hormuz-e-il-fallito-attentato-a-trump

  • 4 авг.1 02455

    LA SPADA NELLA ROCCIA O DELLA PACE DISARMATA E DISARMANTE di Gianni Di Noia La storia è quella di Galgano Guidotti, un giovane cavaliere nato intorno al 1148 da una famiglia della piccola nobiltà... La cronaca di tutti i giorni ci parla di conflitti globali e locali diffusi in ogni dove. Sembra che il conflitto sia il naturale punto di sfogo della nostra società di consumi e Mercato. Nazioni in lotta tra di loro per la conquista di territori, di fonti di approvvigionamento. Scontri tra bande di diversa provenienza sociale. Fino alle liti condominiali che arrivano alla violenza fisica. Sembra poi che il racconto e la cronaca di questi fatti, invece che far nascere un clima di deterrenza che porti a cercare di respingere il conflitto alimenti, invece, un senso di rabbia e produca ulteriore violenza. Negli ultimi anni a contrastare questa escalation sono arrivati forti gli appelli alla pace di papa Francesco e di papa Leone XIV. Il primo parlava semplicemente di “artigiani della pace” a indicare come la pace si debba costruire con il contributo concreto di ogni persona nel suo vissuto quotidiano. Papa Leone XIV fin dal primo giorno dell’elezione ha parlato di una “pace disarmata e disarmante”… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/appunti/la-spada-nella-roccia-o-della-pace-disarmata-e-disarmante

  • 4 авг.14 тыс1666

    QUAND’È CHE ABBIAMO SMESSO DI CONTARE I MORTI DI GAZA? Il vero numero dei morti di Gaza resta una domanda senza risposta. Mentre il conteggio ufficiale viene assunto come dato definitivo, migliaia di vittime sotto le macerie, morte per fame, malattie o per il collasso sanitario restano fuori dal racconto pubblico. Nessuno sembra più interrogarsi sul reale death toll del genocidio. Quand’è, di preciso, che abbiamo smesso di contare i morti di Gaza? Da quando è entrato in vigore il cosiddetto “cessate il fuoco”. Infatti, non è una tregua vera e propria perché, al netto dei continui aggiornamenti del fantomatico “Board of Peace” di Trump, nella Striscia si continua a uccidere. Meno di prima, eppure sempre in modo sistematico. Esaustivo, a tal proposito, il titolo di un articolo di Haaretz: “Un bambino al giorno: l’aviazione israeliana continua a uccidere regolarmente i bambini di Gaza”. Non è una formula a effetto: è un tragico conteggio reale. Al 23 luglio, i bambini uccisi dall’ottobre 2025, quando è iniziata la tregua, erano 282. È la posologia del genocidio lento, sparito dai media, ma non dalla vita dei palestinesi. Al momento in cui scriviamo i bambini uccisi durante il cessate il fuoco, interpretato da Israele in modalità lasca , sono già aumentati. Nella sola giornata del 30 luglio, infatti, Israele ha bombardato alcune tende della Striscia, uccidendo quattro persone: due erano bambini, di otto anni e appena diciotto mesi. La tragica conta descritta da Haaretz non solo è proseguita… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/quande-che-abbiamo-smesso-di-contare-i-morti-di-gaza

  • LA GIRAVOLTA DI TRUMP: NON BOMBARDO PIÙ... Nuova giravolta di Trump: dopo la tanto minacciata escalation, ieri ha dichiarato che, su sollecitazione dell'Iran e dei Paesi arabi, ha riposto le pistole nelle fondine "in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati" …come ha scritto su Truth social (quel “parametri concordati” non sembra farina del suo sacco, lessico troppo elaborato… il fatto che si sia affidato a qualcuno più competente ha la sua importanza). Nello specifico, come si legge nel post, si sarebbe trovata un’intesa sul transito commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz e sul nucleare iraniano. Al solito ha aggiunto che Iran e Stati Uniti stanno negoziando, attirandosi le usuali smentite iraniane. Nondimeno, gli immaginifici scenari di Trump sembrano avere un fondo di verità. Infatti, nonostante non ci sia traccia di un dialogo tra Iran e Stati Uniti, è vero che qualcosa si sta muovendo. Anzitutto, domenica il principe ereditario saudita Mohamed bin Salman ha telefonato a Trump chiedendogli di accordare spazio alla diplomazia. Per comprendere la portata della richiesta va tenuto conto che… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/la-giravolta-di-trump-non-bombardo-piu

  • 1 авг.1 386169

    CEUTA: STRESS TEST PER MADRID E L'EUROPA SULLO STRETTO DI GIBILTERRA Quanto accaduto offusca i fasti del mondiale, dove in finale la Spagna si è imposta sull'Argentina in quella che il mondo ha definito una disfida per procura tra Palestina e Israele, a motivo della ferma opposizione del premier spagnolo Sanchez all'attivismo bellico israeliano e all'inusuale sostegno di gran parte degli israeliani, per l'Argentina… L’invasione di Ceuta, che come tale è da considerarsi l’ondata di uomini in età militare che si è abbattuta d’improvviso sulla piccola enclave spagnola in terra africana, è l’ennesimo stress test per le autorità di Madrid già flagellate dalla magistratura. Peraltro, proprio una decisione della magistratura sembra aver favorito quanto accaduto: una recente sentenza della Corte Suprema ha infatti deliberato che Ceuta e Melilla (l’enclave gemella) debbano farsi carico dei migranti intercettati in mare. Al di là delle intenzioni, nei fatti è stata un via libera all’invasione. Madid non deve solo far fronte a un’emergenza potenzialmente catastrofica, ma anche alle critiche interne ed europee per un’asserita eccessiva apertura delle frontiere che, nel caso specifico, non è a tema. Peraltro, il governo spagnolo non può non chiudere le porte, restrizione che inevitabilmente necessita della forza, difficilmente gestibile in tanto caos con tutte le conseguenze del caso in termini di immagine e supporto pubblico. Se esiste una regia nell’invasione, è intelligente… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/ceuta-stress-test-per-madrid-e-leuropa-sullo-stretto-di-gibilterra

  • 31 июл.1 03093

    IRAN. DELLA TREGUA VIOLATA E DI ALTRE FALSE FLAG Tutto, quindi, è iniziato dalle accuse di Riad contro le milizie iraniane, confermate dagli Usa. E, però, resta che l'Iraq non solo non ha confermato tali accuse, ma ieri ha rincarato la dose affermando che "non ci sono prove che gli attacchi [contro Riad] siano stati lanciati dal territorio iracheno" A innescare il rinnovato incendio che rischia di divorare l’intero Medio oriente è stata una false flag, un po’ come l’inesistente atomica iraniana per la fase precedente del conflitto. Infatti, tutto è iniziato con un attacco all’Arabia saudita che Riad e Stati Uniti hanno attribuito alle milizie filo-iraniane attive in Iraq, da cui la rappresaglia contro di esse da parte delle asserite vittime e dei loro potenti protettori. Da cui la reazione di Teheran contro le basi americane per quanto si era consumato nello Stato confinante a danno dei propri alleati. Tutto, quindi, è iniziato dalle accuse di Riad contro le milizie iraniane, confermate dagli Usa. E, però, resta che l’Iraq non solo non ha confermato tali accuse, ma ieri ha rincarato la dose affermando che “non ci sono prove che gli attacchi [contro Riad] siano stati lanciati dal territorio iracheno” (così il generale Sabah Al-Numan, portavoce del Capo di Stato Maggiore dell’esercito). Qualcuno porebbe pensare che sia una fonte di parte, ma dovrebbe ignorare che appena due settimane fa il primo ministro iracheno Ali al Zaidi era a Washington a scambiarsi… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/iran-della-tregua-violata-e-di-altre-false-flag

  • 30 июл.1 065114

    NETANYAHU E ZELENSKY DA TRUMP. TEMPESTA A METÀ L'idea era quella di collegare direttamente le due guerre [ Ucraina e Iran] così da trascinare gli Stati Uniti a un ingaggio diretto con la Russia analogamente a quanto accade per il conflitto iraniano. Sarebbe l'opzione apocalisse, da tempo agognata da neocon e soci. Un'opzione respinta al mittente da Washington… Le visite di Netanyahu e Zelensky alla Casa Bianca nelle intenzioni dei visitatori avrebbero dovuto imprimere una svolta alle rispettive guerre, convincendo Trump a impegnarsi più a fondo. Non sembra sia andata così. Per quanto riguarda l’Ucraina, Zelensky si era peritato di farla precedere dall’usuale escalation, che gli consente di affermare che l’Ucraina sta vincendo la guerra e che gli servono altre armi per chiudere definitivamente la partita, cioè costringere Putin alla resa (la percezione di una sconfitta renderebbe vana la questua: sarebbe solo un inutile spreco di risorse per i donatori). Un’escalation che non ha interessato solo la Russia, ma anche l’Iran, con Zelensky che ha rivendicato personalmente l’attacco a un mercantile iraniano colto in fragrante mentre trasportava armi ai russi. E di avere prove dell’aiuto di Teheran a Mosca. L’idea era quella di collegare direttamente le due guerre…  CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/netanyahu-e-zelensky-da-trump-tempesta-a-meta

  • 29 июл.1 16398

    L'ODISSEA DI NOLAN O DELLE GUERRE INFINITE “Incendiando Troia abbiamo incendiato la civiltà e ora l’oscurità incombe sul mondo”…A uscirne devastata è anzitutto la civiltà dei vincitori perché hanno violato tutte le leggi che avevano dato un ordine al mondo. Attenzione, spoiler. L’Odissea di Christopher Nolan fa discutere. I puristi del poema, sebbene non possano dire nulla sul livello tecnico raggiunto dal regista britannico (magistrale e maestoso), criticano la mancanza di fedeltà e il tradimento del tono epico delle gesta dell’eroe di Itaca. In parte le loro osservazioni sono vere, ma Nolan non è mai stato un pedissequo ripetitore… …L’Odisseo di Nolan quasi non riesce ad agire: subisce la guerra di Troia ed è distrutto da essa sebbene sia stato l’ideatore del Cavallo di legno. Ne ha visto le devastazioni, l’orrore di una notte di sterminio e ferocia, esplosa dopo tanto assedio. Un assedio così lungo da aver reso quella spedizione punitiva una guerra infinita. Né sembra un caso che Nolan abbia scelto di raccontare la prima guerra infinita che evoca, sotto altre spoglie, quelle attuali. CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/lodissea-di-nolan-o-delle-guerre-infinite

  • 28 июл.1 189165

    GAZA: LA MORTE ARRIVA DAL CIELO E DAL PROFONDO DELLA TERRA "Oggi la 'guerra' è finita. Questa non è più un'aggressione; è un genocidio. Non c'è altra parola che possa descrivere la portata della violenza che vedo davanti ai miei occhi" - da “The Eyes of Gaza: A Diary of Resilience” “Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco lo scorso ottobre, 282 bambini e ragazzi sotto i 18 anni sono stati uccisi, una media di un bambino al giorno”. Così Ilana Hammerman su Haaretz. Una parte rilevante dei 1.191 palestinesi uccisi in questo lasso di tempo, nel quale si sono registrati anche 3.853 feriti. Solo un aspetto del genocidio in corso, che molti di più muoiono di stenti e malattie a causa delle condizioni in cui sono costretti i sopravvissuti, ristretti nel 30% del territorio originale della Striscia… …“E l’opera di distruzione continua ancora oggi, non solo attraverso i bombardamenti aerei e con i droni, ma anche condannando la stragrande maggioranza della popolazione a condizioni di vita disumane. Oltre l’80% degli abitanti di Gaza è stato costretto ad abbandonare le proprie comunità e le loro case sono state distrutte”… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/gaza-la-morte-arriva-dal-cielo-e-dal-profondo-della-terra

  • 27 июл.1 16895

    UN MARTEDÌ DA LEONI: ZELENSKY E NETANYAHU DA TRUMP Domani Trump sarà sotto un fuoco incrociato dei due guerrieri- guerrafondai, Netanyahu, che è un po' come il primo motore immobile delle guerre infinite, e Zelensky, uno dei tanti fantocci usati allo scopo. Ambedue cercheranno di convincere Trump a ingaggiarsi di più nelle loro guerre, con il presidente preso in mezzo al fuoco incrociato. Non solo Netanyahu, domani Trump incontrerà anche il presidente ucraino Zelensky, ambedue in America per partecipare ai funerali del senatore Lindsey Graham, che i neocon avevano scelto come corifeo della guerra ucraina e dell’espansionismo israeliano. I due incontri alla Casa Bianca evidenziano in maniera icastica quel che abbiamo sempre scritto: le due conflittualità sono due facce della stessa medaglia, incendi divampati sulla linea di faglia che divide l’Oriente dall’Occidente per logorare, contenere e marginalizzare gli antagonisti globali dell’Impero. A segnalare il legame profondo tra i due conflitti, l’attacco a un mercantile iraniano nel Mar Caspio rivendicato da Zelensky: la nave, asserisce, trasportava rifornimenti militari iraniani in Russia. Davvero difficile credere che Teheran, che si sta confrontando con la potenza militare americana, si privi di armi necessarie alla propria difesa per inviarle a Mosca, ma è inutile smentire certa propaganda di bassa lega. Quel che interessa è il segnale, che è stato inviato… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/un-martedi-da-leoni-zelensky-e-netanyahu-da-trump

  • 25 июл.1 235104

    NETANYAHU INCONTRERÀ TRUMP. TEMPESTA IN ARRIVO? Notte di sospensione nel conflitto iraniano: nessun bombardamento made in Usa e nessuna rappresaglia di Teheran (la petroliera colpita al mattino dalla Marina statunitense è altra cosa: aggressione motivata dalla violazione del blocco dei porti iraniani). E, alle rinnovate minacce... alle rinnovate minacce di escalation, Trump ha aggiunto un cenno in controtendenza: “Stiamo parlando con loro”, ha detto alla cena dei corrispondenti accreditati presso la Casa Bianca. “Penso che facciano sul serio. Penso che siano di gran lunga più seri di quanto abbiamo visto finora, ma questo non significa che ci accorderemo”. Solite contraddizioni, solita ambiguità di un presidente sempre più nervoso, come rivela il discorso indirizzato ai cronisti, sconclusionato e inframmezzato da insulti. Nervosismo generato dalla consapevolezza che la guerra non sta andando come pensava e come gli avevano assicurato i suoi geniali strateghi e alleati. Tra questi ultimi, Netanyahu che ieri finalmente ha avuto il placet all’incontro con il presidente, il quale finora aveva nicchiato. Si incontreranno martedì prossimo, data da segnare sul calendario a motivo dei precedenti non certo rassicuranti: l’ultima volta aveva convinto il suo interlocutore ad attaccare Teheran. In vista dell’incontro, nuove rivelazioni sull’asserito tentativo iraniano di… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/netanyahu-incontrera-trump-tempesta-in-arrivo

  • 24 июл.1 248179

    LA FOLLIA DELL'IMPERO E L'OPZIONE SANSONE Non è solo la pazzia di Trump, che anzi aveva anche provato a sfidare l'immenso potere imperiale e che, dopo essersi salvato per un soffio a Butler, ha iniziato a scendere a patti sempre più onerosi. Trump minaccia un attacco devastante contro l’Iran, escalation di una guerra che sta innalzando il costo dell’energia tanto da rischiare un collasso globale. Nello stesso giorno impone nuovi dazi a 60 Paesi. Né cessa il sostegno al genocidio di Gaza e all’espansionismo di Israele, con il quale si approssima anche a integrare intelligence ed esercito; alimenta una guerra che sta incenerendo l’Ucraina e rischia di aprire la terza guerra mondiale; strangola Cuba, dove l’embargo uccide quanto le bombe; depreda un Venezuela prostrato da un terremoto catastrofico; bombarda la Somalia, 76° raid solo quest’anno; minaccia di bombardare il Mali, etc… È semplicistico ascrivere tale deriva alla follia del solo Imperatore perché, se così fosse, il potere di questo mondo vi avrebbe posto rimedio. No, è l’Impero a essere impazzito, almeno nelle sue élite dominanti, come dimostra l’approvazione da parte della Camera Usa della norma che integra l’esercito e l’intelligence Usa con l’apparato bellico e di intelligence di uno Stato che sta consumando crimini abominevoli, tra cui un genocidio (la legge deve passare al Senato, ma è arduo che venga rigettata in tale sede). Né tale follia nasce dal nulla: è solo il terminale parossistico di una degenerazione psicotica iniziata decenni fa e che il colpo di stato neocon successivo all’11 settembre 2001 ha accelerato. Una patologia degenerativa al suo stato terminale… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/la-follia-dellimpero-e-lopzione-sansone

  • 22 июл.15,4 тыс1040

    IRAN. TRUMP DICHIARA L'ESCALATION "Attaccare Teheran probabilmente provocherebbe una rappresaglia iraniana ancora più ampia". Si sta ripetendo quanto accaduto in Ucraina, con l'America che ha dato vita a un'escalation controllata che, poco a poco, sta diventando incontrollata. “Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica Islamica dell’Iran sparerà contro una nave nello Stretto di Hormuz, sia con missili, razzi, droni o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno UN PONTE O UNA CENTRALE ELETTRICA, comprese quelle situate vicino o all’interno della capitale Teheran”. Così Trump su Truth social. C’è da dire che è un’idea brillante per superare le accuse che pioveranno sugli States quando darà seguito alla minaccia, che poi è quella devastare le infrastrutture iraniane. Nulla importando peraltro se, com’è accaduto in precedenza, sul ponte preso di mira ci saranno mezzi in transito con relativi autisti e passeggeri. Non è farina del sacco di Trump. L’idea è troppo sofisticata. Perfidia pura, anche perché chi l’ha avuta, per concretizzare la devastazione minacciata, farà in modo di spingere mercantili e petroliere ad attraversare lo Stretto mettendo a rischio la vita degli sfortunati naviganti. E tanti disperati accetteranno, com’è avvenuto finora… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-dichiara-lescalation

  • 22 июл.1 147117

    UCRAINA-IRAN: I NODI GEOPOLITICI PER IMPORRE IL PRIMATO AMERICANO "L'obiettivo è la supremazia americana, ovvero la ricchezza, il potere e i privilegi incontrastati delle élite americane, senza alcun controllo da parte di altre nazioni o gruppi di nazioni... Jeffrey D. Sachs e Sybil Fares in una nota pubblicata su Common Dreams ricordano l’allarme lanciato da Dwight Eisenhower sul pericolo rappresentato dall’influenza dell’apparato militar-industriale sulla politica statunitense. “Sessantacinque anni dopo, gli avvertimenti di Eisenhower si sono rivelati ripetutamente e tragicamente fondati”, scrivono. “La democrazia americana è appesa a un filo, mentre il complesso militare-industriale, che ora comprende la Silicon Valley, detta la politica estera americana ignorando le obiezioni dei cittadini”. “L’obiettivo è la supremazia americana, ovvero la ricchezza, il potere e i privilegi incontrastati delle élite americane, senza alcun controllo da parte di altre nazioni o gruppi di nazioni. In pratica, ciò significa che Wall Street, le aziende appaltatrici dell’esercito, la Silicon Valley e le grandi compagnie petrolifere controllano la politica estera americana per massimizzare la ricchezza delle élite e l’accesso alle risorse globali, alle catene di approvvigionamento e ai punti strategici di strozzatura del mondo [vedi Hormuz ndr.]. Il resto del mondo deve adeguarsi”. “[…] Il libro di Zbigniew Brzezinski, La grande scacchiera (1997), delineava l’obiettivo del controllo del regime con notevole franchezza. L’Eurasia è la scacchiera su cui deve essere assicurata la supremazia globale americana. Per riuscirci, gli Stati Uniti devono… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/ucraina-iran-i-nodi-geopolitici-per-imporre-il-primato-americano

  • 21 июл.1 16673

    IRAN. MENTRE CADONO LE BOMBE, SI MUOVE LA DIPLOMAZIA Mentre proseguono i bombardamenti Usa e le rappresaglie iraniane, i mediatori hanno rilanciato proposte per chiudere il conflitto. E ieri tale lavorìo diplomatico è emerso pubblicamente con la visita del Ministro degli interni iraniano Eskandar Momeni in Pakistan, dove ha incontrato il primo ministro Shehbaz Sharif e, successivamente, l'uomo forte del paese, il Capo di Stato Maggiore Syed Asim Munir. A riferire le proposte avanzate dai mediatori – Egitto, Pakistan e Qatar – è Axios, secondo il quale si starebbe trattando per ottenere una tregua di 10 giorni nei quali sciogliere i nodi rimasti controversi del Memorandum di Islamabad e riprendere il filo di quell’accordo. Il punto cruciale resta il destino dello Stretto di Hormuz, su cui tutto sta o cade, almeno al momento (pretesti per iniziare guerre se ne trovano sempre). Di interesse quanto riporta il sito americano: “Secondo una fonte regionale, una delle opzioni consentirebbe all’Iran di riscuotere ‘tariffe di servizio ragionevoli’ per la sicurezza marittima, la protezione ambientale e altri servizi”. “La fonte ha indicato come possibile modello quanto avviene nello Stretto di Malacca, dove Malesia, Indonesia e Singapore applicano alle navi tariffe per servizi specifici anziché una tariffa di transito fissa. Un’altra idea è quella di convogliare i proventi di tali tariffe in un fondo comune gestito con il coinvolgimento dell’Organizzazione marittima internazionale”. Ipotesi già avanzate in precedenza, ma che adesso appaiono… CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/iran-mentre-cadono-le-bombe-si-muove-la-diplomazia