📣Atzioni Antifascista de Casteddu🚩🏴🌿🗡
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Riprendiamoci le nostre strade, gridiamo con forza il nome di chi è morto per mano della loro sicurezza e del loro suprematismo, uniamo le forze, nei nostri quartieri, nella nostra città, contro chiunque voglia rendere cio che è successo a Bologna la normalità, per una Cagliari e una Sardigna libera e solidale. Questo Sabato 25 Luglio ci vediamo in Piazza Costituzione a Casteddu ore 18:00. Giustizia per Abderrahim Fakir! Giustizia per tutt*! https://www.instagram.com/p/DbIZ1DpNJSL/?igsh=NjdtdG16d2RjNXJo
📣Atzioni Antifascista de Casteddu🚩🏴🌿🗡 pinned «Riprendiamo e condividiamo l’iniziativa dell’Assemblea Antirazzista Sarda. 📍 Cagliari, Piazza Matteotti, fronte Comune 📆 7 Luglio, h16:45 L’INFERNO IN CITTÀ DI POVERI E STRANIERI NON GIRIAMOCI DALL’ALTRA PARTE! Dietro l’immagine di Cagliari città turistica…»
Riprendiamo e condividiamo l’iniziativa dell’Assemblea Antirazzista Sarda. 📍 Cagliari, Piazza Matteotti, fronte Comune 📆 7 Luglio, h16:45 L’INFERNO IN CITTÀ DI POVERI E STRANIERI NON GIRIAMOCI DALL’ALTRA PARTE! Dietro l’immagine di Cagliari città turistica si nasconde un’altra Cagliari, fatta di emarginazione e privazione di diritti. Questo grava in particolare su chi necessita di un alloggio, per assegnarvi la propria residenza, trovare un lavoro e richiedere il permesso di soggiorno. Nelle zone centrali della città, vicino ai ritrovi della movida, sono state istituite le “zone rosse”, in cui chi non ha dimora e chi è senza documenti rischia di essere arrestato e/o spedito in un CPR. Così la città, per volontà della sua classe borghese, cerca di concentrare il disagio e la “colpa” di essere poveri o invisibili lontano dalle zone destinate al turismo di consumo. Non avere la residenza comporta la privazione di una serie di diritti, tra cui avere il medico di base, entrare in graduatoria per un alloggio, richiedere carta d’identità e tessera sanitaria e chiedere gli arresti domiciliari; si alimenta così l’”irregolarità” delle fasce più deboli e povere. Per la regolarizzazione ecco l’attesa in via Venturi, davanti all’ufficio immigrazione della questura. L’area antistante è priva di riparo. Ogni mattina solo 10 persone sono ammesse, quindi l’attesa comporta anche lo stare lì tutta la notte. L’aspettativa può essere comunque delusa, perché anziché 10 sono ricevute meno persone senza nessun avviso. Se poi un interprete manca, è possibile che chi ha atteso tutta la notte debba andarsene, e rifarsi l'attesa. Perché il comune di Cagliari rimane in silenzio davanti a questa situazione? Chiediamo e pretendiamo: - l’abolizione delle “zone rosse”, - l’accesso alla residenza fittizia per chi ne abbia necessità e ne faccia richiesta, - una gestione degli uffici preposti al rilascio dei permessi per gli stranieri, in grado di fare fronte alla richiesta.
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https://www.instagram.com/p/DaXchNhjXed/
Custu mèrcuris primu de Trìulas de is 9:00 a is 12:30 amus a èssere presentes in Cala Finanza in amparu a sa mobilitatzione populare chi nch'at a bìdere impinnados in sa defensa de sa terra nostra de s'ennèsima fura ispeculativa. De is 11:30 promovimus su cuntzentramentu pro unu corteu chi at a colare etotu costa a is terras a arriscu devastatzione pro concruire su totu in su coro de sa bidda. Est netzessària sa partetzipatzione de ognunu de nois, ca a Cala Finanza non si diat pòdere consumare petzi s'ennèsima cementificazione de unu tretu de costa e de unu nostru patrimòniu naturalìsticu ma si diat lassare carta bianca a chie de sa terra nostra nde faghet capitale e de chie la bivet nde faghet mertze. GHERRAUS IMPARE PRO SA TERRA E SU BENIDORE NOSTRU! A FORAS IS ISFRUTADORES! A FORAS SA CLASSE COMPRADORA! PS: pro una bona partetzipatzione a su corteu, cunsigiamus de bènnere cun bestimenta lèbia, sabatas còmodas, capeddeddos e abba a sufitzèntzia. _________ Questo mercoledì 1 Luglio dalle 9:00 alle 12:30 saremo presenti a Cala Finanza in sostegno alla mobilitazione popolare che ci vedrà impegnati nella difesa della nostra terra dall'ennesimo furto speculativo. Dalle 11:30 promuoviamo il concentramento per un corteo che passerà proprio a fianco alle terre a rischio devastazione per concludere il tutto nel cuore del paese. È necessaria la partecipazione di ognuno di noi, perchè a Cala Finanza non si potrebbe consumare solamente l'ennesima cementificazione di un tratto di costa e di un nostro patriominio naturalistico ma si lascerebbe carta bianca a chi della nostra terra ne fa capitale e di chi la vive ne fa merce. PS: per una buona partecipazione al corteo, consigliamo di venire con abbigliamento leggero, scarpe comode, cappellini e acqua a sufficienza. #calafinanza #stopresort #indipendentzia
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https://www.instagram.com/p/DZr0BVPN8af/?igsh=eHpzZ3B4c2RyYW5z Ci stringiamo attorno a parenti, amici, e familiari dei due ragazzi, raccogliendo l'esempio di chi ha lottato e si è sacrificato per la libertà. Perché non spegni il sole se gli spari addosso. Contra sa repressioni gherraus impari, sempri a innantis. Complici e solidali con chi lotta.
Risale a qualche giorno fa la notizia dell'Unione Sarda sull'identificazione di ben 92 persone a Cagliari, soprattutto nelle cosiddette "zone rosse". Vendute come dispositivo di sicurezza, risultano un chiaro pretesto per aumentare la repressione poliziesca ai danni di chi frequenta gli spazi della città, in particolare quelli frequentati da persone razzializzate. La situazione è peggiorata dopo un recente servizio tv infame e razzista su Piazza del Carmine edito dal megafono della "remigrazione" Fuori dal Coro, che ha attirato l'attenzione del fascismo istituzionale sardo e italiano sulla zona. Repentinamente sono aumentate ancora di più le profilazioni razziali, le identificazioni e le perquisizioni, sotto il nome della "sicurezza", in una città che conta tra i tassi più bassi di criminalità nel territorio italiano insieme a una delle percentuali più basse di popolazione migrante residente, pari al 3% della popolazione sarda. Ci si chiede dunque a cosa allude il termine sicurezza, sicurezza per chi? Di sicuro non per chi rischia di essere massacrato di colpi dagli sbirri in Questura o di finire in un CPR-Lager solo perché sprovvisto di un documento, o semplicemente perchè "non italiano". Nel servizio stesso di cui si parla, un'atmosfera inquietante viene costruita ad hoc per attirare l'odio razziale, con infondate accuse di spaccio e criminalità rivolte a persone riprese senza consenso, che semplicemente frequentano la zona come fa qualsiasi persona, per socializzare, per vivere in pace la città dove lavora e fatica, o come nel caso del servizio, trovare riparo perchè senza casa. Fa accapponare la pelle pensare che alcune delle persone riprese sono anche dei soggetti fragili, persone che soffrono di disturbi mentali, nel servizio spacciate come disturbatori della quiete, quando invece sono persone che necessitano di aiuto e puntualmente vengono abbandonate a loro stesse. Nell'articolo dell'Unione Sarda sulla perquisizione del 17 Maggio viene volutamente distorta la realtà in una maniera che ricorda la più becera propaganda coloniale, dipingendo le persone migranti e razzializzate come un pericolo senza alcun motivo se non quello di cercare di creare o rafforzare dei pregiudizi razziali nella mente dei lettori dell'articolo. Ma questa narrazione non funziona con noi, sappiamo bene che il fascismo scatena la sua violenza in primo luogo contro chi non si può difendere, contro le persone migranti che subiscono doppiamente l'oppressione coloniale dalla loro terra ai luoghi dove cercano una vita più degna, e siamo pronti a solidarizzare con ogni mezzo con chi viene colpito dalla repressione statale, con chi in questa città è costretto a sentirsi in costante pericolo, con chi per via del suo aspetto non può circolare liberamente, con chi ogni giorno sfruttato e discriminato rischia addirittura di finire in un lager. Se si crede in una Casteddu antifascista, si crede che Casteddu debba essere una città libera e solidale, una città che sia sicura per chi ci nasce e per chi ci arriva, una città che metta al primo posto l'accoglienza e il diritto all'abitare e non il bene del turista e la sua "sensibilità" razzista, una città che valorizza la sua cultura e il suo patrimonio storico, non una città militarizzata che annuncia sicurezza e pace nel mentre che lascia il deserto.
https://www.instagram.com/p/DYo-b50NyRP/?igsh=bjNveWRlNnVieG90 https://www.facebook.com/share/p/1EKH1JBB6q/
Non serviranno gli abusi di potere, le minacce a porte chiuse, le pratiche da mafiosi a fermare il naturale sentimento antifascista della nostra città e della nostra terra, sentimento che appartiene a noi e non allo Stato italiano di cui questi figuri dimostrano la sua vera natura. CONTRA SA REPRESSIONI, CONTRA SU FASCISMU, GHERRAUS IMPARI. https://www.instagram.com/p/DYP3PjStVlP/?igsh=eHNlaWFzbmVvdGpo
A FORAS IS BASES PO IS GHERRAS ALLENAS Manifestatzione contra s'ocupatzione militare de sa Sardigna 📆 2 de Làmpadas 2026, h16:00 📍 Casteddu, Marina Piccola Semus fache a un'ammanniamentu grandu meda de sa gherra imperialista. Su sugetu sionista, bratzu armadu de s'imperu istadunidensu, at alladiadu sas polìticas suas de ochidórgiu a su Lìbanu e a s'Iran, cun s’agiudu de s'Europa e prus che totu de s'Itàlia, chi su guvernu sionista dd’at nada unu de sos prus alleados majores de “Israele" pro more de sos medas acórdios económicos e militares chi sighit a fàghere cun issu. E custa matessi Itàlia, chi at colonizadu sa Sardigna nostra pro dda fàghere base militare pro sos esértzitos imperialistas e resort vacàntzias pro sos turistas, bolet chi su 2 de Làmpadas afestemus sa "festa de sa Repùblica"? Nois non bolemus. Bolemus torrare a detzìdere de sa terra nostra e de sos ligàmenes nostros cun sos àteros pòpulos de su Mediterràneu, seghende cun chie sighit a abbenenare sa terra nostra, a nche ddi bogare sas richesas nostras, a burrare sa cultura nostra e a nos custrìnghere a disterrare, unende·nos a sa luta chi dae sèculos gherrant sos àteros pòpulos colonizados contra su pròpriu inimigu nostru: su colonialismu, s'imperialismu, sa NATO e s'asse Istados Unidos-UE-"Israele". Sa luta anti-imperialista est s'ùnicu mèdiu pro nos autodeterminare e pòdere in fines costrùere una sanidade chi funtzionat, un'istrutzione pro totus, unu traballu sena de isfrutamentu, un'economia pro chie bivet sa Sardigna, cumbatende s'opressione de gènere e sa repressione de sas comunidades ratzializadas; pro pòdere costrùere cun sos pópulos bighinos nostros liòngios fraigados a subra de sa solidariedade e non a subra de su poderiu intre pare. Pro sighire a dda costrùere nos bidimus a Marina Piccola su 2 de Làmpadas a sas 16:00! A FORAS IS BASES PO IS GHERRAS ALLENAS A FORAS IS SIONISTAS DAE SA PALESTINA A FORAS SA NATO DAE SA SARDIGNA A FORAS SA NATO DAE SU MEDITERRÀNEU
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A pochi giorni di distanza dal 25 aprile la nostra città vede l’ennesimo raduno di nostalgici del ventennio: come ogni anno i fascisti locali si radunano nella piazzetta dedicata a Ramelli voluta dall’ex sindaco Paolo Truzzu. Di fronte all’ennesima provocazione autorizzata dalla Questura di Cagliari noi antifascisti ribadiamo la necessità di contrastare in ogni modo qualsiasi tentativo di fare delle piazze, della città e della nostra terra un covo di ritrovo di becera propaganda neofascista. Dopo mesi di repressione ai danni di chi porta avanti la lotta sociale non ci facciamo intimorire da minacce sbirresche. In seguito all’istituzione di misure securitarie quali le zone rosse nonché della continua tendenza a militarizzare la città pensiamo sia dovere di ogni antifascista militante prendere posizione e scendere ancora una volta in piazza. L’antifascismo non è una ricorrenza storica ma una pratica da situare nel presente attraverso azioni nette e pratiche conflittuali che non lascino spazio a fascistoidi moderni di ogni sorta. Ci vediamo in piazza il 29 aprile alle 18 Contro ogni fascismo ora e sempre resistenza!