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Dal 2001 a oggi Buddhisti: circa 200 attentati terroristici. Induisti: circa 300. Ebrei: circa 300. Cristiani: circa 1.250. Terrorismo di matrice islamista: oltre 65.000. Numeri che, se corretti, rendono grottesco continuare a liquidare ogni discussione con lo slogan «religione di pace» senza affrontare il problema dell’estremismo islamista. Criticare un’ideologia, le sue interpretazioni radicali e la violenza commessa in suo nome non significa accusare ogni singolo musulmano. Significa smettere di fingere che il problema non esista. La pace non si proclama con uno slogan. Si dimostra con i fatti.
Ecco le tre tecniche manipolatore che gli islamisti usanocper fare propaganda sull'Islamismo. Taqiyya — تَقِيَّة Kitmān — كِتْمَان Tawriya — تَوْرِيَة #islam #musulmani #corano #hadith #islamic_media
Ti dicono che sia #antisionismo ma è solo una bugia. Sfruttano queste parole solo per ingannarti. #Israele #sion #zion
Un normale giorno tra satanisti pagani che idolatrano la pietra nera.
Il Califfato è caduto nel 2019. L’ISIS no. Con la perdita dell’ultimo territorio in Siria, lo Stato Islamico ha smesso di governare un vero e proprio “Califfato”, ma non ha smesso di colpire. La sua attività si è semplicemente spostata verso le ramificazioni in Africa e Asia. Tra il 2006 e l’aprile 2024, le varie branche dell’ISIS hanno provocato 15.559 attentati e 69.641 morti. Mozambico, Afghanistan, Libia, Egitto, Somalia, Grande Sahara: la geografia è cambiata, non la minaccia. Basta ricordare l’attacco al Crocus City Hall di Mosca del marzo 2024: almeno 144 morti, rivendicato dall’ISIS-K. Il Califfato territoriale è finito. Lo Stato Islamico, invece, si è adattato. LEGGI su SUBSTRACK
C’è questo signore che si spaccia per ebreo appartenente alla comunità di Bergamo (non so nemmeno se esista una comunità ebraica a Bergamo). Con la scusa di presentarsi come ebreo, si sente autorizzato a fare propaganda filopalestinese e antisemita nelle live di TikTok. Se qualcuno è in grado di riconoscerlo, faccia attenzione: è una persona da cui stare alla larga. Cerca di entrare in empatia con gli altri presentandosi come ebreo. Se poi riuscite ad accertare che faccia davvero parte di una comunità ebraica, intanto fatemelo sapere, personalmente lo eviterei comunque per le sue posizioni fortemente antisioniste e antisemite, insomma la stessa feccia di quegli ebrei che tradiscono il loro sangue. Grazie. #bergamo #ComunitàEbraica
Lo Stato Islamico utilizza modalità differenti. Può organizzare direttamente un attentato, affidarsi alle proprie ramificazioni oppure incoraggiare singoli individui ad agire autonomamente. È il modello del cosiddetto “lupo solitario”: una persona che si radicalizza, prepara e realizza un attentato senza appartenere formalmente a un’organizzazione, anche se successivamente può rivendicare l’azione in nome dello Stato Islamico. Gli attentati falliti, in genere, non vengono rivendicati. Per quelli più importanti, invece, è spesso la struttura centrale iracheno-siriana a prendere direttamente la responsabilità. È quello che avviene con l’attacco al Museo del Bardo, in Tunisia, il 18 marzo 2015, e con gli attentati del 13 novembre dello stesso anno in Francia. LEGGI TUTTO SU SUBSTRACK
Oggi a #Treviso abbiamo rimpatriato un terrorista islamista che faceva propaganda per la jihad. Stava per organizzare un attentato a Verona probabilmente. #islam #veneto #aeroporto #news
Attentato a #Ranucci ora sappiamo chi è. Il campo largo si fa a Poggioreale. #lavitola #gip #news #fyp
Qatar, il grande “amico” dell’Occidente. Trump lo definisce un grande alleato degli Stati Uniti. Macron lo considera un amico della Francia e dell’Europa. Poi però arrivano le domande scomode. Per anni il Qatar è stato accusato di aver finanziato ambienti e organizzazioni legati ai Fratelli Musulmani. Ha investito cifre enormi nelle università occidentali, aumentando la propria influenza culturale e politica. E finanzia Al Jazeera, emittente spesso accusata dai suoi critici di diffondere una narrazione fortemente ostile all’Occidente e indulgente verso Hamas. Insomma: strette di mano, sorrisi diplomatici, contratti miliardari e dichiarazioni d’amicizia. Nel frattempo, dietro le quinte, resta una domanda molto semplice: quanto può essere davvero “amico” dell’Occidente un Paese accusato di finanziare e sostenere proprio quelle realtà ideologiche che l’Occidente dicono di volerlo combattere o trasformare dall’interno? Forse il problema non è il Qatar. Forse il problema è un Occidente talmente innamorato dei soldi da non voler vedere chi sta pagando il conto. Con amici così, i nemici possono anche prendersi il pomeriggio libero.
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https://data.unicef.org/resources/jme/ Stime congiunte sulla malnutrizione infantile (JME) – Livelli e tendenze - Edizione 2025
Un rapporto dell'#Ipc quindi dell' #Unicef e #Oms smentisce la fame a #Gaza #palestina
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RAPPORTO COMPENDIUM UNICEF 2025
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Rapporto IPC Luglio 2026
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Hai mai visto CITIZEN VIGILANTE ? IL FILM CHE HA FATTO SCATTARE LA CENSURA IN GERMANIA. CITIZEN VIGILANTE racconta di un uomo convinto che la legge non riesca più a proteggere i cittadini. Decide così di intervenire personalmente, dando la caccia ai criminali e trasformandosi in un giustiziere. Il film è finito nel mirino della classificazione tedesca, accusato di essere razzista ed islamofobo perché presenta i criminali come mediorientali o musulmani. È stato censurato anche perché presenta l'idea di farsi "giustizia da soli". Chiunque voglia vederlo può farlo cliccando qui a questo link. Però il film è censurato ed alcune scene sono tagliate.
Tra il 1979 e il 2000 si contarono 2.194 attentati islamisti e 6.817 morti. Tra il 2001 e il 2012 i numeri esplodono: 8.265 attentati e 38.187 morti. È in questi anni che il jihadismo cambia dimensione. Non resta più confinato a singole guerre o territori, ma diventa sempre più transnazionale, collegando gruppi diversi e adattandosi ai conflitti locali. Madrid nel 2004, Londra nel 2005, Al-Qaeda in Medio Oriente e Nord Africa, Al-Shabaab in Somalia e Kenya, Boko Haram in Nigeria: scenari diversi, ma una stessa capacità di espansione. Questo non significa che tutti i gruppi abbiano gli stessi obiettivi. In Thailandia il jihadismo si intreccia con il separatismo, in Somalia con la guerra civile, in Nigeria con dinamiche regionali. Ma il cambiamento è evidente: dal 2001 il terrorismo islamista non appartiene più a una sola area del mondo. Diventa una rete di ideologie, organizzazioni e conflitti locali capace di muoversi, adattarsi e colpire su scala globale. Leggi l'articolo completo su: SUBSTRACK