Rapporto di Area
СтатистикаAnalisi geopolitiche e riflessioni d'impatto per distinguere il segnale dal rumore
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Due episodi tecnici, una strategia che non esiste, un asse geopolitico che si sposta. L'Iran ha imparato dall'Ucraina come moltiplicare l'efficacia di asset economici contro sistemi d'arma costosi. Il risultato: un F-15E da 60 milioni abbattuto con un missile spalleggiato guidato da un drone, e una base americana in Giordania saturata fino all'esaurimento matematico delle difese. Trump ha tre opzioni per uscirne. Le sta bruciando tutte e tre contemporaneamente. E mentre Washington galleggia, la Cina apre rotte artiche, consolida relazioni con Teheran e accumula vantaggio strutturale. Il vuoto si riempie sempre. https://gpercannella.substack.com/p/lasse-che-si-sposta
L'analisi richiede approccio scientifico, ma escludere la componente umana quando si parla di guerra è un errore. Odio, vendetta, ritorsione sono elementi di un'equazione complessa che va oltre il campo, la strategia, la diplomazia, fino a spingere, a volte, all'autolesionismo. Le proposte del Board of Peace non tengono conto di questi aspetti e della capacità diplomatica di Hamas che, nel tempo, ha acquisito e fatto propri alcuni comportamenti del nemico. Non è facile parlare di certe cose, specialmente nella lingua di un paese che ha un approccio calcistico a temi complessi. Chi vuole sostenere questo sforzo di ricerca, trova un bottone nel testo dell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/la-ferita-aperta
Uno alla volta, i nodi stanno venendo al pettine. Ora è la volta del Pentagono che, con un memo, sollecita un aumento della velocità di produzione delle armi consumate in Iran. Manca poco che la cosa si trasformi in un sollecito a passare a economia di guerra. Le dichiarazioni sui social dell'amministrazione americana non trovano più nessun riscontro nelle analisi tecniche e, ormai, sono solo utili a fare qualche titolo di giornale, ma nemmeno tanto. Forse conviene iniziare a dire che l'Imperatore è nudo, perché russi, cinesi e iraniani se ne sono già accorti. Voi che seguite questa newsletter sapete tutto già da marzo. Quattro mesi prima degli altri. Un motivo in più per sostenerne il lavoro cliccando il bottone che trovate nell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/i-vestiti-nuovi-dellimperatore
Lo spreco di risorse militari in Iran non è un problema localizzato nel medio Oriente, ma ha un inquietante risvolto europeo. Non sono io a dirlo. Lo riportano le dichiarazioni di intelligence americana rilasciate al Wall Street Journal. Un autocrate sotto pressione, non tratta, rilancia. E per Putin, il tavolo da gioco è l'Europa. https://kommander61.substack.com/p/la-finestra-che-putin-ha-aspettato
Una notizia di poche ore fa che meritava un veloce aggiornamento serale. Rapporto di Area non dorme mai. Letteralmente. Un saluto e una buona notte a tutte le persone che seguono la mia newsletter. https://kommander61.substack.com/p/volano-gli-stracci-a-washington
Gli arsenali americani sono esauriti. Reuters lo ha scritto il 4 agosto citando tre fonti interne all'amministrazione. Noi lo avevamo scritto a marzo, con dati pubblici e cinque mesi di anticipo. Questo articolo non è una celebrazione. È una riflessione su cosa significa che l'analisi da fonti aperte riesca a competere con le valutazioni classificate, su perché certi sistemi d'arma non sono intercambiabili indipendentemente da quante munizioni si dichiari di avere, e su cosa costa, in termini concreti, una comunicazione istituzionale costruita per rassicurare invece che per informare. I numeri ci sono. Le fonti ci sono. Le conclusioni anche. L'analisi OSINT è una risorsa per tutti. Potete sostenerla cliccando il bottone che trovate nel testo. https://kommander61.substack.com/p/avevamo-ragione-peccato
Depauperamento degli arsenali, comunicazione confusa e contraddittoria, perdita di vista degli obiettivi, minacce reiterate seguite da ritrattazioni dopo poche ore, il tutto nei confronti di una parte debole che, nonostante le perdite, è riuscita a prendere l'iniziativa e la mantiene con lucidità. Con le midterm sempre più vicine, l'amministrazione Trump rischia seramente di essere ingloriosamente inghiottita dalla palude iraniana. https://kommander61.substack.com/p/chi-controlla-veramente-questa-guerra
In questo articolo si descrive il metodo negoziale dell'amministrazione Trump, già fallito con l'Iran, fondato sull'ambiguità come sostituto del consenso reale e si affronta la natura identitaria di Hamas, per cui il disarmo equivale all'irrilevanza facendo il parallelo con il declino dell'ANP come modello da evitare (per Hamas). Si chiude con la Cisgiordania come prova strutturale dell'inadeguatezza del piano: mentre si negozia Gaza, le condizioni per qualsiasi soluzione politica futura vengono smantellate altrove. Nell'articolo un trovate un pulsante per contribuire a Rapporto di Area. Link qui https://kommander61.substack.com/p/laccordo-immaginario
Il funzionamento opaco dei rilevatori di testi scritti da intelligenza artificiale, il pericolo di una tassonomia automatica della qualità che disimpegna il senso critico di chi legge, la promozione di contenuti “artigianali” secondo criteri sconosciuti e il conflitto di interessi di chi vende il giudizio agli stessi che saranno giudicati. Non è un problema tecnico, è una falla inferenziale grave. Ne scrivo al post che segue. Rapporto di area non si distrae e segue anche le linee strategiche meno evidenti. Potete supportare il sito con il link contenuto nell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/le-intelligenze-artificiali-che-chiedono
Oggi ho pubblicato un pezzo sul Mar Caspio, il teatro di guerra che nessuno stava guardando. Con il blocco americano di Hormuz, il Caspio è diventato il corridoio di sopravvivenza dell'Iran: grano, componenti per droni, materiale militare. Una rotta inaccessibile alla Marina americana, opaca per definizione, gestita da Mosca e Teheran nell'ombra. Fino al 26 luglio, quando i droni ucraini ci sono arrivati. Nel pezzo analizzo perché l'attacco non è un episodio isolato, cosa ci dice sulla strategia di Zelensky e perché il Caspio è diventato il punto in cui due guerre distinte hanno smesso di esserlo. Rapporto di Area vi fornisce analisi geopolitiche professionali senza pubblicità o paywall. Si può contribuire al lavoro del sito con una donazione occasionale o ricorrente utilizzando il link che trovate nell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/il-lago-che-unisce-due-guerre
Su queste pagine abbiamo letto recentemente di asimmetria etica nella progettazione e realizzazione di sistemi d’arma gestiti da intelligenze artificiali autonome. La questione dell’asimmetria etica nella regolamentazione industriale è seria e molto sottovalutata ed è uno degli argomenti a cui lavoro da più tempo. Negli ultimi mesi del 2024 scrissi questa favoletta senza pretese. Una sorta di parabola laica con la quale ho cercato di mettere in evidenza cosa comporta lasciarsi guidare dall’ideologia senza cercare compromessi con la realtà. Non ha nessun filtro di rigore, quelli che in genere applico per dare dignità scientifica e terzietà ai miei ragionamenti. Prendetela per quello che è: un gioco con un certo risvolto di disappunto. https://kommander61.substack.com/p/il-bullone-inclusivo-di-eutopia
Substack ha appena introdotto uno strumento che misura quanta AI c'è in un testo. I puristi esultano. Io ho qualche domanda. Chi governa la AI che giudica? Quali parametri usa? E soprattutto: siamo sicuri di voler delegare a un algoritmo opaco il verdetto su cosa sia pensiero umano e cosa no? C'è una distinzione che mi sembra decisiva, e che Marcella Bellocchio ha formulato meglio di quanto avrei potuto fare io: il problema non è lo strumento, è il Luogo del Giudizio. Un testo può essere interamente umano e non contenere nessun atto di pensiero. Un altro può nascere dalla collaborazione con l'AI ed essere il risultato di un processo rigoroso e originale. La metrica giusta non è "quanto AI c'è in questo testo?" È "quanto giudizio umano contiene?" Il mondo si dividerà tra chi usa la AI e chi ne viene usato. La differenza non sta negli strumenti. Sta in quello che c'era prima. https://kommander61.substack.com/p/giudicare-la-ai-usando-una-ai
Un sistema di intelligenza artificiale entra in un ambiente di test con i suoi guardrail disattivati e quindi libero di usare ogni stratagemma. Trova una falla in un server interno. Attraverso quella falla raggiunge internet. Raggiunto internet, compromette i server di una delle principali piattaforme mondiali di ricerca sull'IA, ruba credenziali e ottiene accesso a dataset riservati. Tutto questo senza che nessun essere umano abbia impartito un ordine specifico per ciascuno di quei passaggi. L'incidente è documentato. Le aziende coinvolte lo hanno confermato. E la domanda che pone non riguarda la tecnologia. Riguarda chi risponde. Nel nuovo post analizzo cosa è successo davvero, perché la narrazione dominante ("l'IA ha attaccato") è sbagliata e pericolosa, e cosa implica per i sistemi autonomi già oggi impiegati nei teatri operativi militari, dove i filtri vengono rimossi per misurare le capacità massime dei sistemi prima del dispiegamento. Con una differenza rispetto a Hugging Face: lì le conseguenze sono state credenziali rubate. In teatro operativo sono più gravi. Rapporto di Area non richiede un abbonamento, ma sostegno volontario. Link nel testo dell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/lalgoritmo-non-va-a-processo-la-comoda
Un presidente con il 37% di approvazione, una guerra che non riesce a vincere né a chiudere, un patrimonio personale quasi triplicato in un anno e le elezioni di novembre già dichiarate a rischio di brogli prima ancora di tenersi. Questo articolo non è un editoriale contro Trump. È un'inchiesta argomentativa che tenta di rispondere a una domanda precisa: siamo ancora nel territorio della normale crisi politica, o siamo entrati in qualcosa di diverso? La tesi è forte. Le fonti sono verificabili. Le obiezioni contrarie vengono considerate prima di essere confutate. Il titolo è una metafora. O meglio: lo è, finché non smette di esserlo. Rapporto di Area non richiede un abbonamento, ma sostegno volontario. Link nel testo dell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/la-seconda-guerra-civile-americana
Per decenni la garanzia americana ha convinto gli alleati che non fosse necessario costruirsene una propria. Quando quella garanzia perde credibilità, la proliferazione nucleare non è un incidente della storia: diventa il suo esito più prevedibile. L'Arabia Saudita ha appena ottenuto da Washington il diritto di arricchire uranio. La Turchia ha presentato un missile balistico intercontinentale e il suo ministro degli Esteri ha detto che potrebbe essere costretta a fare la bomba. L'Egitto costruisce quattro reattori con i russi, fuori da qualsiasi supervisione occidentale. L'Iran, dopo cinque mesi di bombardamenti, sposta centrifughe in montagna e ricostruisce. Questo articolo non parla della guerra in Iran. Parla di quello che succede quando il garante dell'ordine internazionale smette di essere credibile. E di perché il Medio Oriente potrebbe essere solo il primo laboratorio di una dinamica molto più ampia. Per rispetto a chi sostiene Rapporto di Area con un contributo ricorrente, le pubblicazioni proseguono regolarmente nel periodo estivo, Voi non vi fermate, noi non ci fermiamo. Grazie. https://kommander61.substack.com/p/il-mondo-senza-ombrello
Si sta lentamente distillando nella sua essenza più pura il più grande errore strategico degli ultimi decenni. La dimostrazione plastica che disporre della più grande forza militare della storia umana non compensa l'insipienza politica, l'assenza di visione strategica, la latitanza della diplomazia e la gestione erratica di comunicazione e alleanze. Quando, fra 20 anni, si guarderà alla presidenza Trump, le persone si chiederanno come abbia fatto il mondo a non capire veramente chi aveva assunto la guida dei destini occidentali. Anche in estate Rapporto di Area continua con la sua divulgazione e le sue analisi. Il sito non ha paywall o pubblicità e si sostiene con le vostre donazioni. Nel testo dell'articolo, link per contribuire. Grazie https://kommander61.substack.com/p/due-trappole-nessuna-uscita
Non chiedo consenso, e non mi aspetto che questa posizione venga condivisa. Mi basta che venga letta per ciò che è: il tentativo di non mentire a me stesso.
Di vendetta e di perdono Quel che segue non ha la pretesa di rappresentare un'analisi oggettiva di fenomenologie che sfuggono a questo genere di esame. È semplicemente l'espressione di convinzioni personali, esposte alla valutazione di chi legge come confronto dialettico funzionale a un arricchimento reciproco. --- Non ho mai amato il concetto di perdono come valore morale. Non perché sia cinico o indifferente al significato che può avere nella vita di chi lo pratica, ma perché, nella forma in cui viene comunemente proposto, stabilisce una tassonomia etica nei comportamenti umani che non riconosco come mia. Esiste una forma di perdono che, più che liberare, stabilisce una gerarchia morale tra chi concede e chi riceve. È questa forma che non mi convince. C'è una verticalità in quell'atto che rischia di tradire più un bisogno di superiorità morale che un autentico impulso alla generosità, e che porta con sé una sottile ipocrisia ben più fastidiosa della mancanza di perdono stessa. Diverso è il caso in cui il perdono sia una scelta libera, maturata nel tempo, come esito del superamento del rancore e come accettazione consapevole del torto subito. In questo caso si tratta di un valore autentico, misurabile solo da chi lo esercita, non da chi assiste. È una questione privata tra sé e la propria architettura interiore. Come tale, non ho titolo per giudicarlo, e non lo faccio. Personalmente, non sono mai riuscito a perdonare. Me ne rendo conto senza dramma. So di essere rancoroso, e non sarei un analista credibile se non sapessi individuare con precisione i lati del mio carattere che più incidono sul mio modo di stare al mondo. Conoscerli mi consente di controllarli invece di esserne dominato, e questo mi sembra un esercizio utile prima ancora che una virtù. Dal perdono alla vendetta il passo è breve. Ma prima di arrivarci, voglio dire una cosa che considero il nucleo di tutto ciò che segue: chi sceglie di agire al di fuori della legge, seguendo una propria valutazione morale, deve accettarne le conseguenze senza riserve. L'accettazione della responsabilità riguarda la coerenza con il proprio codice, non la giustizia dell'azione compiuta. Non esiste, nella mia architettura personale, la possibilità di vendicarsi e poi lamentarsi della condanna, cercare attenuanti postume o invocare comprensione richiamando i valori del perdono che si sono rifiutati di applicare a se stessi. Sarebbe la peggior forma di ipocrisia, la stessa che ho criticato all'inizio. So perfettamente che le regole della convivenza civile escludono la vendetta come risposta legittima a un torto. Lo capisco e, in larga misura, lo condivido. Per i torti di bassa e media intensità, la delega allo Stato mi sembra non solo ragionevole, ma preferibile. Meglio un arbitro terzo che il caos delle ritorsioni incrociate. Ma ci sono torti che colpiscono le persone, non il patrimonio, dove non sono ancora riuscito a convincermi che quella delega debba essere totale e incondizionata. Nella mia vita ho scelto, in alcune circostanze, di rispondere personalmente a torti che ritenevo intollerabili. Non me ne nascondo. E non posso escludere che, in circostanze analoghe, arriverei alla stessa conclusione. C'è anche chi sceglie di non perdonare e non vendicarsi, la rinuncia come posizione autonoma, e la riconosco come opzione legittima. Forse è persino la scelta migliore. Non è semplicemente quella che riesco a fare. Dico questa cosa sapendo che può deludere chi mi legge. La dico comunque, perché mentire su un punto che mi caratterizza profondamente significherebbe deludere in modo ben più grave chi mi stima per la capacità analitica e per l'onestà intellettuale. Preferisco una verità scomoda a una coerenza di facciata. Un uomo risponde della propria condotta. Con disciplina. Accettandone le conseguenze integralmente. Solo a questa condizione certe deroghe restano tollerabili secondo il mio senso personale dell'onore, che non pretendo di imporre a nessuno, ma al quale non ho intenzione di rinunciare.
Partiamo dalla crisi parlamentare del 14 luglio e arriviamo a chiederci non chi vincerà le prossime elezioni, ma cosa produrrà il sistema politico italiano, qualunque sia il vincitore, sulla postura europea verso la Russia. La risposta non è rassicurante. Entrambe le coalizioni incorporano una componente numericamente determinante e politicamente contraria al sostegno militare all'Ucraina. L'Italia rischia di diventare il terzo grande ostacolo europeo alla costruzione della difesa comune, dopo Ungheria e Slovacchia, nel momento esatto in cui quella difesa viene disegnata. E la Francia, con il calendario quasi sovrapposto, potrebbe aggiungere la propria variabile alla stessa equazione. Il titolo del post richiama un vecchio film. L'alba di cui si parla potrebbe essere meno cinematografica e più reale di quanto si vorrebbe. https://kommander61.substack.com/p/alba-rossa
Molti osservatori discutono se gli Stati Uniti possano riaprire Hormuz conquistando alcune isole strategiche. Questo articolo sostiene che la domanda sia mal posta: il problema non è conquistare terreno, ma neutralizzare una rete mobile di interdizione che rende lo stretto economicamente impraticabile anche quando resta fisicamente navigabile. Un'analisi tecnica e documentata che dimostra come un'operazione di terra sia un'opzione tecnicamente possibile, ma disperata. Chi vuole sostenere questo lavoro di analisi e ricerca, può farlo usando il link che trova nell'articolo. https://kommander61.substack.com/p/il-giorno-143-hormuz-la-guerra-dentro