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Intelligence for the People è una newsletter di politica internazionale su mondo multipolare, declino dell’Occidente, crisi della democrazia, rivoluzione biotecnologica, ed altro. (A cura di Roberto Iannuzzi) 👇 https://robertoiannuzzi.substack.com

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  • Se volete, mi trovate stasera a parlare con Antonello Sacchetti di possibile saldatura dei fronti russo-ucraino e USA-Iran nel Golfo a seguito delle tensioni fra Teheran e Kiev nel Caspio e delle accuse americane a Mosca sull’assistenza russa all’Iran. Live dalle 21:00! 👉https://www.youtube.com/live/0vIzQoiDgAM —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • (Segue dal post precedente) Come ha scritto Glen Howard, ex presidente della Jamestown Foundation, “la campagna di Azov ha preso di mira ogni tipo di imbarcazione, dalle petroliere della flotta ombra e dalle navi da carico secco ai rimorchiatori, ai traghetti e alle draghe”. Howard ha lodato le operazioni militari ucraine nel Mar d’Azov, sebbene ostacolino “il flusso di milioni di tonnellate di cereali russi destinati ai mercati occidentali e mediterranei, in particolare all'Africa”. Come ho mostrato nell’articolo della scorsa settimana, le operazioni ucraine con droni contro obiettivi russi avvengono invariabilmente grazie al supporto dei servizi di intelligence occidentali, americani e britannici in primo luogo. Dunque non solo l’attacco ucraino alle infrastrutture russe per l’esportazione del grano non ha suscitato reazioni da parte dell’Occidente, che si era invece profondamente interessato all’accordo sul grano del 2022, ma probabilmente è stato supportato dall’intelligence occidentale. Tale attacco ha però fornito a Mosca la giustificazione per colpire il sistema di esportazione dei cereali ucraini attraverso Odessa e i porti limitrofi. La campagna militare russa prosegue ormai da circa due settimane, e ha imposto un blocco di fatto al traffico navale. Malgrado il silenzio occidentale, il coinvolgimento nel conflitto delle esportazioni di cereali sia russe che ucraine avviene in una fase di aumento dei prezzi dei generi alimentari a livello globale, sull’onda dello shock energetico prodotto dalla crisi nel Golfo Persico. La chiusura di Hormuz è infatti destinata anche a provocare carenza di fertilizzanti, una quota rilevante dei quali proveniva dal Golfo. Ma ciò non ha suscitato in Occidente il polverone mediatico che nel 2022 aveva preceduto l’accordo sul grano con la Russia. Nel frattempo, malgrado l’euforia che fino a poche settimane fa si avvertiva sui giornali occidentali riguardo a un presunto punto di svolta nel conflitto a vantaggio di Kiev, la situazione militare dell’Ucraina si sta deteriorando non solo a Odessa, ma a livello complessivo. La caduta di Konstantinovka, negata dagli ucraini e taciuta dai media occidentali, apre ai russi la strada verso le altre città della cintura fortificata a difesa del Donbass. La caduta di questa cintura aprirebbe alle forze di Mosca un varco attraverso pianure scarsamente urbanizzate verso città chiave come Dnipro e Kiev. In altri settori del fronte, i russi operano a non più di 10 km da Sumy, Kharkiv e Zaporizhzhia. La difficoltà nel difendere Kiev e nel contrastare l’avanzata russa al fronte è all’origine della crisi che in pochi giorni ha visto Zelensky destituire dapprima il ministro della difesa Fedorov, e poi il comandante dell’esercito e avversario di Fedorov, Oleksandr Syrsky. Trovate ulteriori dettagli sullo scontro Fedorov-Syrsky, e più in generale sulla guerra nel Mar Nero e sull’inasprimento del conflitto, nell’articolo completo, al seguente link 👉https://robertoiannuzzi.substack.com/p/ucraina-odessa-nel-mirino-e-una-possibile —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • Ucraina: Odessa nel mirino e una possibile svolta nella guerra L’offensiva ucraina nel Mar d’Azov ha fornito a Mosca la giustificazione per colpire il sistema ucraino di esportazione del grano nella regione di Odessa, mentre Kiev perde terreno in Donbass.   Il mio nuovo articolo su #IntelligenceForThePeople 👉https://robertoiannuzzi.substack.com/p/ucraina-odessa-nel-mirino-e-una-possibile   Tra i principali sviluppi forse destinati a cambiare il volto del conflitto ucraino vi è la serie di attacchi lanciati sia da Kiev che da Mosca contro i porti e la rete di navigazione commerciale dell’avversario nel Mar Nero.   L’offensiva di gran lunga più dura è quella che le forze russe hanno sferrato in prossimità del porto di Odessa e dei vicini scali portuali di Yuzhny, Chornomorsk e Nikolayev.   Il Financial Times lamenta che l’offensiva russa minaccia “una delle rotte di esportazione di cereali più importanti al mondo, la quale rappresenta anche una fonte vitale di entrate per l'Ucraina”. Ma la situazione è più complessa di così.   Nel 2022, per assicurare l’esportazione del grano ucraino da Odessa e dai porti limitrofi, Europa e Stati Uniti esercitarono enormi pressioni sulla Russia affinché giungesse a un accordo, ufficialmente per assicurare gli approvvigionamenti ai paesi più bisognosi.   Nel luglio 2022 fu stipulato un accordo sul grano che garantiva le esportazioni ucraine in cambio della promessa europea di eliminare le sanzioni che impedivano ai russi di esportare fertilizzanti (di cui Mosca è uno dei principali produttori mondiali).   L’esportazione dei fertilizzanti russi avrebbe a sua volta avvantaggiato i paesi più poveri, ma non era questo l’obiettivo dell’accordo voluto dall’Occidente. Gli europei non onorarono mai la loro parte dell’intesa. Le sanzioni non furono abrogate.   Nel periodo di implementazione dell’accordo, il grano ucraino fu inviato perlopiù a paesi a reddito medio-alto, e solo in piccola parte ai paesi più indigenti.   I russi, inoltre, accusarono Kiev di aver sfruttato il corridoio del grano per colpire il ponte di Kerch che unisce la Crimea alla Russia, e per attaccare la base navale di Sebastopoli (anch’essa in Crimea).   Per queste ragioni, circa un anno dopo la firma, Mosca annunciò la sospensione dell’accordo.   Tuttavia, a causa delle pressioni dei paesi del sud del mondo (con cui i russi sono in buoni rapporti), l’esportazione del grano ucraino continuò ad essere tollerata da Mosca.   Sono state le forze armate ucraine, però, a cambiare recentemente la situazione con un’operazione che paradossalmente si è rivelata controproducente per Kiev. Da inizio luglio, esse hanno lanciato un’offensiva di notevole intensità contro obiettivi russi nel Mar d’Azov.   (Segue) —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • Il traffico di greggio saudita attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb è già crollato del 36% prima ancora dell’annuncio del blocco di ieri da parte di Ansar Allah (Houthi) nello Yemen, a causa degli avvertimenti lanciati dal gruppo nelle ultime 2 settimane. 👉https://www.thenationalnews.com/business/energy/2026/07/20/saudi-oil-loadings-drop-by-36-as-houthi-threats-disrupt-bab-al-mandeb-passage/ —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • I data center americani nel Golfo potrebbero presto andare in fumo. Un "aiutino" per far scoppiare la bolla dell'IA😏 👉https://x.com/HormuzReport/status/2079449486527762876 —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • Questo è lo stato della superpotenza USA: muove guerra all’Iran per conto di uno stato vassallo (Israele). Dopo aver perso il controllo dell’intero Golfo Persico a causa di marchiani errori di valutazione, implora altri paesi di farsi carico di “proteggere” le rotte mondiali. 👉https://x.com/ShaykhSulaiman/status/2079136841245020320 —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • E’ importante comprendere che, mentre gli USA hanno colpito (per primi) ponti ed altre infrastrutture civili, commettendo crimini di guerra che evidentemente sono permessi solo alle “democrazie” occidentali, l’Iran ha risposto in maniera proporzionata contro le basi USA da cui provengono gli attacchi e i paesi che le ospitano. Mentre le basi USA vengono decimate, i danni limitati provocati dalla rappresaglia iraniana alle infrastrutture civili costituiscono un avvertimento. Se gli USA dovessero proseguire nella loro escalation, la risposta iraniana potrebbe non essere più proporzionata ma controescalatoria, con conseguenze devastanti per la regione. Gli USA sono in un vicolo cieco. Se proseguiranno nella loro follia, pagheranno le conseguenze insieme al resto del mondo. Non hanno modo di uscirne vincitori. 👉https://x.com/SinaToossi/status/2078641676386472324 —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • 17 июл.501196из inside_over

    Cosa c’entrano le ceramiche con le armi, il genocidio a Gaza e Israele? Per spiegarlo, partiamo da Faenza, famosa nel mondo per le sue ceramiche artistiche. Nei laboratori dell’Istituto di Scienza, Tecnologia e Sostenibilità per lo Sviluppo dei Materiali Ceramici (Issmc) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, oggi si lavora anche per l’industria bellica. Il progetto in questione si chiama PaSwing, e prevede lo sviluppo di ceramiche policristalline trasparenti ad alta resistenza. Materiali che trovano applicazione nella realizzazione di componenti protettivi e sistemi ottici avanzati per mezzi militari. Il progetto è co-finanziato dal Ministero della Difesa israeliano, che partecipa alla collaborazione tecnologica prevista dall’accordo, disciplinato dal Memorandum of Understanding (MoU) del 2003.

  • In Kuwait, l'Iran colpisce il primo impianto di desalinizzazione. Questo è un chiaro avvertimento indirizzato agli USA. Trump vuole proseguire l'escalation? Il Kuwait dipende dagli impianti di desalinizzazione per circa il 90% della sua acqua potabile. 👉https://t.me/Slavyangrad/169641 —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • (Segue dal post pecedente) Il quotidiano afferma che Trump avrebbe segretamente appoggiato la strategia di Kiev di attaccare le infrastrutture energetiche della Russia “per far sentir loro [ai russi] il dolore” e ammorbidirne la posizione negoziale. All’indomani dell’incontro di Anchorage, Trump decise di adottare una “diplomazia coercitiva” nei confronti di Mosca, non dissimile da quella adottata con l’Iran, per spingere il Cremlino ad accettare un cessate il fuoco anche in assenza del ritiro ucraino dal Donbass. Tale strategia includeva il supporto agli attacchi ucraini in territorio russo, l’imposizione di sanzioni alle due compagnie petrolifere russe Rosneft e Lukoil, le pressioni nei confronti dell’India affinché smettesse di acquistare il petrolio russo. Il 29 dicembre 2025 ebbe poi luogo un evento misterioso quanto inquietante. I russi denunciarono che durante la notte uno sciame di 91 droni a lungo raggio aveva compiuto un attacco contro la residenza del presidente russo sul lago Valdai, nella regione di Novgorod. La mattina dopo l’attacco, Putin chiamò personalmente Trump per protestare sull’accaduto. Ore dopo, interrogato dai giornalisti, Trump rispose: “Non mi piace… Il presidente Putin me lo ha detto... Non è il momento giusto per fare niente di tutto ciò”. Abbiamo visto come gli attacchi ucraini in territorio russo avvengano con il supporto dell’intelligence americana. I russi ne sono consapevoli. In occasione dell’attacco alla residenza sul lago Valdai, Mosca era convinta che gli USA avessero preso parte all’operazione. Il 2 gennaio 2026, i russi convocarono un addetto militare statunitense a Mosca per consegnargli il processore di navigazione recuperato da uno dei droni abbattuti, esortando gli specialisti americani a decrittarne il contenuto. La CIA tuttavia affermò che l’attacco non era mai avvenuto. Il 5 gennaio, dopo aver ricevuto informazioni dalla CIA, Trump disse di non credere che l’Ucraina o la CIA avessero tentato di uccidere Putin nella sua residenza sul lago Valdai. Tuttavia, proprio a questo attacco ha fatto riferimento Zelensky in una provocatoria lettera aperta indirizzata a Putin a inizio giugno. Nel frattempo, due giorni prima della smentita di Trump del 5 gennaio, le forze speciali americane avevano sequestrato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, in un blitz a Caracas che aveva provocato un centinaio di morti. Poche settimane dopo, il 28 febbraio, Israele avrebbe assassinato la Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ancora una volta con l’aiuto della CIA. Il recente fallimento del Memorandum d’intesa fra USA e Iran conferma, agli occhi delle leadership non occidentali, che per Washington l’unica trattativa degna di essere portata avanti è quella che conduce alla resa dell’avversario. A Mosca, molti sono ormai convinti che l’apertura di Anchorage è stata l’ennesimo inganno. La via del negoziato sembra preclusa. Trovate l’articolo completo al seguente link: 👉https://robertoiannuzzi.substack.com/p/anchorage-come-minsk —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • Anchorage come Minsk? A quasi un anno dall’incontro in Alaska fra Trump e Putin, a Mosca cresce la disillusione. Secondo Lavrov, la Russia è stata ingannata come avvenne con gli accordi di Minsk.   Il mio nuovo articolo su #IntelligenceForThePeople 👉https://robertoiannuzzi.substack.com/p/anchorage-come-minsk   Al recente vertice NATO in Turchia, Trump ha espresso il proprio appoggio agli attacchi ucraini a lungo raggio in territorio russo, affermando che “è un’escalation, ma è anche un’escalation che potrebbe contribuire a portare a una conclusione” del conflitto.   La posizione apertamente filo-ucraina manifestata dal leader americano sancisce il fallimento degli sforzi diplomatici avviati dall’incontro fra Trump e il presidente russo Vladimir Putin ad Anchorage, in Alaska, nell’agosto 2025.   Alcune settimane fa, Sergei Lavrov aveva affermato di non voler nemmeno pensare che l’Alaska, proprio come Minsk, “sia stata concepita per guadagnare tempo al fine di riarmare il regime di Kiev. […]Ma in realtà le cose sono andate proprio così”.   Negoziati da Francia e Germania insieme a Ucraina e Russia nel 2014 e poi nel 2015, gli accordi di Minsk avrebbero dovuto assicurare la permanenza del Donbass sotto la sovranità ucraina garantendo però alla regione un’ampia autonomia.   Successive rivelazioni della ex cancelliera tedesca Angela Merkel, dell’ex presidente francese François Hollande, e dell’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, hanno suggerito che gli accordi di Minsk fossero in realtà un deliberato inganno per spingere la Russia ad accettare un cessate il fuoco con la promessa di una soluzione pacifica del conflitto, facendo guadagnare tempo all’Ucraina per irrobustire le proprie forze armate.   In realtà, l’intesa stipulata ad Anchorage era ancora più debole degli accordi di Minsk. Secondo fonti russe, essa prevedeva che Trump avrebbe spinto Zelensky a ritirarsi dal Donbass, e in cambio Putin avrebbe accettato un cessate il fuoco.   In concreto, Trump non ha mai convinto Zelensky a ritirarsi, mentre allo stesso tempo ha cercato di spingere Putin a dichiarare un cessate il fuoco ancor prima del ritiro ucraino, cosa che il presidente russo non ha mai accettato.   Malgrado ciò – secondo le voci russe critiche della linea ufficiale del Cremlino – Putin ha proseguito il dialogo con la Casa Bianca anche quando era ormai evidente che Washington continuava ad appoggiare l’esercito ucraino a livello logistico e di intelligence.   Che la Casa Bianca supporti Kiev a livello di intelligence è confermato dalle recenti rivelazioni del Financial Times, secondo cui gli Stati Uniti hanno aiutato i droni ucraini a lungo raggio a evadere le difese aeree di Mosca ed a colpire in profondità il territorio russo.   Nei primi sei mesi del 2026, le raffinerie russe sarebbero state colpite almeno 194 volte, un incremento sbalorditivo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.   Il fatto che Washington continuasse a fornire a Kiev i dati di intelligence necessari a colpire le infrastrutture energetiche russe fu confermato dal Financial Times già nell’ottobre 2025, ovvero meno di due mesi dopo l’incontro di Anchorage.   (Segue) —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • A Hormuz gli USA si trovano in un’impasse militare e strategica. Non solo Trump, tuttavia, ma una parte consistente dell’establishment USA non ha preso atto della sconfitta. Da qui il rischio di escalation. Ne ho parlato a @traccediclasse https://www.youtube.com/live/1hC8Oib6R2w

  • L’Iran ha dato istruzione all’alleato Ansar Allah nello Yemen di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb che dà accesso al Mar Rosso se gli USA bombarderanno le infrastrutture energetiche iraniane. Senza colpire direttamente le installazioni civili delle monarchie del Golfo, la misura metterebbe fuori gioco il 7% delle forniture energetiche mondiali, che transitano nel Mar Rosso, e le rimanenti esportazioni petrolifere saudite, che in questo momento raggiungono il Mar Rosso a Yanbu tramite l’oleodotto est-ovest. Lo shock energetico globale sarebbe assicurato. 👉https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-tells-houthis-close-red-sea-gateway-if-us-hits-power-network-sources-say-2026-07-16/

  • Come si è giunti al rinnovato conflitto militare nel Golfo tra USA e Iran? Perché gli Stati Uniti hanno smantellato pezzo a pezzo il Memorandum d’intesa firmato con Teheran. Ne ho parlato con Fabio Cabrini a Linea di Faglia 👉https://www.youtube.com/watch?v=8FTuljGa2AY —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

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  • Israele e l’Occidente un genocidio strisciante lo chiamano “cessate il fuoco” (in allegato il bilancio del “cessate il fuoco” a Gaza). Se poi l’Iran, dopo essere stato aggredito per 2 ben volte mentre stava conducendo un negoziato (giugno 2025 e febbraio 2026) e aver visto sterminati i propri vertici politici e militari, “minaccia” i leader occidentali, in Occidente tutti si agitano scandalizzati.

  • Se per caso siete a Pisa, alla festa di Ottolina TV, mi trovate lì oggi!

  • 7 июл.713163

    Il fatto che i villaggi cristiani del sud del Libano abbiano smentito l’affermazione di Netanyahu secondo cui essi avrebbero chiesto di essere annessi a Israele conferma ancora una volta che Israele mente quando sostiene di non avere ambizioni territoriali sul Libano. 👉https://www.thenationalnews.com/news/mena/2026/07/06/lebanese-mayor-rejects-netanyahu-claim-of-christian-villages-asking-to-be-annexed/ —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC

  • 5 июл.613224

    La Dichiarazione di indipendenza USA dipinge la resistenza indigena come aggressione e la violenza coloniale come autodifesa. Suona familiare? #4luglio https://truthout.org/articles/the-anti-indigenous-slur-in-the-declaration-of-independence-speaks-volumes/

  • 3 июл.572121

    (Segue dal post precedente) In Iran, molti temono che un conflitto potrebbe riesplodere anche prima di ottobre, quando si terranno le elezioni in Israele. A Teheran vi è la consapevolezza che il Memorandum d’intesa ha rappresentato una durissima sconfitta personale e politica per Netanyahu. Il Memorandum rappresenta poi un terremoto strategico per Israele. Esso riconosce all’Iran un ruolo di potenza regionale, e include la richiesta di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano. Ciò rafforza Hezbollah. Agli occhi di Teheran, il Libano è una cartina di tornasole. Per la leadership iraniana non ha senso concludere con gli americani un accordo nel quale questi ultimi non intendano – o non possano – controllare Israele. L’accordo trilaterale, stipulato da USA, Israele e governo libanese pochi giorni dopo la firma del Memorandum d’intesa con Teheran, azzera le speranze iraniane. Tale accordo aggira il Memorandum con Teheran fissando principi in totale contraddizione con quest’ultimo. Esso rimuove l’Iran dall’equazione libanese rimpiazzandolo con Israele, e condiziona il ritiro israeliano al completo disarmo di Hezbollah. Tale disarmo dovrà essere operato dal governo libanese, il quale si impegna a “ricostruire il monopolio dello stato sull’uso della forza”, rischiando così di sprofondare il paese in una guerra civile, come hanno riconosciuto gli stessi commentatori israeliani. L’accordo trilaterale, di fatto, consente a Israele di violare il Memorandum d’intesa tra USA e Iran. Ciò pone Teheran di fronte a un dilemma: se non vorrà abbandonare il proprio alleato Hezbollah, dovrà rispondere sancendo così il fallimento dell’accordo con l’amministrazione Trump (già violato da quest’ultima, come abbiamo visto). La Casa Bianca, del resto, sta conducendo una politica contraddittoria non solo in Libano, ma anche a Hormuz. In occasione della firma del Memorandum con l’Iran, Trump aveva affermato di aver accettato l’intesa per evitare “una depressione mondiale” causata dalla chiusura dello Stretto. Ma il braccio di ferro con l’Iran per il controllo di Hormuz, e le conseguenti scaramucce militari, hanno l’effetto di ritardare la normalizzazione del traffico navale nel Golfo, che rimane molto al disotto dei livelli precedenti il conflitto. Ciò significa che le riserve strategiche USA di greggio continuano ad assottigliarsi, mentre lo shock energetico mondiale continua ad incombere. A Hormuz, il fattore tempo continua a giocare a vantaggio di Teheran. Trovate l’articolo completo qui 👉https://robertoiannuzzi.substack.com/p/accordo-usa-iran-cronaca-di-una-morte —————————— ➡️ Iscriviti a Intelligence for the People Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC