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La Fionda

L'altro versante del vero. Obbligatori commenti e linguaggio consoni e continenti, pena il ban. Gli amministratori si dissociano già ora da insulti, minacce o intemperanze espresse dagli utenti, cui ne è rimessa la totale responsabilità.

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  • L'ormai provata corrispondenza di amorosi sensi tra le donne e le lame (puntata 2) https://www.newsrimini.it/ultima-ora/accoltella-il-collega-in-hotel-si-e-trattato-di-unaggressione-premeditata

  • L'ormai provata corrispondenza di amorosi sensi tra le donne e le lame (puntata 1) https://www.romatoday.it/cronaca/accoltella-compagno-ladispoli-tentato-omicidio.html

  • Ah, quando c'era il patriarcato...

  • COME (NON) DARE LE NOTIZIE IN UN MONDO AL FEMMINILE Genova, l'abbiamo sottolineato più volte, nel giro di pochi mesi, curiosamente corrispondenti a quelli dell'amministrazione di sua maestà instagrammabile la SindacA Silvia Salis, è diventata il Bronx d'Italia. Se cercate sui social, troverete innumerevoli pagine e gruppi di persone che postano foto prese dalla finestra o dalla strada, che ben dimostrano il degrado e soprattutto la pericolosità attuale della "Superba". Fattoni e fattone di crack, spacciatori ovunque, dosi pagate con sesso en-plein-air, gente in coma sparsa qua e là in tende improvvisate, presenti anche in quei circuiti teoricamente dedicati ai turisti provenienti dalle crociere. Che in molti casi si aggiungono agli autoctoni nel postare foto, video e commenti tutt'altro che lusinghieri per la città di Paganini.

  • (segue dal post precedente) La riflessione che ne deriva è logica semplice ma stringente: su quali basi concrete poggia il mantra recitato da anni “qualcosa è stato fatto ma è ancora poco, bisogna fare di più”? La lamentela corale dei CAV in tutta Italia parla di emergenza drammatica, devono essere stanziati sempre più fondi, bisogna aprire nuovi centri antiviolenza e rifinanziare quelli già esistenti. Se ogni singolo CAV fosse in grado di documentare migliaia di donne (non certo 35) assistite legalmente e/o psicologicamente nel percorso di uscita dalla violenza, oltre a decine di migliaia (non certo 135) di chiamate ogni anno, sarebbe fondata la richiesta di moltiplicare una rete CAV che risulta essere sottodimensionata in quanto non riesce a far fronte alla marea di richieste d’aiuto. Il fatto è che questa marea di richieste d’aiuto non esiste, nonostante una martellante campagna istituzionale solleciti tutte le donne a chiamare il 1522 la prima volta che l’uomo alza la voce, la prima volta che insulta, la prima volta che strattona. Oppure, estrema ipotesi, la provincia di MB è l’unica isola felice in tutto il Paese: in Brianza solo 35 donne accedono ai CAV per denunciare il maschio/bianco/tossico figlio sano del patriarcato, mentre nel resto d’Italia ciascun centro antiviolenza è in grado di documentarne cento volte di più. Per conoscere i reali contorni e la concreta efficacia del lavoro made-in-CAV, verranno mai pubblicati i dati trasparenti di ogni singola struttura, come la Rete Artemide ha avuto il coraggio di fare? https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/cresce-la-richiesta-di-aiuto-5347b019 https://cadom.it/chi-siamo/

  • Nel territorio della Provincia di Monza e Brianza (MB) opera la Rete Artemide, che coordina 7 diversi Centri Antiviolenza e sportelli di ascolto. Oggi, 12 agosto 2026, vengono resi pubblici i dati dell’attività svolta nel 2025 ed i toni sono come sempre allarmanti. Il pistolotto, identico ogni anno e ad ogni latitudine, recita che la richiesta di aiuto è sempre in crescita, c’è un bisogno pressante di protezione perché tutte le donne sono in pericolo e quelle che non ricorrono ai CAV sono ancora più in pericolo perché non hanno imparato a riconoscersi vittime. Vediamo i numeri. Il report della Rete Artemide dice che “nel corso del 2025 sono stati 510 i primi colloqui di accoglienza, accompagnati da 135 ascolti telefonici e telefonate di aggiornamento; 35 donne hanno ricevuto assistenza legale, 19 hanno intrapreso un percorso psicologico, 15 sono state accompagnate verso l’orientamento al lavoro e l’autonomia economica”. Il solo CAV Cadom (Centro aiuto donne maltrattate) ha accolto 157 donne, a fronte di 295 contatti complessivi. Quindi le donne accolte sono state circa la metà rispetto a coloro che hanno contattato quel particolare CAV. L’intera Rete Artemide, composta non solo da Cadom ma anche da Telefono Donna Onlus, White Mathilda e Mittatron con sedi a Monza (2), Desio, Lissone, Seregno, Limbiate e Vimercate, riferisce 510 colloqui di accoglienza nell’anno passato e 135 ascolti telefonici. Va detto che la provincia MB conta circa 900.000 residenti, a fronte dei quali i dati del report non sembrano poi così allarmanti: 35 donne hanno avuto assistenza legale, 19 assistenza psicologica, 15 sono state accompagnate verso l’autonomia economica. Vediamo i termini ed i rispettivi significati. DONNE ACCOLTE - probabilmente la dicitura è riferibile a chi fissa un appuntamento con una volontaria, un’avvocata o una psicologa, in pratica dovrebbero essere le vittime che accedono concretamente ai servizi offerti dal CAV. ASSISTENZA LEGALE - 35 in un anno, dovrebbero essere le vittime che vengono affiancate da un’avvocata della Rete per presentare una denuncia ed intraprendere il successivo iter giudiziario. Se così fosse il dato porterebbe ad una media di 5 assistenze legali nel 2025 per ognuno dei 7 sportelli della Rete Artemide. Inoltre sarebbe interessante conoscere l’esito dei 35 iter giudiziari avviati, ma questo è un altro discorso. ASSISTENZA PSICOLOGICA – 19 in un anno, non è chiaro se la dicitura sia riferibile al singolo colloquio con una professionista, o ad un percorso strutturato di sostegno. ACCOMPAGNAMENTO ALL’AUTONOMIA ECONOMICA - 15 in un anno, non è chiaro se siano le donne che hanno usufruito del reddito di libertà, dei corsi regionali di orientamento al lavoro, del microcredito, delle agevolazioni per l’imprenditoria femminile o altro ancora. In ogni caso si tratta di dati estremamente contenuti, riferibili - va ricordato - ad una popolazione residente di circa 900.000 persone delle quali almeno 450.000 donne. (conclusione al post successivo)

  • Poi si arrabbiano quando facciamo riferimento alla loro ossessione per il denaro (degli uomini)... Se non fosse che tra di loro ci sono soggetti del genere!

  • E poi ci troveremo come le star a bere del whiskey in via patriarcato, tutti in esilio, La Fionda in testa sarà per il femminismo una grande festa... 🎶🎶🎸🥁🎤

  • Eh, volevate...

  • L'OCCASIONE FA LA DONNA VITTIMA Era l'inizio degli anni 2000, la Spagna di Zapatero faceva da apripista per le politiche femministe orientate all'oppressione dell'uomo, considerato a prescindere violento e oppressore, e ai privilegi per la donna, considerata a prescindere vittima. La sua "Ley Orgánica 1/2004, de Medidas de Protección Integral contra la Violencia de Género", approvata nel 2004, insegnò a tutta Europa come alimentare le false accuse e devastare le relazioni tra uomini e donne. Pochi anni dopo, una giudice spagnola, Maria Sanajua, disse: "alle donne viene data l'occasione di approfittarsi delle leggi, e dunque lo fanno". Sottolineava che la legge di Zapatero veniva usata soprattutto in contesti separativi, ma non solo. Qui un documentario che abbiamo sottotitolato ai tempi: https://youtu.be/wfUszn_C_MY.

  • In Massachussetts, così come in molti altri stati degli USA, è legale sopprimere un "feto" fino al momento della nascita. In pratica, negli USA l'infanticidio è legale. Con applausi da "Planned Parenthood" e l'immenso giro d'affari connesso.

  • La testata "L'indipendente" omette un aspetto davvero molto importante: questa facilitazione vale soltanto per le donne. A dimostrazione di quanto sia "indipendente"...

  • Mistero Buffo – non è Dario Fo, il mistero è l’utilità dell’art. 577 bis. Continuiamo a non capire l’utilità giuridica dell’art. 577 bis che configura il femminicidio come fattispecie autonoma di reato. La norma ha un senso, se proprio vogliamo dire che lo abbia, esclusivamente sotto un profilo squisitamente ideologico; vale a dire che il Legislatore si è arrampicato sugli specchi pur di assecondare il delirio forcaiolo femminista che doveva a tutti i costi, anche sconfinando nell’assurdo, rimarcare che il reato di omicidio è più grave se l’assassino è un figlio sano del patriarcato, e la vita di una donna è più preziosa se viene uccisa in-quanto-donna. Per i più puri Giusperiti non è chiaro cosa voglia dire tale folcloristica definizione, totalmente priva di contorni giuridici. L’utilità non è quella di tutelare le donne, non è una misura preventiva, non serve a “salvare” le vittime... (continua al primo commento)

  • INFANTINO E IL POTERE FEMMINILE Premessa indispensabile: non seguiamo il calcio, non c'interessa. Sappiamo solo che Infantino è un pezzo grossissimo del settore. E, a quanto pare, cosa ancora tutta da accertare, ha stornato diversi fondi UEFA per pagare un risarcimento (un bavaglio?) a un'amante.

  • Enes Kanter, 34enne ex giocatore dell'Nba (la maggiore lega di basket professionistico statunitense), annuncia sui social la sua candidatura ufficiale per la lega femminile, la Wnba: "Dopo un'attenta considerazione e una revisione delle attuali linee guida di eleggibilità, dichiaro ufficialmente di essere un prospetto della Wnba. Se dichiarare semplicemente chi sei è tutto ciò che serve, allora io rispetto ogni singolo requisito necessario per competere nella Wnba. ... Non sono assolutamente qui per scherzare, prendere in giro o mancare di rispetto a nessuna comunità o a qualsiasi scelta personale. Chiedo semplicemente che le regole attuali vengano applicate equamente a tutti". Rifiutare la candidatura di Kanter sarebbe un gravissimo esempio di odio e discriminazione "transfobbica". Enes, siamo con te! https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/08/kanter-candidatura-wnba-transgender-atlete-voglio-giocare-con-le-donne/8474272/ https://www.gazzetta.it/Nba/08-08-2026/uomo-basket-femminile-kanter-eleggibile-draft-wnba.shtml

  • In Italia le pari opportunità stanno sulla carta, ma all’atto pratico generano pure e semplici disparità. Di recente la Fondazione Cecchettin sta promuovendo un bando aperto presso l’Università di Siena che, in teoria, intende offrire sostegno e opportunità a chi si trova in situazioni di particolare vulnerabilità. Tuttavia, formulazioni linguistiche apparentemente inclusive, burocrazia formale e realtà operative continuano a viaggiare su binari opposti. 👇 https://www.lafionda.com/disparita-bandi-fondazione-cecchettin/

  • Matrimonio combinato, una delle piaghe che in Europa testimonierebbero “il clima di arretramento sui diritti delle donne”, parole del ministro spagnolo Ana Redondo (notizia pubblicata e commentata il 5 agosto). Beh, qualcuno informi l’intrepida Ana che ‘sti benedetti diritti delle donne vengono fatti a pezzi proprio dalle donne che, alla faccia del patriarcato, comandano i mariti e decidono anche la sorte delle loro (dei mariti) figlie. L’articolo dice che la sua matrigna l’aveva venduta a un saudita per 10mila euro. Il futuro marito, un businessman, uno sceicco che viveva tra Riad e Dubai, avrebbe contattato la matrigna di Yasmine tramite un’amica comune per organizzare un primo incontro in casa loro: «È arrivato da noi con un mazzo di rose rosse e gialle e un pacco di cioccolatini - dichiara Yasmine -. Era gentile e ci ha fatto chiaramente capire che aveva una grande disponibilità economica. Io non ero convinta, avevo altri progetti per il mio futuro». Ancora: «Ho ricevuto forti pressioni sia da mio padre che da sua moglie - ammette -, in realtà mio padre è totalmente succube di lei. È la sua compagna che decide tutto». Ma non era tutta colpa del patriarcato? https://www.torinocronaca.it/news/attualita/677321/venduta-per-10mila-euro-come-schiava-a-uno-sceicco-dalla-matrigna-fuggita-in-italia-torino-le-nega-l-asilo.html

  • L’osservatorio statistico e dozzine di articoli sul blog www.lafionda.com analizzano, ormai da anni, come e perché il fenomeno “violenza” non debba essere analizzato nella sua interezza. La violenza maschile è argomento di discussione quotidiano a reti unificate, la violenza femminile no. L’uomo violento occupa in pianta stabile i notiziari, le pagine dei giornali e i salotti televisivi nei mille programmi di approfondimento che, con nutrito contorno di avvocati, criminologi, psicologi e opinionisti vari, analizzano da anni ogni minima sfumatura dei casi che riguardano Andrea Sempio. Alberto Stasi, Sebastiano Visintin e Louis Dassilva. È solo una coincidenza che le vittime siano donne? Nemmeno un centesimo dello spazio mediatico e dell’attenzione giornalistica dedicato alle vittime femminili è stato dedicato al più efferato dei delitti, quello del povero Alessandro Venier... (continua al primo commento)

  • La separazione, l'allontanamento dai figli, il trasferimento presso l'anziana madre, la morte della madre, la perdita del lavoro, la solitudine. E infine la morte per infarto, nell'indifferenza generale. Il patriarcato in Italia. R.I.P. https://www.ilmessaggero.it/latina/luca_chiumento_morto_casa_terracina_storia_chi_era_cosa_e_successo-9694794.html

  • Se solo fosse efficace ed efficiente quanto è carina... #disastrogenova