Nilo Vlas - Blog
СтатистикаCanale di contro-controinformazione. Geopolitica, storia, riflessioni personali.
- Последний пост
- 25 июл.
- Последнее чтение
- 15 авг.
- Постов за неделю
- 0
- Всего постов
- 69
- Тип
- открытый
- Язык
- итальянский
- Категория
- Политика (по похожим)
- В каталоге с
- 13 авг.
- 1/24сутки в ленте
- 151
- 1/48двое суток
- 173
- 1/72трое суток
- 186
Оценка по просмотрам недавних постов: пост набирает почти всё за первые сутки.
Посты
#russiaVSucraina #geopolitica Riflessioni dalla Russia Ieri notte mi hanno svegliato alcune esplosioni e il rumore tipico della contraerea. Mi trovo a San Pietroburgo. La mattina passando in bus, a pochi chilometri da casa vedo enormi colonne di fumo. Non pubblico le foto perché in Russia è vietato e punibile per legge, ma chi vuole ne trova in abbondanza su internet. Apprendo dalla radio che è stato colpito l’ennesimo magazzino di Wildberries, l’omologo russo di Amazon. Dalle dimensioni dell’incendio deduco che anche in questo caso è bruciato tutto. Di questo passo la compagnia fallirà entro fine anno. Il dato importante è che non si tratta di una nottata eccezionale, ma di qualcosa che per buona parte della Russia europea è diventata routine. Non scrivo questo post come un piagnisteo e di certo non mi metto a puntare il dito sull’Ucraina e i suoi crimini di guerra. Quello che sta succedendo è il legittimo risultato di una guerra che andava conclusa in ben altri tempi, con ben altri mezzi e con tutt’altro livello di energia e decisione politica. L’establishment politico russo non ha voluto/potuto vincere questa guerra come lo richiedeva l’esigenza militare e la necessità storica di questo frangente, e adesso la Russia stessa si ritrova in una posizione geostrategica peggiore rispetto a quella in cui versava prima di intraprenderla. Il Donbass non è ancora stato liberato, e di certo non si può parlare di denazificazione o tantomeno demilitarizzazione dell’Ucraina, obbiettivi dichiarati da Putin nel lontano febbraio ’22. Anzi, ora è la Russia stessa ad essere sempre più campo di battaglia e gli obbiettivi di sicurezza geostrategica che si poneva il Cremlino si stanno allontanando invece che avvicinando. Nel 2022 era ad esempio impensabile che l’Ucraina potesse bombardare Kursk o Belgorod, figurarsi San Pietroburgo. Come diceva Clausewitz, se non viene sconfitto rapidamente e definitivamente, anche il più stupido dei nemici trova i modi, i mezzi e le energie per adattarsi al campo di battaglia e reagire. E l’Ucraina, tantomeno i suoi curatori esteri, non è mai stata un nemico stupido. Una guerra che dura più di quattro anni di certo non può essere un pestaggio unilaterale, come invece hanno a lungo cercato di descriverlo certi ESPERTI della controinformazione italiana. Ma il nocciolo del problema non è nemmeno questo. È che in questa carneficina che dura ormai più della guerra tra Germania e URSS, il Cremlino non sembra più avere una chiara visione degli obbiettivi, né tantomeno della strategia per raggiungerli. Dopo quattro anni di autoconvincimento che l’Ucraina collasserà da sola, o per mancanza di soldi o per mancanza di uomini, forse è il momento di smetterla di prenderci in giro da soli e di “trastare il piano”. Perché evidentemente di piano non ce n’è più alcuno. Il bivio di fronte a cui si trova la Russia e dove continua a rimanere impalata da qualche anno in preda all’indecisione, è lo stesso di sempre: la mobilitazione di tutte le risorse economiche, umane, intellettuali e soprattutto spirituali per la vittoria strategica decisiva sull’Occidente, oppure il tentativo di tornare, con la coda tra le gambe e lo sguardo mogio e pentito, nel sistema-mondo occidentale, così caro alle élite svendipatria. Già quattro anni fa avevo spiegato che una parte consistente dell’élite russa preferisce la seconda variante, cosa che comporta inevitabilmente la resa militare. Ora vediamo con chiarezza i risultati del loro lavoro. Ma finché non sarà presa una chiara decisione in un senso o nell’altro, i magazzini di Wildberries continueranno a bruciare. E io a perdere ore di sonno e quel poco di ottimismo che mi rimaneva. Nilo Vlas
Nilo Vlas - Blog pinned «#dissenso #contronarrazione #italia La morte del dissenso è colpa dell’antipolitica dei dissenzienti "Mi inserisco anche io nel dibattito sulla morte clinica della cosiddetta “area del dissenso”, visto che numerosi opinionisti che seguo ne stanno parlando…»
#dissenso #contronarrazione #italia La morte del dissenso è colpa dell’antipolitica dei dissenzienti "Mi inserisco anche io nel dibattito sulla morte clinica della cosiddetta “area del dissenso”, visto che numerosi opinionisti che seguo ne stanno parlando proprio adesso. Perché adesso? Perché in vista delle elezioni ripartono i soliti Hunger Games, con il loro simpatico corollario di alleanze improbabili, trasformismi ideologici, tradimenti e pugnalate alle spalle." [...] "Il “popolo del dissenso” appare numericamente cospicuo, cosa che crea l’illusione di opportunità elettorali. Questi numeri tuttavia non si traducono mai in risultati politici effettivi, e non per colpa della lotta fratricida tra leader del dissenso: questa è piuttosto una conseguenza, mentre la causa è il radicato sentimento antipolitico di coloro che si vuole mobilitare. Basti pensare ai numerosi astensionisti militanti che compaiono ad ogni elezione convinti di "far crollare il sistema" con la bassa affluenza alle urne. Il numero di manifestanti nei vecchi cortei No Green Pass o quello degli spettatori del fu ByoBlu sono una risorsa puramente virtuale, che nessuno è in grado di mobilitare nella pratica." Un articolo di Nilo Vlas: https://telegra.ph/La-morte-del-dissenso-è-colpa-dellantipolitica-dei-dissenzienti-07-08
#Iran #USA #geopolitica È da alcune settimane che volevo scrivere un'analisi sulla fine (?) del conflitto nel Golfo Persico, ma aspettavo un evento di qualche tipo che ponesse un punto definitivo nella questione, visto l'infinito tira e molla sul cessate il fuoco e l'accordo di pace. E ho fatto bene, siccome questa notte il cessate il fuoco è saltato definitivamente, con nuovo massiccio scambio di bombardamenti, e Trump ha dichiarato che non vede più il senso nel trattare con gli iraniani. La situazione è chiara: gli USA non hanno raggiunto nessuno degli obbiettivi prefissati per l'intervento, Israele continua a far saltare i colloqui, e l'Iran non si sente né sconfitto né indebolito al punto da accettare compromessi al ribasso. E guerra sia... Presto vedremo a chi ha davvero giovato questa pausa diplomatica nella preparazione al secondo round. Nilo Vlas
Le immagini del funerale della Guida Suprema iraniana e l'enorme folla presente hanno scosso l'opinione pubblica occidentale. Mentre il mondo osservava stupito la partecipazione popolare, Trump liquidava il tutto con cinismo: "Sono pagati per piangere". Una frase che rivela tutto il pregiudizio e l'incapacità di comprendere un popolo che, al contrario, ha mostrato patriottismo, commozione e unità. L'Occidente continua a proiettare i propri valori in contesti che non conosce, alimentando una narrazione islamofobica che demonizza l'avversario. L'Iran viene etichettato come "teocrazia" – termine usato in modo approssimativo e ostile – senza riconoscere che il sistema iraniano ha solide basi costituzionali e riconosce una Guida spirituale in rapporto a valori comunitari condivisi. Questa stessa islamofobia condiziona le politiche migratorie europee, alimentando sospetti e discriminazioni verso i musulmani, sovrastimandone la presenza e concentrando il dibattito su un'incompatibilità culturale che è invece una costruzione ideologica. E mentre Mediaset ripropone "Argo" – la solita favola dei buoni americani contro i cattivi iraniani fanatici – forse è tempo di ribaltare il punto di vista e ascoltare chi, dall'altra parte, difende i propri valori senza cedere per convenienza. 🇮🇷 Un popolo non si giudica dagli stereotipi, ma dalla sua storia e dalla sua dignità. #Iran #Islamofobia #Geopolitica #Razzismo #Informazione https://www.marx21.it/internazionale/donne-pagate-per-piangere-revival-di-islamofobia/
#disagio Come trasformare un articolo contro la digitalizzazione infantile in un messaggio subliminale contro Lukashenko 👶 🍼 📲 ❔🇧🇾 Nessun riferimento alla Bielorussia né alla politica in generale. Solo dati scientifici che spiegano l'ovvio, ossia che lasciare i bambini da soli con il tablet li trasforma in piccoli degenerati inadatti alla vita. Eppure l'immagine di copertina non c'entra niente, ritraendo un bambino in un negozio di televisori in Bielorussia, con il volto del presidente sugli schermi. Era così difficile trovare una foto stock con un bambino fisso nel cellulare? Chiaramente no. Ma chi ha impaginato l'articolo evidentemente voleva fare del parallelismo subliminale tra propaganda di stato - lavaggio del cervello - indottrinamento dei bambini, cose che naturalmente non c'entrano un cazzo né con la Bielorussia né tantomeno con il tema della digitalizzazione precoce. Insomma, anche l'epidemia di handicap mentali tra le nuove generazioni è colpa di Putin/Lukashenko. Nilo Vlas
NUOVO SCANDALO VON DER LEYEN, che risulta indagata. Aperta un'inchiesta dal Mediatore europeo sull'esistenza di una chat segreta tra la presidente della commissione Ue, i leader europei e Zelensky. https://www.youtube.com/shorts/ZXEUjn-MwAM
Sono esausto, tutti questi litigi interni all’ex mondo del dissenso mi stanno veramente snervando e deconcentrando. Ormai nell’ex mondo del dissenso è un tutti contro tutti. Nel 2026 la bolla è esplosa e, riconfigurandosi le vecchie dicotomie (sinistra/destra) in vista delle elezioni, nel fuggi fuggi caotico tutti si calpestano a vicenda perché sono confusi come colui che, trovandosi nel bel mezzo di un tornado o di un terremoto, corre senza una direzione e travolge o viene travolto da chi si trova nella sua stessa sfortunata condizione… Ciò che più mi amareggia è: 1) la fine di una comunità che, bene o male, ha segnato con la sua presenza una fase, breve ma intensa (2020-22), della storia di questo Paese; 2) la ricomposizione delle vecchie dicotomie (sinistra/destra, fascismo/antifascismo, comunismo/anticomunismo) funzionali unicamente a mantenere in vigore lo status quo, quando invece eravamo arrivati vicini, qualche anno fa, a superarle nel nome di un tentativo di pensare e agire veramente oltre destra e sinistra. Appena il regime si è riorganizzato, tutto o quasi è tornato come prima. Scusatemi. Vi abbraccio e vi auguro buona serata 🙏❤️🦁
#disagio Che dite, ci fidiamo di David del Sud Sudan? Io non vedo motivi per dubitare.
#italia #USA Ma perché cara Giorgiona, la differenza tra house negro e field negro dipende dall'umore del padrone. E tu, gira e rigira, sempre negro sei. Nilo Vlas
#USA #italia Praticamente un documentario😆 Nilo Vlas 😁Tutti i meriti per il video vanno a: https://www.instagram.com/reel/DZxoN-5BnBM/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
#italia #Iran #USA #geopolitica E mo' a chi dobbiamo credere?😁 Nilo Vlas
#russia #europa #storia La copertina dello Spiegel di ieri: La nostra guerra contro la Russia. Sottolineo la parola "nostra". E la scelta dell'immagine. Qualcuno ha molta voglia di riprovarci. Nilo Vlas
#USA #sport #geopolitica Il mondiale di chi può e di chi non può ⚽️🤡🇺🇸 A proposito dei mondiali di calcio, non posso che ripetere ciò che già dissi per le Olimpiadi di Milano-Cortina. È uno scandalo che si sia permesso di tenere i mondiali negli Stati Uniti, a pochi mesi dall'aggressione all'Iran e a distanza di pochi giorni dagli ultimi bombardamenti. Gli USA non solo dovevano essere privati della manifestazione, ma anche esclusi da questa e altre competizioni sportive. La FIFA, che continua ad escludere la nazionale russa, ha questa volta però deciso di giocare al gioco dei due pesi e delle due misure. Non che sia una sorpresa, sia chiaro... Semmai è l'ennesima prova che le grandi competizioni sportive internazionali sono uno dei mattoni che compongono la governance globale a guida euro-americana, e che servono esclusivamente i suoi interessi. Lo sport è sempre stato politico, sia chiaro, ma durante la Guerra Fredda c'era un certo equilibrio tra le potenze che impediva ipocrisie così plateali. Tipo che solo gli americani si possono dopare e vincere senza conseguenze, solo gli americani possono tenere competizioni mondiali dopo aver massacrato migliaia di innocenti senza un casus belli minimamente credibile e dopo aver rapito e assassinato capi di Stato riconosciuti dall'ONU. La FIFA, va detto, è sempre stata tra le federazioni di sport più corrotte, faziose e parziali (avevo riportato su questo canale il caso dell'URSS, squalificata per essersi rifiutata di giocare nello stadio di Santiago del Cile dopo che Pinochet l'aveva trasformato in un campo di concentramento). Tuttavia oggi non può non stupire, almeno un po', come nessuno abbia considerato di punire gli Stati Uniti in questa occasione, nemmeno se le azioni belliche fossero continuate fino all'inizio del mondiale. E non dite che "sarebbe stato troppo difficile riorganizzare il mondiale altrove". Se la Russia avesse iniziato le operazioni in Ucraina pochi mesi prima del mondiale del 2018 (cosa che sarebbe stata sia moralmente che strategicamente giustificata), nessuno alla FIFA ci avrebbe pensato due volte a organizzarlo altrove. Nilo Vlas
#Iran #USA #geopolitica Trump che esulta per la riapertura di uno stretto che era già aperto e liberamente navigabile prima della sua criminale (e demenziale) piccola guerra è l'esemplificazione di come la politica mondiale sia degradata da quando a condurla sonno personaggi del mondo dello spettacolo. (Qui Berlusconi ha fatto scuola, molto prima di Trump e Zelenskij). Per tutto il resto aspettiamo di vedere che documento firmeranno effettivamente in Svizzera. Solo allora si potranno trarre delle conclusioni. Nilo Vlas
#dissenso #contronarrazione Non intendo partecipare alla danza sul cadavere a cui assisteremo nei prossimi giorni, sia perché non ho mai seguito assiduamente ByoBlu, sia perché fortunatamente sono sempre rimasto fuori da tutto il gossip politico-personale che girava attorno a Messora e alla piattaforma. Vorrei tuttavia dire due cose, dopo di cui non intendo tornare sull'argomento: 1️⃣ Non si basa un business sulle donazioni: o meglio, si può fare se sei una ONG tipo WWF, Amnesty International o UNICEF, che basa l'intera sua attività sul provocare pena per i panda, le balene, i prigionieri politici in Egitto piuttosto che i bambini in Africa. E comunque anche loro hanno grandi finanziatori nella finanza e nell'industria. In altri settori invece il business per funzionare deve essere in grado di autofinanziarsi. Le donazioni possono servire per lanciare un progetto, ma non possono diventare la sua principale fonte di finanziamento sul lungo termine. Le donazioni oggi ci sono e domani no, sono una fonte di entrate apriori incostante. Messora ha scelto un modello di business evidentemente troppo ambizioso, con una struttura ipertrofica rispetto al bacino di utenza su cui poteva contare, e poi quando l'equazione ha smesso di funzionare ha dato la colpa a questo stesso bacino di utenza, che semmai dovrebbe invece ringraziare per aver fatto funzionare ByoBlu in tutti questi anni. 2️⃣ Mi stupisce il pelo sullo stomaco con cui certi personaggi dell'area del "dissenso" scaricano senza pietà progetti e collaboratori a cui hanno dedicato anni. E lo fanno per rincorrere altri progetti che loro ritengono avere maggiore potenziale, ma che palesemente sono già nati morti e senza prospettive. Oggi è Messora, in passato altri personaggi di cui evito di fare il nome. La completa mancanza di rispetto per il lavoro altrui è uno dei principali ostacoli alla collaborazione nel nostro settore. Più ti impegni e più vieni criticato, e spesso i più ingrati sono quelli che più di tutti hanno beneficiato del tuo lavoro. Nilo Vlas
Byoblu: la redazione esce con un comunicato di accusa nei confronti di Claudio Messora Ne parliamo tra pochi minuti in diretta con Lillo Massimiliano Musso. https://www.youtube.com/watch?v=Fj0bnrhenN8
#europa #russia #geopolitica Viene da chiedersi, ma non potevano semplicemente trovare un altro soldato con dei distintivi diversi? Probabilmente la risposta più semplice è che nell'esercito croato la maggior parte dei militari sfoggia certi simboli senza alcun pudore, cosa per niente sorprendente visto che l'odierno stato croato fonda la sua identità nazionale sul movimento degli Ustasha. E che quindi per il reparto PR della NATO sia banalmente difficile trovarne uno senza distintivi imbarazzanti sull'uniforme. Un po' come le svastiche e le aquile sui soldati ucraini, che compaiono ogni due per tre persino nei reportage dei nostri TG di regime. Non è l'eccezione finita nell'obbiettivo della videocamera, è la norma che si fa fatica a nascondere. Ma non è il caso di preoccuparsi, questa è solo una situazione transitoria. Tra un paio d'anni penso che la NATO sarà pronta a sfoggiare fotografie simili senza più sfocature e altre foglie di fico. Come scrissi in passato, l'equiparazione tra comunismo e nazifascismo era solo il passaggio intermedio necessario alla riabilitazione del secondo. Preparandosi alla guerra totale con la Russia, l'Europa rispolvera le sue uniformi nere. Nilo Vlas
#europa #geopolitica A proposito di nazisti... Post dall'account ufficiale su X del Patto Atlantico, che fa gli auguri alla Croazia per la sua festa nazionale. Guardate il petto del soldato: cosa sono quelle macchie sfocate? Esatto, dei distintivi con simbologia nazifascista. Nilo Vlas
без подписи