Paolo Curtaz
СтатистикаScrittore e teologo, cercatore di Dio, inquieto per grazia.
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Allora se è così conviene non sposarsi. Certo, conviene non sposarsi visto che Gesù, attirandosi l’antipatia di molti maschi, ha detto chiaramente che la possibilità di divorziare, riservata ai maschi e furbescamente attribuita a Mosè in modo da renderla intoccabile, è una sconfitta, una manifestazione di egoismo, una chiara sottomissione della parte femminile e che Dio, simpatico, non aveva in mente niente del genere quando ha inventato la coppia… Parola impegnativa perché ci obbliga a riflettere: non ci si sposa per convenenza e non si rimane celibi per pigrizia e paura La vita, ogni vita, che sia vissuta insieme ad un altro o nella ricerca dell’Assoluto o accettando una solitudine non prevista, viene misurata dal desiderio di vivere l’amore in ogni situazione, senza calcoli, senza scorciatoie, senza semplificazioni. Amare è possibile, dice Gesù, e questa sì che è una buona notizia. Paolo Curtaz 📝 Commento al #vangelodelgiorno: Mt 19,3-12
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Perchè perdonare? E fino a che punto perdonare senza apparire un debole o essere preso per il naso? Dopo avere riportato le parole utilizzate come una sorta di protocollo per sanare i dissidi all’interno della comunità cristiana nascente, Matteo riporta la domanda di Pietro: fino a che punto? I rabbini avevano sentenziato che tre volte era segno di grande misericordia. Pietro, pensando forse di esagerare, raddoppia. Gesù rilancia: Pietro, devi perdonare sempre perché a te Dio perdona sempre. E questa è la ragione per cui viviamo nel perdono, verso noi stessi, verso gli altri, anche a costo di apparire degli idioti in un mondo che mastica odio e vendetta. Se ci siamo scoperti amati e perdonati, illuminati nelle nostre zone d’ombra, se il nostro debito stratosferico ci è stato condonato, allora diventiamo capaci di darci pace e di pacificare le nostre relazioni con gli altri. Perdoniamo perché perdonati, non perché migliori o devoti. @paolocurtaz 📝Commento al #vangelodelgiorno: Mt 18,21-19,1 #vangelodioggi #commentoalvangelo
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Quanto sta a cuore il perdono, al Signore! Dopo avere chiesto ai suoi di diventare bambini, di lasciarsi condurre, di diventare compassionevoli, il Signore li invita a riflettere sulla prassi del perdono all’interno della comunità cristiana. Gli storici ci dicono che, con ogni probabilità, Matteo sta descrivendo la prassi usata nelle prime comunità nei confronti di un discepolo che commetteva un peccato pubblico. Prima un ammonimento privato, per non metterlo in imbarazzo, poi, in caso di recidiva, un ammonimento da parte dell’intera comunità. Ci sorprende quanto detto dal Signore: molto spesso, nella società ma anche nelle comunità, abbiamo sostituito questo garbato richiamo che denota attenzione e affetto con un’altra procedura: prima si sparla alle spalle, poi si fa finta di niente… Se davvero abbiamo conosciuto il Signore, se davvero ha segnato la nostra vita, se davvero ci siamo sentiti portare sulle spalle del buon pastore, anche le nostre relazioni cambiano, anche la nostra vita concreta viene contagiata e si converte. E denota, davanti al fratello che pecca, un dolore che è segno di affetto e volontà di aiuto. @paolocurtaz 📝 Commento al #vangelodelgiorno: Mt 18,15-20
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Scusate, ho sbagliato: il Vangelo di mercoledì è quello che ho commentato martedì
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Dio ti viene a cercare, sempre. Là dove te ne sei andato, là dove ti sei smarrito. Non necessariamente perché sei un grande peccatore, di solito siamo mediocri anche nel peccare, ma perché la vita ci distrare, ci mette alla prova, ci allontana da noi stessi e dagli altri. Smarriti, cioè confusi, passivi, rassegnati, fatalisti. Bisognosi di qualcuno che ci cerchi, che ci prenda, che ci salvi. E Matteo, riprendendo l’evangelista Luca, aggiunge: se riesce a trovarla. Non è scontato trovarci, Dio non è un rompiscatole persecutore, non impone mai la sua presenza, sa fare un passo di lato, si ferma, se necessario. Siamo smarriti, ma non ancora perduti perché qualcuno ci cerca perché ci ama. E se ci trova, se ci facciamo trovare, se lo lasciamo fare, se ci lasciamo amare, allora lo smarrimento non diventa perdizione. Vienimi a cercare, Signore, perché mi sono perso. Perché sono smarrito ma non voglio perdermi, perché ho scoperto che sono prezioso ai tuoi occhi. @paolocurtaz 📝 Commento al #vangelodelgiorno: Mt 18,1-5.10.12-14 #vangelo #commentoalvangelo
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Oggi un altro martire prega per noi. Diacono della Chiesa di Roma, Lorenzo si occupa di gestire la carità dei poveri della città. Dopo la durissima persecuzione di Decio, Valeriano inizialmente sembra più tollerante ma, nel 258, ordina l’uccisione dei cristiani. Sotto la spada cadrà anche papa Sisto II che si intrattiene con Lorenzo mentre si avvia al supplizio. Il legato imperiale, immaginando che la Chiesa conservi chissà quali tesori (già allora si diceva questa cosa!), chiede conto a Lorenzo del denaro. Il diacono chiede un po’ di tempo e distribuisce ai poveri tutto quello che possiede la Chiesa di Roma. Arrestato, indicando i poveri dirà: ecco il tesoro della Chiesa. Sarà perciò condannato a morte, forse ucciso per ustione. Ecco il tesoro della Chiesa: non le chiese monumentali, o i preziosi calici. Non i grandi istituti e le opere per i giovani del passato. Non i capolavori d’arte che l’ingegno umano ha voluto dedicare a Dio. I poveri. Che ancora oggi, senza clamore, sono al centro dell’azione pastorale della Chiesa e di migliaia di volontari che, nel nome del Nazareno, offrono un pasto caldo, un giaciglio, un momento d’ascolto ai poveri della terra. @paolocurtaz 📝 Commento al #vangelodelgiorno: Gv 12,24-26
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Solo la fede ci permette di sfidare le onde e le nostre paure. Non per arroganza ma per infinito amore, per inossidabile passione. Solo così possiamo arrivare all’altra riva. Coraggio. @paolocurtaz 📝 Commento completo al #vangelodelladomenica: https://bit.ly/commento_09agosto #vangelo #commentoalvangelo
Certo che abbiamo poca fede, Signore, adesso te ne accorgi? Certo che fatichiamo a credere con lo sguardo luminoso che ti ha caratterizzato e che ti invidiamo. Certo che facciamo un sacco di pasticci pensando di sostituirci a te, ci mancherebbe. Inutili servi, non nel senso di poco utili ma di inservibili perché consumati, perché abbiamo donato tutto, quel tutto che siamo, che abbiamo, che vorremmo. E, davanti a questa pagina, i nostri occhi si riempiono di lacrime di commozione davanti alla tua azione. Severa e decisa, come spesso accade, richiamando quel padre alla fede, a non chiedere continuamente segni, a fare un salto nella fiducia, come chiedesti alla donna siro-fenicia che si è nutrita delle briciole della tua presenza. Ma un’azione che sa arrendersi allo sguardo smarrito e dolente di un padre preoccupato per il figlio. E, ancora una volta, nonostante i tuoi proclami, la tua determinazione, ti sei lasciato convincere, corrompere, e hai ceduto. Ancora una volta. Rendici così, Signore: chiari e decisi nei principi della nostra fede ma accoglienti e compassionevoli verso le persone concrete. @paolocurtaz 📝 Commento al #vangelodelgiorno: Mt 17,14-20
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Cosa è essenziale nella nostra vita? Su cosa stiamo investendo? Cosa rappresenta per noi un bene assoluto? Gesù pone con forza queste domande con parabole ed allegorie, con una sottigliezza psicologica che ci affascina e ci stupisce. Ma la sostanza resta la stessa: e se dopo tanta fatica ci trovassimo a scoprire di avere perso la nostra vita dietro mille inutili cose? In mille inutili preoccupazioni? Prendere la croce, per Gesù, non ha nulla a che vedere con l’atteggiamento autolesionista con cui, troppe volte leggiamo queste parole. Dio non ci manda nessuna croce (perché dovrebbe?) ma, al contrario, ci insegna ad accogliere le difficoltà che la vita ci pone davanti (non Dio!) con spirito positivo e costruttivo. A non caricarci le spalle con croci che noi stessi ci siamo procurati ma, al contrario, a vivere con amore anche le situazioni di difficoltà. Abbandoniamo le croci inutili e teniamo solo quelle necessarie, se riescono a tirare fuori da noi stessi il bene e l’amore che Dio ha messo nei nostri cuori. E seguiamo con gioia il Cristo che perde la sua vita donandocela. @paolocurtaz 📝 Commento al #vangelodelgiorno: Mt 16,24-28