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Alla Scuola Divina

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Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare" (op. cit., p. 73). La Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane E-mail: allascuoladivina@gmail.com

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  • 14 авг.3202323

    LA VIGILIA DELL'ASSUNTA E LA LIBERAZIONE DELLE ANIME TANTE QUANTO È LA POPOLAZIONE DI ROMA Era pio uso del popolo romano visi­tare le chiese con ceri in mano nella not­te della vigilia dell’Assunta. Accadde un anno che una nobile dama, mentre stava inginocchiata nella basilica di Santa Maria in Ara Coeli sul Campi­doglio, con grande sorpresa si vide compa­rire innanzi una dama da lei molto cono­sciuta e morta in quello stesso anno. Volle attenderla alla porta della Chiesa, per chiarire lo strano fatto. Appena la vide uscire, la trasse in di­sparte e le domandò: “Non siete voi la mia madrina Marozia, che mi tenne al fonte battesimale? – Sì, rispose la de­funta, sono proprio io! – E come vi trovate fra i vivi, se già moriste da di­versi mesi? … E che cosa vi è accaduto nell’altra vita?” “Sino ad oggi – rispose l’anima – sono rimasta immersa in un fuoco cocentissi­mo, in pena di tanti peccati, specie pecca­ti di vanità commessi in gioventù; ma in occasione di questa festa della Assunta, essendo la Regina del Cielo discesa in mezzo alle fiamme del Purgatorio, sono stata liberata assieme a molte anime, on­de entrassimo in Paradiso nel giorno stes­so della sua Assunzione. Ogni anno la Di­vina Signora rinnova questo miracolo di misericordia ed il numero delle anime che Ella libera in tal modo è circa quanto quello della popolazione di Roma. In ri­conoscenza di questa grazia ci rechiamo in questa notte nei santuari a Lei consa­crati. Che se i vostri occhi vedono me sola, sappiate invece che noi siamo in gran moltitudine”. E vedendo che la donna restava atto­nita e dubbiosa, subito la defunta sog­giunse: “In prova della verità che ho detto, vi annunzio che voi stessa morrete da qui ad un anno, in questa stessa festa; scorso il quale termine, se non sarete morta, ri­terrete come una illusione quanto vi ho detto”. San Pier Damiani riferisce che la pia donna, dopo un anno trascorso nell’eser­cizio di molte opere buone, ammalatasi nell’antivigilia dell’Assunta, passò da que­sta vita all’eternità nel giorno stesso della festa, come le era stato predetto. Molti altri scrittori, come Gersone, Teofilo, Faber, confermano questa pia credenza, la quale è basata sopra un gran numero di rivelazioni, ed è appunto per questo che in Roma la Chiesa di Santa Maria in Montorio, dove risiede l’Arciconfraternita del Suffragio, è dedicata al­l’Assunzione di Maria Vergine. [Brano tratto da “Vera devozione a Maria”, di don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 1952].

  • 14 авг.2922619

    🌹 LA VIGILIA DELL’ASSUNZIONE 14 agosto — Vigilia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria 🌹 Negli anni ’50, secondo la disciplina del Codice di Diritto Canonico del 1917, la Vigilia dell’Assunzione era un giorno di digiuno e astinenza. 📜 Il can. 1252 §2 inseriva espressamente la Vigilia dell’Assunzione tra i giorni nei quali si osservavano insieme digiuno e astinenza. Ma come si mangiava concretamente? Il can. 1251 §1 stabiliva che la legge del digiuno prevedeva: ☀️ Al mattino: una piccola refezione (frustulum). 🍽️ A mezzogiorno: un unico pasto principale della giornata. 🌙 Alla sera: una piccola refezione (collatio). La quantità delle due piccole refezioni non era fissata universalmente dal Codice, ma veniva regolata secondo la consuetudine approvata del luogo. E poiché era anche giorno di astinenza, non si mangiava carne né si assumevano alimenti vietati dalla disciplina dell’astinenza; erano invece consentiti, secondo le norme, uova e latticini. Ed è particolarmente significativo che Pio XII, nella Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus del 1950, ricordasse l’antichissima tradizione della Chiesa romana di prepararsi all’Assunzione con il digiuno. 🌹 Il 14 agosto era quindi una vera vigilia: un giorno di raccoglimento, penitenza e preparazione alla festa della glorificazione di Maria Santissima. 📜 Fonti: • Codex Iuris Canonici del 1917, cann. 1250-1252 • Pio XII, Munificentissimus Deus, 1 novembre 1950

  • “Il successo dei nostri nemici non nasce dalla loro forza, ma dalla mancanza di convinzione dei cattolici”. Dom Jean-Baptiste Gustave Chautard

  • Gioisci anche tu nel Signore sempre, carissima, e non ti avvolga ombra di amarezza, o signora in Cristo amatissima!” (3^ lett. 10, Santa Chiara d’Assisi a sant’Agnese di Praga)

  • Come “ieri” anche oggi.. Abbiamo estrapolato alcuni passi di questo articolo, citando solo due punti che riteniamo "principali". […]Padre Pio scelse sempre di obbedire in perfetta umiltà, anche di fronte agli ordini più ingiusti”– si sente spesso affermare – “Il tempo gli ha dato poi ragione e la sua santità è prevalsa a dispetto di ogni sopruso”. Tale constatazione porta quindi irrimediabilmente alla conseguente sentenza: voi tradizionalisti invece… non siete umili… vi ribellate all’Autorità della Chiesa… Dio non può amarvi! Ovviamente le due situazioni sono in realtà profondamente diverse e non possono essere paragonate. Ma… tant’è, l’argomento può comunque fare breccia su talune anime semplici, specialmente se devote al santo cappuccino di S. Giovanni Rotondo. Proviamo allora, con estrema brevità, a smascherare questo sofisma assolutamente pernicioso. Primo argomento: I problemi che diedero avvio alla persecuzione contro p. Pio non riguardavano questioni di Fede, quanto piuttosto accuse relative alla sua condotta di vita personale e la presunta falsità dei fenomeni mistici che la caratterizzavano. Nel caso dei tradizionalisti la posta in gioco è invece assai diversa ed incomparabilmente più importante. Quì si tratta di difendere il deposito della Fede chiaramente messo in pericolo da dottrine quali l’ecumenismo, la libertà religiosa, la collegialità episcopale, la natura sacrificale della S. Messa. Nessuno ha il diritto di svendere questi fondamentali valori nè appare giusto delegare esclusivamente alla Divina Provvidenza un compito, la difesa della Fede,  che spetta, in realtà, ad ogni singolo fedele. Sarebbe come chiedere ad un padre di non lavorare, pur essendo in condizione di farlo,  perchè, in fin dei conti, ci penserà Dio a sfamare i suoi figli. Secondo argomento: A chi obietta che le Verità di Fede sono esclusivamente quelle espresse dal “Magistero vivente” e non quelle apprese nel Catechismo, esplicitate costantemente dalla Chiesa Docente   ed elaborate dalla nostra retta coscienza, si può agevolmente rispondere che, se così stessero veramente le cose, non avrebbe senso alcuno l’istruzione religiosa. Basterebbe sintetizzare ogni catechismo nella formula: “Obbedisci al tuo Parroco e… spegni il cervello!”. La Fede infatti, come ben sappiamo, trascende la nostra ragione ma non la contraddice. La ragione anzi è un dono di Dio e certo chi non lo utilizza, come, al contrario, chi lo assolutizza, non può essere gradito all’Altissimo. […]chi invoca, spesso in mala fede, P. Pio per convincere chierici e fedeli alla quiescenza passiva di fronte ad ordini palesemente ingiusti, parla a sproposito e cerca di far leva inopinatamente sulla grande devozione popolare di cui è circondato il grande mistico cappuccino. Egli fu, al contrario, sempre molto intransigente nella difesa della Fede Cattolica e non mancano, nella sua vita, episodi in cui egli rimproverò aspramente uomini di Chiesa rifiutando di soggiacere alle loro pretese. Basta ricordare, a tale proposito, il netto rifiuto opposto dal frate, nel 1920,  a p. Gemelli che, su incarico del S. Uffizio, gli aveva perentoriamente ordinato di mostrare le sue ferite.  Marco Bongi, Corrispondenza Romana. L'obbedienza di Padre Pio e i FI

  • 🔥 SAN LORENZO, DIACONO E MARTIRE 10 agosto «Ecco i tesori della Chiesa.» Il 10 agosto la Santa Chiesa celebra San Lorenzo, diacono e martire di Roma, uno dei più illustri martiri dei primi secoli del Cristianesimo. Lorenzo visse nel III secolo e fu arcidiacono della Chiesa romana sotto il pontificato di Papa Sisto II. Nel 258, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, Papa Sisto II fu arrestato e martirizzato il 6 agosto. Secondo l’antica tradizione, quattro giorni più tardi anche Lorenzo fu condotto al martirio. La tradizione racconta che gli fu ordinato di consegnare i tesori della Chiesa. Lorenzo si presentò allora davanti alle autorità e indicò la povera gente che era sotto la sua cura pronunciando le celebri parole: «Ecco i tesori della Chiesa.» Una testimonianza che, al di là dei particolari tramandati dalla Passio, esprime la sua totale fedeltà alla Chiesa di Cristo e il suo coraggio davanti ai persecutori. 🔥 La tradizione più conosciuta narra che Lorenzo fu sottoposto al supplizio della graticola ardente, affrontando il martirio con una fermezza che nei secoli ha suscitato la venerazione dei cristiani. La sua morte il 10 agosto è attestata da fonti liturgiche antichissime, e la sua memoria è rimasta profondamente legata alla Chiesa di Roma. Il suo corpo è venerato nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, uno dei grandi luoghi della memoria cristiana della Città Eterna. ✨ Le “lacrime di San Lorenzo” Nella notte del 10 agosto, le numerose stelle cadenti delle Perseidi sono state tradizionalmente chiamate “lacrime di San Lorenzo”, come memoria poetica del suo martirio. Ma ciò che la Chiesa ci invita soprattutto a ricordare è un’altra cosa: la fedeltà a Cristo fino al sacrificio della propria vita. San Lorenzo non cedette davanti alla persecuzione. Rimase fedele al suo Signore sino alla morte. 📚 Fonti: • Depositio martyrum, IV secolo secolo, richiamato dalle fonti storiche e liturgiche sul martirio di San Lorenzo. • Passio Sancti Laurentii

  • 6 авг.7901812

    ✨ 6 Agosto – La Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo ✨ Sul monte Tabor, il velo della carne si apre per un istante e i tre Apostoli contemplano la gloria del Figlio di Dio. «Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17,2). La Trasfigurazione non è soltanto un prodigio: è la manifestazione della divinità di Cristo prima della Passione. Gesù prepara Pietro, Giacomo e Giovanni allo scandalo della Croce, mostrando loro che Colui che sarà umiliato e crocifisso è il Verbo eterno, il Re della Gloria. Accanto a Lui appaiono Mosè ed Elia: la Legge e i Profeti rendono testimonianza al Messia promesso. Poi la nube luminosa li avvolge e si ode la voce del Padre: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo.» (Mt 17,5) Nel Messale Romano tradizionale (Vetus Ordo), la festa della Trasfigurazione invita i fedeli a contemplare la gloria di Cristo, affinché, fortificati nella fede, imparino a portare la propria croce con la speranza della gloria futura. Anche noi siamo chiamati a lasciarci trasfigurare dalla grazia, mediante la preghiera, i Sacramenti e una vita conforme al Vangelo, ricordando che la vera meta del cristiano non è questa terra, ma la visione eterna di Dio in Paradiso. “Domine, bonum est nos hic esse.” “Signore, è bello per noi stare qui.” (Mt 17,4) Che la contemplazione della gloria di Cristo rafforzi la nostra fede e ci sostenga nelle prove quotidiane. ✝️ Laus Deo semper. Fonti: Sacra Scrittura: Matteo 17,1-9; Marco 9,2-10; Luca 9,28-36. Messale Romano (edizione tipica del 1962): Festa della Trasfigurazione del Signore. Breviarium Romanum (1962): Ufficio della Trasfigurazione. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, III, q. 45. San Tommaso d’Aquino, Catena Aurea sul Vangelo di Matteo, cap. 17. Jacopo da Varazze, Legenda Aurea.

  • 5 авг.7323915

    5 AGOSTO - BEATA VERGINE MARIA DELLA NEVE Oggi la Chiesa celebra la Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. LA STORIA DEL MIRACOLO Nell’anno 358 a Roma vivevano Giovanni e sua moglie. Non avevano figli e decisero di lasciare tutti i loro beni alla Madonna. La notte tra il 4 e il 5 agosto, la Vergine apparve in sogno sia a loro che a Papa Liberio. Chiese di costruire una chiesa "nel luogo che il mattino seguente avrebbero trovato coperto di neve". E il miracolo avvenne. Il 5 agosto, in piena estate romana, il colle Esquilino si svegliò imbiancato. Lì sorse la prima basilica romana dedicata a Maria: Santa Maria Maggiore. All’interno si conserva la venerata icona SALUS POPULI ROMANI - Salvezza del Popolo Romano. Davanti a lei da secoli i Papi e i fedeli affidano la Chiesa e il mondo.

  • 1 авг.1 0866319

    Un cuore devoto a Maria troverà sempre rifugio sicuro nelle tempeste della vita." Sant’Alfonso Maria de Liguori

  • 29 июл.1 1133822

    «Se qualcuno dicesse che dev'essere condannato il rito della Chiesa Romana, nella quale parte del Canone e le parole della Consacrazione sono pronunciate a bassavoce, e qualora dicesse che la Messa deve essere celebrata soltanto nella lingua volgare... sia scomunicato» Concilio di Trento (Sessione XXII)

  • 27 июл.9173010

    27 luglio – San Pantaleone Martire San Pantaleone fu un medico e martire dei primi secoli della Chiesa. Nacque a Nicomedia (nell’attuale Turchia) nella seconda metà del III secolo e subì il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, all’inizio del IV secolo. Le fonti liturgiche della Chiesa lo ricordano semplicemente come medico e martire, venerato fin dall’antichità sia in Oriente sia in Occidente. Il suo culto è infatti tra i più antichi e diffusi del mondo cristiano. Secondo l’antica tradizione agiografica, Pantaleone studiò medicina e, dopo la conversione al cristianesimo, esercitò la sua professione con grande carità, curando gratuitamente i poveri e gli ammalati. Per questo è annoverato tra i Santi Anàrgiri, i “medici senza denaro”, cioè coloro che non chiedevano alcun compenso per le loro cure. Sempre secondo la tradizione, fu denunciato come cristiano e affrontò il martirio con straordinaria fermezza, confidando in Cristo fino alla morte. I racconti del suo martirio narrano diversi prodigi, che hanno alimentato nei secoli la devozione dei fedeli. Oggi San Pantaleone è invocato come patrono dei medici, degli infermieri, dei farmacisti e di tutti gli ammalati, esempio luminoso di chi ha unito la competenza professionale alla carità evangelica. Fonti principali: Martirologio Romano (27 luglio). Acta Sanctorum dei Bollandisti (Passio di San Pantaleone). Tradizione dei Sinassari bizantini. Legenda Aurea di Jacopo da Varazze (fonte medievale di carattere devozionale).

  • 26 luglio – Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria Sant’Anna e San Gioacchino non sono menzionati nei Vangeli canonici. Ciò che conosciamo di loro proviene principalmente dall’antica tradizione cristiana e dal Protovangelo di Giacomo, uno scritto del II secolo che, pur non facendo parte della Sacra Scrittura, ha profondamente ispirato la devozione della Chiesa e l’arte cristiana. La tradizione racconta che Anna e Gioacchino erano sposi giusti e timorati di Dio. Per molti anni non ebbero figli e questa prova fu per loro motivo di grande sofferenza. Nonostante ciò, continuarono a confidare nel Signore con fede e perseveranza. Dio ascoltò le loro preghiere e un angelo annunciò a entrambi che avrebbero avuto una figlia, destinata a svolgere un ruolo unico nella storia della salvezza. La tradizione narra che i due sposi si ritrovarono presso la Porta Aurea di Gerusalemme, dove si abbracciarono con gioia dopo l’annuncio ricevuto. Questo episodio è stato raffigurato da molti artisti come segno della loro fede e della speranza finalmente esaudita. Quando nacque la loro bambina, la chiamarono Maria. Ella sarebbe diventata la Madre del Salvatore, scelta da Dio fin dall’eternità per accogliere nel suo grembo il Figlio fatto uomo. Nel corso dei secoli sono nate anche altre tradizioni riguardanti i parenti di Sant’Anna e San Gioacchino. Si tratta di racconti devozionali che hanno accompagnato la pietà popolare, ma che non appartengono alla Rivelazione contenuta nella Sacra Scrittura. Oggi la Chiesa ci invita soprattutto a guardare alla loro testimonianza di fede, di pazienza e di fiducia nella Provvidenza. Attraverso la santità di questa famiglia, Dio ha preparato la venuta della Vergine Maria e, mediante Lei, quella del nostro Signore Gesù Cristo. Santi Gioacchino e Anna, pregate per noi. 🩵

  • 22 июл.1 0684138

    🔖La mano sinistra di Maria Maddalena. Tra le molte reliquie del monastero di Simonopetra sul Monte Athos c'è la mano sinistra della santa mirofora Maria Maddalena. È il tesoro più sacro di Simonopetra. Questa mano è incorrotta, effonde un profumo celestiale, emana un calore corporeo come se fosse ancora in vita, e opera molti miracoli. A causa di questi molti miracoli, Santa Maria Maddalena è onorata con grande rispetto dai monaci di Simonopetra, i quali la ritengono la seconda fondatrice del santo monastero. È forse la reliquia più preziosa, uno dei fiori 🌺 più profumati del giardino della Madre di Dio, lo scrigno della Madonna, il Monte Athos! Questa preziosissima reliquia è la ricchezza e la gloria della comunità athonita e della Chiesa greco ortodossa. Non è cosa da poco possedere la mano incorruttibile di Maria Maddalena. Questa mano ha ‘toccato’ due grandi misteri della nostra salvezza: la dolorosa Crocifissione di Cristo e la Sua gloriosa Resurrezione. Ha toccato i piedi del Salvatore trafitti dai chiodi feroci e grondanti il Sangue 🩸 prezioso che, inzuppando la terra, l’ha purificata e risanata; ha cercato anche di toccare i piedi del Signore appena Risorto. Questa santa mano che ha toccato la stessa Vita (Cfr. 1Gv 1,1) e possiede quindi la linfa della vita e vince, a suo modo, la morte: rimane incorrotta, oltre le leggi della fisica; viva e trasmette grazia e santificazione. Esala nell’aria un buon odore: "Esala una buona fragranza, pura e piacevole", dicono i monaci, fedeli custodi del ‘tesoro’. È inevitabile che profumi ciò che è stato toccato dalla grazia del Risorto. Accende la gioia nel cuore di chi la tocca, la vede, vi prega vicino. È calda, ha la temperatura di una persona viva. La santa “apostola degli apostoli”, tramite questa mano, ha compiuto e sta compiendo molti miracoli a tutti coloro che cercano fedelmente la grazia del Crocifisso Risorto.

  • 17 июл.1 4513221

    𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗱𝗼𝗿𝗲 Il male è ingordo, è insaziabile, non si ferma mai. Nel nostro tempo, alla spudoratezza imperante non basta il trionfo che ha ottenuto negli spettacoli, sulle spiagge, per le strade e un po' ovunque nella società civile; ora, questa spudoratezza, dopo aver falciato la dignità della persona, vuole travolgere anche il sacro. Ed ecco le minigonne presenti, ormai largamente e senza alcun imbarazzo, anche nelle nostre chiese, con pieno diritto di cittadinanza, come se si trattasse della cosa più normale di questo mondo. No, ragazza mia! Tu che ti vesti in un certo modo (che favorisce in non poche persone l'impurità nei pensieri, nei desideri e in tutto il resto...) distruggi ciò che Cristo ha costruito e porti rovina dove Cristo ha portato salvezza. Gesù è morto su una croce per redimere il mondo, è morto anche per te, che ora rifiuti la sua guida, è morto per ognuno di noi, per quei tanti "ognuno" che tu spingi al male, forse fino alla rovina eterna... Ma ci pensi alla responsabilità che grava sulla tua coscienza se non ti comporti da cristiana anche nel modo di vestire? Un giorno renderemo conto a Dio di tutto! Di tutto!!! Il senso del pudore che devi avere non misurarlo sulla base di quella pallida ombra di pudore agonizzante che oggi a malapena sopravvive in tante ragazze. Misurati con Cristo, non con le miserie del mondo. Non puoi accontentarti di essere meno peggio delle altre. Gesù ti ricorda anche in questo il tuo dovere: "Voi siete nel mondo, ma non del mondo" (cfr.: Gv 17, 11. 14). Prova a immaginare come si vestirebbe Maria se vivesse oggi: certo si vestirebbe come una ragazza moderna e non come allora, ma sarebbe sicuramente modesta per non favorire in alcuna persona il più piccolo turbamento. Te la senti di deludere il Signore? Te la senti di spingere verso l'inferno qualcuno per cui Gesù ha versato il suo Sangue inchiodato su una croce? Sii acqua pura di sorgente per chiunque ti guarda e non... fango che sporca. 𝗗𝗮: "𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱'𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶",𝗱𝗼𝗻 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮

  • 16 июл.1 069319

    Commemorazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo Prendi, figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”. Queste furono le parole affidate al Priore Carmelitano San Simone Stock, dalla Vergine Maria, che gli apparve il 16 Luglio del 1251.

  • 13 июл.99888из SICUT_DIXIT

    Molto bene: https://fsspx.news/it/news/comunicato-della-casa-generalizia-la-fraternita-presenta-ricorso-contro-il-decreto-del-2

  • 9 июл.1 27310

    без подписи

  • 9 июл.1 56710

    без подписи

  • 9 июл.1 29510

    без подписи

  • 9 июл.1 00511

    без подписи