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  • 18 апр.1 7525912

    •SALVAGUARDARE LA VIRTÙ DELL'ALTRO• Maria apparteneva a Giuseppe, e Giuseppe a Maria, così che il loro matrimonio era reale, siccome si erano donati l'una all'altro. Ma come poteva essere? Ecco il trionfo della purezza. Donarono reciprocamente la propria verginità, e con questa verginità si donarono [...] un mutuo diritto. Che diritto? La salvaguardia della virtù dell'altro. San Pierre Julien Eymard Traduzione: @Fioridimodestia

  • 5 апр.2 0503211

    •DOMENICA DI PASQUA• Dic nobis, Maria, quid vidísti in via? Sepúlcrum Christi vivéntis: et gloriam vidi resurgéntis. Angélicos testes, sudárium, et vestes. Surréxit Christus spes maea: praecédet vos in Galilaeam. Scimus Christus surrexísse a mórtuis vere: tu nobis, victor Rex, miserére. Amen. Allelúja! 🌺Auguri di una Santa Pasqua dal nostro canale! 🌺

  • 30 мар.1 8552311

    •SETTIMANA SANTA• È da notare che il Signore, abbandonati i Giudei, sale al tempio, egli che doveva abitare nei cuori dei Gentili. Perché il vero tempio è quello ove il Signore è adorato, non secondo la lettera, ma in ispirito. Il tempio di Dio è quello, che s'è stabilito non su una struttura di pietre, ma sulla connessione delle verità della fede. Egli abbandona dunque quelli che l'odiano: e sceglie quelli che devono amarlo. Perciò andò al monte Oliveto, per piantare colla sua divina virtù queste giovani piante d'olivo che hanno per madre la celeste Gerusalemme. Su questo monte egli stesso è il celeste agricoltore: così che tutti quelli che sono piantati nella casa di Dio, possano dire, ciascuno: "Ma io son come un olivo fruttifero nella casa del Signore" (Salmo 51,8).  Sant'Ambrogio Vescovo, Libro IX su San Luca

  • 25 мар.1 553286

    ~25 marzo~ •FESTA DELL'ANNUNCIAZIONE• Dio onnipotente e clemente, [...] fin dagli stessi primordi del mondo preannunziò il rimedio della sua pietà destinato a rinnovare i mortali, quando dichiarò al serpente, che dalla donna sarebbe nato uno il quale colla sua virtù avrebbe schiacciato la sua testa orgogliosa e maliziosa, annunziando con ciò che il Cristo sarebbe venuto nella nostra carne, Dio insieme e uomo, e che, nato da una Vergine, avrebbe condannato colla sua nascita immacolata il rovinatore del genere umano. San Leone Papa, Sermone II sulla Natività del Signore

  • 24 мар.1 4162513

    •LA MATERNITÀ È SACRA• Ogni madre cattolica, [...] intravede debolmente in se stessa un’imitazione di Maria, la quale per nove mesi portò dentro di sé il suo Ospite, che era destinato a diventare l’Ostia del Verbo. E come il sacerdote nella Messa offre il pane e il vino che sono stati il raccolto sottratto a una natura non ancora redenta, così il grano che Maria mangiava, il vino che beveva, le immagini che il suo sguardo penetrava e il canto degli uccelli che i suoi orecchi udivano, tutto si tramutava in un offertorio da lei consacrato a Colui che si sarebbe offerto come Corpo e Sangue di Cristo. La maternità è sacra perché Gesù ebbe una Madre, e la nascita è sacra perché Maria aprì i portali della sua carne al “Primogenito di qualsiasi creazione”. Potremmo dire che la maternità assomigli quasi a una "Naturale Eucaristia”. Mons. Fulton Sheen, "Tre per sposarsi"

  • 23 мар.1 2472414

    •DARE LA VITA È AVERE LA VITA• Gli uomini e le donne che credono che le loro vite siano delimitate dalle frontiere del tempo come quella di una mucca non sanno attendere l’avvenire; la brama del piacere e del benessere immediati uccide la volontà di piantare un fiore e di aspettare che fiorisca. Solo coloro che hanno l’immortalità nei loro cuori desiderano realmente di prolungare tale immor­talità mediante il figlio. Un cuore impoverito non ha asso­lutamente nulla da elargire agli altri se non la propria va­cuità, e quindi non ha nulla da trasmettere ai posteri. Nessuno può trasmettere ciò che non ha. La volontà di non per­petuare la vita equivale a confessare di mancare di vita. Mons. Fulton Sheen, "Tre per sposarsi"

  • •DOMENICA DI PASSIONE• Considerate, fratelli carissimi, la mansuetudine di Dio. (Il Salvatore) era venuto a togliere i peccati e diceva: "Chi di voi mi accuserà di peccato?" (Gv. 8.46). Egli non disdegna di mostrare con ragionamento che non è peccatore, lui, che in virtù della sua divinità poteva giustificare i peccatori. Le parole che seguono sono veramente terribili: "Chi è da Dio, ascolta le parole di Dio: e perciò voi non le ascoltate, perché non siete da Dio". Se dunque chi è da Dio intende le parole di Dio, e se chi non è da Dio non può intenderle: ognuno si domandi se l'orecchio del suo cuore percepisca le parole di Dio; e conoscerà a chi appartiene.  San Gregorio Magno, Omelia 18 sul Vangelo

  • 20 мар.1 154205

    •DOROTEO DI GAZA, INSEGNAMENTI SPIRITUALI• L'UMILTÀ [parte 1] 26. Disse uno degli Anziani: Prima di ogni altra cosa abbiamo bisogno dell'umiltà; in ogni discorso che ascoltiamo dobbiamo essere pronti a dire: "Perdona", perché è proprio l'umiltà che distrugge tutte le trame del nostro nemico e oppositore. Cerchiamo di capire che cosa significa questo detto dell'Anziano. Perché dice: Prima di ogni altra cosa abbiamo bisogno dell'umiltà [...]? [...] Intende mostrarci, l'Anziano, che né lo stesso timor di Dio né l'elemosina né la temperanza né alcun'altra virtù può essere realizzata senza l'umiltà. [...] 27. Ecco, vedete, fratelli, quanto è grande la forza dell'umiltà, vedete quale efficacia ha il dire: "Perdona". E perché il diavolo viene chiamato non solo nemico, ma anche oppositore? Viene chiamano nemico perché odia l'uomo, odia il bene, è insidioso; viene poi detto oppositore perché intraprende ad impedire ogni azione buona. [...] Dall'umiltà, dunque, sono distrutte tutte le trame del nemico e oppositore. 28. Davvero grande è l'umiltà, e ciascuno dei santi è avanzato proprio attraverso l'umiltà, e attraverso la fatica ha abbreviato il suo cammino [...]. Umiliamoci dunque anche noi un pò, e siamo salvi; e anche nel caso che non possiamo affrontare fatiche perché deboli, studiamo di umiliarci. Ho fede nella misercordia di Dio che, per quel poco che si realizza in umiltà, ci troviamo anche noi nel luogo dei famosi santi che tanto hanno faticato servendo Dio. Sì, siamo deboli e non possiamo faticare: ma non possiamo forse umiliarci? #insegnamentispirituali (seguirà ogni venerdì un testo specifico tratto dal libro appena citato)

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  • 20 мар.1 3374921

    "Quando una donna vela il suo corpo con abiti modesti, non si sta nascondendo dagli uomini. Sta rivelando loro la sua dignità". Mons. Fulton Sheen Traduzione: @Fioridimodestia

  • 19 мар.1 1544613

    ~19 marzo~ •FESTA DI SAN GIUSEPPE• "San Giuseppe era l'uomo giusto: per la sua costante fedeltà, effetto di giustizia; per la sua perfetta discrezione, sorella della prudenza; per la sua retta condotta, segno di forza; e per la sua inviolabile castità, un fiore di temperanza." Sant'Alberto Magno Traduzione: @Fioridimodestia

  • 15 мар.1 315176

    •IV DOMENICA DI QUARESIMA• Infatti è maggior miracolo governare tutto il mondo che satollare cinquemila uomini con cinque pani. Eppure quello nessuno l'ammira: e questo gli uomini lo ammirano, non perché sia più grande, ma perché avviene raramente. Perché chi anche adesso nutre l'intero universo, se non colui che da pochi grani fa uscire le messi? (Cristo) dunque agì da Dio. Per questa stessa potenza onde trasforma in ricche messi pochi chicchi di grano, egli moltiplicò nelle sue mani i cinque pani: perché ogni potere si trovava nelle mani di Cristo. Sant'Agostino d'Ippona, Trattato 24 su Giovanni

  • 14 мар.1 3263010

    "Rallegrati, padre Adamo, ma soprattutto tu, o madre Eva, esulta [...]. Consolatevi entrambi per questa figlia, e per tale figlia; ma Eva maggiormente, che fu la prima causa del male, e ne trasfuse l’obbrobrio in tutte le donne. Sta per venire il tempo in cui tale obbrobrio sarà tolto, e l’uomo non avrà più motivo di lamentarsi della donna; [...] Perciò corri, o Eva, da Maria, corri, madre dalla figlia; risponda la figlia per la madre, essa tolga la vergogna della madre, essa sia soddisfazione al padre per la madre, perché ecco, se l’uomo è caduto per causa della donna, d’ora in poi non si rialzerà se non per merito di una donna." San Bernardo da Chiaravalle, "Lodi della Vergine Madre", Omelia II

  • 13 мар.1 153236

    •DOROTEO DI GAZA, INSEGNAMENTI SPIRITUALI• LA RINUNCIA [ultima parte] 24. Si racconta una tradizione di questo genere. San Basilio, passando per i suoi cenobi, disse ad uno degli igumeni: "Hai qualcuno ben indirizzato alla salvezza?". L'abbas gli rispose: "Per le tue preghiere, signore, tutti vogliamo salvarci". San Basilio gli dice di nuovo: "Hai qualcuno ben indirizzato alla salvezza?". Quello capì, perché era anche lui uno spirituale, e gli disse "Sì". Il santo gli dice: "Dammi da lavarmi". Quello va e gli porta da lavarsi. Dopo essersi lavato, san Basilio prende a sua volta l'acqua e dice al fratello: "Prendi e lavati anche tu". Quello prese l'acqua dal santo senza discutere; dopo averlo messo alla prova in questo modo, gli dice di nuovo: "Quando entro in chiesa, ricordami di importi le mani". E di nuovo quello obbedì senza discutere. Quando vide san Basilio dentro la chiesa, andò a ricordarglielo, e lui gli impose le mani e lo prese con sé. Infatti, a chi si addiceva di vivere con quel santo teoforo se non ad un tale fratello benedetto? 25. Voi non avete esperienza di un'obbedienza senza discussione e neppure conoscete la quiete che essa procura. Una volta interrogai l'Anziano [...]; gli dissi: "Signore, la scrittura dice che dobbiamo entrare nel regno dei cieli attraverso molte afflizioni; ma io mi accorgo che di afflizioni non ne ho nemmeno una. Che devo fare per non perdere la mia anima?". [...] mi diede questa spiegazione: "Non affliggerti. Tu non hai nessun problema. Chiunque si sottomette all'obbedienza dei Padri possiede questa mancanza di preoccupazioni e questa quiete". #insegnamentispirituali (seguirà ogni venerdì un testo specifico tratto dal libro appena citato)

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  • 10 мар.1 8634024

    "All'inizio amiamo Dio solo per i doni e le emozioni che ci manda. Ci fa tanti regali, come si fanno a una fanciulla nella fase del corteggiamento. Se i regali non arrivano più in abbondanza dopo il matrimonio, non è perché l'amore del marito è meno di prima, ma perché è più grande. Perché ora dona sé stesso. Non sono i doni del marito ciò che la moglie ama, né i suoi complimenti, e nemmeno quel brivido di piacere che riceve dalla sua compagnia. Ama lui. Nel momento in cui l'Amante è amato per Sé stesso, la natura dei suoi doni non conta più." Arcivescovo Fulton Sheen, "That tremendous love" Traduzione: @Fioridimodestia

  • 🌺Fiori di Modestia🌺 pinned «•NOVENA A SAN GIUSEPPE• + In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. 1. O San Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a voi ricorro, affinché m’imploriate la grazia, per la quale mi vedete gemere e supplicare davanti a voi. E’ vero che i presenti…»

  • 10 мар.1 4271819

    •NOVENA A SAN GIUSEPPE• + In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. 1. O San Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a voi ricorro, affinché m’imploriate la grazia, per la quale mi vedete gemere e supplicare davanti a voi. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze che provo sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? “Ah! No!” mi risponde la vostra grande devota Santa Teresa, “No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione dei Patriarca San Giuseppe; andate con vera fede da lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande”. Con tanta fiducia, mi presento, quindi, davanti a voi e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto potete, o San Giuseppe prestatemi soccorso nelle mie tribolazioni. Supplite alla mia mancanza e, potente come siete, fate che, ottenuta per la vostra pia intercessione la grazia che imploro, possa ritornare al vostro altare per rendervi l’omaggio della mia riconoscenza. Pater, Ave, Gloria 2. Non dimenticate, o misericordioso San Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che fosse, è ricorsa a voi, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in voi riposte. Quante grazie e favori avete ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla vostra protezione sono stati esauditi. Deh! non permettete, o gran Santo che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo dei vostro conforto. Mostratevi buono e generoso anche verso di me, ed io, ringraziandovi, esalterò in voi la bontà e la misericordia del Signore. Pater, Ave, Gloria 3. O eccelso Capo della Sacra Famiglia, io vi venero profondamente e di cuore v’invoco. Agli afflitti, che vi hanno pregato prima di me, avete concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnatevi quindi di consolare anche l’animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle ingiustizie da cui è oppresso. Voi, o sapientissimo Santo, vedete in Dio tutti i miei bisogni prima ancora che io ve li esponga con la mia preghiera. Voi dunque sapete benissimo quanto mi è necessaria la grazia che vi domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da voi spero d’essere confortato: da voi, o glorioso Santo. Se mi concedete la grazia che con tanta insistenza io domando, prometto di diffondere la devozione verso di voi, di aiutare e sostenere le opere che, nel vostro Nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. O San Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbiate pietà dei mio dolore! Pater, Ave, Gloria ℣. Constituit eum dominum domus suæ. ℞. Et principem omnis possessionis suæ. ℣. Ora pro nobis, sancte Joseph. ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. Oremus. Deus, qui in ineffabili providentia beatum Joseph sanctissimæ Genetricis tuæ Sponsum eligere dignatus es, præsta, quæsumus, ut quem protectorem veneramur in terris, intercessorem habere mereamur in cœlis: Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum. Amen.

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  • 9 мар.985163

    •III DOMENICA DI QUARESIMA• Il santo Giuseppe ci sia dunque proposto come specchio di castità. La purezza splende nei suoi costumi, nei suoi atti, insieme allo splendore d'una certa grazia che è la compagna della castità. Onde anche i genitori l'amavano più degli altri figli. Ma ciò fu causa d'invidia: il che non devesi tacere: perché essa fu l'origine dei fatti che formano il seguito della storia di Giuseppe: e perché insieme impariamo che un uomo perfetto non si lascia trasportare mai dal desiderio di vendicare l'offesa, o di rendere male per male. Onde Davide dice: "Se ho reso male a chi me ne faceva...". In che Giuseppe avrebbe meritato d'esser preferito agli altri, s'egli avesse offeso quelli che l'offendevano, o se non avesse amato che coloro che l'amavano? Questo lo fanno molti. Ma ciò ch'è mirabile si è di amare il proprio nemico, come insegna il Salvatore. Sant'Ambrogio Vescovo, Libro sul Santo Giuseppe