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[…segue] «𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗦𝗟𝗔𝗠𝗜𝗖𝗜»: 𝗖𝗛𝗜 𝗧𝗜 𝗗𝗔̀ 𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘 𝗦𝗕𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔𝗧𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗚𝗚𝗘𝗥𝗧𝗜 [PARTE 2] […] 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼. Il terrorismo islamista — quello vero, quello che ammazza — non è spuntato dal nulla dei minareti. È stato armato e finanziato per decenni: dai mujaheddin afghani sostenuti da Washington contro Mosca, ai gruppi jihadisti transitati per Libia e Siria, alle scuole radicali pagate dalle petromonarchie del Golfo, alleate fedelissime dell’Occidente e mai sfiorate da una sanzione. Se dici «gli islamici», questa catena sparisce dentro una parola sola. Se dici «islamisti», sei costretto a chiederti chi li ha pagati. Capisci perché a chi vuole imbrogliarti conviene la prima parola? 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼. Dopo quello che il mondo ha visto a Gaza, persino chi è accusato di genocidio può provare a rifarsi la faccia di bronzo presentandosi come «baluardo dell’Occidente contro “gli islamici”». La parola funziona da scudo, perché finché fissi il blocco immaginario eviti di guardare chi te lo sta indicando. 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗼, ed è il più cinico, perché riguarda te. L’immigrazione in Italia è gestita male: verissimo. Ma da chi? Dai trafficanti che vendono posti sui barconi. Dai caporali che pagano tre euro l’ora. Da chi affitta tuguri a peso d’oro. Dai politici che da trent’anni lasciano fare alle mafie scafiste e schiaviste, perché quel lavoro sottopagato fa comodo a qualcuno. Sono nomi, cognomi e conti correnti. Ma se la tua rabbia viene dirottata su «gli islamici» in generale, quei nomi restano tranquilli. Ti mettono in mano un bersaglio finto, che potrai colpire per anni senza che il tuo quartiere diventi più sicuro. Poi ci sono quelli che la crociata la fanno in versione instagrammabile: elmo, spada, «Deus vult» nei commenti, e la sera cena etnica. Non li vedrai mai in un cantiere alle sei del mattino né in una scala popolare, dove italiani e stranieri i problemi se li dividono davvero. Ti chiedono di indignarti da casa mentre loro accumulano visualizzazioni. È un lavoro, il loro, e lo stipendio lo paghi tu in rabbia. Difendere l’identità nazionale è tutt’altra cosa. Viviamo in un Paese mediterraneo: la sponda sud è il nostro vicinato, prima ancora che una minaccia. E con i vicini si commercia, si contratta, si litiga e si fanno accordi, trattandosi da pari, come si fa da tremila anni su questo mare nei suoi momenti migliori. Sicurezza vuol dire sapere chi hai davvero davanti. Chi ti confonde le parole, lungi dal volerti rafforzare, vuole usarti. [FINE]
«𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗦𝗟𝗔𝗠𝗜𝗖𝗜»: 𝗖𝗛𝗜 𝗧𝗜 𝗗𝗔̀ 𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘 𝗦𝗕𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔𝗧𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗚𝗚𝗘𝗥𝗧𝗜 [PARTE 1] 𝘛𝘳𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘣𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘶𝘨𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 Chi dice che il problema non esiste, in quei posti non ci vive. E non sono più solo le periferie: è l’area della stazione dove non passi volentieri la sera, è la via del centro storico che si è svuotata di negozi e riempita d’altro, è il paese di tremila abitanti che in due anni si è trovato addosso un’emergenza che non aveva mai conosciuto. Ma proprio perché il problema è vero, servono parole esatte. Con le parole sbagliate si finisce per sbagliare bersaglio, e il problema resta lì dov’era. C’è anche chi ha interesse a fartelo sbagliare. Questa è l’epoca dei polarizzatori: gente che promette di difenderti e intanto ti assegna un posto dentro uno schema deciso da altri. Ti danno un nemico facile da riconoscere, e in cambio si prendono il tuo voto. Lo schema regge finché non provi a verificarlo. Il disagio, dopo, è rimasto identico. 𝗧𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲, 𝘁𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲. 𝗠𝗨𝗦𝗨𝗟𝗠𝗔𝗡𝗢 è una persona di fede islamica. Come dire cattolico, ebreo, buddista. Oltre due miliardi di persone: praticanti e non, conservatori e liberali, sunniti e sciiti, indonesiani, senegalesi, bosniaci, italiani. 𝗜𝗦𝗟𝗔𝗠𝗜𝗖𝗢 è in prevalenza un aggettivo, e riguarda le cose: arte islamica, diritto islamico, mondo islamico. Dire «gli islamici» come sostantivo per parlare delle persone non è grammaticalmente sbagliato. Ma 𝗺𝘂𝘀𝘂𝗹𝗺𝗮𝗻𝗶 è una parola più precisa. Usare sempre «gli islamici» fa sembrare persone diversissime tra loro come un unico blocco, con le stesse idee e gli stessi obiettivi. 𝗜𝗦𝗟𝗔𝗠𝗜𝗦𝗧𝗔 è chi vuole che la religione governi lo Stato. È un progetto politico, molto differenziato, e ha nemici accaniti proprio dentro il mondo musulmano. Ora guarda cosa succede quando qualcuno dice «gli islamici». Prende l’aggettivo delle cose e lo appiccica alle persone. Il tuo vicino di casa smette di essere un uomo con la sua storia e diventa il pezzo di un blocco. «Gli islamici vogliono», «gli islamici avanzano». Due miliardi di individui si condensano in un soggetto solo, con una volontà sola, che a quel punto si può soltanto temere o combattere. Parole del genere non si diffondono da sole. Qualcuno le porta in giro, e qui sono in tre ad avere interesse a farlo. […] [FINE PARTE 1] [Segue…]
🇮🇱💥🇱🇧 Impressionanti bombardamenti sulle alture di Ali Al-Taher nel sud del Libano con proiettili contenenti fosforo bianco nelle prime ore del mattino di oggi. Tutto questo nel silenzio della comunità internazionale e mentre gli USA hanno il coraggio di annunciare un nuovo round di colloqui tra i sionisti colonizzatori e i quisling libanesi per i primi di settembre. L'occupazione e il genocidio palestinese evidentemente non bastavano. ❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico: t.me/lantidiplomatico
https://www.youtube.com/watch?v=Hn9MLDo2FbE In questa puntata analizziamo la svolta strategica nel teatro del Mar Nero e gli ultimi sviluppi su tutti i principali settori del fronte. Dopo settimane di intensi attacchi contro le infrastrutture portuali, la rete ferroviaria e i nodi logistici di Odessa e della Bessarabia, l'Ucraina ha trasmesso alla Russia — attraverso la mediazione della Turchia — una proposta formale di tregua marittima per sospendere i colpi contro i porti e le navi commerciali. Esaminiamo la situazione militare punto per punto: L'andamento del fronte: La spinta russa nel settore di Sumy, la chiusura della battaglia per Belyj Kolodez, l'avanzamento verso Velikij Burluk, i combattimenti a Kozachya Lopan e l'ingresso nell'agglomerato di Alekseevo-Druzhkovka. Analisi di dettaglio: Il valore tattico del canale interrato a Orekhovatka e il rischio di arretramento difensivo a est di Kharkov. Attacchi in profondità e guerra logistica: L'operazione combinata ucraina su Novorossijsk, il colpimento del polo logistico di Brovary e le conseguenze geopolitiche sui mercati del grano in Nordafrica e Medio Oriente. La crisi degli intercettori occidentali: L'allarme del CSIS sulle scorte di missili Patriot e THAAD negli Stati Uniti e le implicazioni per la difesa aerea ucraina. Spazio e tecnologia: L'evoluzione della costellazione satellitare russa Rassvet e il confronto con Starlink.
Una dichiarazione molto chiara di Dmitrij Medv'edev: ---- I paesi europei occidentali ululano incessantemente riguardo alla cosiddetta flotta "ombra" russa. Cerchiamo di capire di cosa si tratta. Con questo termine si intendono le normali navi mercantili che navigano sotto bandiere non russe, ma che effettuano trasporti nel nostro interesse. Questo tipo di bandiera è solitamente definita "di comodo" o "favorevole". Si tratta di un sistema in cui una nave è registrata in un paese diverso da quello del suo proprietario, al fine di risparmiare sulle tasse e sulla regolamentazione. Tra questi paesi figurano Panama, Liberia, le Isole Marshall, le Bahamas, Belize, le Bermuda, le Isole Cayman, Cipro, Malta e le Seychelles. Naturalmente, i paesi europei non hanno alcun diritto di trattenere tali navi, né in base alla Convenzione sul diritto del mare del 1982, né in base alla legislazione nazionale. Si tratta di un'azione arbitraria. Ma da questo deriva una conclusione importante: la stragrande maggioranza delle navi europee occidentali naviga anch'esse sotto bandiere di comodo. E cosa significa? Significa che, adottando un approccio simmetrico (il che è giusto), la Russia ha il diritto di attaccare qualsiasi nave mercantile di paesi nemici, sia nelle nostre acque che in acque neutrali, qualora vi siano fondati sospetti che trasporti merci a beneficio del nemico. Cioè, qualsiasi tipo di carico! E ci sono molte navi di questo tipo. Le nostre forze armate sono in grado di espandere drasticamente le loro operazioni al di là del bacino del Mar Nero! Proprio di questo ha riferito oggi il comandante della flotta del Pacifico al Comandante Supremo.
I Kushner si prendono un altro pezzo di sport. Secondo quanto riportato da Espn, Josh Kushner, fondatore del fondo di venture capital Thrive Capital e fratello minore di Jared Kushner – genero del presidente USA Trump – avrebbe raggiunto un accordo per rilevare i Los Angeles Lakers da Mark Walter per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari, la più alta mai pagata per l’acquisto di una franchigia sportiva professionistica al mondo. Walter aveva acquisito il controllo della squadra dalla famiglia Buss soltanto lo scorso anno, per una cifra già allora record di circa 10 miliardi di dollari, dopo l’approvazione unanime della NBA arrivata a ottobre. Con questa operazione, i Lakers detengono ora sia il primo che il secondo posto nella classifica delle vendite più costose nella storia delle franchigie sportive professionistiche. https://it.insideover.com/politica/un-kushner-si-prende-i-lakers-josh-fratello-di-jared-acquista-la-franchigia-nba-per-125-miliardi-e-record.html #kushner #usa #lakers
Così immaginiamo il nascondiglio del presidente Trump durante l’«Operazione Taco»: per trasbordare in gran segreto dall’Air Force One a un altro aereo, il comandante in capo della prima potenza mondiale sarebbe stato infilato in un carrello del catering, mimetizzato fra tacos, bibite e Diet Coke. Geopolitica da superpotenza, logistica da commedia degli equivoci. Ricordiamo che TACO è anche l’acronimo di “Trump Always Chickens Out”, letteralmente «Trump si tira sempre indietro» — o, più liberamente, «Trump fa sempre marcia indietro». L’espressione fu resa popolare nel 2025 dal Financial Times per descrivere la tendenza attribuita a Trump a formulare minacce molto dure, soprattutto sui dazi, per poi attenuarle, rinviarle o ritirarle quando cresce il costo economico o politico. (Financial Times) Insomma, in questa storia il TACO finisce addirittura nascosto tra i tacos. @Middle_East_Spectator
L’ORO TORNA A SALIRE Dopo il massimo storico a fine gennaio e la drastica correzione a giugno, l’oro è tornato salire sulla spinta dell’aumento della domanda di beni rifugio e dell’allentamento delle aspettative di stretta monetaria in USA. Il prezzo corrente dei futures oro oscilla tra 4.460 e 4.470 USD/oncia. Rispetto al massimo a 1 anno a fine gennaio 2026 (~5.627), la quotazione attuale si colloca circa 20–21% al di sotto. Rispetto alla quotazione di giugno 2026 (~3.353), è in rialzo di circa il 14%. Il movimento di agosto 2026 (migliore settimana da gennaio in alcuni report, con guadagni settimanali intorno al 7% e MTD fino a ~10%) è sostenuto da diversi fattori concomitanti. In primo luogo, aspettative Fed più accomodanti. I dati sull’occupazione e la CPI di luglio hanno ridotto le scommesse su rialzi immediati dei tassi. L’oro non produce rendimento, stende, però a rafforzarsi quando i tassi reali attesi scendono o il percorso di stretta si allenta. ebolezza del dollaro. Un indice del dollaro (DXY) più debole rende l’oro più attraente per investitori non-USA. Pesano poi gli acquisti strutturali delle banche centrali (la Cina, in particolare, ha proseguito gli acquisti per molti mesi consecutivi), il ritorno di flussi su ETF e, ovviamente, ensioni geopolitiche, che alimentano la domanda di beni rifugio. Il rialzo attuale non è ancora un breakout verso i massimi assoluti, ma è comunque un recupero sostenuto da fondamentali. 🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE Telegram | Portale | Substack | X | Facebook | Instagram | YouTube
🔴 ANCHE SU HAARETZ CRITICANO L'UTILIZZO DELLA PAROLA USATA (ANCHE DALLA RAI) PER DESCRIVERE I COLONI ISRAELIANI: «GLI ESCURSIONISTI» Gideon Levy, su Haaretz, giornale israeliano, critica duramente l’esercito israeliano per le violenze dei coloni in Cisgiordania. L’articolo cita la definizione di «escursionisti» utilizzata dall’esercito per indicare gli autori del massacro nel villaggio di Tell, mentre in un’altra comunicazione gli stessi vengono descritti più genericamente come «civili» entrati nelle case e sui terreni palestinesi. A Qusra, intanto, i coloni avrebbero occupato una proprietà palestinese e aggredito un giornalista e un fotografo di Haaretz, impedendo loro di raggiungere il luogo, mentre alcuni soldati sarebbero stati filmati mentre pregavano insieme agli aggressori. Secondo Levy, l’IDF non si limiterebbe più a tollerare la violenza dei coloni: «L’IDF è i coloni, e i coloni sono l’IDF». Un editoriale molto importante. Vi consiglio di conservarlo e magari girarlo alla Rai e a quel fenomeno di Brunori, inviato della Rai a Gerusalemme che parla di quelle bestie di Satana dei coloni come dei semplici "escursionisti". Sipario! T.me/GiuseppeSalamone
E SE IL VERO PROBLEMA DELL'OCCIDENTE FOSSE CHE STA CONSUMANDO SE STESSO? Non soltanto le sue industrie, il suo risparmio o il suo welfare. Anche le città, le famiglie, le comunità, il territorio e, soprattutto, la fiducia nel futuro. Ne abbiamo parlato a Dietro il sipario, su Visione TV, con Lilli Goriup e Simona Mangiante. Siamo partiti da un tema capace immediatamente di dividere l’opinione pubblica — l’aborto e la sua trasformazione in terreno di polarizzazione politica — per arrivare a una questione molto più grande. Perché in Italia nascono sempre meno bambini, anche quando moltissime persone dichiarano di desiderarne? Perché avere una casa, costruire una famiglia, mettere qualcosa da parte o semplicemente immaginare che i propri figli vivranno meglio è diventato così difficile? E cosa succede a una società quando le sue città diventano soprattutto luoghi da mettere a reddito, le aree interne vengono abbandonate, l’industria arretra e il declino demografico viene considerato quasi un fenomeno naturale da “accompagnare”? La Sardegna, Milano, la Corsica, gli Stati Uniti: situazioni molto diverse che raccontano pezzi dello stesso problema. Una società non declina soltanto quando diventa più povera. Declina quando smette di riprodurre ciò che la tiene insieme. È di questo che abbiamo provato a discutere, senza slogan e senza una risposta già confezionata. 🎥 Qui la puntata integrale di Dietro il sipario. Mi interessa soprattutto una cosa: secondo voi qual è il segnale più evidente che una società non crede più nel proprio futuro?
🇺🇸🇮🇱⚡🇮🇷 Il prof. Marandi avvisa di un potenziale blitzkrieg della Coalizione Epstein nelle prossime ore. _ ❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico: t.me/lantidiplomatico
Perché Trump e gli Usa sono "prigionieri" del Medio Oriente Il presidente Trump forse vorrebbe lasciar perdere il Medio Oriente ma il Medio Oriente non lascerà perdere lui, scrive il New York Times. Ma non sono solo le ragioni descritte dal giornale americano, è una questione geopolitica di fondo: il controllo di quanto avviene nel Golfo e dintorni è fondamentale per restare una superpotenza- Gli Usa possono fare di Israele il "guardiano della regione" ma devono restare in controllo delle maggiori risorse energetiche del mondo e dei loro flussi, nonché del loro valore espresso in dollari, ovvero dei mercati mondiali. Il resto sono chiacchiere. Alberto Negri
PRECIPITA IL MIG UCRAINO - Un MiG-29 ucraino è precipitato ieri nell'oblast di Odessa mentre tentava di abbattere dei droni russi. L'Aeronautica militare ucraina ha riferito che si è verificata una "situazione anomala" nel momento in cui il velivolo ha lanciato un missile aria-aria contro un drone russo, portando il pilota a perdere il controllo del mezzo. Secondo quanto riferito, il pilota ha tentato di salvare l'aereo, ma è stato infine costretto a eiettarsi; attualmente è sottoposto a cure mediche.
🇨🇳 — Razzo cinese per carichi utili esplode in volo Il lancio del razzo spaziale cinese Long March 7A si è concluso con un fallimento: circa 85 secondi dopo il decollo, il razzo è esploso in aria. Il razzo era destinato a mettere in orbita diversi satelliti, probabilmente per comunicazioni militari. Le cause dell'esplosione non sono ancora state rese note. È importante sottolineare che si tratta del primo incidente di un razzo Long March 7A, a partire dal primo lancio di questo tipo di razzo nel giugno 2016.
❗️— Proposta per una Confederazione Europea Le recenti proposte per una "Confederazione Europea" mirano a colmare il divario tra l'UE, il Regno Unito e le nazioni non appartenenti all'UE, scambiando la protezione militare britannica con l'accesso economico al continente. Questo quadro, delineato in una proposta di agosto 2026 presentata dall'ex parlamentare britannico Nick Boles tramite il think tank Demos, mira a ristrutturare le relazioni europee attraverso meccanismi di difesa e commercio basati su trattati. ➖La confederazione è concepita come un'entità basata su trattati, distinta dall'UE, ma aperta sia agli stati membri dell'UE che a quelli non membri. ➖Posiziona l'Ucraina al centro assoluto del nuovo quadro di sicurezza. I principali partner non UE/non NATO invitati includerebbero: — Ucraina — Svizzera — Norvegia — Gli stati dei Balcani occidentali (ex repubbliche jugoslave + Albania) ▪️Pilastri fondamentali della confederazione proposta La deterrenza nucleare e la difesa: Il Regno Unito estenderebbe la sua deterrenza nucleare e le garanzie di difesa reciproca in stile NATO (riflettendo gli articoli 4 e 5) agli stati europei che non sono membri della NATO. Lo scambio economico: In cambio della fornitura di queste garanzie di sicurezza, il Regno Unito e altri paesi partecipanti otterrebbero l'accesso al mercato unico europeo, specificamente per il commercio di beni. Preservazione della sovranità: Il modello evita deliberatamente i requisiti controversi della standard integrazione europea. Non richiederebbe la libera circolazione delle persone, la libera circolazione senza visto nell'area Schengen o l'adozione della valuta dell'euro. Spazi di cooperazione condivisa: Oltre al commercio e alla difesa di base, il piano introduce uno spazio continentale condiviso per la tecnologia e l'innovazione, insieme a un ampio quadro di opportunità per i giovani. ➡️ Molti si chiedono qual è lo scopo di tutto questo, se la NATO già esiste. I sostenitori sostengono che offre un modo per coprire i paesi non NATO/UE, superando la resistenza di alcuni stati membri a consentire l'adesione di nuovi membri alla NATO e all'UE... sembra anche un piano britannico per esercitare influenza sul continente senza dover rientrare nell'UE dopo la Brexit.
Il sito norvegese Steigan riporta dati provenienti dalla parte ucraina riguardo all'utilizzo di droni. Dei circa 1400-1500 attacchi con droni registrati su Mosca, il 93 percento è stato abbattuto nelle linee di difesa esterne della regione, il 6 percento nelle aree più vicine alla città, e solo un drone – lo 0,07 percento del totale – è penetrato effettivamente a Mosca. Nel contesto di migliaia di lanci, si tratta di una quantità trascurabile. Anche i calcoli sui costi sono scoraggianti. Il drone FP1, il tipo più comune ed economico per le operazioni offensive, costa circa 55.000 dollari per unità. 1400 di questi droni costerebbero circa 77 milioni di dollari. Si afferma inoltre che le notizie apparse sui media occidentali riguardo alla riduzione del 40% della capacità di raffinazione del petrolio russa sono ampiamente esagerate, e che i danni reali non superano il 13%. Inoltre, la perdita complessiva di produzione di carburante su base annuale è insignificante (circa l'1,7%), e la situazione si è rapidamente stabilizzata grazie alla riduzione delle riparazioni e all'utilizzo di riserve.
https://x.com/SavinoBalzano/status/2086727939043799377?s=20 Leggete il titolo di questo pezzo del Domani. Sull'#Ucraina, si dice, nel PD non c'è partita: la #Schlein non può fare marcia indietro, l'aiuto militare a Kiev non può essere messo in discussione, perché c'è di mezzo #Mattarella. Insomma, ammesso (e non concesso!) che la #Schlein volesse cambiare strategia sull'Ucraina, avvicinandosi alle posizioni di #Conte e del M5S, ciò non sarebbe possibile, dal momento che si creerebbe uno strappo col #Quirinale. Detto ancora in altri termini: la minoranza del PD, i cosiddetti riformisti (non si è capito quali riforme propongano e in che modo le stesse siano nell'interesse del Paese), vincono comunque perché il tavolo è truccato: chi dà le carte, il croupier, è amico loro. Fine del discorso. Che senso ha la tanto vantata dialettica interna? Dov'è la democrazia (oltre che nella scelta ipocrita di metterla nel nome del partito)? Come può un sistema politico funzionare in questo modo, se non stracciando la Costituzione? Non è dato saperlo. Uscito un articolo del genere, la Segretaria dovrebbe ribellarsi, rilasciare una dichiarazione del tipo: «Si smentiscono tutte le false rivelazioni della stampa, secondo cui le nostre legittime scelte politiche sarebbero condizionate dalla Presidenza della Repubblica, che non ha alcuna prerogativa da esercitare in tal senso, essendo il suo un mero ruolo di garanzia». Voi avete sentito nulla? Manco io. Il Presidente della Repubblica che ruolo gioca? È un politico in campo nell'agone? Diciamocelo, ma dotato di quale legittimazione democratica? Chi gli conferisce questo mandato? Quale articolo della Carta gli impone tale condotta? E il sistema mediatico, in questo caso il Domani, come commenta una notizia di questo tipo? Con sdegno, con scandalo, inorridendo? Assolutamente no: tutto normale. È tutto parte del #RomanzoQuirinale (ringrazio di cuore i lettori che continuano ad acquistare il libro, che oggi sta andando benissimo negli store online, nonostante il voluto silenzio della stampa e dei grandi media): l'ennesimo capitolo che si aggiunge a tutti gli altri. La nostra è una politica commissariata: dalla dimensione sovranazionale, dai vincoli esterni, dal pilota automatico, dalla tecnocrazia. Di questo meccanismo, del tutto contrastante col dettato costituzionale, il Capo dello Stato è assoluto garante. Tutto ciò ci rende una colonia bella e buona (anzi, brutta e cattiva). E il proconsole ha un nome e un cognome.
La benzina non costa 4 euro grazie alla Cina, ma in Italia non lo dice nessuno Matteo Masi C’è un quadro globale che in Italia si fa finta di non vedere: nei fatti, la Cina è diventata il principale stabilizzatore geopolitico ed economico del pianeta, ed è oggi l’unica grande potenza a lavorare concretamente per la Pace. Mentre le recenti tensioni e i conflitti in Medio Oriente (scatenati da USA e Israele)… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/08/10/la-benzina-non-costa-4-euro-grazie-alla-cina-ma-in-italia-non-lo-dice-nessuno/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
Il buco nell’ozono? Colpa di Putin. L’incendio allo Spin Time? L’ha appiccato Putin. La fame nel mondo? Ovviamente colpa di Putin. Poteva non entrarci Putin ANCHE nell’ “attentato” a Ranucci? Ovvio che i giornali italiani non avrebbero perso questa ghiotta occasione! Intanto nelle scorse ore è stato arrestato Walter Lavitola con l’accusa di essere il mandante dell’attentato bomba ai danni del conduttore di Report. La cosa inquietante è che i due sono stati descritti come molto amici. Io non farei mai mettere una bomba nella macchina della mia migliore amica. A meno che…. La mia idea è che l’obiettivo fosse attaccare il governo Meloni creando ad arte l’immagine del giornalista perseguitato per le sue inchieste scomode. Perfetto per una candidatura nel 2027 o per un endorsement a qualche altro “papabile”. È andata male? Solo le carte potranno dire come è andata realmente, ma il tentativo di depistaggio con il classico “ha stato Putin” mi sembra una toppa peggiore del buco.